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I santi del giorno del 6 settembre

6 Set

ANNITA o ANNA vergine martire di Tolosa.

BENEDETTO Crispo
arcivescovo di Milano, morto nel 732. Eletto nel 685, accompagnò a Roma, secondo una tradizione non accertata, il re dei Sassoni Caedwalla, che nel 689, ricevette il battesimo dal papa Sergio I. In tale occasione rivendicò invano il diritto, che gli competeva come metropolita, di consacrare i vescovi di Pavia, che dal tempo di Damiano (690-710), potevano riceverere la consacrazione solamente dal papa, perché la Chiesa di Pavia era stata resa dipendente da Roma.

CONSOLATA santa martire.

ELEUTERIO di Spoleto
è ricordato più volte da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel 535 fondò il monastero benedettino di San Marco Evangelista, fuori le mura di Spoleto, del quale divenne poi abate. Morì a Roma nel 560.

EVA di Dreux vergine martire a Dreux, città a ovest di Parigi.

FAUSTO di Siracusa
sacerdote, abate del monastero di Santa Lucia a Siracusa, dove morì nel 607.

FUSCOLO vescovo martire in Africa assieme a Germano e Mansueto.

GERMANO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e compagni.

MANSUETO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e Germano.

ONESIFORO
oriundo di Efeso(v), discepolo di Paolo, visitò l’Apostolo prigioniero a Roma ed è citato nella seconda lettera a Timoteo al 1° capitolo. Subì il martirio assieme a Porfirio.

PETRONIO di Verona vescovo.

PORFIRIO
martire del 1° secolo assieme a Onesiforo, nell’Ellesponto, nome classico dello stretto dei Dardanelli.

PRESIDIO vescovo martire in Africa assieme a Fuscolo e Mansueto.

SAFFIRO di Bourges martire in Francia, nel 5° secolo.

UMBERTO di Maroilles
nato nei pressi di Laon in Francia, all’inizio del 7° secolo. Abbiamo due date certe della sua vita, la prima è quella del 675, anno nel quale donò la sua villa alla Chiesa di Maroilles-Landrecies nel nord della Francia, dove venne fondato un monastero, del quale divenne il primo abate e l’altra è quella della morte, il 25 marzo 681. Verso il 1020 il suo corpo fu traslato nella vicina Cambrai, sulla Schelda, ma più tardi venne riportato a Maroilles, dove la sua festa è stata fissata al 6 settembre, giorno della prima traslazione.

VITTORE III papa
Desiderio da Montecassino, nato a Benevento nel 1027, di nobili origini longobarde, alla morte del padre si fece eremita. Fra il 1049 e il 1054, ricoprì vari uffici sotto Leone IX e poi nel 1055 entrò nell’abbazia di Montecassino, dove venne nominato abate il 19 aprile 1058. Divenuto cardinale l’anno seguente, fu eletto al pontificato il 24 maggio 1086, un anno dopo la morte di Gregorio VII il quale, in punto di morte, lo aveva già indicato come suo successore. La consacrazione però poté avvenire solo il 21 marzo 1087, per le opposizioni di una parte dei gregoriani che lo consideravano impreparato a raccogliere una successione di tanto impegno. Non poté risiedere a Roma, occupata dall’antipapa Clemente III nominato dall’imperatore Enrico IV, ma riuscì comunque a riunire a Benevento un sinodo con il quale scomunicò Enrico IV e l’antipapa, cancellò le nomine vescovili sospette di simonia e riaffermò i principi della riforma ecclesiastica. Diede grande impulso alla sua abbazia, ma poco poté fare come papa per la brevità del suo regno, perché proprio durante il sinodo di Benevento le condizioni di salute peggiorarono, così tornò in fretta a Montecassino dove morì il 6 settembre 1087. Otto secoli dopo Leone XIII ne ha confermato il culto e lo ha proclamato beato.

ZACCARIA profeta
11° e penultimo dei profeti minori della Bibbia, figlio di Barachia, vissuto attorno al 520 avanti Cristo, cioè al tempo del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio di Babilonia. Contemporaneo del profeta Aggeo, assieme a lui sollecitò il popolo a ricostruire il tempio. È uno dei due autori dell’omonimo libro dell’A.T., nel quale sono contenute otto sue visioni, che portano la data del febbraio 519 a.C., con una promessa messianica e due discorsi profetici diretti ai Giudei tornati dall’esilio.

I santi del giorno del 16 agosto

16 Ago

AMBROGIO
secondo la leggenda, era un centurione romano martire nel 304 a Sacco, sobborgo di Ferentino, nel Lazio, sotto Diocleziano. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore e divenne il protettore della comunità.

BASILIA di Couvert
santa di Couvert, nella Linguadoca, in Francia, detta anche “SILIA”.

DIOMEDE martire
nato a Tarso, in Cilicia, nel 2° secolo. Di professione medico, sarebbe stato decapitato nel 303, a Nicea (v).

LUCIO di Val Cavargna
secondo una tradizione pastore vissuto nel 12° secolo. Si guadagnava da vivere lavorando in Val Cavargna nei pressi del lago di Como e sarebbe stato ucciso dal suo padrone, invidioso perché donava i risparmi ai poveri e alla Chiesa. In alcuni calendari è ricordato anche il 12 luglio.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

PETRA Pérez Florido
nata il 7 dicembre 1845 a Valle de Abdalajis, presso Malaga in Spagna, è la fondatrice della congregazione delle Madri degli Abbandonati di San Giuseppe della Montagna. Ha vissuto una fede profonda, integrata dalla preghiera assidua e perseverante, sempre disponibile a servire i bisognosi come se fossero tutti suoi figli. È morta il 16 agosto 1906.

ROCCO di Montpellier
nato a Montpellier, in Francia nel 1295. È difficile inquadrare storicamente e cronologicamente la figura di questo santo, perché le fonti sono poco chiare e molto leggendarie. Rimasto orfano a 15 anni, vendette i suoi beni, diede il ricavato ai poveri e si mise in viaggio, pellegrino, verso Roma. Lungo il tragitto, fermatosi in un ospizio ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, vi rimase a curare gli ammalati di peste e gli vennero attribuite delle guarigioni miracolose. Sulla via del ritorno, colpito anche lui dalla malattia, con una grossa piaga ad una gamba, si rifugiò in una grotta presso Piacenza, dove sarebbe morto di fame se non avesse trovato una sorgente scaturita prodigiosamente dal nulla e non fosse stato nutrito da un cane che ogni giorno gli portava una pagnotta. Dopo la guarigione, mentre tornava in Francia, venne arrestato e imprigionato nei pressi di Angera, Varese, perché sospettato di spionaggio. Morto il 16 agosto 1327, dopo 5 anni di carcere, il suo culto si diffuse in tutta Europa, dopo la metà del 15° secolo. Sembra che le reliquie siano state traslate a Venezia, nel 1485, dove sarebbero ancora conservate nella Scuola di San Rocco. Viene invocato contro la peste e le malattie contagiose.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

SANTE di Scotaneto
francescano laico di Scotaneto, una frazione del comune di Urbino, vissuto nel 14° secolo.

SERENA di Roma
moglie di un certo Diocleziano Augusto, martire a Roma.

SIMPLICIANO di Milano
vescovo dal 397 al 400 a Milano, che gli ha dedicato una bella chiesa. Successore di sant’Ambrogio  del quale era stato maestro, padre spirituale e consigliere, contribuì notevolmente alla conversione di Agostino d’Ippona.

STEFANO I d’Ungheria
il Santo, nato a Esztergom, presso Budapest, nel 969, figlio di Geza, duca dei Magiari, educato alla fede e battezzato da un prete missionario. Nel 996 sposò Gisella, principessa tedesca sorella dell’imperatore di Germania Enrico II, che venne in seguito beatificata. Successore del padre nel 997, come governatore, fu poi incoronato 1° re d’Ungheria, nella notte di Natale dell’anno 1000, dal papa Silvestro II. Con sagge leggi incamminò il popolo sulla via del progresso, organizzò la gerarchia cattolica, fondò diocesi, costruì chiese, monasteri e santuari, contribuendo molto alla diffusione della fede. Curò l’evangelizzazione del paese e fu anche molto generoso con i poveri. Morto il 15 agosto 1038, nei pressi di Alba Regale(Székesfehérvàr), è stato canonizzato assieme al figlio Emerico, da Benedetto IX, una decina di anni dopo. In Ungheria, anche durante i regimi comunisti, la sua memoria è stata sempre celebrata il 20 agosto.

TEODORO di Martigny
elevato alla sede vescovile di Martigny, in Svizzera nel 379, partecipò al Concilio di Aquileia del 381 e a quello di Milano del 390.

TITO di Roma diacono martire.

I santi del giorno del 7 agosto

7 Ago

ABELE di Reims
monaco benedettino nato in Irlanda, seguì Bonifacio in Francia e fu eletto vescovo di Reims, ma morì nel 751 ancora prima di prendere possesso della sua sede.

AGATANGELO beato.

ALBERTO da Trapani
nato a Trapani nel 1212, della famiglia Degli Abbati. Si fece carmelitano nel convento dell’Annunziata, alle falde del monte Erice. La sua famiglia era tra le più importanti del Regno di Sicilia e la sua presenza fece si che il cenobio divenisse un vero centro di spiritualità mariana. Divenuto Provinciale di Sicilia, convertì molti ebrei in tutta l’isola. È venerato in particolare Messina, dove è morto il 7 agosto 1307, perché, 6 anni prima, l’avrebbe rifornita miracolosamente di vettovaglie, durante l’assedio di Roberto, duca di Calabria. Culto approvato da Sisto IV, a partire dal 1476.

ATTONE di Vercelli
vescovo di Vercelli alla fine del 10 secolo. Combatté la simonia, lo scandalo dei preti fanciulli e difese le libertà ecclesiastiche contro il re d’Italia Berengario II (950-961).

CARPOFORO di Como
martire a Como, assieme a Cassio e molti altri compagni di fede.

CASSIO di Como
martire assieme a Carpoforo, Esanto, Licino, Secondo e Severino.

CLAUDIA di Roma
martire romana, convertita del 1° secolo, discepola di san Paolo, citata da lui nella seconda lettera a Timoteo, al capitolo 4, versetto 21. Una leggenda più tarda dice invece che era figlia di un re della Britannia.

DOMEZIO di Persia monaco martire.

DONATO di Arezzo
nato verso il 300, vescovo della città. Quando ebbe i genitori martirizzati da Diocleziano si rifugiò ad Atene a sostituirne il vescovo, ma quando tornò in patria venne fatto decapitare da Giuliano l’Apostata il 7 agosto 362. In un catalogo episcopale aretino dell’11° secolo, occupa il 2° posto dopo Satiro. I sui resti sono custoditi in un’arca di prezioso marmo bianco posta sull’altare maggiore del Duomo. Molto venerato dai Longobardi, che ne diffusero il culto presso i loro castelli, sembra abbia fondato una chiesa nel comune di Bertinoro(Forlì). Patrono di Arezzo, Pinerolo e Mondovì, città nella quale la Cattedrale, edificata a partire dal 1743, è stata intitolata a lui.

ESANTO martire a Como, con Cassio e compagni.

GAETANO di Thiene
nato a Thiene, Vicenza nell’ottobre 1480, dopo gli studi a Padova, nel 1516 fu ordinato sacerdote ed entrò nella curia romana sotto papa Giulio II. Più tardi lasciò la corte pontificia e fece parte della Compagnia del Divino Amore, prodigandosi in opere di bene, dedicandosi in particolare alla fondazione di Monti di Pietà e ospedali. Nel 1520 diresse la Compagnia a Vicenza, Verona, Venezia e dal 1523, anche a Napoli, contribuendo alla diffusione dell’Ordine, alla riforma del clero e lo sviluppo della beneficenza. Nel 1524, rinunciando a cariche e benefici, diede vita assieme al vescovo di Chieti, Gian Piero Carafa, futuro papa Paolo IV, ai “Teatini”, Congregazione di Chierici Regolari, con il programma di vivere come la prima comunità cristiana, esercitando il ministero sacerdotale senza benefici ecclesiastici e senza chiedere l’elemosina. Dopo il 1527, in seguito al sacco di Roma da parte di Carlo V, tutti i membri della congregazione dovettero lasciare la città e si trasferirono a Venezia. Nel 1528 una terribile peste li costrinse a dividersi in altre città, dove furono, insieme con i gesuiti, uno dei punti di forza della controriforma cattolica. Per la sua illimitata fiducia in Dio, è venerato come il santo della Provvidenza e “cacciatore d’anime”, per il costante impegno dedicato alla salvezza del prossimo. Morto il 7 agosto 1547 a Napoli, che gli ha dedicato una chiesa, è stato canonizzato da Clemente X, nel 1675.

ILARINO di Arezzo
monaco martire ad Arezzo con Donato, durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata, le sue reliquie furono poi traslate a Ostia.

LICINIO o LICINO di Como
martire a Como, assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto e Severino.

MAFALDA di Savoia
nata nel 1125 e morta nel 1157 a Coimbra. Figlia di Amedeo III conte di Savoia, nel 1146 sposò Alfonso I, il Conquistatore, re del Portogallo. Svolse pie attività e fece iniziare la costruzione della cattedrale di Oporto.

POPPONE di Bressanone
di origine bavarese, arcivescovo di Bressanone, in Tirolo e poi, dal 1019 al 1042, patriarca di Aquileia. Tra il 1021 e il 1031, fece restaurare la basilica di questa città, famosa per il suo prezioso pavimento a mosaico del 4° secolo, ma scoperto interamente solo da pochi anni. Il 17 luglio 1048 alla morte di Clemente II, venne designato papa direttamente dall’imperatore Enrico III di Franconia, il Nero, e prese il nome di DAMASO II. Il suo pontificato fu brevissimo perché, non sopportando il clima afoso di Roma e gli intrighi delle fazioni sempre in lotta tra loro, si trasferì nella rocca di Palestrina a una quarantina di chilometri dalla città e qui morì per un violento attacco di malaria il 9 agosto 1048, dopo soli 24 giorni di pontificato. Il suo sepolcro si trova nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

SECONDO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio Esanto, Licino e Severino.

SEVERINO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto, Licino e Secondo.

SISTO II papa
nato ad Atene, eletto il 30 agosto 257 dopo Stefano I, dovette intervenire nei contrasti fra la chiese Romana, Orientale e Africana del vescovo Cipriano di Cartagine. La controversia principale, sostenuta con molta vivacità da Cipriano, le cui posizioni si accordavano con quelle del papa, riguardava la validità dei battesimi amministrati dagli eretici. Lo stesso Cipriano afferma che il papa venne arrestato mentre celebrava una Messa al cimitero di Callisto e che subì il martirio, assieme ai suoi 4 diaconi, il 6 agosto 258, dopo soli 11 mesi dall’elezione, durante la persecuzione di Valeriano I. Fu sepolto sulla Via Appia Antica, nelle catacombe dello stesso cimitero.

VITTRICIO di Rouen
nato nel 330 e morto nel 410, nella sua città. Soldato romano pagano, si convertì e nel 385 venne nominato vescovo di Rouen. Evangelizzò tutta la diocesi e fu anche autore di uno scritto sul culto delle reliquie: “De laude sanctorum”, del 396.

I santi del giorno del 21 giugno

21 Giu

ALOISIO martire in Galazia (v).

DOMENICO di Comacchio
monaco benedettino di Comacchio, in provincia di Venezia, vissuto tra l’8° e il 9° secolo. Secondo una tradizione, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta, avrebbe portato a Venezia le reliquie di san Marco, poi collocate nella Cattedrale. È morto verso l’820.

EUSEBIA santa di Vercelli.

EUSEBIO di Cesarea
nato in Palestina nel 265 circa, nel 313 fu consacrato vescovo di Cesarea e partecipò al Concilio di Nicea sostenendo le tesi di Origene. La sua erudizione sacra e profana era così notevole che viene considerato uno dei più appassionati apologeti del cristianesimo. Autore di una biografia del suo grande amico l’imperatore Costantino, l’opera più importante è però una Storia ecclesiastica in 10 libri, dalla morte di Cristo al 324, che, per ricchezza di notizie e serietà d’informazione, costituisce una preziosa fonte di studio, tanto che la traduzione latina di Rufino d’Aquileia, ne assicurò il successo anche presso gli scrittori occidentali. È morto verso il 340.

GESU’
festeggiato per tradizione, in ricordo del nome di un discepolo di Paolo di Tarso.

LUIGI Gonzaga
nato il 9 marzo 1568 a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Figlio del marchese Ferrante, fin dalla giovinezza s’impose una vita austera aspirando alla vita religiosa e all’età di 8 anni, alla corte dei Medici, fece voto di verginità. Dodicenne ricevette la prima Comunione da Carlo Borromeo e dall’anno seguente, paggio alla corte di Filippo II di Spagna, approfondì a Madrid lo studio della letteratura e iniziò quelle della logica, cosmografia e teologia naturale. A 17 anni, vinte le resistenze paterne, poté entrare nella Compagnia di Gesù a Roma, come novizio in Sant’Andrea al Quirinale, rinunciando ai suoi diritti sul marchesato a favore del fratello e qui si distinse per le sue doti morali e intellettuali. Esempio di bontà e di carità cristiana morì a Roma il 21 giugno 1591, durante un’epidemia di peste, per aver consumato tutte le sue energie nell’assistere gli ammalati. Beatificato da Paolo V nel 1605, Benedetto XIII lo ha canonizzato e proclamato patrono della gioventù cristiana, nel 1726. Il teschio del Santo è conservato dietro l’altare maggiore della chiesa a lui dedicata nella sua città natale, decorato di marmi e pietre preziose.

MARZIA di Siracusa martire assieme a Rufino.

RAOUL o RAUL arcivescovo di Bourges (v), morto nell’860.

RUFINO di Siracusa martire assieme a Marzia.

TERENZIO di Iconio  vescovo martire in Licaonia (v).

URSISCENO di Pavia confessore della fede, vescovo della città.

I santi del giorno del 19 giugno

20 Giu

ALINA vergine martire nel 640.

BONIFACIO di Prussia
vescovo camaldolese, discepolo di san Romualdo, martire in Prussia nel 1009. (vedi BRUNO di Querfurt)

DEODATO di Nevers
vescovo di Nevers, città della Francia centrale, prese parte al Concilio di Sens del 657. In seguito volle farsi eremita, prima sui Vosgi e poi a Strasburgo, dove, protetto dal re Childerico II, potè costruire una chiesa, che divenne poi l’abbazia di Ebersheim. Tornato nei Vosgi, fondò anche un monastero in una valle poco accessibile, adottando la regola di san Colombano. È morto nel 679.

GERVASIO di Milano
originario di Ravenna, martire a Milano assieme al fratello gemello Protasio, in epoca incerta, forse durante la persecuzione di Diocleziano, figli di Vitale e Valeria, entrambi santificati. I corpi, ritenuti perduti, vennero scoperti da sant’Ambrogio nel 386 fuori le mura della città e solennemente sepolti a Milano sotto l’altare della basilica che prese il nome di Sant’Ambrogio, dando così origine a un culto popolare che ebbe vasta diffusione in tutta l’Europa Occidentale. Sono particolarmente venerati a Soissons(v), dove è stata loro dedicata una splendida cattedrale gotica. Ritenuti nuovamente perduti, i loro resti sono stati ritrovati nel 1864.

GIULIANA Falconieri
nata nel 1290, da una illustre famiglia fiorentina, nipote di Alessio, uno dei fondatori dei Servi di Maria. A 14 anni vestì, prima donna, l’abito del Terz’Ordine dei Serviti. Raccolse attorno a se alcune compagne e con loro fondò l’ordine femminile delle Oblate, che furono dette anche Mantellate, per via dell’abito adottato, un ampio mantello nero ed ebbe una straordinaria devozione alla Passione di Cristo. Morta nel 1341, è stata canonizzata da Clemente XII nel 1737.

MICHELINA di Pesaro
Michelina Metelli, nata a Pesaro nel 1310. Rimasta vedova a soli vent’anni, si consacrò alla preghiera e alle opere di carità, ma i suoi parenti la fecero rinchiudere in manicomio. Quando riuscì a dimostrare la sua sanità mentale ed essere liberata, rinunciò ai suoi beni e si fece terziaria francescana. È morta a Pesaro il 19 giugno 1356 dove è stata proclamata patrona.

ODDONE di Cambrai
nato nel 1050 a Orleans in Francia. Professore a Tournai in Belgio, nel 1094 trasformò l’antica chiesa di Saint-Martin, in un’abbazia benedettina, con la riforma cluniacense. Quando nel 1105 venne eletto vescovo di Cambrai, sulla Schelda, entrò in conflitto con l’imperatore Enrico V e fu costretto a ritirarsi nell’abbazia di Anchin, dove morì nel 1113.

PROTASIO di Milano
martire originario di Ravenna, figlio dei santi Valeria e Vitale, fratello gemello di Gervasio(v.).

ROMUALDO degli Onesti
nato a Ravenna nel 952, figlio del duca Sergio, fino a vent’anni trascorse vita mondana. Poi, sconvolto dalla vista di un omicidio, si rinchiuse per 40 giorni nel monastero benedettino di Sant’Apollinare in Classe dove ottenne di restare come monaco. Dopo alcuni anni conobbe Pietro Orseolo, doge di Venezia deposto dalla carica, con il quale andò sui Pirenei a fondare una comunità di eremiti. Tornato in Italia fu nominato abate di Sant’Apollinare, ma nel 999 abbandonò tale dignità per darsi alla fondazione di eremitaggi e monasteri, dei quali i più famosi sono quelli di Fonte Avellana, di Val di Castro presso Poggio San Romualdo in comune di Fabriano e di Camaldoli. In particolare, quest’ultimo, situato nel comune di Poppi, Arezzo a 1098 metri di altezza, in mezzo a una selva di giganteschi abeti, è il luogo dove il santo fondò nel 1012 circa, la congregazione dei Camaldolesi, ramo dell’Ordine benedettino, ma con maggiore austerità. Si tratta di una antica badia costruita nel castello di Fontebuono su di un terreno donatogli dall’amico conte Maldolo, ed è costituita da un eremo con 20 celle isolate, una chiesa che conserva dipinti del Vasari e un po’ più in alto, il convento, che nel Medioevo era un importante centro di studi. Romualdo visse con grande coerenza il suo ideale monastico, prima il cenobio a Fonte Avellana, poi l’eremo a Camaldoli e infine l’evangelizzazione missionaria in terre lontane. Si interessò così dei pellegrinaggi in Terrasanra, delle missioni in Polonia e Boemia e della riforma del clero e dei monaci. Quando sentì di essere vicino alla morte, si ritirò in una cella solitaria in Val di Castro, dove morì il 19 giugno 1027. La storia della sua vita è stata scritta da un suo discepolo, il cardinale Pier Damiani.

URSICINO di Ravenna
arcivescovo di Ravenna, martire del 1° secolo, raffigurato in un mosaico che si trova nell’ abside della basilica di Sant’Apollinare in Classe.

I santi del giorno del 17 giugno

17 Giu

ADOLFO santo inglese, vescovo nei Paesi Bassi, nel 7° secolo.

AGRIPPINO di Como
vescovo di Como, morto dopo il 617. Missionario arrivato da Aquileia per convertire i Longobardi, venne eletto e consacrato verso il 607 da Giovanni, patriarca di Aquileia. Alcune lapidi ricordano la sua attività pastorale sull’isola Comacina, a Ossuccio e presso l’abbazia di Piona (Lecco).

ARNALDO da Foligno santo morto nel 1313.

DAVIDE di Bourges arcivescovo della sua città nella Francia centrale

GEREMIA di Apollonia martire in Tracia(v), assieme a Pellegrino e Isauro.

IMERIO di Amelia
vescovo di Amelia, provincia di Terni, in epoca incerta, fu monaco e poi vescovo di costumi molto austeri. Il corpo sarebbe stato traslato nella cattedrale di Cremona.

ISMAELE di Calcedonia vescovo nel 4° secolo.

ISMAELE
figlio primogenito di Abramo e Agar, una sua concubina. Si racconta che Ismaele schernisse Isacco, figlio di Abramo e della moglie legittima Sara, vantando la primogenitura. Abramo fu così costretto, sia pure a malincuore, ad allontanare Agar che si rifugiò con il figlio nel deserto. Smarritisi, vennero salvati da un angelo che indicò loro una sorgente d’acqua. Ismaele ebbe 12 figli e diventò il capostipite degli Ismaeliti, una razza nomade di beduini dell’Arabia. Secondo l’Islam, fu il protagonista di quel sacrificio che nella Bibbia è attribuito a Isacco, mentre anche Maometto riteneva di essere un suo discendente come tutti gli Arabi. Morì a 137 anni.

MARCIANO di Venafro martire nel 3° secolo con san Nicandro(vedi).

NICANDRO
martire assieme a Marciano nel 3° secolo, patrono di Venafro, in provincia di Isernia, nel Molise.

PAOLO Burali santo vescovo di Arezzo, morto nel 1587.

PELLEGRINO di Apollonia
martire in Tracia(v), assieme a Geremia, Isauro e altri compagni.

RANIERI o RANIERO di Pisa
nato a Pisa nel 1115 circa. Figlio di un ricco mercante pisano della nobile famiglia Saccieri, dopo una giovinezza piuttosto dissipata, nel 1140 andò pellegrino in Palestina, vivendo solo di elemosine. Rientrato in patria nel 1153, si ritirò nel monastero di San Vito a Lucca, svolgendovi una zelante attività apostolica confortata da molte conversioni e dove morì nel 1160. Patrono di Pisa, il sarcofago in marmi pregiati con i resti del Santo è nel transetto di destra del Duomo della città, e viene aperto ogni anno nel giorno della sua festa. È patrono e protettore anche di Lucca.

SABELE martire a Calcedonia(v), assieme a Ismaele e Manuele.

SANCIA martire portoghese, morta nel 1229.

VALERIANA martire del 1° secolo.

I santi del giorno del 19 aprile

19 Apr

BARTOLOMEA Carletti santa di Chivasso.

CORRADO Miliani
nato nel 1234 ad Ascoli Piceno nel 1234 da una famiglia nobile, con l’amico Girolamo Masci, che sarà il futuro papa Nicolò IV, entrò tra i francescani a Perugia, conseguì il dottorato e divenne sacerdote. Dopo un periodo di predicazione, anche nella città di Roma, fu inviato missionario in Africa, dove ottenne molte conversioni tra i musulmani. Gli sono stati attribuiti molti miracoli, perché ebbe il dono di estasi e profezie. Morì ad Ascoli Piceno il 19 aprile 1289.

DIONISIO di Perge
 martire in Panfilia, nel 2° secolo, assieme a SOCRATE.

ELFEGO di Canterbury
 nato nel 954. Benedettino abate di Bath, nei pressi di Bristol e poi, nel 984, vescovo di Winchester. Nominato arcivescovo di Canterbury nel 1006, subì il martirio durante un’invasione dei pagani Danesi.

EMMA di Gurk
nata nel 980 in Carinzia, contessa di Freisach, in Austria, parente di Enrico II imperatore. Con il marito, conte Guglielmo di Sanngau, si dedicò a opere religiose, ma poi nel 1016 rimase vedova, perchè il marito morì di malattia sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l’assassinio del figlio Guglielmo, nel 1036 Emma rimase sola e con l’imponente patrimonio di famiglia fondò 9 parrocchie e 2 monasteri, sempre in Austria, quello dei benedettini di Admont e uno femminile a Gurk, che nel 1071 divenne sede vescovile. Visse come religiosa in questo monastero, dove morì il 29 giugno 1054. Nel 1070 la salma venne riposta nella chiesa di Gurk, in Carinzia, appena costruita. Nella primavera 1287 è stata beatificata ufficialmente da Onorio IV e infine nel 1938, canonizzata da Pio XI che ne ha riconosciuto il culto, diffuso da secoli sopratutto in Carinzia e Slovenia.

EMMA di Sassonia
sorella di Meinwerk, vescovo di Paderborn, in Westfalia (Germania), sposò il conte di Sassonia Liutgero. Rimasta vedova ancor giovane, donò tutte le sue sostanze alla Chiesa e si dedicò totalmente al bene del suo prossimo. È morta il 19 aprile 1040.

ERMOGENE
martire in Armenia assieme a ESPEDITO, GALATA e altri 5 compagni.

FORTUNATA  santa.

GEROLDO eremita.

GIORGIO vescovo martire di Antiochia.

LEONE IX papa
Brunone dei conti di Egisheim-Dagsburg, nato nel 1002 a Egisheim, in Alsazia. Cugino dell’imperatore Enrico III, venne da lui nominato come successore di Damaso II, per riportare un po’ d’ordine e prestigio alla Sede apostolica, eletto canonicamente il 12 febbraio 1049 dalla dieta di Worms, fu poi confermato dal clero e dal popolo romano. In precedenza, dal 1026 era stato vescovo di Toul, presso Nancy, dove si era distinto per energia e zelo, animatore del programma di riforma cluniacense che intendeva, fra l’altro, restituire al clero e al popolo l’elezione vescovile e più in generale, liberare la Chiesa dalla soffocante tutela dell’impero. Partì per Roma senza insegne papali, accompagnato da Ildebrando di Soana (futuro papa Gregorio VII e da Federico di Liegi, futuro papa Stefano IX). Si mise quindi all’opera, con lunghi e frequenti viaggi, convocò molti importanti sinodi per combattere la simonia e le investiture localie e impose il celibato ecclesiastico, incontrando non poche difficoltà. Nel 1052 andò in Germania per avere soccorsi contro i Normanni, ma il suo esercito venne sconfitto il 18 giugno 1053 a Civitate sul Fortore a sud del Gargano, catturato e condotto a Benevento, fu costretto a rimanere in semiprigionia fino al 12 marzo 1054. Tornato a Roma, inviò a Costantinopoli due Legati per confutare il patriarca Michele Cerulario nelle questioni riguardanti la consacrazione del pane azzimo e il primato della Cattedra di Pietro, ma la missione fallì anche se Leone non poté comunque saperne l’esito perché morì il 19 aprile 1054. Per rettitudine, spiritualità e cultura, fu subito venerato come santo, anche perché era riuscito a restituire al papato un po’ di quel prestigio che aveva perduto da troppo tempo.

TIMONE di Bostra
uno dei primi 7 diaconi istituiti dagli Apostoli, forse vescovo di Bostra, in Arabia. Predicò anche a pagani ed ebrei a Corinto, dove probabilmente subì il martirio.

UDALRICO o ULRICO monaco benedettino martire

URSMARO di Lobbes
nato a Noyon, monaco divenuto vescovo itinerante, evangelizzò la Francia del nord e le Fiandre. Abate del monastero di Lobbes, sotto la protezione di Pipino d’Heristal, fondò numerose chiese e monasteri. Morì nel 713 e fu sepolto nella Chiesa di Notre-Dame, sulla collina. Le reliquie sono andate distrutte verso il 1790 durante la rivoluzione francese, quando anche il vescovado di Noyon, attivo dal 6° secolo, venne abolito.

VIGILIA di Livorno
santa martire di Livorno, la cui festa si celebra anche la seconda domenica di Pasqua, per ricordare la sua protezione durante il terremoto del 1642.

I santi del giorno del 13 aprile

13 Apr

CARPO di Pergamo vescovo martire in Misia, assieme a ISACCO e PAPILO.

DADA
santo martire nella Mesia Inferiore, attuale Romania, assieme a QUINTILIANO, MASSIMO e compagni.

ERMENEGILDO martire
Figlio del re dei Visigoti, Leovigildo, che risiedeva in Spagna e Ingunda la cattolica figlia del re dei Franchi, Sigeberto. Causa la religione della moglie, il padre lo esiliò a Siviglia, dove, dopo essersi convertito, si mise a capo di un partito cattolic. Leovigildo prese d’assedio la città, fece prigioniero il figlio e dopo averlo prima rinchiuso nel carcere di Tarragona, lo fece decapitare il 13 aprile 585, perchè aveva rifiutato di ricevere la Comunione pasquale da un vescovo ariano.

GIACOMO da Certaldo
santo morto nel 1292, chiamato anche JACOPO, è celebrato assieme a san Michele in una chiesa a loro intitolata a Certaldo, provincia di Firenze.

IDA di Lovanio
nata nel 1211 a Lovanio, città sul fiume Dyle, in Belgio, si fece monaca cistercense nell’abbazia di Val-des-Roses. Su di lei si raccontano molti fatti straordinari avvenuti anche prima di essere suora, che leggeva nei cuori, prevedeva il futuro, aveva visioni, estasi, profezie e persino che fu segnata dalle piaghe di Gesù Cristo. Morì verso il 1290.

IDA di Toggenburg martire dell’11° secolo.

MARGHERITA santa di Città di Castello, in provincia di Perugia, morta nel 1320.

MARTINO I papa
nobile nato nel 590 a Todi, in provincia di Perugia. Già diacono della Chiesa di Roma, fu consacrato il 5 luglio 649 dai vescovi e sacerdoti romani, senza attendere la conferma dell’imperatore d’Oriente Costante II, che in effetti non arrivò mai. Nell’ottobre di quello stesso anno convocò un sinodo nella basilica del Laterano, con la partecipazione di 105 vescovi occidentali, nel quale venne condannato l’errore dei monoteliti e per questa sua posizione Costante II lo fece arrestare contestandogli la condizione di illegittimità, perché mancava la sua convalida ufficiale. Malato di gotta e sofferente di dissenteria, nel 653 venne condotto a Costantinopoli, dove arrivò il 17 settembre dopo un viaggio pieno di sofferenze. Rinviato a giudizio per tradimento, fu condannato a morte, degradato pubblicamente, privato di tutti gli ornamenti pontificali e rinchiuso nella cella dei condannati. Non venne giustiziato per l’intervento di Paolo II patriarca della città, ma dopo 3 mesi di prigionia, il 26 marzo 654 venne comunque esiliato a Cherson, in Crimea. Sottoposto a nuove dure privazioni, morì di stenti, il 13 aprile 655 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria, presso Cherson. Un’altra fonte indica invece la morte il 16 settembre, sempre del 655.

MARZIO abate.

ORSO di Ravenna
vescovo dal 402, trasferì la sede episcopale da Classe a Ravenna, dove fece edificare la grandiosa cattedrale a 5 navate Ecclesia Catholica, in seguito chiamata Basilica Ursiana, sul luogo della quale, fra il 1734 e il 1743, venne poi eretto il Duomo della città. È morto nel 425, ed è rappresentato assieme ad altri vescovi ravennati, negli splendidi mosaici della chiesa di Sant’Apollinare in Classe.

 

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