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I santi del giorno del 5 settembre

5 Set

ALBERTINO
monaco nel monastero di Fonte Avellana, sul monte Catria, in provincia di Pesaro, morto nel 1294.

ALBERTO di Butrio
fondatore e abate dell’abbazia benedettina di Butrio, nella diocesi di Tortona, morto nel 1073. Questa abbazia, che raggiunse il massimo splendore nel 15° secolo, è stata soppressa nel 19°.

ARCONZIO di Capua martire di Capua, assieme a Quinzio.

BERTINO di Sithieu
nato a Coutances, nel nord della Francia. Fondò il monastero di Sithieu, presso la città di Saint-Omer, del quale divenne abate e che in seguito venne chiamato di Saint-Bertin. Morì tra il 697 e il 704.

DONATO di Capua martire assieme ad Arconzio e Quinzio

DULIA di Toledo vergine martire in Spagna,chiamata anche Obdulia.

ERCOLE o ERCOLANO
nella “Depositio martyrum” è nominato assieme ad Aconzio, Nonno e Taurino, martiri a Porto nei dintorni di Roma. Nel Martirologio romano è menzionato da solo, ucciso nel 252 sotto l’imperatore Gallo I. Alla fine del 9° secolo, papa Formoso fece trasportare le reliquie sull’isola Tiberina, che apparteneva alla diocesi di Porto Romano.

FERREOLO e FERRUCCIO
sacerdote e diacono, martiri verso il 211 a Besancon, nella Francia sud-orientale, dove erano stati inviati da Ireneo vescovo di Lione, a predicare il Vangelo tra i Sequani, antica tribù della Gallia celtica. Furono atrocemente martirizzati per ordine di Claudio, prefetto della provincia, sotto l’imperatore Caracalla. Il loro culto, specialmente in Francia, è molto diffuso fin dal 6° secolo.

GENTILE da Matelica
missionario francescano, nato ad Ancona nella prima metà del 14° secolo. Predicatore zelante ed eloquente, svolse il suo apostolato in Egitto, Persia Asia Minore, e Armenia. Martirizzato dai Saraceni, le reliquie sono state trasferite a Venezia, dal doge Marco Cornaro, nella Chiesa dei Frari.

GIORDANO abate martire in Puglia, nel 12° secolo.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

QUINZIO di Capua martire assieme ad Arconzio e Donato.

ROMOLO di Cividale martire nel Friuli.

TERESA di Calcutta
nata il 27 agosto 1910, a Uskub, oggi Skopje in Macedonia, figlia di Nicola Bojaxhiu facoltoso commerciante cattolico laureato in farmacia. Battezzata Agnese, in famiglia era però chiamata “Gonxha”, che significa “bocciolo”. A 12 anni sentì la prima chiamata vocazionale, ma solo a 18 si decise al grande passo, entrando nella Congregazione di Nostra Signora di Loreto che aveva una missione nel Bengala, a Darjeeling, cittadina posta alle pendici dell’Himalaya  Qui nel 1929 vestì l’abito religioso prendendo il nome di Teresa, per devozione a S. Teresa di Lisieux. Nel 1946, durante un viaggio in treno per recarsi agli esercizi spirituali, fu molto colpita dalle condizioni di assoluta miseria delle popolazioni indiane e decise di dedicarsi totalmente al servizio dei poveri. All’inizio ebbe molte difficoltà, sopratutto dalla sua stessa congregazione, ma 4 anni dopo, quando aveva già radunato una decina di consorelle, ottenne l’approvazione vaticana per la nuova congregazione: le “Missionarie della Carità”, per sfamare i poveri “non di solo pane, ma di amore”. Da quel momento la sua opera non si arrestò più e dilagò non solo in India ma anche nel mondo intero e il 17 ottobre 1979, ricevette a Oslo il premio Nobel per la pace. Madre Teresa non stava mai ferma affaticandosi nell’assistenza e nei vari viaggi e nel 1996 il suo cuore nel 1996 cominciò a cedere. Nonostante un estremo intervento di angioplastica alle coronarie, madre Teresa si è spenta nella Casa Generalizia della Congregazione, a Calcutta, il 5 settembre 1997. Un anno dopo i solenni funerali di stato, è stata avviata la causa di beatificazione per “virtù eroiche”, che si è conclusa a tempo di record, il 24 settembre 2002, quando la Congregazione dei Santi ha dato parere favorevole alla canonizzazione, riconoscendo come miracolosa la guarigione di una giovane indiana di 32 anni, Monika Besra, sofferente di una grave forma tumorale nella regione pelvica. Non potendo essere operata perché il male era molto esteso, venne accolta in una delle case delle Missionarie della Carità e la sera del 5 settembre 1999, 2° anniversario del “dies natalis” di madre Teresa, le religiose le posero sull’addome una delle medagliette che la Madre dava a tutti. Al ritorno dalla preghiera, trovarono la paziente alzata che camminava e questa guarigione è stata accertata come improvvisa e duratura. Il 19 ottobre 2003 è stata solennemente beatificata in San Pietro da Giovanni Paolo II, davanti a una immensa folla di fedeli provenienti da tutto il mondo.

VITTORINO di Roma vescovo di Roma detto popolarmente san RINO.

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I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 6 agosto

6 Ago

AGAPITO di Oderzo
diacono martire con Gennaro, e molti altri compagni di fede.

FELICISSIMO
diacono martire con Agapito, Gennaro e Magno.

GENNARO di Oderzo
martire con Agapito, Felicissimo e Magno.

GIORDANO Forzaté
nato a Padova, nel 1150. Entrato nell’ordine camaldolese, divenne priore del monastero di San Benedetto nella sua città. Religioso molto colto, membro del senato cittadino, ebbe un peso notevole anche nella vita politica. Morì il 7 agosto 1248, nel monastero di Celestia, presso Venezia.

GIUSTO di Alcalà martire in Spagna, con il fratello Pastore.

MAGNO di Oderzo
suddiacono di Oderzo, in provincia di Treviso, martire assieme ad Agapito, Felicissimo e Gennaro.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

OTTAVIO di Savona
nato in Francia nel 1060, figlio di Guglielmo I il Conquistatore, duca di Normandia e re d’Inghilterra. Convertitosi al cristianesimo nel 1087 mentre era in viaggio in Italia, quando seppe che il padre era morto a Nantes, si fece monaco ritirandosi nell’abbazia benedettina di San Pietro, presso Savona e nel 1129 venne eletto vescovo della città, ma morì poco tempo dopo. Circa 40 anni più tardi il corpo venne esumato e siccome fu trovato incorrotto, iniziò subito un culto popolare confermato da Pio VI nel 1793.

PAOLO VI papa
Giovanni Battista Montini, nato il 26 settembre 1897, da una famiglia agiata a Concesio, Brescia. Dopo essersi laureato in teologia e giurisprudenza, il 29 maggio 1920 fu ordinato sacerdote e avviato alla carriera diplomatica a Roma. Nel 1923 entrato nella Segreteria di Stato Vaticana, fu poi nunzio apostolico a Varsavia e ricoprì diverse cariche fino al 1937, quando Pio XI lo nominò sostituto del cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII. Nel periodo in cui fu sostituto e poi prosegretario, viaggiò molto in Europa e in Africa e il 1° novembre 1954, nominato arcivescovo di Milano, organizzò una missione popolare, con una vasta rete di predicazioni religiose per i vari ambienti sociali lombardi. Nel dicembre 1958 fu nominato cardinale da Giovanni XXIII, prendendo parte attiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. Eletto dopo soli 4 scrutini, il 21 giugno 1963, alla fine di settembre aprì la seconda sessione del Concilio concludendolo l’8 dicembre 1965. Tra gli atti più importanti del pontificato, vanno ricordati i provvedimenti di attuazione del Concilio, nel campo della liturgia, riforma della curia e della progettata revisione del codice di diritto canonico. Compì molti viaggi con intenti ecumenici e pastorali, in Palestina, a Fatima, in India a pregare per la pace, all’ONU e a Istanbul, dove ebbe un incontro fraterno con il patriarca Atenagora, poi in Colombia e a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Nel biennio 68/70 continuò l’attività con il ritmo che aveva caratterizzato l’inizio del pontificato e così nel ‘68 fu in Uganda per il Consiglio Mondiale delle Chiese, nell’aprile del ‘70 in Sardegna e nei mesi di novembre e dicembre, compì un lungo viaggio apostolico nel Sud-Est Asiatico e in Australia. L’anno dopo l’attività, rallentata anche dall’età avanzata, fu assorbita prevalentemente dai grandi problemi interni della Chiesa e il suo forte impegno fu evidente nei settori del risanamento della crisi della famiglia, dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae, nel gennaio 1972 costituì un comitato di religiosi e laici per lo studio di tutti questi problemi. È stato grande anche l’impegno nella preparazione e conduzione dei 4 sinodi episcopali tenuti dal ‘67 al ‘74 e nel lento e complesso lavoro diplomatico per riallacciare i rapporti con i governi dell’area comunista. Tra le encicliche sono da ricordare Ecclesiam suam, sul dialogo nella Chiesa e con il mondo, Populorum progressio, sulla giustizia da attuarsi in campo sociale e internazionale e Sacerdotalis coelibatus. Ha stabilito che i vescovi si debbano dimettere al compimento del 75° anno di età, ha semplificato il protocollo e il fasto nelle cerimonie pontificie, abolendo la sedia gestatoria e anche la tiara, che gli era stata donata al momento dell’elezione, vendendola a favore dei poveri. Ha proclamato Dottore della Chiesa le prime 2 donne a ricevere questo titolo, Teresa d’Avila e Caterina da Siena, compiendo così un gesto molto importante nel riconoscimento e valorizzazione del ruolo femminile nella vita della Chiesa Cattolica. Morto a Castelgandolfo, il 6 agosto 1978, è stato sepolto nelle grotte vaticane, vicino al sepolcro di San Pietro. Protagonista di un pontificato di svolta, Paolo VI ha concluso il Concilio Vaticano II, ne ha attuato molte decisioni e con lui la Santa Sede ha ricercato e assunto un ruolo specifico, molto importante nella storia contemporanea.

PASTORE di Alcalà
martire in Spagna con il fratello Giusto.

TADDEO Dulny
nato l’8 agosto 1914 a Chmielov, in Polonia, in una famiglia composta da 6 maschi e 2 femmine, i suoi primi insegnanti furono il padre Jan e la madre Antonina. Dopo faticosi studi ginnasiali a Ostrowiec, ottenne dai genitori il permesso di entrare nel seminario di Wloclawek, sulla Vistola. Nell’ottobre 1939, appena iniziata la 2° guerra mondiale, nel seminario arrivò la polizia nazista della Germania e portò via tutti, professori e seminaristi, che furono incarcerati per 3 mesi. In seguito vennero trasferiti in un collegio salesiano di un’altra città dove poterono riprendere, sia pure a fatica, i corsi di studio interrotti. Nell’estate 1940 la situazione precipitò e alla fine di agosto furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. A dicembre nuovo trasferimento, questa volta quello definitivo, a Dachau, presso Monaco. Pur essendo ancora chierico Taddeo si realizzò come se fosse già sacerdote e lo scopo della sua vita in prigionia divenne quello di servire gli altri in ogni modo, anche digiunando, per dare la sua razione a chi stava morendo di fame. Nel diario di un suo compagno di prigionia è stata trovata una nota che spiega la sua morte: “ è morto di fame, bruciato nel forno crematorio”, era il 6 agosto 1942. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, come martire, durante un suo viaggio in Polonia nel 1999.

 

I santi del giorno del 6 marzo

6 Mar

AGNESE di Boemia ricordata anche il 02 Marzo.

BASILIO di Bologna vescovo.

COLETTA Boylet ricordata anche il 07 Febbraio

CRODEGANGO di Metz
vescovo di Metz, nato nel 712 nel Brabante(Paesi Bassi). Parente di Pipino il Breve, divenne referendario del re Carlo Martello e così potè contribuire notevolmente alla riorganizzazione della Chiesa di Francia, dando al suo clero una regola che servì di modello ai canonici regolari. Fondò una scuola di canto liturgico e numerosi monasteri, tra i quali è da ricordare quello di Gorze, presso Magonza. Morì nel 766.

EZIO di Amorio
il 24 settembre 838 la città di Amorio, in Frigia(v), cadde per colpa di un cristiano apostata, nelle mani dei Musulmani, che, dopo aver ucciso di spada gran parte della popolazione, compresi donne e bambini, imprigioniarono una quarantina di funzionari e ufficiali, tra i quali Ezio. Dopo 7 anni di reclusione durissima, in prigioni oscure e luride, nutriti solo a pane e acqua, nel marzo 845, furono tutti decapitati sulle rive dell’Eufrate, per essersi rifiutati di abiurare la religione cristiana.

FRIDOLINO di Seckingen
monaco irlandese del 5° secolo, trasferitosi sul continente, divenne abate di Saint-Hilaire, a Poitiers(v). Viaggiò molto in Germania, Francia e Svizzera, svolgendo opera di evangelizzazione e fondando diversi monasteri.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perchè nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

MARZIANO o MARCIANO vescovo di Tortona, martire nel 120 circa.

OLLEGARIO di Tarragona arcivescovo in Spagna.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi potè tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

SATURNO di Nicomedia martire in Bitinia.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perchè le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

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