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I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

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I santi del giorno del 6 giugno

6 Giu

ALESSANDRO di Fiesole
vescovo e patrono di Fiesole. Andò a Pavia per ottenere dall’imperatore Lotario la restituzione dei beni della chiesa, toltigli dai nobili locali, ma i suoi nemici lo uccisero nell’823, gettandolo nel fiume Reno, presso Bologna.

ANGELA vergine carmelitana della Boemia.(v)

ARTEMIO di Roma
carceriere a Roma, fu convertito insieme alla moglie Candida e alla figlia Paolina, da Pietro l’esorcista e poi battezzato dal papa Marcellino. Subì il martirio assieme agli altri, nel 302.

BERTRANDO di Aquileia
nato nel 1260 a Cahors nella regione della Guienna, in Francia, nel 1334 fu nominato Patriarca di Aquileia(v) da Giovanni XXII. Nel 1348 quando un terremoto distrusse la città, trasferì la sede patriarcale a Udine, difendendo e rivendicando i diritti del patriarcato. Fu ucciso nel 1350 in una battaglia ad Angouleme sulla Charente, in Francia. Il 6 giugno è una grande festa nelle diocesi di Udine e Gorizia.

CANDIDA di Roma
moglie di Artemio e madre di Paolina, martire a Roma nel 302.

CLAUDIO di Condat
nato in Francia da un’importante famiglia, era destinato alla carriera militare, ma decise di diventare sacerdote. Canonico di Besancon per 12 anni, quando fu eletto abate, ebbe il compito di introdurre la regola di san Benedetto nell’abbazia di Condat, che oggi, in suo onore, è chiamata Saint-Claude. Dal 685 vescovo di Besancon, resse la diocesi per 7 anni e poi tornò nella sua abbazia, dove morì il 6 giugno 699.

DELFINA beata

EUSTORGIO II
24° vescovo di Milano, dal 512 al 518. È ricordato da Ennodio Magno Felice, per i lavori compiuti nel battistero di Santo Stefano. Teodorico il Grande gli scrisse due lettere, relative ai beni della Chiesa di Milano, in Sicilia e per la riabilitazione del vescovo di Aosta.

FILIPPO diacono
nato a Cesarea di Palestina, è il secondo dei 7 diaconi ordinati dagli apostoli, adibiti al servizio dei poveri della Chiesa, in modo che loro fossero liberi di predicare il Vangelo di Cristo. Cominciò poi anche lui a predicare il Vangelo nelle città della Samaria e le folle gli prestavano ascolto e si facevano battezzare, perché vedevano i miracoli che compiva nel nome di Gesù. Si dice che convertì Simon Mago e poi, lungo la strada da Gerusalemme a Gaza(v), anche un eunuco, custode del tesoro della regina di Etiopia. Sulla via del ritorno a Cesarea, predicò anche nelle città costiere ed ebbe così grande successo  che in alcuni testi è chiamato anche evangelista e negli Atti degli Apostoli di Luca, è citato un episodio nel quale Paolo di Tarso si fermò a casa sua a Cesarea. Secondo un’antica tradizione, sarebbe morto a Tralle, antica città della Caria, nel meridione dell’Asia Minore, dove era vescovo.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GILBERTO di Neuffonts
religioso francese nato nel 1060. Prese parte alla seconda crociata e poi si fece monaco premonstratense. Dopo aver fondato un convento a Clermont-Ferrand, costruì ad Aubeterre, nel Borbonese, un monastero femminile, del quale sua moglie Petronilla divenne badessa nel 1150. A Neuffonts, invece, edificò un monastero-convento di premonstratensi, detto di San Gilberto, un anno dopo. Morì nel 1152.

MARCELLINO Champagnat
Marcellino Benedetto Giuseppe, nato il 20 maggio 1789 a Marlhes, in Francia. Negli anni dopo la rivoluzione francese ci fu una grande penuria di sacerdoti e Marcellino sentì che quella era la sua vocazione. Ordinato nel 1816, l’anno successivo fondò, nella regione di Lione, la congregazione dei Piccoli Fratelli Maristi delle Scuole, per l’educazione dei ragazzi. Morto l’8 giugno 1840 a Tain l’Hermitage presso Valence, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, il 18 aprile 1999.

NORBERTO di Xanten
nato a Xanten, sul Reno in Germania verso il 1080, visse per alcuni anni alla corte di Enrico V che seguì anche in Italia, ma poi abbandonò ogni forma di mondanità. Prima canonico nella chiesa di Xanten, fu ordinato sacerdote nel 1115 a Colonia e si consacrò alla predicazione del Vangelo, specialmente in Francia e Germania, votandosi all’imitazione degli Apostoli. Nel 1119, nella valle di Prémontré presso Laon, in Francia, con 3 discepoli che presto divennero 40, iniziò la costruzione della famosa abbazia e due anni più tardi fondò l’Ordine dei Premonstratensi o Norbertini, secondo la regola di sant’Agostino, ma scegliendo un regime di vita molto austero, sull’esempio dei cistercensi di Bernardo. Quest’ordine, detto anche dei canonici bianchi, ottenne l’approvazione ufficiale da Onorio II, nel 1126. Nello stesso anno Norberto venne consacrato arcivescovo di Magdeburgo e intraprese una riforma della diocesi che gli valse l’ostilità del rilassato clero locale. Molto amico del papa Innocenzo II e di Bernardo di Clairvaux, è morto il 6 giugno 1134 a Magdeburgo, città sull’Elba, in Germania.

PAOLINA di Roma
figlia di Artemio, carceriere pagano di una prigione di Roma e della cristiana Candida. Quando Paolina si ammalò, il padre promise a Pietro l’esorcista e a Marcellino che, se l’avessero guarita, si sarebbe convertito al cristianesimo. In seguito alla guarigione furono perciò tutti battezzati e per questo motivo Diocleziano li fece condannare a morte. Artemio subì la decapitazione, mentre Paolina e Candida furono lapidate, alla fine del 3° secolo.

RAFFAELE Guizar Valencia
nato il 26 aprile 1878, a Cotija in Messico, da genitori profondamente cristiani. Rimasto orfano di madre a 9 anni, a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti, ma verso i 18 attraversò una crisi spirituale interrompendo gli studi. In seguito comprese meglio la vocazione e decise di entrare nel seminario di Zamora de Hidalgo. Ordinato sacerdote il 1° giugno 1901, la sua opera pastorale fu rivolta principalmente alle missioni al popolo e alla fondazione di collegi per l’educazione dei giovani. In seguito alle persecuzioni anticristiane in Messico, nel 1916 fu costretto a rifugiarsi in Guatemala, ma nel mese di novembre del 1919 venne nominato vescovo di Veracruz. Fu costretto così trascorrere in esilio più della metà dei 18 anni dell’episcopato, causa l’ostilità antireligiosa del governo rivoluzionario messicano. È morto a Città del Messico il 6 giugno 1938, colpito da un infarto. Il 27 novembre 1987 sono state riconosciute le sue “virtù eroiche” e poi, in seguito a un evento miracoloso, attribuito alla sua intercessione, la messicana Cirana Rivera de Montiel, il 19 febbraio 1984 ha potuto dare alla luce un figlio, nonostante fosse ritenuta dalla scienza medica, assolutamente sterile, in quanto affetta da una grave patologia disfunzionale ovarica. La Consulta medica della Congregazione per le cause dei Santi, il 27 gennaio 1994 ha dichiarato che tale gravidanza era scientificamente inspiegabile, il decreto sul miracolo è stato promulgato alla presenza di Giovanni Paolo II, il 2 luglio dello stesso anno e la beatificazione solenne è avvenuta il 29 gennaio 1995.

I santi del giorno del 5 giugno

5 Giu

ADALARO di Dokkum
martire, vittima dei Frisoni il 5 giugno 754, a Dokkum in Olanda, assieme a Bonifacio di Magonza. Patrono di Erfurt, città della Turingia, in Germania.

APOLLONIO  martire in Egitto.

BONIFACIO di Magonza
nato nel 673 a Dover nell’Hampshire, ex regno del Wessex, in Gran Bretagna. Si chiamava Vinfrido (Wynfrith), ma dopo i 40 anni prese il nome di Bonifacio. Entrò molto giovane nel monastero benedettino di Exeter, nella contea del Devon, studiò e divenne professore. Quando fu ordinato sacerdote si dedicò all’attività missionaria e compì numerosi viaggi tra le popolazioni celtiche del continente. Nel 719 partì per la Germania a predicare il Vangelo e questa missione gli procurò l’appellativo di “Apostolo della Germania”. Nel 722 venne consacrato vescovo a Roma da Gregorio II, che dieci anni dopo lo nominò arcivescovo con funzione di Vicario papale per la Germania. Nel 745 gli fu affidata la sede di Magonza(v) e allora fondò le 4 diocesi della Baviera, rinnovò chiese in Turingia, Franconia e riformò il clero. Nel 751 si ritirò nel monastero di Fulda (v), fondato dall’abate benedettino Sturmio nel 744, ma poi quasi ottantenne riprese l’attività missionaria in Frisia (v) alla quale aveva consacrato la vita. Il 5 giugno 754 venne massacrato dai Frisoni pagani con 50 compagni, a Dokkum sul Mare del Nord in Olanda, mentre stava amministrando il Sacramento del Battesimo. Il corpo fu riportato a Fulda, oggi il maggior centro cattolico della Germania dove abitualmente si riuniscono i vescovi tedeschi.

CIRIA martire a Cesarea, assieme a MARCIA, VALERIA e ZENAIDE.

CIRIACO di Perugia martire sotto Decio, con FIORENZIO, FAUSTINO, GIULIANO, MARCELLINO e altri compagni.

EOBANO di Dokkum
vescovo anglosassone, martire nel 754 a Dokkum, sul Mare del Nord in Frisia, assieme al monaco benedettino e compagno di apostolato, Bonifacio, che lo aveva consacrato vescovo di Utrecht. Molto istruito nelle Letture, è stato anche giudicato un magnifico predicatore.

FERDINANDO il costante o FERNANDO
nato il 29 settembre 1402 a Santarem, in Portogallo , figlio di madre inglese e di Giovanni I duca di Viseu, in Brasile. Gran maestro dell’Ordine di Aviz, con il fratello Enrico il navigatore, partecipò alle guerre del 1437 contro i Mori d’Africa in Marocco. Fatto prigioniero, fu tenuto in ostaggio, costretto a lavorare come uno schiavo, passando gli ultimi quindici mesi della sua vita al buio. Morto il 5 giugno 1443 a Fez, in Marocco, il corpo fu trasportato a Lisbona nel 1465 e l’anno seguente venne santificato da Paolo II.

FRANCO da Perugia
missionario domenicano italiano, morto nel 1333, fondatore di un convento in Crimea per la conversione dei Tartari. Vicario della Congregazione dei Fratres Peregrinantes d’Oriente, nel 1318 fu eletto arcivescovo di Soldania, in Persia.

IGOR martire in Russia nel 1147, in italiano, Gregorio.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

SANCIO di Cordova martire in Spagna, nell’851.

I santi del giorno del 2 giugno

2 Giu

ADALGISO (GISO) 32° vescovo di Novara, dall’830 all’849.

ALBA o ALBINA santa martire a Lione nel 177.  

ATTALO di Pergamo
originario di Pergamo città della Misia, andò a predicare il Vangelo del cristianesimo, “la buona novella”, a Lione, dove subì il martirio con Potino e moltissimi altri compagni nel 177.

BIBLIS o BIBLIDE
santo martire a Lione nel 177, sotto Marco Aurelio. Dopo un primo momento di debolezza di fronte alla tortura, professò con coraggio la propria fede e fu ucciso con il vescovo Potino e molti altri compagni, nell’anfiteatro cittadino.  

BLANDINA di Lione
giovane schiava cristiana, martire a Lione nel 177, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Esposta alle fiere e al fuoco della graticola nell’anfiteatro, fu infine avvolta in una rete e abbandonata a un toro furioso che con le corna la gettò in aria più volte, mentre lei sembrava non sentire nulla, tutta assorta nella preghiera, ma alla fine venne sgozzata. Anche gli stessi persecutori riconobbero che mai una donna aveva saputo sopportare tali atroci tormenti. Il martirio è narrato in una celebre lettera dei cristiani di Lione e di Vienne alle Chiese d’Oriente.

EMILIA di Lione martire nel 177 con circa 40 compagni.

ERASMO o ELMO di Siria
una tradizione lo ricorda come vescovo in Siria, crudelmente torturato nel 303 sotto Diocleziano, gli sarebbero state strappate le viscere e per questo una tradizione popolare lo dice patrono delle partorienti. Un’altra versione invece lo ricorda come vescovo di Formia, arrivato miracolosamente in Italia. I suoi presunti resti, comunque, furono ritrovati nel 917 a Gaeta, in provincia di Latina ed ora sono nella cripta del Duomo della città, consacrato nel 1106, assieme a quelli dei santi Marciano, Innocenzo Probo, Secondino e Casto. I marinai chiamano Fuochi di Sant’Erasmo o Sant’Elmo, le scintille elettriche che sprizzano all’estremità degli alberi delle navi, durante gli uragani. Protettore dei naviganti, assieme a Marciano è anche patrono di Gaeta.

EUGENIO I, papa
il clero e il popolo romano lo elessero il 10 agosto 654, prima della morte del suo predecessore Martino I, che in quel tempo era esiliato a Costantinopoli e che, per il bene della Chiesa, accettò la nuova situazione. Nel suo pontificato incontrò molte difficoltà causa l’appoggio dato dall’imperatore d’Oriente Costante II all’eresia dei monoteliti, aveva pubblicamente condannata. Morì il 2 giugno 657 e fu sepolto nella basilica vaticana.

FOSCO martire di Lione, nel 177.

GIULIO di Lione
martire nel 177 assieme a Potino vescovo, a Lione e molti altri compagni.

MARCELLINO di Roma
il suo martirio avvenuto verso il 303 assieme a Pietro, è testimoniato da Damaso I, che ne fu informato dallo stesso carnefice. Decapitato in un bosco, in località Torpignattara sulla Via Casilina, venne sepolto sulla Via Labicana, dove, secondo l’editto di Costantino, fu edificata una basilica in suo onore.

MATURO di Lione martire a Lione con 40 compagni, nell’ anno 177.

NICOLA il pellegrino
nato in Grecia dove, per un certo tempo visse, da eremita., Si trasferì poi in Puglia e morì a Trani nel 1094. Canonizzato da Urbano II dopo soli 4 anni dalla morte, le spoglie sono conservate nella Cripta di San Nicola all’interno della Cattedrale di Trani dedicata a lui.

PIETRO
la leggenda dice che Pietro era un esorcista il quale subì il martirio a Roma, assieme al compagno Marcellino, verso la fine del 3° secolo, durante la persecuzione di Diocleziano. Furono sepolti da Lucilla, pia matrona romana, nel cimitero “Ad duas lauros”, sulla Via Labicana, dove poi l’imperatore Costantino edificò una basilica in loro onore. Papa Vigilio (537-555), inserì i loro nomi nel canone della Messa.

POMPEA di Lione martire.

PONTICO di Lione
martire nel 178, assieme a Pompea e moltissimi compagni di fede.

POTINO di Lione o FOTINO
discepolo di Policarpo di Smirne, fu il 1° vescovo di Lione. Arrestato durante la persecuzione di Marco Aurelio assieme molti altri cristiani, benchè fosse molto anziano, venne imprigionato e torturato. Subito il martirio nel 177, è commemorato assieme ai martiri di Lione.

SANTO di Lione diacono di Vienne, martire a Lione nel 2° secolo.

SILVIO di Lione martire a Lione nel 177.

VEZIO Epagato martire a Lione, nel 2° secolo, assieme ad Alessandro.

I santi del giorno del 26 aprile

26 Apr

ALDA di Siria santa martire assieme a MARIO.

ALIDA vergine martire in Normandia nel 3° secolo.

BASILEO vescovo martire.

BIANCA beata principessa francese.

LUCIDIO di Verona vescovo di Verona, detto anche LUCIDO, martire nel 4° secolo.

MARCELLINO papa
guidò la Chiesa dal 30 giugno 296 al 25 ottobre 304 e proprio durante il suo pontificato si intensificarono le sanguinose persecuzioni di Diocleziano e Galerio. I donatisti lo accusarono di aver consegnato alle autorità romane le Sacre Scritture, rinnegando la fede dopo l’editto del 23 febbraio 303 che ordinava di distruggere le chiese e di farsi consegnare da vescovi e presbiteri i sacri libri. Una passio leggendaria dice che egli offrì anche l’incenso agli idoli, ma poi si purificò con il martirio. Le accuse non sono però mai state esaurientemente documentate, così come le circostanze della morte. Sembra sia stato sepolto nel cimitero di Callisto, non nella cripta papale, ma nel documento liturgico “Depositio Episcoporum” viene invece indicata la data del 15 gennaio, come quella della sua deposizione nel cimitero di Priscilla, sulla Via Salaria.

PASCASIO Radberto
detto Berto, “figlio della ruota”, lasciato cioè, da una madre non identificata, alla porta del convento benedettino di Soissons, nel 790, allevato dalle suore. Si fece monaco nell’abbazia benedettina di Corbie sulla Somme fondata da santa Batilde nel 662, dove divenne insegnante, avendo tra i suoi allievi anche Anscario(Oscar). Eletto abate verso l’848, ma investito subito da numerosi problemi, sia da parte dei monaci, che dal re Carlo il Calvo, dopo tre anni si ritirò nel monastero di Saint-Riquier in Piccardia, come semplice monaco e per la sua umiltà non accettò mai di diventare sacerdote. Morto nell’865, fu sepolto nel cimitero dei poveri per suo espresso desiderio. Ha lasciato molte opere teologiche, tra le quali un Commentario al Vangelo di Matteo e il trattato Liber de Corpore et Sanguine Domini.

PELLEGRINO Laziosi
nato a Forlì nel 1265. Entrato nell’ordine dei Servi di Maria a Siena, tra il 1290 e il 1295, svolse poi la sua opera pastorale a Forlì e si distinse per la costanza nella preghiera, l’attività caritativa e la rigorosa penitenza. È morto il 1° maggio 1345.

RICARIO
eremita vissuto in Piccardia, nel nord della Francia, tra il 580 e il 645. Convertito al cristianesimo e divenuto poi sacerdote, visse santamente nella regione di Abbeville sulla Somme, dove fondò, con il compagno Rigoberto, un monastero divenuto poi la celebre abbazia di Saint-Riquier.

SCOLASTICA di Trino suora carmelitana di Trino Vercellese.

STEFANO III papa
di nobile famiglia romana eletto il 26 marzo 752, successore di un omonimo morto dopo soli 4 giorni dall’elezione. Sentendosi minacciato da Astolfo, re dei Longobardi, decise di chiedere l’aiuto del re dei Franchi Pipino il Breve. Partito da Roma il 14 ottobre 753, arrivò a Chalons-sur-Marne il 6 gennaio 754, dove fu accolto con tutti gli onori dal re in persona. Le trattative però si protrassero fino a Pasqua, quando il re si impegnò a liberare l’Italia dagli invasorii con il patto di Quierzy e il papa, in cambio, lo avrebbe incoronato, assieme alla moglie, il 28 luglio dello stesso anno nella chiesa di St.Denis, a Parigi. In più il re donava alla Sede apostolica l’esarcato di Ravenna e la Pentapoli, mentre il papa gli concedeva il titolo di Patrizio dei romani e protettore della Sede apostolica. Tutto questo si concretizzò nel giugno del 756, quando Pipino sconfisse definitivamente i Longobardi di Astolfo e divennero realtà, sia lo Stato Pontificio, che l’impegno di Pipino e dei re di Francia nel difendere la Chiesa. Stefano nel frattempo aveva promosso notevoli restauri per abbellire Roma. Morì il 26 aprile del 757 e fu sepolto in San Pietro.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 9 gennaio

9 Gen

ADRIANO di Canterbury
proveniente dall’Africa, si stabilì nei dintorni di Napoli e divenne abate di Nisida. Nel 671 fu mandato a Canterbury(v), dal papa Vitaliano, come abate del monastero dei santi Pietro e Paolo, che più tardi cambiò il nome in abbazia di sant’Agostino.  Qui rimase ben 39 anni e in questo tempo il monastero raggiunse una notevole fama come centro di insegnamento, dotato di una ricca biblioteca e con il risultato di una eccezionale fioritura di vocazioni sacerdotali. Morì nel 710 e la sua tomba divenne oggetto di numerosi pellegrinaggi per la fama dei miracoli che vi avvenivano. Secondo una leggenda il suo corpo verrà poi ritrovato intatto nel 1091.

AGNELLO di Napoli vescovo di Napoli dal 673 al 694.

ALESSIA vergine martire francese.

ALICE Le Clerc santa morta nel 1622.

BASILISSA 
moglie di Giuliano l’Ospitaliere, martire nel 4° secolo.

GIOCONDO  
martire assieme a Felice, Vitale e compagni.

GIULIANO di Siria
fu fatto prigioniero e venduto come schiavo in Siria. Quando riacquistò la libertà entrò nel monastero di Edessa (oggi Urfa), nel quale era abate Efrem il Siro. Sembra sia morto martire verso il 370.

GIULIANO l’Ospitaliere 
non si hanno notizie del luogo, o della data di nascita, anche se alcune fonti citano il 4° secolo. Secondo una leggenda tramandata da sant’Antonino  mentre era a caccia, i genitori vennero in visita al suo castello e sua moglie, Basilissa, mise a loro disposizione la camera da letto coniugale. Giuliano tornato a notte fonda, vide un uomo e una donna nel suo letto e sospettando un tradimento li uccise entrambi. Quando scoprì la verità, tormentato dai rimorsi, si ritirò a fare penitenza, assieme alla moglie, a vita ascetica in un luogo sperduto, dove aprì una locanda per viaggiatori e un ospizio-ricovero per i poveri, come è raccontato anche nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine. A Roma gli è stata dedicata la chiesa di San Giuliano dei Fiamminghi ed è patrono di Macerata.

GREGORIO X papa 
Tedaldo Visconti, nato nel 1208 a Piacenza, da una nobile famiglia. Ordinato diacono, divenne uomo di fiducia di un’importante cardinale, svolgendo varie missioni diplomatiche. Nominato arcidiacono a Liegi, amministrava ben 283 parrocchie, ma continuò gli studi per perfezionare la sua cultura religiosa, all’Università di Parigi dove fu condiscepolo di Bonaventura, Tommaso d’Aquino e amico personale del re Luigi IX. Nel 1271 mentre partecipava all’ultima crociata come cappellano e si trovava a San Giovanni d’Acri, l’antica Tolemaide di Palestina, il 1° settembre ricevette la notizia di essere stato eletto papa nel conclave di Viterbo, successore di Clemente IV. Tedaldo accettò, sbarcò a Brindisi e arrivò a Roma il 27 marzo 1272 dove venne consacrato, assumendo il nome di Gregorio X. Questo conclave si era protratto per ben 3 anni e i viterbesi avevano scoperchiato il tetto del palazzo e diminuito progressivamente il vitto agli elettori riuniti, per costringerli finalmente a prendere una decisione. Nel suo pontificato tese a pacificare animi e nazioni, andò in molte città italiane per stroncare i contrasti tra guelfi e ghibellini, fu tollerante verso gli Ebrei e nutrì molto interesse per l’Oriente. Istituì l’Elemosineria Apostolica e dettò nuove norme per il Conclave, come quella che riduceva il vitto ai cardinali di un 3° al giorno fino al digiuno completo, se entro 3 giorni dall’inizio dei lavori il nuovo papa non fosse risultato eletto. Infine nel 2° Concilio di Lione del maggio 1274, propose una nuova riforma del Conclave e ottenne, sia pure per poco tempo, la riunione con la Chiesa Greca. Morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, tornando dal Concilio di Lione. Nel 1713 Clemente XI ne ha autorizzato il culto come beato.

MARCELLINO di Ancona
vescovo di Ancona, morto nel 550 circa. Secondo una leggenda, con le sue preghiere avrebbe salvato la città da un furioso incendio.

PASCASIA martire.

PIETRO di Sebaste
fratello minore di Basilio Magno e di Gregorio di Nissa. Entrato nel monastero di Cesarea, di Cappadocia(oggi Kayseri), fondato da Basilio, che nel 370 lo ordinò sacerdote, ne divenne abate. Dieci anni dopo fu creato, sempre dal fratello, vescovo di Sebaste(v) e così partecipò al Concilio di Costantinopoli del 381, lottando contro l’arianesimo. È morto nel 392.

I santi del giorno del 2 gennaio

2 Gen

ABELE della Bibbia.
figlio secondogenito dei progenitori Eva e Adamo. Associata all’agnello di cui era pastore e che sacrificava spesso a Dio, la sua figura simboleggia dolcezza e fiduciosa attesa. Sant’Agostino,  parlando della fede di Abele, ha fatto di lui il tipo dell’uomo rigenerato, il fondatore della città di Dio. Secondo la tradizione, fu ucciso dal fratello Caino, agricoltore, adiratosi perché la sua offerta, a differenza di quella di Abele, non era gradita a Dio.

ADALARDO di Corbie o ALEARDO
Nato a Huysse, in Fiandra, nel 751. Nipote di Pipino il Breve, cugino e consigliere di Carlomagno, disgustato dei vizi di corte, nel 773 si ritirò a vita monastica. Trascorse due anni a Montecassino addetto alla cura del giardino del monastero e quando tornò in patria, fu nominato abate nell’abbazia benedettina di Corbie in Piccardia. Nell’817 venne esiliato sull’isola di Hèri, alle foci della Loira, assieme al fratello Wala e due sorelle. Morì nell’827.

ALESSANDRO di Fermo
leggendario 1° vescovo di Fermo nelle Marche, martire.

ARGEO
martire nel 4° secolo nei pressi di Cori ,in provincia di Latina, assieme a Marcellino e Narciso.

BASILIO il Grande
nato nel 329 a Cesarea di Cappadocia(v). La sua famiglia, cristiana da diverse generazioni, vanta numerosi santi: il padre Basilio, la madre Emmelia o Amelia, la sorella Macrina, e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Studiò a Costantinopoli e poi ad Atene, dove ritrovò un suo condiscepolo di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, al quale fu legato da grande amicizia per tutta la vita. All’età di 25 anni rientrò in Cappadocia e dopo aver ricevuto il battesimo, spinto anche dalla sorella Macrina che aveva già fondato un monastero femminile, decise di abbandonare il “mondo” per dedicarsi a vita ascetica. Lasciò la carica di insegnante di retorica e si recò in Oriente per studiare la vita degli anacoreti. Dopo aver venduto i suoi beni per darne il ricavato ai poveri, nel 358 si stabilì come eremita sul fiume Iris, nel Ponto e attrasse a se molti discepoli, che organizzò nel primo monastero dell’Asia Minore. Nel 362 fu ordinato sacerdote, ma nel 369 dovette abbandonare la solitudine essendo stato eletto al seggio episcopale della sua città di nascita. Moralista, oltre che teologo, fu un grande predicatore della carità, amico del popolo e dei bisognosi. Dettò le sue regole monastiche, ancor oggi seguite da moltissimi monaci orientali e si oppose ai vescovi ariani e all’imperatore Valente, che contestavano l’ortodossia trinitaria definita dal Concilio di Nicea del 325. Ha lasciato molti commenti alle Sacre Scritture, una vasta corrispondenza di circa 400 lettere, una trattazione sullo Spirito Santo per confutare l’arianesimo, tredici omelie sui salmi e un commento sull’Hexaemeron, trattato sui 6 giorni della Creazione di sant’Ambrogio.  Morì il 1° gennaio del 379, a Cesarea di Cappadocia. Dottore della Chiesa e patriarca del monachesimo orientale.

DEFENDENTE
soldato cristiano martire, della famosa Legione Tebana, comandata da Maurizio che fu sterminata alla fine del 3° secolo durante la persecuzione di Massimiano Erculeo nel territorio di Marsiglia, sulle rive del Rodano. Venne sepolto dal vescovo di Marsiglia, Teodoro.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia(oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante.. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia  autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

MACARIO il giovane
nato verso il 309, nel 335 si ritirò a vita eremitica nella Tebaide(v) e governò, in qualità di abate, le colonie monastiche della Nitria. Un’altra tradizione sostiene che era direttore delle scuole per catecumeni di Alessandria e venne esiliato dagli Ariani su di un’isola di pagani che egli riuscì a convertire. Morì nel 404, ad Alessandria d’Egitto.

MARCELLINO martire assieme ad Argeo e Narciso nel 4° secolo.

MARTINIANO di Milano vescovo.

NARCISO martire assieme ad Argeo e Marcellino

ODILONE di Cluny
nato nel 961, discendente di una nobile famiglia francese dell’Alvernia(v). Fattosi monaco a Cluny (v), nel 994 ne divenne il 5° abate, successore del suo maestro Maiolo. Abate per molti anni, diede grande impulso alla congregazione che giunse a contare ben 65 filiali, difendendola dalle mire dei vescovi che ne insidiavano l’autonomia e dai feudatari laici, che ne ambivano le ricchezze. Amico e consigliere di papi e imperatori, fu uno dei personaggi più influenti d’Europa. È ricordato anche per aver introdotto la Commemorazione dei Defunti, al 2 novembre e per la sua opera letteraria, della quale sono rimasti inni, lettere, sermoni, la Vita dell’imperatrice Adelaide e la Vita di san Maiolo. È morto nella sua abbazia nel 1048.

STEFANIA Quinzani
nata il 5 febbraio 1457 a Orzinuovi, in provincia di Brescia. All’età di 15 anni si fece terziaria francescana, pur continuando a vivere nella propria casa. Nel 1485 fondò un convento di domenicane a Soncino, Cremona, con lo scopo di visitare e assistere i poveri. Nella sua vita compì molte opere di carità e visse praticando spesso il digiuno. Ebbe molte estasi e verso il 1490 ricevette le stigmate alle mani e ai piedi, sopportando così molte sofferenze per 40 anni. È morta il 2 gennaio 1530.

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