Tag Archives: Pastore

I santi del giorno del 6 agosto

6 Ago

AGAPITO di Oderzo
diacono martire con Gennaro, e molti altri compagni di fede.

FELICISSIMO
diacono martire con Agapito, Gennaro e Magno.

GENNARO di Oderzo
martire con Agapito, Felicissimo e Magno.

GIORDANO Forzaté
nato a Padova, nel 1150. Entrato nell’ordine camaldolese, divenne priore del monastero di San Benedetto nella sua città. Religioso molto colto, membro del senato cittadino, ebbe un peso notevole anche nella vita politica. Morì il 7 agosto 1248, nel monastero di Celestia, presso Venezia.

GIUSTO di Alcalà martire in Spagna, con il fratello Pastore.

MAGNO di Oderzo
suddiacono di Oderzo, in provincia di Treviso, martire assieme ad Agapito, Felicissimo e Gennaro.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

OTTAVIO di Savona
nato in Francia nel 1060, figlio di Guglielmo I il Conquistatore, duca di Normandia e re d’Inghilterra. Convertitosi al cristianesimo nel 1087 mentre era in viaggio in Italia, quando seppe che il padre era morto a Nantes, si fece monaco ritirandosi nell’abbazia benedettina di San Pietro, presso Savona e nel 1129 venne eletto vescovo della città, ma morì poco tempo dopo. Circa 40 anni più tardi il corpo venne esumato e siccome fu trovato incorrotto, iniziò subito un culto popolare confermato da Pio VI nel 1793.

PAOLO VI papa
Giovanni Battista Montini, nato il 26 settembre 1897, da una famiglia agiata a Concesio, Brescia. Dopo essersi laureato in teologia e giurisprudenza, il 29 maggio 1920 fu ordinato sacerdote e avviato alla carriera diplomatica a Roma. Nel 1923 entrato nella Segreteria di Stato Vaticana, fu poi nunzio apostolico a Varsavia e ricoprì diverse cariche fino al 1937, quando Pio XI lo nominò sostituto del cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII. Nel periodo in cui fu sostituto e poi prosegretario, viaggiò molto in Europa e in Africa e il 1° novembre 1954, nominato arcivescovo di Milano, organizzò una missione popolare, con una vasta rete di predicazioni religiose per i vari ambienti sociali lombardi. Nel dicembre 1958 fu nominato cardinale da Giovanni XXIII, prendendo parte attiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. Eletto dopo soli 4 scrutini, il 21 giugno 1963, alla fine di settembre aprì la seconda sessione del Concilio concludendolo l’8 dicembre 1965. Tra gli atti più importanti del pontificato, vanno ricordati i provvedimenti di attuazione del Concilio, nel campo della liturgia, riforma della curia e della progettata revisione del codice di diritto canonico. Compì molti viaggi con intenti ecumenici e pastorali, in Palestina, a Fatima, in India a pregare per la pace, all’ONU e a Istanbul, dove ebbe un incontro fraterno con il patriarca Atenagora, poi in Colombia e a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Nel biennio 68/70 continuò l’attività con il ritmo che aveva caratterizzato l’inizio del pontificato e così nel ‘68 fu in Uganda per il Consiglio Mondiale delle Chiese, nell’aprile del ‘70 in Sardegna e nei mesi di novembre e dicembre, compì un lungo viaggio apostolico nel Sud-Est Asiatico e in Australia. L’anno dopo l’attività, rallentata anche dall’età avanzata, fu assorbita prevalentemente dai grandi problemi interni della Chiesa e il suo forte impegno fu evidente nei settori del risanamento della crisi della famiglia, dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae, nel gennaio 1972 costituì un comitato di religiosi e laici per lo studio di tutti questi problemi. È stato grande anche l’impegno nella preparazione e conduzione dei 4 sinodi episcopali tenuti dal ‘67 al ‘74 e nel lento e complesso lavoro diplomatico per riallacciare i rapporti con i governi dell’area comunista. Tra le encicliche sono da ricordare Ecclesiam suam, sul dialogo nella Chiesa e con il mondo, Populorum progressio, sulla giustizia da attuarsi in campo sociale e internazionale e Sacerdotalis coelibatus. Ha stabilito che i vescovi si debbano dimettere al compimento del 75° anno di età, ha semplificato il protocollo e il fasto nelle cerimonie pontificie, abolendo la sedia gestatoria e anche la tiara, che gli era stata donata al momento dell’elezione, vendendola a favore dei poveri. Ha proclamato Dottore della Chiesa le prime 2 donne a ricevere questo titolo, Teresa d’Avila e Caterina da Siena, compiendo così un gesto molto importante nel riconoscimento e valorizzazione del ruolo femminile nella vita della Chiesa Cattolica. Morto a Castelgandolfo, il 6 agosto 1978, è stato sepolto nelle grotte vaticane, vicino al sepolcro di San Pietro. Protagonista di un pontificato di svolta, Paolo VI ha concluso il Concilio Vaticano II, ne ha attuato molte decisioni e con lui la Santa Sede ha ricercato e assunto un ruolo specifico, molto importante nella storia contemporanea.

PASTORE di Alcalà
martire in Spagna con il fratello Giusto.

TADDEO Dulny
nato l’8 agosto 1914 a Chmielov, in Polonia, in una famiglia composta da 6 maschi e 2 femmine, i suoi primi insegnanti furono il padre Jan e la madre Antonina. Dopo faticosi studi ginnasiali a Ostrowiec, ottenne dai genitori il permesso di entrare nel seminario di Wloclawek, sulla Vistola. Nell’ottobre 1939, appena iniziata la 2° guerra mondiale, nel seminario arrivò la polizia nazista della Germania e portò via tutti, professori e seminaristi, che furono incarcerati per 3 mesi. In seguito vennero trasferiti in un collegio salesiano di un’altra città dove poterono riprendere, sia pure a fatica, i corsi di studio interrotti. Nell’estate 1940 la situazione precipitò e alla fine di agosto furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. A dicembre nuovo trasferimento, questa volta quello definitivo, a Dachau, presso Monaco. Pur essendo ancora chierico Taddeo si realizzò come se fosse già sacerdote e lo scopo della sua vita in prigionia divenne quello di servire gli altri in ogni modo, anche digiunando, per dare la sua razione a chi stava morendo di fame. Nel diario di un suo compagno di prigionia è stata trovata una nota che spiega la sua morte: “ è morto di fame, bruciato nel forno crematorio”, era il 6 agosto 1942. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, come martire, durante un suo viaggio in Polonia nel 1999.

 

I santi del giorno del 26 luglio

26 Lug

ANNA
sposa di Gioacchino, sterile, in età avanzata fu allietata dalla nascita di Maria, madre di Gesù. Patrona delle gestanti e delle vedove è particolarmente venerata nel santuario di Letter, sul golfo di Napoli e in Bretagna. Il culto di sant’Anna esisteva in Oriente già nel 6° secolo, ma si diffuse in Occidente solo nel 10°. I nomi dei genitori della madre di Gesù non si trovano nei Vangeli, ma la tradizione li ha tramandati dal vangelo apocrifo più conosciuto, il protovangelo di Giacomo il Minore. Secondo san Girolamo, Gioacchino e Anna, sposati da più di vent’anni e non avendo ancora figli, Anna si sarebbe recata al tempio di Gerusalemme a pregare il Signore di esaudire il desiderio di maternità. La richiesta fu accolta ed ebbe una figlia alla quale pose il nome “Maria”.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CAMILLA Gentili
martire di San Severino Marche, uccisa dal marito nel 15° secolo.

CRISTINA di Saint Trond
giovane belga di umili origini, nata Brusthem, nel 1150. Rimasta orfana a soli 3 anni, fu costretta a guadagnarsi da vivere pascolando le pecore. Detta la “Mirabile” per la vita ascetica e le molte esperienze mistiche, fu risuscitata una volta durante i suoi funerali, grazie a un prodigio. Morì infine nel 1224, nel monastero benedettino di Sint-Truiden(St.Trond), in Belgio.

GIACINTO martire di Roma.

GIOACCHINO
sposo di sant’Anna e padre della Vergine Maria, secondo un’antichissima tradizione riportata nell’apocrifo Protovangelo di Giacomo, che risale al 3° secolo. Della sua vita non si sa nulla, all’infuori di quanto è narrato in questo apocrifo. Sembra, tuttavia, sia morto prima delle nozze di Cana. La data della festa fu stabilita a partire dal 1584, in un primo tempo al 20 marzo, nel 1913 spostata al 16 agosto e infine con il nuovo calendario liturgico, nello stesso giorno della moglie Anna.

OLIMPIO di Roma
martire assieme alla moglie Esuperia e ai figli Sinfronio e Teodolo.

PASTORE
originario di Nicomedia (v), secondo la leggendaria passio “Sancti Pastorys Martirys”, era un pastore il quale convertito al cristianesimo, il quale, divenuto anacoreta, venne arrestato durante le persecuzioni di Diocleziano. Liberato da un angelo, si sarebbe recato a Roma dove, dopo essere stato ordinato presbitero, avrebbe subito il martirio sotto Massimino II Daia, nel 4° secolo.

SENTA o ZENTA di nobile famiglia romana, martire in Ungheria.

TEODORO di Verona vescovo nel 6° secolo.

TITO Brandsma
nato il 23 febbraio 1881 a Ugoldooster, in Olanda. Entrato nei Carmelitani, fu ordinato sacerdote e poi, divenuto professore di filosofia e mistica olandese, insegnò nell’Università Cattolica di Nimega. Impegnatosi a fondo nel giornalismo, nella cultura e nell’ecumenismo  quando il paese fu invaso dai nazisti, non permise che la scuola e la stampa di cui era responsabile nazionale, fossero strumentalizzate. Così fu arrestato e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, presso Monaco di Baviera, dove rimaneva sereno anche quando veniva percosso e insultato, manifestando così la sua fedeltà alla vocazione al perdono. Ricoverato in infermeria è stato ucciso con una iniezione di acido fenico il 26 luglio 1942.

VALENTE di Verona o VALENTINO
I
n alcuni antichi documenti è scritto che fu vescovo della città per 8 anni e che morì nel 531, all’età di 85 anni. Le sue reliquie sono conservate nel Duomo di Verona.

I santi del giorno del 8 luglio

8 Lug

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALBERTO di Sestri
pastore genovese, entrò nel monastero cistercense di Sestri Levante, fondato da san Bernardo, come fratello laico e venne addetto alla cucina. Dopo molti anni di servizio, ottenne dal suo abate il permesso di ritirarsi a vita eremitica in un bosco sulla collina ligure, dove morì circa trent’anni dopo, nel 1239. Sul luogo della sepoltura venne edificata una chiesa in suo onore.

AQUILA di Corinto
architetto giudeo, nativo della regione del Ponto in Asia Minore. Si convertì con la moglie Priscilla e con lei subì il martirio a Roma, dove aveva seguito l’apostolo Paolo, che aveva anche abitato presso di lui a Corinto (v).

AUSPICIO vescovo, confessore della fede.

BONOSA martire con la sorella Zosima a Porto Romano.

CHILIANO di Wùrzburg
vescovo di origine irlandese e apostolo della Franconia, martire a Wùrzburg, sul Meno, in Baviera, nel 689.

EDGARDO nato in Gran Bretagna, vescovo in Francia, morto nel 975

EUGENIO III papa
Pier Bernardo Paganelli, nato a Montemagno, in provincia di Pisa, fece la professione religiosa a Clairvaux, sotto la guida di Bernardo, che poi lo inviò a Roma. Eletto al pontificato il 15 febbraio 1145 e consacrato 3 giorni dopo, in un periodo di conflitto tra Senato e Santa Sede, ebbe un regno travagliato dalle lotte tra le fazioni cittadine e dalle riforme democratiche di Arnaldo da Brescia, le cui teorie innovatrici vennero da lui condannate. Cacciato per 3 volte, fu costretto a rifugiarsi nel monastero di Farfa, poi a Viterbo, Pisa, in Lombardia e Francia. Tornò a Roma accompagnato da Federico Barbarossa e poté così presiedere il Concilio di Reims del 1148, che estese le riforme di Gregorio VII. Promotore della seconda crociata, ne affidò la predicazione a Bernardo di Chiaravalle e poi si oppose all’annullamento delle nozze di Luigi VII, re di Francia, con Eleonora d’Aquitania. Morto improvvisamente a Tivoli l’8 luglio 1153, è stato beatificato da Pio IX, nel 1872.

ILLUMINATO di Arezzo
Accarino di Rocca, morto nel 1280. Di nobile famiglia aretina, si unì a Francesco d’Assisi nel 1210 e lo seguì nella missione in Oriente.

PRISCILLA di Corinto
moglie di Aquila architetto della Giudea, fabbricante di tende, ma abitante a Roma. Quando fu espulsa dall’Italia, in seguito all’ordine dell’ imperatore Claudio, che allontanava da Roma tutti i Giudei, ospitò Paolo nella sua casa di Corinto, in Grecia e lo difese a Efeso, durante i tumulti degli argentieri. Tornata a Roma, al seguito di Paolo, subì il martirio alla fine del 1° secolo.

PROCOPIO di Cesarea
lettore, interprete in lingua siriaca ed esorcista a Scitopoli, in Cappadocia. Votato fino dall’infanzia alla castità e alla pratica delle virtù, fu il primo martire di Cesarea( oggi Kayseri), nel 303.

PROSPERO di Borgo
martire romano sepolto nelle catacombe di Priscilla. Con un documento datato 20 dicembre 1671 il cardinale vicario di Roma, Gaspare da Carpegna, donò le reliquie del martire a un monastero di Todi, diretto dalla monaca Camilla Veronica Vaccari. Più tardi, in seguito all’interessamento di un francescano, padre Serafico Fiorentini, appoggiato dal doge di Venezia, Luigi Contarini, la Cancelleria Vescovile di Todi consegnò queste reliquie erranti, alla Magnifica Comunità di Borgo Valsugana, in Trentino. La traslazione solenne nella chiesa arcipretale, avvenne nei giorni dall’8 al 10 luglio 1678 e Prospero fu proclamato patrono di Borgo Valsugana.

TIBALDO di Mont-Morency
monaco cistercense nell’abbazia di Vaux-de-Cernay, in Francia, verso il 1226. Morto nel 1247, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Cernay-la-Ville, nei pressi di Mulhouse, nel dipartimento dell’Alto Reno.

 

I santi del giorno del 31 marzo

31 Mar

ACACIO di Antiochia
detto “Taumaturgo”, martire di Antiochia nel 250, sotto Decio.

AMOS profeta
era pastore a Tekoa, ai margini del deserto di Giuda, estraneo al gruppo dei profeti del tempo, quando fu chiamato da Dio alla missione profetica in Israele. Predicò a Betel, in Samaria, ma fu espulso e tornò al primitivo lavoro. Richiamato, esercitò nuovamente la missione sotto il regno di Geroboamo II, tra il 783 e il 743 a.C., epoca umanamente gloriosa e di grandi ricchezze, di lussi, ma anche di grandi miserie per il popolo. Dopo aver predetto la distruzione d’Israele, predisse anche la salvezza per un “resto”, che fu il primo uso profetico di questo termine.

ANESIO o ANEPIO martire in Africa assieme a CORNELIA, FELICE e TEODOLO

BALBINA di Roma
vergine martire nel 132, che la tradizione dice figlia del tribuno Quirino. Decapitata assieme al padre sotto l’imperatore Adriano e sepolta tra la Via Appia e la Via Ardeatina, nel luogo che ora viene chiamato cimitero di Santa Balbina e dove, in suo onore, è stata innalzata una basilica.

BENIAMINO
diacono, nato in Persia alla fine del 4° secolo. Arrestato e imprigionato dal re di Persia, una prima volta, perchè predicava la fede cristiana, venne rilasciato per intervento dell’imperatore di Costantinopoli, Teodosio II. Avendo ripreso a predicare, fu nuovamente arrestato, torturato e infine ucciso nel 421.

BONAVENTURA Tornielli santo morto nel 1492.

DANIELE Murano santo detto “di Venezia”, camaldolese, morto nel 1411. 

DARIA  madre di sant’Orsola, secondo una tradizione leggendaria.

GUIDO di Pomposa
nato verso il 970 a Casale, frazione di Faenza, al tempo dell’imperatore Ottone I. Passò la gioventù in famiglia, frequentò con profitto le scuole, ma poi sentì la chiamata di Dio e allora, donò i suoi beni ai poveri, fece 2 pellegrinaggi a Roma e in Terrasanta e poi passò 3 anni di vita eremitica assieme a un certo Martino, che viveva su di un isolotto nel delta del Po. Entrò infine nell’abbazia benedettina di Pomposa sulla strada Romea presso Codigoro, in provincia di Ferrara, dove venne eletto abate nel 998. Molto ricercato come consigliere spirituale, attirò nella comunità un numero così grande di discepoli che si dovette costruire una seconda abbazia. Morì il 31 marzo 1046 a Borgo San Donnino, dove si era fermato per un malessere, mentre stava andando a Piacenza per incontrare l’imperatore Enrico III che desiderava conoscerlo. Sembra che l’imperatore abbia fatto trasportare il suo corpo in Germania, a Spira(Speyer), città che lo scelse come suo protettore 

SECONDO di Trento
nato in Val di Non verso il 550. Fattosi monaco, divenne abate a Trento e fu in contatto epistolare con Gregorio Magno. Viene ricordato anche per aver battezzato a Milano o a Monza Adaloaldo, figlio del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda. È morto a Trento nel 612.

I santi del giorno del 30 marzo

30 Mar

AMEDEO IX duca di Savoia
nato a Thonon-les-Bains il 1° febbraio del 1435, figlio di Ludovico e di Anna di Bisignano. Nel 1452 sposò Jolanda di Valois, figlia del re di Francia Carlo VII e sorella minore di Luigi XI. Il giovane duca, che soffriva di epilessia, era un pacifista convinto molto benvoluto dal popolo, tanto che i poveri e i mendicanti accorrevano alla sua mensa, sempre aperta a tutti. Nel 1459 partecipò al Concilio di Mantova, ma 10 anni dopo per l’aggravarsi del suo male, cedette il governo alla moglie Jolanda perché  pur avendo 6 figli l’unico in età di governo, Carlo, era morto da poco. Si consacrò allora ancora di più ai poveri e agli indigenti, fondando ospedali e monasteri e sostenendo le opere di carità della Chiesa. Morto a Vercelli il 30 marzo 1472 venne sepolto in una cappella a lui dedicata, nella chiesa di Sant’Eusebio  San Francesco di Sales raccolse le prove per la sua beatificazione, che avvenne nel 1677 per opera di Innocenzo XI, che pochi anni dopo ne proclamò anche la santità.

DECIO martire egiziano del 4° secolo.

DONNINO di Salonicco martire assieme a Vittore

GIOACCHINO da Fiore
nato dopo il 1130 a Celico, Cosenza, da una famiglia di contadini. Abate cistercense di Flora, in Calabria, ritenuto un profeta, sconfinò nell’eresia  ammettendo nella Trinità tre distinte divinità, le quali operano così: il Padre fino alla venuta del Figlio, questi fino al 13° secolo, per poi lasciare il campo allo Spirito Santo fino alla fine dei secoli. È morto nel 1202 a Canale, frazione di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, dopo essersi sottomesso al giudizio della Chiesa. I libri scritti in difesa del “Triteismo”, furono condannati, sia dal Concilio Laterano del 1215, che da quello di Arles del 1260. Il popolo comunque lo acclamò subito santo e ci fu anche chi raccolse prove per giustificare queste richieste, ma è rimasto solo beato fino al 2001, quando l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino ha riaperto il processo di canonizzazione. Le spoglie si trovano nella cripta dell’abbazia di San Giovanni in Fiore.

GIOVANNI Climaco
scrittore ascetico greco, nato nel 579. Discepolo di Gregorio di Nazianzo, a 16 anni entrò nel convento del monte Sinai e poi a 19 si fece anacoreta in una grotta a Tholas, sempre ai piedi del monte, ma verso i sessant’anni  cedendo alle insistenze dei monaci, accettò di diventare abate del famoso convento di Santa Caterina. Morì verso il 649, lasciando un trattato ascetico, la Scala del Paradiso, in cui indica i gradi dell’ascesa spirituale verso la perfezione morale, diviso in 30 libri, a ricordo dei 30 gradini della misteriosa scala di Giacobbe. Questo testo divenne così popolare che fu tradotto in molte lingue.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

PASTORE vescovo di Orleans.

QUIRINO di Roma secondo una leggenda, sarebbe stato il carceriere del papa Alessandro I, che lo aveva convertito e battezzato insieme alla figlia Balbina. Arrestato assieme a due sacerdoti, Evenzio e Teodulo, si rifiutò di apostatare e perciò fu prima torturato e poi decapitato, intorno al 117.

REGOLO di Senlis protovescovo martire di Senlis, nei pressi di Parigi. Secondo una tradizione del 9° secolo, sarebbe stato di origine greca, inviato in Gallia alla stessa epoca di Dionigi, Eleuterio e Rustico. Presumibilmente venne creato vescovo nella prima metà del 4° secolo.

VITTORE di Salonicco martire assieme a Donnino.

ZOSIMO di Siracusa vescovo martire, vissuto tra il 570 e il 660.

I santi del giorno del 28 marzo

28 Mar

ALESSANDRO di Cesarea
martire nel 3° secolo a Cesarea di Filippo, assieme a DOMIZIO, MALCO, PRISCO e compagni nella persecuzione di Valeriano. In qualche luogo è festeggiato anche il 27 marzo.

CASTORE di Tarso
martire in Cilicia assieme a DOROTEO, nel 4° secolo.

DELINDA da GUNDELINDA
da Niedermunster, in Svizzera, vissuta tra il 7° e l’8° secolo. Secondo una incerta tradizione, venne allevata dalla zia, Odilia di Hohemburg, che in quel tempo dirigeva i monasteri femminili della regione e aveva anche una sorella, Eugenia, badessa in uno di questi. Tutto quello che sappiamo, viene da un documento del 10° secolo, Vita di santa Odilia. Patrona di Niedermunster, le sue reliquie, un tempo conservate a Einsiedeln, in Svizzera, furono disperse dai Giacobini, nel 1793.

GIUSEPPE Pelczar
nato il 17 gennaio 1842 presso Krosno ai piedi dei Monti Carpazi, Polonia. Studiò alla scuola di Rzeszow, nei dintorni di Cracovia e poi prese la decisione di dedicarsi al servizio di Dio, entrando nel seminario minore. Dal 1860 compì gli studi teologici in quello maggiore di Przemysl e fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1864. Dopo altri 4 anni di studio a Roma tornò in patria e insegnò per 22 anni nel seminario e poi all’Università di Cracovia, della quale divenne rettore dal 1882. Nel 1891 fondò due Congregazioni, una della Vergine Maria e una del Sacro Cuore di Gesù. Nominato vescovo nel 1900 si diede a diverse opere sociali, fece sorgere asili, mense, ricoveri e scuole professionali. Morto il 28 marzo 1924, Giovanni Paolo II l”ha proclamato santo il 18 maggio 2003.

GONTRANO di Borgogna
nato nel 525, secondo figlio di Clotario I re dei Franchi, successe al padre nel 561, come re di Borgogna e Orleans. Diffuse il cristianesimo nelle sue terre, ma verso il 571, quando le vide devastate dai Longobardi, dovette combatterli e li sconfisse l’anno dopo. Quando il fratello Sigeberto venne assassinato, prese sotto la sua protezione il nipote Childeberto II, rimasto orfano. Ebbe anche violenti scontri con gli Austrasiani e nel 585, fece senza successo la guerra ai Visigoti. È morto nel 593.

PASTORE di Asti vescovo martire

ROGATO martire assieme a Successo.

SANTO Speranza abate di Norcia.

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

VENTURINO da Bergamo
grande predicatore domenicano di origine bergamasca, morto nel 1346 a
Smirne

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: