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I santi del giorno del 9 settembre

9 Set

DESIDERATO Laval
Giacomo Desiderato, nato a Croth, in Normandia, il 18 settembre 1803. Figlio del sindaco del paese, rimase orfano di madre all’età di 8 anni e venne ospitato da uno zio che lo seguì negli studi. Frequentò anche il seminario di Evreux per un po’ di tempo, ma poi tornato in famiglia decise di studiare medicina all’università di Parigi, dove ottenne la laurea nel 1830. Esercitò la professione in Normandia, ma dopo 5 anni decise improvvisamente di entrare nel seminario di Saint-Sulpice a Parigi, dove fu ordinato sacerdote nel 1838. Dopo un periodo nel quale esercitò l’attività pastorale di parroco, nel 1841 con altri 3 missionari della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, andò nelle isole Mauritius tra una popolazione di circa 160 mila fra bianchi e neri, tutti ufficialmente liberi dalla schiavitù e molti cattolici, ma seguiti da un esiguo numero di preti. Incoraggiato dal vescovo benedettino monsignor Collier, si gettò in una formidabile opera missionaria fondando scuole, ospedali e laboratori, purtroppo però dopo una ventina d’anni di questa vita dura e laboriosa rimase invalido. Restò ancora tra questa che era diventata la sua gente dove morì il 9 settembre 1864. Il suo funerale, svoltosi nella capitale Port-Louis, dove la salma riposa nella chiesa del Sacro Cuore, fu seguito da più di 40 mila fedeli. Proclamato beato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979.

DOROTEO di Nicomedia
martire con Gorgonio in Bitinia nel 303. Ambedue ufficiali della corte di Diocleziano, furono uccisi per la loro fede cristiana.

GORGONIO di Nicomedia
ufficiale della corte di Diocleziano che gli aveva affidato incarichi molto importanti, quando la persecuzioni anticristiane divennero più forti, subì anche lui il martirio a Nicomedia(v) nel 303, assieme a molti compagni, tra i quali Doroteo e Fermo.

ISACCO il Grande
Katholikos di Armenia, nato nel 388, discendete di Gregorio l’Illuminatore, venne educato a Costantinopoli. Siccome al tempo della sua elezione a vescovo, in Armenia era proibito l’uso della lingua greca, si adoperò per tradurre in armeno, dal siriaco e dal greco, tutti i libri della Bibbia e molte altre opere religiose. Diede un notevole impulso al sorgere di una liturgia armena, consolidò la disciplina gerarchica, pose termine all’usanza che i vescovi si sposassero, incoraggiò il monachesimo, costruì chiese e scuole e combattè il paganesimo. Morto a Costantinopoli nel 439, è considerato il vero fondatore della Chiesa Armena.

OGLERIO di Trino
nato nel 1136 e morto nel 1214. Abate di Lucedio, presso Trino, in provincia di Vercelli, ebbe il governo dell’abbazia nel periodo del suo maggior splendore. Di lui ci restano due opuscoli ritrovati nel 13° secolo e pubblicati solo nel 1873, il primo afferma l’immunità di Maria da ogni peccato e il secondo contiene 13 omelie sull’Eucaristia.

OMERO di Therouanne
nato nel 595, il suo vero nome era Audomaro, ma i francesi lo chiamarono OMER. Alla morte della madre si ritirò con il padre Friulfo, nel monastero di Luxeuil-les-Bains, in Borgogna e divenuto poi vescovo di Therouanne, per nomina regale, svolse una intensa opera di apostolato tra i fedeli della sua diocesi. Assieme a Mummoleno e Bertino, ha fondato l’abbazia di Sithiu, dedicata poi a San Bertino, della quale oggi rimangono solo delle rovine nella città di Saint-Omer, poco lontano da Calais. Nel 663 divenne cieco e morì nel 668.

OSANNA di Northumbria santa sorella di Osredo, re di Northumbria.

PIATO di Benevento apostolo martire del 4° secolo.

PIETRO Claver
nato il 26 giugno 1580 a Verdù di Lerida, in Spagna. A 22 anni entrò nella Compagnia di Gesù, discepolo di Alfonso Rodriguez. Nel 1610 venne inviato missionario in Colombia, nel 1616, terminati gli studi di teologia, fu ordinato sacerdote a Santa Fé(Argentina) nel centro missionario dei Gesuiti e poi incaricato dell’apostolato fra gli schiavi negri provenienti dall’Africa a Cartagena, porto della Colombia sul Mar delle Antille. Impressionato dalle responsabilità dei cristiani d’occidente nella tratta degli schiavi, si gettò a capofitto in questa missione con impegno e così tanto amore da essere chiamato “l’Apostolo dei Mori”. Fornì loro cibo e medicine, risvegliò in essi il senso della dignità, li istruì nella fede e li battezzò, sembra che nei tanti anni passati tra loro abbia convertito quasi 300mila persone. Malato di peste, è morto a Cartagena, l’8 settembre 1657. Beatificato da Pio IX, nel 1850 è estato poi canonizzato e proclamato patrono delle Sacre Missioni fra i neri, da Leone XIII, nel 1888.

RUFINIANO di Tortona martire a Tortona con il fratello RUFINO.

SEVERIANO di Sebaste martire in Armenia.

TUSSIO di Bagno santo vissuto in Romagna, nel 9° secolo.

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I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

I santi del giorno del 10 agosto

10 Ago

AGATONICA martire a Cartagine(v), con le sante Bassa e Paola.

ASTERIA martire a Bergamo nel 4° secolo.

AURELIO martire.

BASSA
martire a Cartagine (v), con le sante: Agatonica e Paola.

DIODATO martire di Roma.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

GILBERTA
diminitivo di Agilberta, benedettina vissuta nel 7° secolo.

LORENZO
nato in Spagna tra il 210 e il 220, arcidiacono della Chiesa di Roma, sotto il papa Sisto II, incaricato dell’amministrazione dei beni della Chiesa e della distribuzione degli aiuti ai poveri. Secondo una passio del 5° secolo, quando nel 258 scoppiò la violenta persecuzione di Valeriano I, il prefetto di Roma ordinò a Lorenzo di consegnargli le ricchezze della Chiesa che aveva ricevuto in custodia dal papa, ma lui distribuì tutto ai poveri e malati, poi mostrando al prefetto questa folla di gente, gli disse: “Ecco i veri tesori della Chiesa” ! Subito arrestato, venne arso vivo a fuoco lento su una graticola di ferro e si racconta che, in mezzo ai tormenti, Lorenzo invitò il carnefice a girarlo, perché da una parte era ormai “cotto” al punto giusto. L’esecuzione avvenne il 10 agosto 258, 4 giorni dopo il martirio del papa e dei diaconi romani suoi colleghi, con i quali aveva avuto un patetico incontro. Fu sepolto sulla Via Tiburtina nelle catacombe di Santa Ciriaca, nel cimitero dell’Agro Verano, dove nel 4° secolo, Costantino il Grande fece costruire la Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, alla quale poi Sisto III, aggiunse una grandiosa basilica. Damaso I fece scolpire sulla sua tomba questa iscrizione a ricordo del suo martirio: “La fede di Lorenzo ha potuto vincere i colpi, i carnefici, le fiamme, i tormenti e le catene”. È raffigurato in uno stupendo mosaico nel mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, con la croce, il libro della Legge, la graticola, simbolo del suo martirio e i 4 Vangeli, dei quali Lorenzo come diacono, era il custode. Una tradizione afferma che le ceneri sono state trasferite a Genova, e custodite in una cappella dedicata San Giovanni Battista, nella grande cattedrale di San Lorenzo.

PAOLA di Cartagine martire assieme ad Agatonica e Bassa.

TORE di Metz
diminutivo di AUTORE, santo, vissuto nel 5° secolo.

I santi del giorno del 5 agosto

5 Ago

ADELE martire a Reims nel 750.

AFRA di Augusta
santa martire nella persecuzione di Diocleziano. Morì sul rogo attorno al 304, vicino ad Augusta di Baviera, città della quale è la principale patrona ed è ricordata da Venanzio Fortunato e nel martirologio gerominiano.

CANTIDIANO e CANTIDIO martiri egiziani.

EMIDIO di Ascoli Piceno
nato a Treviri (v), da una famiglia pagana, si interessò alla “nuova religione cristiana”, tanto che si fece battezzare. Per sfuggire alla feroce persecuzione di Massimiano I, si rifugiò a Milano, presso il vescovo Materno, il quale, dopo averlo ordinato sacerdote, lo inviò a Roma dal papa Marcello I. Consacrato vescovo dallo stesso papa, fu assegnato alla diocesi di Ascoli Piceno, dove subì il martirio verso il 303. Una tradizione leggendaria, dice che venne proclamato patrono della città che gli ha dedicato il Duomo, e che viene invocato contro i terremoti, perché, nel 1703 la sua intercessione l’avrebbe salvata da un terremoto.

FRANCESCO di Pesaro santo morto nel 1350.

NONNA vissuta nel 4° secolo moglie di Gregorio di Nazianzo il Vecchio e madre dei santi Gregorio, Cesario e Gorgonia.

OSVALDO di Iona
nato in Gran Bretagna, quando suo padre Etelfrido, re di Northumbria, nel 634 fu assassinato, divenne re, ma fu mandato in esilio e trovò rifugiò in un monastero sull’isola di Iona, in Scozia, dove si convertì al cristianesimo. Divenuto nuovamente re, si fece evangelizzatore dei suoi territori, come monarca forte e potente, ma anche umile e caritatevole. Nel 635 fondò il monastero di Lindisfarne, sull’isola di Holy Island, ma entrato in conflitto con il re pagano Penda, signore della Mercia (Wessex), fu sconfitto e ucciso in battaglia a Maserfield, nella contea dell’Hampshire, il 5 agosto del 642. È venerato come martire e Beda il Venerabile ha scritto che sulla sua tomba sono avvenuti molti miracoli.

PARIDE di Teano
protovescovo di Teano, in provincia di Caserta, martire nel 346.

SOBELE martire egiziano, assieme a Cantidio e Cantidiano.

VENANZIO vescovo francese, martire.

VIRGINIA
martire per la fede nel 2° secolo sotto l’impero degli Antonini.

I santi del giorno del 1 agosto

1 Ago

ALFONSO Maria de’ Liguori
nato a Marianella, vicino a Napoli, il 27 settembre del 1696. Discendente di una famiglia nobile, studiò all’università di Napoli e a soli 16 anni, si laureò in diritto canonico e civile, esercitò la professione forense e divenne un brillante avvocato, dedicandosi in particolare alla difesa gratuita dei poveri e delle vittime dell’ingiustizia. Nel 1723, dopo aver perso un processo per motivi politici, decise di lasciare la toga. Studiò nel seminario di Napoli, nel 1726 fu ordinato sacerdote e si dedicò all’evangelizzazione e assistenza volontaria degli ammalati nel più grande ospedale della città. Sei anni più tardi fondò la Congregazione del Santissimo Redentore a Scala in provincia di Salerno, approvata da Benedetto XIV nel 1749. Nominato vescovo di Sant’Agata dei Goti, Benevento, nel 1762 fondò il grandioso Santuario di Materdomini a Caposele, Avellino. Continuò poi l’opera missionaria fino a quando, nel 1775 su sua richiesta, venne esonerato dal governo della diocesi. Trascorse gli ultimi 12 anni della vita seriamente ammalato tra i suoi religiosi a Nocera dei Pagani, sempre in Campania, dove morì il 1° agosto 1787. Ha scritto molto, in particolare opere popolari destinate ai meno alfabetizzati, ma il suo scritto fondamentale è Theologia Moralis, ispirata sopratutto al suo lavoro di pastore. Gli è attribuito anche il popolare canto “Tu scendi dalle stelle” ed è stato proclamato Dottore della Chiesa.

AQUILA martire in Arabia con Rufo e compagni.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

CARITA’
figlia di santa Sofia, martire sulla Via Aurelia nei pressi di Roma, assieme alle sorelle Fede e Speranza.

CIRILLO martire in Arabia, con Rufo e Aquila.

DOMIZIANO martire in Arabia con Aquila, Cirillo e Rufo.

ESMERALDA
siccome vuol dire “SPERANZA”, si può festeggiare il 1° di agosto, in ricordo di santa Speranza, martire con le sorelle Carità e Fede.

ETELVOLDO di Winchester
nato nel 908, abate del monastero di Abingdon nei pressi di Oxford, verso il 954, introdusse la regola benedettina seguendo le consuetudini di Fleury-sur-Loire e di Corbie. Nominato vescovo di Winchester nel 963, fu consacrato da Dunstano vescovo di Canterbury, con il quale collaborò alla riforma del clero e dei monasteri della diocesi.

FEDE
martire nel 2° secolo sulla Via Aurelia, presso Roma, assieme alla madre Sofia e alle sorelle Carità e Speranza.

GIUSTA dell’Aquila
giovane martire detta “la Sipontina”, patrona dell’Aquila.

MACCABEO
di nome Giuda, ma chiamato Maccabeo, figlio del sacerdote ebreo Mattatia. Nel 166 a.C. fu il successore del padre al comando dell’armata giudaica, con la quale sconfisse ben 4 eserciti di Antioco, ristabilendo così il governo di Gerusalemme. Fece restaurare il Tempio, distrusse l’altare degli idolatri e combatté contro i Seleucidi di Siria. Morì a Elosa nel 160 a.C., nel corso di quest’ultima guerra.

OTTAVIANO vescovo.

RODOLFO di Vallombrosa
monaco camaldolese di Vallombrosa (v), successore di Giovanni Gualberto come abate generale. Morì il 2 novembre 1076.

RUBEN martire del 2° secolo.

SPERANZA di Roma
figlia di Sofia, martire sulla Via Aurelia, assieme alle sorelle Carità e Fede, nel 2° secolo.

TEODOSIO martire cenobita.

VERO di Vienne  vescovo in Francia, morto nel 314.

I santi del giorno del 23 luglio

23 Lug

APOLLINARE di Ravenna 
1° vescovo di Ravenna, vissuto tra il 2° e il 3° secolo martire. Sono celebri le due basiliche erette in suo onore a Ravenna nei secoli 5° e 6°, in puro stile bizantino: Sant’Apollinare in Classe, dove sono custodite le sue reliquie, e Sant’Apollinare Nuovo. Quest’ultima è stata riconsacrata con questo nome nell’8° secolo, perché più anticamente era denominata prima di Gesù Cristo e poi di San Martino in Ciel d’Oro. Patrono dell’Emilia-Romagna.

BRIGIDA di Svezia  o BRIGITTA
nata nel 1303 a Uppsala nel castello di Finstad, figlia del governatore Birgen Persson. Sposata contro il suo volere a soli 13 anni, ebbe poi 8 figli, tra i quali Caterina. In seguito pronunciò il voto di castità e si associò al Terz’Ordine Francescano, mentre il marito entrò nel monastero cistercense di Alvastra, che ospitava già un loro figlio. Dopo un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela al quale avevano partecipato nel 1344, il marito Ulf morì ad Alvastra e lei allora si mise al servizio dei poveri. Nel 1346 fondò il monastero di Vadstena, poco lontano da Alvastra, su un terreno donatole dal re di Svezia, dando vita all’Ordine del SS. Salvatore (brigidine), secondo la regola agostiniana, che fu intitolato a lei. Dedicatasi totalmente a vita ascetica e contemplativa, ebbe il dono di molte visioni e rivelazioni. Nel 1350, in occasione del Giubileo, andò a Roma, assieme alla figlia Caterina, anche per far approvare dal papa la sua regola e vi si fermò istituendovi un ospizio per pellegrini e studenti svedesi. Nella Basilica di San Paolo esiste un crocifisso di grandezza naturale, davanti al quale si dice che s’inginocchiava Brigida, con un’iscrizione che ricorda il prodigio del Crocifisso che le parlava. Morta a Roma il 23 luglio 1373, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta, il suo corpo fu trasportato dalla figlia Caterina, nel monastero di Vadstena. Ha lasciato una raccolta di Rivelazioni, nella quale i drammatici racconti sulla vita di Cristo sono inframmezzati da esortazioni alla Chiesa perché si rinnovi. Canonizzata il 7 ottobre 1391 da Bonifacio IX, è patrona della Svezia. L’Ordine di Santa Brigida è ancora fiorente e ha la casa generalizia a Roma in Piazza Farnese al civico 96, dove era morta la fondatrice. In qualche località è festeggiata anche il 7 e l’8 ottobre, in memoria del giorno della canonizzazione. Nell’ottobre 1998 Giovanni Paolo II l’ha proclamata patrona d’Europa, assieme a Edith Stein e Caterina da Siena.

EZECHIELE santo.

FAVORINO di Vercelli eremita, vissuto nel 13° secolo.

LIBORIO di Le Mans
vescovo di Le Mans, in Francia, molto amico di Martino di Tours. Le sue spoglie sono conservate a Paderborn, in Germania.

PRIMITIVA di Roma
martire assieme a Redenta e Romola nel 6° secolo.

REDENTA di Roma
martire a Roma assieme a Primitiva e Romola, durante il 6° secolo.

ROMOLA di Roma
le notizie biografiche provengono da Gregorio Magno, il quale dice che viveva in un ritiro nei pressi di Santa Maria Maggiore a Roma, in penitenza e preghiera, insieme con le compagne Erundine, Primitiva e Redenta, tutte martiri nel 6° secolo.

SUSANNA di Leucade   
santa di Leucade, isola greca dello Ionio, detta “ANNA”, morta verso il 918.

VALERIANO di Cimiez
vescovo di Cimiez, presso Nizza, morto nel 460 circa.

VANNA di Orvieto da GIOVANNA, carmelitana patrona delle sartine, morta nel 1306.

VODINO di Londra martire in Gran Bretagna nel 5° secolo.

I santi del giorno del 22 luglio

22 Lug

AMORE di Amorbach 
monaco di Amorbach, in Germania, patrono delle acque ritenute medicinali.

CIRILLO vescovo martire nel 4° secolo.

GIROLAMO di Pavia vescovo.

GUALTIERO di Lodi  
nato verso il 1184. Dopo la morte del padre e l’entrata in convento della madre, vendette tutti i suoi beni e andò a prestare la sua opera in un ospedale di Piacenza. Sotto la giurisdizione del vescovo e aiutato da molti amici, fondò un proprio ospedale a Lodi, città che gli ha intitolato una chiesa, nella parrocchia omonima. È morto il 22 luglio 1224.

MADDALENA (MAGDA)  
Maria, personaggio del N.T. ricordata nei vangeli, nativa di Magdala, pochi chilometri a nord di Tiberiade (v). Era una delle donne che, con gli Apostoli, seguivano Gesù nelle sue peregrinazioni in Galilea e dal quale era stata liberata da sette demoni. Presente alla crocifissione e alla deposizione dalla croce, fu anche la prima testimone della risurrezione, ricevendo l’incarico di annunciarlo ai discepoli. Da alcuni Padri viene impropriamente identificata anche con l’anonima peccatrice pentita, della quale parla l’evangelista Luca, colei che nella casa di Simone il lebbroso profumò i piedi di Gesù, li bagnò di lacrime e li asciugò con i suoi capelli. Per l’umanità cristiana la sua figura rappresenta il simbolo della penitente e la liturgia latina la identifica anche con Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, celebrandole con un’unica festa tutte e tre. Morta forse a Efeso usato anche per MILENA).

MENELAO abate in Alvernia, regione di Clermont Ferrand.

PLATONE di Ankara martire.

SINTICHE santa martire in Macedonia (v).

I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

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