Tag Archives: beata

I santi del giorno del 27 agosto

27 Ago

ANITA Cantieri beata morta nel 1942.

CARPOFORO di Capua martire assieme a Rufo.

CESARIO di Arles
nato nel 470 circa, a Chalon-sur-Saone, in Francia. Entrò nel monastero sull’isola di Lerins, dove rimase per sette anni e poi studiò ad Arles (v), dove fu ordinato sacerdote dal vescovo Eonio. Per un certo tempo resse l’abbazia di un monastero dei dintorni e poi nel 503, alla morte di Eonio, fu nominato vescovo di Arles. Esiliato a Bordeaux da Alarico II, re dei Visigoti di Spagna e della Gallia Meridionale, fu poi richiamato e così presiedette il sinodo di Agde nel 506. Ottenne dal papa Simmaco la primazia sulle Chiese di Gallia e Spagna, esercitando notevole influenza sulla vita della Chiesa medievale. Dal 524 al 529, convocò e presiedette anche i sinodi di Arles, Carpentras, Vaison e quello di Orange, che decretò la condanna del semipelagianesimo. Fece costruire l’ospedale più importante di tutta la Gallia e fondò numerosi monasteri, tra i quali uno femminile, affidato alla direzione della sorella Cesaria. Importanti sono stati sia la sua attività, che gli scritti in campo pastorale e teologico. Negli ultimi anni si ritirò in un monastero di Marsiglia, ma morì ad Arles il 27 agosto 543, dove fu sepolto nella basilica di Santa Maria.

EULALIA di Lentini
martire in Sicilia, molto venerata a Lentini e Palermo in una chiesa che porta il suo nome.

FORTUNATO di Lecce
martire con Giusto e Oronzo. Compatrono di Lecce.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GIUSTO di Lecce  martire con Oronzo di Lecce e Fortunato.

GUERRINO di Sion
nato verso il 1065, nobile signore di Pont-à-Mousson, sulla Mosella, in Francia. Discepolo di Roberto di Molesmes, si fece monaco nell’abbazia fondata dal suo maestro e nel 1113, divenne abate nel monastero di Aulps. Per l’assiduo impegno rivolto al progresso spirituale e materiale del suo monastero, ricevette molti elogi da Bernardo di Clairvaux e nel 1138, malgrado l’età avanzata, accettò di diventare vescovo di Sion, presso Nancy e anche qui fu pastore zelante e operoso. È morto il 27 agosto 1150.

LICERIO di Lerida
nato a Lerida, in Spagna e morto a Roma nel 4° secolo è molto venerato a Venezia.

MARCELLO di Costanza
tribuno romano, subì il martirio verso il 304 insieme con la moglie e i figli a Tomi, antica città della Mesia sul Ponto Eusino che corrisponde all’odierna Costanza, in Romania. Condannati “ad bestias”, cioè alle fiere dal prefetto Culciano e rimasti illesi, furono poi decapitati.

MONICA di Tagaste
madre di Agostino, nata nel 331 a Tagaste, che oggi è chiamata Souk-Ahras, in Algeria. Figlia di genitori cristiani, fu educata secondo i principi religiosi che influirono tanto sulla sua vita, sia per portare alla fede nel 370, il marito Patrizio, che aveva sposato giovanissima e al quale aveva dato diversi figli, tra i quali Agostino, sia per i suoi personali rapporti proprio con questo figlio. Agostino, infatti, ammise l’influsso dell’educazione materna, anche nel periodo dell’eresia, ma sopratutto, quando lei gli fu accanto nella crisi spirituale che lo portò al cristianesimo. Monica, che dal 371 era vedova, nel 383 seguì il figlio in Italia, prima a Roma e poi a Milano, fu con lui nel ritiro di Cassiacico, in Lombardia e assistette al suo battesimo a Milano nel 387. Morì nell’ottobre dello stesso anno a Ostia, dove venne sepolta, durante il viaggio di ritorno in Africa. Dal 1430 le sue reliquie sono conservate a Roma, nella Chiesa di Sant’Agostino. Donna di straordinarie virtù naturali e soprannaturali, arricchite di doni mistici, è stata un notevole esempio di intelligenza e di sensibilità e su di lei il figlio ha scritto pagine bellissime nelle sue “Confessioni”.

NARNO di Bergamo
viene ricordato come il 1° vescovo della città.

ORONZO od ORONZIO
sembra sia stato il 1° vescovo di Lecce, nominato proprio da Paolo di Tarso, subendo il martirio assieme ai diaconi Fortunato e Giusto, durante la persecuzione di Nerone. Compatrono e protettore di Lecce.

RUFO di Capua vescovo martire nel 420, assieme a Carpoforo.

SIAGRIO di Autun
vescovo di Autun (v) dal 560. All’età di circa 40 anni partecipò a vari concili e svolse poi molti incarichi per Gregorio Magno il quale, in riconoscenza, gli concesse l’uso del pallio. Ebbe una parte importante sia in campo religioso, che politico e godette, ancora in vita, fama di santità.

Annunci

I santi del giorno del 15 luglio

15 Lug

AMERIGO di Bamberga
confessore di Bamberga, città dell’Alta Franconia, in Germania.

ANGELINA da Monte Giove
nata nel 1377, nel castello di Montegiove, in provincia di Perugia, dai conti di Marsciano. Rimasta orfana della madre a 12 anni, fece voto di verginità, ma 4 anni dopo il padre la costrinse al matrimonio con Giovanni de Termis, di Civitella de Conti. Dopo un solo anno, rimasta vedova, distribuì i suoi beni ai poveri e si fece francescana. Il suo esempio, seguito anche da altre giovani, suscitò le ire dei genitori che indussero Ladislao, re di Napoli a decretarne l’esilio. Partita da Civitella con le compagne per un pellegrinaggio ai luoghi francescani di Assisi, si fermò a Foligno, dove nel 1397 emise i voti solenni. A questo primo nucleo di Terziarie Francescane Regolari nel monastero di Sant’Anna, ne seguirono altri ad Assisi, Viterbo, Firenze e Rieti, così che lei è considerata la fondatrice di quest’Ordine. Nel 1430 Martino V riunì tutti questi monasteri sotto un’unica superiora generale, Angelina, con il compito dell’educazione e istruzione della gioventù femminile. Morì a Foligno il 14 luglio 1435 e fu sepolta nella chiesa francescana della città. In seguito a un miracolo avvenuto sulla sua tomba nel 1492, la salma fu esumata e trovata incorrotta, venne messa in una preziosa urna, collocata in un altare di fronte alla tomba di Sant’Angela da Foligno. Il culto fu confermato da Leone XII, l’8 luglio 1825..

ANNA MARIA Javouhey beata morta nel 1851.

APRONIA di Troyes
monaca vissuta nel 5° secolo, sorella di Apro vescovo di Toul, in Francia.

ATANASIO di Napoli
vescovo morto nell’872. Eletto nell’849, si distinse per pietà e dottrina e fu stimato dal papa Niccolò I. Perseguitato e fatto prigioniero dal nipote, il duca Sergio II, venne confinato sull’isola di Nisida da dove fu liberato per l’intervento dell’imperatore e re d’Italia, Ludovico II.

BONAVENTURA
Giovanni Fidanza, nato verso il 1220 a Bagnorea, che dal 1922 si chiama Bagnoregio, provincia di Viterbo. Entrato nell’Ordine Francescano nel 1243, con il nome di Bonaventura, studiò a Parigi alla Sorbona, dove ebbe come maestro Alessandro di Hales e si laureò in filosofia e teologia. Dal 1248 assistente della stessa università, della quale diventò cattedratico il 23 ottobre 1257, con Tommaso d’Aquino. Discepolo di Francesco d’Assisi, nello stesso anno fu eletto Ministro Generale dei Frati Minori, carica che tenne fino al 28 maggio 1273, quando Gregorio X lo nominò cardinale-vescovo di Albano e suo Legato al Concilio di Lione. Lavorò senza stancarsi alla preparazione di questo Concilio, nel quale difese gli “ordini mendicanti” ma morì il 15 luglio 1274, durante i lavori del Concilio stesso. Canonizzato da Sisto IV nel 1482, è stato proclamato Dottore della Chiesa da Sisto V, nel 1587. È considerato il massimo rappresentante di quel movimento mistico francescano del 13° secolo, sviluppatosi sulle basi della filosofia agostiniana e per questo motivo venne chiamato Doctor seraphicus. La sua immensa opera, pubblicata in 10 volumi dal 1881 al 1903, sostiene una teoria dei gradi mistici, mediante la quale la mente ascende, dalla contemplazione della natura, alla visione di Dio guidata dalla grazia. L’opera principale è l’Itinerario della mente a Dio, mentre tra le minori sono da citare, la Legenda maior, i Commentari in 4 libri e il Breviloquim.

EDITH di Polesworth
vedova di un re del Wessex, uno dei 7 reami della Gran Bretagna, che dopo l’827 prevalse sugli altri e divenne Inghilterra. Si fece monaca benedettina nel monastero di Polesworth, dove morì nel 925.

EGINO di Augusta
nacque nel 1065 ad Augsburg, in Baviera, dove fu educato nel monastero benedettino locale e, divenuto poi abate, sostenne con energia il suo vescovo nella lotta per le investiture.. Morì a Pisa il 15 luglio 1120, tornando da Roma, dove era andato a chiedere consiglio al papa Callisto II.

EUTROPIO martire a Porto Romano, assieme a Bonosa e Zosima.

GIACOMO o GIACOBBE
nato nel 270 a Nisibi in Iran (oggi Turchia), eremita e poi vescovo, assistette al Concilio di Nicea del 325. Fu il conforto del popolo durante i vari assedi subiti da parte dei Persiani e morì nel 338, proprio durante uno di questi. Anche se delle sue numerose opere in siriaco, è rimasta solo una raccolta di Sermoni, è chiamato “Dottore della Chiesa Siriaca” ma dai contemporanei era soprannominato “il Mosè di Mesopotamia”.

POMPILIO Maria Pirrotti
nato nel 1710 circa, a Montecalvo Irpino, Avellino, da una famiglia nobile. A 16 anni lasciò la famiglia ed entrò nelle Scuole Pie di Benevento, dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1732 e aver insegnato per 8 anni, divenne predicatore, seguito ovunque da folle di fedeli che desideravano ricevere i Sacramenti da lui chiamandolo “padre santo”. Pur tra difficoltà e ostacoli di ogni genere, la sua predicazione pellegrinante in molte città: Ancona, Chieti, Lanciano, Ortona, Manfredonia e altre ancora, durò circa 25 anni. Nel 1765 fu mandato a dirigere una comunità religiosa in crisi a Campi Salentina, a pochi chilometri da Lecce, e riuscì a migliorarne l’ambiente, la chiesa, l’oratorio e il noviziato. Qui morì il 15 luglio 1766, dove sono custodite le spoglie nel santuario a lui dedicato. È stato dichiarato beato per le sue virtù eroiche da Leone XIII il 26 gennaio 1890 e poi, il 19 marzo 1934, Pio XII ne ha incluso il nome nel Calendario universale della Chiesa.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana(il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

ROLANDO di Chezery
monaco cistercense di Chézery, sulle coste del nord della Francia, nel 12° secolo.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

TERENZIO di Sarzana
di origine scozzese, 5° vescovo di Luni, in Liguria, vissuto nel 9° secolo. Patrono di Sarzana.

TERESINA infanta di Spagna, martire.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

VLADIMIRO I, il Santo
gran principe di Kiev nato nel 956, figlio di Svjatoslav, dal quale nel 970 ereditò il principato della città di Novgorod. Venne coinvolto nelle contese tra i suoi fratelli, Jaropolk e Oleg, alla fine delle quali, nel 980 rimase unico signore della Russia, ponendo la sede a Kiev. Particolarmente importanti i rapporti con gli imperatori bizantini, culminati nel 989 con la conversione al cristianesimo, quando ricevette il battesimo, e poi con il matrimonio con la principessa Anna, sorella di Basilio II e Costantino VIII. Dichiarò la fede cristiana religione di stato, proibì il paganesimo e fondò scuole, chiese e ospedali. Morto a Kiev, in Ucraina, il 15 luglio 1015 è stato proclamato patrono principale della nazione russa.

ZOSIMA
martire a Porto Romano assieme alla sorella Bonosa ed Eutropio.

I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

I santi del giorno del 29 giugno

29 Giu

BEATA di Sens martire nel 3° secolo a Sens(v), assieme a Benedetta.

BENEDETTA di Sens
vergine martire di Sens(v), nel 3° secolo, assieme a Beata.

CASSIO di Narni
santo vescovo della città, martire nel 4° secolo. Le reliquie sono conservate nell’oratorio di San Cassio nella Cattedrale di Narni, ricostruito nella forma attuale nel 1679, dopo la loro restituzione da parte della città di Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle del vescovo Giovenale.

DORICO martire

EMMA di Gurk
nata nel 980 in Carinzia, contessa di Freisach, in Austria, parente di Enrico II imperatore. Con il marito, conte Guglielmo di Sanngau, si dedicò a opere religiose, ma poi nel 1016 rimase vedova, perchè il marito morì di malattia sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l’assassinio del figlio Guglielmo, nel 1036 Emma rimase sola e con l’imponente patrimonio di famiglia fondò 9 parrocchie e 2 monasteri, sempre in Austria, quello dei benedettini di Admont e uno femminile a Gurk, che nel 1071 divenne sede vescovile. Visse come religiosa in questo monastero, dove morì il 29 giugno 1054. Nel 1070 la salma venne riposta nella chiesa di Gurk, in Carinzia, appena costruita. Nella primavera 1287 è stata beatificata ufficialmente da Onorio IV e infine nel 1938, canonizzata da Pio XI che ne ha riconosciuto il culto, diffuso da secoli sopratutto in Carinzia e Slovenia.

GIUDITTA di Niederalteich
nata in Inghilterra nell’11° secolo. Tornando da un pellegrinaggio si fermò in Baviera, a Niederalteich, dove fu accolta in un monastero nel quale viveva, come una reclusa, la nipote Salomè colpita dalla lebbra e qui rimase fino alla morte, assistendo la nipote.

MARIA
personaggio biblico, madre di Giovanni l’Evangelista. Nella sua casa si rifugiò anche Pietro dopo la sua miracolosa liberazione dal carcere di Gerusalemme.

PAOLO di Tarso
nato in Cilicia(v) verso l’anno 10, da una famiglia discendente dalla tribù di Beniamino che aveva dato il primo re a Israele, fu chiamato Saulo e pur essendo giudeo, come tutti gli abitanti della città era anche cittadino romano. A Gerusalemme in giovinezza ricevette dal rabbi Gamaliele una profonda educazione religiosa secondo le dottrine della setta dei Farisei e così, in principio, fu un accanito persecutore degli ebrei credenti in Gesù in difesa della sua religione. Venne infatti coinvolto nella lapidazione di Stefano, il primo martire cristiano:”Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione”, come è scritto negli Atti degli Apostoli di Luca, al capitolo 8. Nell’anno 35, improvvisamente folgorato da una visione celeste sulla via di Damasco, mentre andava ad  arrestare alcuni cristiani, si convertì e da persecutore, divenne prima discepolo e poi apostolo. Battezzato da un certo Anania, si ritirò per 3 anni in preghiera e solitudine e poi tornò a Damasco, incontrando l’ostilità dei giudei tanto che fu costretto a fuggire di notte calandosi dalle mura della città in un cesta.Si preparò poi con anni di studio e meditazione, all’opera di conversione dei Gentili(non ebrei) e verso il 45, con il compagno Barnaba, iniziò il 1° dei suoi 3 viaggi missionari. Dopo aver ricevuto il titolo di vescovo ad Antiochia, andò a Cipro, in Panfilia, Pisidia e Licaonia, conquistando moltissimi discepoli e fondando ovunque diverse Chiese ed è da allora che, secondo Luca, cominciò a portare il nome greco Paolo a preferenza di quello ebreo, Saulo. Nel Concilio Apostolico di Gerusalemme del 48, in merito alla questione della circoncisione ebraica, sostenne che il cristianesimo era indipendente dalla legge di Mosè. Tra il 49 e il 52, intraprese la seconda missione portando il Vangelo in Frigia e Galazia, fondando altre chiese a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene e Corinto. Qui si fermò per 10 mesi, scrivendo le 2 Lettere ai Tessalonicesi e passando da Efeso, Cesarea di Palestina e Gerusalemme, ritornò poi ad Antiochia. Durante il 3° viaggio, il più lungo, iniziato forse nella primavera del 54, visitò le comunità che aveva fondato in precedenza, si fermò 3 anni a Efeso, da dove però fu costretto a ripartire da una sommossa, andò in Macedonia, ad Atene, ancora a Corinto e dopo aver visitato le coste asiatiche, nel 58 tornò infine a Gerusalemme, dove fu arrestatato mentre consegnava le offerte ricevute. In questo tempo di prigionia scrisse le Lettere ai Corinzi, Galati e Romani. Per sottrarlo alla furia dei giudei, i romani lo trasferirono in una prigione di Cesarea, dove iniziò l’istruttoria contro di lui, sotto la reiterata accusa di agitatore del popolo. La procedura si protrasse per due anni e alla fine Paolo, stanco e desideroso di sottrarsi alle persecuzioni dei suoi ex-correligionari, si appellò all’imperatore di Roma, dove arrivò nel 61, dopo un viaggio pieno di peripezie attraverso Sidone, Creta, Malta e Pozzuoli, durante il quale scrisse lettere ai Filippesi, Colossesi ed Efesini A Roma gli fu permesso di soggiornare in una casa privata, in libertà vigilata fino al 63 e così poté continuare a svolgere la sua opera di organizzazione e di evangelizzazione, ammonendo, spronando e insegnando. Sembra sia stato trovato innocente e liberato tra il 63 e il 64, perché le lettere pastorali lo presentano ancora a Efeso, Creta e Macedonia, da dove scrisse la prima lettera a Timoteo e poi quella a Tito. Compì quasi certamente viaggi in Spagna e in Oriente, fu arrestato di nuovo, forse a Troade(oggi in Turchia), denunciato da falsi fratelli, condotto a Roma e incarcerato. Questa seconda prigionia romana, ben diversa e più dura della prima, iniziata alla fine del 66, si concluse con il martirio, nel 67; secondo la tradizione fu decapitato appena fuori città, sulla Via Ostiense, nel campo detto delle Tre Fontane e provvisoriamente sepolto nelle catacombe della chiesa che oggi è intitolata a San Sebastiano sull’Appia Antica. Secondo una leggenda, il nome Tre Fontane, deriva dal fatto che 3 fontane zampillarono miracolosamente dove la testa del Santo era rimbalzata dopo la decapitazione. Paolo, oltre che apostolo, fu scrittore, pensatore e teologo profondo, così che può essere considerato il creatore della teologia cattolica e i suoi scritti, in primo luogo le “lettere”, hanno esercitato una grande influenza sulla storia di tutto il pensiero cristiano. Festa anche il 25 gennaio per la Conversione di San Paolo.

PIETRO apostolo
Simone, figlio di Giona, originario di Betsaida(v). Pescatore come il fratello Andrea sulle rive del lago di Tiberiade, era sposato e viveva a Cafarnao, quando nel 31 fu invitato da Gesù a seguirlo. Il Salvatore, nello scegliere i primi discepoli conferì a lui il primato, gli cambiò il nome in Kéfhà(roccia pietra), cioè Pietro, affidandogli la costruzione della sua Chiesa e per questo motivo, nei Vangeli, viene messo sempre a capo dei 12 apostoli. Dopo essere stato uno dei testimoni dell’Ascensione al cielo, tornò a Gerusalemme dove presiedette all’elezione di Mattia, in sostituzione del “traditore”, Giuda Iscariota. Perseguitato dai sacerdoti per la sua intrepida predicazione, venne imprigionato due volte, ma fu sempre rilasciato, non trovandosi contro di lui validi capi d’accusa. Andò a Samaria, dove predicò il Vangelo assieme al diacono Filippo, combattendo le dottrine eretiche di Simon Mago e poi si fermò 3 anni a Gerusalemme, guidando gli apostoli. Lasciato il compito di dirigere la comunità a Giacomo il Minore, andò a predicare ad Antiochia, dove nel 35 fissò la sua sede e da dove iniziò l’evangelizzazione del Ponto, Galazia, Cappadocia e Bitinia(v), compiendo numerosi miracoli. Nel 42, dopo l’incontro con Paolo, lasciò Evodio a reggere la Chiesa di Antiochia e trasportò la sede pontificia a Roma, ma dopo poco tempo dovette tornare a Gerusalemme per infondere fiducia a quella comunità, perseguitata da Erode Agrippa. Ancora incarcerato nel 43 e condannato a morte, fu liberato da un angelo e poté tornare a Roma, da dove scrisse la sua prima Lettera diretta ai fedeli dell’Asia Minore, sicuramente autentica, vigorosa nelle sostanza e semplice nella forma. Scritta in greco, sembra però di troppo buona qualità per un pescatore di Galilea, è stata forse dettata a Silvano, un suo discepolo-segretario. Quando venne cacciato da Roma, assieme a tutti i Giudei, tornò ancora una volta a Gerusalemme, assieme a Paolo fu ancora a Roma nel 65 e poi evangelizzò la Sicilia, le Gallie e l’Africa Settentrionale. Indirizzò ai fedeli di tutto il mondo conosciuto la sua seconda Lettera, avente lo scopo di inculcare nei credenti la necessità delle buone opere, di combattere gli eretici e rammentare la seconda venuta di Gesù per il giudizio finale Essendo stata scritta nel 67, può dirsi il suo vero testamento. Colpito dalla persecuzione di Nerone iniziata nel 64, riuscì a sottrarsi temporaneamente alla morte, facendo anzi nuovi proseliti, confutando i simoniti, ma, denunciato da falsi fratelli, fu arrestato assieme a Paolo, imprigionato nel carcere Mamertino e crocifisso a testa in giù, negli orti del colle vaticano, il 29 giugno dello stesso anno. Le ricerche intraprese tra il 1939 e il 1949 hanno portato alla scoperta della sua tomba sotto la basilica di San Pietro in Vaticano, dove era stata posta nel 120, mentre in precedenza le spoglie erano conservate nelle catacombe di San Sebastiano sull’Appia Antica.

SALOME’ di Baviera
ammalata di lebbra, visse in un monastero bavarese curata dalla zia, Giuditta di Niederaltaich.

SIRO di Genova
discepolo di Ermagora di Aquileia, secondo una tradizione leggendaria, dopo aver svolto attività attività sacerdotale a Sanremo, venne acclamato vescovo di Genova, alla morte di Felice. Morì nel 340 e fu sepolto nella prima cattedrale della città, che venne intitolata a lui.

I santi del giorno del 20 giugno

20 Giu

ADALBERTO di Magdeburgo
chiamato anche Alberto, monaco benedettino morto nel 981. Fu il primo arcivescovo di Magdeburgo città sull’Elba, nella Sassonia prussiana.

BENIGNA di Breslavia
monaca cistercense di Breslavia (Wroclaw), in Polonia, uccisa dai Tartari nel 1241.

ELIA di Ohren
badessa benedettina del monastero tedesco di Ohren, presso Treviri (v), morta nel 750. Non si conoscono altre notizie sulla sua vita, anche se è citata in molti documenti dell’epoca, come nel breviario del vescovo Balduino e nei calendari dei santi Irmino e Massimino. Nel monastero francescano di Ohren è venerata una presunta reliquia del suo braccio.

ETTORE martire senza notizie storiche, anche se il suo culto è molto diffuso.

FIORENTINA o FIORENZA
nata a Cartagena, in Spagna, sorella di tre santi Fulgenzio, Isidoro e Leandro. Nel 543 si rifugiò a Siviglia, con la madre i e fratelli per sfuggire alle truppe di Giustiniano. Rimasta orfana molto giovane, si ritirò in un convento di Siviglia, del quale divenne badessa. Morì verso il 626.

GEMMA martire.

MARGHERITA Ebner beata.

NOVATO di Roma martire.

SILVERIO papa
nato a Frosinone, figlio del papa Ormisda, suddiacono della Chiesa di Roma. Alla morte di Agapito I, venne eletto il 1° giugno 536, per imposizione di Teodato re degli Ostrogoti, che voleva un uomo di fiducia alla guida della Chiesa. In quello stesso anno il generale bizantino Belisario occupò Roma, sconfiggendo i Goti e la restituì all’impero di Bisanzio. Coinvolto nelle lotte politiche e religiose tra l’Italia e la Chiesa, cadde vittima dei complotti del diacono Vigilio, aspirante al soglio pontificio e, inimicatasi la corte bizantina, venne deposto dopo un solo anno di pontificato ed esiliato a Patara, in Licia. Tornato a Roma, fu relegato sull’isola di Ponza, sempre per istigazione di Vigilio che nel frattempo era divenuto papa per imposizione di Belisario. Qui abdicò l’11 novembre 537, mettendo fine allo scisma e morì di stenti e di fame il 2 dicembre successivo. È onorato come martire e patrono di Ponza.

I santi del giorno del 11 giugno

11 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

AMABILE di Riom
curato di Riom, città nei pressi di Clermont-Ferrand, nel 5° secolo.

APOLLO vescovo.

BARNABA di Cipro
nato sull’isola di Cipro, il suo nome era Giuseppe, soprannominato Barnaba, che significa “figlio della consolazione”. Levita, si convertì al cristianesimo, vendendo il proprio campo, consegnandone l’importo ai piedi degli Apostoli e fu così tra i primi fedeli di Gerusalemme. Collaboratore degli Apostoli stessi, ai quali verso il 38 presentò il neo-convertito Saulo di Tarso. Dal 42 al 43 fu ad Antiochia assieme a lui tenendo riunioni e istruendo molta gente, partecipò alle discussioni circa l’ammissione dei pagani convertiti nel 1° concilio di Gerusalemme del 51 e Paolo gli affidò il compito di aiutarlo nell’evangelizzazione dei Gentili in Asia Minore e poi a Cipro. Quando si separarono, Barnaba tornò a Cipro, continuando a predicare il Vangelo accompagnato dal cugino Marco, l’evangelista. Secondo la tradizione morì lapidato e bruciato dagli Ebrei a Salamina, sull’isola omonima in Grecia, nel 60 o 61. Erroneamente ritenuto il fondatore della Chiesa di Milano, è invece annoverato tra i Padri della Chiesa, anche se gli Atti e il Vangelo che gli vengono attribuiti, sono sicuramente apocrifi. Secondo Tertulliano, sembra sia lui e non Apollo, l’autore della Lettera agli Ebrei, attribuita a san Paolo.

CUNEGONDA di Polonia
vissuta nel 13° secolo, sorella della beata Iolanda, principessa di Polonia. Quando rimase vedova si ritirò assieme a lei nel convento delle Clarisse di Gniezno a circa 50 chilometri da Poznam, dove morì verso il 1290.

FLORA d’Alvernia
nata in Alvernia (v), a 14 anni entrò nel convento degli Ospedalieri di San Giovanni a Beaulieu, nella Turenna, dove fece l’infermiera. Ebbe il dono di molte apparizioni e le furono attribuiti anche vari miracoli avvenuti dopo il 1347, anno della sua morte. È molto venerata in tutta la Francia.

MARIA ROSA Molas y Vallvè
nata il 24 marzo 1815 a Reus, presso Tarragona, in Spagna, da una famiglia di artigiani. Dal 1841 si dedicò a servire i più poveri nell’ospedale della sua città, dando grandi prove di carità e poi fondò la Congregazione religiosa delle “Sorelle della Consolazione”, continuando la sua missione d’amore fino alla morte, l’11 giugno 1876.

PAOLA Frassinetti
nata a Genova il 3 marzo 1809. Visse accanto al fratello Giuseppe, parroco e fondatore dei Figli di Maria Immacolata, collaborando con lui e insegnando nella scuola dei bambini della parrocchia. Ottima docente e fine educatrice, nel 1834 fondò l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea, per l’educazione della gioventù femminile, che ebbe una larga diffusione anche in Portogallo e Brasile. Morta a Roma l’ 11 giugno 1882, beatificata nel 1930 da Pio XI, è stata poi canonizzata nel 1984 da Giovanni Paolo II.

PARISIO di Treviso santo bolognese, monaco camaldolese morto nel 1267.

REMBERTO di Amburgo vescovo di Amburgo e poi di Brema, in Germania.

 

I santi del giorno del 18 maggio

18 Mag

ALESSANDRA di Ankara
martire in Turchia, assieme al vescovo Teodoto, Claudia e altri 6 compagni.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CLAUDIA di Ankara
martire in Turchia assieme al vescovo Teodoto e 6 compagne.

DIOSCORO di Alessandria
lettore martire, decapitato ad Alessandria d’Egitto, tra il 2° e il 3° secolo. Per i Greci, la festa è il 13 ottobre.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

EUFRASIA di  Ankara martire assieme a Giulitta.

FELICE da Cantalice
nato a Cantalice, presso Rieti, nel 1515. Contadino e pastore per diversi anni, nel 1543 entrò come fratello cooperatore nel convento dei minori cappuccini di San Francesco a Città Ducale, Rieti e per vent’anni venne inviato a Roma a fare la questua. Svolse un’intensa opera di carità con sereno ottimismo e gentilezza, tanto che rispondeva “Deo gratias”, anche a chi lo scherniva o insultava ed è per questo che fu soprannominato, fra deogratias. Amico di Filippo Neri e Carlo Borromeo, è morto il 18 maggio 1587. Beatificato da Urbano VIII, nel 1625 e poi canonizzato da Clemente XI, nel 1712.

GIOVANNI I papa
nato nel 470, in provincia di Siena. Creato cardinale da Gelasio I, venne eletto al pontificato il 13 agosto 523. Nonostante fosse malato, il re ostrogoto Teodorico il Grande, lo incaricò di chiedere all’imperatore d’Oriente, alcune concessioni per gli ariani. Andò così a Costantinopoli, dove però difese i diritti della Chiesa Cattolica e incoronò imperatore Giustiniano, nella basilica di santa Sofia. Quando tornò in Italia, causa il cattivo esito della missione, Teodorico lo fece imprigionare a Ravenna, dove morì di fame il 18 maggio 526, dopo lunghe sofferenze e umiliazioni. Nel 530 la salma, sepolta fuori le mura della città, fu trasportata a Roma e collocata nell’atrio della basilica vaticana.

GIULITTA di Ankara
vergine martire con Teodoto e altri compagni di fede.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

LUCIANA di Bisanzio martire

POTAMONE vescovo di Eraclea Pontica, martire nel 341.

RAFFAELLA beata.

TEODOTO di Ankara
martire sotto Diocleziano. Oste e albergatore di fede cristiana diede ospitalità e prestò molte opere di soccorso ai compagni di fede. Per queste colpe venne condannato a morte e decapitato assieme a un gruppo di donne: Alessandra, Claudia, Eufrasia, Faina, Giulitta, Matrona e Tecusa.

VENANZIO di Camerino
nato nel 235, a Camerino, in provincia di Macerata. Secondo la passio, morì per la fede a soli 15 anni e le spoglie vennero traslate a Roma da Bonifacio IV, all’inizio del 7° secolo. È patrono di Camerino che gli ha dedicato una grande chiesa, ricostruita quasi integralmente, dopo il terremoto del 1799. Viene spesso confuso con l’omonimo martire, 1° vescovo di Duvno, che però è celebrato il 1° aprile.

VINCENZA Gerosa
nata il 29 ottobre 1784, a Lovere, Bergamo, si dedicò con grande umiltà  all’apostolato laico tra la gioventù. Il 21 novembre 1832, fondò, assieme Bartolomea Capitanio, la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, dette Suore della Carità, divenendone la prima superiora. L’anno dopo, quando Bartolomea morì a soli 26 anni, continuò quest’opera che venne approvata nel 1840 da Gregorio XVI e si diffuse presto anche in molte missioni estere. È morta il 28 giugno 1847, ma nella sua congregazione è ricordata assieme a Bartolomea il 18 maggio, giorno della canonizzazione di entrambe da parte di Pio XII, nel 1950.

I santi del giorno del 27 aprile

27 Apr

ANTIMO di Nicomedia
vescovo martire in Bitinia sotto Massimiano nel 4° secolo.

CATERINA da Pallanza
nel 1454 si unì a un gruppo di donne che conducevano vita eremitica sul Sacro Monte di Varese, in solitudine e penitenza, secondo la regola di Sant’Agostino e sperimentò una singolare esperienza di comunione con Cristo crocefisso. È morta nel 1478.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860. Ricordata anche il 2 aprile.

GIULIANA
compagna di vita eremitica di Caterina da Pallanza, sul Sacro Monte di Varese, dove morì nel 1501. È stata un grande esempio di profonda umiltà.

ISABELLA di Todi
Isabella Clara Fornari, beata superiora delle Francescane di Todi, nel 18° secolo.

LIBERALE di Altino
una tradizione leggendaria del 10° secolo, lo dice discepolo del vescovo Eliodoro e suo coadiutore nell’opera di conversione di pagani e ariani. Fu anche lui vescovo di Altino, in provincia di Venezia e morì verso il 410 circa. Patrono di Castelfranco Veneto che gli ha dedicato il Duomo.

OSANNA di Cattaro beata di Cattaro, in Jugoslavia, morta nel 1565.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano. Ricordato anche il 18 febbraio.

TERTULLIANO o TULLIANO, vescovo di Bologna, morto nel 470.

UMBERTO vescovo.

ZITA di Lucca
nata nel 1218 a Monsagrati, frazione del comune di Pescaglia, in Toscana e morta a Lucca nel 1278. Dalla poverissima famiglia ebbe un‘educazione al senso del dovere e alla modestia, ma dall’età di 12 anni per tutta la vita, fu costretta a fare la domestica in casa dei signori Fatinelli a Lucca, dove si distinse per altruismo, sopportazione degli sgarbi degli altri servi e tanta mortificazione di se. Tutto quello che aveva lo donava ai poveri. Il suo culto, molto antico tanto da essere citato da Dante Alighieri (Divina Commedia 21° canto Inferno), è stato poi approvato verso il 1696 durante il pontificato di Innocenzo XII. È stata proclamata “celeste patrona” delle collaboratrici domestiche.

I santi del giorno del 7 aprile

7 Apr

AFRAATE
di origine siriana, pagano. Convertito al cristianesimo, battezzato con il nome di Giacomo, si fece monaco anacoreta. Secondo una incerta tradizione del 10° secolo, divenuto vescovo, avrebbe subito il martirio nel 4° secolo.

DONATO martire assieme a EPIFANIO vescovo e RUFINO.

ERMANNO di Steinfeld
Ermanno Giuseppe, nato a Colonia nel 1150, i suoi genitori, pur essendo molto poveri, gli diedero una buona educazione religiosa. Entrò nell’abbazia dei canonici regolari premonstratensi, di Steinfeld, a Osnabruck in Germania, come fratello laico e fu adibito ai servizi di refettorio e sacrestia per anni, nell’attesa dell’ordinazione sacerdotale. Devoto della Beata Vergine, si suppone sia l’autore del più antico inno al Sacro Cuore di Gesù, “Summi regis cor aveto”. Colpito da febbri violentissime, morì nel 1241 a Hoven, in Danimarca, dove era stato inviato a predicare la Quaresima.

GIOVANNI B. de’la Salle
Giovanni Battista, nato a Reims il 30 aprile 1651, discendente da una famiglia di magistrati. Canonico nella sua città, a 16 anni entrò nel seminario di Saint-Sulpice dove fu ordinato sacerdote nel 1678. Dal 1679 collaborò all’apertura delle prime scuole gratuite, per fondare poi una congregazione religiosa di insegnanti laici, a voti semplici chiamata Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, con lo scopo principale dell’educazione dei ragazzi poveri. Queste scuole, nonostante le difficoltà e le opposizioni, si diffusero ben presto a Parigi e poi anche in provincia. Alla morte del fondatore, che avvenne a Rouen, il 7 aprile 1719, l’Istituto contava già 20 scuole gratuite, nelle quali il latino era stato sostituito con il francese perché era la lingua parlata. Attualmente ci sono più di 20 mila fratelli con scuole, ospedali, missioni e istituti di vario genere, diffusi nel mondo, con la sede generale a Roma. È stato canonizzato nel 1900 da Leone XIII e proclamato patrono degli educatori da Pio XII nel 1950

ORSOLINA di Parma beata vergine di Parma, morta nel 1140

PELEUSIO sacerdote martire.

SATURNINO di Verona
confessore della fede, vescovo martire di Verona nel 3° secolo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: