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I santi del giorno del 30 agosto

30 Ago

ADAUTTO
martire del 3° secolo, morì con Felice a Roma e fu chiamato Adautto, dal latino Adauctus, che vuol dire “aggiunto”, perché i fedeli ne ignoravano il vero nome.

AGILO di Rebais
nato nel 583, monaco a Luxeuil-les Bains, discepolo di Colombano, convertì al cristianesimo la popolazione germanica dei Bavari. Nel 636 divenne il primo abate di Rebais, nei pressi di Parigi. Morì nel 650.

BONIFACIO di Adrumento
martire in Puglia. Marito di santa Tecla, originario di Adrumento, antica città fenicia in Africa presso Cartagine, sulle cui rovine fu costruita l’odierna città di Sousse (Susa), in Tunisia.

BONONIO di Lucedio
nativo di Lucedio, frazione di Trino Vercellese, è stato abate a Bologna ed è morto nel 1206.

EVA di Abitine
martire nel 304 ad Abitine, circa 80 chilometri da Cartagine, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Dopo molte torture per far loro rinnegare la fede, furono decapitati tutti.

FANTINO di Calabria
monaco basiliano, chiamato popolarmente TINO. Dopo essere vissuto molto tempo sui monti tra Calabria e Lucania, divenne abate a Salonicco, dove si era rifugiato per il timore delle incursioni saracene e dove è morto nel 970.

FAUSTINA (TINA)
martire romana, venerata sulla Via Latina, senza notizie storiche.

FELICE di Roma
martire citato in una poesia di Damaso I, sepolto in una cripta del cimitero di Commodilla, sulla Via Ostiense.

FIACRIO o FIACRE
nato nel 610 e morto nel 670. Secondo la tradizione era un monaco irlandese di origine celtica stabilitosi  a Meaux in Gallia, dove fondò un monastero. Divenne famoso per alcune guarigioni ritenute miracolose ed è venerato sopratutto in Francia.

GAUDENZIA vergine martire a Roma.

GAUDENZIO senza storia.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

ILDEFONSO Schuster
Alfredo Ildefonso, nato a Roma nel 1880. Benedettino, dal 1918 abate di San Paolo fuori le Mura, nel 1929 venne nominato arcivescovo di Milano e poco dopo creato cardinale, da Pio XI. Ebbe una particolare attività politica, nel tentativo di resa, iniziato da Mussolini nell’aprile del 1945, con il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia. È morto a Milano nel 1954.

LAURA Meozzi
nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da Alessandro e Angela Mazzoni, in una famiglia agiata e nobile. Compì gli studi di medicina a Roma, dove si era trasferita la famiglia e nel 1898 divenne suora salesiana. Lavorò sopratutto in Sicilia fino al 1921, quando venne scelta a capo delle prime missionarie in partenza per la Polonia dove, nonostante la grande povertà locale, riuscì ad aprire alloggi per i bambini abbandonati, scuole e laboratori. Dopo il 1938 le suore dovettero partire da Wilmo con un centinaio di ragazzi, su di un treno speciale per un viaggio durato ben 16 giorni. Alla fine della guerra, madre Laura ricominciò il lavoro nella Polonia distrutta, aprì 12 nuove case e poi, in un vecchio castello a Pogrzebien, fece rinascere anche il noviziato. Qui è morta il 30 agosto 1951.

MARGHERITA Ward beata.

PAMMACHIO di Roma
discepolo di Girolamo, fu uno dei capi del partito cristiano nel senato romano. Sposato con Paolina, figlia di Paola di Betlemme, alla morte della moglie, si consacrò alla vita ascetica e all’assistenza dei poveri. Nel 398 fondò lo Xenodochio di Porto Romano, presso le foci del Tevere e poi una basilica al colle Celio, chiamata dei Santi Giovanni e Paolo. Morì nel 410.

PIETRO di Trevi
per sottrarsi a un matrimonio impostogli dai genitori, andò fuggiasco a Tivoli, si fece eremita e pochi anni dopo, ricevette gli ordini minori. Predicatore itinerante, attraverso le regioni dell’Italia Centrale, è morto nel 1052 in un tugurio a Trevi nell’alta Valle dell’Aniene. È stato canonizzato nel 1215, da Innocenzo III.

TECLA d’ Este
sposa di Bonifacio, martire in Puglia. È patrona d’Este, provincia di Padova, dove i suoi resti sono conservati nel Duomo a lei intitolato

I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

I santi del giorno del 20 giugno

20 Giu

ADALBERTO di Magdeburgo
chiamato anche Alberto, monaco benedettino morto nel 981. Fu il primo arcivescovo di Magdeburgo città sull’Elba, nella Sassonia prussiana.

BENIGNA di Breslavia
monaca cistercense di Breslavia (Wroclaw), in Polonia, uccisa dai Tartari nel 1241.

ELIA di Ohren
badessa benedettina del monastero tedesco di Ohren, presso Treviri (v), morta nel 750. Non si conoscono altre notizie sulla sua vita, anche se è citata in molti documenti dell’epoca, come nel breviario del vescovo Balduino e nei calendari dei santi Irmino e Massimino. Nel monastero francescano di Ohren è venerata una presunta reliquia del suo braccio.

ETTORE martire senza notizie storiche, anche se il suo culto è molto diffuso.

FIORENTINA o FIORENZA
nata a Cartagena, in Spagna, sorella di tre santi Fulgenzio, Isidoro e Leandro. Nel 543 si rifugiò a Siviglia, con la madre i e fratelli per sfuggire alle truppe di Giustiniano. Rimasta orfana molto giovane, si ritirò in un convento di Siviglia, del quale divenne badessa. Morì verso il 626.

GEMMA martire.

MARGHERITA Ebner beata.

NOVATO di Roma martire.

SILVERIO papa
nato a Frosinone, figlio del papa Ormisda, suddiacono della Chiesa di Roma. Alla morte di Agapito I, venne eletto il 1° giugno 536, per imposizione di Teodato re degli Ostrogoti, che voleva un uomo di fiducia alla guida della Chiesa. In quello stesso anno il generale bizantino Belisario occupò Roma, sconfiggendo i Goti e la restituì all’impero di Bisanzio. Coinvolto nelle lotte politiche e religiose tra l’Italia e la Chiesa, cadde vittima dei complotti del diacono Vigilio, aspirante al soglio pontificio e, inimicatasi la corte bizantina, venne deposto dopo un solo anno di pontificato ed esiliato a Patara, in Licia. Tornato a Roma, fu relegato sull’isola di Ponza, sempre per istigazione di Vigilio che nel frattempo era divenuto papa per imposizione di Belisario. Qui abdicò l’11 novembre 537, mettendo fine allo scisma e morì di stenti e di fame il 2 dicembre successivo. È onorato come martire e patrono di Ponza.

I santi del giorno del 13 aprile

13 Apr

CARPO di Pergamo vescovo martire in Misia, assieme a ISACCO e PAPILO.

DADA
santo martire nella Mesia Inferiore, attuale Romania, assieme a QUINTILIANO, MASSIMO e compagni.

ERMENEGILDO martire
Figlio del re dei Visigoti, Leovigildo, che risiedeva in Spagna e Ingunda la cattolica figlia del re dei Franchi, Sigeberto. Causa la religione della moglie, il padre lo esiliò a Siviglia, dove, dopo essersi convertito, si mise a capo di un partito cattolic. Leovigildo prese d’assedio la città, fece prigioniero il figlio e dopo averlo prima rinchiuso nel carcere di Tarragona, lo fece decapitare il 13 aprile 585, perchè aveva rifiutato di ricevere la Comunione pasquale da un vescovo ariano.

GIACOMO da Certaldo
santo morto nel 1292, chiamato anche JACOPO, è celebrato assieme a san Michele in una chiesa a loro intitolata a Certaldo, provincia di Firenze.

IDA di Lovanio
nata nel 1211 a Lovanio, città sul fiume Dyle, in Belgio, si fece monaca cistercense nell’abbazia di Val-des-Roses. Su di lei si raccontano molti fatti straordinari avvenuti anche prima di essere suora, che leggeva nei cuori, prevedeva il futuro, aveva visioni, estasi, profezie e persino che fu segnata dalle piaghe di Gesù Cristo. Morì verso il 1290.

IDA di Toggenburg martire dell’11° secolo.

MARGHERITA santa di Città di Castello, in provincia di Perugia, morta nel 1320.

MARTINO I papa
nobile nato nel 590 a Todi, in provincia di Perugia. Già diacono della Chiesa di Roma, fu consacrato il 5 luglio 649 dai vescovi e sacerdoti romani, senza attendere la conferma dell’imperatore d’Oriente Costante II, che in effetti non arrivò mai. Nell’ottobre di quello stesso anno convocò un sinodo nella basilica del Laterano, con la partecipazione di 105 vescovi occidentali, nel quale venne condannato l’errore dei monoteliti e per questa sua posizione Costante II lo fece arrestare contestandogli la condizione di illegittimità, perché mancava la sua convalida ufficiale. Malato di gotta e sofferente di dissenteria, nel 653 venne condotto a Costantinopoli, dove arrivò il 17 settembre dopo un viaggio pieno di sofferenze. Rinviato a giudizio per tradimento, fu condannato a morte, degradato pubblicamente, privato di tutti gli ornamenti pontificali e rinchiuso nella cella dei condannati. Non venne giustiziato per l’intervento di Paolo II patriarca della città, ma dopo 3 mesi di prigionia, il 26 marzo 654 venne comunque esiliato a Cherson, in Crimea. Sottoposto a nuove dure privazioni, morì di stenti, il 13 aprile 655 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria, presso Cherson. Un’altra fonte indica invece la morte il 16 settembre, sempre del 655.

MARZIO abate.

ORSO di Ravenna
vescovo dal 402, trasferì la sede episcopale da Classe a Ravenna, dove fece edificare la grandiosa cattedrale a 5 navate Ecclesia Catholica, in seguito chiamata Basilica Ursiana, sul luogo della quale, fra il 1734 e il 1743, venne poi eretto il Duomo della città. È morto nel 425, ed è rappresentato assieme ad altri vescovi ravennati, negli splendidi mosaici della chiesa di Sant’Apollinare in Classe.

 

I santi del giorno del 22 febbraio

22 Feb

GAIO martire in Frigia, assieme ad Alessandro.

ISABELLA di Francia
nata a Parigi nel 1225, figlia del re Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, sorella minore di Luigi IX, il santo. Orfana di padre poco dopo la nascita, fu educata cristianamente dalla madre che si occupò anche della sua istruzione nelle scienze e nelle arti. Assieme al fratello e al papa Innocenzo IV, la incoraggiò ad accettare il matrimonio con Corrado IV, figlio dell’imperatore Federico II, perchè questo poteva essere molto vantaggioso per la Francia e la Chiesa, nella speranza di ottenere la pacificazione tra le regioni italiane. Volle invece consacrarsi interamente a Dio e dopo la morte della madre, entrò nel monastero delle Clarisse di Longchamp, che aveva fondato lei stessa nel 1259 e al quale Urbano IV aveva dato una regola meno rigida di quella di Santa Chiara. Non prese l’abito e non fece la professione religiosa, ma con grande umiltà, si ritirò nel chiostro del convento, dove morì il 23 febbraio 1270. Nel 1521 Leone X ne approvò il culto, che poi nel 1696, Innocenzo XII estese a tutto l’Ordine francescano. Come ELISABETTA è festeggiata il 31 agosto.

MARGHERITA da Cortona
nata nel 1247, nei pressi di Castiglione del Lago Trasimeno, Perugia. Di umili origini contadine, rimase presto orfana di madre e il padre, Tancredi di Bartolomeo si risposò, ma la nuova moglie fu una cattiva matrigna per Margherita che, stanca di subire maltrattamenti, all’età di 18 anni andò a Montepulciano a vivere con il nobile Arsenio, nel suo castello come concubina. Rimase con lui circa 10 anni ed ebbe anche un figlio, ma quando l’amante venne assassinato, si pentì della sua vita e si convertì. Educò cristianamente il figlio e nel 1277 fu accolta nel Terz’Ordine Francescano a Cortona, dove si dedicò solo alla preghiera e alle opere di carità. Più tardi diede vita a una congregazione di terziarie chiamate le “poverelle” e nel 1278 fondò un ospedale, la Casa di Santa Maria della Misericordia, tuttora esistente. Morta a Cortona il 22 febbraio 1297, il suo corpo incorrotto è conservato in un’urna d’argento in stile gotico, nella chiesa di Santa Margherita, edificata tra il 1856 e il 1897, sul luogo dov’era il santuario fondato da lei. Canonizzata nel 1728 da Benedetto XIII, è una delle sante più popolari dell’Italia Centrale.

PAPIA di Gerapoli
nato in Frigia, discepolo di Giovanni apostolo e compagno di Policarpo, vescovo di Gerapoli. Intorno al 130, scrisse una Spiegazione delle Parole del Signore, opera esegetica in 5 libri, della quale purtroppo restano solo pochi frammenti, che però dal punto di vista storico sono molto importanti, come esempio dell’insegnamento orale degli apostoli e dei discepoli. Secondo un’incerta tradizione subì il martirio a Pergamo, in Misia.

PELLEGRINA di Nicomedia martire assieme a Regina.

REGINA di Nicomedia martire assieme a Pellegrina.

I santi del giorno del 18 gennaio

18 Gen

CRISTINA Ciccarelli  
nata nel 1481 a Lucoli, provincia di L’Aquila, stranamente venne battezzata con il nome di Mattia. Quando si fece eremita agostiniana a L’Aquila prese il nome di Cristina e diventò famosa per santità, umiltà, profezie, estasi e miracoli. È morta nel 1543.

DEICOLO di Luxeuil
discepolo di Colombano di Bobbio, divenne abate nel monastero di Luxeuil-les Bains, in Francia, nel 6° secolo. Mandato in esilio con tutti i suoi compagni, dalla regina Brunechilde, più tardi ottenne dal re Clotario II, la possibilità di creare un monastero tutto suo, a Lure, sempre nelle vicinanze di Luxeuil, nel quale morì nel 625.

FAUSTINA di Pavia
nata a Piacenza nel 6° secolo. Si fece suora benedettina assieme alla sorella Liberata e furono accolte dal vescovo di Como. Qui fondarono il monastero di Santa Margherita dove vissero entrambe tutta la vita. Faustina morì il 15 gennaio 580 e la sorella 3 giorni dopo.

FAZIO   
religioso dell’Ordine di Santo Spirito, morto nel 1272.

LIBERATA di Pavia
detta anche di “Piacenza”. Secondo una leggenda fu la fondatrice, insieme con la sorella Faustina, del monastero benedettino di Santa Margherita, presso Como, dove morì il 18 gennaio 580, mentre Faustina era morta solo tre giorni prima. Si hanno notizie del loro culto a partire dal 13° secolo.

MARGHERITA d’Ungheria
nata nel 1242 a Klissa, in Ungheria figlia del re Bela IV e nipote di santa Elisabetta, fu educata dalle suore domenicane. Rifiutò le nozze sia con Carlo d’Angiò che con il re di Boemia Ottocaro II, il quale avrebbe poi sconfitto suo padre nel 1260. Nel 1254 prese il velo e si ritirò in preghiera e penitenza nel monastero che il padre aveva fatto costruire sull’isola delle Lepri sul Danubio, che oggi in suo onore è chiamata isola Margherita. Morta a Budapest il 18 gennaio 1270, il processo canonico per la beatificazione fu molto travagliato, iniziato subito dopo la morte, si è però concluso solamente nel 1943 con la canonizzazione da parte di Pio XII.

MARIA di Brabante regina, morta nel 1256

PRISCA di Roma
secondo una tradizione, martire a soli 13 anni nel 1° secolo a causa della sua fede cristiana. Secondo un’altra, invece, sarebbe stata una giovane romana sposata, vissuta nel 5° secolo, forse fondatrice della Chiesa dell’omonimo titolo, sull’Aventino. Molto probabilmente si tratta di due sante diverse, comunque festeggiate entrambe il 18 gennaio.

SUSANNA di Salerno martire nel 4° secolo.

VENERANDO di Clermont martire in Francia, nel 423.

I santi del giorno 12 gennaio

12 Gen

ALFREDO
abate cistercense, vissuto nel 12° secolo

ANTONIO MARIA Pucci
nato a Poggiolo, presso Firenze, il 16 aprile 1819. Entrato nei Serviti a 18 anni, nel 1843 fu ordinato sacerdote e inviato a Viareggio come vice parroco nella parrocchia di Sant’Andrea. Qui esercitò il ministero per tutto il resto della vita, venendo anche eletto Priore e Provinciale dell’Ordine dei Servi di Maria. Morto il 12 gennaio 1892, è stato proclamato santo da Giovanni XXIII nel 1962.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

BENEDETTO Biscop
nato nel 628, in Irlanda. Dopo il servizio militare, si fece monaco in un monastero benedettino inglese, fondò le abbazie di Jarrow e di Wearmouth, nella contea di Durham e andò 6 volte a Roma a piedi, per testimoniare la sua fede, ma anche per studiare le regole monastiche che reggevano i conventi visitati per via. Nel 668, passando per la Francia, si fermò anche 2 anni nel monastero benedettino di Lerins. Con questi suoi frequenti viaggi, attraverso l’Europa, stabilì un legame tra la cristianità del continente e quella della Gran Bretagna e contribuì efficacemente alla conversione degli Irlandesi, che erano ancora quasi totalmente pagani. Morto nel monastero di Wearmouth nel 690, dopo una breve malattia, fu subito venerato come santo.

BERNARDO da Corleone
nato in provincia di Palermo, il 16 febbraio 1605. Battezzato con il nome di Filippo, quinto figlio di un ciabattino con un fratello sacerdote. Terziario francescano si dedicò alle opere di misericordia a favore di poveri e malati. Nel 1631 entrò tra i Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Bernardo, destinato al servizio di cuoco, servì con umile devozione i confratelli conducendo vita di carità e penitenza. Morì a Palermo il 12 gennaio 1667 in fama di santità, così da essere beatificato da Clemente XIII il 15 maggio 1768 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 20 giugno 2001.

BONITO di Clermont
nato nel 623, nobile originario dell’Alvernia(v), divenne cancelliere di Sigeberto III, re di Austrasia. Nel 680 Pipino di Heristal gli affidò l’incarico di reggere la prefettura di Marsiglia e in tale veste vietò il commercio degli schiavi in tutta la regione, che era la più importante del regno. Quando nel 690 morì il fratello Avito, vescovo di Clermont, Bonito fu acclamato suo successore, ma il Concilio di Parigi del 614, aveva proibito questi passaggi di carica. Dopo aver rinunciato a favore del secondo candidato, andò pellegrino a Roma e nel 701 anche a Pavia. È morto nel 706, a Lione, per un attacco di gotta.

CASTOLO di Tivoli
martire nel 4° secolo, assieme a Modesto, Rogato e Zotico.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles(v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

EUTROPIO di Costantinopoli
lettore martire nel 406, assieme al sacerdote Tigrio.

MARGHERITA Bourgeoys
nata il 17 aprile 1620 a Troyes(v). Dopo aver tentato invano di entrare tra le Carmelitane, nel 1653 partì missionaria per il Canada con la professione di insegnante per i figli dei soldati francesi di stanza nel paese. Con l’aiuto di alcune ragazze volontarie venute dalla Francia, fondò a Montreal la prima congregazione di suore nata nell’America del Nord, le Suore di Notre-Dame. Grande educatrice, per continuare questa missione ha fondato ben sette scuole. È morta a Montreal il 12 gennaio 1700, ma è stata canonizzata solo il 31 ottobre 1982 da Giovanni Paolo II.

MODESTO di Tivoli
martire in Africa, assieme a Castolo, Rogato e Zotico.

NAZZARIO
monaco spagnolo martire.

ROGATO di Tivoli
martire del 4° secolo, assieme a Castolo, Modesto e Zotico.

TAZIANA di Roma
martire verso il 230, durante le persecuzioni di Alessandro Severo.

TIGRIO di Costantinopoli
presbitero nella Chiesa di Santa Sofia, sostenitore del vescovo Giovanni Crisostomo, subì torture sotto l’imperatore Arcadio Flavio insieme con il lettore Eutropio. In seguito venne anche esiliato in Mesopotamia(v), dove morì nel 406, dopo molte sofferenze.

VERONICA da Binasco
nata nel 1445 a Binasco in provincia di Milano, da una famiglia di agricoltori poveri, molto religiosi. A 22 anni si fece monaca, entrando tra le agostiniane di Santa Marta a Milano, dove fece la questuante per tutta la vita. In seguito a una visione della Vergine Maria, andò pellegrina a Roma, dove fu accolta dal papa Alessandro VI. Morì nel 1497 e venne sepolta a Binasco.

ZOTICO di Tivoli
martire assieme a Castolo, Modesto e Rogato.

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