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I santi del giorno del 27 giugno

27 Giu

ADELINO vescovo francese.

ADEODATO vescovo di Nola, morto nel 676.

ARIALDO Alciadi
nato a Cucciago di Cantù, nell’antico borgo di San Vincenzo nel 1010. Diacono, dopo un periodo di studi in Francia, assieme a Landolfo Cotta, Erlembardo e Anselmo da Baggio, fu uno dei più energici protagonisti del movimento milanese detto “Pataria”, che fiancheggiò la riforma morale della Chiesa, suscitando nel popolo il sentimento della necessità di un clero esemplare, immune da simonia e concubinato. Il suo principale avversario fu l’arcivescovo Guido da Velate, che lo scomunicò. Rapito da preti avversari, venne barbaramente ucciso su di un’isola del lago Maggiore, forse l’Isola Bella, il 27 giugno 1066.

BENVENUTO di Gubbio
era un nobile cavaliere, ma scelse la vita religiosa e nel 1222 fu accolto nell’Ordine di San Francesco, come fratello laico al servizio dei lebbrosi. Morto a Corneto, in Puglia verso il 1232, quando nel 1243, il borgo fu distrutto, le reliquie furono trasferite a Deliceto, nella diocesi di Bovino, in provincia di Foggia. Il culto venne confermato nel 1697 da Innocenzo XII, che lo estese a tutto l’Ordine francescano.

CIRILLO di Alessandria
nato nel 370, ad Alessandria d’Egitto, condusse vita monastica e quando fu ordinato sacerdote seguì lo zio Teofilo, patriarca vescovo della città e poi nel 412 gli successe nella carica. Sostenne la supremazia della Chiesa di Alessandria, su tutto l’Oriente, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli, che fece deporre nel III Concilio Ecumenico(Efeso 431). Questo concilio decretò l esistenza della duplice natura umana e divina in Cristo Gesù e confermò il titolo di Theotokos, cioè Madre di Dio, per la Vergine Maria, perché, fu sostenuto, aveva dato alla luce il Figlio di Dio fatto uomo e Cirillo meritò così il titolo di “Difensore della Chiesa”. Autore di opere dogmatiche contro le eresie ariana e nestoriana, di molti trattati esegetici sull’Antico e Nuovo Testamento e di commenti al Pentateuco, ai vangeli di Giovanni e Luca, di un’apologia contro Giuliano l’Apostata, più circa 70 lettere di grande interesse. Morì nel 444 e fu proclamato Dottore della Chiesa da Leone XIII, nel 1882.

CRESCENTE di Vienne o CRESCENZIO
martire sotto Traiano. Discepolo di Paolo apostolo, venne inviato missionario prima in Galazia (v) e poi in Gallia, dove secondo un’incerta tradizione, fu il 1° vescovo di Vienne.

CRISPO vescovo.

FERDINANDO di Caiazzo
della famiglia d’Aragona, vescovo di Caiazzo, presso Caserta, in Campania.

LADISLAO I, il santo
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LANCILLOTTO martire.

LANDELINO abate di Lobbes, morto nel 686.

LELIO martire in Spagna.

ROBERTO di Worms apostolo della Baviera e vescovo di Worms nel Palatinato-Renano, vissuto nel 7° secolo.

SANSONE di Costantinopoli sacerdote martire.

TOSCO martire in Spagna.

 

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I santi del giorno del 7 giugno

7 Giu

ABENZIO di Cordova   
martire in Spagna nell’851 durante la dominazione musulmana con Gerezmia, Sabiniano e Satiro.. Le loro ceneri furono poi gettate nel fiume Guadalquivir.

ANTONIO MARIA Gianelli  
nato il 12 aprile 1789 a Cerreto, provincia di Alessandria. Ordinato sacerdote giovanissimo, si dedicò con ardore all’istruzione religiosa dei fedeli. Ebbe numerosi incarichi pastorali a Genova e Chiavari e nel 1838 fu consacrato vescovo di Bobbio. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e di quella dei Missionari di Sant’Alfonso, è morto a Piacenza, il 7 giugno del 1846.

COLMANO vescovo martire in Irlanda.

EUGENIA di Alsazia 
figlia del duca Adalrico, uno dei più grandi signori dell’Alsazia(v) e sorella di Odilia(v), monaca vissuta tra il 7° e l’8° secolo.

GEREMIA profeta 
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combatté l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

GEREMIA di Cordova  
martire in Spagna, con Abenzio, Sabiniano e Satiro nel 9° secolo.

LANDOLFO di Asti vescovo di Asti, vissuto nel 12° secolo.

MARIA TERESA Soubiran santa morta nel 1869

PAOLO di Costantinopoli 
nato nel 300 circa a Tessalonica (Salonicco in Grecia). Successore del vescovo Alessandro nel 336, esiliato per la opposizione all’arianesimo riuscì a rientrare in patria, ma fu deposto nuovamente e ancora esiliato. Subì il martirio nel 350, strangolato dagli Ariani a Cucuso, in Armenia.

ROBERTO di Newminster
nato in Inghilterra, monaco benedettino nell’abbazia di Whitby, nella baia di Robin Hood, sul Mare del Nord. Con un gruppo di monaci come lui, nel 1132 fondò l’abbazia cistercense di Fountains, nei pressi della città di York. Dopo il 1138 fondò diversi altri monasteri a Pipewall, Sawley, Roche e anche l‘abbazia di Newminster, presso Canterbury, della quale venne eletto abate. Qui morì il 7 giugno 1159 e la tomba divenne meta di molti pellegrinaggi.

SABINIANO di Cordova  
monaco martire nell’851, assieme ad Abenzio, Geremia e Satiro. Furono decapitati, i loro corpi bruciati e le ceneri gettate nel fiume Guadalquivir.

SABINIANO papa 
nativo di Volterra, in Toscana. Nunzio Apostolico a Costantinopoli nel 593, due anni dopo fu richiamato a Roma, perchè non aveva saputo difendere con sufficiente energia il primato romano di fronte all’imperatore Maurizio e al vescovo Giovanni IV, che utilizzava il titolo di patriarca, senza averne diritto. Eletto al pontificato il 13 settembre 604, successore di Gregorio Magno, i suoi primi atti di governo furono impopolari, perché ritirò alcuni previlegi che Gregorio aveva assegnato ai monaci e perché pretese il pagamento del grano anche dai più poveri, in un tempo che i granai della chiesa erano colmi. Morì il 22 febbraio 606 e fu sepolto in San Pietro senza lasciare rimpianti, tanto che non si sa se sia stato veramente santificato. Il monaco Paolo Diacono scrisse anzi, in una cronaca polemica, che il corteo funebre dovette fare una lunga deviazione per evitare le violente proteste popolari.

SATIRO di Cordova  
martire nell’ 851 in Spagna, assieme ad Abenzio, Sabiniano e numerosi altri compagni.

I santi del giorno del 4 giugno

4 Giu

CLATEO di Brescia vescovo di Brescia, martire a Milano.

FRANCESCO Caracciolo
nato il 13 ottobre 1563 a Villa Santa Maria, in Abruzzo di famiglia nobile. Ordinato sacerdote a 22 anni, svolse il ministero a Napoli e fu il principale collaboratore di Agostino Adorno nella redazione delle costituzioni dell’ordine dei Chierici Regolari Minori, dediti a vita attiva, con l’assistenza agli infermi, carcerati e condannati a morte, che fu approvato da Sisto V, nel 1588. Nel 1591 divenne superiore generale dell’Ordine e fondò diverse case religiose in Spagna. Morì ad Agnone, Campobasso, il 4 giugno 1608 e fu canonizzato da Pio VII nel 1807.

GUALTIERO di Ascoli abate nel Piceno, vissuto nel 12° secolo, martire.

ISABELLA di Sicilia
suora clarissa, figlia del marchese siciliano di Gibellina, morta nel 1530.

METROFANE vescovo di Costantinopoli.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia, nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

QUIRINO martire a Roma nel 309.

QUIRINO di Siszeck
vescovo di Siszeck, oggi Sisak, in Croazia. Una antica passio, confortata anche da una testimonianza di S.Girolamo, racconta che fu arrestato dal console Massimo perché si rifiutava di sacrificare agli dei romani, sotto Diocleziano. In prigione riuscì a convertire il suo carceriere Marcello e allora venne trasferito a Savaria, città dell’odierna Ungheria, ma nemmeno qui riuscirono a farlo apostatare. Fu così, riportato nella sua città dove subì il martirio, gettato nella Sava con una pietra al collo.

ROBERTO d’Uzès
nato nel 13° secolo a Uzès, presso Avignone, in Francia. Era un sacerdote che predicava la penitenza e nel 1292, entrato nei Domenicani di Avignone, venne assegnato al convento di Carcassonne. Più tardi fu inviato a predicare in tutta la Francia e poi anche in Germania e Italia. È morto a Metz, nel 1296, tornando dal Capitolo del suo Ordine, che si era tenuto a Strasburgo.

RUTILO martire in Ungheria.

SATURNINA di Hersee
vergine martire, leggendaria patrona del monastero di Hersee, nei pressi di Paderborn in Germania.

SATURNINA martire in Africa, sotto Settimio Severo.

SOFIA martire egiziana.

I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

I santi del giorno del 17 aprile

17 Apr

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17.

ANTUSA di Costantinopoli vergine martire vissuta nell’8° secolo.

ARCANGELO di Gubbio, beato.

CATERINA Tekakwitha
nata nel 1656 nei pressi di Auriensville, nella regione che oggi è lo stato di New York, figlia di indiani pellirosse di etnia Mohawks. Siccome all’età di 4 anni contrasse il vaiolo che la lasciò sfigurata quasi cieca, fu abbandonata dalla famiglia. Per qualche anno visse presso uno zio e poi fuggì in Canada, in una missione indiana, vicino a Montreal, dove si dedicò alle cure dei poveri anziani e alla preghiera. Morta il 17 aprile 1680, chiamata il “giglio di Mohawk”, è stata beatificata da Giovanni Paolo II, nel 1980.

CHIARA (Gambacorta Tora)
nata a Pisa nel 1362, venne battezzata con il nome di Teodora. Sposata a soli 12 anni, dopo tre anni le morì il marito e cercò allora di farsi suora, entrando fra le Clarisse, ma fu molto ostacolata dal padre, governatore di Pisa, il quale  si oppose energicamente all’entrata in convento tenendola prigioniera per 5 mesi, sperando di convincerla a rinunciare alla vocazione. Potè prendere i voti con il nome di Chiara, soltanto grazie all’intervento di Caterina da Siena che, nel 1385, convinse il padre anche ad aiutarla a costruire un convento dove si praticò la regola domenicana. Morta nel 1419 è stata beatificata nel 1830 da Pio VIII.

GIACOMO da Cerqueto
santo morto nel 1366, chiamato anche JACOPO da Spoleto.

INNOCENZO di Tortona
vescovo di Tortona. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse, forse si può identificare con un Innocenzo presente al concilio romano del 372. Secondo la leggenda, sarebbe stato diacono del papa Silvestro I , il quale lo avrebbe inviato a predicare a Tortona, ma le date non coincidono.

ISIDORA martire nel 236 a Lentini, in provincia di Siracusa.

ROBERTO d’Alvernia
nato nel 1001, in Francia. Divenne canonico e tesoriere della chiesa di Saint-Julien a Brioude, in Alvernia, dove fondò un ospizio per i poveri. Dopo aver passato alcuni anni a Cluny, sotto l’abate Odilone, intraprese un pellegrinaggio, a Roma e Montecassino. Al ritorno si fece eremita sui monti della regione e la sua vita di santità attirò molti seguaci. Nel 1046 nacque così una comunità di 300 monaci nell’abbazia cluniacense detta La-Chaise-Dieu, Casa di Dio, presso Brioude. Morì nel 1067 e dopo soli 3 anni è stato canonizzato da Alessandro II.

RODOLFO di Berna martire di Berna, ucciso nel 1294.

STEFANO Harding
nato nel 1060, in Inghilterra in una famiglia ricca. Monaco nell’abbazia di Sherborne e poi viaggiò in Scozia, a Parigi e Roma. Assieme a Roberto di Molesmes, fondò il monastero di Citeaux, l’antica Cistercium e nel 1109 ne divenne il 3° abate. Durante il suo governo accolse il futuro san Bernardo e poi tra il 1113 e il 1115 fondò altre 4 abbazie in Francia, che furono dette “le 4 figlie di Citeaux”, a La Ferrè, Pontigny e Clairvaux, dando impulso e sviluppo all’Ordine Cistercense. Grande riformatore della vita monastica, è morto nel 1134.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

I santi del giorno del 21 marzo

21 Mar

BENEDETTA Cambiagio
nata il 2 ottobre 1791 a Langasco, nell’entroterra genovese, penultima dei 5 figli di Giuseppe e Francesca Ghiglione, modesti agricoltori. Trasferitasi a Pavia con la famiglia costretta a emigrare per cercare lavoro, nel 1816 si dovette sposare con Giovanni Battista Frassinello, analfabeta ma agiato proprietario di attività economiche. Una sorella di Benedetta malata di cancro fu accolta nella loro casa e nell’assisterla maturò in lei la decisione di farsi religiosa. Così dopo due anni di vita matrimoniale senza figli, in accordo con il marito, fece voto di castità ed entrò a far parte delle Suore Orsoline di Capriolo (Brescia) mentre, nello stesso tempo, il marito veniva accolto nella congregazione dei Somaschi. Sull’esempio di Girolamo Emiliani, si dedicò alla promozione culturale delle ragazze abbandonate e nel 1826 venne affiancata dal marito uscito dai Somaschi per decisione del vescovo di Pavia, monsignor Tosi, davanti al quale rinnovarono il voto di castità. Assieme a lui e ad alcuni generosi, l’anno dopo aprì una prima scuola popolare gratuita. Nel 1838, Aprì a Ronco Scrivia, l’Istituto delle Suore Benedettine della Divina Provvidenza, le cui regole ebbero l’approvazione dall’arcivescovo di Genova, Antonio Charvaz nel 1856. Lo scopo particolare è il servizio ai poveri e ai malati nelle opere assistenziali e a domicilio, più l’istruzione e l’educazione della gioventù. Attualmente ci sono case a Pavia, San Quirico, Genova, Rapallo e in Spagna, Brasile, Perù, Burundi e Costa d’Avorio. È morta il 21 marzo 1858 a Ronco Scrivia dove è stata sepolta, ma i suoi resti sono andati dispersi nella distruzione del cimitero durante la seconda guerra mondiale in seguito a un bombardamento anglo-americano nel 1944. È stata beatificata il 10 maggio 1987 e poi canonizzata solennemente il 19 maggio 2002, sempre da Giovanni Paolo II.

BENEDETTO da Norcia
nato a Norcia in Umbria nel 480, è considerato il vero fondatore del monachesimo occidentale. Di famiglia patrizia, all’età di 16 anni venne mandato a Roma per completare la formazione culturale e civile e qui trovò come compagno di studi il poeta e filosofo Severino Boezio, futuro ministro del re Teodorico. Dopo solo un anno, però, il desiderio di fuggire dalla corruzione che lo circondava, lo spinse a ritirarsi a vita eremitica, in una grotta a Vicovaro nei dintorni di Subiaco, sotto la guida di un monaco di nome Romano. In questo luogo che oggi è chiamato “Sacro Speco”, nel 13° secolo è poi sorto il monastero intitolato a San Benedetto. Benchè cercasse solamente la solitudine, per una certa fama di santità diffusasi, venne presto raggiunto da numerosi discepoli e con loro costituì 12 piccole comunità, ciascuna di 12 monaci, per i quali, metà del giorno doveva essere dedicata alla preghiera e l’altra al lavoro manuale, secondo il modello seguito da Pacomio in Egitto. Dopo 3 anni di austera penitenza, fu eletto abate da questi monaci, i quali però, stanchi della sua severità, tentarono di avvelenarlo. Lasciò Subiaco e verso il 529, si ritirò a Montecassino, dove tagliò il bosco sacro dedicato al culto pagano e convertì gli abitanti della zona al cristianesimo. Utilizzò gli edifici dei templi di Giove e Apollo per costruirvi due cappelle dedicate a Giovanni Battista e Martino di Tours, e la residenza per se e per i compagni. Predicò la conversione e negli anni seguenti fondò il famoso monastero e redasse la regola: per la glorificazione di Dio attraverso liturgia, lettura dei testi sacri e lavoro intellettuale e manuale (ora et labora). Morì il 21 marzo 547, 40 giorni dopo la morte della sorella Scolastica e fu sepolto accanto a lei che aveva diretto un monastero femminile, sempre a Montecassino. I loro resti sono stati riscoperti nel 1950 in seguito ai lavori di ricostruzione dell’abbazia, dopo i bombardamenti americani del febbraio 1944, nella seconda guerra mondiale, che l’avevano completamente distrutta. Il suo reliquiario, in argento dorato e smaltato, è custodito nella Cappella dei Priori, nel palazzo Comunale di Norcia, mentre la cripta della chiesa di San Benedetto, sempre a Norcia, è indicata dalla tradizione come la casa natale del Santo. La sua Regola, frutto di esperienza personale ispirata a grande moderazione, composta di un prologo e di 73 capitoli, costituì da allora in poi il motivo informatore di tutto il movimento del monachesimo occidentale. Sul finire del 7° secolo, in molte regioni europee la sua festa era celebrata il giorno 11 luglio, mentre in Italia si festeggiava il dies natalis, cioè il 21 marzo. Con la lettera apostolica “Pacis nuntius”, del 24 ottobre 1964, Paolo VI lo ha dichiarato patrono d’Europa, con festa liturgica l’11 luglio e facoltativa il 21 marzo.

BERILLO di Catania vescovo.

CLEMENZIA vergine martire.

DONNINO martire con FILEMONE.

ERMANNO monaco martire nel 13° secolo.

NICOLA de’ Flue
nato nel 1417 a Sachseln, presso Lucerna, in Svizzera. Contadino, fu poi ufficiale dell’esercito, consigliere comunale, giudice cantonale e deputato. Sposatosi con Dorotea che gli diede 10 figli, 5 femmine e 5 maschi (uno dei quali diventerà parroco), dopo un incontro con un frate benedettino di nome Mattia, all’età di 50 anni, con il consenso della moglie, abbandonò uffici e famiglia e si ritirò a vita eremitica nella gola di Ranft, in Svizzera, dove gli venne costruita una piccola cappella. Qui visse in preghiera e penitenza, dispensando saggi consigli ai visitatori e abbandonando solo tre volte il suo rifugio per far da paciere fra i Cantoni in guerra, come con la Convenzione di Stans del 1481. Morto il 21 marzo 1487, è il santo patrono della Svizzera, dove è festeggiato anche il 25 settembre. È stato canonizzato da Pio XII nel 1947.

ROBERTO di Bruges
nato alla fine dell’11 secolo a Bruges, nella Fiandra Occidentale (Belgio), vicino al confine con l’Olanda. Abbracciato lo stato ecclesiastico in giovane età, nel 1131 si unì all’abate Bernardo, facendosi monaco nell’abbazia di Clairvaux, in Francia. Nel 1139 divenne abate cistercense dell’abbazia della Dune, in Fiandra e nel 1153, successe a Bernardo, come abate di Clairvaux, dove morì nel 1157.

SANTUCCIA Terreboti badessa, morta nel 1305.

SERAPIONE di Alessandria
vescovo di Thmuis in Egitto, morto nel 362. Catechista ad Alessandria, lasciò l’incarico per ritirarsi nel deserto imitando Antonio abate, del quale fu un buon amico. Sacerdote dal 339, divenne vescovo prima del 343. Uomo molto colto, portò il contributo della sua dottrina al Concilio Ecumenico di Nicea del 325 e nel 343 a quello di Sardica, sostenendo con forza l’amico Atanasio. Dei suoi scritti ci è giunto solo un Trattato contro i Manichei e una raccolta di 30 preghiere, tra le quali un’anafora eucaristica. Lo scritto più importante, però, è il “Sacramento”, ritrovato nel monastero del monte Athos nel 1894.

UGOLINO Zeffirini santo morto nel 1370.

I santi del giorno del 21 febbraio

21 Feb

ELEONORA d’Inghilterra
nata nel 1222, in Francia, figlia del conte di Provenza, Raimondo Berengario IV e di Beatrice di Savoia. Nel 1236, sposò Enrico III re d’Inghilterra e come altri membri della sua famiglia, ebbe fama di autrice di poesie, ma si rese impopolare in Inghilterra, favorendo i propri connazionali, finanziando la spedizione nell’Italia Meridionale del cognato Carlo d’Angiò. Dopo la morte del marito, sul quale aveva esercitato una grande influenza, dal 1272 governò il paese per 2 anni, fino al ritorno del figlio Edoardo I dalla crociata, che poi la costrinse a ritirarsi nel monastero di Amesbury, presso Salisbury, dove morì in fama di santità, il 25 giugno 1291. Benchè non sia mai stata canonizzata e il suo culto non sia ufficiale viene tradizionalmente festeggiata il 21 febbraio.

IRENE di Roma
sorella di papa Damaso I, le scarse notizie su di lei ci vengono da una poesia dedicatale dal celebre fratello. Consacratasi a Dio ancora giovanissima, morì a soli 19 anni e fu sepolta sulla Via Ardeatina.

MASSIMIANO di Ravenna
nato a Pola nel 490 e morto a Ravenna nel 556. Fu il primo ad assumere, in Occidente, il titolo di “Archiepiscopus”, inteso come capo di un gruppo di vescovi metropoliti. Vicario del papa Vigilio e dell’imperatore Giustiniano, occupò un posto di rilievo nella vita politica e religiosa italiana del 6° secolo. Con lui la Chiesa di Ravenna rifiorì materialmente e moralmente e fu sempre lui a consacrare le basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe che fece adornare con i famosissimi mosaici.

NATALE Pinot
nato il 19 dicembre 1747 ad Angers. Fu ordinato sacerdote e divenne parroco, ma quando si rifiutò di giurare sulla costituzione civile della rivoluzione francese, venne destituito dall’incarico ed esiliato. Tre anni dopo quando tornò, fu arrestato mentre celebrava la santa Messa e decapitato sulla piazza di Angers il 21 febbraio 1794

PATERNO di Brescia santo di Brescia, morto nel 604.

PIER DAMIANI
nato a Ravenna nel 1007, da una famiglia poverissima. Rimasto orfano, fu sostenuto negli studi dal fratello maggiore Damiano e ancora giovanissimo, divenne insegnante di grammatica a Parma e Ravenna. Affascinato dalla contemplazione, lasciò presto l’insegnamento, nel 1035 abbracciò la regola benedettina e si ritirò nel monastero di Fonte Avellana. Per l’austerità dei costumi e la grande opera di apostolato esercitata nei vicini conventi, nel 1043 fu eletto priore e poi nell’autunno 1057 divenne stretto collaboratore di Stefano IX, dal quale suo malgrado, fu nominato vescovo-cardinale di Ostia. La sua eccezionale personalità lo portò al ruolo di consigliere di altri papi e Legato Pontificio, in numerose missioni religiose e diplomatiche. Teorico della vita monastica, nel 1059 fu a Milano per la riforma di quella Chiesa, nel 1063 a Cluny, per difendere i previlegi dell’abbazia contro il vescovo di Macon, quindi a Firenze, dove assolse il vescovo Pietro accusato di simonia. Nel 1069 fu anche a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio e nel 1072 a Ravenna, per riconciliare la città con la Santa Sede. Tornando da quest’ultima missione, morì in una chiesa di Faenza il 22 febbraio 1072 e fu subito venerato come santo. La sua produzione letteraria è molto vasta e comprende 150 lettere indirizzate a eminenti personaggi del tempo, oltre a inni, poemi, biografie di santi e trattati polemici di vario genere. Nel 1828 Leone XII, lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

PIPINO di Landen
detto anche Pipino il Vecchio, nato nel 580. Maestro di palazzo del regno di Austrasia per la dinastia merovingia, prima con il re Dagoberto I e poi con Clotario II, re e padrone di tutto il Regno Franco, Gallia e Germania. Sposato con Itta, fondatrice del monastero di Nivelles, ebbe due figlie, Gertrude e Begga. Caduto in disgrazia, dopo un periodo di esilio, dal 638 fu nuovamente maestro di palazzo del re Sigeberto II. Morì nel 640, fu sepolto nel feudo di Landen e poi le sue reliquie vennero trasportate a Nivelles dove furono portate in processione fino al 16° secolo.

ROBERTO Southwell
nato in Inghilterra nel 1561 fu costretto a studiare in Francia nei collegi di Clermont e Parigi, dove tentò di entrare nella Compagnia di Gesù, venendo respinto causa la giovane età. Andò allora in pellegrinaggio a Roma dove venne accolto nel noviziato di Sant’Andrea, che però terminò a Tournai, prima di tornare a Roma nel 1584 per ricevere l’ordinazione sacerdotale. Esercitò poi il suo apostolato in Inghilterra amministrando i sacramenti di nascosto nei dintorni della capitale e scrivendo libri sulla fede editi da una stamperia segreta locale. Nel luglio del 1592, però fu tradito da una cristiana convertita al protestantesimo e dopo varie settimane di torture per indurlo a rivelare i nomi degli altri sacerdoti cristiani, venne rinchiuso nella Torre di Londra. Il 20 febbraio 1595 fu processato per alto tradimento, condannato e impiccato il giorno seguente. È stato canonizzato da Paolo VI nel 1970.

SEVERIANO di Scitopoli vescovo martire, in Cappadocia, nel 452.

SIRICIO martire in Africa con numerosi compagni di fede.

TITO martire in Africa assieme a Siricio e Verulo.

VERULO martire in Africa assieme a Siricio, Tito e compagni.

ZACCARIA patriarca di Gerusalemme, morto nel 631.

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