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I santi del giorno del 9 settembre

9 Set

DESIDERATO Laval
Giacomo Desiderato, nato a Croth, in Normandia, il 18 settembre 1803. Figlio del sindaco del paese, rimase orfano di madre all’età di 8 anni e venne ospitato da uno zio che lo seguì negli studi. Frequentò anche il seminario di Evreux per un po’ di tempo, ma poi tornato in famiglia decise di studiare medicina all’università di Parigi, dove ottenne la laurea nel 1830. Esercitò la professione in Normandia, ma dopo 5 anni decise improvvisamente di entrare nel seminario di Saint-Sulpice a Parigi, dove fu ordinato sacerdote nel 1838. Dopo un periodo nel quale esercitò l’attività pastorale di parroco, nel 1841 con altri 3 missionari della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, andò nelle isole Mauritius tra una popolazione di circa 160 mila fra bianchi e neri, tutti ufficialmente liberi dalla schiavitù e molti cattolici, ma seguiti da un esiguo numero di preti. Incoraggiato dal vescovo benedettino monsignor Collier, si gettò in una formidabile opera missionaria fondando scuole, ospedali e laboratori, purtroppo però dopo una ventina d’anni di questa vita dura e laboriosa rimase invalido. Restò ancora tra questa che era diventata la sua gente dove morì il 9 settembre 1864. Il suo funerale, svoltosi nella capitale Port-Louis, dove la salma riposa nella chiesa del Sacro Cuore, fu seguito da più di 40 mila fedeli. Proclamato beato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979.

DOROTEO di Nicomedia
martire con Gorgonio in Bitinia nel 303. Ambedue ufficiali della corte di Diocleziano, furono uccisi per la loro fede cristiana.

GORGONIO di Nicomedia
ufficiale della corte di Diocleziano che gli aveva affidato incarichi molto importanti, quando la persecuzioni anticristiane divennero più forti, subì anche lui il martirio a Nicomedia(v) nel 303, assieme a molti compagni, tra i quali Doroteo e Fermo.

ISACCO il Grande
Katholikos di Armenia, nato nel 388, discendete di Gregorio l’Illuminatore, venne educato a Costantinopoli. Siccome al tempo della sua elezione a vescovo, in Armenia era proibito l’uso della lingua greca, si adoperò per tradurre in armeno, dal siriaco e dal greco, tutti i libri della Bibbia e molte altre opere religiose. Diede un notevole impulso al sorgere di una liturgia armena, consolidò la disciplina gerarchica, pose termine all’usanza che i vescovi si sposassero, incoraggiò il monachesimo, costruì chiese e scuole e combattè il paganesimo. Morto a Costantinopoli nel 439, è considerato il vero fondatore della Chiesa Armena.

OGLERIO di Trino
nato nel 1136 e morto nel 1214. Abate di Lucedio, presso Trino, in provincia di Vercelli, ebbe il governo dell’abbazia nel periodo del suo maggior splendore. Di lui ci restano due opuscoli ritrovati nel 13° secolo e pubblicati solo nel 1873, il primo afferma l’immunità di Maria da ogni peccato e il secondo contiene 13 omelie sull’Eucaristia.

OMERO di Therouanne
nato nel 595, il suo vero nome era Audomaro, ma i francesi lo chiamarono OMER. Alla morte della madre si ritirò con il padre Friulfo, nel monastero di Luxeuil-les-Bains, in Borgogna e divenuto poi vescovo di Therouanne, per nomina regale, svolse una intensa opera di apostolato tra i fedeli della sua diocesi. Assieme a Mummoleno e Bertino, ha fondato l’abbazia di Sithiu, dedicata poi a San Bertino, della quale oggi rimangono solo delle rovine nella città di Saint-Omer, poco lontano da Calais. Nel 663 divenne cieco e morì nel 668.

OSANNA di Northumbria santa sorella di Osredo, re di Northumbria.

PIATO di Benevento apostolo martire del 4° secolo.

PIETRO Claver
nato il 26 giugno 1580 a Verdù di Lerida, in Spagna. A 22 anni entrò nella Compagnia di Gesù, discepolo di Alfonso Rodriguez. Nel 1610 venne inviato missionario in Colombia, nel 1616, terminati gli studi di teologia, fu ordinato sacerdote a Santa Fé(Argentina) nel centro missionario dei Gesuiti e poi incaricato dell’apostolato fra gli schiavi negri provenienti dall’Africa a Cartagena, porto della Colombia sul Mar delle Antille. Impressionato dalle responsabilità dei cristiani d’occidente nella tratta degli schiavi, si gettò a capofitto in questa missione con impegno e così tanto amore da essere chiamato “l’Apostolo dei Mori”. Fornì loro cibo e medicine, risvegliò in essi il senso della dignità, li istruì nella fede e li battezzò, sembra che nei tanti anni passati tra loro abbia convertito quasi 300mila persone. Malato di peste, è morto a Cartagena, l’8 settembre 1657. Beatificato da Pio IX, nel 1850 è estato poi canonizzato e proclamato patrono delle Sacre Missioni fra i neri, da Leone XIII, nel 1888.

RUFINIANO di Tortona martire a Tortona con il fratello RUFINO.

SEVERIANO di Sebaste martire in Armenia.

TUSSIO di Bagno santo vissuto in Romagna, nel 9° secolo.

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I santi del giorno del 7 settembre

7 Set

CLODOALDO di Noventum
nato nel 522, 3° figlio del re dei Franchi, Clodomiro e nipote di santa Clotilde. Scampato al massacro della famiglia, in cui trovarono la morte il re suo padre e i fratelli, per opera degli zii Childeberto e Clotario, si dette alla vita monastica. Si ritirò in un villaggio nei pressi di Parigi, dove fondò un’abbazia che poi fu chiamata di Saint-Cloud, presso Noventum, dove morì nel 560.

GIOVANNI di Lodi
nato a Lodi nel 1040. Eremita di Santa Croce di Fonte Avellana(v) dove divenne sacerdote, priore generale ed amico di Pier Damiani, del quale dettò la “Vita”. Spirito ascetico di stretta osservanza, dotato di grande carità e austerità, si distinse anche come erudito tanto da essere soprannominato “Grammaticus”. Vescovo di Gubbio, dove morì nel 1105.

GRATO d’Aosta
di origine greca, venne in Italia, fu educato nel cenobio di Sant’Eusebio a Vercelli e sembra sia stato il 2° vescovo di Aosta verso la fine del 5° secolo. È molto venerato nel nord-Italia, particolarmente ad Aosta e Ivrea, città nelle quali gli sono state dedicate due belle chiese del 700.

GUIDO d’Arezzo
Guido Monaco, nato ad Arezzo verso il 990, si fece monaco benedettino nell’abbazia di Pomposa, presso Codigoro, nel delta del Po. Divenne il maggior teorico musicale del Medio Evo, ideando un sistema per scrivere le note musicali e insegnare il canto, fissò la notazione su 4 righe e stabilì gli intervalli tra l’uno e l’altro grado della scala diatonica, in modo da poter leggere la musica a prima vista e diede un nome alle note: ut, re, mi, fa, sol, la, si. Andò poi ad Arezzo, dove fu autorizzato a predicare e insegnare la musica nella cattedrale, divenendo così famoso da essere invitato come insegnante anche a Roma. È morto tra il 1045 e il 1050 circa.

GUIDO di San Romualdo
nato alla fine del 10° secolo, figlio del conte Farolfo, monaco camaldolese, discepolo dell’abate Romualdo.

OSVALDO di Danimarca martire.

PANFILO di Capua vescovo martire nel 4° secolo.

REGINA di Semur
orfana di madre, fu perseguitata dal padre Olibrio, il quale, dopo aver tentato di farle rinnegare la fede, la fece decapitare al tempo della persecuzione di Decio. Subì il martirio nei pressi dell’antica città di Alesia, nella regione della Còte d’ Or, in Francia, dove sorse poi Alise-Sainte-Reine. I suoi Atti sono però, chiaramente ispirati a quelli di Margherita di Antiochia, e perciò privi di valore storico. Le reliquie sarebbero conservate a Flavigny-sur-Ozerain, ma è particolarmente venerata ad Autun.

TOALDO martire francese del 6° secolo.

I santi del giorno del 6 settembre

6 Set

ANNITA o ANNA vergine martire di Tolosa.

BENEDETTO Crispo
arcivescovo di Milano, morto nel 732. Eletto nel 685, accompagnò a Roma, secondo una tradizione non accertata, il re dei Sassoni Caedwalla, che nel 689, ricevette il battesimo dal papa Sergio I. In tale occasione rivendicò invano il diritto, che gli competeva come metropolita, di consacrare i vescovi di Pavia, che dal tempo di Damiano (690-710), potevano riceverere la consacrazione solamente dal papa, perché la Chiesa di Pavia era stata resa dipendente da Roma.

CONSOLATA santa martire.

ELEUTERIO di Spoleto
è ricordato più volte da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel 535 fondò il monastero benedettino di San Marco Evangelista, fuori le mura di Spoleto, del quale divenne poi abate. Morì a Roma nel 560.

EVA di Dreux vergine martire a Dreux, città a ovest di Parigi.

FAUSTO di Siracusa
sacerdote, abate del monastero di Santa Lucia a Siracusa, dove morì nel 607.

FUSCOLO vescovo martire in Africa assieme a Germano e Mansueto.

GERMANO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e compagni.

MANSUETO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e Germano.

ONESIFORO
oriundo di Efeso(v), discepolo di Paolo, visitò l’Apostolo prigioniero a Roma ed è citato nella seconda lettera a Timoteo al 1° capitolo. Subì il martirio assieme a Porfirio.

PETRONIO di Verona vescovo.

PORFIRIO
martire del 1° secolo assieme a Onesiforo, nell’Ellesponto, nome classico dello stretto dei Dardanelli.

PRESIDIO vescovo martire in Africa assieme a Fuscolo e Mansueto.

SAFFIRO di Bourges martire in Francia, nel 5° secolo.

UMBERTO di Maroilles
nato nei pressi di Laon in Francia, all’inizio del 7° secolo. Abbiamo due date certe della sua vita, la prima è quella del 675, anno nel quale donò la sua villa alla Chiesa di Maroilles-Landrecies nel nord della Francia, dove venne fondato un monastero, del quale divenne il primo abate e l’altra è quella della morte, il 25 marzo 681. Verso il 1020 il suo corpo fu traslato nella vicina Cambrai, sulla Schelda, ma più tardi venne riportato a Maroilles, dove la sua festa è stata fissata al 6 settembre, giorno della prima traslazione.

VITTORE III papa
Desiderio da Montecassino, nato a Benevento nel 1027, di nobili origini longobarde, alla morte del padre si fece eremita. Fra il 1049 e il 1054, ricoprì vari uffici sotto Leone IX e poi nel 1055 entrò nell’abbazia di Montecassino, dove venne nominato abate il 19 aprile 1058. Divenuto cardinale l’anno seguente, fu eletto al pontificato il 24 maggio 1086, un anno dopo la morte di Gregorio VII il quale, in punto di morte, lo aveva già indicato come suo successore. La consacrazione però poté avvenire solo il 21 marzo 1087, per le opposizioni di una parte dei gregoriani che lo consideravano impreparato a raccogliere una successione di tanto impegno. Non poté risiedere a Roma, occupata dall’antipapa Clemente III nominato dall’imperatore Enrico IV, ma riuscì comunque a riunire a Benevento un sinodo con il quale scomunicò Enrico IV e l’antipapa, cancellò le nomine vescovili sospette di simonia e riaffermò i principi della riforma ecclesiastica. Diede grande impulso alla sua abbazia, ma poco poté fare come papa per la brevità del suo regno, perché proprio durante il sinodo di Benevento le condizioni di salute peggiorarono, così tornò in fretta a Montecassino dove morì il 6 settembre 1087. Otto secoli dopo Leone XIII ne ha confermato il culto e lo ha proclamato beato.

ZACCARIA profeta
11° e penultimo dei profeti minori della Bibbia, figlio di Barachia, vissuto attorno al 520 avanti Cristo, cioè al tempo del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio di Babilonia. Contemporaneo del profeta Aggeo, assieme a lui sollecitò il popolo a ricostruire il tempio. È uno dei due autori dell’omonimo libro dell’A.T., nel quale sono contenute otto sue visioni, che portano la data del febbraio 519 a.C., con una promessa messianica e due discorsi profetici diretti ai Giudei tornati dall’esilio.

I santi del giorno del 5 settembre

5 Set

ALBERTINO
monaco nel monastero di Fonte Avellana, sul monte Catria, in provincia di Pesaro, morto nel 1294.

ALBERTO di Butrio
fondatore e abate dell’abbazia benedettina di Butrio, nella diocesi di Tortona, morto nel 1073. Questa abbazia, che raggiunse il massimo splendore nel 15° secolo, è stata soppressa nel 19°.

ARCONZIO di Capua martire di Capua, assieme a Quinzio.

BERTINO di Sithieu
nato a Coutances, nel nord della Francia. Fondò il monastero di Sithieu, presso la città di Saint-Omer, del quale divenne abate e che in seguito venne chiamato di Saint-Bertin. Morì tra il 697 e il 704.

DONATO di Capua martire assieme ad Arconzio e Quinzio

DULIA di Toledo vergine martire in Spagna,chiamata anche Obdulia.

ERCOLE o ERCOLANO
nella “Depositio martyrum” è nominato assieme ad Aconzio, Nonno e Taurino, martiri a Porto nei dintorni di Roma. Nel Martirologio romano è menzionato da solo, ucciso nel 252 sotto l’imperatore Gallo I. Alla fine del 9° secolo, papa Formoso fece trasportare le reliquie sull’isola Tiberina, che apparteneva alla diocesi di Porto Romano.

FERREOLO e FERRUCCIO
sacerdote e diacono, martiri verso il 211 a Besancon, nella Francia sud-orientale, dove erano stati inviati da Ireneo vescovo di Lione, a predicare il Vangelo tra i Sequani, antica tribù della Gallia celtica. Furono atrocemente martirizzati per ordine di Claudio, prefetto della provincia, sotto l’imperatore Caracalla. Il loro culto, specialmente in Francia, è molto diffuso fin dal 6° secolo.

GENTILE da Matelica
missionario francescano, nato ad Ancona nella prima metà del 14° secolo. Predicatore zelante ed eloquente, svolse il suo apostolato in Egitto, Persia Asia Minore, e Armenia. Martirizzato dai Saraceni, le reliquie sono state trasferite a Venezia, dal doge Marco Cornaro, nella Chiesa dei Frari.

GIORDANO abate martire in Puglia, nel 12° secolo.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

QUINZIO di Capua martire assieme ad Arconzio e Donato.

ROMOLO di Cividale martire nel Friuli.

TERESA di Calcutta
nata il 27 agosto 1910, a Uskub, oggi Skopje in Macedonia, figlia di Nicola Bojaxhiu facoltoso commerciante cattolico laureato in farmacia. Battezzata Agnese, in famiglia era però chiamata “Gonxha”, che significa “bocciolo”. A 12 anni sentì la prima chiamata vocazionale, ma solo a 18 si decise al grande passo, entrando nella Congregazione di Nostra Signora di Loreto che aveva una missione nel Bengala, a Darjeeling, cittadina posta alle pendici dell’Himalaya  Qui nel 1929 vestì l’abito religioso prendendo il nome di Teresa, per devozione a S. Teresa di Lisieux. Nel 1946, durante un viaggio in treno per recarsi agli esercizi spirituali, fu molto colpita dalle condizioni di assoluta miseria delle popolazioni indiane e decise di dedicarsi totalmente al servizio dei poveri. All’inizio ebbe molte difficoltà, sopratutto dalla sua stessa congregazione, ma 4 anni dopo, quando aveva già radunato una decina di consorelle, ottenne l’approvazione vaticana per la nuova congregazione: le “Missionarie della Carità”, per sfamare i poveri “non di solo pane, ma di amore”. Da quel momento la sua opera non si arrestò più e dilagò non solo in India ma anche nel mondo intero e il 17 ottobre 1979, ricevette a Oslo il premio Nobel per la pace. Madre Teresa non stava mai ferma affaticandosi nell’assistenza e nei vari viaggi e nel 1996 il suo cuore nel 1996 cominciò a cedere. Nonostante un estremo intervento di angioplastica alle coronarie, madre Teresa si è spenta nella Casa Generalizia della Congregazione, a Calcutta, il 5 settembre 1997. Un anno dopo i solenni funerali di stato, è stata avviata la causa di beatificazione per “virtù eroiche”, che si è conclusa a tempo di record, il 24 settembre 2002, quando la Congregazione dei Santi ha dato parere favorevole alla canonizzazione, riconoscendo come miracolosa la guarigione di una giovane indiana di 32 anni, Monika Besra, sofferente di una grave forma tumorale nella regione pelvica. Non potendo essere operata perché il male era molto esteso, venne accolta in una delle case delle Missionarie della Carità e la sera del 5 settembre 1999, 2° anniversario del “dies natalis” di madre Teresa, le religiose le posero sull’addome una delle medagliette che la Madre dava a tutti. Al ritorno dalla preghiera, trovarono la paziente alzata che camminava e questa guarigione è stata accertata come improvvisa e duratura. Il 19 ottobre 2003 è stata solennemente beatificata in San Pietro da Giovanni Paolo II, davanti a una immensa folla di fedeli provenienti da tutto il mondo.

VITTORINO di Roma vescovo di Roma detto popolarmente san RINO.

I santi del giorno del 2 settembre

2 Set

AGRICOLO di Avignone
nato nel 630 ad Avignone, in Francia, studiò nel monastero sull’isoletta di Lerins e divenne arcidiacono della sua città di nascita. Nel 660 fu acclamato vescovo, successore del padre Magno. Morì verso l’anno 700.

ANTONINO martire francese.

APOLLINARE da Posat
Gian Giacomo Morel, nato in Svizzera, il 12 giugno 1739. Compì la sua formazione culturale e religiosa prima sotto la guida dello zio Giuseppe, vicario parrocchiale e poi presso il collegio di San Michele gestito dai Gesuiti a Friburgo. A 23 anni entrò nel convento di Zug, presso Lucerna e divenne frate minore cappuccino, con il nome di Apollinare da Posat, che era il paese d’origine del padre. Fu ordinato sacerdote nel 1764 ed esercitò il ministero come aiuto nelle parrocchie e nella predicazione delle missioni al popolo. Martire a Parigi durante la rivoluzione francese, il 2 settembre 1792, è stato beatificato da Pio XI il 17 ottobre 1926, assieme a molti altri martiri.

ARMANDO Foucaud
Armando Foucaud de’ Pontbriand, nato nel 1751. Vicario generale ad Arles, martire durante la rivoluzione francese nel settembre 1792.

ARMANDO de Rastignac
Armando Chapt de’Rastignac, nato nel 1727 nella diocesi di Arles (v). Sacerdote martire anche lui nel settembre 1792.

CONCORDIO di Nicomedia martire.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

ELPIDIO di Gerico
abate vissuto nel 4° secolo, in una grotta presso Gerico (v).

GIUSTO di Lione
vescovo della città, partecipò al Concilio di Valence-sur Rhone nel 374 e a quello di Aquileia. Desiderando vita solitaria, si dimise dalla carica e si ritirò in Egitto, dove morì nel 390, dopo aver condotto una vita di penitenza e preghiera. Il corpo fu trasportato a Lione, insieme a quello di Vittore.

INGRID Elofsdotter beata morta nel 1282.

MANSUETO di Toul
1° vescovo di Toul, nei pressi di Nancy, in Francia, dove morì verso il 350.

OTTAVIANO di Volterra
eremita africano, vissuto nel 6°secolo, patrono di Volterra.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZENONE di Nicomedia
martire con il figli Concordio e Teodoro.

I santi del giorno del 31 agosto

31 Ago

ABBONDIO di Como
greco, originario di Salonicco, si stabilì in Italia e il 17 novembre 440 venne consacrato 4° vescovo di Como, successore di Amanzio, continuando l’opera di evangelizzazione del Ticino, iniziata dai suoi predecessori. Nel 450 Leone I lo inviò, come Legato pontificio, a Costantinopoli, dove rimase fino al 451, quando terminò la sua missione facendo accettare il documento pontificio a tutti i vescovi d’Oriente. Ottenne dall’imperatore Marciano e dal patriarca Anatolio, la condanna delle dottrine di Nestorio e di Eutiche, che fu ratificata dal Concilio di Calcedonia (v) dello stesso anno. Per questi successi ricevette una festosa accoglienza al ritorno. Divenuto poi anche predicatore nel Nord-Italia, tornò a Como dove morì nel giorno di Pasqua del 469, probabilmente il 2 aprile.

AIDANO di Iona
monaco scozzese, nato sull’isola di Iona e 1° abate di Lindisfarne. Vescovo e principale evangelizzatore del Northumberland, fece di questa regione il più grande centro di civilizzazione cristiana anglosassone tra il 7° e l’8° secolo. La sua attività apostolica, favorita dal re Osvaldo, ebbe come centro Lindisfarne e più tardi Holy Island, nel Mare del Nord. Morì a Bamborough, o Bamburg, in Scozia, nel 651.

ALBERTINA vergine martire.

AMATO di Nusco
di famiglia benestante, si fece sacerdote e nel 1048 divenne vescovo della sua città, in provincia di Avellino. Morì nel 1093 in grande povertà, perché nel frattempo aveva donato tutto quello che possedeva ai poveri della diocesi. A Nusco la festa è il 30 settembre.

ARISTIDE Marciano
filosofo ateniese del 2° secolo convertito al cristianesimo in seguito alla lettura delle Sacre Scritture. Autore di una delle più conosciute e antiche apologie della religione cristiana, indirizzata all’imperatore Adriano, per confutare le ingiuste accuse rivolte ai fedeli, l’Apologia per i Cristiani, il cui testo originale greco è stato rinvenuto solo nel 1889. La tradizione sostiene che morì martire.

CESIDIO
sacerdote martire a Trasacco, presso L’Aquila assieme al padre Rufino(v.). A loro è intitolata la principale chiesa di Trasacco.

GIUSEPPE d’Arimatea
nobile, ricco e molto stimato membro del Sinedrio(v.), seguace segreto di Gesù, ebbe una parte notevole in tutta la storia della Passione. Presente alla Crocifissione, portò a Pilato la notizia della morte di Gesù, ne chiese il corpo che avvolse, secondo la tradizione, nella Sindone, il lenzuolo funebre. Offrì la propria tomba nuova scavata nella roccia, dove, aiutato da Nicodemo, diede onorata sepoltura al Maestro. Menzionato in tutti 4 i vangeli, su di lui abbiamo un celebre apocrifo, secondo il quale, unitosi poi ai discepoli di Gesù, sarebbe morto a Gerusalemme, mentre, secondo una leggenda, avrebbe raccolto il sangue di Gesù nel calice dell’Ultima Cena, il santo Graal, portandolo in Occidente. In alcuni calendari è festeggiato anche il 31 agosto, assieme a Nicodemo.

LEDA martire.

LORENZO Nerucci beato, morto nel 1420.

OSORIO Gutierrez
figlio di nobili vicini alla famiglia reale spagnola. Da militare combatté contro i Musulmani e poi, quando rimase vedovo, fondò e dotò il monastero di Villanueva, nei dintorni di Valencia, in accordo con il vescovo Teodomiro. Nel 969 si ritirò in questo monastero, dove morì verso la fine del secolo, al termine di un lungo viaggio in Terrasanta.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia (v), nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

OTTAVIANO vescovo.

PAOLINO di Treviri
vescovo in Germania, partecipò al Concilio di Arles nel 353, ma non avendo sottoscritto la condanna di Atanasio d’Alessandria, l’imperatore romano Costanzo II lo mandò in esilio in Frigia(v), dove morì nel 358.

RAIMONDO Nonnato
nato nel 1204 a Portella, nei pressi di Lerida in Catalogna. Orfano di madre poco dopo la nascita, nel 1220 entrò nell’Ordine della Beata Maria della Mercede, fondato da Raimondo di Penafort. Venne inviato in Africa dove si consacrò alla liberazione degli schiavi cristiani tramite il riscatto e quando non ebbe più danaro si offerse personalmente come ostaggio al posto degli schiavi stessi. Condannato a morte, subì molte torture e la perforazione delle labbra, ma la sentenza fu sospesa in attesa che dalla Spagna arrivasse Pietro Nolasco con il denaro per il riscatto. Dopo 8 mesi, quando nel 1239 venne liberato, fu creato cardinale da Gregorio IX. È morto il 31 agosto 1240 a Cardona, in Spagna.

ROBUSTIANO martire assieme a Marco.

VALA di Corbie
originario di Corbie sulla Somme, presso Amiens, in Francia. Parente di Carlomagno, venne in Italia e fu nominato abate di Bobbio, in provincia di Piacenza, dove morì nell’836.

I santi del giorno del 29 agosto

29 Ago

ABBONDIO martire a Roma sotto l’imperatore Valeriano I.

ADELFO o DELFO confessore, vescovo di Metz.

ALBERICO di Romagna
o Alberigo, di Bagno di Romagna, vissuto nell’11° secolo, molto venerato anche in Toscana.

BEATRICE di Nazareth
nata verso il 1200, figlia di Bartolomeo di Tirlemont. Nel 1218 entrò come novizia in un monastero cistercense che era stato restaurato a spese del padre, nei pressi di Archennes, in Belgio. Nel 1235, si trasferì in quello di Nazareth, poco fuori le mura della città di Lier, presso Anversa e ne divenne priora. Scrisse un trattato mistico in fiammingo medievale sulle 7 maniere di amare santamente, una autobiografia e molte altre opere, purtroppo andate perdute. La diffusione di questi scritti contribuì a una fioritura di sante scrittrici e mistiche cistercensi. Morì nel monastero di Nazareth, il 29 agosto 1268 e il suo corpo sepolto nel chiostro, nel 1578 fu nascosto in un luogo sconosciuto, per sottrarlo alle profanazioni dei calvinisti.

CANDIDA
vergine martire di Roma. Non si sa se il martirio risalga al 3° o al 4° secolo, l’unica notizia che abbiamo di lei è che il 29 agosto di un anno imprecisato tra l’817 e l’824, papa Pasquale I fece riporre le sue presunte reliquie nella chiesa romana di Santa Prassede all’Esquilino.

GIOVANNI il Battista
detto anche “il precursore”, discendente della casa di Aronne, figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta. Contemporaneo di Gesù, precedette la missione del Salvatore, ritirandosi giovanissimo nel deserto della Giudea(v), dove visse da eremita nel digiuno e nella preghiera, preparandosi così alla missione di profeta messianico. Verso l’anno 28 si portò sulle rive del fiume Giordano a Ennòn, vicino a Salìm, a impartire un battesimo di penitenza, da cui l’appellativo di “battista”, predicando l’imminenza del regno di Dio. Battesimo, che anche Gesù Cristo volle ricevere, prima di iniziare la vita pubblica e fu in quell’occasione che Giovanni lo indicò ai suoi discepoli, come “l’Agnello di Dio”. Poco dopo l’inizio della predicazione missionaria di Gesù, venne arrestato per ordine del tetrarca Erode Antipa, al quale rimproverava gli illeciti amori con la cognata Erodiade, madre di Salomè e fu rinchiuso prima nella fortezza di Macheronte, in Transgiordania e poi decapitato su richiesta di Salomè, circa un anno prima della morte del Maestro, come è ricordato anche dallo storico ebreo Giuseppe Flavio. Il suo sepolcro, assieme a quelli dei profeti Eliseo e di Abdia, fu venerato fino al 4° secolo, nella città di Samaria e anche se Giuliano l’Apostata ne fece disperdere i resti, la loro venerazione è continuata in chiese costruite in epoca bizantina e nel periodo delle crociate cristiane. Le sue feste sono due, il 24 giugno la nascita e il 29 agosto, il martirio.

MEDERICO di Autun
nobile francese, fattosi monaco, fu accolto nel monastero di Autun (v), dove pochi anni dopo venne eletto abate. Divenuto molto famoso come esorcista, ma sommerso dalle richieste di ossessi e indemoniati da tutta la nazione, chiese e ottenne l’autorizzazione dal suo vescovo di lasciare il monastero e andare a vivere a Parigi nella cappella di Saint-Pierre-des-Bois, dove rimase fino alla morte, nel 700 circa.

NICEA martire di Antiochia (v), assieme a Paolo.

SABINA di Roma
secondo la leggenda era una ricca vedova romana convertita al cristianesimo dalla schiava Serapia, che avrebbe subito il martirio a breve distanza da quello di lei, nel 127 a Vindena, in Umbria. Tra il 422 e il 432, sul colle Aventino, è stata edificata una basilica in suo onore.

I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

I santi del giorno del 20 agosto

20 Ago

BERNARDO di Chiaravalle
nato nel castello di Fontaine, presso Digione nel 1090, da una nobile famiglia. Nel 1112 ottenne il permesso di entrare nel noviziato del monastero di Citeaux, portando con se 4 suoi fratelli e una trentina di giovani nobili, e qui fece la professione di fede. Tre anni dopo l’abate gli affidò l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle (Clairvaux), per i Cistercensi(Benedettini riformati), dei quali fu il primo abate. Dopo inizi difficili, la nuova fondazione ebbe un successo prodigioso, si sviluppò a tal punto che alla morte del santo, poteva contare su oltre 700 monaci più un centinaio di monasteri affiliati, tra cui le omonime abbazie italiane. Nel capitolo generale del 1119 Bernardo elaborò, assieme a Stefano Harding, la “charta caritatis” perché si potesse essere tutti alla scuola della carità prescritta da Cristo stesso. Ardente sostenitore della seconda crociata, per questo cadde su lui il biasimo per l’insuccesso della spedizione. Grande trascinatore di folle e riformatore fu anche contemplativo e il suo influsso fu presente in tutti i settori, teologico, religioso, ascetico, filosofico e politico, della cultura e della vita spirituale. Ricercato consigliere di re e papi, ebbe un culto particolare per Maria Vergine, alla quale furono dedicate tutte le chiese cistercensi, influenzando moltissimo la spiritualità dei cattolici. Chiamato il “Mellifluo”, per la dolcezza dello stile, ha lasciato il noto trattato De consideratione, molti scritti liturgici, dogmatici e polemici, più di 300 sermoni di commento alla Bibbia, circa 500 lettere e numerose composizioni poetiche. Morto a Clairvaux, piccolo villaggio nel dipartimento dell’Aube, il 20 agosto 1153, nel 1830 Pio VIII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

CARPOFORO di Vicenza protettore di Vicenza, con san Leonzio.

CRISTOFORO di Cordova martire in Spagna sotto il dominio Saraceno.

FILIBERTO di Jumièges
abate morto nel 684 in Vandea, Francia occidentale. Monaco a Rebais, presso Parigi, fondò l’abbazia di Jumièges, nei dintorni di Rouen, soggetta alla regola di San Colombano. Venne imprigionato per essersi opposto a Ebroino, prefetto di palazzo del re Clotario III, vero sovrano della Francia in quel tempo. Quando fu liberato, fondò un’altra abbazia, quella sull’isoletta di Noirmoutier, sull’Atlantico di fronte a Nantes. Le reliquie sono conservate a Tournus, presso Chalon-sur-Saone.

GILDO di Cordova da LEOVIGILDO, martire in Spagna nell’anno 852.

MARIA de’ Matthias
nata a Gaeta nel 1805 e morta a Roma nel 1866. Sotto la guida e il consiglio di Gaspare del Bufalo e del sacerdote Giovanni Merlini, nel 1833, diede vita alla nuova congregazione delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue che oggi è diffusa in tutto il mondo. È stata beatificata nel 1950 da Pio XII.

MENNONE di Tracia martire assieme al centurione Severo.

SAMUELE profeta
ultimo dei Giudici d’Israele, profeta nella metà dell’11° secolo a.C. Figlio di Elcana e di Anna che, essendo sterile, lo ebbe per grazia del Signore e glielo consacrò nel santuario di Silo, affidandolo al sommo sacerdote Eli. Alla morte di questi, venne riconosciuto capo politico e religioso, risiedette a Rama, dove costruì un santuario, esercitò la funzione di giudice e preparò, attraverso la coesione religiosa, la riscossa del popolo ebraico dal giogo dei Filistei che si erano impadroniti anche dell’Arca dell’Alleanza. Tuttavia fu capo religioso più che politico ed essendo necessaria una salda guida capace di abbattere il predominio straniero, fu indotto a consacrare Saul re d’Israele unita. Ben presto le due autorità vennero a contrasto e quando Saul infranse il rispetto verso l’autorità religiosa di Samuele questi, segretamente, consacrò nuovo re Davide, figlio di Jesse. È morto vecchissimo, poco prima della battaglia di Gelboe, nella quale Saul venne ucciso, come era stato predetto dal profeta stesso. Venne sepolto a Rama, presso la sua casa. Tutto ciò è narrato nei 2 libri storici della Bibbia che gli sono attribuiti.

SEVERO di Tracia martire con san Mennone.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

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