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I santi del giorno del 28 agosto

28 Ago

ADELINA di Poulangy
figlia di Guido e di Elisabetta, entrambi beati, abbracciò la vita monastica nel monastero di Larrey, presso Digione, che era stato fondato dalla madre. In seguito venne inviata dallo zio Bernardo, il primo abate di Clairvaux, in un monastero a Poulangy, nella diocesi di Langres nell’Alta Marna per introdurvi la riforma cistercense e ne divenne badessa. Morta nel 1170, viene onorata come santa, anche senza canonizzazione.

ALESSANDRO
patriarca di Costantinopoli dal 313 al 336. Celebre per sapienza e santità, partecipò al Concilio di Nicea del 325, opponendosi tenacemente all’eresia ariana.

AGOSTINO d’Ippona
Agostino Aurelio, il più celebre dei Padri della Chiesa Latina, figlio di Patricio e di Monica, nato il 13 novembre 354 a Tagaste, oggi Souk-Ahras, in Algeria. Essendo la madre era cristiana, fu iscritto fra i catecumeni e dopo i primi studi a Tagaste, si trasferì a Madaura per compiervi quelli di retorica. Tornato a Tagaste nel 369, vi rimase ancora un anno, periodo che segnò l’inizio dei traviamenti e degli amori giovanili, dei quali doveva poi tanto rammaricarsi nelle Confessioni. Andò a Cartagine, per continuare gli studi e qui condusse una vita intensa di divertimenti ed emozioni, legandosi a una ragazza, dalla quale a 18 anni ebbe il figlio Adeodato. Un anno dopo aderì al manicheismo(v.) alla ricerca di una verità religiosa che lo soddisfacesse e per nove anni fu uditore di questa setta. Entrato in crisi, cadde preda di un acuto scetticismo e restandogli solo l’ambizione per la carriera, insegnò prma a Cartagine, poi a Roma e nel 384 si trasferì a Milano con la compagna e il figlio, dove per intervento di Aurelio Simmaco, divenne maestro di retorica. Qui lo raggiunse anche la madre Monica e sotto le catechesi del vescovo Ambrogio si compì la sua evoluzione spirituale, abbandonò il manicheismo e allontanata la fedele compagna dopo 15 anni di vita in comune, si ritirò per qualche mese a Cassiacico, in Lombardia, assieme alla madre. Ricevette il battesimo assieme al figlio nella Veglia Pasquale del Sabato Santo, 24 aprile del 387. Decise di tornare in Africa con la madre, ma lungo la via Monica morì nei pressi di Ostia. Lasciata definitivamente l’Italia nel 388 e rientrato a Tagaste, vendette tutti i beni per darne il ricavato ai poveri e formò la sua prima comunità di “intellettuali”. Dopo questa preparazione, tre anni più tardi si stabilì a Ippona(v), dove il vescovo Valerio lo consacrò sacerdote affidandogli il ministero della predicazione. Nel 396, Agostino gli successe sulla cattedra episcopale dove restò fino alla morte avvenuta il 28 agosto del 430, mentre la città, che attualmente è chiamata Annaba, era assediata dai Vandali. Il suo corpo venne portato a Cagliari ai tempi di san Fulgenzio, poi trasportato a Pavia nell’8° secolo a cura di Liutprando re dei Longobardi, dove nel 1362 fu tumulato in un’arca in stile gotico nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. I suoi scritti più celebri rimangono le “Confessioni”, in 13 libri, opera filosofica e autobiografica, che però sfugge a ogni definizione letteraria e la “Città di Dio”, in 22 libri, opera apologetica in difesa del cristianesimo contro gli attacchi dei pagani e nello stesso tempo, il primo grande saggio di filosofia e di teologia della storia, scritta nell’arco di 15 anni e terminata dopo il 410, quando Roma, la città eterna era stata saccheggiata dai Visigoti di Alarico I. Per le sue opere gli è stato attribuito il titolo di “dottore della grazia”.

BIBIANO o VIVIANO
vescovo di Saintes, città sul fiume Charente in Francia, vissuto nel 5° secolo.

ERMETE di Roma
martire nel 116, è sepolto nel cimitero di Bassilla sulla Via Salaria Vecchia, dove in seguito, pose un’epigrafe papa Damaso I. Durante il Medioevo ebbe notevole culto anche in Sicilia e in Sardegna.

EZECHIA
figlio di Acaz, divenne re di Giuda a 25 anni e governò dal 716 al 687 a.C. Con l’aiuto del profeta Isaia restaurò il culto al vero Dio, abbattè gli idoli e distrusse i santuari dedicati a Baal, posti sulle cime boscose dei monti. Dotò il paese di notevoli opere pubbliche, tra le quali, l’acquedotto di Siloe per rifornire Gerusalemme e migliorò le comunicazioni e i commerci. Quando seppe dal profeta Isaia di dover morire presto, pianse e pregò il Signore di allontanargli la morte. Dio volle esaudirlo prolungandogli la vita di 15 anni e lui allora compose un cantico di ringraziamento(Isaia 38, 9-20). È divenuta famosa la sua resistenza vittoriosa agli attacchi degli Assiri.

GIOACCHINA Vedruna
nata il 16 aprile 1783 a Barcellona. A 16 anni si sposò con Teodoro de’Mas, ebbe 9 figli e poi, nel 1816 rimase vedova. Dopo aver allevato con amore i figli, nel 1826 fondò una congregazione di Carmelitane della carità, per assistere gli ammalati più poveri e disagiati, che si diffuse in Catalogna e in altre parti della Spagna, aprendo molte case di assistenza. È morta il 28 agosto 1854 a Vich, presso Barcellona, è stata beatificata il 19 maggio 1940 e canonizzata il 12 aprile 1950, sempre da Pio XII. Nel suo Ordine la celebrazione è stata fissata al 22 maggio.

GIULIANO di Brioude
nato a Vienne (v). Ufficiale dell’esercito romano fu arrestato, perché cristiano e subì volontariamente il martirio nel 304, a Brioude, nell’Alta Loira, presso Clermont Ferrand. È uno dei santi più venerati in Gallia e Gregorio di Tours ne ha scritto la Vita. A Brioude esiste una chiesa romanica del 12° secolo dedicata a lui.

MOSE’ monaco
C
hiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

PELAGIO martire in Istria.

SETTIMINO di Venosa martire.

SPERANZIO d’Alvernia abate vissuto nel 6° secolo.

VICINIO di Sarsina vescovo di Sarsina, in provincia di Forlì.

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I santi del giorno del 25 agosto

25 Ago

EBE vergine martire africana.

ERMINIA di Reims o ERMINA
martire venerata a Reims, dove morì il 25 agosto 1396. Ebbe molte visioni che furono raccolte nei 4 libri sulla sua vita, scritti da Radulfo, priore di un monastero della città. Sarebbe stata sepolta nella Chiesa di San Paolo, vicino al coro delle monache, sotto una pietra bianca portante la sua immagine e un breve epitaffio.

GENESIO di Brescello
vescovo di Brescello, Reggio Emilia, vissuto tra il 4° e il 5° secolo, senza fondate notizie storiche, anche se il suo culto è accertato fin dal 6° secolo.

GENESIO di Roma
attore e mimo di professione, quando chiese il battesimo venne arrestato e fustigato. Poiché rimase fermo nel suo proposito, fu condannato a morte dal prefetto di Roma e decapitato nel 303.

GHERARDO Rangone beato morto nel 1257 circa.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GREGORIO di Utrecht
nato nel 707, nipote di Adele di Pfalzel, a 15 anni entrò nel monastero diretto dalla zia e sentendo predicare Bonifacio, rimase così impressionato che chiese di seguirlo, divenendone discepolo e coadiutore. Dopo essere stato abate di San Martino, venne nominato vescovo di Utrecht, nei Paesi Bassi. Nel 742 accompagnò il suo maestro nella missione in Frisia(v), della quale fu direttore dopo il martirio subito da Bonifacio nel 754  a Dokkum, sul Mare del Nord, in Olanda. È morto nel 776.

LUCILLA di Roma
figlia del tribuno Nemesio, la leggenda dice che era nata cieca. Quando, su richiesta del padre venne battezzata dal papa Stefano I, verso il 257, avrebbe improvvisamente riacquistato la vista. Padre e figlia furono però arrestati perché cristiani e martirizzati presso la Via Appia, vicino al tempio di Marte. Nel 1642, le reliquie di Lucilla furono riesumate dalle catacombe di Callisto, sull’Appia Antica e portate a Reggio Emilia nella basilica di San Prospero, patrono della città e successivamente conservate nella cappella del Santuario della Madonna della Ghiara.

MENA di Costantinopoli o Menas
presbitero eletto Patriarca di Costantinopoli al posto di Antino I, che era stato condannato da papa Agapito I. Presiedette il sinodo del 536 che scomunicò lo stesso Antino, ma avendo sottoscritto l’editto di Giustiniano che condannava i “Tre Capitoli”, verso il 545 fu anche lui scomunicato dal nuovo papa Vigilio e poi, solo dopo essersi sottomesso al giudizio di Roma, poté essere reintegrato nella comunione ecclesiastica.

NEMESIO di Roma
tribuno romano martire nel 257 assieme alla figlia Lucilla(v).

PATRIZIA di Costantinopoli
secondo la leggenda, originaria di Costantinopoli, parente dell’imperatore d’Oriente Costante II, viveva alla sua corte. Si racconta che andò a Roma e si fece monaca, per sfuggire un matrimonio che le era stato imposto e poi, tornata a Costantinopoli, distribuì tutti i suoi beni ai poveri. Intraprese poi un pellegrinaggio in Terrasanta, ma venne sbattuta da una tempesta sulle coste di Napoli, dove morì verso il 665. Nel 1625 è stata inclusa tra i santi patroni di Napoli.

I santi del giorno del 16 luglio

16 Lug

CARMELO – CARMELA
non sono santi, ma nella Sacra Scrittura si celebra la bellezza del Monte Carmelo, dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede d’Israele nel Dio vivente. Questo monte, alto 650 metri, che sorge a ovest di Nazareth, nel 12 secolo diventò rifugio di alcuni pellegrini giunti in Palestina con la prima crociata e qui fondarono l’Ordine della “Madonna del Carmelo”, monaci dediti a vita contemplativa, sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio. Questa festa che si celebra il 16 luglio, giorno dell’apparizione della Vergine a Simone Stock(v), è stata istituita nel 14° secolo e poi estesa a tutto il mondo nel 1726, da Benedetto XIII. Anche CARMEN e CARMINE, sono originati sempre da Carmelo.

ELERIO di Jersey
figlio di un nobile pagano di Tongres (oggi Tongeren in Belgio), venne affidato al maestro Cuniberto, che era cristiano. Battezzato da adulto, dall’abate Marculfo, visse a lungo sull’isola anglo-normanna di Jersey, nel canale della Manica, dove si era ritirato a vita eremitica. Rimasto ucciso durante una scorreria di pirati, un discepolo ne riportò il corpo a Beaubec, in Normandia.

ELVIRA di Ohren
nata a Treviri (Trier), in Germania. Vissuta tra l’11° e il 12° secolo, badessa del monastero di Ohren.

EUSTAZIO di Antiochia
nato nel 260 in Anatolia (v), divenne patriarca di Antiochia nel 323, dopo essere stato vescovo di Berea di Siria. Partecipò al Concilio di Nicea del 325, deciso sostenitore dei canoni antiariani e del principio della divinità, consustanzialità, del Verbo e la sua completa distinzione dal Padre. Nel 330 venne deposto ed esiliato a Side, in Panfilia(v), dove morì nel 337 circa. Dei numerosi scritti apologetici, sono rimasti solo pochi frammenti e un trattato contro Origene.

MADDALENA Maria Postel badessa di San Salvatore.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

VALENTINO di Treviri vescovo martire in Germania nel 4° secolo.

VITALIANO di Capua vescovo di Capua e patrono di Catanzaro.

I santi del giorno del 2 maggio

2 Mag

ATANASIO di Alessandria
patriarca di Alessandria, Padre della Chiesa Greca e Dottore della Chiesa di Roma. Nato ad Alessandria nel 295, da genitori cristiani, allievo di Antonio, il padre del monachesimo e poi diacono del vescovo Alessandro, partecipò con lui al Concilio di Nicea del 325 e tre anni dopo divenne suo successore nel patriarcato della metropoli egiziana. Dedicò tutta la vita alla difesa della vera fede cristiana contro l’arianesimo e la sua fermezza gli procurò molte persecuzioni, tanto che dei 45 anni di episcopato fu costretto a passarne 20 in esilio e per ben 5 volte dovette lasciare la città, riuscendo però sempre a ritornare, grazie al favore popolare. In uno di questi esili forzati passò anche in Italia Settentrionale, essendo ospitato ad Aquileia e Padova, ma più spesso si rifugiò nel deserto egiziano, restando vicino ad Alessandria, da dove poteva così dirigere la diocesi. Richiamato infine nel 366, poté vivere in pace i suoi ultimi anni e morì il 2 maggio 373. Fu il più fermo sostenitore delle conclusioni del Concilio di Nicea, della divinità dello Spirito Santo, nella Trinità con il Padre e il Figlio. Autore di molte opere sulla fede, apologie, lettere e una Vita di sant’Antonio per propagandare la vita monastica, gli è attribuito anche “il Credo”, o “Simbolo degli Apostoli”, che è entrato nel Breviario Romano, nonostante ci siano discordanze, perché sembra sia stato scritto nel 5° secolo.

BORIS Michele I
Khan (Sovrano) dei Bulgari, dall’852. Dopo essere stato battezzato nell’863, favorì la cristianizzazione del popolo e fondò una Chiesa Cristiana bulgara, legandosi a Costantinopoli. Abdicò nell’889 e si fece monaco, morendo in un convento nel 907.

CELESTE santo martire di Roma.

CESARE Baronio
storico della Chiesa nato a Sora, nel Lazio nel 1538. Laureatosi in giurisprudenza, entrò nella Congregazione degli Oratoriani, fondata da Filippo Neri e gli successe come superiore generale. Creato cardinale da Clemente VIII nel 1605, sarebbe divenuto papa, avendo ottenuto la maggioranza dei voti, se la Spagna non avesse esercitato contro di lui il diritto di veto. Ha scritto numerose opere di storia e corretto gli “Atti dei martiri”, per incarico di Gregorio XIII. Morto a Roma nel 1607, è stato dichiarato venerabile da Benedetto XV nel 1920.

ESUPERIO di Attalia
martire con la moglie Zoe e i figli Ciriaco e Teodolo, bruciati sul rogo nel 127, per aver rifiutato di adorare idoli pagani ad Attalia, antica città della Panfilia.

FLAMINIA di Nicomedia
martire nel 303 a Nicomedia, molto onorata particolarmente a Clermont-Ferrand e a Devajac, in Francia, dove sono conservate le presunte reliquie.

MAFALDA di Arouca
figlia del re del Portogallo, Sancio I, martire nel 1252 ad Arouca, presso Oporto.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINA di Alessandria martire.

TEODULO di Attalia
martire a Roma nel 2° secolo, assieme al fratello Ciriaco e ai genitori Zoe ed Esuperio.

VIBORADA di San Gallo
vergine martire in Svizzera, uccisa da ungheresi pagani nel 926. È la prima donna canonizzata ufficialmente dalla Chiesa di Roma, nel 1047.

ZOE di Attalia
giovane schiava martire assieme al marito Esuperio e due figli, tutti arsi sul rogo per il loro rifiuto di adorare idoli pagani

I santi del giorno del 18 aprile

18 Apr

ALESSANDRO
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 31, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

AMADEO o AMEDEO
Joao da Silva y Menezes, nato nel 1425 a Ceuta. Monaco, confessore di Sisto IV, fu il fondatore dell’Ordine degli Amadeiti e del convento di Oreno, vicino a Vimercate. Fece anche erigere la Chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, dove morì nel 1484.

ANZIA martire di Messina assieme a ELEUTERIO vescovo.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perchè cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo.

CALOGERO di Brescia
convertitosi al cristianesimo subì il martirio ad Albenga nel 120 circa, sotto Adriano che fu imperatore dal 117 al 138.

GALDINO di Milano
nato nel 1096, a Milano, appartenente alla nobile famiglia dei Valvassori della Sala. Ordinato sacerdote, divenne prima cancelliere e arcidiacono e poi, nel 1156, arcivescovo e cardinale di Milano, successore di Uberto dei Pirovani. Combattè contro la setta dei Catari, che a Milano aveva fatto molti proseliti e sostenne la Lega Lombarda, contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, come delegato del pontefice. Contribuì molto alla ricostruzione della città devastata, praticamente rasa al suolo dallo stesso imperatore, sostenuto e incoraggiato del papa Alessandro III, che pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1176, lo proclamò santo.

GEBUINO di Lione
di nobile famiglia, nel 1077 fu consacrato vescovo di Lione da Gregorio VII. Sostenitore della riforma ecclesiastica, nel mezzo della lotta per le investiture, si scontrò con l’imperatore Enrico IV. Gravemente ammalato, morì nel 1081 e venne sepolto nella Chiesa di Sant’Ireneo. Nonostante questa chiesa sia stata poi distrutta durante la rivoluzione francese, la sua tomba è stata ritrovata intatta, nel 1824.

GIACOMO d’Oldo o JACOPO Oldi, beato terziario francescano, morto a Lodi, nel 1404.

IGINO Giordani
nato a Tivoli il 24 settembre 1894. Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, è considerato da Chiara Lubich co-fondatore del movimento dei “focolari” e indicato anche come l’uomo delle beatitudini. È morto il 18 aprile 1980 a Rocca di Papa, Roma e il 6 giugno 2004 è iniziato a Frascati il processo per la beatificazione, alla presenza dei suoi 4 figli e di Chiara Lubich stessa.

MARIA dell’Incarnazione
Barbara Acarie Avrillot, nata a Parigi il 26 febbraio 1565. Modello di moglie e madre cristiana, dopo la morte del marito, si fece monaca carmelitana prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione ed ebbe ripetute esperienze mistiche. Dedicò gran parte della sua esistenza alla diffusione dell’Ordine in Francia. Morta il 18 aprile 1618, fu beatificata da Pio VI, nel 1791.

NICO di Besozzo eremita lombardo vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

PERFETTO di Cordoba sacerdote martire in Spagna nel 9° secolo.

PIER LUCA beato.

SAVINA o SABINA Petrilli ricordata anche il 06 Aprile.

I santi del giorno del 25 marzo

25 Mar

ANNUNCIATA Nunzia
si festeggia il giorno dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

BONIFACIO IV papa
nativo di Valersa nella Marsica, in Abruzzo, figlio di un celebre medico di nome Giovanni. Benedettino, successore di Bonifacio III, dovette attendere anche lui 10 mesi prima di ottenere la conferma imperiale e fu consacrato il 25 agosto 608. Era ben preparato al nuovo incarico, essendo stato diacono e amministratore pontificio sotto Gregorio Magno. Con il consenso di Foca, l’imperatore romano d’Oriente, trasformò il Pantheon di Marco Agrippa, costruito nel 27 avanti Cristo, ma rimasto per secoli in stato di abbandono, nella Chiesa cristiana di “Santa Maria ad Martyres” e dopo averne rimosso i simulacri pagani, la abbellì con i preziosi doni ottenuti dall’imperatore  Fece trasportare dalle catacombe romane 28 carri di ossa di cristiani martiri che furono sepolte sotto l’altare della Confessione della chiesa che consacrò il 13 maggio 610, dedicandola a Maria e a tutti i santi e martiri, anche quelli non canonizzati, ‘il cui nome è noto a Dio’, per onorare i quali istituì la festa di Ognissanti al 1° di novembre. Morì l’8 maggio 615. Nel suo epitaffio è scritto che trasformò la sua casa in monastero e diede grande impulso allo sviluppo del monachesimo. Canonizzato da Bonifacio VIII nel Giubileo del 1300, il 1° Anno Santo della storia cristiano-cattolica.

DISMAS  o DISMA
nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, in particolare nelle Memorie di Nicodemo, Atti di Pilato e nella Discesa di Gesù agli Inferi, viene chiamato così il “buon ladrone”, quello cioè che avrebbe aiutato la famiglia di Gesù, durante la fuga in Egitto e che fu crocifisso assieme al Maestro. Dopo la morte, sempre secondo gli scritti apocrifi, andò in Paradiso, precedendo tutti gli altri santi. È ricordato nel martirologio romano, il 25 marzo, ma soltanto sotto il nome di “buon ladrone”.

ERMELANDO di Aindre
nato nel 660, passò l’infanzia alla corte di Clotario IV re di Austrasia e poi si fece monaco a Fontenelle, presso Rouen. Con il consenso dell’abate Lamberto, fu inviato da Pascasio vescovo di Nantes, a fondare un monastero sull’isola di Aindre assieme ad altri 12 religiosi. Questa abbazia è stata distrutta dai Normanni, nell’843 e mai più ricostruita. Morto verso il 730, le sue reliquie sono ora a Loches, presso Tours.

IRENEO di Sirmio
martire nel 304. Vescovo di Sirmio, quando fu arrestato e condotto davanti al tribunale dal prefetto della Pannonia Probo, si rifiutò di sacrificare agli dei. Condannato e decapitato, il suo corpo venne gettato nel fiume Sava.

ISACCO della Bibbia
il 2° dei patriarchi ebrei, figlio di Sara e Abramo nato, in forza di una promessa divina, quando i genitori, ormai molto anziani, avevano perso ogni speranza di prole. Marito di Rebecca, padre di Esaù e Giacobbe, pastore nomade morto a 180 anni a Hebron. Dio, per provare la fede di Abramo, gli chiese di sacrificare il figlio in olocausto, ma quando il padre stava ormai per stendere la mano su Isacco, che secondo lo storico ebraico Giuseppe Flavio, aveva 25 anni, l’angelo del Signore gli fermò il braccio salvandolo, all’improvviso apparve un ariete per l’olocausto e così Abramo lo sacrificò al posto dell’amato figlio. Nella storia del cammino di salvezza del popolo che Dio sceglie per manifestarsi al mondo, Isacco appare come una figura minore, pallida, perché non prende mai iniziative, schiacciato dalla forte personalità del padre e da quella del figlio Giacobbe, anzi subisce quelle degli altri.

PARISIO martire in Francia.

PELAGIO di Laodicea
originario della Siria, si consacrò a vita di assoluta castità. Nel 360 venne eletto vescovo di Laodicea di Siria (oggi Latakia) e partecipò al Concilio di Antiochia del 363, dove difese la fede nicena contro gli ariani e per questo motivo venne esiliato in Arabia dall’imperatore romano d’Oriente, Valente Flavio. Solo nel 378, dopo la morte dell’imperatore, poté tornare alla sua sede e nel 381 partecipò al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, nel quale parteggiò per Melezio di Antiochia e per Gregorio di Nazianzo.

QUIRINO
figlio dell’imperatore Filippo l’Arabo, martire a Roma nel 269 sotto l’imperatore Claudio. Il suo corpo fu trasportato in Germania dove il culto divenne molto popolare

STEFANO II papa ?
presbitero romano, eletto nel 752 per succedere a Zaccaria, morto dopo soli 4 giorni senza essere stato consacrato, per cui non figura nella maggior parte delle liste pontificie e nemmeno nel “Liber Pontificalis”, ma la sua immagine appare assieme alle altre, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Anche gli storici non lo ritengono papa, perché privo dei requisiti necessari e pertanto, il vero successore di Zaccaria, fu Stefano III.

UMBERTO abate.

I santi del giorno del 13 marzo

13 Mar

AGNELLO da Pisa
francescano, nato a Pisa nel 1194 e morto a Oxford nel 1232. Nel 1217 venne inviato in Francia da Francesco d’Assisi come custode dei conventi della regione parigina e fu fondatore e poi superiore dell’abbazia di San Dionigi. Nel 1224 introdusse in Inghilterra l’Ordine dei Frati Minori, fondò numerose chiese e una scuola teologica a Oxford, che fu diretta da Roberto Grossatesta. Beatificato dal papa Leone XIII, nel 1892.

ANSOVINO
consigliere del re d’Italia Ludovico II il Germanico, dall’843 all’861 fu vescovo di Camerino, provincia di Macerata. Le reliquie si trovano in un’arca gotica del 14° secolo, nella cripta della cattedrale della città, della quale è patrono.

ARRIGO d’Ungheria figlio di santo Stefano d’Ungheria, martire.

CRISTINA
martire in Persia assieme a Patrizia, come è ricordata nel Martirologio Romano.

EUFRASIA di Costantinopoli
nata nel 380. Figlia di un governatore della Licia, perduto il padre in giovane età, si ritirò in un convento della Tebaide, dove morì nel 420 circa. Eufrasia significa “gioia, letizia” e così, in questa data, viene festeggiata anche come santa LETIZIA.

FEDELE Carpoforo patrono di Arona.

GRAZIOSO martire.

LEANDRO di Siviglia ricordato anche il 27 febbraio

MACEDONIO di Nicomedia martire con le sante Patrizia e Modesta.

MODESTA di Nicomedia vergine martire in Bitinia, assieme a Patrizia.

NICEFORO
nato a Costantinopoli nel 758 e morto verso l’829, a Scutari in Albania. Nominato Patriarca di Costantinopoli nell’806 dall’imperatore Niceforo I di Seleucia, venne con lui in contrasto a causa del culto delle immagini e poi essendosi opposto anche alla politica iconoclasta di Leone V, l’Armeno, nell’815 venne deposto ed esiliato a Scutari. Ha lasciato opere teologiche, una importante Storia dell’Impero Greco dal 602 al 769 e una “Cronaca”, che va da Adamo fino all’829.

PATRIZIA di Nicomedia martire assieme al marito Macedonio e alla figlia Modesta, verso il 304.

PATRIZIA di Persia martire assieme a Cristina. 

RODRIGO di Cordova sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

RUGGERO Le Fort
nato nel 1298, nel castello di Ternes, in Francia, si laureò in utroque jure, cioè sia in diritto civile che canonico e nel 1323 fu eletto vescovo di Orleans. Cinque anni dopo fu trasferito alla diocesi di Limoges e nel 1343, a quella di Bourges. È morto il 13 marzo 1367.

SABINO del Nilo
visse a Ermopili (oggi El-Ashmunein), sul Nilo, al tempo della persecuzione di Diocleziano. Come altri cristiani era costretto a vivere nascosto fuori città, aspettando tempi migliori. Denunciato come cristiano, accusato di aver dato l’elemosina a un mendicante, fu arrestato e condotto davanti al governatore Arriano, il quale, dopo averlo fatto torturare, lo condannò a morte, gettato nel fiume legato a una pietra. Dopo tre giorni, il corpo venne ripescato ed ebbe onorata sepoltura.

SALOMONE di Cordova
martire nell’837, a Cordova, in Spagna, assieme a Rodrigo. Il corpo che era stato gettato nel Guadalquivir, venne recuperato e sepolto nella chiesa dei santi Cosma e Damiano.

I santi del giorno del 11 marzo

11 Mar

BENEDETTO Crispo
arcivescovo di Milano, morto nel 732. Eletto nel 685, accompagnò a Roma, secondo una tradizione non accertata, il re dei Sassoni Caedwalla, che nel 689, ricevette il battesimo dal papa Sergio I. In tale occasione rivendicò invano il diritto, che gli competeva come metropolita, di consacrare i vescovi di Pavia, che dal tempo di Damiano (690-710), potevano ricevere la consacrazione solamente dal papa, perché la Chiesa di Pavia era stata resa dipendente da Roma.

CLAUDIA Russo
nata nel popoloso quartiere di Barra, Napoli, il 18 novembre 1889, quinta di 10 figli, fin da giovane si dedicò ad aiutare i più bisognosi, passando di casa in casa cercando di dare conforto a tutti. Raccolte attorno a se un gruppo di amiche, avviò una vera e propria opera di assistenza, lavorando di giorno nei campi e poi anche in parte nelle notti a cucire e fare calze per le povere famiglie locali. Questa opera ebbe successo e così, nel 1925 poté aprire una Pia Casa dei Poveri e l’anno dopo si costituì la comunità religiosa delle Povere Figlie della Visitazione di Maria, con 7 giovani religiose e 12 donne anziane da assistere. La congregazione ebbe  l’approvazione da Pio XII, il 25 febbraio 1947. Alla morte, l’11 marzo 1964, madre Claudina, come era affettuosamente chiamata, lasciò ben 17 case, più di 200 suore, circa 1000 anziane ricoverate e poi ancora scuole e asili per un migliaio di bambini poveri.

COSTANTINO di Cartagine
è ricordato nell’antico Martirologio Romano, come confessore della fede, martire in Tunisia.

COSTANTINO di Scozia
re di Domnonea, in Cornovaglia, morto nel 598 nella penisola di Kyntire, in Scozia. Convertitosi al cattolicesimo nel 587, lasciò il trono e si ritirò nel monastero irlandese di Rathan in Offaly, dove venne ordinato sacerdote. Dopo sette anni di vita monastica, andò a predicare il Vangelo nella Scozia del Nord. Martire per la fede, ucciso da pagani fanatici, il suo culto ha avuto una grande diffusione in Irlanda, Cornovaglia e Scozia.

ERACLIO di Cartagine martire in Tunisia, assieme a ZOSIMO.

EULOGIO di Toledo
di nobile famiglia, nato nel 780 a Cordova, in Spagna. Diacono di San Fruttuoso di Tarragona, divenne capo della scuola di Cordova, della quale arricchì la biblioteca. Sostenne, con scritti e discorsi, il coraggio dei cristiani che professavano la fede davanti ai tribunali musulmani. Nell’851, insieme al vescovo Saulo, venne imprigionato, ma poi fu eletto arcivescovo di Toledo, Nuovamente arrestato, fu decapitato dai Saraceni, l’11 marzo 859, ancora prima di essere consacrato.

EUTIMIO di Costantinopoli 11 Marzo

nato nell’834. Patriarca di Costantinopoli, ebbe notevole influenza sull’imperatore Leone VI il Filosofo, del quale era il confessore. Sostituì il patriarca Nicola nel 907, quando questi si oppose al quarto matrimonio dell’imperatore, ma nel 912, alla morte di Leone VI, Nicola riprese il suo posto ed Eutimio fu rinchiuso in un monastero, dove morì nel 917.

RAMIRO di Spagna
monaco nel monastero di San Claudio a Leon, nei pressi di Oviedo in Spagna. Martire nel 6° secolo assieme ad altri 12 monaci.

ROSINA martire.

SILVIA di Aquitania
sorella del governatore dell’impero d’Oriente, Rufino, martire sotto Teodosio il Grande.

SOFRONIO di Gerusalemme
nato a Damasco dopo il 550, monaco a Gerusalemme, amico e compagno di peregrinazioni di Giovanni Mosco in Egitto e Roma, nel 634 successe a Modesto come Patriarca di Gerusalemme, dove morì nel 638. Teologo, autore di omelie e di poesie, ha scritto molte vite di santi, ma la sua opera più importante è senz’altro la lettera sinodale che inviò al papa Onorio I e ai patriarchi orientali.

TALO di Siria martire assieme a TROFINO.

VIGILIO di Auxerre vescovo francese, vissuto nel 7° secolo.

I santi del giorno del 11 gennaio

11 Gen

IGINO papa
filosofo greco originario di Atene, viveva da tempo a Roma dove, entrato nel clero, era molto apprezzato per cultura e moralità. Nel 136 venne scelto come successore di Telesforo, 9° pontefice della Chiesa. Scomunicò l’eretico Cerione e poi, preoccupato di rafforzare la struttura gerarchica, introdusse la distinzione tra ordini maggiori, quelli istituiti dagli apostoli, sacerdoti, diaconi e vescovi e quelli minori. Emanò pertanto disposizioni relative alle mansioni dei chierici, assegnando i compiti specifici dell’ostiario, lettore e diacono. Gli viene attribuita l’istituzione del padrino e della madrina nel rito del battesimo per garantire, in caso di morte o di impedimento dei genitori, la tutela dei minori. Nel Martirologio romano è detto martire sotto Antonino I Pio, nel 140.

LEUCIO di Brindisi
forse proveniente da Alessandria d’Egitto, predicò il Vangelo ai pagani dell’Italia Meridionale. La missione ebbe successo, anche perchè, durante un lungo periodo di siccità, Leucio pregò e ottenne la pioggia su tutto il territorio pugliese e in seguito a questo fatto ci furono molte conversioni. Fondò la diocesi di Brindisi, della quale fu il primo vescovo ed eresse una chiesa dedicata alla Madonna. Nel 7° secolo, dopo l’invasione longobarda, gli abitanti di Trani trafugarono le sue reliquie e le posero nella cripta sotto la Chiesa di Santa Maria della Scala nella loro città. Una tradizione dice però che in seguito questi resti sono stati traslati a Benevento, dove Leucio è venerato anche ai nostri giorni.

ONORATA di Pavia
vergine di Pavia, martire nell’anno 500 circa.

ORTENSIO vescovo.

PAOLINO II d’Aquileia 
nato nel 726 a Premariacco, provincia di Udine. Fu un famoso grammatico, tanto che verso il 776 Carlo Magno lo chiamò alla corte di Aquisgrana, come membro della Scuola Palatina, dove strinse amicizia con il celebre Alcuino ed ebbe modo di esercitare molta influenza sull’imperatore proprio come insegnante di grammatica. Dal 787, quando venne nominato patriarca di Aquileia dallo stesso imperatore, si dedicò alla diffusione del cristianesimo nelle province austriache della Carinzia e della Stiria. Fermamente ortodosso, combattè gli adozionisti eretici, Eliprando vescovo di Toledo e Felice di Urgel, secondo i quali Gesù sarebbe stato un semplice uomo innalzato al livello divino, cioè figlio adottivo e non naturale di Dio, provocando così, nel 794, la condanna della loro eresia. Si occupò anche degli Avari, popolo di mongoli che dalla Pannonia ungherese, dopo l’Ucraina avevano invaso parte della Dalmazia(v), riuscendo a portare anche a loro il messaggio del Vangelo. Ha scritto alcuni trattati dogmatici e poesie in latino, tra le quali la “Regula Fidei”. Morì a Cividale del Friuli, che era la residenza dei Patriarchi di Aquileia(v), l’11 gennaio 802 e la salma fu collocata nell’altare della Pietà della cattedrale.

SALVIO di Amiens vescovo martire.

TEODOSIO di Betlemme
“il Cenobiarca”, nato in Cappadocia nel 423 e morto ad Antiochia nel 529. Consigliato da Simeone stilita, si fece eremita sotto la guida di un anziano di nome Longino, appartenente a un gruppo di ferventi cristiani, gli zeloti(v) e così si ritirò nel deserto di Giuda. Raggiunto da numerosi discepoli, fondò un monastero vicino a Betlemme.

TOMMASO da Cori  
nato in provincia di Latina nel 1655. Religioso francescano, dal 1683 quando fu ordinato sacerdote, svolse una intensa opera di apostolato nel Lazio con la predicazione, segnalandosi anche per il profondo spirito di penitenza. Benemerito dell’opera dei “ritiri” francescani, morì a Roma nel 1729 e venne beatificato da Pio VI, nel 1786.

VITALE di Alessandria monaco martire nell’8° secolo.

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