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I santi del giorno del 27 agosto

27 Ago

ANITA Cantieri beata morta nel 1942.

CARPOFORO di Capua martire assieme a Rufo.

CESARIO di Arles
nato nel 470 circa, a Chalon-sur-Saone, in Francia. Entrò nel monastero sull’isola di Lerins, dove rimase per sette anni e poi studiò ad Arles (v), dove fu ordinato sacerdote dal vescovo Eonio. Per un certo tempo resse l’abbazia di un monastero dei dintorni e poi nel 503, alla morte di Eonio, fu nominato vescovo di Arles. Esiliato a Bordeaux da Alarico II, re dei Visigoti di Spagna e della Gallia Meridionale, fu poi richiamato e così presiedette il sinodo di Agde nel 506. Ottenne dal papa Simmaco la primazia sulle Chiese di Gallia e Spagna, esercitando notevole influenza sulla vita della Chiesa medievale. Dal 524 al 529, convocò e presiedette anche i sinodi di Arles, Carpentras, Vaison e quello di Orange, che decretò la condanna del semipelagianesimo. Fece costruire l’ospedale più importante di tutta la Gallia e fondò numerosi monasteri, tra i quali uno femminile, affidato alla direzione della sorella Cesaria. Importanti sono stati sia la sua attività, che gli scritti in campo pastorale e teologico. Negli ultimi anni si ritirò in un monastero di Marsiglia, ma morì ad Arles il 27 agosto 543, dove fu sepolto nella basilica di Santa Maria.

EULALIA di Lentini
martire in Sicilia, molto venerata a Lentini e Palermo in una chiesa che porta il suo nome.

FORTUNATO di Lecce
martire con Giusto e Oronzo. Compatrono di Lecce.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GIUSTO di Lecce  martire con Oronzo di Lecce e Fortunato.

GUERRINO di Sion
nato verso il 1065, nobile signore di Pont-à-Mousson, sulla Mosella, in Francia. Discepolo di Roberto di Molesmes, si fece monaco nell’abbazia fondata dal suo maestro e nel 1113, divenne abate nel monastero di Aulps. Per l’assiduo impegno rivolto al progresso spirituale e materiale del suo monastero, ricevette molti elogi da Bernardo di Clairvaux e nel 1138, malgrado l’età avanzata, accettò di diventare vescovo di Sion, presso Nancy e anche qui fu pastore zelante e operoso. È morto il 27 agosto 1150.

LICERIO di Lerida
nato a Lerida, in Spagna e morto a Roma nel 4° secolo è molto venerato a Venezia.

MARCELLO di Costanza
tribuno romano, subì il martirio verso il 304 insieme con la moglie e i figli a Tomi, antica città della Mesia sul Ponto Eusino che corrisponde all’odierna Costanza, in Romania. Condannati “ad bestias”, cioè alle fiere dal prefetto Culciano e rimasti illesi, furono poi decapitati.

MONICA di Tagaste
madre di Agostino, nata nel 331 a Tagaste, che oggi è chiamata Souk-Ahras, in Algeria. Figlia di genitori cristiani, fu educata secondo i principi religiosi che influirono tanto sulla sua vita, sia per portare alla fede nel 370, il marito Patrizio, che aveva sposato giovanissima e al quale aveva dato diversi figli, tra i quali Agostino, sia per i suoi personali rapporti proprio con questo figlio. Agostino, infatti, ammise l’influsso dell’educazione materna, anche nel periodo dell’eresia, ma sopratutto, quando lei gli fu accanto nella crisi spirituale che lo portò al cristianesimo. Monica, che dal 371 era vedova, nel 383 seguì il figlio in Italia, prima a Roma e poi a Milano, fu con lui nel ritiro di Cassiacico, in Lombardia e assistette al suo battesimo a Milano nel 387. Morì nell’ottobre dello stesso anno a Ostia, dove venne sepolta, durante il viaggio di ritorno in Africa. Dal 1430 le sue reliquie sono conservate a Roma, nella Chiesa di Sant’Agostino. Donna di straordinarie virtù naturali e soprannaturali, arricchite di doni mistici, è stata un notevole esempio di intelligenza e di sensibilità e su di lei il figlio ha scritto pagine bellissime nelle sue “Confessioni”.

NARNO di Bergamo
viene ricordato come il 1° vescovo della città.

ORONZO od ORONZIO
sembra sia stato il 1° vescovo di Lecce, nominato proprio da Paolo di Tarso, subendo il martirio assieme ai diaconi Fortunato e Giusto, durante la persecuzione di Nerone. Compatrono e protettore di Lecce.

RUFO di Capua vescovo martire nel 420, assieme a Carpoforo.

SIAGRIO di Autun
vescovo di Autun (v) dal 560. All’età di circa 40 anni partecipò a vari concili e svolse poi molti incarichi per Gregorio Magno il quale, in riconoscenza, gli concesse l’uso del pallio. Ebbe una parte importante sia in campo religioso, che politico e godette, ancora in vita, fama di santità.

I santi del giorno del 12 luglio

12 Lug

ARDUINO di Rimini morto nel 1009.

DACIA martire.

EPIFANA martire in Sicilia.

ERMAGORA di Aquileia
1° nel catalogo dei vescovi della città, vissuto nel 3° secolo, compagno di martirio del diacono Fortunato. Secondo una leggenda diffusasi nell’ 8° secolo, ma senza alcuna base storica, sarebbe invece stato consacrato dall’apostolo Pietro alla presenza dell’evangelista Marco. Assieme a Fortunato fu comunque tra i primi ad annunciare il Vangelo in Valsugana e nella valle dell’Adige. Insieme sono venerati anche in Istria, con una basilica nei dintorni di Muggia (Trieste) e a Grado in provincia di Gorizia.

FELICE di Milano
martire a Milano assieme a Nabore di Lodi, all’inizio del 4° secolo.

FORTUNATO di Udine
diacono martire con Ermagora (v.), nel 3° secolo. Patrono di Udine e Gorizia.

GIASONE cipriota, discepolo di Gesù Cristo.

GIOVANNI Gualberto
nato nel 995 circa a Petroio, Siena. Appartenente alla nobile famiglia dei Visdomini, entrò prima tra i benedettini di San Miniato, ma poi, per desiderio di maggiore austerità, ne uscì e si ritirò nell’eremo di Camaldoli, dove viveva ancora il fondatore, Romualdo da Ravenna. Nel 1030 pose le basi per una sua congregazione sul monte Pratomagno e nel 1036 fondò il monastero di Vallombrosa, dando ai suoi monaci la regola di San Benedetto, integrata da norme più austere. Morì durante una visita pastorale a Passignano, verso Firenze, il 12 luglio 1073 e venne canonizzato da Celestino III, nel 1193. Una sua reliquia è conservata in un’urna d’oro e d’argento, a forma di piccolo tempio, nel monastero di Vallombrosa (v).

LUCA martire sotto Nerone, con Paolino di Lucca.

MARCIANA di Toledo martire in Spagna, nel 4° secolo.

MARIANO di Gesù
nato il 14 ottore 1845 a Yerumal, diocesi di Antioquia in Colombia, primo dei 7 figli di Pedro Euse e Rosalia de’Hoyos. Non frequentò le scuole pubbliche ma venne educato e istruito dai genitori trascorrendo la giovinezza come un contadino. A 16 anni sentì la vocazione al sacerdozio e fu affidato a uno zio parroco in un paese vicino fino al 1869, quando riuscì a entrare nel seminario di Medellin. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale il 14 luglio 1872, iniziò la sua opera pastorale presso lo zio parroco, che però morì poco dopo e allora ebbe vari trasferimenti, sempre come coadiutore fino al 1878, quando fu nominato parroco di Angostura, dove rimase per tutto il resto della vita. Dopo aver terminato di costruire la chiesa con il campanile, riuscì a edificare anche la canonica, la cappella della Madonna e il nuovo cimitero. Chiamato affettuosamente “padre MARIANITO”, si dedicò all’evangelizzazione di bambini e campesinos della sua parrocchia. Sacerdote profondamente dedito alla missione, fu sempre guidato da una fede salda, radicata nella vita di ogni giorno impegnata a favore del prossimo, incrementò l’assistenza alla Messa festiva e la recita del Rosario nelle famiglie. Godette quasi sempre di buona salute ma quando fu colpito da una infiammazione intestinale, in meno di due mesi, il 14 luglio 1926, andò a raggiungere il Padre nei cieli. La sua fama di santità è molto viva e conosciuta non solo nella diocesi di Antioquia, ma anche in tutta la Colombia.

MENULFO di Quimper
monaco irlandese stabilitosi in Gallia, nell’Alto Medioevo. Collaboratore di Corentino, vescovo della diocesi di Quimper, in Bretagna, alla sua morte gli successe nel vescovado. Morì a Mailly-sur-Rose, nei pressi di Troyes (v), mentre tornava da un pellegrinaggio a Roma.

MONICA di Nagasaki
martire a Nagasaki nel 17° secolo. Subì il martirio, assieme al marito e a un figlio di 7 anni, per aver ospitato nella sua casa un missionario cattolico.

NABORE di Lodi
martire a Milano nel 304, assieme a Felice, perseguitato dall’imperatore Massimiano Erculeo. Sant’Ambrogio effettuò la solenne traslazione dei loro corpi.

PAOLINO di Lucca
proto vescovo di Lucca, martire. Secondo una passio piuttosto leggendaria, avrebbe subito il martirio sotto Nerone assieme a Luca, Severo e Teobaldo.

SEVERO martire sotto Nerone, assieme a Paolino di Lucca.

TEOBALDO martire sotto Nerone, assieme a Paolino di Lucca.

TEODORO di Kiev
martire assieme al figlio Giovanni, a Kiev, nel 983, vittima della persecuzione del principe Vladimiro il Grande, il quale però, nel 989 si convertì al cristianesimo.

VERONICA del Calvario
non è citata nei Vangeli, ma la tradizione la indica come la leggendaria pia donna ebrea che, durante la salita di Gesù al Calvario, gli avrebbe asciugato il volto, bagnato di sudore e di sangue, con un panno sul quale ne sarebbe rimasto impresso il volto, come è ricordato nella sesta stazione della Via Crucis. Il nome, probabilmente, è stato tratto dagli apocrifi Atti di Pilato, nel quale è chiamata così l’emorroissa guarita da Gesù. Questo presunto velo del volto di Cristo, conservato a Roma, andò bruciato il 6 maggio 1527, nel corso del “sacco” della città ad opera dei lanzichenecchi di Carlo V. Dal 13° secolo, in San Pietro, è venerata anche un’immagine del volto di Cristo, chiamata Velo della Veronica, che gli studiosi hanno identificato con un’icona conservata attualmente. A queste tradizioni popolari è connessa anche l’origine del culto della preghiera del Santo Rosario.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 1 giugno

1 Giu

ANNIBALE Maria Di Francia
nato a Messina il 5 luglio 1851, rimasto orfano di padre a 17 anni, sentì forte la necessità della preghiera per le vocazioni al sacerdozio. Nel 1878, dopo il diploma di maestro, fu ordinato sacerdote e si occupò dell’assistenza agli orfani, fondando a Messina diversi orfanotrofi e nel settembre 1882, due congregazioni religiose:Le Figlie del Divino Zelo per le ragazze, e quella dei Rogazionisti del Cuore di Gesù per le vocazioni. Il 30 agosto 1889 fece la sua prima professione di fede come terziario domenicano nella chiesa di Santa Teresa, a Napoli. Il 26 giugno 1908, festa del Sacro Cuore, pubblicò la rivista Dio e il Prossimo, poi la Sacra Alleanza Sacerdotale, e per i laici, la Pia Unione della Rogazione Evangelica. Morto a Messina il 1° giugno 1927, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II, il 16 maggio 2004, in Piazza San Pietro, davanti a oltre 15.000 confratelli.

BERNARDO di Alzira
si chiamava Achmed ed era figlio di un califfo musulmano di Lerida, città della Catalogna, in Spagna. Allevato alla corte di Valencia fu educato alla fede musulmana. Durante un viaggio si fermò nel monastero cistercense di Poblet, pressoTarragona e decise di farsi monaco con il nome di Bernardo. Un suo fratello, divenuto emiro, lo fece arrestare per apostasia e così subì il martirio, era il 1180.

CAPRASIO di Lerins
monaco dell’abbazia benedettina della Sacra di San Michele, in Val di Susa, provincia di Torino. Secondo la tradizione fu eletto vescovo di Agen, città francese sulla Garonna, dove era nato. Nel 5° secolo fondò con sant’Onorato un monastero sull’isola di Lerins, presso Cannes, del quale divenne abate.

CHIARO vescovo. 

CRESCENTINO di Gubbio
soldato romano, martire a Città di Castello, patrono di Gubbio e di Urbino.

ERMENGARDA santa martire in Gallia.

FELINO di Perugia martire assieme a Gratiniano.

FLORO di Amelia martire in Umbria, assieme a Secondo.

FORTUNATO
presbitero martire di Turrita Tiberina, vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

GRAZIA di Alzira
si chiamava Zaida ed era figlia di Almanzor, califfo musulmano di Lerida, in Spagna. Tornando da un viaggio in Catalogna si fermò nel monastero cistercense di Poblet, presso Tarragona dove si convertì al cristianesimo, prendendo il nome di Grazia. Un fratello, divenuto emiro, la fece arrestare  e condannare per apostasia. Subì il martirio nel 1180. Patrona di Alzira.

GRAZIANO di Perugia o GRATINIANO, martire assieme a Felino.

LIA di Basilicata
martire, uccisa in Basilicata dai Saraceni, assieme al marito Stefano e i figli.

PANFILO di Cesarea
nato a Berito. Ordinato sacerdote a Cesarea di Palestina, vi aprì una scuola e curò, con lo storico Eusebio, la biblioteca cristiana fondata da Origene, del quale rivide e corresse il testo dell’Esapia. Perseguitato sotto Massimino II Daia, venne imprigionato e mentre era in carcere scrisse una Apologia per Origene. Il suo martirio si compì a Cesarea nel 309, dove venne decapitato.

PROCOLO di Bologna
soldato martire, nato in Illiria o Illirico, l’attuale Dalmazia (v). Decapitato a Bologna nel 303, è uno dei patroni della città.

SECONDO di Amelia  martire nel Lazio.

I santi del giorno del 27 febbraio

27 Feb

ABBONDIO martire assieme a Fortunato.

EULALIO d’Ivrea vescovo della città nel 4° secolo.

FORTUNATO martire assieme ad Abbondio.

GABRIELE dell’Addolorata
Francesco Possenti, nato ad Assisi il 1° marzo 1838, figlio di un governatore dello Stato Pontificio. Orfano di madre all’età di 8 anni, venne affidato ai Fratelli delle Scuole Cristiane e a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti. Nel 1856, contemplando un’immagine di Maria Vergine, sentì una forte chiamata alla vocazione religiosa e l’anno dopo entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle, in provincia di Macerata, prendendo il nome di Gabriele dell’Addolorata. Inviato nel monastero di Isola, alle pendici del Gran Sasso, per quasi 6 anni fu di edificazione ai confratelli, ispirandosi a Luigi Gonzaga, Stanislao Kostka e Giovanni Berchmans, per lo spirito di devozione a Maria Santissima Addolorata. È morto a Isola del Gran Sasso d’Italia, provincia di Teramo il 27 febbraio 1862, quando aveva ricevuto solo gli ordini minori. La causa di beatificazione, avviata nel 1891, è stata conclusa da Pio X il 31 maggio 1908 e poi Benedetto XV lo ha canonizzato il 13 maggio 1920, proclamandolo compatrono della gioventù cattolica italiana. La sua tomba, attorno alla quale si sono registrati molti fatti prodigiosi, è meta di numerosi pellegrinaggi anche ai nostri tempi.

LEANDRO di Siviglia
nato in Spagna nel 540 da una famiglia romana, fratello di Fulgenzio, il vescovo di Cartagena e di Isidoro, che fu il suo successore nel vescovado di Siviglia. Verso il 580 fu inviato ambasciatore a Costantinopoli, dove conobbe Gregorio Magno, del quale divenne amico e quando tornò in patria, si fece monaco nel convento benedettino di Siviglia. Nel 584, eletto vescovo della città, fu un implacabile persecutore dell’eresia ariana, contro la quale scrisse due libri e si adoperò per l’evangelizzazione di Svevi e Visigoti di Spagna, riuscendo a convertire anche il loro re Recaredo (Riccardo). Morto il 13 marzo 601, è stato insignito del titolo di “Dottore della Chiesa”.

LUCA di Messina archimandrita, morto nel 1149.

ONORINA di Normandia martire a Caux in Francia, nel 4° secolo.

PROCOPIO di Costantinopoli ricordato anche il 17 Febbraio.

I santi del giorno del 2 febbraio

2 Feb

CANDIDO di Roma
vescovo martire, nel 5° secolo, assieme a Feliciano, Fortunato e Fermo.

CATERINA de’Ricci
nata a Firenze il 23 aprile 1522, fu battezzata Sandrina. Orfana a 14 anni, entrò tra le Suore Domenicane di Prato, prendendo il nome di Caterina. Ricevette le stigmate in giovane età e per la fama di santità, divenne priora del convento, consultata da grandi personalità del tempo, tra le quali, Carlo Borromeo, Filippo Neri e Pio V. Devotissima della Passione di Gesù, fu ammirata per le doti di umanità, ma anche per una certa fama di preveggente, perchè ebbe estasi e carismi straordinari. Ha lasciato 800 lettere familiari, dettate in stile semplice ed elegante. Morì a Prato il 2 febbraio 1590 dove i resti sono conservati nel monastero di San Vincenzo. Canonizzata nel 1746 da Benedetto XIV.

CORNELIO di Cesarea
centurione romano che, secondo gli Atti degli Apostoli, al capitolo 10, fu il primo gentile a convertirsi al cristianesimo e venne battezzato dall’apostolo Pietro, assieme a tutta la sua famiglia. Una tradizione dice che fu il 1° vescovo di Cesarea di Palestina, un’altra lo ricorda invece come vescovo in Misia.

DAGO martire

FELICIANO di Roma
martire con Candido vescovo, Fermo e Fortunato, nel 5° secolo.

FERMO di Roma
martire assieme a Feliciano, Fortunato e Candido.

FORTUNATO di Roma martire con Candido, Feliciano e Fermo

GIOVANNA di Lestonnac
nipote del famoso scrittore Michel Eyquem de’Montaigne, nata nel 1556 a Bordeaux, figlia di un cattolico e una calvinista, ebbe il permesso di studiare dai gesuiti. Nonostante l’inclinazione alla vita religiosa, nel 1573 dovette accettare il matrimonio con Gaston Barche e ne ebbe 7 figli, dei quali però ne sopravvissero solo 5. Rimasta vedova nel 1597, si fece monaca e qualche anno dopo, dietro suggerimento del gesuita padre De’Bordes, fondò la Compagnia delle Figlie di Maria Nostra Signora, per educare e istruire le ragazze del popolo, con l’apertura di una trentina di case dalla regola ispirata a Sant’Ignazio di Loyola che, nel 1607, ottenne l’approvazione pontificia da Paolo V. Per motivi rimasti sconosciuti fu deposta dalla carica e trascorse il resto della vita in un triste isolamento, perché fu completamente riabilitata solo pochi anni prima della morte, il 2 febbraio 1640. Beatificata da Leone XIII nel 1900 e stata proclamata santa nel 1949 da Pio XII.

LAZZARO di Milano
vescovo successore di Glicerio dal 438, martire nel 449

LORENZO di Canterbury
compagno di Agostino nel monastero di Sant’Andrea, in Roma, nel 596 andò con lui in Gran Bretagna a predicare il Vangelo e nell’autunno 605 fu il suo successore nella sede episcopale di Canterbury. Si adoperò per promuovere la pace, convertì al cristianesimo il re del Kent e morì nel 619.

SABATINO vescovo martire.

SALLUSTIO
martire alla fine del 1° secolo, sotto Domiziano

SEVERINO di San Maurizio
abate di San Maurizio d’Agauno sul Rodano, in Svizzera.

TEODORICO di Minden
altro nome di
TEODORO, morto nell’880.

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