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I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

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I santi del giorno del 6 luglio

6 Lug

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

GERMANO
nato nel 634, figlio del patrizio Giustiniano, che era stato messo a morte da Costantino IV. Eletto vescovo di Cizico (v), combatté il monotelismo e poi, quando nel 715 venne eletto patriarca di Costantinopoli, fu l’animatore della resistenza all’iconoclastia, difendendo energicamente il culto delle acre immagini. Per questa ragione, nel 730 l’imperatore d’Oriente Leone III, l’Isaurico , lo depose dalla carica. È morto il 12 maggio 732 lasciando un trattato teologico, uno scritto storico e 9 omelie. Nella Chiesa Ortodossa è celebrato il 12 maggio, in quella Cattolica, il 6 luglio.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUCIA martire in Campania.

MARIA Goretti
nata il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, presso Ancona. Trasferitasi con la famiglia a Ferriere di Conca, in provincia di Latina e rimasta orfana del padre all’età di 10 anni, dovette lavorare duramente per aiutare la madre a mantenere la numerosa famiglia. Non aveva ancora 12 anni, quando rimase vittima di una aggressione e preferì morire piuttosto che perdere la verginità. Il 6 luglio 1902, a Nettuno, nel Lazio, è stata uccisa con 14 colpi di punteruolo dal diciottenne Alessandro Serenelli, che, animato da una insana passione, l’aveva insidiata più volte venendo sempre respinto. L’omicida, dopo essersi pentito, si è dato a una vita di severa penitenza e Maria è stata canonizzata da Pio XII il 24 giugno 1950(Anno Santo), alla presenza della madre, del suo assassino completamente trasformato, al quale aveva perdonato prima di spirare e ad una immensa folla di giovani in Piazza San Pietro.

MARIA Ledochowska 
Maria Teresa, nata nel 1863, fondatrice della Società di San Pietro Claver, per l’apostolato missionario, morta nel 1922.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

ROMOLO di Fiesole
una leggenda lo dice discepolo di san Pietro e 1° vescovo di Fiesole, martire al tempo di Domiziano e che il suo culto è molto antico. Sepolto e venerato prima nella vecchia cattedrale di Fiesole fuori le mura, nel 1028 le reliquie furono traslate nella nuova cattedrale urbana.

SEVERO di Cesena vescovo martire nel 6° secolo.

TRANQUILLINO di Roma
nobile e ricchissimo cittadino romano, padre dei diaconi Marcelliano e Marco. Battezzato da Policarpo di Roma, ordinato sacerdote dal papa Caio, subì il martirio per lapidazione verso la fine del 3° secolo.

I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

I santi del giorno del 14 maggio

14 Mag

AMPELIO di Bordighera
vescovo della città nel 5° secolo, le sue reliquie si trovano a Genova.

BONIFACIO
vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire a Tarso in Cilicia nel 306

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

CORONA
soldato martire in Egitto, assieme a Vittore. Sono entrambi particolarmente venerati nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno. A Vicenza, invece, i Domenicani hanno eretto, nel 1261 la bella chiesa di San Corona.

COSTANZO prefetto di Costantinopoli, patrono di Capri.

DOMENICA di Mornese
Maria Domenica Mazzarello, nata il 9 maggio 1837 a Mornese, diocesi di Acqui. Da giovane lavorò nei campi e poi, dopo una malattia, fece la sarta e incominciò a radunare attorno a se un gruppo di coetanee con le quali, nel 1854, formò l’associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Questo fu il primo nucleo di quella che divenne poi la Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, istituita nel 1871 da don Bosco, per l’educazione e l’istruzione femminile e della quale fu superiora dal 1874. Resse l’Istituto con saggezza, prudenza, umiltà e carità, sempre serena, gioiosa e attiva, sapiente maestra di vita spirituale. Morta il 14 maggio 1881, a Nizza Monferrato, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1951.

GIUSTA e GIUSTINA
martiri per la fede cristiana durante la persecuzione dell’imperatore Adriano a Oristano, in Sardegna, fra il 117 e il 138.

ISO di San Gallo santo morto nell’ 871.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MICHELE Garicoits
nato a Ibarre, in Francia il 15 aprile 1797. Ordinato sacerdote nel 1823 a Bayonne nei Bassi Pirenei, si impegnò nel lavoro pastorale a Candos. Nel 1825 divenne professore di filosofia nel seminario di Betharram, nei pressi di Lourdes, del quale poi divenne rettore. Nel 1832 fondò la congregazione del Sacro Cuore di Betharram, per sacerdoti che si consacrano al lavoro missionario, e ne redasse la costituzione definitiva nel 1838. Morto il 14 maggio 1863, è stato canonizzato da Pio XII, nel 1947.

PASQUALE I papa
secondo la tradizione apparteneva alla gens dei Massimi. Dopo essere stato abate benedettino di Santo Stefano Maggiore in Roma, fu il successore di Stefano IV, il 25 gennaio 817. Appena consacrato richiese e ottenne, da Ludovico il Pio, il riconoscimento dei domini temporali della Chiesa e il diritto di sovranità e giurisdizione su di essi. Nella Pasqua dell’823 consacrò Lotario, figlio dell’imperatore, designato re d’Italia e nello stesso tempo scomunicò Leone V I’Armeno, imperatore d’Oriente e gli iconoclasti da lui protetti. Fece eseguire notevoli opere di restauro nelle principali chiese romane e inviò l’arcivescovo di Reims, Ebbone a predicare la fede nello Jutland, in Scandinavia e in Danimarca, incoraggiando l’evangelizzazione dell’Europa settentrionale. Riportò in città molti corpi di cristiani defunti che fece conservare nelle chiese, per proteggerli dalle profanazioni dei pagani e ritrovò anche le reliquie di santa Cecilia riportandole nella sua chiesa in Trastevere. Morì l’11 febbraio 824, ma fu sepolto nella chiesa di Santa Prassede all’Esquilino solo nel mese di giugno, dopo l’elezione del suo successore Eugenio II, a causa delle proteste dei molti avversari.

POMPONIO di Napoli vescovo di Napoli nel 6° secolo.

VITTORE
soldato cristiano, martire in Egitto assieme a Corona, molto venerato nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno.

I santi del giorno del 8 maggio

8 Mag

ACACIO di Bisanzio
nato in Cappadocia, Anatolia centrale, martire a Bisanzio nel 306. Secondo la tradizione, era un centurione e le sue reliquie sarebbero state miracolosamente trasportate dal mare a Squillace, in Calabria, città della quale è patrono.

AMATO di Saludecio santo patrono di Saludecio, Rimini

AURELIANO vescovo di Limoges.

BENEDETTO II papa
di famiglia romana, figlio di Giovanni, eletto il 26 giugno 684, dopo che la sede era rimasta vacante per 11 mesi nell’attesa della convalida imperiale. Nel suo pontificato combatté il monoteismo e ottenne da Costantino IV Pogonato la concessione che l’elezione pontificia non dovesse più attendere la conferma imperiale per essere valida. Diede la più larga diffusione alle decisioni del VI Concilio ecumenico di Costantinopoli e fece eseguire lavori di restauro nelle chiese danneggiate di San Lorenzo in Lucina, San Valentino e Santa Maria dei Martiri. Morì l’8 maggio del 685 e fu sepolto in San Pietro.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore. Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DESIDERATO
vescovo di Bourges, consigliere del re Clotario I, morto nel 550.

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

IDA di Nivelles
nata verso il 1190, a Nivelles, nel Brabante belga, da una famiglia di commercianti. Quando rimase orfana del padre all’età di 9 anni, fece voto di verginità perenne e a 16 rifiutò il matrimonio con un ricco borghese. Alla morte della madre fuggì di casa ed entrò nel monastero cistercense di Kerkhem, in Olanda, dove ebbe molte visioni e il carisma di compiere miracoli. È morta il 12 dicembre 1231 a Rameige.

MICHELE arcangelo
nella Bibbia, principe degli angeli. Nell’A.T. il suo nome si trova due volte nel Libro di Daniele, dove è presentato come capo supremo dell’esercito celeste, in difesa del popolo d’Israele. Nel N.T. è menzionato al capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni, dove è descritto come vincitore degli angeli ribelli insieme a Lucifero. Viene raffigurato con ali, vestito da guerriero, portante nella mano la bilancia di giustizia e con una lancia rivolta contro un drago. Nell’apostolica Lettera di Giuda, viene invece chiamato arcangelo ed è presentato in contesa con il diavolo per il corpo di Mosè. Gli sono stati dedicati numerosi santuari, il più celebre dei quali è quello sul Gargano, costruito sopra una grotta, dove avrebbe fatto delle apparizioni e in ricordo della vittoria riportata dai Longobardi sui Saraceni presso Manfredonia, nel 663 e dove è festeggiato l’8 maggio. I Longobardi poi, lo elessero protettore delle loro milizie e gli dedicarono chiese e santuari in tutto il regno. Altri celebri santuari dedicati a lui sono: la Sacra di San Michele della Chiusa, presso Torino e anche quello di Mont-Saint-Michel, in Normandia, costruito sul luogo di un’altra presunta apparizione. Come principale avversario di Satana ha assunto la funzione di difensore delle anime e nella tradizione cristiana gli è stato affidato il compito di sorvegliare la bilancia per la pesatura dell’anima, cioè del peso delle azioni in vita, al momento del giudizio finale.

STANISLAO di Cracovia
nato a Szczeparanow in Polonia, il 26 luglio 1030, da famiglia nobile, ereditò una cospicua somma e alcuni possedimenti che divise con i poveri, per essere più libero nel servire il Signore. Studiò teologia e diritto canonico, prima in patria e poi a Liegi e Parigi, alla Sorbona. Fu ordinato sacerdote dal vescovo di Cracovia Lamberto, che lo nominò canonico della cattedrale. Nel 1071, consacrato vescovo successore di Lamberto, iniziò una zelante opera riformatrice, entrando in aperto conflitto con il re Boleslao II, che essendo stato da lui scomunicato, lo fece uccidere mentre celebrava la Messa, ai piedi dell’altare della Chiesa di San Michele, l’11 aprile 1079, profanandone poi la salma. Si dice anzi che sia stato lo stesso Boleslao a ucciderlo con un colpo di spada alla testa, come risulta da una radiografia del cranio ritrovato, perché le guardie incaricate non ebbero il coraggio di farlo. Circa 10 anni più tardi le reliquie furono traslate nella cattedrale di Cracovia, conservate in un sarcofago d’argento massiccio, sopra l’altare maggiore scolpito in marmo nero. Canonizzato da Innocenzo IV ad Assisi nel 1253 e proclamato patrono della Polonia assieme ad Adalberto di Praga.

ULRICA di Svezia martire.

VIRONE o WIRO  vescovo scozzese.

VITTORE il Moro
secondo gli Atti dei Martiri, era un soldato della Mauretania, di stanza a Milano. Nel Martirologio geronimiano è scritto che fu decapitato per la fede cristiana, sotto Massimiano Erculeo, il 14 maggio del 304. È patrono dei prigionieri e degli esuli e titolare di alcune chiese milanesi. Da lui prende il nome anche il carcere giudiziario della città.

I santi del giorno del 4 aprile

4 Apr

ALETTA martire in Gallia nel 12° secolo.

BENEDETTO il Moro
nato a San Fratello, in provincia di Messina, nel 1526. Discendente da schiavi negri portati in Sicilia dall’Africa  entrò tra gli eremiti francescani di Girolamo di Lanza e quando nel 1562 questo istituto venne soppresso, passò a Palermo tra i frati minori dove, anche senza entrare nell’Ordine  divenne guardiano, maestro dei novizi e infine superiore. Morì a Palermo nel 1589 e fu canonizzato da Pio VII, nel 1807.

DOMENICA di Capriana
Maria Domenica Lazzeri, chiamata la “beata meneghina”, nata il 16 marzo 1815, sesta figlia di Bortolo e Margherita, a Capriana, in Valle di Cembra, provincia di Trento. Mentre frequentava con profitto la scuola elementare, aiutava il padre al mulino della famiglia, lavorava nei campi, portava gli animali al pascolo, leggeva e meditava in particolare la passione di Gesù Cristo. Mandata anche a servizio presso un famiglia di Fadana di Cembra, nel 1828, quando rimase orfana del padre, dovette occuparsi soprattutto del piccolo mulino. Nel 1832 due fatti straordinari segnarono la sua vita: una notte di terrore al mulino causatale da due “misteriose figure” e qualche giorno dopo, una strana apparizione, mentre era al lavoro in un campo. Da allora rimase colpita da una dolorosa malattia che la costrinse a letto provocandole febbri intermittenti. Durante il lungo calvario che si concluse con la morte, Venerdì Santo 4 aprile 1848, accaddero eventi straordinari: per 14 anni visse con le stigmate che le erano apparse il 10 gennaio 1835 e una corona di ferite sul capo che sanguinavano ogni venerdì e in tutti questi anni si nutrì solo della comunione eucaristica, una volta alla settimana, come era allora permesso. Nel piccolo paese trentino erano arrivati nel frattempo, alcuni personaggi di rilievo attratti dalla fama di santità della “beata”: vescovi stranieri, uno dei quali addirittura dall’Australia  altri dal Regno Unito, il filosofo cattolico Antonio Rosmini e tanti altri. Tutti hanno lasciato una relazione scritta di quello che avevano visto e sentito, mentre il principe vescovo di Trento, anche se informato costantemente dal parroco del luogo, non arrivò mai a Capriana. Dal 1927 al 1943, sono stati fatti vari tentativi per avviare un processo canonico di beatificazione, ma senza risultati positivi. Nel dopo guerra nessuno si è più preso la cura di riprovare, e così Domenica è rimasta la “beata meneghina”, solo per la gente di Capriana e pochi altri a conoscenza della sua breve vita di dolore, fino al 4 aprile 1995. In questa data, l’arcivescovo di Trento, Giovanni Maria Sartori, celebrando una Messa in suffragio della Serva di Dio Domenica Lazzeri, nel 147° anniversario della morte, ha aperto ufficialmente un nuovo processo di canonizzazione, rispondendo positivamente alla richiesta antica e rinnovata il 22 agosto 1944, di dare inizio al processo sulla vita, virtù e fama di santità di colei chiamata affettuosamente “meneghina”, cioè piccola Domenica. L’arcivescovo ha detto nell’omelia  che spetta ora alla Chiesa pronunciarsi sull’eroismo delle virtù esercitate da lei, confidando che l’inizio di questo processo possa risvegliare in tutti gli alti ideali di amore a Dio e di offerta generosa al Signore di questa umile creatura.

EUFRASIA Pelletier
Maria Eufrasia, nata nel 1796. Monaca nel monastero di Nostra Signora del Rifugio di Tours, nel 1829 fondò ad Angers, un “Rifugio” del quale divenne superiora. Questa congregazione, approvata da Gregorio XVI, nel 1835, con la denominazione di Istituto delle Suore di Nostra Signora di Carità del Buon Pastore, con il compito di provvedere alla rieducazione delle ragazze “perdute”, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, sotto il governo di Maria Eufrasia nominata superiora generale a vita. Morta nel 1868, è stata canonizzata nel 1940 da Pio XII.

FORMOSO papa
nato a Ostia nell’816. Vescovo di Porto Romano, nell’864, per incarico del papa Niccolò I, svolse delicati incarichi diplomatici presso i bulgari, ma poi fu ridotto allo stato laicale da Giovanni VIII. Riabilitato da Marino I, divenne pontefice il 6 ottobre 891, successore di Stefano VI. Nell’892 incoronò imperatore Lamberto di Spoleto ma po di fronte ai suoi comportamenti poco corretti, chiamò in aiuto Arnolfo duca di Carinzia, ricompensandolo con la corona nell’896. Morto l’11 aprile dello stesso anno, il suo successore Stefano VII, amico di Lamberto di Spoleto, nel gennaio del 897 ne fece riesumare e mutilare il cadavere per processarlo in un concilio detto cadaverico, che dichiarò nulla l’elezione e illegittimi gli atti. Dopo questa macabra messa in scena, spogliata degli abiti pontificali la salma fu gettata nel Tevere. La sua memoria è stata poi riabilitata, dal papa Teodoro II e poi da Giovanni IX, nell’898.

FRANCESCO Marto
nato nel 1909. Uno dei veggenti di Fatima, assieme alla sorella Giacinta e a Lucia Dos Santos. È stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 2003.

GAIANO martire in Tracia, molto venerato a Roma.

ISIDORO di Pelusio
monaco e scrittore ecclesiastico greco, nato nel 370 ad Alessandria d’Egitto. Si ritirò in un monastero presso Pelusio, città portuale del basso Egitto, divenendone abate. Uno degli uomini più eruditi del 5° secolo, intervenne presso Cirillo patriarca d’Alessandria in difesa del suo maestro Giovanni Crisostomo e durante la crisi nestoriana, disapprovò ancora i metodi di Cirillo. Delle sue opere è rimasto soltanto “l’Epistolario”, comprendente però più di 2 mila lettere, che costituiscono un prezioso documento per lo studio della Chiesa Greca del periodo. Morì nel 450 circa.

PLATONE di Costantinopoli
nato nel 735, monaco eremita morto a Costantinopoli nell’814, chiamato “San Platone dei simboli dell’Olimpo”.

TEODOLO lettore martire con Agatopode.

TEODORA di Tessalonica
nata nell’812 su di un’isola dell’Egeo, causa frequenti scorrerie di pirati fu costretta a fuggire, assieme al marito, rifugiandosi in Macedonia. Quando rimase vedova, entrò con la figlia in un monastero a Tessalonica (Salonicco in Grecia), dove diede esempio di grande virtù e dopo la morte si dice che, per sua intercessione, siano avvenuti molti miracoli.

ZOSIMO di Giordania
anacoreta vissuto nel deserto giordano, nel 4° secolo.

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