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I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

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I santi del giorno del 2 luglio

2 Lug

ADEODATO
vescovo di Galliano, antica frazione di Eupilio in provincia di Como, tra il lago di Pusiano e quello del Segrino, vissuto nel 6° secolo.

ARISTONE
martire in Campania assieme a Egisto, Felicissimo, Giusto, Marcia, Sinforosa e Vitale.

BERNARDINO Realino
nato il 1° dicembre 1530 a Carpi, in provincia di Modena. Laureatosi in legge a Bologna, fu podestà a Felizzano, nel Monferrato e poi pretore a Castelleone in provincia di Cremona. Trasferitosi a Napoli, come fiduciario del marchese di Avalos, in seguito ad un’apparizione della Madonna nel 1564 si fece gesuita. Dieci anni dopo fu ordinato sacerdote e inviato a Lecce, dove svolse attiva opera di apostolato per 40 anni, predicatore carismatico e ricercato in Puglia e in tutta l’Italia Meridionale. Autore di alcune “Lettere Spirituali”, morì a Lecce città della quale è patrono assieme a Oronzo, il 2 luglio 1616.

EGISTO
martire in Campania assieme ad Aristone Giusto Marcia e altri compagni.

EUGENIA Joubert beata.

FELICISSIMO
martire in Campania, assieme ad Aristone e molti altri compagni.

GIUSTO martire in Campania assieme a Sinforosa e compagni.

LIDANO martire.

LONGINO di Marsiglia martire.

MARCIA
martire in Campania assieme ad Aristone, Egisto, Felicissimo, Giusto, Sinforosa e Vitale.

MARTINIANO soldato martire assieme a Processo.

OTTONE von Mistelbach
nato nel 1061, da una nobile famiglia, nel 1102 fu nominato vescovo di Bamberga, nell’Alta Franconia, dall’imperatore Enrico IV. Nella lotta per le investiture favorì la pacificazione tra l’impero e il papato contribuendo alle decisioni del concordato di Worms del 1122. Difensore della libertà ecclesiastica delle diocesi, fondò molte chiese e conventi, estendendo la sua azione anche ad altre zone, celebrò vari sinodi, promosse la riforma di Hirsau, in Germania e anche nuovi ordini religiosi. Dal 1124 al 1127, svolse un’importante opera missionaria in Pomerania, storica regione tedesca, che attualmente è incorporata quasi interamente nella Polonia, tornando poi alla sede vescovile dove morì il 30 giugno 1139. Sepolto nel monastero di San Michele è stato elevato all’onore degli altari da Clemente III nel 1189.

PROCESSO di Roma
uno dei militari che custodivano gli apostoli Pietro e Paolo, nel carcere Mamertino. Subì il martirio assieme a Martiniano.

SIMEONE Salos eremita egiziano del 6° secolo.

SINFOROSA di Campania martire assieme a Marcia.

SVITUNO di Winchester vescovo di Winchester, in Inghilterra.

VITALE martire in Campania con molti compagni.

I santi del giorno del 28 aprile

28 Apr

AUGUSTO Czartoryski
nato in esilio a Parigi il 2 agosto 1858, figlio del principe polacco Ladislao e di Maria Amparo, principessa di Spagna. Dopo gli studi a Varsavia e Parigi, fu avviato alla carriera diplomatica, ma nel 1883, un incontro con Giovanni Bosco gli cambiò la vita ed entrò nel noviziato dei salesiani. Il 2 aprile 1892 fu consacrato sacerdote nonostante le resistenze della famiglia che non volle nemmeno essere presente alla cerimonia. È morto l’anno seguente ad Alassio, il sabato santo, vigilia di Pasqua.

BONA di Poggibonsi  o BONADONNA
terziaria francescana, come il marito Lucchese, che poi divenne eremita. Morì nel 1221, pochi giorni prima del marito e il loro culto fu approvato dopo 5 secoli, da Pio VI (1775-1779).

GIANNA Beretta Molla
nata a Magenta il 4 ottobre 1922. Durante gli studi liceali e universitari, si impegnò nell’apostolato dei giovani di Azione Cattolica e nella carità verso anziani e bisognosi nella congregazione di San Vincenzo de Paoli. Dopo la laurea in medicina e chirurgia, aprì un ambulatorio specialmente per bambini, mamme e anziani poveri. Avrebbe voluto andare missionaria in Brasile accanto al fratello, padre Alberto, ma nel 1962 durante la vita matrimoniale, quando si trovò al 2° mese di gravidanza del 4° figlio, scoprì di avere un fibroma all’utero e decise coraggiosamente di accettare l’operazione, chiedendo al chirurgo di salvare principalmente la vita che portava in grembo. L’intervento ebbe successo e Gianna portata così a termine la gravidanza, nell’imminenza del parto, chiese ancora di privilegiare la vita del nascituro, perché era pronta a donare la sua vita per lui. Nacque una bella bambina, ma pochi giorni dopo, la mattina del 28 aprile 1962, il sabato della settimana di Pasqua, la mamma morì. In seguito a guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione, una delle quali in Brasile, è stata beatificata e poi canonizzata solennemente da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004.

LUCCHESE di Poggibonsi o LUCCHESIO
nato in Toscana nel 1181, si diede in un primo tempo alla carriera militare e poi al commercio, in provincia di Siena. Si sposò con Buonadonna, ma poi folgorato dalla grazia divina, si spogliò dei suoi beni, donando tutto ai poveri ed entrò nel Terz’Ordine Francescano dedicandosi all’ascetismo. Fondò anche un monastero, che oggi porta il suo nome, nei pressi di Poggibonsi, dove morì il 28 aprile 1260. La sua vita fu tutta nell’umiltà e nell’amore al prossimo e il suo culto, come quello della moglie Buonadonna, venne approvato e confermato, durante il pontificato di Pio VI (1775-1799).

MARCO di Atina
secondo la leggenda era galileo, discepolo di Pietro apostolo, dal quale fu ordinato vescovo. Propagò la fede in Campania e subì il martirio nel 96, per mano dei pagani, durante la persecuzione di Tito Flavio Domiziano, mentre era vescovo di Atina, nel Lazio.

MENANDRO
martire nel 360 assieme a PATRIZIO e POLIENO, nell’antica città di Prusa (oggi Brussa o Bursa, nell’Anatolia turca).

PANFILO di Valva
originario di Valva, in provincia di Salerno, ordinato sacerdote divenne poi vescovo di Sulmona, in Abruzzo. Patrono e protettore di questa città che gli ha intitolato la Cattedrale, nella quale è custodito un suo busto argenteo finimente cesellato e ornato di smalti.

PIER LUIGI
Pier Luigi Maria Grignion, nato il 31 gennaio 1673, a Montfort in Bretagna, venne educato nel collegio dei gesuiti di Rennes e nel 1700 fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo essere stato cappellano in un ospedale di Poitiers, con la collaborazione della beata Luisa Maria Trichet, organizzò un gruppo di donne dal quale è nata poi la congregazione delle Figlie della Sapienza. La sua predicazione missionaria in favore dei poveri gli alienò i favori del vescovo di Poitiers, che gli proibì di continuare quest’opera nella sua diocesi. Papa Clemente XI gli conferì, però, il titolo di missionario apostolico e così poté percorrere la Francia occidentale predicando la necessità di andare incontro a Gesù per mezzo di Maria. Pier Luigi ebbe un notevole successo sostenendo sopratutto la devozione al Rosario, per il quale scrisse il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, che divenne molto popolare solo dopo il 1842, con più di 300 edizioni in una trentina di lingue che lo diffusero in tutto il mondo e tra i suoi scritti va segnalato anche L’amore dell’eterna Sapienza. Associò sacerdoti e laici alla sua attività apostolica, scrisse le regole della congregazione dei Missionari della Compagnia di Maria e ispirò la fondazione dei Fratelli di San Gabriele. È morto il 28 aprile 1716 a Saint-Laurent-sur-Sévre, presso Nantes ed è stato canonizzato da Pio XII il 20 luglio 1947. Ricordato anche in Vaticano con una statua posta in una navata della basilica di San Pietro.

PIETRO Chanel
nato a Cuet, in Francia il 12 luglio 1803. Sacerdote religioso dei Maristi, fu prima parroco, poi professore e superiore del seminario. Nel 1837 venne inviato nell’Oceania Centrale con la prima missione in quelle terre e dopo aver toccato le isole Wallis, si stabilì a Futuna, isola francese della Melanesia, dove svolse una zelante attività, ottenendo numerose conversioni, tra le quali anche quella del figlio del re. Questo successo fu la causa del suo massacro da parte degli indigeni locali, in odio alla fede cristiana, il 28 aprile 1841. Beatificato nel 1889 da Leone XIII, è stato canonizzato il 12 giugno 1954 da Pio XII. È considerato il patrono di tutta l’Oceania.

TEODORA (DORA) vergine martire di Nicea.

URSICINO
medico ligure martire a Ravenna, torturato e ucciso assieme ai coniugi Vitale e Valeria, genitori di Gervasio e Protasio.

VALERIA di Ravenna
martire  verso il 304 sotto Diocleziano. Moglie di Vitale e madre dei gemelli Gervasio e Protasio, è molto venerata a Milano, dove avrebbe fondato una chiesa.

VITALE di Corfù
di origine greca, sposo di Valeria e padre di Gervasio e Protasio. “Miles consularis” a Milano, avrebbe accompagnato il giudice Paolino a Ravenna, dove, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, incoraggiò al martirio il medico ligure Ursicino, venendo anche lui torturato e ucciso verso il 305. È il principale patrono di Ravenna, titolare dell’omonima basilica, la più alta creazione dell’arte ravennate, costruita dal banchiere Giuliano Argentario e consacrata nel 547, durante il regno dell’imperatore d’Oriente Giustiniano I.

I santi del giorno del 21 aprile

21 Apr

ANASTASIO il Sinaita
prelato bizantino della seconda metà del 7° secolo. Abate del Sinai e poi patriarca di Antiochia, combatté i monofisiti ed fu autore di notevoli opere dottrinali.

ANSELMO d’Aosta
nato nel 1033 a Gressan, Aosta, a 17 anni perse l’amata madre e allora, pur contrastato dal padre, si fece monaco benedettino.. Nel 1059 lasciò la valle d’Aosta e giunse a Le-Bec, in Normandia, dove fu eletto abate nel 1079. Nominato  arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra nel 1093, successore del suo maestro Lanfranco, s’impegnò in una difesa intransigente dei diritti della Chiesa, contro le ingerenze dei re Guglielmo il Rosso ed Enrico I, tanto da dover subire l’esilio per due volte, nel 1097 e 1103. Filosofo e teologo, è stato il più eminente pensatore del secolo, uomo di profonda fede religiosa che ebbe tuttavia piena fiducia nella ragione, con la quale pensava di poter ottenere la dimostrazione rigorosa di determinate verità, quali l’esistenza e gli attributi di Dio. Risolse, secondo il criterio agostiniano, il problema dei rapporti tra fede e sapere perchè, secondo il suo pensiero, la filosofia viene disposta alla comprensione delle verità della fede. Nel suo Proslogium, formulò la più celebre dimostrazione dell’esistenza di Dio, chiamata poi da Kant, “argomento ontologico”, sostenendo, in sintesi, che colui il quale ha nella mente l’idea di Dio, non può negarne l’esistenza, perché questa appartiene, come nota essenziale, al concetto di Essere Supremo. Morto a Canterbury il 21 aprile 1109, nel 1720, Clemente XI lo ha insignito del titolo di Dottore della Chiesa.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perché cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo. Ricordato anche il 18 aprile.

CORRADO Birndorfer
nato il 22 dicembre 1818, a Parzham, in Germania da una famiglia numerosa. Rimasto orfano a 16 anni, dopo aver lavorato nei campi, si fece cappuccino laico e divenne portinaio del convento di Altotting, in Baviera, al confine con l’Austria e svolse quest’incarico per 43 anni con pazienza e carità inesauribili. A tutti quelli che bussavano alla porta del convento seppe dare parole buone, saggi consigli e lavorò anche a favore dell’infanzia abbandonata. È morto il 21 aprile 1894. 

SANDRA martire

SILVIO di Alessandria 
secondo il Martirologio romano, martire di Alessandria d’Egitto assieme ad altri compagni, anche se mancano precisi dati storici.

SIMONE di Seleucia 
martire fatto decapitare nel 341 circa, dal re di Persia Sapore II, il Grande.

VITALE martire in Aquitania.

I santi del giorno del 9 marzo

9 Mar

CANDIDO di Sebaste martire in Armenia a Sebaste, assieme a CIRIONE.

CATERINA de’ Vigri
detta da Bologna, dove è nata l’8 settembre 1413. Allevata alla corte di Margherita d’Este a Ferrara, a 14 anni, quando le morì il padre e la madre passò a nuove nozze, abbandonò la corte per entrare fra le “povere donne” di santa Chiara, nel Monastero del Corpus Domini della città. Al principio fece molti lavori, fornaia, cuoca, lavandaia e ricamatrice, ma dotata di grande talento educativo, fu scelta poi come maestra delle novizie. Nel 1456 fondò a Bologna, il convento del Santo Sacramento, del quale fu badessa fino alla morte. Autrice di vari scritti mistici nei quali ha narrato le sue visioni celesti, ha scritto anche il trattato “Le 7 armi spirituali”. Si è occupata di poesia, musica e pittura, nella quale ha lasciato dei bellissimi quadri di Madonne. È morta il 9 marzo 1463 e il corpo, rimasto incorrotto, si trova nel Santuario del Corpus Domini a Ferrara. Canonizzata nel 1712 da Clemente XI.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EZIO di Melitene
uno dei 40 martiri di Sebaste, durante la persecuzione dell’imperatore romano Licinio Valerio. Arrestati e portati a Melitene, essendosi rifiutati di rinnegare la fede cristiana, nel 320 furono esposti nudi ai rigori dell’inverno, finché morirono ad uno ad uno.

FRANCESCA Romana
Franceschella di Paolo de’ Buscis, nata a Roma nel 1384 in una famiglia nobile che le potè dare un’ottima educazione cristiana. Per volontà del padre si dovette sposare a 12 anni con Lorenzo dei Ponziani, nobile ricco, con il quale ebbe tre figli. Nel 1425, il marito divenuto invalido di guerra, le diede il permesso di fondare un ritiro di religiose libere e nel 1436, quando rimase vedova, entrò nell’Istituto che fu detto delle “Oblate o Collatine”, posto sotto la regola di San Benedetto, approvato da Eugenio IV l’anno seguente. Il suo esempio indusse molte nobildonne romane ad abbandonare “il mondo” e farsi religiose. Nel monastero, però, volle essere trattata come la più umile delle sorelle, prodigandosi particolarmente in opere di carità e nell’assistenza degli ammalati durante le epidemie di peste degli anni seguenti. Godette di doni mistici e morì nel ritiro di Monte Oliveto, in provincia di Siena, il 9 marzo 1440. È stata canonizzata da Paolo V nel 1608.

GIUSEPPE Pignatelli
Giuseppe Maria, nato nel 1737 a Saragozza. Entrò nella Compagnia di Gesù dove, nel 1753 venne ordinato sacerdote e all’inizio svolse apostolato nella sua città. Quando i Gesuiti furono cacciati dalla Spagna, venne mandato in Corsica e di qui in Italia, a Ferrara, ma dopo l’avvenuta soppressione della Compagnia, si ritirò a Bologna come prete secolare. Pur restando ancora in Italia si aggregò ai Gesuiti che sopravvivevano in Russia ed ebbe una parte di rilievo nel ristabilimento della Compagnia, lavorando per la rinascita dell’Ordine, come provinciale d’Italia, dal 1803. Sotto di lui risorsero così i collegi di Roma, Orvieto e Tivoli. Morto a Roma nel 1811, è stato beatificato da Pio XI, nel 1933 e poi canonizzato da Pio XII, nel 1934.

GREGORIO di Nissa
nato verso il 335 a Cesarea di Cappadocia, figlio di Basilio il Vecchio e di Emmelia, ebbe anche 3 fratelli santi, Basilio, Pietro di Sebaste e Macrina. La sua vita all’inizio sembra una catena di fallimenti perché, dopo aver esitato a lungo tra la vita secolare (diventò maestro di retorica e si sposò con Teosebia) e quella ecclesiastica, fu condotto alla vita ascetica da Gregorio Nazianzeno. Rimpianse la condotta giovanile ed entrò nel monastero di Annesi, fondato dal fratello minore Basilio, il quale nel 371 lo nominò vescovo di Nissa. Costretto a fuggire nel 376 per le persecuzioni degli Ariani, poté tornare in sede tre anni dopo per opera dell’imperatore Graziano. Nel 380, nominato metropolita di Sebaste, partecipò al Concilio di Antiochia, al 2° di Nicea e anche a quelli di Costantinopoli, tra il 381 e il 394, acquistando grande fama per la sua oratoria. Mantenne sempre un particolare legame spirituale con la sorella Macrina, della quale scrisse una biografia. Ricco di dottrina biblica è stato tra i massimi ispiratori delle teologia cristiano-orientale, lasciando molte opere ascetiche e apologetiche, un libro sulla verginità, commenti alle Sacre Scritture, 5 omelie sul Padre Nostro, una Vita di Mosè e trattati dogmatici. Negli scritti mistici è considerato un autentico precursore di san Giovanni della Croce. Morto a Nissa nel 395, è stato proclamato Dottore della Chiesa Greca.

PACIANO di Barcellona
nato verso il 320, è conosciuto attraverso una breve biografia scritta da Girolamo di Stridone. Vescovo di Barcellona dal 373, viene annoverato tra i migliori teologi latini del suo secolo, ma fra le sue opere ci sono giunte solo 3 lettere e un trattato sul battesimo. Morì nel 390 circa.

TAURINA di Vercelli vergine martire.

VITALE abate benedettino francese dell’11° secolo.

I santi del giorno del 14 febbraio

14 Feb

ABRAMO, vescovo martire. Ricordato anche il 05 Febbraio

AGATONE e BASSIANO martiri.

CIRILLO Costantino
detto “Filosofo”, apostolo degli Slavi. Nato verso l’827 a Tessalonica, figlio di Leone, alto funzionario bizantino, venne battezzato Costantino. Educato a Costantinopoli, diventò professore di filosofia, ma dopo alcuni anni rinunciò a una brillante carriera politica e si ritirò nel convento di Olimpia in Bitinia, raggiungendo il fratello Metodio Michele (v.), dove ricevette gli ordini sacri. In seguito svolse la funzione di bibliotecario, segretario del patriarca a Santa Sofia, presso Costantinopoli. Nell’860 l’imperatore Michele III mandò i due fratelli, in Russia a nord del Mar Nero a convertire il popolo dei Cazari. Impararono la lingua, ottennero molte conversioni, ritrovarono le spoglie del papa Clemente I e le riportarono a Roma. Due anni dopo vennero mandati dal patriarca Fozio in Moravia a predicare anche qui la fede cristiana e la conoscenza della lingua slava fece loro avere nuovamente grandi successi. Qui Cirillo creò un alfabeto adatto alla fonetica slava, che gli consentì di fare molti seguaci e iniziare la traduzione delle Sacre Scritture con questi caratteri detti “Cirillici”. Alla fine dell’867, Niccolò I li chiamò a Roma, istigato dall’arcivescovo latino di Ratisbona, che li aveva aspramente attaccati per impedire la loro opera, con la pretestuosa accusa di eresia. Al loro arrivo però trovarono un nuovo pontefice, Adriano II, che invece di accusarli, li incoraggiò e permise loro anche l’uso del cirillico per la liturgia slava. Ammalatosi gravemente, fece appena in tempo a pronunciare i voti religiosi, prendendo il nome di Cirillo, che morì il 14 febbraio 869. Il luogo della sua presunta sepoltura è la basilica di San Clemente in Roma. Con il fratello Metodio, è stato proclamato patrono d’Europa da Giovanni Paolo II il 31 dicembre 1980.

FELICOLA di Roma
martire assieme a Vitale e Zenone, è onorata in un altare posto nella navata sinistra di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, chiesa consacrata nel 549 e dedicata al primo vescovo della città.

FIORENZO di Avellino
patrono di Avellino, martire con i santi Flaviano e Modestino.

METODIO Michele
nato a Salonicco nell’ 825, figlio di Leone, alto funzionario bizantino, fratello maggiore di Cirillo (v.). Dopo un brillante carriera nell’amministrazione bizantina, rinunciò alla vita pubblica, si ritirò nel monastero di Olimpia, in Bitinia, ma poi abbandonò la vita monastica per seguire il fratello, prima in una missione presso i Chazary e poi nella grande Moravia a evangelizzare gli Slavi. Collaborò con lui alla traduzione della liturgia greca e dei libri della Bibbia nella lingua slava, condividendone le vicissitudini. Nell’869, dopo la morte di Cirillo, fu ordinato arcivescovo di Sirmio, dove completò la traduzione in cirillico della Bibbia. Papa Adriano II lo inviò, come legato, nei paesi slavi, ma nell’870 venne arrestato e imprigionato per ordine dei vescovi tedeschi e fu liberato solo 3 anni dopo, dal nuovo papa Giovanni VIII, che gli rinnovò l’incarico. Nell’874 venne incolpato di aver battezzato, secondo la nuova liturgia slava il principe di Boemia, accusato di eresia e chiamato a discolparsi a Roma, ottenne l’approvazione del suo operato e fu destinato definitivamente in Moravia. Ma le continue difficoltà frappostegli dal clero tedesco, lo indussero a rifugiarsi a Costantinopoli per un certo periodo e solo negli ultimi anni della sua vita, poté farvi ritorno. È morto il 6 aprile 885, a Velehrad, in Moravia (dal 1993 Repubblica Ceca). Assieme al fratello, è stato proclamato patrono d’Europa da Giovanni Paolo II, il 31 dicembre 1980.

NOSTRIANO di Napoli vescovo martire.

VALENTINO di Roma
presbitero, assisteva i martiri durante le persecuzioni di Claudio II il Gotico. Arrestato, condannato e decapitato nel 270, sulla Via Flaminia nel luogo dove ci sono le catacombe che portano il suo nome, fu sepolto da una certa Sabinilla. Non si conoscono i motivi per i quali una tradizione popolare ne ha fatto il patrono degli innamorati, anche se una certa storia dice che questa festa risale al 14 febbraio 1465, quando il pontefice Paolo II autorizzò la distribuzione gratuita della dote nuziale alle giovani spose povere e così il santo ricordato in quel giorno fu eletto protettore dei fidanzati e futuri sposi.

VALENTINO di Terni
1° vescovo di Terni, arrestato e decapitato per ordine del prefetto Placido, nel 273, sulla Via Flaminia. Poche presunte ossa del santo dovrebbero essere conservate nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina, in Val Gardena, donate, pare, da un ricco mercante, Johan Zaniter, nel 1763. Secondo alcuni, sono esistiti altri Valentino santificati e la loro storia si sarebbe fusa in uno solo. Per quanto riguarda comunque il protettore degli innamorati, ci sono varie leggende, una delle quali narra che il 14 febbraio era per tradizione il giorno dedicato allo scambio di fiori tra i fidanzati, per cui il santo di quel giorno diventò il loro protettore. Una credenza medievale dice che proprio il il 14 febbraio gli uccelli iniziano a preparare il nido (a metter su casa), perché sentono che è in arrivo la primavera. Noi pensiamo però che sia più valida la storia dell’altro Valentino celebrato sempre il 14 febbraio.

VITALE di Roma
martire assieme a Felicola e Zenone, venerato soprattutto a Spoleto.

ZENONE di Roma
martire assieme a Felicola e Vitale, prima sepolto nel cimitero di Pretestato, poi in quello di Santa Prassede.

I santi del giorno del 11 gennaio

11 Gen

IGINO papa
filosofo greco originario di Atene, viveva da tempo a Roma dove, entrato nel clero, era molto apprezzato per cultura e moralità. Nel 136 venne scelto come successore di Telesforo, 9° pontefice della Chiesa. Scomunicò l’eretico Cerione e poi, preoccupato di rafforzare la struttura gerarchica, introdusse la distinzione tra ordini maggiori, quelli istituiti dagli apostoli, sacerdoti, diaconi e vescovi e quelli minori. Emanò pertanto disposizioni relative alle mansioni dei chierici, assegnando i compiti specifici dell’ostiario, lettore e diacono. Gli viene attribuita l’istituzione del padrino e della madrina nel rito del battesimo per garantire, in caso di morte o di impedimento dei genitori, la tutela dei minori. Nel Martirologio romano è detto martire sotto Antonino I Pio, nel 140.

LEUCIO di Brindisi
forse proveniente da Alessandria d’Egitto, predicò il Vangelo ai pagani dell’Italia Meridionale. La missione ebbe successo, anche perchè, durante un lungo periodo di siccità, Leucio pregò e ottenne la pioggia su tutto il territorio pugliese e in seguito a questo fatto ci furono molte conversioni. Fondò la diocesi di Brindisi, della quale fu il primo vescovo ed eresse una chiesa dedicata alla Madonna. Nel 7° secolo, dopo l’invasione longobarda, gli abitanti di Trani trafugarono le sue reliquie e le posero nella cripta sotto la Chiesa di Santa Maria della Scala nella loro città. Una tradizione dice però che in seguito questi resti sono stati traslati a Benevento, dove Leucio è venerato anche ai nostri giorni.

ONORATA di Pavia
vergine di Pavia, martire nell’anno 500 circa.

ORTENSIO vescovo.

PAOLINO II d’Aquileia 
nato nel 726 a Premariacco, provincia di Udine. Fu un famoso grammatico, tanto che verso il 776 Carlo Magno lo chiamò alla corte di Aquisgrana, come membro della Scuola Palatina, dove strinse amicizia con il celebre Alcuino ed ebbe modo di esercitare molta influenza sull’imperatore proprio come insegnante di grammatica. Dal 787, quando venne nominato patriarca di Aquileia dallo stesso imperatore, si dedicò alla diffusione del cristianesimo nelle province austriache della Carinzia e della Stiria. Fermamente ortodosso, combattè gli adozionisti eretici, Eliprando vescovo di Toledo e Felice di Urgel, secondo i quali Gesù sarebbe stato un semplice uomo innalzato al livello divino, cioè figlio adottivo e non naturale di Dio, provocando così, nel 794, la condanna della loro eresia. Si occupò anche degli Avari, popolo di mongoli che dalla Pannonia ungherese, dopo l’Ucraina avevano invaso parte della Dalmazia(v), riuscendo a portare anche a loro il messaggio del Vangelo. Ha scritto alcuni trattati dogmatici e poesie in latino, tra le quali la “Regula Fidei”. Morì a Cividale del Friuli, che era la residenza dei Patriarchi di Aquileia(v), l’11 gennaio 802 e la salma fu collocata nell’altare della Pietà della cattedrale.

SALVIO di Amiens vescovo martire.

TEODOSIO di Betlemme
“il Cenobiarca”, nato in Cappadocia nel 423 e morto ad Antiochia nel 529. Consigliato da Simeone stilita, si fece eremita sotto la guida di un anziano di nome Longino, appartenente a un gruppo di ferventi cristiani, gli zeloti(v) e così si ritirò nel deserto di Giuda. Raggiunto da numerosi discepoli, fondò un monastero vicino a Betlemme.

TOMMASO da Cori  
nato in provincia di Latina nel 1655. Religioso francescano, dal 1683 quando fu ordinato sacerdote, svolse una intensa opera di apostolato nel Lazio con la predicazione, segnalandosi anche per il profondo spirito di penitenza. Benemerito dell’opera dei “ritiri” francescani, morì a Roma nel 1729 e venne beatificato da Pio VI, nel 1786.

VITALE di Alessandria monaco martire nell’8° secolo.

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