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I santi del giorno del 20 agosto

20 Ago

BERNARDO di Chiaravalle
nato nel castello di Fontaine, presso Digione nel 1090, da una nobile famiglia. Nel 1112 ottenne il permesso di entrare nel noviziato del monastero di Citeaux, portando con se 4 suoi fratelli e una trentina di giovani nobili, e qui fece la professione di fede. Tre anni dopo l’abate gli affidò l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle (Clairvaux), per i Cistercensi(Benedettini riformati), dei quali fu il primo abate. Dopo inizi difficili, la nuova fondazione ebbe un successo prodigioso, si sviluppò a tal punto che alla morte del santo, poteva contare su oltre 700 monaci più un centinaio di monasteri affiliati, tra cui le omonime abbazie italiane. Nel capitolo generale del 1119 Bernardo elaborò, assieme a Stefano Harding, la “charta caritatis” perché si potesse essere tutti alla scuola della carità prescritta da Cristo stesso. Ardente sostenitore della seconda crociata, per questo cadde su lui il biasimo per l’insuccesso della spedizione. Grande trascinatore di folle e riformatore fu anche contemplativo e il suo influsso fu presente in tutti i settori, teologico, religioso, ascetico, filosofico e politico, della cultura e della vita spirituale. Ricercato consigliere di re e papi, ebbe un culto particolare per Maria Vergine, alla quale furono dedicate tutte le chiese cistercensi, influenzando moltissimo la spiritualità dei cattolici. Chiamato il “Mellifluo”, per la dolcezza dello stile, ha lasciato il noto trattato De consideratione, molti scritti liturgici, dogmatici e polemici, più di 300 sermoni di commento alla Bibbia, circa 500 lettere e numerose composizioni poetiche. Morto a Clairvaux, piccolo villaggio nel dipartimento dell’Aube, il 20 agosto 1153, nel 1830 Pio VIII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

CARPOFORO di Vicenza protettore di Vicenza, con san Leonzio.

CRISTOFORO di Cordova martire in Spagna sotto il dominio Saraceno.

FILIBERTO di Jumièges
abate morto nel 684 in Vandea, Francia occidentale. Monaco a Rebais, presso Parigi, fondò l’abbazia di Jumièges, nei dintorni di Rouen, soggetta alla regola di San Colombano. Venne imprigionato per essersi opposto a Ebroino, prefetto di palazzo del re Clotario III, vero sovrano della Francia in quel tempo. Quando fu liberato, fondò un’altra abbazia, quella sull’isoletta di Noirmoutier, sull’Atlantico di fronte a Nantes. Le reliquie sono conservate a Tournus, presso Chalon-sur-Saone.

GILDO di Cordova da LEOVIGILDO, martire in Spagna nell’anno 852.

MARIA de’ Matthias
nata a Gaeta nel 1805 e morta a Roma nel 1866. Sotto la guida e il consiglio di Gaspare del Bufalo e del sacerdote Giovanni Merlini, nel 1833, diede vita alla nuova congregazione delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue che oggi è diffusa in tutto il mondo. È stata beatificata nel 1950 da Pio XII.

MENNONE di Tracia martire assieme al centurione Severo.

SAMUELE profeta
ultimo dei Giudici d’Israele, profeta nella metà dell’11° secolo a.C. Figlio di Elcana e di Anna che, essendo sterile, lo ebbe per grazia del Signore e glielo consacrò nel santuario di Silo, affidandolo al sommo sacerdote Eli. Alla morte di questi, venne riconosciuto capo politico e religioso, risiedette a Rama, dove costruì un santuario, esercitò la funzione di giudice e preparò, attraverso la coesione religiosa, la riscossa del popolo ebraico dal giogo dei Filistei che si erano impadroniti anche dell’Arca dell’Alleanza. Tuttavia fu capo religioso più che politico ed essendo necessaria una salda guida capace di abbattere il predominio straniero, fu indotto a consacrare Saul re d’Israele unita. Ben presto le due autorità vennero a contrasto e quando Saul infranse il rispetto verso l’autorità religiosa di Samuele questi, segretamente, consacrò nuovo re Davide, figlio di Jesse. È morto vecchissimo, poco prima della battaglia di Gelboe, nella quale Saul venne ucciso, come era stato predetto dal profeta stesso. Venne sepolto a Rama, presso la sua casa. Tutto ciò è narrato nei 2 libri storici della Bibbia che gli sono attribuiti.

SEVERO di Tracia martire con san Mennone.

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I santi del giorno del 25 luglio

25 Lug

BATTISTA beato.

CRISTOFORO di Licia
sembra sia nato a Samo, in Licia (v), martire nel 250 circa. Di lui si hanno notizie dubbie e oscure perché, secondo la leggenda, era un cananeo di nome Reprobo, che svolgeva opera di apostolato in Licia. Condannato a morte, prima di morire riuscì a convertire il re. Il suo  culto, attestato fin dal 5° secolo, popolarissimo nel Medioevo anche come protettore contro la peste, diede origine a molte leggende. La più popolare delle quali racconta che, avendo stabilito la sua dimora presso le rive di un fiume, aiutava i passanti nella traversata. Una volta prese sulle spalle un bimbo che gli aveva chiesto di essere traghettato e man mano che procedeva, il bimbo diventava sempre più pesante, tanto che a fatica raggiunse la riva opposta. Molto meravigliato, chiese al bambino il motivo di questo fatto straordinario e questi rispose di essere Gesù Cristo, il Salvatore. Da allora assunse il nome Cristoforo, che vuol dire “portatore di Cristo” e si dice che poi predicò il cristianesimo nella sua regione. Questa leggenda è apparsa per la prima volta nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, nel 13° secolo. Nel 1969 con la riforma del calendario liturgico, la sua festa è stata però cancellata dal calendario universale della Chiesa, anche se è ammesso il culto locale.

GIACOMO il Maggiore
figlio di Zebedeo e Maria Salomè, fratello di Giovanni evangelista, nato a Betsaida (v). Si trovava sul lago di Genezaret e stava aggiustando le reti da pesca, quando nella primavera del 27, Gesù passò e lo chiamò assieme al fratello. Detto “Boanerge”, cioè figlio del tuono per il suo temperamento, fu testimone dei maggiori miracoli di Gesù: presente alla guarigione della suocera di Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, fu anche prescelto a contemplare la Trasfigurazione sul monte Tabor (v) e testimone dell’agonia nell’orto degli ulivi. Verso il 44, a circa 42 anni, venne fatto decapitare a Gerusalemme, da Erode Agrippa I, persecutore dei cristiani, così che è lui il 1° apostolo martire. Una tradizione tardiva, che ha avuto una certa diffusione anche in Occidente, ma che oggi è ritenuta priva di ogni fondamento, dice che predicò il Vangelo in Spagna, dove sarebbero stati trasportati i suoi resti e queste presunte reliquie, sopratutto nel Medioevo, furono meta di molti pellegrinaggi a Santiago de Compostela, in Galizia. È patrono della Spagna, dove è chiamato Santiago, mentre nel Duomo di Pistoia, dove è chiamato Jacopo, c’è un altare d’argento che custodisce un’altra presunta reliquia proveniente, pare, dal sepolcro di Compostela. Anche a Caltagirone, nella Chiesa di San Giacomo è custodita un’arca d’argento contenente ancora un’altra reliquia.

NEVELONE
calzolaio di Faenza, morto nel 1280, molto venerato a Ravenna.

PIETRO da Mogliano santo morto nel 1490.

TEA di Palestina martire nel 308.

TEODEMIRO di Cordova
monaco martirizzato dai Saraceni in Spagna, nel 9°secolo.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

I santi del giorno del 21 maggio

21 Mag

ADELFIO di Panuf
vescovo di Panuf, in Egitto nel 4° secolo. Partecipò al Sinodo di Alessandria del 362 e siccome lottò contro l’arianesimo aiutato da sant’Atanasio venne esiliato nella Tebaide dall’imperatore Costanzo II.

ANTIOCO  tribuno romano martire assieme a Nicostrato

ARMANDO Hartmann
vescovo di Bressanone, fondatore del convento di Novacella, nel comune di Varna, presso Bressanone nel 1142. Morì nel 1165.

COSTANTINO il Grande
nato verso il 280 a Naisso, in Serbia, figlio di Costanzo Cloro e di Elena, pagano, visse alla corte di Diocleziano, del quale sposò la figlia Fausta. Alla morte del padre nel 306 fu acclamato imperatore dall’esercito e dominò su Britannia, Gallia e Spagna, fissando la sua dimora a Treviri. Il 28 ottobre 312, riportò la vittoria decisiva per la conquista anche dei regni d’Italia e d’Africa, sconfiggendo Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, a Roma. Nel febbraio 313 emanò l’Editto di Milano, concedendo ai cristiani la libertà di culto, pose fine alle persecuzioni e concesse loro anche la possibilità di diffondere il Vangelo. Fece varie donazioni alla Chiesa e costruì molte chiese e basiliche, tra le quali, nel 314, quella splendida di San Paolo fuori le Mura. Sotto il suo regno l’impero prese la forma di una monarchia di diritto divino e così, signore incontrastato, assunse praticamente l’aspetto di principe cristiano e per meglio sorvegliare le frontiere dal Danubio alla Persia, tra il 324 e il 330, ricostruì Bisanzio, dove stabilì la sua nuova sede, cambiandole il nome in Costantinopoli. Convocò e presiedette il Concilio di Nicea cercando di fare da mediatore tra le forze che si contrastavano all’interno della Chiesa e represse l’eresia dei donatisti. Fu però battezzato solo il 22 maggio 337, sul letto di morte e il culto viene riconosciuto particolarmente dalla Chiesa Orientale.

CRISTOFORO Magallanes beato martire.

DONATO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Polieuto e Vittorio, nel 3° sec.

EMANUELE martire di Roma.

EUGENIO de’ Mazenod
Carlo Giuseppe Eugenio, nato il 1° agosto 1782 ad Aix-en-Provence, in Francia. Durante la rivoluzione fuggì in Italia e venne ordinato sacerdote nel 1811. Dopo la caduta di Napoleone, tornato in patria contribuì alla ripresa della Chiesa di Francia, nel 1816 fondò l’istituto missionario degli Oblati di Maria Immacolata e poi riorganizzò la diocesi di Marsiglia, della quale divenne vescovo nel 1837. Morto a Marsiglia il 21 maggio 1861, è stato beatificato da Paolo VI nel 1975 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 3 dicembre 1995.

EUTICHIO martire assieme Polio e Timoteo.

LUDOVICO di Faenza
Ugolotto Caccianemici, nel 1241 sposò Umiltà, dalla quale ebbe due figli che morirono presto. La moglie allora gli chiese il permesso di entrare nel convento di Santa Perpetua a Faenza mentre, più tardi anche lui entrò nel monastero vallombrosano di Sant’Apollinare dell’Arco, dove è morto nel 1256. Sono entrambi raffigurati in una preziosa ceramica cinquecentesca ai lati del crocifisso nel Duomo di Faenza.

NICOSTRATO di Roma tribuno martire ad assieme ad Antioco.

OSPIZIO di Nizza vissuto in Francia nel 6° secolo.

POLIEUTO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Donato e Vittorio.

POLIO di Mauretania
diacono martire in Mauretania, oggi Marocco, assieme a Eutichio e Timoteo.

SECONDINO di Cordova martire in Spagna, nel 260 circa.

SECONDO martire nel 357 ad Alessandria d’Egitto.

SINESIO martire a Nicomedia con Teopompo.

TEOPOMPO di Nicomedia martire nel 3° secolo, assieme a Sinesio.

VALENTE di Auxerre  vescovo martire Francia, assieme a molti cristiani.

VITTORIO di Cesarea
martire in Cappadocia, assieme a Donato e Polieuto, nel 3° secolo.

I santi del giorno del 1 marzo

1 Mar

ABBONDAZIO
diacono martire di Roma assieme a Donato, Lionello e Niceforo.

ALBINO di Angers
nato verso il 468 a Vannes, sull’Atlantico, in Francia. Fattosi monaco, divenne abate a Tintillac e nel 529, quando fu nominato vescovo di Angers, ristabilì la disciplina ecclesiastica nella diocesi e partecipò sicuramente al 3° Concilio di Orleans del 549, dove ebbe un ruolo di primo piano. Morì tra il 550 e il 554. La storia della sua vita è stata scritta da Fortunato “il filosofo”.

ALBINO di Vercelli 6° vescovo di Vercelli, nella seconda metà del 5° secolo.

ANTONINA (NINA) martire a Nicea.

CRISTOFORO da Milano
sacerdote domenicano famoso in Liguria e Lombardia, per il grande successo che ebbe nell’evangelizzazione di quelle regioni e per il dono delle profezie. È morto nel 1484 a Taggia, in provincia di Imperia.

DAVIDE di Menevia
figlio del re del Galles, si fece sacerdote, studiò sotto Paolino di York e poi divenne missionario itinerante. Fondò molti monasteri, riunì diversi sinodi, il più importante dei quali, fu quello detto “della vittoria”, tenuto nel 569 a Caerleon-on-Usk, nel Galles. Divenuto il 1° vescovo di Menevia, in Scozia, contribuì efficacemente allo sviluppo della vita monastica nelle isole. Morì prima del 601 e nel 966 i suoi resti furono traslati a Glastonbury. La città di Menevia, in suo onore, ha cambiato nome e oggi si chiama St.David’s. Canonizzato nel 1120 da Callisto II, è patrono del Galles.

ERCOLANO di Perugia
vescovo martire citato da Gregorio Magno nei Dialoghi. Il 7 novembre 547, gli Ostrogoti di Totila, conquistata la città, prima lo scorticarono vivo e poi lo decapitarono. La sua festa è celebrata con particolare solennità a Perugia, il 1° marzo, che dovrebbe essere la data della traslazione delle reliquie in un sarcofago romano della fine del 3° secolo, sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Ercolano (1326).

EUDOSSIA martire nel 152 a Eliopoli.

FELICE III papa
discendente della ricca famiglia patrizia romana Anicia, prima di prendere gli ordini sacri era stato sposato. Successore di Simplicio, dal 13 marzo 483, viene ricordato per aver condannato Acacio, vescovo di Costantinopoli, che aveva avallato il decreto di conciliazione detto “Enotico”, fra i cattolici e i monofisisti, raggirando i legati papali. Il 28 luglio 484, convocò a Roma un sinodo di 77 vescovi, attraverso il quale depose Acacio, scomunicò i legati e si prodigò nell’assistenza ai cristiani d’Africa, perseguitati da Unnerico, re dei Vandali. Morto il 1° marzo 492, fu il primo papa a essere sepolto nella basilica di San Paolo fuori le Mura, che era la sua tomba di famiglia.

GIOVANNA Bonomo
Giovanna Maria, nata nel 1606 ad Asiago. Rimasta orfana della madre, una nobile Ceschi di Borgo Valsugana, venne affidata alle monache di Santa Chiara di Trento, dove maturò il proposito di farsi religiosa e a 16 anni, vinte le resistenze del padre, entrò nel monastero benedettino di San Girolamo, a Bassano del Grappa. Fedele osservante della regola, fu di conforto e grande aiuto a molte persone che trovarono in lei una guida saggia e prudente. Morta il 1° marzo 1670, venne beatificata da Pio VI il 9 giugno 1783 e le spoglie sono custodite a Bassano.

LIONELLO (LEONE) martire a Roma con Abbondazio, Donato e Niceforo.

MARZIA martire del 4° secolo.

SILVIO di Nicomedia martire in Bitinia, sul Mar di Marmara.

SIVIARDO di Le Mans santo abate francese, morto nel 687.

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