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I santi del giorno del 3 settembre

3 Set

BARTOLOMEO Gutierrez
eremita agostiniano di origine messicana, martire in Giappone il 3 settembre 1632, beatificato da Pio IX nel 1867.

CLELIA di Roma
la leggenda parla di una giovane della nobiltà romana, data come ostaggio in pegno di pace, a Porsenna re degli Etruschi, assieme a 9 compagne, nel 506 a.C. Riuscita a fuggire, raggiunse Roma, attraversando a nuoto il Tevere, ma fu ricondotta a Chiusi e riconsegnata a Porsenna, il quale, in premio del coraggio e dell’eroismo dimostrato, la colmò di onori e le restituì la libertà. 

DOROTEA di Aquileia
sorella di santa Eufemia, martire nel 1° secolo, sotto Nerone ad Aquileia, oggi in provincia di Udine. Morì dopo atroci tormenti durati 4 giorni.

ERASMA di Aquileia
martire del 1° secolo, sotto Nerone, morì dopo 4 giorni di atroci tormenti, assieme a Dorotea, Eufemia e Tecla.

EUFEMIA di Aquileia
martire del 1° secolo sotto Nerone, assieme a Dorotea, Erasma e Tecla, dopo atroci tormenti durati 4 giorni. Elia, vescovo e patriarca di Grado, tra il 571 e il 587, ha costruito, sulle rovine di una chiesa precedente, la Basilica di Santa Eufemia, consacrata nel 579, che poi è divenuta la Cattedrale di Aquileia.

FEBE di Corinto
diaconessa della Chiesa di Cenere, in Corinto(v), si tratta forse della donna che portò ai Romani la lettera di Paolo di Tarso.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea, con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

MARINO
secondo una leggenda, Marino e Leone, tagliatori di pietre, provenienti dall’isola di Arbe, in Dalmazia, andarono a Rimini ingaggiati per il restauro del porto e delle mura della città. In seguito Marino si ritirò a vita eremitica sul monte Titano, dove fondò una piccola comunità religiosa, erigendo una chiesa in onore di San Pietro. L’amico Leone, invece, si sarebbe ritirato sul vicino Montefeltro, che è l’odierna San Leo. I due furono apprezzati anche dal vescovo di Rimini, Gaudenzio che affidò loro il compito di predicare con autorità il Vangelo ai “Gentili”. Marino morì verso il 360 e le sue spoglie furono ritrovate nel 1586 sotto l’altare maggiore della chiesa di San Pietro. Nel 1926, Pio XI ha riconosciuto Marino come fondatore e patrono della Repubblica di San Marino, che da lui prende il nome.

REMACLO di Maastricht
originario d’Aquitania (v), entrò nel monastero di Luxeuil-les-Bains e, nel 632, Eligio di Noyon lo mise a capo del monastero di Solignac che aveva appena fondato presso Limoges. Evangelizzatore delle Ardenne, fondò i monasteri di Malmedy e di Stavelot, presso Liegi, in Belgio e nel 650 fu consacrato vescovo di Maastricht, in Olanda. Dieci anni più tardi si ritirò a Stavelot, dove rimase fino alla morte.

SANDALO di Cordova martire in Spagna, nel 9° secolo.

SEBA diaconessa martire del 1° secolo.

SERAFINA di Antiochia vergine martire in Siria.

SIMEONE il giovane
asceta siriano, nato ad Antiochia nel 521 e morto nel 592. Esempio di una delle forme più rigide di anacoretismo, si fece stilita in giovane età, vivendo su una piattaforma posta sopra una colonna. Cambiò più volte di località, stabilendosi definitivamente su una collina presso Antiochia, che prese il nome di “monte dei miracoli”, dove fu anche ordinato sacerdote. Gli sono stati attribuiti vari discorsi ascetici, composizioni ed epistole.

TECLA d’Aquileia
martire assieme a Eufemia e compagne. Le reliquie sono conservate nella chiesa di San Silvestro a Trieste, eretta sul sacello (v) delle martiri.

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I santi del giorno del 24 agosto

24 Ago

ALICE Rich
nata ad Abingdon, nei pressi di Oxfordf, verso il 1190, da una famiglia molto religiosa. Il padre Rainoldo si fece monaco e la madre Matilde, dopo essersi dedicata all’educazione religiosa dei figli, divenne suora, mentre il fratello Edmondo, arcivescovo di Canterbury, fu addirittura santificato. Assieme alla sorella Margherita, entrò nel piccolo monastero benedettino di Catesby e in seguito ne divenne priora, raggiungendo un elevato grado di santità.

AUDOENO di Rouen
noto anche come DADONE, nato nel 609 e morto nel 684. Fondò l’abbazia di Rebais presso Parigi e dal 641, quando fu nominato vescovo di Rouen, lottò a lungo contro la simonia. Autore di una Vita di sant’Eligio.

AUREA di Ostia
chiamata anche AVIA, martire nella sua città, che le ha intitolato una chiesa del 15° secolo

BARTOLOMEO apostolo
uno dei 12 apostoli di Cristo, nato a Cana di Galilea, sicuramente identificato con quel Natanaele, del quale parla Giovanni nel suo Vangelo. Secondo una tradizione riportata da Eusebio di Cesarea, dopo l’Ascensione al cielo di Gesù, annunciò il Vangelo in Mesopotamia(v), Armenia e sopratutto in India, dove sarebbe stato scorticato vivo nel 47. Sono giunti fino a noi brani di un vangelo e di un’apocalisse apocrifi che portano il suo nome. Presunte spoglie sono conservate nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola, in Roma.

DARIO martire a Roma.

EMILIA de’ Vialar
nata il 12 settembre 1797, a Gaillac presso Albì, in Francia. Nel 1832, fondò una comunità che prese il nome di San Giuseppe dell’Apparizione, per l’educazione dei giovani e la cura degli ammalati. Venne chiamata ad Algeri tre anni dopo, dove fin dal suo arrivo si prodigò nell’assistenza durante un’epidemia di colera. Tornata a Gaillac nel 1842, trasferì la casa madre a Tolosa e poi, nel 1852 a Marsiglia. Mandò le sue religiose fino in Australia e Birmania e alla sua morte, erano state fondate ben 40 di case di questa comunità, sparse in tutto il mondo. È morta a Marsiglia, il 24 agosto 1856.

GIOVANNA A. Thouret
Giovanna Antida, nata il 27 novembre 1765, a Sancey-le-Grand, nei pressi di Besancon, in una famiglia di contadini. Nel 1799 entrò tra le Figlie della Carità a Parigi e sotto la protezione di Vincenzo de’ Paoli, scrisse le costituzioni di un nuovo istituto, le Suore della Carità di Besancon e nel 1810 aprì una casa a Napoli, dove visse per 16 anni. Questo istituto che si diffuse molto anche nel resto d’Italia e venne approvato da Pio VII nel 1819, fu invece fortemente ostacolato dal vescovo di Besancon. Morta il 24 agosto 1826 nell’istituto fondato a Napoli, è stata canonizzata nel 1934 da Pio XI.

MICHELA di Valencia
Micaela Desmasieres, nata a Madrid il 1° maggio 1809, figlia del conte De la Vega del Pozo e della marchesa Llanos de’Alguazas. Pur avendo una giovinezza agiata, si distinse nelle opere di carità, in particolare durante l’epidemia di colera del 1834. Dotata di notevoli talenti artistici, dipingeva molto bene e suonava l’arpa, volle però aiutare le ragazze che si perdevano per miseria e ignoranza, per le quali fondò un collegio a Madrid nel 1845. L’iniziativa attirò un numero così grande di giovani che spese tutta la sua fortuna e dovette anche umiliarsi a chiedere l’elemosina, per mantenere l’istituto. Fortunatamente si unirono a lei altre nobili compagne e così poté nascere la congregazione delle ancelle della carità Adoratrici del Santissimo Sacramento, approvata nel 1866 da Pio IX. Intanto la fondatrice, che aveva preso il nome di Maria Michela del SS. Sacramento, donna di grandi doti mistiche e carismatiche, divenne anche consigliera della regina Isabella II. Alla sua morte, a Valencia il 24 agosto 1865, lasciò 7 collegi funzionanti e altri in progetto.  È stata canonizzata da Pio XI, nel 1934.

PATRIZIO di Neversabate di Nevers, città della Francia sulla Loira, meta di molti pellegrinaggi.

ROMANO di Nepi
vescovo di Nepi, nel Lazio, martire verso la fine del 1° secolo. Le presunte reliquie si trovano nel duomo di Nepi, ma forse sono quelle di Romano di Subiaco.

TOLOMEO vescovo martire nel 2° secolo.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 3 agosto

3 Ago

AMPELIA
martire con Flavia di Vercelli, Leonzia e Licinia, nel 5° secolo.

BARTOLO o BARTOLOMEO, martire a Nicomedia (v).

CIRA di Berea
martire nel 5° secolo con Mara, o Marana a Berea di Siria, sulle cui rovine oggi sorge Aleppo.

DALMAZIO
nato verso il 350, archimandrita(v) di Costantinopoli, trascorse quasi tutta vita in un monastero. Fiero avversario dell’eresia di Nestorio, riuscì a far trionfare la causa di Cirillo d’Alessandria, durante il Concilio Ecumenico di Efeso del 431. È morto nel 437.

EUFRONIO di Autun vescovo di Autun (v), dal 452. Fu in corrispondenza con Sidonio Apollinare e morì verso il 490.

FLAVIA di Vercelli
martire nel 5° secolo, assieme alle sue coetanee, Ampelia, Leonzia e Licinia.

GAMALIELE
caposcuola dei farisei, dottore della Legge ebraica, maestro per 3 anni di Saulo di Tarso(Paolo apostolo). È considerato come il più autorevole rappresentante della tendenza più larga nell’interpretazione della Legge stessa. Difese gli apostoli Giovanni e Pietro, davanti al Sinedrio, del quale era membro, come è raccontato negli Atti degli Apostoli, capitolo 5, dal versetto 34 fino al termine. Una tradizione leggendaria gli attribuisce un vangelo apocrifo.

LEONZIA di Vercelli
martire assieme a Flavia e Licinia, nel 5° secolo.

LICINIA di Vercelli
vergine martire nel 5° secolo, con Flavia e Leonzia.

LIDIA di Tiatira
è conosciuta solo attraverso il libro di San Luca, Atti degli Apostoli, al capitolo 16, dove viene presentata come una commerciante di porpora a Tiatira, città sul fiume Lico, in Macedonia(v). Fu battezzata con tutta la sua famiglia da Paolo di Tarso, al quale diede ospitalità, durante il suo soggiorno a Filippi(v. Credette al Vangelo prima fra tutti gli abitanti della città e anche dopo la prigionia che Paolo e il suo collaboratore Sila dovettero subire a Filippi, la casa di Lidia rimase sempre aperta, divenendo una specie di chiesa domestica dove i cristiani si riunivano in preghiera.

MARA o MARANA martire in Siria, assieme a Cira.

NICODEMO del Sinedrio
fariseo e maestro della Legge. Secondo il Vangelo di Giovanni, dopo avere avuto un segreto incontro notturno con Gesù, divenne suo discepolo e ne prese le difese di fronte al Sinedrio, del quale era membro autorevole, appellandosi alla legalità. Dopo la morte del Maestro, assieme a Giuseppe d’Arimatea, con il quale viene festeggiato anche il 31 agosto, ne depose il corpo dalla croce e gli diede onorata sepoltura. La tradizione narra che dovette soffrire molto da parte degli Ebrei e che le sue reliquie furono scoperte solo nel 415. Gli viene attribuito un vangelo apocrifo, detto anche “Atti di Pilato, edito però solo all’inizio del 4° secolo: nella prima parte, dove è egli stesso il protagonista, difende l’innocenza di Pilato e nella seconda narra la discesa di Gesù agli inferi. In una leggenda è raccontato che Nicodemo scolpì un Crocifisso in legno di cedro del Libano, denominato “Il Volto Santo”, il quale dopo molte peripezie, sarebbe giunto a Lucca dove è custodito nella cattedrale di San Martino.

PIETRO di Anagni
dopo essere stato consacrato vescovo di Anagni, nel Lazio, da Alessandro II, fu inviato papale a Costantinopoli. Nel 1097 lasciò la diocesi per unirsi ai Crociati, tornando in patria solo 5 anni dopo. Il suo episcopato, durato 43 anni, venne caratterizzato da un intenso rinnovamento nello spirito della riforma gregoriana. Morì ad Anagni nel 1105 e venne proclamato santo dopo soli 5 anni, da Pasquale II.

VALTENA di Melrose santo monaco in Scozia, martire nel 1160.

I santi del giorno del 6 febbraio

6 Feb

AMANDO di Maastricht o ARMANDO,
nato nel 589 circa in Aquitania. Monaco a vent’anni, prima su un’isoletta in Vandea e poi a Tours, fu due volte pellegrino a Roma e quando tornò in patria si diede alla predicazione per evangelizzare le Fiandre, la Frisia e l’Hainaut. Consacrato vescovo itinerante nel 629, decise che il suo compito particolare doveva essere la moralizzazione del clero, particolarmente da quando, nel 646, fu nominato arcivescovo di Maastricht. Due anni più tardi però, con il consenso del papa Teodoro I, decise di rinunciare al vescovado e tornò all’evangelizzazione itinerante e quando tornò in Gallia, fece accettare al re Sigeberto III i canoni del sinodo lateranense del 649. Nel 675 dettò il suo testamento ed è questa l’ultima data in cui è ricordato. Sembra sia morto nel monastero di Einon, nel 679 a Tournai, nell’Hainaut belga e per questo è chiamato Apostolo dei Belgi.

ANGELO
da Furci, Chieti, beato morto nel 1327.

BARTOLOMEO Laurel
francescano di origine messicana, medico martire in Giappone il 6 febbraio 1627, beatificato da Pio IX, nel 1867.

DOROTEA di Cesarea
nata verso il 290 a Cesarea di Cappadocia, da genitori cristiani martiri sotto Diocleziano. Secondo una passio molto leggendaria, venne arrestata anche lei, torturata e condannata alla decapitazione, perchè aveva respinto le offerte amorose del governatore pagano Apricio. Mentre veniva portata al luogo del supplizio, incontrò un giovane avvocato pagano di nome Teofilo che, schernendola, le chiese dei fiori e dei frutti del giardino di quello sposo celeste che lei diceva di andare a trovare. Dorotea glieli promise e un angelo nelle sembianze di un fanciullo, portò un cesto di fiori e di frutti a Teofilo che si convertì. Il corpo della santa fu portato a Roma, dove le venne dedicata una chiesa. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo e fu chiamata patrona delle spose e dei giardinieri.

FILIPPO Las Casas santo morto nel 1597.

FRANCESCO di San Michele santo morto nel 1597.

GABRIELE di Duisco
laico giapponese, terziario francescano martire. Crocifisso a Nagasaki nel 1597, assieme a Paolo Miki e tanti altri compagni di fede

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790.

GERALDO di Ostia monaco a Cluny, dove ricoprì la carica di priore. Nel 1072 Alessandro II lo creò cardinale-vescovo di Ostia, inviandolo come Legato Apostolico in Francia. Due anni dopo, il nuovo papa Gregorio VII lo mandò in Germania per tentare una riconciliazione con l’imperatore Enrico IV e promuovere la riforma. In seguito fu a Poitiers con l’incarico di presiedere un concilio nel quale fu condannato Berengario di Tours. Era anche a Canossa nell’inverno del 1077 e così fu presente al celebre incontro tra il papa e l’imperatore, ma morì a Velletri, che è la culla del suo culto, il 6 dicembre sempre del 1077. Nel 1694 a Velletri è stata costruita una bella cappella in suo onore, dove il cardinale Cibo trasferì le reliquie e stabilì la festa al 7 dicembre, che poi un altro cardinale spostò al 6 febbraio come è ancora oggi.

GIACOMO Kisai, GIOACCHINO, GONSALVO Garcia, LUIGI Ibaraki, MICHELE Cosaki, TOMMASO Cosaki 
martiri nel 1597 a Nagasaki. (vedi Paolo Miki)

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MATTEO Correa  
presbitero martire nel 1927 a Durango in Messico, durante una violenta campagna anticattolica del governo locale.

PAOLO Miki
nato a Kyoto in Giappone nel 1565. Battezzato a 5 anni, a 22 entrò come novizio nella Compagnia di Gesù e dopo l’ordinazione sacerdotale iniziò a predicare il Vangelo ai suoi connazionali, circa trent’anni dopo l’inizio dell’opera missionaria di Francesco Saverio. Nel 1596 però, divenendo la persecuzione contro i cristiani cattolici sempre più crudele, fu catturato con altri 25 compagni, tra i quali PAOLO Suzuki, un altro gesuita, 17 laici giapponesi e 6 francescani spagnoli. Dopo aver sofferto gravi maltrattamenti, alla fine furono tutti condotti a Nagasaki, dove, il 5 febbraio 1597, vennero appesi alle croci, prima di essere finiti a colpi di spada. Sono i primi martiri dell’Estremo Oriente, canonizzati da Pio IX nel 1862.

PIER BATTISTA di Avila
nato ad Avila, nella Vecchia Castiglia, nel 1542. Entrato nell’Ordine dei Francescani Osservanti, si consacrò alle missioni e nel 1580 fu scelto e inviato a evangelizzare il Messico. Tre anni dopo venne mandato anche nelle Filippine, dove continuò a esercitare una benefica missione. Nel 1590 ottenne di trasferirsi in Giappone per sostituirvi i Gesuiti che erano stati espulsi e avuto il permesso dalle autorità nipponiche di predicare il Vangelo, svolse per 6 anni un intenso apostolato a Kyoto, Osaka e Nagasaki. Caduto però in sospetto, nel 1596 venne imprigionato, sottoposto alla tortura e infine crocifisso. Martire per la fede, è stato canonizzato da Pio IX, nel 1862.

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