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I santi del giorno del 24 luglio

24 Lug

ANTONIO dell’Aquila
nato a Milano nel 1424, appartenente alla nobile famiglia dei Torriani, dopo aver esercitato per un po’ la professione medica, entrò tra gli agostiniani a Milano, poi nel convento di San Nicola di Foligno e da ultimo a L’Aquila. Qui introdusse la più stretta osservanza della regola nel monastero femminile di Santa Lucia, fondando le Mantellate di Sant’Agostino  Morto a L’Aquila nel 1494, il suo culto fu approvato da Clemente XIII nel 1759.

AQUILINA (LINA) martire con santa Nicezia.

BORIS e GLEB
figli del Gran Principe di Kiev, Vladimiro il Santo, tra il 987 e il 989, ottennero dal padre, rispettivamente, Rostov e Muron. Furono uccisi alla morte del padre nel 1015, per ordine del fratello maggiore Svjatopolk, desideroso di riunire sotto il suo dominio tutte le terre russe. Venerati dalla Chiesa Ortodossa come martiri, il loro culto si diffuse in tutta la Russia. Sono stati canonizzati nell’11° secolo.

CAPITONE martire assieme a Meneo.

CRISTINA di Bolsena
forse non è da identificare con la martire di Tiro (v), ricordata nel martirologio Gerominiano, perché i reperti archeologici tendono a far credere che Cristina o Cristiana, sia nata a Bolsena e sia stata uccisa nel 302 sotto Diocleziano. Una tradizione racconta che suo padre si accorse che era cristiana, perché non partecipava ai sacrifici agli dei pagani e la fece arrestare e imprigionare. Siccome resisteva a tutte le torture, alla fine fu gettata nel lago di Bolsena con una macina da mulino al collo, ma sopravvisse e allora venne uccisa con una freccia. Sono note le celebrazioni dei “misteri”, figurazioni animate del martirio, nel giorno della sua festa, che probabilmente sostituiscono i “ludi anfitreali”, ai quali, fino al 4° secolo, partecipavano le popolazioni pagane di Umbria e Toscana. Nella chiesa a lei dedicata, nella cappella del Miracolo, avvenne il famoso miracolo eucaristico di Bolsena.(vedi Corpus Domini)

LEWINNA vergine martire del 5° secolo.

LUISA di Savoia
nata il 28 dicembre 1462, nella Savoia, si fece monaca clarissa e morì a Orbe presso Losanna, il 24 luglio 1503. Le sue reliquie sono custodite a Torino.

MENEO martire assieme a Capitone.

MERCEDES Prat Y Prat
nata il 6 marzo 1880 a Barcellona, da una famiglia cristiana. Un fratello sacerdote l’aiutò a frequentare fin da piccola le suore della Compagnia di Santa Teresa d’Avila, dove ricevette la prima Comunione. Quando rimase orfana, si diede allo studio delle Belle Arti, ma fu anche catechista delle ragazze della parrocchia, alle quali insegnava anche a leggere e a scrivere. Nel 1905 entrò nell’Istituto di Santa Teresa e due anni dopo, il 10 maggio, fece la professione di fede, prese il nuovo nome di Mercedes del Sacro Cuore di Gesù e divenne insegnante in vari collegi fino al 1920, quando fu trasferita a San Gervasio di Barcellona. Mentre infuriava la guerra civile spagnola, il 23 luglio del 1936 fu arrestata assieme ad altre consorelle, sottoposta a molti maltrattamenti e infine portata fuori Barcellona sulla via “Rebassada” e fucilata il 24 luglio. Rimasta ferita mortalmente, sopravvisse per alcune ore, fra immensi dolori, finché un miliziano non le sparò il colpo di grazia. Una consorella, Gioacchina Miguel, che era stata fucilata assieme a lei, sopravvisse alle ferite e fu la testimone del suo martirio nella causa di beatificazione conclusasi il 29 aprile 1990, con la solenne proclamazione di Giovanni Paolo II.

MODESTINO di Gesù
nato il 5 settembre 1802 a Frattamaggiore, nella diocesi di Aversa, entrò tra i Frati Minori e nel 1827 venne ordinato sacerdote. È stato chiamato l’angelo del rione Sanità a Napoli, per la sua azione pastorale, specialmente per la cura rivolta alle partorienti e alla difesa della vita nascente. Vittima di un’epidemia di colera, malattia che aveva contratto soccorrendo e curando i fratelli colpiti, è morto il 24 luglio 1854 

NICEZIA martire assieme ad Aquilina.

SIRA di Troyes martire in Francia, nel 5° secolo.

STERCAZIO
martire a Merida, in Spagna, con i fratelli Antinogene e Vittore.

URSICINO di Sens
confessore della fede, vescovo martire in Francia.

VINCENZO di Roma martire.

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I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

I santi del giorno del 5 luglio

5 Lug

ANTONIO MARIA Zaccaria
nato a Cremona nel 1502. Laureatosi in medicina a Padova, si dedicò alla cura della salute fisica e spirituale dei poveri. Ordinato sacerdote, nel 1530 fondò la Società dei Chierici di San Paolo detta dei “Barnabiti”, perché la loro casa madre era presso la chiesa di San Barnaba a Milano. Il loro apostolato comprendeva l’assistenza agli infermi, l’educazione della gioventù, l’attività pastorale e le missioni fra il popolo. Volle intitolarla a San Paolo, perché era affascinato dai suoi scritti e poi fondò anche l’Ordine delle Vergini Angeliche a Cremona, che si adoperarono molto per la riforma dei costumi. Ottimo predicatore, a lui si deve anche l’istituzione della pratica religiosa delle Quarant’ore (v.), morto a Cremona il 5 luglio del 1539, venne beatificato nel 1802 da Pio VII e canonizzato nel 1897, durante il pontificato di Leone XIII.

ATANASIO diacono martire a Gerusalemme.

CIRELLA o CIRILLA martire di Cirene.

DOMEZIO medico martire.

FILOMENA di S. Severino
vergine martire del 6° secolo, patrona di Settempeda, oggi San Severino Marche.

GRAZIA di Cornovaglia
moglie di san Probo, patrona di una chiesa della Cornovaglia in Gran Bretagna, ricordata sopratutto per le opere di carità.

NUMERIANO confessore della fede, vescovo di Treviri(v).

PERPETUA martire di Reggio Calabria.

PROBO di Cornovaglia
patrono, con la sorella Grazia, di una chiesa della Cornovaglia, penisola della Gran Bretagna, tra l’Atlantico e il canale della Manica.

TRIFINA di Palermo martire in Sicilia, in data sconosciuta.

ZOE romana
martire del 3° secolo. Secondo un’iscrizione in greco, venne sepolta nel 2° piano delle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria.

I santi del gorno del 13 giugno

13 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ANTONIO da Padova
nato a Lisbona nel 1195. Ferdinando de Bulhoes (Buglione), nobile figlio di Martino, cavaliere alla corte del re portoghese Alfonso II e di Teresa Maria Tavera. A 15 anni entrò tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino e quando, nel 1220,fu ordinato sacerdote, passò nei Frati Minori Francescani di Coimbra con il nome di Antonio d’Olivares. Inviato in Marocco ad annunciare il Vangelo, una malattia lo costrinse a rientrare, ma una tempesta lo portò in Sicilia e da qui andò ad Assisi, dove potè assistere al “capitolo delle stuoie”, tenuto da Francesco d’Assisi nel 1221. Si stabilì nell’eremo di Montepaolo, nei pressi di Forlì e poi si dette alla predicazione missionaria passando anche in Francia, dove divenne custode del convento di Limoges. Alla morte di Francesco tornò in Italia, venne eletto provinciale dell’Italia Settentrionale e nel 1226 si stabilì a Padova, continuando a predicare, tanto da essere chiamato “il martello degli eretici”. Si adoperò per abolire la prigione ai debitori, aiutò i poveri e combatté le eresie. Morì il 13 giugno 1231, a soli 36 anni, in una cella del convento di Arcella, alla periferia di Padova, dove la sua predicazione era stata accolta da adesioni entusiastiche. Chiamato anche taumaturgo, per i numerosi miracoli che gli furono attribuiti, fu canonizzato a Spoleto dopo un solo anno dalla morte, dal Gregorio IX e nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa Universale. Le sue reliquie si conservano in una cassa d’argento dentro un’arca di marmo verde in una cappella della grandiosa Basilica del Santo, a Padova, città della quale è patrono e che è meta di continui e ininterrotti pellegrinaggi. Curiosamente viene invocato anche per ritrovare gli oggetti perduti.

AQUILINA di Byblos santa martire nel 304  in Fenicia (v).

ELERIO abate.

MORANDO di Alsazia
nato nel 1080 nei pressi di Strasburgo, in Francia e morto nel 1115. Dopo un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela, entrò nella comunità di Cluny (v) governata dall’abate Ugo. Divenuto monaco, venne mandato nei monasteri sui monti dell’Alvernia (v) e nel 1106 passò poi, in qualità di interprete, nel nuovo monastero di Altenkirchen, in Germania, sul Mar Baltico, dove rimase fino alla morte, venerato come un santo. È stato canonizzato alla fine del 12° secolo.

PELLEGRINO di Amiterno
vescovo di Amiterno (oggi San Vittorino), presso L’Aquila, vissuto tra il 6° e il 7° secolo, molto venerato in tutto l’Abruzzo.

RODRIGO di Cordova
sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

UGO di Novalesa
abate benedettino dell’Abbazia della Novalesa, provincia di Torino, fondata nel 726, dal governatore di Susa, Abbone.

UNNA di Saint Dié
moglie del nobile francese Hunon, vissuta nel 7° secolo. Assieme al marito, dedicò la sua vita all’assistenza degli ammalati poveri. Fu sepolta assieme a lui nella Chiesa di Saint-Dié, nella regione dei Vosgi, in Francia, che loro stessi avevano fatto edificare. Patrona dei lavandai, perché “lavava” le ferite dei malati.

I santi del giorno del 7 giugno

7 Giu

ABENZIO di Cordova   
martire in Spagna nell’851 durante la dominazione musulmana con Gerezmia, Sabiniano e Satiro.. Le loro ceneri furono poi gettate nel fiume Guadalquivir.

ANTONIO MARIA Gianelli  
nato il 12 aprile 1789 a Cerreto, provincia di Alessandria. Ordinato sacerdote giovanissimo, si dedicò con ardore all’istruzione religiosa dei fedeli. Ebbe numerosi incarichi pastorali a Genova e Chiavari e nel 1838 fu consacrato vescovo di Bobbio. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e di quella dei Missionari di Sant’Alfonso, è morto a Piacenza, il 7 giugno del 1846.

COLMANO vescovo martire in Irlanda.

EUGENIA di Alsazia 
figlia del duca Adalrico, uno dei più grandi signori dell’Alsazia(v) e sorella di Odilia(v), monaca vissuta tra il 7° e l’8° secolo.

GEREMIA profeta 
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combatté l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

GEREMIA di Cordova  
martire in Spagna, con Abenzio, Sabiniano e Satiro nel 9° secolo.

LANDOLFO di Asti vescovo di Asti, vissuto nel 12° secolo.

MARIA TERESA Soubiran santa morta nel 1869

PAOLO di Costantinopoli 
nato nel 300 circa a Tessalonica (Salonicco in Grecia). Successore del vescovo Alessandro nel 336, esiliato per la opposizione all’arianesimo riuscì a rientrare in patria, ma fu deposto nuovamente e ancora esiliato. Subì il martirio nel 350, strangolato dagli Ariani a Cucuso, in Armenia.

ROBERTO di Newminster
nato in Inghilterra, monaco benedettino nell’abbazia di Whitby, nella baia di Robin Hood, sul Mare del Nord. Con un gruppo di monaci come lui, nel 1132 fondò l’abbazia cistercense di Fountains, nei pressi della città di York. Dopo il 1138 fondò diversi altri monasteri a Pipewall, Sawley, Roche e anche l‘abbazia di Newminster, presso Canterbury, della quale venne eletto abate. Qui morì il 7 giugno 1159 e la tomba divenne meta di molti pellegrinaggi.

SABINIANO di Cordova  
monaco martire nell’851, assieme ad Abenzio, Geremia e Satiro. Furono decapitati, i loro corpi bruciati e le ceneri gettate nel fiume Guadalquivir.

SABINIANO papa 
nativo di Volterra, in Toscana. Nunzio Apostolico a Costantinopoli nel 593, due anni dopo fu richiamato a Roma, perchè non aveva saputo difendere con sufficiente energia il primato romano di fronte all’imperatore Maurizio e al vescovo Giovanni IV, che utilizzava il titolo di patriarca, senza averne diritto. Eletto al pontificato il 13 settembre 604, successore di Gregorio Magno, i suoi primi atti di governo furono impopolari, perché ritirò alcuni previlegi che Gregorio aveva assegnato ai monaci e perché pretese il pagamento del grano anche dai più poveri, in un tempo che i granai della chiesa erano colmi. Morì il 22 febbraio 606 e fu sepolto in San Pietro senza lasciare rimpianti, tanto che non si sa se sia stato veramente santificato. Il monaco Paolo Diacono scrisse anzi, in una cronaca polemica, che il corteo funebre dovette fare una lunga deviazione per evitare le violente proteste popolari.

SATIRO di Cordova  
martire nell’ 851 in Spagna, assieme ad Abenzio, Sabiniano e numerosi altri compagni.

I santi del giorno del 9 aprile

9 Apr

ACACIO o ACAZIO vescovo martire.

ANTONIO Pavoni santo morto nel 1374.

CONCESSO martire con DEMETRIO e ILARIO.

EDDA
di origine sassone, martire in Francia nel 9° secolo, assieme a TANCREDI e altri compagni benedettini.

ELIODORO martire del 3° secolo.

GAUCHERIO
eremita francese, nato a Meulan, presso Parigi, nel 1060 e morto ad Aureuil, nel 1140. In una foresta appartenente al capitolo di Limoges, ha fondato il convento dei Canonici Regolari di Sant’Agostino.

ILDA di Whitby
nata nel 614, principessa della Northumbria, un antico regno anglosassone. Nel 657, divenuta badessa di Hartlepool, sul Mare del Nord, fondò un monastero doppio a Whitby, presso la baia di Robin Hood. È morta nel 680.

MARIA di Cleofa (CLEO)

sposa di Alfeo, uno dei due discepoli di Emmaus e madre dell’apostolo Giacomo il Minore. Faceva parte del gruppo delle pie donne al seguito di Gesù e assistette anche alla morte e alla sepoltura del Maestro. Il mattino della Domenica di Pasqua, assieme a Giovanna moglie dell’amministratore di Erode, Maria di Magdala e Salomè moglie di Zebedeo, si recò al sepolcro ed ebbe la visione dell’Angelo annunziante la risurrezione. Secondo la genealogia del Vangelo di Luca, era la cognata di Maria Vergine, mentre secondo il Vangelo di Giovanni, dovrebbe essere stata una sua sorella.

PROCORO di Nicomedia

uno dei primi 7 diaconi, ai quali gli Apostoli imposero le mani. Le liste dei santi bizantini, lo dicono vescovo di Nicomedia, ma non parlano di martirio. Altri invece, tra i quali lo storico della chiesa, il venerabile Cesare Baronio, lo presentano come martire ad Antiochia.

TANCREDI di Francia
monaco benedettino di origine sassone, martire in Francia nel 9° secolo.

TOMMASO da Tolentino
nato nel 1260 a Tolentino, nelle Marche, entrò nei francescani spirituali di Angelo Clareno. Subì un periodo di prigionia, per conflitti interni all’Ordine, ma poi nel 1290, andò missionario in Armenia, dove divenne consigliere del re Aitone II che lo fece viaggiare come suo ambasciatore presso il papa e i re di Francia e d’Inghilterra. Richiamato a Roma sempre per motivi disciplinari, venne inviato in Oriente con un gruppo di missionari. Dopo il 1305 Clemente V lo nominò 1° vescovo di Pechino, dove il frate Giovanni da Montecorvino aveva dato vita a una nuova comunità cristiana. Assieme a tre frati e un interprete laico, nel 1320 s’imbarcò per la Cina, dove però non arrivò mai, perché fu arrestato assieme ai compagni durante la sosta a Bombay e decapitato nelle vicinanze, a Thana, il 9 aprile 1321. Il suo corpo riesumato da Odorico da Pordenone, fu trasportato in Cina e sepolto nella regione di Zaitun. Il culto, con il titolo di beato, è stato confermato nel 1894, da Leone XIII.

UBALDO Adimari dell’Ordine dei Servi di Maria.

UGO di Rouen
nato in Borgogna nel 680. Nel 722 divenne vescovo di Rouen, poi di Parigi e infine di Bayeux, presso Caen nella regione del Calvados, dove è morto il 9 aprile 730, dopo essere tornato semplice monaco. Abate anche di Fontenelle e di Jumieges, fu un ottimo amministratore delle rendite dei benefici delle due abbazie.

VALTRUDE di Mons
figlia di Gualberto e Bertilla, sorella di Aldegonda, fondò il convento di Mons, nell’Hainaut belga, al confine con la Francia, divenendone la prima badessa. Morì nel 668.

I santi del giorno del 17 gennaio

17 Gen

ACHILLA
eremita martire del 4° secolo assieme ad Amoe

ALBA santo martire in Africa.

AMOE eremita martire del 4° secolo assieme ad Achilla

ANTONIO abate il Grande
uno dei fondatori del monachesimo chiamato perciò ‘padre dei monaci’. Nato a Qeman o Eracleopoli nel 251, da una ricca famiglia di contadini cristiani della media valle del Nilo, rimase orfano a 18 anni e seguendo il consiglio del Vangelo, vendette i suoi beni, ne distribuì il ricavato ai poveri, affidò la sorella a un istituto e verso il 272, si ritirò nel deserto egiziano in solitudine, preghiera e penitenza. Visse per circa vent’anni in una antica tomba e poi in un castello o fortino diroccato su una montagna disabitata, nella Tebaide, al di là del Nilo, senza uscirne mai, resistendo alle tentazioni del demonio. Praticò un’austerità molto stretta, nutrendosi solo di pane e acqua, una volta al giorno. Secondo la sua biografia, scritta intorno al 360 da Atanasio vescovo di Alessandria, che lo fece conoscere a tutta la Chiesa, fu raggiunto da numerosi discepoli. Divenuto poi famoso per santità di vita, ascetismo e saggezza, fu consultato da persone importanti provenienti da ogni luogo, tra le quali anche Girolamo di Stridone alla ricerca delle radici della sua fede. Siccome molti rimanevano presso di lui, a partire dal 305 fondò varie comunità anacoretiche, organizzandole in un monastero con una regola comune, anche se ogni monaco viveva in solitudine, tranne le riunioni di preghiera. Fu per due volte ad Alessandria a sostenere i cristiani durante la persecuzione di Massimino II Daia, nel 311 e per combattere l’eresia ariana. Tornò quindi al suo eremo nel deserto, dove morì verso il 356 a 105 anni. È il protettore degli animali, specialmente domestici e siccome i suoi monaci si dedicavano alla cura del cosiddetto “fuoco di sant’ Antonio”, contro il quale usavano grasso di maiale, il santo viene spesso raffigurato seguito da un porcellino.

JOLANTA martire, chiamata anche JOLE”.

LEONILDA santa vergine

NADIA di Poitiers
diminutivo di NEOSNADIA, vergine martire nata nei pressi di Loudun, tra Tours e Poitiers, in Francia, nel 5° secolo. È morta a Poitiers, dove il suo culto è molto popolare, anche se non sappiamo altro della sua vita.

NELLA martire.

ROSELINA di Villeneuve
popolarmente chiamata sia, ROSINA, ma anche LINA, morta nel 1329 a Villeneuve, nei dintorni di Lione.

SIMEONE di Siracusa martire.

SULPIZIO il Pio
vescovo di Bourges, morto nel 646. Nel 626 partecipò al Concilio di Clichy, presso Parigi, consacrò Desiderio vescovo di Cahors e combattè con molto accanimento, eretici e pagani. Patrono di Arvier, in Val d’Aosta.

I santi del giorno 12 gennaio

12 Gen

ALFREDO
abate cistercense, vissuto nel 12° secolo

ANTONIO MARIA Pucci
nato a Poggiolo, presso Firenze, il 16 aprile 1819. Entrato nei Serviti a 18 anni, nel 1843 fu ordinato sacerdote e inviato a Viareggio come vice parroco nella parrocchia di Sant’Andrea. Qui esercitò il ministero per tutto il resto della vita, venendo anche eletto Priore e Provinciale dell’Ordine dei Servi di Maria. Morto il 12 gennaio 1892, è stato proclamato santo da Giovanni XXIII nel 1962.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

BENEDETTO Biscop
nato nel 628, in Irlanda. Dopo il servizio militare, si fece monaco in un monastero benedettino inglese, fondò le abbazie di Jarrow e di Wearmouth, nella contea di Durham e andò 6 volte a Roma a piedi, per testimoniare la sua fede, ma anche per studiare le regole monastiche che reggevano i conventi visitati per via. Nel 668, passando per la Francia, si fermò anche 2 anni nel monastero benedettino di Lerins. Con questi suoi frequenti viaggi, attraverso l’Europa, stabilì un legame tra la cristianità del continente e quella della Gran Bretagna e contribuì efficacemente alla conversione degli Irlandesi, che erano ancora quasi totalmente pagani. Morto nel monastero di Wearmouth nel 690, dopo una breve malattia, fu subito venerato come santo.

BERNARDO da Corleone
nato in provincia di Palermo, il 16 febbraio 1605. Battezzato con il nome di Filippo, quinto figlio di un ciabattino con un fratello sacerdote. Terziario francescano si dedicò alle opere di misericordia a favore di poveri e malati. Nel 1631 entrò tra i Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Bernardo, destinato al servizio di cuoco, servì con umile devozione i confratelli conducendo vita di carità e penitenza. Morì a Palermo il 12 gennaio 1667 in fama di santità, così da essere beatificato da Clemente XIII il 15 maggio 1768 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 20 giugno 2001.

BONITO di Clermont
nato nel 623, nobile originario dell’Alvernia(v), divenne cancelliere di Sigeberto III, re di Austrasia. Nel 680 Pipino di Heristal gli affidò l’incarico di reggere la prefettura di Marsiglia e in tale veste vietò il commercio degli schiavi in tutta la regione, che era la più importante del regno. Quando nel 690 morì il fratello Avito, vescovo di Clermont, Bonito fu acclamato suo successore, ma il Concilio di Parigi del 614, aveva proibito questi passaggi di carica. Dopo aver rinunciato a favore del secondo candidato, andò pellegrino a Roma e nel 701 anche a Pavia. È morto nel 706, a Lione, per un attacco di gotta.

CASTOLO di Tivoli
martire nel 4° secolo, assieme a Modesto, Rogato e Zotico.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles(v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

EUTROPIO di Costantinopoli
lettore martire nel 406, assieme al sacerdote Tigrio.

MARGHERITA Bourgeoys
nata il 17 aprile 1620 a Troyes(v). Dopo aver tentato invano di entrare tra le Carmelitane, nel 1653 partì missionaria per il Canada con la professione di insegnante per i figli dei soldati francesi di stanza nel paese. Con l’aiuto di alcune ragazze volontarie venute dalla Francia, fondò a Montreal la prima congregazione di suore nata nell’America del Nord, le Suore di Notre-Dame. Grande educatrice, per continuare questa missione ha fondato ben sette scuole. È morta a Montreal il 12 gennaio 1700, ma è stata canonizzata solo il 31 ottobre 1982 da Giovanni Paolo II.

MODESTO di Tivoli
martire in Africa, assieme a Castolo, Rogato e Zotico.

NAZZARIO
monaco spagnolo martire.

ROGATO di Tivoli
martire del 4° secolo, assieme a Castolo, Modesto e Zotico.

TAZIANA di Roma
martire verso il 230, durante le persecuzioni di Alessandro Severo.

TIGRIO di Costantinopoli
presbitero nella Chiesa di Santa Sofia, sostenitore del vescovo Giovanni Crisostomo, subì torture sotto l’imperatore Arcadio Flavio insieme con il lettore Eutropio. In seguito venne anche esiliato in Mesopotamia(v), dove morì nel 406, dopo molte sofferenze.

VERONICA da Binasco
nata nel 1445 a Binasco in provincia di Milano, da una famiglia di agricoltori poveri, molto religiosi. A 22 anni si fece monaca, entrando tra le agostiniane di Santa Marta a Milano, dove fece la questuante per tutta la vita. In seguito a una visione della Vergine Maria, andò pellegrina a Roma, dove fu accolta dal papa Alessandro VI. Morì nel 1497 e venne sepolta a Binasco.

ZOTICO di Tivoli
martire assieme a Castolo, Modesto e Rogato.

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