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I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

I santi del giorno del 30 agosto

30 Ago

ADAUTTO
martire del 3° secolo, morì con Felice a Roma e fu chiamato Adautto, dal latino Adauctus, che vuol dire “aggiunto”, perché i fedeli ne ignoravano il vero nome.

AGILO di Rebais
nato nel 583, monaco a Luxeuil-les Bains, discepolo di Colombano, convertì al cristianesimo la popolazione germanica dei Bavari. Nel 636 divenne il primo abate di Rebais, nei pressi di Parigi. Morì nel 650.

BONIFACIO di Adrumento
martire in Puglia. Marito di santa Tecla, originario di Adrumento, antica città fenicia in Africa presso Cartagine, sulle cui rovine fu costruita l’odierna città di Sousse (Susa), in Tunisia.

BONONIO di Lucedio
nativo di Lucedio, frazione di Trino Vercellese, è stato abate a Bologna ed è morto nel 1206.

EVA di Abitine
martire nel 304 ad Abitine, circa 80 chilometri da Cartagine, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Dopo molte torture per far loro rinnegare la fede, furono decapitati tutti.

FANTINO di Calabria
monaco basiliano, chiamato popolarmente TINO. Dopo essere vissuto molto tempo sui monti tra Calabria e Lucania, divenne abate a Salonicco, dove si era rifugiato per il timore delle incursioni saracene e dove è morto nel 970.

FAUSTINA (TINA)
martire romana, venerata sulla Via Latina, senza notizie storiche.

FELICE di Roma
martire citato in una poesia di Damaso I, sepolto in una cripta del cimitero di Commodilla, sulla Via Ostiense.

FIACRIO o FIACRE
nato nel 610 e morto nel 670. Secondo la tradizione era un monaco irlandese di origine celtica stabilitosi  a Meaux in Gallia, dove fondò un monastero. Divenne famoso per alcune guarigioni ritenute miracolose ed è venerato sopratutto in Francia.

GAUDENZIA vergine martire a Roma.

GAUDENZIO senza storia.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

ILDEFONSO Schuster
Alfredo Ildefonso, nato a Roma nel 1880. Benedettino, dal 1918 abate di San Paolo fuori le Mura, nel 1929 venne nominato arcivescovo di Milano e poco dopo creato cardinale, da Pio XI. Ebbe una particolare attività politica, nel tentativo di resa, iniziato da Mussolini nell’aprile del 1945, con il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia. È morto a Milano nel 1954.

LAURA Meozzi
nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da Alessandro e Angela Mazzoni, in una famiglia agiata e nobile. Compì gli studi di medicina a Roma, dove si era trasferita la famiglia e nel 1898 divenne suora salesiana. Lavorò sopratutto in Sicilia fino al 1921, quando venne scelta a capo delle prime missionarie in partenza per la Polonia dove, nonostante la grande povertà locale, riuscì ad aprire alloggi per i bambini abbandonati, scuole e laboratori. Dopo il 1938 le suore dovettero partire da Wilmo con un centinaio di ragazzi, su di un treno speciale per un viaggio durato ben 16 giorni. Alla fine della guerra, madre Laura ricominciò il lavoro nella Polonia distrutta, aprì 12 nuove case e poi, in un vecchio castello a Pogrzebien, fece rinascere anche il noviziato. Qui è morta il 30 agosto 1951.

MARGHERITA Ward beata.

PAMMACHIO di Roma
discepolo di Girolamo, fu uno dei capi del partito cristiano nel senato romano. Sposato con Paolina, figlia di Paola di Betlemme, alla morte della moglie, si consacrò alla vita ascetica e all’assistenza dei poveri. Nel 398 fondò lo Xenodochio di Porto Romano, presso le foci del Tevere e poi una basilica al colle Celio, chiamata dei Santi Giovanni e Paolo. Morì nel 410.

PIETRO di Trevi
per sottrarsi a un matrimonio impostogli dai genitori, andò fuggiasco a Tivoli, si fece eremita e pochi anni dopo, ricevette gli ordini minori. Predicatore itinerante, attraverso le regioni dell’Italia Centrale, è morto nel 1052 in un tugurio a Trevi nell’alta Valle dell’Aniene. È stato canonizzato nel 1215, da Innocenzo III.

TECLA d’ Este
sposa di Bonifacio, martire in Puglia. È patrona d’Este, provincia di Padova, dove i suoi resti sono conservati nel Duomo a lei intitolato

I santi del giorno del 17 agosto

17 Ago

ACILIA di Roma
giovane romana martire verso la fine del 2° secolo, venne sepolta sulla Via Salaria. Dal 1751 le sue reliquie sono sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Assunta, a Scandriglia, in provincia di Rieti.

ALBERTO da Pontida
benedettino, fondatore e priore dell’abbazia di Pontida, morto nel 1095. Il suo sepolcro in pietra scolpita si trova nella Basilica, dedicata a San Giacomo, all’interno della stessa abbazia della città.

ANASTASIO di Terni vescovo di Terni, morto verso la metà del 6° secolo.

BONIFACIO diacono cartaginese, martire in Africa con il monaco Settimo.

CARLA Gerhardinger o CAROLA, venerabile di Regensburg (Ratisbona).

CHIARA di Montefalco
nata nel 1268 a Montefalco, presso Spoleto, in provincia di Perugia. Terziaria francescana, nel 1290 fondò nella sua città il monastero di Santa Croce, dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino  del quale divenne badessa. Devotissima della Passione del Signore, ricevette vari doni soprannaturali, ebbe estasi e le si attribuirono miracoli. Morì nel 1308 e una leggenda dice che dopo la morte il suo sangue si liquefò e quando il cuore fu esaminato, vi si trovò disegnata una croce. È stata canonizzata da Leone XIII nel 1881 e a Montefalco il convento e la bella chiesa a lei dedicati, costruiti poco dopo la sua morte, sono un luogo di particolare devozione.

DONATO di Ripacandida
benedettino di Ripacandida, provincia di Potenza, vissuto nel 12° secolo.

ELIA il giovane
monaco basiliano, nato a Enna nell’825. Imprigionato e deportato dai Saraceni in Africa, riuscì a fuggire e si diede a lunghi pellegrinaggi in Oriente. Tornato in Sicilia, dovette lasciare Taormina prima che cadesse in mano agli Arabi, riparando in Calabria, dove fondò un convento in località Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria. Dopo un pellegrinaggio a Roma vi si ritirò a vita eremitica, ma più tardi fu chiamato a Costantinopoli dall’imperatore Leone VI il Filosofo. Morì nel 903 durante il viaggio, dalle parti di Tessalonica, l’odierna Salonicco.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

EUSEBIO papa
eletto al pontificato il 18 aprile 309, per contrasti con un competitore di nome Eraclio, venne subito esiliato in Sicilia per ordine dell’imperatore Massenzio, che temeva disordini. Morì il 17 agosto dello stesso anno e il suo corpo, riportato a Roma, fu sepolto nelle catacombe del cimitero di Callisto sull’Appia Antica. Papa Damaso I gli ha dedicato un’iscrizione sulla tomba, conferendogli il titolo di martire, che però non gli è stato mai riconosciuto ufficialmente.

GIACINTO Odrowatz
nato nel 1185 a Bross-Stein, in Slesia (oggi Polonia), da una nobile famiglia, studiò a Cracovia, Bologna e Praga. Divenuto canonico della cattedrale di Cracovia e dopo aver incontrato Domenico di Guzman a Roma, entrò nella sua congregazione e divenne predicatore. Quando nel 1221 tornò in patria, ricevette da Domenico il compito di introdurre l’Ordine in Polonia e così fondò vari conventi domenicani in Carinzia,  Freisach, Cracovia, Danzica e infine a Kiev, dove visse dal 1225 al 1233, lavorando per l’unione tra le Chiese Orientali e quella di Roma. Esercitò il ministero di predicatore in tutto il paese instancabilmente fino alla morte a Cracovia, il 15 agosto 1257. La celebrazione della sua festa fu fissata da Pio X, al 17 agosto.

GIOVANNA Delanoue
nata a Saumur, nella regione francese dell’Angiò, il 18 giugno 1660. Fattasi religiosa, fondò la Congregazione di Sant’Anna della Provvidenza. Morta il 17 agosto 1736, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1982.

LIBERATO di Capsa
abate del monastero di Capsa, martire in Africa nel 484, sotto Unnerico, re dei Vandali.

RINALDO o RAINALDO
nato a Milano nel 1240 e morto a Ravenna nel 1321. Nunzio in Fiandra, venne eletto vescovo di Vicenza nel 1296 e 6 anni più tardi passò alla sede di Ravenna. Fece parte della commissione di prelati istituita da Clemente V per procedere contro i Templari. Celebrò 5 sinodi provinciali e partecipò al Concilio di Vienne 1311/1312, quello che sancì proprio la soppressione dei Templari. Il culto è stato approvato da Pio IX, nel 1852.

ROGATO di Cartagine
monaco martire in Tunisia nel 483 assieme al diacono Bonifacio e altri compagni.

RUSTICO
suddiacono martire a Cartagine, in Tunisia, con Bonifacio e Liberato.

SERVO di Cartagine
suddiacono martire in Tunisia, assieme a Bonifacio, Liberato abate, Rogato Rustico e Settimo.

SETTIMO di Cartagine
monaco martire nel 483 in Tunisia, assieme all’abate Liberato e molti altri compagni.

I santi del giorno del 29 luglio

29 Lug

ANTONINO martire di Roma assieme a Flora e Lucilla.

BEATRICE (BICE) 
nativa di Roma, secondo una passio molto leggendaria sarebbe stata uccisa sotto Diocleziano, nel 302. Arrestata, imprigionata e poi strangolata dai servi di Lucrezio al quale era stata promessa in sposa, per aver sottratto al Tevere e dato loro sepoltura ai corpi dei suoi fratelli martiri, Simplicio e Faustino.

BENIAMINO martire.

BONIFACIO di Savoia
nato nel 1207 a Chateau-du-Saint-Helen-du-Lac, figlio del conte Tommaso I e di Margherita di Ginevra. Certosino, nel 1232 fu eletto vescovo di Belley, nei pressi dell’Abbazia di Altacomba, in Francia, ma nel 1241, per volontà della nipote, la regina Eleonora d’Inghilterra, venne nominato arcivescovo di Canterbury, consacrato a Lione 4 anni dopo da Innocenzo IV. Nel 1262 fu costretto in esilio in Francia, per contrasti con il re Enrico III e poté tornare in patria solo dopo 3 anni. Nel 1268 si ritirò nella Savoia, a Chateu-du-Saint-Helene-de-Milliers, dove morì nel 1270. Il culto è stato riconosciuto da Gregorio XVI nel 1838.

FAUSTINO martire   
martire assieme al fratello Simplicio, nel 305 circa. I loro cadaveri gettati nel Tevere, furono recuperati e sepolti cristianamente sulla Via Portuense, dalla sorella Beatrice. Sulla loro tomba venne costruita una chiesa.

FELICE II antipapa   
arcidiacono di Roma eletto nel 355 dal clero ariano romano, al posto del legittimo papa Liberio che l’imperatore Costanzo II aveva esiliato, ma che non aveva mai abdicato. Quando Liberio tornò, il senato romano inviò Felice in esilio, dove morì nel 365. Nel 1582, però, venne elevato agli onori degli altari da Gregorio XIII ed è il patrono di Monticello d’Alba, in provincia di Cuneo.

FLORA di Roma  
vergine martire insieme a Lucilla, Antonino, Eugenio e Teodoro, durante le persecuzioni dell’imperatore Gallieno I,(260-268).

FLORINDA di Roma
martire sotto Gallieno I, assieme a Lucilla e compagni.

LADISLAO I, il santo     
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LUCILLA di Roma martire con santa Flora, nel 3° secolo.

LUPO di Troyes  
vescovo, vissuto tra il 383 e il 478, salvò la città dall’invasione degli Unni di Attila.

MARTA di Betania    
nome aramaico della sorella di Lazzaro e di Maria. Ricevette il Signore come ospite, lo servì con delicatezza e con le sue preghiere, ottenne la risurrezione del fratello. La sua figura viene presa a modello della vita attiva, mentre la sorella rappresenterebbe la vita contemplativa. Patrona di cuochi, pellegrini e bisognosi, una tardiva tradizione dice che, fuggita da Betania assieme a Maria e Lazzaro, approdò a Marsiglia e si stabili a Tarascona, cittadina della quale è chiamata patrona.

MARTA Wang        
ragazza vietnamita, arrestata e decapitata assieme ai seminaristi e al vescovo ai quali portava alcune lettere. È stata canonizzata il 1° ottobre 2000 nell’anno del Giubileo, da Giovanni Paolo II.

OLAF II Haraldsson o OLAV, in italiano OLAO
Nato in Norvegia nel 955, dopo aver trascorso alcuni anni esule in Gran Bretagna, rientrò in patria e si fece proclamare re nel 1016, strappando il paese alla supremazia danese. Cacciato dal trono l’usurpatore Erik II, consolidò l’unità del regno e animato da uno spirito profondamente cristiano, portò a termine l’opera di cristianizzazione del paese già intrapresa da Olav I. Lottò a lungo contro i Danesi ma il loro re, Canuto il Grande, lo sconfisse prendendo il suo posto. Nel 1030 riuscì poi per breve tempo a riconquistare la corona, ma nello stesso anno fu nuovamente vinto e ucciso da Sven di Danimarca, figlio di Canuto, nella battaglia di Stiklestad. Nel 1031 era già chiamato santo ed eroe nazionale norvegese.

SERAFINA di Mamian martire francese

SIMPLICIO di Roma martire con i santi Beatrice e Faustino.

URBANO II papa 
Oddone di Lagery, nato a Chatillon-sur-Marne, in Francia verso il 1040. Benedettino, nel 1078 fu creato cardinale-vescovo di Ostia, dopo essere stato Legato pontificio di Gregorio VII in Francia e Germania. L’elezione al papato avvenne a Terracina, il 12 marzo 1088, ad opera dei cardinali contrari all’antipapa Clemente III che era stato designato dall’imperatore Enrico IV, dopo ben 6 mesi di tumulti tra le fazioni avversarie. Dovette rimanere però confinato sull’isola Tiberina fino a luglio, nell’attesa della fine degli scontri armati. Abile politico, si creò molti appoggi fra i potenti, in particolare ebbe l’aiuto dei Normanni, dopo essersi opposto a Enrico IV, che aveva occupato città e castelli della contessa Matilde di Canossa e stava invadendo anche la Toscana. Occupata Roma nel 1094, restaurò la disciplina ecclesiastica e scomunicò l’imperatore, l’antipapa Clemente III ed anche il re di Francia Filippo I, quest’ultimo per adulterio. Proseguì il programma del suo grande maestro Gregorio VII, rinnovando il divieto dell’investitura laica, la condanna della simonia e del matrimonio per gli ecclesiastici, sollecitando le iniziative dei vescovi favorevoli alla riforma della Chiesa. Ai primi di marzo del 1095 indisse un Concilio a Piacenza che ebbe una partecipazione internazionale con la presenza di 200 vescovi e circa 5000 sacerdoti francesi e italiani, più gli ambasciatori orientali. In quell’occasione progettò la prima crociata che si concretizzò nel mese di novembre con il Concilio di Clermont-Ferrand. Il 15 agosto 1096 un grande esercito composto da soldati di nazioni diverse e guidato da personalità famose come Goffredo di Buglione, mosse verso Gerusalemme. Dopo 3 durissimi anni di guerra e di assedio, finalmente il 15 luglio 1099, i crociati riuscirono a liberare il Santo Sepolcro e conquistare la città. Urbano però non poté assaporare la gioia di quella vittoria, perché morì due settimane dopo. Il culto è stato confermato da Leone XIII, che lo ha beatificato nel 1881.

I santi del giorno del 19 giugno

20 Giu

ALINA vergine martire nel 640.

BONIFACIO di Prussia
vescovo camaldolese, discepolo di san Romualdo, martire in Prussia nel 1009. (vedi BRUNO di Querfurt)

DEODATO di Nevers
vescovo di Nevers, città della Francia centrale, prese parte al Concilio di Sens del 657. In seguito volle farsi eremita, prima sui Vosgi e poi a Strasburgo, dove, protetto dal re Childerico II, potè costruire una chiesa, che divenne poi l’abbazia di Ebersheim. Tornato nei Vosgi, fondò anche un monastero in una valle poco accessibile, adottando la regola di san Colombano. È morto nel 679.

GERVASIO di Milano
originario di Ravenna, martire a Milano assieme al fratello gemello Protasio, in epoca incerta, forse durante la persecuzione di Diocleziano, figli di Vitale e Valeria, entrambi santificati. I corpi, ritenuti perduti, vennero scoperti da sant’Ambrogio nel 386 fuori le mura della città e solennemente sepolti a Milano sotto l’altare della basilica che prese il nome di Sant’Ambrogio, dando così origine a un culto popolare che ebbe vasta diffusione in tutta l’Europa Occidentale. Sono particolarmente venerati a Soissons(v), dove è stata loro dedicata una splendida cattedrale gotica. Ritenuti nuovamente perduti, i loro resti sono stati ritrovati nel 1864.

GIULIANA Falconieri
nata nel 1290, da una illustre famiglia fiorentina, nipote di Alessio, uno dei fondatori dei Servi di Maria. A 14 anni vestì, prima donna, l’abito del Terz’Ordine dei Serviti. Raccolse attorno a se alcune compagne e con loro fondò l’ordine femminile delle Oblate, che furono dette anche Mantellate, per via dell’abito adottato, un ampio mantello nero ed ebbe una straordinaria devozione alla Passione di Cristo. Morta nel 1341, è stata canonizzata da Clemente XII nel 1737.

MICHELINA di Pesaro
Michelina Metelli, nata a Pesaro nel 1310. Rimasta vedova a soli vent’anni, si consacrò alla preghiera e alle opere di carità, ma i suoi parenti la fecero rinchiudere in manicomio. Quando riuscì a dimostrare la sua sanità mentale ed essere liberata, rinunciò ai suoi beni e si fece terziaria francescana. È morta a Pesaro il 19 giugno 1356 dove è stata proclamata patrona.

ODDONE di Cambrai
nato nel 1050 a Orleans in Francia. Professore a Tournai in Belgio, nel 1094 trasformò l’antica chiesa di Saint-Martin, in un’abbazia benedettina, con la riforma cluniacense. Quando nel 1105 venne eletto vescovo di Cambrai, sulla Schelda, entrò in conflitto con l’imperatore Enrico V e fu costretto a ritirarsi nell’abbazia di Anchin, dove morì nel 1113.

PROTASIO di Milano
martire originario di Ravenna, figlio dei santi Valeria e Vitale, fratello gemello di Gervasio(v.).

ROMUALDO degli Onesti
nato a Ravenna nel 952, figlio del duca Sergio, fino a vent’anni trascorse vita mondana. Poi, sconvolto dalla vista di un omicidio, si rinchiuse per 40 giorni nel monastero benedettino di Sant’Apollinare in Classe dove ottenne di restare come monaco. Dopo alcuni anni conobbe Pietro Orseolo, doge di Venezia deposto dalla carica, con il quale andò sui Pirenei a fondare una comunità di eremiti. Tornato in Italia fu nominato abate di Sant’Apollinare, ma nel 999 abbandonò tale dignità per darsi alla fondazione di eremitaggi e monasteri, dei quali i più famosi sono quelli di Fonte Avellana, di Val di Castro presso Poggio San Romualdo in comune di Fabriano e di Camaldoli. In particolare, quest’ultimo, situato nel comune di Poppi, Arezzo a 1098 metri di altezza, in mezzo a una selva di giganteschi abeti, è il luogo dove il santo fondò nel 1012 circa, la congregazione dei Camaldolesi, ramo dell’Ordine benedettino, ma con maggiore austerità. Si tratta di una antica badia costruita nel castello di Fontebuono su di un terreno donatogli dall’amico conte Maldolo, ed è costituita da un eremo con 20 celle isolate, una chiesa che conserva dipinti del Vasari e un po’ più in alto, il convento, che nel Medioevo era un importante centro di studi. Romualdo visse con grande coerenza il suo ideale monastico, prima il cenobio a Fonte Avellana, poi l’eremo a Camaldoli e infine l’evangelizzazione missionaria in terre lontane. Si interessò così dei pellegrinaggi in Terrasanra, delle missioni in Polonia e Boemia e della riforma del clero e dei monaci. Quando sentì di essere vicino alla morte, si ritirò in una cella solitaria in Val di Castro, dove morì il 19 giugno 1027. La storia della sua vita è stata scritta da un suo discepolo, il cardinale Pier Damiani.

URSICINO di Ravenna
arcivescovo di Ravenna, martire del 1° secolo, raffigurato in un mosaico che si trova nell’ abside della basilica di Sant’Apollinare in Classe.

I santi del giorno del 5 giugno

5 Giu

ADALARO di Dokkum
martire, vittima dei Frisoni il 5 giugno 754, a Dokkum in Olanda, assieme a Bonifacio di Magonza. Patrono di Erfurt, città della Turingia, in Germania.

APOLLONIO  martire in Egitto.

BONIFACIO di Magonza
nato nel 673 a Dover nell’Hampshire, ex regno del Wessex, in Gran Bretagna. Si chiamava Vinfrido (Wynfrith), ma dopo i 40 anni prese il nome di Bonifacio. Entrò molto giovane nel monastero benedettino di Exeter, nella contea del Devon, studiò e divenne professore. Quando fu ordinato sacerdote si dedicò all’attività missionaria e compì numerosi viaggi tra le popolazioni celtiche del continente. Nel 719 partì per la Germania a predicare il Vangelo e questa missione gli procurò l’appellativo di “Apostolo della Germania”. Nel 722 venne consacrato vescovo a Roma da Gregorio II, che dieci anni dopo lo nominò arcivescovo con funzione di Vicario papale per la Germania. Nel 745 gli fu affidata la sede di Magonza(v) e allora fondò le 4 diocesi della Baviera, rinnovò chiese in Turingia, Franconia e riformò il clero. Nel 751 si ritirò nel monastero di Fulda (v), fondato dall’abate benedettino Sturmio nel 744, ma poi quasi ottantenne riprese l’attività missionaria in Frisia (v) alla quale aveva consacrato la vita. Il 5 giugno 754 venne massacrato dai Frisoni pagani con 50 compagni, a Dokkum sul Mare del Nord in Olanda, mentre stava amministrando il Sacramento del Battesimo. Il corpo fu riportato a Fulda, oggi il maggior centro cattolico della Germania dove abitualmente si riuniscono i vescovi tedeschi.

CIRIA martire a Cesarea, assieme a MARCIA, VALERIA e ZENAIDE.

CIRIACO di Perugia martire sotto Decio, con FIORENZIO, FAUSTINO, GIULIANO, MARCELLINO e altri compagni.

EOBANO di Dokkum
vescovo anglosassone, martire nel 754 a Dokkum, sul Mare del Nord in Frisia, assieme al monaco benedettino e compagno di apostolato, Bonifacio, che lo aveva consacrato vescovo di Utrecht. Molto istruito nelle Letture, è stato anche giudicato un magnifico predicatore.

FERDINANDO il costante o FERNANDO
nato il 29 settembre 1402 a Santarem, in Portogallo , figlio di madre inglese e di Giovanni I duca di Viseu, in Brasile. Gran maestro dell’Ordine di Aviz, con il fratello Enrico il navigatore, partecipò alle guerre del 1437 contro i Mori d’Africa in Marocco. Fatto prigioniero, fu tenuto in ostaggio, costretto a lavorare come uno schiavo, passando gli ultimi quindici mesi della sua vita al buio. Morto il 5 giugno 1443 a Fez, in Marocco, il corpo fu trasportato a Lisbona nel 1465 e l’anno seguente venne santificato da Paolo II.

FRANCO da Perugia
missionario domenicano italiano, morto nel 1333, fondatore di un convento in Crimea per la conversione dei Tartari. Vicario della Congregazione dei Fratres Peregrinantes d’Oriente, nel 1318 fu eletto arcivescovo di Soldania, in Persia.

IGOR martire in Russia nel 1147, in italiano, Gregorio.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

SANCIO di Cordova martire in Spagna, nell’851.

I santi del giorno del 14 maggio

14 Mag

AMPELIO di Bordighera
vescovo della città nel 5° secolo, le sue reliquie si trovano a Genova.

BONIFACIO
vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire a Tarso in Cilicia nel 306

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

CORONA
soldato martire in Egitto, assieme a Vittore. Sono entrambi particolarmente venerati nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno. A Vicenza, invece, i Domenicani hanno eretto, nel 1261 la bella chiesa di San Corona.

COSTANZO prefetto di Costantinopoli, patrono di Capri.

DOMENICA di Mornese
Maria Domenica Mazzarello, nata il 9 maggio 1837 a Mornese, diocesi di Acqui. Da giovane lavorò nei campi e poi, dopo una malattia, fece la sarta e incominciò a radunare attorno a se un gruppo di coetanee con le quali, nel 1854, formò l’associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Questo fu il primo nucleo di quella che divenne poi la Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, istituita nel 1871 da don Bosco, per l’educazione e l’istruzione femminile e della quale fu superiora dal 1874. Resse l’Istituto con saggezza, prudenza, umiltà e carità, sempre serena, gioiosa e attiva, sapiente maestra di vita spirituale. Morta il 14 maggio 1881, a Nizza Monferrato, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1951.

GIUSTA e GIUSTINA
martiri per la fede cristiana durante la persecuzione dell’imperatore Adriano a Oristano, in Sardegna, fra il 117 e il 138.

ISO di San Gallo santo morto nell’ 871.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MICHELE Garicoits
nato a Ibarre, in Francia il 15 aprile 1797. Ordinato sacerdote nel 1823 a Bayonne nei Bassi Pirenei, si impegnò nel lavoro pastorale a Candos. Nel 1825 divenne professore di filosofia nel seminario di Betharram, nei pressi di Lourdes, del quale poi divenne rettore. Nel 1832 fondò la congregazione del Sacro Cuore di Betharram, per sacerdoti che si consacrano al lavoro missionario, e ne redasse la costituzione definitiva nel 1838. Morto il 14 maggio 1863, è stato canonizzato da Pio XII, nel 1947.

PASQUALE I papa
secondo la tradizione apparteneva alla gens dei Massimi. Dopo essere stato abate benedettino di Santo Stefano Maggiore in Roma, fu il successore di Stefano IV, il 25 gennaio 817. Appena consacrato richiese e ottenne, da Ludovico il Pio, il riconoscimento dei domini temporali della Chiesa e il diritto di sovranità e giurisdizione su di essi. Nella Pasqua dell’823 consacrò Lotario, figlio dell’imperatore, designato re d’Italia e nello stesso tempo scomunicò Leone V I’Armeno, imperatore d’Oriente e gli iconoclasti da lui protetti. Fece eseguire notevoli opere di restauro nelle principali chiese romane e inviò l’arcivescovo di Reims, Ebbone a predicare la fede nello Jutland, in Scandinavia e in Danimarca, incoraggiando l’evangelizzazione dell’Europa settentrionale. Riportò in città molti corpi di cristiani defunti che fece conservare nelle chiese, per proteggerli dalle profanazioni dei pagani e ritrovò anche le reliquie di santa Cecilia riportandole nella sua chiesa in Trastevere. Morì l’11 febbraio 824, ma fu sepolto nella chiesa di Santa Prassede all’Esquilino solo nel mese di giugno, dopo l’elezione del suo successore Eugenio II, a causa delle proteste dei molti avversari.

POMPONIO di Napoli vescovo di Napoli nel 6° secolo.

VITTORE
soldato cristiano, martire in Egitto assieme a Corona, molto venerato nel Santuario dei Santi Vittore e Corona a Feltre, in provincia di Belluno.

I santi del giorno del 8 maggio

8 Mag

ACACIO di Bisanzio
nato in Cappadocia, Anatolia centrale, martire a Bisanzio nel 306. Secondo la tradizione, era un centurione e le sue reliquie sarebbero state miracolosamente trasportate dal mare a Squillace, in Calabria, città della quale è patrono.

AMATO di Saludecio santo patrono di Saludecio, Rimini

AURELIANO vescovo di Limoges.

BENEDETTO II papa
di famiglia romana, figlio di Giovanni, eletto il 26 giugno 684, dopo che la sede era rimasta vacante per 11 mesi nell’attesa della convalida imperiale. Nel suo pontificato combatté il monoteismo e ottenne da Costantino IV Pogonato la concessione che l’elezione pontificia non dovesse più attendere la conferma imperiale per essere valida. Diede la più larga diffusione alle decisioni del VI Concilio ecumenico di Costantinopoli e fece eseguire lavori di restauro nelle chiese danneggiate di San Lorenzo in Lucina, San Valentino e Santa Maria dei Martiri. Morì l’8 maggio del 685 e fu sepolto in San Pietro.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore. Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DESIDERATO
vescovo di Bourges, consigliere del re Clotario I, morto nel 550.

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

IDA di Nivelles
nata verso il 1190, a Nivelles, nel Brabante belga, da una famiglia di commercianti. Quando rimase orfana del padre all’età di 9 anni, fece voto di verginità perenne e a 16 rifiutò il matrimonio con un ricco borghese. Alla morte della madre fuggì di casa ed entrò nel monastero cistercense di Kerkhem, in Olanda, dove ebbe molte visioni e il carisma di compiere miracoli. È morta il 12 dicembre 1231 a Rameige.

MICHELE arcangelo
nella Bibbia, principe degli angeli. Nell’A.T. il suo nome si trova due volte nel Libro di Daniele, dove è presentato come capo supremo dell’esercito celeste, in difesa del popolo d’Israele. Nel N.T. è menzionato al capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni, dove è descritto come vincitore degli angeli ribelli insieme a Lucifero. Viene raffigurato con ali, vestito da guerriero, portante nella mano la bilancia di giustizia e con una lancia rivolta contro un drago. Nell’apostolica Lettera di Giuda, viene invece chiamato arcangelo ed è presentato in contesa con il diavolo per il corpo di Mosè. Gli sono stati dedicati numerosi santuari, il più celebre dei quali è quello sul Gargano, costruito sopra una grotta, dove avrebbe fatto delle apparizioni e in ricordo della vittoria riportata dai Longobardi sui Saraceni presso Manfredonia, nel 663 e dove è festeggiato l’8 maggio. I Longobardi poi, lo elessero protettore delle loro milizie e gli dedicarono chiese e santuari in tutto il regno. Altri celebri santuari dedicati a lui sono: la Sacra di San Michele della Chiusa, presso Torino e anche quello di Mont-Saint-Michel, in Normandia, costruito sul luogo di un’altra presunta apparizione. Come principale avversario di Satana ha assunto la funzione di difensore delle anime e nella tradizione cristiana gli è stato affidato il compito di sorvegliare la bilancia per la pesatura dell’anima, cioè del peso delle azioni in vita, al momento del giudizio finale.

STANISLAO di Cracovia
nato a Szczeparanow in Polonia, il 26 luglio 1030, da famiglia nobile, ereditò una cospicua somma e alcuni possedimenti che divise con i poveri, per essere più libero nel servire il Signore. Studiò teologia e diritto canonico, prima in patria e poi a Liegi e Parigi, alla Sorbona. Fu ordinato sacerdote dal vescovo di Cracovia Lamberto, che lo nominò canonico della cattedrale. Nel 1071, consacrato vescovo successore di Lamberto, iniziò una zelante opera riformatrice, entrando in aperto conflitto con il re Boleslao II, che essendo stato da lui scomunicato, lo fece uccidere mentre celebrava la Messa, ai piedi dell’altare della Chiesa di San Michele, l’11 aprile 1079, profanandone poi la salma. Si dice anzi che sia stato lo stesso Boleslao a ucciderlo con un colpo di spada alla testa, come risulta da una radiografia del cranio ritrovato, perché le guardie incaricate non ebbero il coraggio di farlo. Circa 10 anni più tardi le reliquie furono traslate nella cattedrale di Cracovia, conservate in un sarcofago d’argento massiccio, sopra l’altare maggiore scolpito in marmo nero. Canonizzato da Innocenzo IV ad Assisi nel 1253 e proclamato patrono della Polonia assieme ad Adalberto di Praga.

ULRICA di Svezia martire.

VIRONE o WIRO  vescovo scozzese.

VITTORE il Moro
secondo gli Atti dei Martiri, era un soldato della Mauretania, di stanza a Milano. Nel Martirologio geronimiano è scritto che fu decapitato per la fede cristiana, sotto Massimiano Erculeo, il 14 maggio del 304. È patrono dei prigionieri e degli esuli e titolare di alcune chiese milanesi. Da lui prende il nome anche il carcere giudiziario della città.

I santi del giorno del 25 marzo

25 Mar

ANNUNCIATA Nunzia
si festeggia il giorno dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore  Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DISMAS  o DISMA
nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, in particolare nelle Memorie di Nicodemo, Atti di Pilato e nella Discesa di Gesù agli Inferi, viene chiamato così il “buon ladrone”, quello cioè che avrebbe aiutato la famiglia di Gesù, durante la fuga in Egitto e che fu crocifisso assieme al Maestro. Dopo la morte, sempre secondo gli scritti apocrifi, andò in Paradiso, precedendo tutti gli altri santi. È ricordato nel martirologio romano, il 25 marzo, ma soltanto sotto il nome di “buon ladrone”.

ERMELANDO di Aindre
nato nel 660, passò l’infanzia alla corte di Clotario IV re di Austrasia e poi si fece monaco a Fontenelle, presso Rouen. Con il consenso dell’abate Lamberto, fu inviato da Pascasio vescovo di Nantes, a fondare un monastero sull’isola di Aindre assieme ad altri 12 religiosi. Questa abbazia è stata distrutta dai Normanni, nell’843 e mai più ricostruita. Morto verso il 730, le sue reliquie sono ora a Loches, presso Tours.

IRENEO di Sirmio
martire nel 304. Vescovo di Sirmio, quando fu arrestato e condotto davanti al tribunale dal prefetto della Pannonia Probo, si rifiutò di sacrificare agli dei. Condannato e decapitato, il suo corpo venne gettato nel fiume Sava.

ISACCO della Bibbia
il 2° dei patriarchi ebrei, figlio di Sara e Abramo nato, in forza di una promessa divina, quando i genitori, ormai molto anziani, avevano perso ogni speranza di prole. Marito di Rebecca, padre di Esaù e Giacobbe, pastore nomade morto a 180 anni a Hebron. Dio, per provare la fede di Abramo, gli chiese di sacrificare il figlio in olocausto, ma quando il padre stava ormai per stendere la mano su Isacco, che secondo lo storico ebraico Giuseppe Flavio, aveva 25 anni, l’angelo del Signore gli fermò il braccio salvandolo, all’improvviso apparve un ariete per l’olocausto e così Abramo lo sacrificò al posto dell’amato figlio. Nella storia del cammino di salvezza del popolo che Dio sceglie per manifestarsi al mondo, Isacco appare come una figura minore, pallida, perché non prende mai iniziative, schiacciato dalla forte personalità del padre e da quella del figlio Giacobbe, anzi subisce quelle degli altri.

PARISIO martire in Francia.

PELAGIO di Laodicea
originario della Siria, si consacrò a vita di assoluta castità. Nel 360 venne eletto vescovo di Laodicea di Siria (oggi Latakia) e partecipò al Concilio di Antiochia del 363, dove difese la fede nicena contro gli ariani e per questo motivo venne esiliato in Arabia dall’imperatore romano d’Oriente, Valente Flavio. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, poté tornare alla sua sede e nel 381 partecipò al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, nel quale parteggiò per Melezio di Antiochia e per Gregorio di Nazianzo.

QUIRINO
figlio dell’imperatore Filippo l’Arabo, martire a Roma nel 269 sotto l’imperatore Claudio. Il suo corpo fu trasportato in Germania dove il culto divenne molto popolare

STEFANO II papa ?
presbitero romano, eletto nel 752 per succedere a Zaccaria, morto dopo soli 4 giorni senza essere stato consacrato, per cui non figura nella maggior parte delle liste pontificie e nemmeno nel “Liber Pontificalis”, ma la sua immagine appare assieme alle altre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Anche gli storici non lo ritengono papa, perché privo dei requisiti necessari e pertanto, il vero successore di Zaccaria, fu Stefano III.

UMBERTO abate.

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