Tag Archives: armando

I santi del giorno del 2 settembre

2 Set

AGRICOLO di Avignone
nato nel 630 ad Avignone, in Francia, studiò nel monastero sull’isoletta di Lerins e divenne arcidiacono della sua città di nascita. Nel 660 fu acclamato vescovo, successore del padre Magno. Morì verso l’anno 700.

ANTONINO martire francese.

APOLLINARE da Posat
Gian Giacomo Morel, nato in Svizzera, il 12 giugno 1739. Compì la sua formazione culturale e religiosa prima sotto la guida dello zio Giuseppe, vicario parrocchiale e poi presso il collegio di San Michele gestito dai Gesuiti a Friburgo. A 23 anni entrò nel convento di Zug, presso Lucerna e divenne frate minore cappuccino, con il nome di Apollinare da Posat, che era il paese d’origine del padre. Fu ordinato sacerdote nel 1764 ed esercitò il ministero come aiuto nelle parrocchie e nella predicazione delle missioni al popolo. Martire a Parigi durante la rivoluzione francese, il 2 settembre 1792, è stato beatificato da Pio XI il 17 ottobre 1926, assieme a molti altri martiri.

ARMANDO Foucaud
Armando Foucaud de’ Pontbriand, nato nel 1751. Vicario generale ad Arles, martire durante la rivoluzione francese nel settembre 1792.

ARMANDO de Rastignac
Armando Chapt de’Rastignac, nato nel 1727 nella diocesi di Arles (v). Sacerdote martire anche lui nel settembre 1792.

CONCORDIO di Nicomedia martire.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

ELPIDIO di Gerico
abate vissuto nel 4° secolo, in una grotta presso Gerico (v).

GIUSTO di Lione
vescovo della città, partecipò al Concilio di Valence-sur Rhone nel 374 e a quello di Aquileia. Desiderando vita solitaria, si dimise dalla carica e si ritirò in Egitto, dove morì nel 390, dopo aver condotto una vita di penitenza e preghiera. Il corpo fu trasportato a Lione, insieme a quello di Vittore.

INGRID Elofsdotter beata morta nel 1282.

MANSUETO di Toul
1° vescovo di Toul, nei pressi di Nancy, in Francia, dove morì verso il 350.

OTTAVIANO di Volterra
eremita africano, vissuto nel 6°secolo, patrono di Volterra.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZENONE di Nicomedia
martire con il figli Concordio e Teodoro.

I santi del giorno del 8 giugno

8 Giu

ARMANDO di Zierikzee
nato verso la metà del 15° secolo sull’isola di Schouwen, Mare del Nord in Olanda. Entrato nell’Ordine Francescano studiò greco ed ebraico, divenendo ottimo scrittore e, secondo i contemporanei, “profondo conoscitore della Sacra Scrittura e buon parlatore”. Ministro provinciale francescano a Colonia dal 1503 al 1506, anno in cui fu costretto a lasciare la carica per le forti opposizioni incontrate all’interno della congregazione. Andò allora a Lovanio, in Belgio, passando in una comunità dell’Osservanza. Negli ultimi anni di vita fu afflitto da penose malattie che lo costrinsero a dettare gli ultimi scritti a un confratello. Morì a Lovanio nel 1524 e alcune sue opere furono pubblicate postume 10 anni dopo. La data della sua festa all’8 giugno è quella indicata nel Martirologio Francescano.

CLODOLFO di Metz vescovo.

DOLCELINO di Alomes
predicatore francese nato nei pressi di Arles, vissuto nel 5° secolo. Le sue reliquie sono conservate ad Alomes, in Francia.

GENESIA di Chieri
martire a Chieri, in provincia di Torino.

GUGLIELMO di York
figlio del conte Erberto e di Emma, sorella del re d’Inghilterra, Stefano di Blois. Nel 1144 venne chiamato alla sede vescovile di York, ma subì infinite persecuzioni, peraltro sopportate cristianamente. Canonizzato da Niccolò III, nel 1280.

MASSIMINO di Provenza
una leggenda dell’11° secolo lo dice uno dei 72 discepoli di Gesù che, approdato alle foce del Rodano, insieme con Lazzaro, Maria e Marta, evangelizzò la Provenza, divenendo poi vescovo di Aix-en-Provence. Il suo nome però non compare negli antichi martirologi, per cui forse si tratta di un santo locale, vissuto nel 4° secolo. Da lui prende il nome la città di Saint-Maximin. In alcuni luoghi è chiamato anche 

MEDARDO di Noyon
nato verso il 470 a Vermandois, nella Francia del nord. Dopo il 530 venne nominato vescovo di Saint Quentin, città francese sulla Somme, ma poi trasferì la sede vescovile a Noyon, unendola alla diocesi di Tournai, città belga sul confine con la Francia. Morto nel 560 circa, re Clotario I fece subito trasportare le sue spoglie nel possedimento reale di Crouy, presso Soissons, dove più tardi sorse una celebre abbazia a lui intitolata. In Francia, il nome di questo santo è legato a molti detti popolari, perché la tradizione gli ha attribuito diversi miracoli e una benefica influenza sull’andamento dei raccolti. Alcune raffigurazioni lo mostrano sorridente con la bocca aperta, perché dopo la morte si incominciò a invocare la sua protezione contro il mal di denti.

MELANIA seniore
nata a Roma nel 342, da una famiglia aristocratica di origine spagnola. A 22 anni rimase vedova e sentendosi attratta dalla vita religiosa, affidò la figlia a un orfanotrofio e partì per un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove fondò un monastero sul Monte degli Ulivi. Tornò a Roma dopo 35 anni e visse per un po’ di tempo con la nipote Melania juniore, ma poi ritornò al suo monastero, dove morì nel 410.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

POLIO vescovo.

SALLUSTIANO confessore della fede, martire in Sardegna.

SIRA della Cirenaica vergine martire del 2° secolo.

VITTORINO vescovo di Assisi.

I santi del giorno del 21 maggio

21 Mag

ADELFIO di Panuf
vescovo di Panuf, in Egitto nel 4° secolo. Partecipò al Sinodo di Alessandria del 362 e siccome lottò contro l’arianesimo aiutato da sant’Atanasio venne esiliato nella Tebaide dall’imperatore Costanzo II.

ANTIOCO  tribuno romano martire assieme a Nicostrato

ARMANDO Hartmann
vescovo di Bressanone, fondatore del convento di Novacella, nel comune di Varna, presso Bressanone nel 1142. Morì nel 1165.

COSTANTINO il Grande
nato verso il 280 a Naisso, in Serbia, figlio di Costanzo Cloro e di Elena, pagano, visse alla corte di Diocleziano, del quale sposò la figlia Fausta. Alla morte del padre nel 306 fu acclamato imperatore dall’esercito e dominò su Britannia, Gallia e Spagna, fissando la sua dimora a Treviri. Il 28 ottobre 312, riportò la vittoria decisiva per la conquista anche dei regni d’Italia e d’Africa, sconfiggendo Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, a Roma. Nel febbraio 313 emanò l’Editto di Milano, concedendo ai cristiani la libertà di culto, pose fine alle persecuzioni e concesse loro anche la possibilità di diffondere il Vangelo. Fece varie donazioni alla Chiesa e costruì molte chiese e basiliche, tra le quali, nel 314, quella splendida di San Paolo fuori le Mura. Sotto il suo regno l’impero prese la forma di una monarchia di diritto divino e così, signore incontrastato, assunse praticamente l’aspetto di principe cristiano e per meglio sorvegliare le frontiere dal Danubio alla Persia, tra il 324 e il 330, ricostruì Bisanzio, dove stabilì la sua nuova sede, cambiandole il nome in Costantinopoli. Convocò e presiedette il Concilio di Nicea cercando di fare da mediatore tra le forze che si contrastavano all’interno della Chiesa e represse l’eresia dei donatisti. Fu però battezzato solo il 22 maggio 337, sul letto di morte e il culto viene riconosciuto particolarmente dalla Chiesa Orientale.

CRISTOFORO Magallanes beato martire.

DONATO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Polieuto e Vittorio, nel 3° sec.

EMANUELE martire di Roma.

EUGENIO de’ Mazenod
Carlo Giuseppe Eugenio, nato il 1° agosto 1782 ad Aix-en-Provence, in Francia. Durante la rivoluzione fuggì in Italia e venne ordinato sacerdote nel 1811. Dopo la caduta di Napoleone, tornato in patria contribuì alla ripresa della Chiesa di Francia, nel 1816 fondò l’istituto missionario degli Oblati di Maria Immacolata e poi riorganizzò la diocesi di Marsiglia, della quale divenne vescovo nel 1837. Morto a Marsiglia il 21 maggio 1861, è stato beatificato da Paolo VI nel 1975 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 3 dicembre 1995.

EUTICHIO martire assieme Polio e Timoteo.

LUDOVICO di Faenza
Ugolotto Caccianemici, nel 1241 sposò Umiltà, dalla quale ebbe due figli che morirono presto. La moglie allora gli chiese il permesso di entrare nel convento di Santa Perpetua a Faenza mentre, più tardi anche lui entrò nel monastero vallombrosano di Sant’Apollinare dell’Arco, dove è morto nel 1256. Sono entrambi raffigurati in una preziosa ceramica cinquecentesca ai lati del crocifisso nel Duomo di Faenza.

NICOSTRATO di Roma tribuno martire ad assieme ad Antioco.

OSPIZIO di Nizza vissuto in Francia nel 6° secolo.

POLIEUTO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Donato e Vittorio.

POLIO di Mauretania
diacono martire in Mauretania, oggi Marocco, assieme a Eutichio e Timoteo.

SECONDINO di Cordova martire in Spagna, nel 260 circa.

SECONDO martire nel 357 ad Alessandria d’Egitto.

SINESIO martire a Nicomedia con Teopompo.

TEOPOMPO di Nicomedia martire nel 3° secolo, assieme a Sinesio.

VALENTE di Auxerre  vescovo martire Francia, assieme a molti cristiani.

VITTORIO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Donato e Polieuto, nel 3° secolo.

I santi del giorno del 6 febbraio

6 Feb

AMANDO di Maastricht o ARMANDO,
nato nel 589 circa in Aquitania. Monaco a vent’anni, prima su un’isoletta in Vandea e poi a Tours, fu due volte pellegrino a Roma e quando tornò in patria si diede alla predicazione per evangelizzare le Fiandre, la Frisia e l’Hainaut. Consacrato vescovo itinerante nel 629, decise che il suo compito particolare doveva essere la moralizzazione del clero, particolarmente da quando, nel 646, fu nominato arcivescovo di Maastricht. Due anni più tardi però, con il consenso del papa Teodoro I, decise di rinunciare al vescovado e tornò all’evangelizzazione itinerante e quando tornò in Gallia, fece accettare al re Sigeberto III i canoni del sinodo lateranense del 649. Nel 675 dettò il suo testamento ed è questa l’ultima data in cui è ricordato. Sembra sia morto nel monastero di Einon, nel 679 a Tournai, nell’Hainaut belga e per questo è chiamato Apostolo dei Belgi.

ANGELO
da Furci, Chieti, beato morto nel 1327.

BARTOLOMEO Laurel
francescano di origine messicana, medico martire in Giappone il 6 febbraio 1627, beatificato da Pio IX, nel 1867.

DOROTEA di Cesarea
nata verso il 290 a Cesarea di Cappadocia, da genitori cristiani martiri sotto Diocleziano. Secondo una passio molto leggendaria, venne arrestata anche lei, torturata e condannata alla decapitazione, perchè aveva respinto le offerte amorose del governatore pagano Apricio. Mentre veniva portata al luogo del supplizio, incontrò un giovane avvocato pagano di nome Teofilo che, schernendola, le chiese dei fiori e dei frutti del giardino di quello sposo celeste che lei diceva di andare a trovare. Dorotea glieli promise e un angelo nelle sembianze di un fanciullo, portò un cesto di fiori e di frutti a Teofilo che si convertì. Il corpo della santa fu portato a Roma, dove le venne dedicata una chiesa. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo e fu chiamata patrona delle spose e dei giardinieri.

FILIPPO Las Casas santo morto nel 1597.

FRANCESCO di San Michele santo morto nel 1597.

GABRIELE di Duisco
laico giapponese, terziario francescano martire. Crocifisso a Nagasaki nel 1597, assieme a Paolo Miki e tanti altri compagni di fede

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790.

GERALDO di Ostia monaco a Cluny, dove ricoprì la carica di priore. Nel 1072 Alessandro II lo creò cardinale-vescovo di Ostia, inviandolo come Legato Apostolico in Francia. Due anni dopo, il nuovo papa Gregorio VII lo mandò in Germania per tentare una riconciliazione con l’imperatore Enrico IV e promuovere la riforma. In seguito fu a Poitiers con l’incarico di presiedere un concilio nel quale fu condannato Berengario di Tours. Era anche a Canossa nell’inverno del 1077 e così fu presente al celebre incontro tra il papa e l’imperatore, ma morì a Velletri, che è la culla del suo culto, il 6 dicembre sempre del 1077. Nel 1694 a Velletri è stata costruita una bella cappella in suo onore, dove il cardinale Cibo trasferì le reliquie e stabilì la festa al 7 dicembre, che poi un altro cardinale spostò al 6 febbraio come è ancora oggi.

GIACOMO Kisai, GIOACCHINO, GONSALVO Garcia, LUIGI Ibaraki, MICHELE Cosaki, TOMMASO Cosaki 
martiri nel 1597 a Nagasaki. (vedi Paolo Miki)

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MATTEO Correa  
presbitero martire nel 1927 a Durango in Messico, durante una violenta campagna anticattolica del governo locale.

PAOLO Miki
nato a Kyoto in Giappone nel 1565. Battezzato a 5 anni, a 22 entrò come novizio nella Compagnia di Gesù e dopo l’ordinazione sacerdotale iniziò a predicare il Vangelo ai suoi connazionali, circa trent’anni dopo l’inizio dell’opera missionaria di Francesco Saverio. Nel 1596 però, divenendo la persecuzione contro i cristiani cattolici sempre più crudele, fu catturato con altri 25 compagni, tra i quali PAOLO Suzuki, un altro gesuita, 17 laici giapponesi e 6 francescani spagnoli. Dopo aver sofferto gravi maltrattamenti, alla fine furono tutti condotti a Nagasaki, dove, il 5 febbraio 1597, vennero appesi alle croci, prima di essere finiti a colpi di spada. Sono i primi martiri dell’Estremo Oriente, canonizzati da Pio IX nel 1862.

PIER BATTISTA di Avila
nato ad Avila, nella Vecchia Castiglia, nel 1542. Entrato nell’Ordine dei Francescani Osservanti, si consacrò alle missioni e nel 1580 fu scelto e inviato a evangelizzare il Messico. Tre anni dopo venne mandato anche nelle Filippine, dove continuò a esercitare una benefica missione. Nel 1590 ottenne di trasferirsi in Giappone per sostituirvi i Gesuiti che erano stati espulsi e avuto il permesso dalle autorità nipponiche di predicare il Vangelo, svolse per 6 anni un intenso apostolato a Kyoto, Osaka e Nagasaki. Caduto però in sospetto, nel 1596 venne imprigionato, sottoposto alla tortura e infine crocifisso. Martire per la fede, è stato canonizzato da Pio IX, nel 1862.

I santi del giorno del 23 gennaio

23 Gen

AMASIO vescovo martire nel 4° secolo

AQUILA di Cesarea
santa martire in Mauretania, morta sul rogo assieme al marito Severiano.

ARMANDO
o Auremondo, monaco dell’abbazia di Saint-Mairè, in Francia, della quale divenne abate nel 587. Morì nel 625.

BABILA
vescovo di Antiochia di Siria (oggi Antakya in Turchia), dal 237. Morì in carcere durante l’impero di Decio II, verso il 250, insieme a tre ragazzi a lui affidati, Predidiano, Epolonio e Urbano. A Milano, dove è molto venerato, si festeggia anche il 24.

BERNARDO di Vienne
nobile, soldato nelle armate di Carlomagno. Sposatosi contro la sua volontà, dopo sette anni di matrimonio, alla morte del padre, ottenne dalla moglie il consenso di farsi monaco benedettino. Fondò il monastero di Ambronay, ne divenne abate e nell’810 fu eletto vescovo di Vienne. Nel suo episcopato ebbe molti contrasti con la famiglia reale, tanto che per un certo tempo fu deposto e si rifugiò in Italia. Quando tornò in patria, fondò un monastero a Romans-sur-Isére, presso Valence, dove morì nell’842.

EMERENZIANA di Roma
secondo una leggenda era ancora catecumena, quando fu scoperta a pregare sulla tomba di Agnese, sua sorella di latte, che era stata martirizzata da poco. Viene rappresentata con le pietre nel grembiule, perchè fu lapidata sul posto nel 304 circa. I nobili genitori di Agnese raccolsero il corpo della martire e gli diedero sepoltura nel loro cimitero privato.

ILDEFONSO di Agali
nato nel 607, in Spagna. Monaco benedettino, discepolo di Eugenio di Toledo e di Isidoro di Siviglia, divenne abate del monastero dei SS. Cosma e Damiano ad Agali. Dal 657 arcivescovo di Toledo, successore del suo maestro Eugenio, si segnalò per l’attività creativa con gli scritti e continuò l’opera di Isidoro: De viris illustribus, raccolta di biografie di 14 personalità spagnole e si dedicò anche ad attività caritative. Morì il 23 gennaio 667 e il suo corpo, sepolto a Toledo, venne poi trasferito a Zamora, in Castiglia per sottrarlo agli invasori arabi. Santo molto popolare in Spagna, della quale è uno dei protettori, è particolarmente celebrato a Segovia.

MARTIRIO monaco abruzzese martire.

MESSALINA di Foligno martire nell’ anno 250.

PARMENA di Filippi
o Parmenas, uno dei primi 7 diaconi, ai quali gli Apostoli imposero le mani affidando loro l’incarico delle mense. È commemorato nel “Martirologio romano” come martire di Filippi, sotto l’imperatore Traiano.

RAIMONDO di Penafort  ricordato anche il 7 gennaio

SEVERIANO di Cesarea
martire in Mauretania assieme alla moglie Aquila.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: