Tag Archives: pietro

I santi del giorno del 9 settembre

9 Set

DESIDERATO Laval
Giacomo Desiderato, nato a Croth, in Normandia, il 18 settembre 1803. Figlio del sindaco del paese, rimase orfano di madre all’età di 8 anni e venne ospitato da uno zio che lo seguì negli studi. Frequentò anche il seminario di Evreux per un po’ di tempo, ma poi tornato in famiglia decise di studiare medicina all’università di Parigi, dove ottenne la laurea nel 1830. Esercitò la professione in Normandia, ma dopo 5 anni decise improvvisamente di entrare nel seminario di Saint-Sulpice a Parigi, dove fu ordinato sacerdote nel 1838. Dopo un periodo nel quale esercitò l’attività pastorale di parroco, nel 1841 con altri 3 missionari della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, andò nelle isole Mauritius tra una popolazione di circa 160 mila fra bianchi e neri, tutti ufficialmente liberi dalla schiavitù e molti cattolici, ma seguiti da un esiguo numero di preti. Incoraggiato dal vescovo benedettino monsignor Collier, si gettò in una formidabile opera missionaria fondando scuole, ospedali e laboratori, purtroppo però dopo una ventina d’anni di questa vita dura e laboriosa rimase invalido. Restò ancora tra questa che era diventata la sua gente dove morì il 9 settembre 1864. Il suo funerale, svoltosi nella capitale Port-Louis, dove la salma riposa nella chiesa del Sacro Cuore, fu seguito da più di 40 mila fedeli. Proclamato beato da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979.

DOROTEO di Nicomedia
martire con Gorgonio in Bitinia nel 303. Ambedue ufficiali della corte di Diocleziano, furono uccisi per la loro fede cristiana.

GORGONIO di Nicomedia
ufficiale della corte di Diocleziano che gli aveva affidato incarichi molto importanti, quando la persecuzioni anticristiane divennero più forti, subì anche lui il martirio a Nicomedia(v) nel 303, assieme a molti compagni, tra i quali Doroteo e Fermo.

ISACCO il Grande
Katholikos di Armenia, nato nel 388, discendete di Gregorio l’Illuminatore, venne educato a Costantinopoli. Siccome al tempo della sua elezione a vescovo, in Armenia era proibito l’uso della lingua greca, si adoperò per tradurre in armeno, dal siriaco e dal greco, tutti i libri della Bibbia e molte altre opere religiose. Diede un notevole impulso al sorgere di una liturgia armena, consolidò la disciplina gerarchica, pose termine all’usanza che i vescovi si sposassero, incoraggiò il monachesimo, costruì chiese e scuole e combattè il paganesimo. Morto a Costantinopoli nel 439, è considerato il vero fondatore della Chiesa Armena.

OGLERIO di Trino
nato nel 1136 e morto nel 1214. Abate di Lucedio, presso Trino, in provincia di Vercelli, ebbe il governo dell’abbazia nel periodo del suo maggior splendore. Di lui ci restano due opuscoli ritrovati nel 13° secolo e pubblicati solo nel 1873, il primo afferma l’immunità di Maria da ogni peccato e il secondo contiene 13 omelie sull’Eucaristia.

OMERO di Therouanne
nato nel 595, il suo vero nome era Audomaro, ma i francesi lo chiamarono OMER. Alla morte della madre si ritirò con il padre Friulfo, nel monastero di Luxeuil-les-Bains, in Borgogna e divenuto poi vescovo di Therouanne, per nomina regale, svolse una intensa opera di apostolato tra i fedeli della sua diocesi. Assieme a Mummoleno e Bertino, ha fondato l’abbazia di Sithiu, dedicata poi a San Bertino, della quale oggi rimangono solo delle rovine nella città di Saint-Omer, poco lontano da Calais. Nel 663 divenne cieco e morì nel 668.

OSANNA di Northumbria santa sorella di Osredo, re di Northumbria.

PIATO di Benevento apostolo martire del 4° secolo.

PIETRO Claver
nato il 26 giugno 1580 a Verdù di Lerida, in Spagna. A 22 anni entrò nella Compagnia di Gesù, discepolo di Alfonso Rodriguez. Nel 1610 venne inviato missionario in Colombia, nel 1616, terminati gli studi di teologia, fu ordinato sacerdote a Santa Fé(Argentina) nel centro missionario dei Gesuiti e poi incaricato dell’apostolato fra gli schiavi negri provenienti dall’Africa a Cartagena, porto della Colombia sul Mar delle Antille. Impressionato dalle responsabilità dei cristiani d’occidente nella tratta degli schiavi, si gettò a capofitto in questa missione con impegno e così tanto amore da essere chiamato “l’Apostolo dei Mori”. Fornì loro cibo e medicine, risvegliò in essi il senso della dignità, li istruì nella fede e li battezzò, sembra che nei tanti anni passati tra loro abbia convertito quasi 300mila persone. Malato di peste, è morto a Cartagena, l’8 settembre 1657. Beatificato da Pio IX, nel 1850 è estato poi canonizzato e proclamato patrono delle Sacre Missioni fra i neri, da Leone XIII, nel 1888.

RUFINIANO di Tortona martire a Tortona con il fratello RUFINO.

SEVERIANO di Sebaste martire in Armenia.

TUSSIO di Bagno santo vissuto in Romagna, nel 9° secolo.

Annunci

I santi del giorno del 30 agosto

30 Ago

ADAUTTO
martire del 3° secolo, morì con Felice a Roma e fu chiamato Adautto, dal latino Adauctus, che vuol dire “aggiunto”, perché i fedeli ne ignoravano il vero nome.

AGILO di Rebais
nato nel 583, monaco a Luxeuil-les Bains, discepolo di Colombano, convertì al cristianesimo la popolazione germanica dei Bavari. Nel 636 divenne il primo abate di Rebais, nei pressi di Parigi. Morì nel 650.

BONIFACIO di Adrumento
martire in Puglia. Marito di santa Tecla, originario di Adrumento, antica città fenicia in Africa presso Cartagine, sulle cui rovine fu costruita l’odierna città di Sousse (Susa), in Tunisia.

BONONIO di Lucedio
nativo di Lucedio, frazione di Trino Vercellese, è stato abate a Bologna ed è morto nel 1206.

EVA di Abitine
martire nel 304 ad Abitine, circa 80 chilometri da Cartagine, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Dopo molte torture per far loro rinnegare la fede, furono decapitati tutti.

FANTINO di Calabria
monaco basiliano, chiamato popolarmente TINO. Dopo essere vissuto molto tempo sui monti tra Calabria e Lucania, divenne abate a Salonicco, dove si era rifugiato per il timore delle incursioni saracene e dove è morto nel 970.

FAUSTINA (TINA)
martire romana, venerata sulla Via Latina, senza notizie storiche.

FELICE di Roma
martire citato in una poesia di Damaso I, sepolto in una cripta del cimitero di Commodilla, sulla Via Ostiense.

FIACRIO o FIACRE
nato nel 610 e morto nel 670. Secondo la tradizione era un monaco irlandese di origine celtica stabilitosi  a Meaux in Gallia, dove fondò un monastero. Divenne famoso per alcune guarigioni ritenute miracolose ed è venerato sopratutto in Francia.

GAUDENZIA vergine martire a Roma.

GAUDENZIO senza storia.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

ILDEFONSO Schuster
Alfredo Ildefonso, nato a Roma nel 1880. Benedettino, dal 1918 abate di San Paolo fuori le Mura, nel 1929 venne nominato arcivescovo di Milano e poco dopo creato cardinale, da Pio XI. Ebbe una particolare attività politica, nel tentativo di resa, iniziato da Mussolini nell’aprile del 1945, con il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia. È morto a Milano nel 1954.

LAURA Meozzi
nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da Alessandro e Angela Mazzoni, in una famiglia agiata e nobile. Compì gli studi di medicina a Roma, dove si era trasferita la famiglia e nel 1898 divenne suora salesiana. Lavorò sopratutto in Sicilia fino al 1921, quando venne scelta a capo delle prime missionarie in partenza per la Polonia dove, nonostante la grande povertà locale, riuscì ad aprire alloggi per i bambini abbandonati, scuole e laboratori. Dopo il 1938 le suore dovettero partire da Wilmo con un centinaio di ragazzi, su di un treno speciale per un viaggio durato ben 16 giorni. Alla fine della guerra, madre Laura ricominciò il lavoro nella Polonia distrutta, aprì 12 nuove case e poi, in un vecchio castello a Pogrzebien, fece rinascere anche il noviziato. Qui è morta il 30 agosto 1951.

MARGHERITA Ward beata.

PAMMACHIO di Roma
discepolo di Girolamo, fu uno dei capi del partito cristiano nel senato romano. Sposato con Paolina, figlia di Paola di Betlemme, alla morte della moglie, si consacrò alla vita ascetica e all’assistenza dei poveri. Nel 398 fondò lo Xenodochio di Porto Romano, presso le foci del Tevere e poi una basilica al colle Celio, chiamata dei Santi Giovanni e Paolo. Morì nel 410.

PIETRO di Trevi
per sottrarsi a un matrimonio impostogli dai genitori, andò fuggiasco a Tivoli, si fece eremita e pochi anni dopo, ricevette gli ordini minori. Predicatore itinerante, attraverso le regioni dell’Italia Centrale, è morto nel 1052 in un tugurio a Trevi nell’alta Valle dell’Aniene. È stato canonizzato nel 1215, da Innocenzo III.

TECLA d’ Este
sposa di Bonifacio, martire in Puglia. È patrona d’Este, provincia di Padova, dove i suoi resti sono conservati nel Duomo a lei intitolato

I santi del giorno dell’11 agosto

11 Ago

ALESSANDRO di Comana
proveniente da una famiglia nobile e ricca, era un filosofo che esercitava il mestiere di carbonaio per umiltà, quando venne scoperto da Gregorio il Taumaturgo, che lo nominò vescovo di Comana, in Asia Minore. Martire sul rogo, sotto l’imperatore Decio nel 3° secolo.

CHIARA d’Assisi
Chiara di Favarone degli Offreducci, nata ad Assisi nel 1193. Nel 1210 ascoltò una predica quaresimale di san Francesco e poté poi parlare con lui. Dopo un tempo di riflessione, il 18 marzo 1212, fuggì di casa per andare alla Porziuncola da Francesco e consacrarsi totalmente a Dio. Il santo di Assisi, prima l’affidò alle Benedettine nel monastero di sant’Angelo in Pansa, ma poi nel 1215, quando si unirono a lei anche la madre Ortolana e le sorelle Agnese e Beatrice, le trasferì nella chiesa di San Damiano, dove Chiara divenne badessa del 1° monastero del 2° Ordine Francescano o delle “Povere Clarisse”, come vennero chiamate in seguito. Un rigoroso ideale di povertà fu alla base della regola da lei redatta dopo il 1247, approvata da Innocenzo IV nell’anno della sua morte. Chiara rivendicò come privilegio dell’Ordine, la povertà assoluta, cioè il divieto di ogni possesso con l’obbligo di vivere di elemosina. Le Povere Clarisse, dopo aver rinunciato al loro stato e ai titoli, vestite di sacco e senza rimpianti, camminavano a piedi scalzi, dormivano per terra, si astenevano dalla carne e parlavano solo quando era necessario. Si dice che nel 1242 Chiara, affacciandosi dalla finestra in alto del convento di San Damiano con un ostensorio in mano, sia riuscita a far fuggire i Saraceni mandati da Federico II, che assediavano la città. Consultata dai principali personaggi del tempo, tra i quali papi, cardinali e vescovi, seppe trasformare i lunghi anni di malattia in apostolato della sofferenza. Sul letto di morte, ricevette la visita di Innocenzo IV, di passaggio ad Assisi, dove lei morì l’11 agosto 1253. Le furono attribuiti numerosi miracoli e per questo motivo Innocenzo IV iniziò subito il processo di canonizzazione, che fu concluso dal suo successore, Alessandro IV nel 1255, dopo soli 2 anni dalla morte della Santa. Tra il 1257 e il 1265, Assisi le ha dedicato una nuova grande chiesa eretta in forme gotiche, nel convento di San Damiano, dove il corpo fu deposto in ambiente sotterraneo sotto l’altare maggiore, dove è venerato anche il crocefisso che parlò a San Francesco.

DEGNA di Todi vergine martire nel 3° secolo.

EQUIZIO di Amiterno
monaco benedettino fondatore di vari monasteri, tra i quali uno ad Assergi, L’Aquila, sulle cui rovine, nel 1150 è stata eretta l’attuale basilica di Santa Maria Assunta. Morì abate del convento di Amiterno, presso Pescara, nel 540. Della sua vita abbiamo anche una testimonianza di Gregorio Magno.

LELIA d’Irlanda chiamata anche LIDANIA, martire del 5° secolo.

LUDOVICA di Savoia
nata a Ginevra nel 1462, figlia del duca di Savoia, Amedeo IX e di Jolanda di Francia. Profondamente religiosa, modello di austerità e di pietà fin dalla giovinezza, andò sposa a Ugo di Chalon-Arlay e quando nel 1490, rimase vedova, si ritirò nel monastero delle Clarisse di Orbe, nel Vaud, donò alla Chiesa tutti i suoi beni e visse nell’esercizio delle virtù cristiane e nella preghiera. È morta a Vaud, presso Aosta, nel 1503.

PIETRO Fabro
Pierre Favre, nato a Villaret, in Spagna nel 1506 e morto a Roma nel 1546. Uno dei primi discepoli di Ignazio di Loyola, con il quale fondò la Compagnia di Gesù, a Parigi nel 1534, divenne poi lettore all’Università della Sapienza di Roma. Beatificato dal pontefice Pio IX verso il 1875.

RUFINO di Assisi
una passio leggendaria dice che era vescovo di Amasya(v). Trasferitosi con il figlio Cesidio a Trasacco, nella Marsica, in Abruzzo, vi avrebbe fondato una chiesa lasciandola poi al figlio. Passato in seguito a evangelizzare Assisi, vi subì il martirio, forse nel 236. Nel 1036 il vescovo Ugone tumulò le sue reliquie in una nuova chiesa che divenne poi anche sede vescovile. Oggi in questo luogo sorge il Duomo della città, intitolato a Rufino.

SUSANNA
forse martire a Coazzo, frazione di Roma, nel 295 per essersi rifiutata di sposare un figlio di Diocleziano. Il suo nome è legato a un complesso e insolubile problema agiografico, che ne impedisce una precisa collocazione storica. Il culto è celebrato l’11 agosto nell’omonima basilica romana, costruita sul luogo del martirio.

TAURINO di Evreux
vescovo in Normandia, nel 4° secolo. Sono piuttosto scarse le notizie su questo missionario, al quale si ricollegano le origini della Chiesa di Evreux. Nella parrocchiale intitolata a lui, si conserva il suo reliquiario, che è un capolavoro di oreficeria del 13° secolo.

TIBURZIO martire nel 286, citato nella passio di san Sebastiano.

 

I santi del giorno del 3 agosto

3 Ago

AMPELIA
martire con Flavia di Vercelli, Leonzia e Licinia, nel 5° secolo.

BARTOLO o BARTOLOMEO, martire a Nicomedia (v).

CIRA di Berea
martire nel 5° secolo con Mara, o Marana a Berea di Siria, sulle cui rovine oggi sorge Aleppo.

DALMAZIO
nato verso il 350, archimandrita(v) di Costantinopoli, trascorse quasi tutta vita in un monastero. Fiero avversario dell’eresia di Nestorio, riuscì a far trionfare la causa di Cirillo d’Alessandria, durante il Concilio Ecumenico di Efeso del 431. È morto nel 437.

EUFRONIO di Autun vescovo di Autun (v), dal 452. Fu in corrispondenza con Sidonio Apollinare e morì verso il 490.

FLAVIA di Vercelli
martire nel 5° secolo, assieme alle sue coetanee, Ampelia, Leonzia e Licinia.

GAMALIELE
caposcuola dei farisei, dottore della Legge ebraica, maestro per 3 anni di Saulo di Tarso(Paolo apostolo). È considerato come il più autorevole rappresentante della tendenza più larga nell’interpretazione della Legge stessa. Difese gli apostoli Giovanni e Pietro, davanti al Sinedrio, del quale era membro, come è raccontato negli Atti degli Apostoli, capitolo 5, dal versetto 34 fino al termine. Una tradizione leggendaria gli attribuisce un vangelo apocrifo.

LEONZIA di Vercelli
martire assieme a Flavia e Licinia, nel 5° secolo.

LICINIA di Vercelli
vergine martire nel 5° secolo, con Flavia e Leonzia.

LIDIA di Tiatira
è conosciuta solo attraverso il libro di San Luca, Atti degli Apostoli, al capitolo 16, dove viene presentata come una commerciante di porpora a Tiatira, città sul fiume Lico, in Macedonia(v). Fu battezzata con tutta la sua famiglia da Paolo di Tarso, al quale diede ospitalità, durante il suo soggiorno a Filippi(v. Credette al Vangelo prima fra tutti gli abitanti della città e anche dopo la prigionia che Paolo e il suo collaboratore Sila dovettero subire a Filippi, la casa di Lidia rimase sempre aperta, divenendo una specie di chiesa domestica dove i cristiani si riunivano in preghiera.

MARA o MARANA martire in Siria, assieme a Cira.

NICODEMO del Sinedrio
fariseo e maestro della Legge. Secondo il Vangelo di Giovanni, dopo avere avuto un segreto incontro notturno con Gesù, divenne suo discepolo e ne prese le difese di fronte al Sinedrio, del quale era membro autorevole, appellandosi alla legalità. Dopo la morte del Maestro, assieme a Giuseppe d’Arimatea, con il quale viene festeggiato anche il 31 agosto, ne depose il corpo dalla croce e gli diede onorata sepoltura. La tradizione narra che dovette soffrire molto da parte degli Ebrei e che le sue reliquie furono scoperte solo nel 415. Gli viene attribuito un vangelo apocrifo, detto anche “Atti di Pilato, edito però solo all’inizio del 4° secolo: nella prima parte, dove è egli stesso il protagonista, difende l’innocenza di Pilato e nella seconda narra la discesa di Gesù agli inferi. In una leggenda è raccontato che Nicodemo scolpì un Crocifisso in legno di cedro del Libano, denominato “Il Volto Santo”, il quale dopo molte peripezie, sarebbe giunto a Lucca dove è custodito nella cattedrale di San Martino.

PIETRO di Anagni
dopo essere stato consacrato vescovo di Anagni, nel Lazio, da Alessandro II, fu inviato papale a Costantinopoli. Nel 1097 lasciò la diocesi per unirsi ai Crociati, tornando in patria solo 5 anni dopo. Il suo episcopato, durato 43 anni, venne caratterizzato da un intenso rinnovamento nello spirito della riforma gregoriana. Morì ad Anagni nel 1105 e venne proclamato santo dopo soli 5 anni, da Pasquale II.

VALTENA di Melrose santo monaco in Scozia, martire nel 1160.

I santi del giorno del 25 luglio

25 Lug

BATTISTA beato.

CRISTOFORO di Licia
sembra sia nato a Samo, in Licia (v), martire nel 250 circa. Di lui si hanno notizie dubbie e oscure perché, secondo la leggenda, era un cananeo di nome Reprobo, che svolgeva opera di apostolato in Licia. Condannato a morte, prima di morire riuscì a convertire il re. Il suo  culto, attestato fin dal 5° secolo, popolarissimo nel Medioevo anche come protettore contro la peste, diede origine a molte leggende. La più popolare delle quali racconta che, avendo stabilito la sua dimora presso le rive di un fiume, aiutava i passanti nella traversata. Una volta prese sulle spalle un bimbo che gli aveva chiesto di essere traghettato e man mano che procedeva, il bimbo diventava sempre più pesante, tanto che a fatica raggiunse la riva opposta. Molto meravigliato, chiese al bambino il motivo di questo fatto straordinario e questi rispose di essere Gesù Cristo, il Salvatore. Da allora assunse il nome Cristoforo, che vuol dire “portatore di Cristo” e si dice che poi predicò il cristianesimo nella sua regione. Questa leggenda è apparsa per la prima volta nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, nel 13° secolo. Nel 1969 con la riforma del calendario liturgico, la sua festa è stata però cancellata dal calendario universale della Chiesa, anche se è ammesso il culto locale.

GIACOMO il Maggiore
figlio di Zebedeo e Maria Salomè, fratello di Giovanni evangelista, nato a Betsaida (v). Si trovava sul lago di Genezaret e stava aggiustando le reti da pesca, quando nella primavera del 27, Gesù passò e lo chiamò assieme al fratello. Detto “Boanerge”, cioè figlio del tuono per il suo temperamento, fu testimone dei maggiori miracoli di Gesù: presente alla guarigione della suocera di Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, fu anche prescelto a contemplare la Trasfigurazione sul monte Tabor (v) e testimone dell’agonia nell’orto degli ulivi. Verso il 44, a circa 42 anni, venne fatto decapitare a Gerusalemme, da Erode Agrippa I, persecutore dei cristiani, così che è lui il 1° apostolo martire. Una tradizione tardiva, che ha avuto una certa diffusione anche in Occidente, ma che oggi è ritenuta priva di ogni fondamento, dice che predicò il Vangelo in Spagna, dove sarebbero stati trasportati i suoi resti e queste presunte reliquie, sopratutto nel Medioevo, furono meta di molti pellegrinaggi a Santiago de Compostela, in Galizia. È patrono della Spagna, dove è chiamato Santiago, mentre nel Duomo di Pistoia, dove è chiamato Jacopo, c’è un altare d’argento che custodisce un’altra presunta reliquia proveniente, pare, dal sepolcro di Compostela. Anche a Caltagirone, nella Chiesa di San Giacomo è custodita un’arca d’argento contenente ancora un’altra reliquia.

NEVELONE
calzolaio di Faenza, morto nel 1280, molto venerato a Ravenna.

PIETRO da Mogliano santo morto nel 1490.

TEA di Palestina martire nel 308.

TEODEMIRO di Cordova
monaco martirizzato dai Saraceni in Spagna, nel 9°secolo.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

I santi del giorno del 29 giugno

29 Giu

BEATA di Sens martire nel 3° secolo a Sens(v), assieme a Benedetta.

BENEDETTA di Sens
vergine martire di Sens(v), nel 3° secolo, assieme a Beata.

CASSIO di Narni
santo vescovo della città, martire nel 4° secolo. Le reliquie sono conservate nell’oratorio di San Cassio nella Cattedrale di Narni, ricostruito nella forma attuale nel 1679, dopo la loro restituzione da parte della città di Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle del vescovo Giovenale.

DORICO martire

EMMA di Gurk
nata nel 980 in Carinzia, contessa di Freisach, in Austria, parente di Enrico II imperatore. Con il marito, conte Guglielmo di Sanngau, si dedicò a opere religiose, ma poi nel 1016 rimase vedova, perchè il marito morì di malattia sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l’assassinio del figlio Guglielmo, nel 1036 Emma rimase sola e con l’imponente patrimonio di famiglia fondò 9 parrocchie e 2 monasteri, sempre in Austria, quello dei benedettini di Admont e uno femminile a Gurk, che nel 1071 divenne sede vescovile. Visse come religiosa in questo monastero, dove morì il 29 giugno 1054. Nel 1070 la salma venne riposta nella chiesa di Gurk, in Carinzia, appena costruita. Nella primavera 1287 è stata beatificata ufficialmente da Onorio IV e infine nel 1938, canonizzata da Pio XI che ne ha riconosciuto il culto, diffuso da secoli sopratutto in Carinzia e Slovenia.

GIUDITTA di Niederalteich
nata in Inghilterra nell’11° secolo. Tornando da un pellegrinaggio si fermò in Baviera, a Niederalteich, dove fu accolta in un monastero nel quale viveva, come una reclusa, la nipote Salomè colpita dalla lebbra e qui rimase fino alla morte, assistendo la nipote.

MARIA
personaggio biblico, madre di Giovanni l’Evangelista. Nella sua casa si rifugiò anche Pietro dopo la sua miracolosa liberazione dal carcere di Gerusalemme.

PAOLO di Tarso
nato in Cilicia(v) verso l’anno 10, da una famiglia discendente dalla tribù di Beniamino che aveva dato il primo re a Israele, fu chiamato Saulo e pur essendo giudeo, come tutti gli abitanti della città era anche cittadino romano. A Gerusalemme in giovinezza ricevette dal rabbi Gamaliele una profonda educazione religiosa secondo le dottrine della setta dei Farisei e così, in principio, fu un accanito persecutore degli ebrei credenti in Gesù in difesa della sua religione. Venne infatti coinvolto nella lapidazione di Stefano, il primo martire cristiano:”Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione”, come è scritto negli Atti degli Apostoli di Luca, al capitolo 8. Nell’anno 35, improvvisamente folgorato da una visione celeste sulla via di Damasco, mentre andava ad  arrestare alcuni cristiani, si convertì e da persecutore, divenne prima discepolo e poi apostolo. Battezzato da un certo Anania, si ritirò per 3 anni in preghiera e solitudine e poi tornò a Damasco, incontrando l’ostilità dei giudei tanto che fu costretto a fuggire di notte calandosi dalle mura della città in un cesta.Si preparò poi con anni di studio e meditazione, all’opera di conversione dei Gentili(non ebrei) e verso il 45, con il compagno Barnaba, iniziò il 1° dei suoi 3 viaggi missionari. Dopo aver ricevuto il titolo di vescovo ad Antiochia, andò a Cipro, in Panfilia, Pisidia e Licaonia, conquistando moltissimi discepoli e fondando ovunque diverse Chiese ed è da allora che, secondo Luca, cominciò a portare il nome greco Paolo a preferenza di quello ebreo, Saulo. Nel Concilio Apostolico di Gerusalemme del 48, in merito alla questione della circoncisione ebraica, sostenne che il cristianesimo era indipendente dalla legge di Mosè. Tra il 49 e il 52, intraprese la seconda missione portando il Vangelo in Frigia e Galazia, fondando altre chiese a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene e Corinto. Qui si fermò per 10 mesi, scrivendo le 2 Lettere ai Tessalonicesi e passando da Efeso, Cesarea di Palestina e Gerusalemme, ritornò poi ad Antiochia. Durante il 3° viaggio, il più lungo, iniziato forse nella primavera del 54, visitò le comunità che aveva fondato in precedenza, si fermò 3 anni a Efeso, da dove però fu costretto a ripartire da una sommossa, andò in Macedonia, ad Atene, ancora a Corinto e dopo aver visitato le coste asiatiche, nel 58 tornò infine a Gerusalemme, dove fu arrestatato mentre consegnava le offerte ricevute. In questo tempo di prigionia scrisse le Lettere ai Corinzi, Galati e Romani. Per sottrarlo alla furia dei giudei, i romani lo trasferirono in una prigione di Cesarea, dove iniziò l’istruttoria contro di lui, sotto la reiterata accusa di agitatore del popolo. La procedura si protrasse per due anni e alla fine Paolo, stanco e desideroso di sottrarsi alle persecuzioni dei suoi ex-correligionari, si appellò all’imperatore di Roma, dove arrivò nel 61, dopo un viaggio pieno di peripezie attraverso Sidone, Creta, Malta e Pozzuoli, durante il quale scrisse lettere ai Filippesi, Colossesi ed Efesini A Roma gli fu permesso di soggiornare in una casa privata, in libertà vigilata fino al 63 e così poté continuare a svolgere la sua opera di organizzazione e di evangelizzazione, ammonendo, spronando e insegnando. Sembra sia stato trovato innocente e liberato tra il 63 e il 64, perché le lettere pastorali lo presentano ancora a Efeso, Creta e Macedonia, da dove scrisse la prima lettera a Timoteo e poi quella a Tito. Compì quasi certamente viaggi in Spagna e in Oriente, fu arrestato di nuovo, forse a Troade(oggi in Turchia), denunciato da falsi fratelli, condotto a Roma e incarcerato. Questa seconda prigionia romana, ben diversa e più dura della prima, iniziata alla fine del 66, si concluse con il martirio, nel 67; secondo la tradizione fu decapitato appena fuori città, sulla Via Ostiense, nel campo detto delle Tre Fontane e provvisoriamente sepolto nelle catacombe della chiesa che oggi è intitolata a San Sebastiano sull’Appia Antica. Secondo una leggenda, il nome Tre Fontane, deriva dal fatto che 3 fontane zampillarono miracolosamente dove la testa del Santo era rimbalzata dopo la decapitazione. Paolo, oltre che apostolo, fu scrittore, pensatore e teologo profondo, così che può essere considerato il creatore della teologia cattolica e i suoi scritti, in primo luogo le “lettere”, hanno esercitato una grande influenza sulla storia di tutto il pensiero cristiano. Festa anche il 25 gennaio per la Conversione di San Paolo.

PIETRO apostolo
Simone, figlio di Giona, originario di Betsaida(v). Pescatore come il fratello Andrea sulle rive del lago di Tiberiade, era sposato e viveva a Cafarnao, quando nel 31 fu invitato da Gesù a seguirlo. Il Salvatore, nello scegliere i primi discepoli conferì a lui il primato, gli cambiò il nome in Kéfhà(roccia pietra), cioè Pietro, affidandogli la costruzione della sua Chiesa e per questo motivo, nei Vangeli, viene messo sempre a capo dei 12 apostoli. Dopo essere stato uno dei testimoni dell’Ascensione al cielo, tornò a Gerusalemme dove presiedette all’elezione di Mattia, in sostituzione del “traditore”, Giuda Iscariota. Perseguitato dai sacerdoti per la sua intrepida predicazione, venne imprigionato due volte, ma fu sempre rilasciato, non trovandosi contro di lui validi capi d’accusa. Andò a Samaria, dove predicò il Vangelo assieme al diacono Filippo, combattendo le dottrine eretiche di Simon Mago e poi si fermò 3 anni a Gerusalemme, guidando gli apostoli. Lasciato il compito di dirigere la comunità a Giacomo il Minore, andò a predicare ad Antiochia, dove nel 35 fissò la sua sede e da dove iniziò l’evangelizzazione del Ponto, Galazia, Cappadocia e Bitinia(v), compiendo numerosi miracoli. Nel 42, dopo l’incontro con Paolo, lasciò Evodio a reggere la Chiesa di Antiochia e trasportò la sede pontificia a Roma, ma dopo poco tempo dovette tornare a Gerusalemme per infondere fiducia a quella comunità, perseguitata da Erode Agrippa. Ancora incarcerato nel 43 e condannato a morte, fu liberato da un angelo e poté tornare a Roma, da dove scrisse la sua prima Lettera diretta ai fedeli dell’Asia Minore, sicuramente autentica, vigorosa nelle sostanza e semplice nella forma. Scritta in greco, sembra però di troppo buona qualità per un pescatore di Galilea, è stata forse dettata a Silvano, un suo discepolo-segretario. Quando venne cacciato da Roma, assieme a tutti i Giudei, tornò ancora una volta a Gerusalemme, assieme a Paolo fu ancora a Roma nel 65 e poi evangelizzò la Sicilia, le Gallie e l’Africa Settentrionale. Indirizzò ai fedeli di tutto il mondo conosciuto la sua seconda Lettera, avente lo scopo di inculcare nei credenti la necessità delle buone opere, di combattere gli eretici e rammentare la seconda venuta di Gesù per il giudizio finale Essendo stata scritta nel 67, può dirsi il suo vero testamento. Colpito dalla persecuzione di Nerone iniziata nel 64, riuscì a sottrarsi temporaneamente alla morte, facendo anzi nuovi proseliti, confutando i simoniti, ma, denunciato da falsi fratelli, fu arrestato assieme a Paolo, imprigionato nel carcere Mamertino e crocifisso a testa in giù, negli orti del colle vaticano, il 29 giugno dello stesso anno. Le ricerche intraprese tra il 1939 e il 1949 hanno portato alla scoperta della sua tomba sotto la basilica di San Pietro in Vaticano, dove era stata posta nel 120, mentre in precedenza le spoglie erano conservate nelle catacombe di San Sebastiano sull’Appia Antica.

SALOME’ di Baviera
ammalata di lebbra, visse in un monastero bavarese curata dalla zia, Giuditta di Niederaltaich.

SIRO di Genova
discepolo di Ermagora di Aquileia, secondo una tradizione leggendaria, dopo aver svolto attività attività sacerdotale a Sanremo, venne acclamato vescovo di Genova, alla morte di Felice. Morì nel 340 e fu sepolto nella prima cattedrale della città, che venne intitolata a lui.

I santi del giorno del 2 giugno

2 Giu

ADALGISO (GISO) 32° vescovo di Novara, dall’830 all’849.

ALBA o ALBINA santa martire a Lione nel 177.  

ATTALO di Pergamo
originario di Pergamo città della Misia, andò a predicare il Vangelo del cristianesimo, “la buona novella”, a Lione, dove subì il martirio con Potino e moltissimi altri compagni nel 177.

BIBLIS o BIBLIDE
santo martire a Lione nel 177, sotto Marco Aurelio. Dopo un primo momento di debolezza di fronte alla tortura, professò con coraggio la propria fede e fu ucciso con il vescovo Potino e molti altri compagni, nell’anfiteatro cittadino.  

BLANDINA di Lione
giovane schiava cristiana, martire a Lione nel 177, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Esposta alle fiere e al fuoco della graticola nell’anfiteatro, fu infine avvolta in una rete e abbandonata a un toro furioso che con le corna la gettò in aria più volte, mentre lei sembrava non sentire nulla, tutta assorta nella preghiera, ma alla fine venne sgozzata. Anche gli stessi persecutori riconobbero che mai una donna aveva saputo sopportare tali atroci tormenti. Il martirio è narrato in una celebre lettera dei cristiani di Lione e di Vienne alle Chiese d’Oriente.

EMILIA di Lione martire nel 177 con circa 40 compagni.

ERASMO o ELMO di Siria
una tradizione lo ricorda come vescovo in Siria, crudelmente torturato nel 303 sotto Diocleziano, gli sarebbero state strappate le viscere e per questo una tradizione popolare lo dice patrono delle partorienti. Un’altra versione invece lo ricorda come vescovo di Formia, arrivato miracolosamente in Italia. I suoi presunti resti, comunque, furono ritrovati nel 917 a Gaeta, in provincia di Latina ed ora sono nella cripta del Duomo della città, consacrato nel 1106, assieme a quelli dei santi Marciano, Innocenzo Probo, Secondino e Casto. I marinai chiamano Fuochi di Sant’Erasmo o Sant’Elmo, le scintille elettriche che sprizzano all’estremità degli alberi delle navi, durante gli uragani. Protettore dei naviganti, assieme a Marciano è anche patrono di Gaeta.

EUGENIO I, papa
il clero e il popolo romano lo elessero il 10 agosto 654, prima della morte del suo predecessore Martino I, che in quel tempo era esiliato a Costantinopoli e che, per il bene della Chiesa, accettò la nuova situazione. Nel suo pontificato incontrò molte difficoltà causa l’appoggio dato dall’imperatore d’Oriente Costante II all’eresia dei monoteliti, aveva pubblicamente condannata. Morì il 2 giugno 657 e fu sepolto nella basilica vaticana.

FOSCO martire di Lione, nel 177.

GIULIO di Lione
martire nel 177 assieme a Potino vescovo, a Lione e molti altri compagni.

MARCELLINO di Roma
il suo martirio avvenuto verso il 303 assieme a Pietro, è testimoniato da Damaso I, che ne fu informato dallo stesso carnefice. Decapitato in un bosco, in località Torpignattara sulla Via Casilina, venne sepolto sulla Via Labicana, dove, secondo l’editto di Costantino, fu edificata una basilica in suo onore.

MATURO di Lione martire a Lione con 40 compagni, nell’ anno 177.

NICOLA il pellegrino
nato in Grecia dove, per un certo tempo visse, da eremita., Si trasferì poi in Puglia e morì a Trani nel 1094. Canonizzato da Urbano II dopo soli 4 anni dalla morte, le spoglie sono conservate nella Cripta di San Nicola all’interno della Cattedrale di Trani dedicata a lui.

PIETRO
la leggenda dice che Pietro era un esorcista il quale subì il martirio a Roma, assieme al compagno Marcellino, verso la fine del 3° secolo, durante la persecuzione di Diocleziano. Furono sepolti da Lucilla, pia matrona romana, nel cimitero “Ad duas lauros”, sulla Via Labicana, dove poi l’imperatore Costantino edificò una basilica in loro onore. Papa Vigilio (537-555), inserì i loro nomi nel canone della Messa.

POMPEA di Lione martire.

PONTICO di Lione
martire nel 178, assieme a Pompea e moltissimi compagni di fede.

POTINO di Lione o FOTINO
discepolo di Policarpo di Smirne, fu il 1° vescovo di Lione. Arrestato durante la persecuzione di Marco Aurelio assieme molti altri cristiani, benchè fosse molto anziano, venne imprigionato e torturato. Subito il martirio nel 177, è commemorato assieme ai martiri di Lione.

SANTO di Lione diacono di Vienne, martire a Lione nel 2° secolo.

SILVIO di Lione martire a Lione nel 177.

VEZIO Epagato martire a Lione, nel 2° secolo, assieme ad Alessandro.

I santi del giorno del 11 maggio

11 Mag

ACHILLE  martire a Roma assieme a BASSO, FABIO e MASSIMO.

BASSO di Persia
martire ucciso dal padre, assieme alla sorella Susanna, all’eremita Longino e allo schiavo Stefano.

DIOCLEZIO di Osimo
discepolo di sant’Antimo, martire in provincia di Ancona agli inizi del 4° secolo, assieme a FIORENZO e al diacono SISINIO. Il suo sepolcro, assieme agli altri, è nella cripta del Duomo della città, dedicato a San Leopardo.

FRANCESCO de’Geronimo
nato a Grottaglie, Taranto, nel 1642. Valente predicatore gesuita, gli furono affidate le missioni popolari in Puglia, Abruzzo e Napoli. Fu promotore di molte opere sociali, avvalendosi dell’aiuto dell’Oratorio delle Missioni. Morì a Napoli nel 1716.

GANDOLFO di Varennes
martire nei pressi di Verdun, in Francia.

GUMBERTO di Reims
martire verso la fine del 7° secolo. Fratello di Nivardo, arcivescovo di Reims, aiutò la moglie Berta a fondare un monastero ad Avenay, presso Reims. Fu ucciso dai Frisoni, che era andato a evangelizzare.

IGINO di Ginevra vescovo.

IGNAZIO da Laconi
nato nel 1701 a Laconi, provincia di Nuoro, nono figlio di una famiglia povera, a vent’anni entrò come fratello laico nel convento cappuccino di Cagliari. Addetto ai servizi più modesti, svolse il suo apostolato sopratutto come questuante e frate cercatore per 45 anni, con tanto amore per poveri e peccatori, splendido esempio di umiltà e carità. Negli ultimi due anni di vita divenne cieco e morì a Cagliari l’11 maggio 1781. È stato beatificato da Pio XII nel 1940, che poi lo ha canonizzato nel 1951.

MAIOLO di Cluny
nato ad Avignone nel 906, morto nel 994 a Souvigny nell’Allier, in Francia. Arcidiacono di Macon, rifiutò il vescovado di Besancon e si fece monaco a Cluny nel 943, dove, dopo essere stato coadiutore, ne divenne il 4° abate. Viaggiò molto, visitò personalmente molti monasteri benedettini e introdusse la riforma cluniacense nelle abbazie di Germania, Lombardia e Svizzera. Gli fu dedicato il monastero di Pavia, attualmente archivio di stato.

NEPOZIANO di Altino
nipote di Eliodoro, vescovo di Altino, presso Venezia, militò per qualche tempo nell’esercito e poi si dedicò a vita ascetica. Fu amico di Girolamo di Stridone, che gli dedicò lo scritto “De vita Clericorum”, una guida alla retta condotta per i chierici. È morto nel 396.

PIETRO levita
diacono romano nato nel 540 e morto a Roma nel 605. Divenne monaco di Sant’Andrea al Celio, insieme a Gregorio Magno, dal quale fu molto stimato e che lo nominò amministratore pontificio in Sicilia e Campania, cardinale diacono e suo consigliere, inserendolo anche come interlocutore nell’opera “I Dialoghi”. Culto approvato nel 1868, durante il pontificato di Pio IX.

STELLA della Gallia
diminutivo di EUSTELLA, martire nella regione di Saintonge, in Gallia nel 3° secolo.

SUSANNA di Persia
figlia di un nobile persiano, assieme al fratello Basso fu affidata dal padre a un certo Stefano, prigioniero di guerra, perché fosse istruita ed educata. Stefano, che era cristiano, li educò nella fede di Gesù e poi li fece battezzare dall’eremita Longino. Quando il padre scoprì che erano diventati cristiani, cercò di convincerli ad abbandonare questa nuova religione ma non vi riuscì, e allora li uccise lui stesso, assieme a Longino e Stefano..

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

VELIO
diminutivo di “EVELIO” di Roma, martire nel 1° secolo

WALTER di Esterp
Gualtiero, nato verso il 990 in Aquitania. Si fece monaco nell’abbazia dei Canonici Regolari di Esterp dove in seguito divenne abate. Ricordato per la carità verso i poveri e per il ministero di confessore che svolse con molta passione, è morto l’11 maggio 1070.

I santi del giorno del 10 maggio

10 Mag

ALFIO di Lentini
martire in provincia di Siracusa, con i fratelli CIRINO e FILADELFO, sotto l’imperatore Decio. È molto venerato in tutta la Sicilia.

ANTONINO Pierozzi
nato a Firenze nel 1389, figlio di un notaio della Repubblica Fiorentina. Nel 1405, all’età di 16 anni, entrò nell’Ordine Domenicano. Ordinato sacerdote nel 1413, seguace di papa Gregorio XII, venne coinvolto nello scisma d’Occidente. Fu eletto priore dei conventi di Cortona, Fiesole e poi anche di San Pietro Martire a Napoli e della Minerva. Fondatore del convento di San Marco a Firenze nel 1436, in seguito al Concilio fiorentino del 1445, fu nominato arcivescovo da Eugenio IV. Si prodigò notevolmente durante l’epidemia di peste del 1448 e fu chiamato, Antonio del buon consiglio. Morì il 2 maggio del 1459, lasciando molte opere ascetiche e morali, tra le quali una ‘Summa’ e ‘Cronicon’, che lo indicano come uno dei più grandi moralisti del secolo, ricordato anche per saggezza e umiltà.

BEATRICE I d’Este
nata a Este nel 1191, figlia di Azzo VI e di Sofia di Savoia. Si fece monaca benedettina, nel monastero di Monte Gemolo, sui colli Euganei, dove morì il 10 maggio 1226. La tomba si trova ora nel Duomo d’Este in provincia di Padova. Il culto è stato approvato da Clemente XIII, nel 1763.

CALEPODIO
sacerdote martire, ricordato negli “Atti” di papa Callisto. L’11 marzo 222 fu gettato nel Tevere per ordine dell’imperatore Alessandro Severo. Lo stesso papa Callisto fece provvedere al recupero della salma e alla sua sepoltura, nel “coemeterium Sancti Calepodii”.

CATALDO di Taranto
nato nel 7° secolo, monaco direttore della scuola di Lismore nell’Irlanda del sud e poi vescovo di Rachan, sempre in patria. Tornando dalla Terrasanta, dov’era stato pellegrino, naufragò presso Taranto, dove fu acclamato vescovo anche di quella città e alla morte venne sepolto in una cappella del Duomo. Quando nel 1094 iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa, che era stata distrutta dai Saraceni, vennero ritrovate le reliquie, identificate tramite una crocetta d’oro con inciso il suo nome.

DAMIANO de’ Veuster
Giuseppe de’Veuster nato il 3 gennaio 1840, a Tremelo, in Belgio. All’età di vent’anni entrò tra i Padri dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, a Lovanio, prendendo il nome di Damiano e tre anni dopo chiese e ottenne di essere inviato missionario nelle Hawaii, dove il 21 maggio 1864 venne ordinato sacerdote nella capitale, Honolulu. Dopo aver lavorato per nove anni all’evangelizzazione, chiese di entrare nel lebbrosario di Molokai, dove arrivò il 10 maggio 1873 e spese tutto il resto della vita a curare gli ammalati. Nonostante nel 1885 si fosse ammalato anche lui, continuò nel servizio tra i lebbrosi fino alla morte, il 15 aprile 1889. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 4 giugno 1995.

EPIMACO di Roma
martire di Roma, la cui festa, il 10 maggio, coincide con quella di Gordiano, sepolto nello stesso cimitero sulla Via Latina. Non si hanno notizie precise circa la data del martirio, forse verso il 362 sotto Giuliano l’Apostata. È ricordato nel calendario geronimiano del 5° secolo.

GIOBBE della Bibbia
il Libro di Giobbe è il capolavoro letterario della corrente sapienziale. C’era una volta un grande servo di Dio, chiamato Giobbe, che viveva ricco e felice; ma Dio permise a Satana di tentarlo in tutti i modi, con tutte le disgrazie possibili, ma rimasto fedele al Signore anche nelle sofferenze più atroci, fu premiato e restituito al primitivo stato di felicità e ricchezza. Il personaggio principale, Giobbe stesso, è un eroe dei tempi antichi, forse vissuto al tempo dei patriarchi, tra l’Arabia e il paese di Edom, regione famosa per i suoi sapienti.

GIOVANNI d’Avila
mistico spagnolo, nato nel 1499 ad Almodovar del Campo, in Spagna. Eloquente e zelante predicatore fu detto l’Apostolo dell’Andalusia, perché dedicò ogni sua fatica evangelizzatrice specialmente a questa regione. Divenuto consigliere di Ignazio di Loyola, favorì la diffusione e lo sviluppo della Compagnia di Gesù, inoltre incoraggiò Francesco Borgia, Teresa d’Avila e Giovanni di Dio, nelle loro fondazioni. Autore di opere mistiche come Epistolario Spirituale e Trattato dell’amore di Dio, è morto nel 1569 a Montilla, in Andalusia. Beatificato da Leone XIII nel 1894 e poi canonizzato da Paolo VI, nel 1970.

GORDIANO di Latina
martire romano, sotto Giuliano l’Apostata nel 362, sepolto sulla Via Latina, presso Roma assieme a Epimaco.

NAZARIO di Capodistria
nato nel 479 a Elpidium, Boste nell’Istria. Secondo la tradizione, dal 524 sarebbe stato il 1° vescovo di Capodistria e avrebbe retto quella diocesi per circa trent’anni. Morto prima del 557, le sue spoglie, portate a Genova nel 1380, furono restituite nel 1422 e collocate nella cattedrale di Capodistria, città che oggi si chiama Koper

PIETRO di Tamié
nato a Saint-Maurice-de-l’Exil, nel 1102. Monaco cistercense, nel 1132 fondò l’abbazia di Tamié, nella Savoia, della quale fu il primo abate. Dieci anni dopo venne nominato vescovo di Tarantasia, sempre nella regione della Savoia francese. Morì a Bellevaux nel 1174.

QUARTO di Centocelle martire assieme a QUINTO.

SOFRONIA di Taranto martire nel 309.

SOLANGE di Bourges
martire nell’878 circa. Era una pastorella che sarebbe stata rapita da un giovane che voleva usarle violenza e di fronte alle sue resistenze, l’avrebbe uccisa. La sua tomba a Bourges divenne meta di molti pellegrinaggi.

VENUSTA di Tarso santa martire in Cilicia.          

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: