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I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

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I santi del giorno del 5 luglio

5 Lug

ANTONIO MARIA Zaccaria
nato a Cremona nel 1502. Laureatosi in medicina a Padova, si dedicò alla cura della salute fisica e spirituale dei poveri. Ordinato sacerdote, nel 1530 fondò la Società dei Chierici di San Paolo detta dei “Barnabiti”, perché la loro casa madre era presso la chiesa di San Barnaba a Milano. Il loro apostolato comprendeva l’assistenza agli infermi, l’educazione della gioventù, l’attività pastorale e le missioni fra il popolo. Volle intitolarla a San Paolo, perché era affascinato dai suoi scritti e poi fondò anche l’Ordine delle Vergini Angeliche a Cremona, che si adoperarono molto per la riforma dei costumi. Ottimo predicatore, a lui si deve anche l’istituzione della pratica religiosa delle Quarant’ore (v.), morto a Cremona il 5 luglio del 1539, venne beatificato nel 1802 da Pio VII e canonizzato nel 1897, durante il pontificato di Leone XIII.

ATANASIO diacono martire a Gerusalemme.

CIRELLA o CIRILLA martire di Cirene.

DOMEZIO medico martire.

FILOMENA di S. Severino
vergine martire del 6° secolo, patrona di Settempeda, oggi San Severino Marche.

GRAZIA di Cornovaglia
moglie di san Probo, patrona di una chiesa della Cornovaglia in Gran Bretagna, ricordata sopratutto per le opere di carità.

NUMERIANO confessore della fede, vescovo di Treviri(v).

PERPETUA martire di Reggio Calabria.

PROBO di Cornovaglia
patrono, con la sorella Grazia, di una chiesa della Cornovaglia, penisola della Gran Bretagna, tra l’Atlantico e il canale della Manica.

TRIFINA di Palermo martire in Sicilia, in data sconosciuta.

ZOE romana
martire del 3° secolo. Secondo un’iscrizione in greco, venne sepolta nel 2° piano delle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria.

I santi del giorno del 1 giugno

1 Giu

ANNIBALE Maria Di Francia
nato a Messina il 5 luglio 1851, rimasto orfano di padre a 17 anni, sentì forte la necessità della preghiera per le vocazioni al sacerdozio. Nel 1878, dopo il diploma di maestro, fu ordinato sacerdote e si occupò dell’assistenza agli orfani, fondando a Messina diversi orfanotrofi e nel settembre 1882, due congregazioni religiose:Le Figlie del Divino Zelo per le ragazze, e quella dei Rogazionisti del Cuore di Gesù per le vocazioni. Il 30 agosto 1889 fece la sua prima professione di fede come terziario domenicano nella chiesa di Santa Teresa, a Napoli. Il 26 giugno 1908, festa del Sacro Cuore, pubblicò la rivista Dio e il Prossimo, poi la Sacra Alleanza Sacerdotale, e per i laici, la Pia Unione della Rogazione Evangelica. Morto a Messina il 1° giugno 1927, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004, in Piazza San Pietro, davanti a oltre 15.000 confratelli.

BERNARDO di Alzira
si chiamava Achmed ed era figlio di un califfo musulmano di Lerida, città della Catalogna, in Spagna. Allevato alla corte di Valencia fu educato alla fede musulmana. Durante un viaggio si fermò nel monastero cistercense di Poblet, pressoTarragona e decise di farsi monaco con il nome di Bernardo. Un suo fratello, divenuto emiro, lo fece arrestare per apostasia e così subì il martirio, era il 1180.

CAPRASIO di Lerins
monaco dell’abbazia benedettina della Sacra di San Michele, in Val di Susa, provincia di Torino. Secondo la tradizione fu eletto vescovo di Agen, città francese sulla Garonna, dove era nato. Nel 5° secolo fondò con sant’Onorato un monastero sull’isola di Lerins, presso Cannes, del quale divenne abate.

CHIARO vescovo. 

CRESCENTINO di Gubbio
soldato romano, martire a Città di Castello, patrono di Gubbio e di Urbino.

ERMENGARDA santa martire in Gallia.

FELINO di Perugia martire assieme a Gratiniano.

FLORO di Amelia martire in Umbria, assieme a Secondo.

FORTUNATO
presbitero martire di Turrita Tiberina, vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

GRAZIA di Alzira
si chiamava Zaida ed era figlia di Almanzor, califfo musulmano di Lerida, in Spagna. Tornando da un viaggio in Catalogna si fermò nel monastero cistercense di Poblet, presso Tarragona dove si convertì al cristianesimo, prendendo il nome di Grazia. Un fratello, divenuto emiro, la fece arrestare  e condannare per apostasia. Subì il martirio nel 1180. Patrona di Alzira.

GRAZIANO di Perugia o GRATINIANO, martire assieme a Felino.

LIA di Basilicata
martire, uccisa in Basilicata dai Saraceni, assieme al marito Stefano e i figli.

PANFILO di Cesarea
nato a Berito. Ordinato sacerdote a Cesarea di Palestina, vi aprì una scuola e curò, con lo storico Eusebio, la biblioteca cristiana fondata da Origene, del quale rivide e corresse il testo dell’Esapia. Perseguitato sotto Massimino II Daia, venne imprigionato e mentre era in carcere scrisse una Apologia per Origene. Il suo martirio si compì a Cesarea nel 309, dove venne decapitato.

PROCOLO di Bologna
soldato martire, nato in Illiria o Illirico, l’attuale Dalmazia (v). Decapitato a Bologna nel 303, è uno dei patroni della città.

SECONDO di Amelia  martire nel Lazio.

I santi del giorno del 3 aprile

3 Apr

AGAPE di Roma
sorella di santa Irene, subì il martirio con l’altra sorella Chionia nel 304, per aver pubblicamente professato la fede cristiana, rifiutandosi di mangiare le carni offerte agli dei. Sepolta in “spelunca” nelle catacombe di Priscilla sulla Via Salaria.

BENIGNO martire assieme a Evagrio.

CHIONIA
martire nel 304, con le sorelle Irene e Agape, tutte sepolte in “spelunca”, nelle catacombe di Priscilla sulla Via Salaria.

DOROTEA Chopitea
nacque a Santiago del Cile, il 5 giugno 1816, ma 3 anni dopo la famiglia si trasferì a Barcellona, in Spagna. Sposatasi a 16 anni con Giuseppe Serra, ricco commerciante e banchiere, ebbe 6 figlie. Profondamente religiosa, nella scala dei valori della vita, mise al primo posto l’amore ai poveri e così, assieme al marito, si dedicò alla fondazione di asili, scuole, laboratori e ospedali e per questo venne chiamata, l’elemosiniera di Dio. Verso la fine del 1882, quando rimase vedova, scrisse a don Bosco per fondare un’opera per giovani operai, che venne avviata due anni dopo a Sarrià de Ter, presso Gerona in Catalogna. Dopo la morte di don Bosco, aprì altre tre case, tra le quali il collegio di Santa Dorotea, sempre a Sarrià, affidato alle “Salesiane”, Figlie di Maria Ausiliatrice. Dopo aver donato tutto, è morta in povertà, il 3 aprile 1891.

EVAGRIO martire con san Benigno.

FARA di Borgogna
nata verso la fine del 6° secolo figlia di Agnerico conte di Borgogna, venne battezzata da Colombano abate di Luxeuil, facendo voto di verginità perpetua. Si ritirò nell’abbazia benedettina di Faremoutiers, da lei fondata presso Meaux, dintorni di Parigi, che poi fu distrutta durante la rivoluzione francese. Dopo la morte divenne oggetto di culto perché le furono attribuiti numerosi miracoli. È festeggiata anche il 3 aprile, giorno della sua nascita.

GANDOLFO Sacchi santo di Binasco, morto nel 1260.

GRAZIA martire.

NICETA abate.

PANCRAZIO di Taormina vescovo martire nel 1° secolo.

RICCARDO di Chichester
nato nel 1198 a Wych, in Inghilterra. Nel 1235 divenne cancelliere del vescovo Edmondo di Canterbury e dopo aver studiato teologia a Oxford, Parigi e Bologna, nel 1240 fu ordinato sacerdote. Due anni dopo venne consacrato vescovo di Chichester, ma re Enrico III rifiutò di accettarlo e nominò un altro. Papa Innocenzo IV, tuttavia, nel 1243 ne confermò l’elezione e Riccardo fu un ottimo pastore, generoso, caritatevole e buon legislatore, difendendo i diritti della Chiesa contro le ingerenze reali. Morto il 3 aprile 1253, a Dover, sulla Manica, mentre predicava per una crociata, è stato canonizzato da Urbano IV, nel 1262.

ULPIANO di Tiro
diminutivo di VULPIANO, martire in Palestina verso il 226.

I santi del giorno del 27 marzo

27 Mar

ADELPRETO di Trento
chiamato anche Alberto, proveniente da una famiglia germanica di alta nobiltà, collegata alla famiglia imperiale degli Hohenstaufen, ebbe ottima formazione culturale nell’ambiente ecclesiastico di Bamberga. Nominato vescovo di Trento nel 1156, prima del 17 settembre, data nella quale era presente alla dieta di Ratisbona. Nell’esercizio del suo incarico dovette affrontare gravi controversie, anche militari, tra le grandi famiglie feudali del tempo, per poter garantire la pace sociale e la difesa dei più deboli e indifesi. Nel 1158 mentre scortava, attraverso il territorio trentino, il futuro papa Celestino III e un vescovo di nome Giacinto, nel viaggio verso la Germania, dov’erano inviati come Legati di Adriano IV per riprendere le trattative con Federico Barbarossa, fu aggredito e catturato assieme ai due legati dai fratelli Federico ed Enrico dei conti di Appiano e solo a stento riuscì a sottrarsi alla loro violenza. Tra il 1162 e il 1164, consacrò molte nuove chiese, tra le quali quella di San Valerio nei pressi di Cavalese e di San Vigilio a Moena. Fondò anche il monastero dei canonici regolari di Sant’Agostino ad Augia, presso Bolzano. Tradito da feudatari ribelli, fu ucciso nei pressi di Arco di Trento, il 20 settembre 1172, da Aldrighetto di Castelbarco, il quale poi chiuse i suoi giorni nel monastero di San Giorgio in Braida a Verona, dove si era ritirato a fare penitenza dei suoi peccati. Sul luogo del martirio  in suo onore venne eretta una chiesetta, che nel 1333 fu intitolata a Santa Caterina. La Chiesa Tridentina tributò subito ad Adelpreto il culto dei martiri e i suoi resti furono posti in un sarcofago nell’aula sotterranea della basilica di San Vigilio in Trento. Come Alberto è festeggiato il 27 marzo.

AUGUSTA da Ceneda
detta anche da Serravalle, figlia di Matruco, capo alemanno che aveva conquistato il Friuli. Quando il padre venne a sapere che si era segretamente convertita al cristianesimo la fece arrestare e dopo molte torture, poiché la giovane rimaneva salda nella sua fede, la fece decapitare a Treviso, nel 5° secolo. Anche se gli Atti del suo martirio sembrano un po’ leggendari, è certo comunque che il culto è molto antico, sopratutto nel Santuario che porta il suo nome, su di un monte a Serravalle.

FILETO senatore romano, martire con la moglie LIDIA e i suoi figli MACEDONE e TEOPREPIO.

FRANCESCO Faa di Bruno
nato ad Alessandria, in Piemonte nel 1825. Laureato in matematica, divenne docente all’Università di Torino, dando notevole impulso allo studio dell’algebra. Eclettico scienziato, progettò il campanile della chiesa di santa Zita, alto 83 metri Ufficiale di artiglieria, nel 1876 abbandonò la carriera per farsi sacerdote, dedicandosi completamente al prossimo e dando vita a molte istituzioni benefiche. È morto a Torino il 27 marzo 1888 e recentemente è stato proclamato beato.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

LAZZARO di Persia
secondo una passio pervenuta con una documentazione siriaca, venne fatto prigioniero nella città persiana di Hubaham, assieme ad altri 8 cristiani. Torturato, affrontò il supplizio finale e il martirio nel 327, per il rifiuto di abiurare la fede cristiana, assieme a MARUTA, NARSETE, ZEBINA e altri fedeli.

MATTEO di Beauvais
nato a Beauvais, in Francia. Soldato, partecipò alla terza crociata ma, caduto prigioniero dai Saraceni, rifiutò di rinunciare al cristianesimo e dopo alcuni anni di prigionia, verso il 1198, subì il martirio.

PELLEGRINO da Falerno santo della Campania morto nel 1232.

RUPERTO di Salisburgo
nato nei dintorni di Worms, città tedesca sulle rive del Reno. Discendente di una famiglia nobile franco-renana, fu educato da monaci irlandesi. Dopo l’ordinazione sacerdotale, verso il 690 venne chiamato a evangelizzare la Baviera. Con l’aiuto di un conte locale riuscì a far costruire una chiesa a Seekirchen, per adibirla a sede vescovile, ma il luogo si rivelò inadatto. Si trasferì allora nella valle del fiume Salzach, che scorre lungo il confine tra la Germania e l’Austria. Qui nel 696, fondò il monastero di San Pietro sulle rovine dell’antica città romana di Juvavum, il primo nucleo dell’odierna città di Salisburgo. Divenuto il 1° abate-vescovo della diocesi, si dedicò con tutte le sue forze alla predicazione e alla fondazione di altre chiese e monasteri. Morto il 27 marzo 718, Domenica di Pasqua, le sue reliquie sono conservate nella cattedrale della citta di cui è patrono..

ZEBINA
detta “Zanithas della Persia”, vergine martire assieme a Lazzaro e compagni, nel 327 nella città di Hubaham.

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