Tag Archives: leone

I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

I santi del giorno del 17 luglio

17 Lug

ALESSIO di Roma
nobile romano morto a Costantinopoli nel 412, venerato anche in Oriente. Una leggenda racconta che, figlio di ricchi genitori, abbandonò la moglie il giorno delle nozze per farsi prima pellegrino mendicante e poi eremita, conducendo vita estremamente ascetica a Edessa di Macedonia(v). Un’altra fonte dice che dopo aver speso tutti i suoi beni, sarebbe tornato a casa, dove non fu riconosciuto da nessuno e lavorò come servo dei genitori. Solo alla morte ne sarebbe stata scoperta l’identità tramite una lettera trovatagli addosso con il suo nome. Il culto si diffuse sopratutto a Roma.

ANTUSA santa madre di Giovanni Crisostomo.

CLEMENTE di Ochrida
originario della Macedonia (v), fu il primo slavo a divenire vescovo. Fondò un monastero a Ochrida, vicino a Velitza, attualmente in Macedonia, ma che in quei tempi era parte integrante del regno di Bulgaria sotto re Simeone, che divenne la sede episcopale. Per il notevole lavoro missionario è considerato uno dei 7 apostoli della Bulgaria. Morì il 17 luglio 916.

COSTANZA Meunier
Costanza Maria Genoveffa Meunier, santa martire nel 1794.

DONATA di Cartagine
martire in Tunisia nel 180 circa, insieme con Generosa, Gennara e altri 8 martiri, detti “scillitani”.

EDVIGE di Polonia
nata il 18 febbraio 1374 in Ungheria, figlia di Luigi I, re d’Ungheria e di Polonia e quando questi morì, venne incoronata regina a soli 10 anni. Nel 1386 sposò il principe Jagellone di Lituania, ma solo quando lui accettò il battesimo. Si dedicarono alla cristianizzazione della Polonia, fondando la facoltà di teologia dell’università di Cracovia e la diocesi di Vilnius, in Lituania. È morta a Cracovia il 17 luglio 1399.

ENNODIO Magno Felice
nato nel 473 ad Arles, in Francia. Fidanzato con una nobile ragazza italiana, per una decisione improvvisa, entrò in un ordine religioso, coadiuvando i vescovi di Milano e di Pavia. Poeta impeccabile e oratore eloquente, andò a Roma, dove pronunciò il panegirico del re Teodorico, dopo la sua vittoria sugli Eruli, e anche un’altro panegirico sul papa Simmaco. Nel 513 venne eletto vescovo di Pavia e inviato due volte in Oriente, dal papa Ormisda, presso l’imperatore Anastasio, per negoziare un riavvicinamento tra le Chiese Greca e Latina, tentativi che rimasero però infruttuosi. Scrisse vari epigrammi e numerose opere, tra le quali una Vita di sant’Epifanio e ben 297 Epistole. Morì a Pavia nel 521.

GENEROSA di Cartagine
martire assieme a Donata, Seconda, Vestina e molti altri compagni detti “Scillitani”.

GENEROSO di Tivoli martire nel 4° secolo.

GENNARA di Cartagine
martire assieme a Donata, Generosa, Narzale, Vestina e altri compagni chiamati “Scillitani”.

LEONE IV papa
figlio di un certo Radoaldo di origini longobarde, fu educato nel monastero benedettino di San Martino e poi venne ordinato suddiacono al servizio del papa Sergio II. Sacerdote e poi cardinale del titolo dei Quattro Santi Coronati, venne eletto il 27 gennaio 847, il giorno stesso della morte del suo predecessore, ma la consacrazione avvenne solo il 10 aprile. Due anni dopo, con il contributo di nobili romani e campani, sconfisse i Saraceni a Ostia ed era questa la prima volta che un papa scendeva in armi alla testa di un esercito. Strinse rapporti sempre più stretti con Ludovico II, figlio dell’imperatore Lotario, e lo incoronò in San Pietro nella Pasqua dell’850. Nell’852, inaugurò a Roma un quartiere fortificato, detto la “città leonina” e sul luogo della distrutta Centumcellae, fondò una nuova città: Leopoli, che fu il primo nucleo della odierna Civitavecchia. Organizzò la Lega delle città marittime di Amalfi, Gaeta, e Napoli per difendere Roma con successo e mantenne una certa indipendenza nei suoi rapporti con l’Impero, sia d’Oriente che d’Occidente. Nell’853 convocò un sinodo che scomunicò il cardinale Anastasio, futuro antipapa, che si era rifugiato alla corte imperiale. Restaurò le Mura Aureliane e anche molte chiese, tra le quali quella di San Martino, che era del suo monastero di origine. Contribuì all’affermazione del canto gregoriano. Morto il 17 luglio 855, venne sepolto in San Pietro.

MARCELLINA di Treviri
sorella maggiore di Satiro e Ambrogio, nata nel 330, Dopo essersi occupata dell’educazione dei fratelli, nel Natale 353, si consacrò a Dio ricevendo il velo verginale dalle mani del papa Liberio, in San Pietro. Quando Ambrogio venne inviato a Milano, lo seguì e fu una sua valida collaboratrice. Morì nel 398 un anno dopo Ambrogio, il quale le aveva dedicato il trattato “De virginibus”. Le reliquie sono conservate in un sarcofago nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

MARINA di Venezia
esiste una leggenda che narra la storia di una ragazza-monaco. Secondo una Vita, scritta da L.Clugnet, sulla scorta di diverse recensioni latine, arabe, siriane e germaniche, si tratterebbe di una ragazza che, per non abbandonare il vecchio padre, entrò assieme a lui sotto il falso nome di Marino, in un monastero maschile presso Tripoli di Siria e divenuta così frate, restò nel monastero anche dopo la morte del padre. Soffrì ingiuste accuse e castighi, venne cacciata dal convento perché ritenuta padre di un bambino illegittimo, ma poi vi fu riammessa come penitente e solo dopo la morte se ne scoprì la vera identità.

NARZALE di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Generosa, Gennara e Vestina.

SPERATO di Scilio
martire del 2° secolo, in Numidia(v), assieme a Veturio.

VESTINA di Cartagine
martire in Tunisia assieme a Donata, Gennara, Seconda e altri compagni.

VETURIO o VITULIO martire a Scilio di Numidia (v), nel 2° secolo.

I santi del giorno del 3 luglio

3 Lug

ANATOLIO di Laodicea
nato ad Alessandria d’Egitto, nel 3° secolo. Celebrato per la sua cultura letteraria e scientifica, insegnò nella scuola di filosofia aristotelica della sua città. Dall 269 vescovo di Cesarea di Mauretania(v), mentre si trovava a Laodicea di Siria(oggi Latakia), la cui sede vescovile era vacante per la morte del suo compatriota e amico Eusebio, fu costretto ad accettare anche la carica vescovile di questa città. Di tutte le sue opere, una decina di libri, ci sono giunti solo pochi frammenti.

BERTRANDO di Parigi
nato a Isle-Jourdain, nei pressi di Tolosa, verso il 1050. Dopo essere stato arcidiacono a Parigi, divenne vescovo di Comminges, tra l’Armagnac e i Pirenei, oggi Saint-Bertrand-de’Comminges, dove morì nel 1123.

ELIODORO di Altino
originario della Dalmazia(v), nato nel 330 circa e morto verso i settant’anni. Lasciò il suo romitorio solo per partecipare al Concilio di Aquileia del settembre 381. Qui soggiornò a lungo e poi fu nominato vescovo di Altino, in provincia di Venezia.

FOCA di Sinope nel Ponto
martire nel 303 in Paflagonia(v), patrono di Francavilla di Calabria.

GERMANO di Durazzo martire di Durazzo(Durres), in Albania.

GIACINTO di Roma cameriere dell’imperatore Traiano, martire a Roma.

IRENEO di Chiusi martire in Toscana nel 3° secolo.

LEONE II papa
di origine siciliana, venne eletto il 17 agosto 682, dopo 19 mesi di sede vacante, per attendere la conferma dall’imperatore Costantino IV Pogonato. Nonostante il breve pontificato, riuscì a far accettare, nelle diverse province ecclesiastiche, le disposizioni del 3° Concilio ecumenico di Costantinopoli, tenutosi nel 680-681, che aveva condannato il monotelismo. Fece iniziare i lavori di restauro delle chiese di Santa Bibiana e San Giorgio al Velabro. Morì il 3 luglio 683 e fu sepolto in San Pietro.

MUSTIOLA di Chiusi
nobildonna martire in provincia di Siena, nel 3° secolo assieme a Ireneo.

RAIMONDO Lullo
nato nel 1232 a Palma di Maiorca, filosofo, teologo e mistico catalano, detto il “dottore illuminato”. Alchimista, spinto ad abbandonare la vita laica da una visione del Cristo crocifisso, nel 1265 lasciò la famiglia e si fece terziario francescano, lasciando parte dei suoi beni alla famiglia e distribuendo il resto ai poveri. Studiò filosofia, teologia, latino e arabo, per essere pronto alla missione alla quale si sentiva chiamato, cioè evangelizzare l’Africa. A tal fine fondò a Miramar di Maiorca, un convento per la preparazione dei missionari, con lo studio delle lingue orientali,  attaversò l’Europa alla ricerca di proseliti e sbarcò infine a Tunisi, dove la presa di contatto con l’Islam, si concluse con un lungo soggiorno in prigione. Liberato e tornato ancora in Africa a predicare la fede, fu di nuovo costretto a fuggire in Europa. Morì nei primi mesi del 1316, lapidato in un ennesimo tentativo a Burgia, presso Tunisi, oppure, secondo un’altra tradizione, sulla nave che lo trasportava, ferito, all’isola natale. Per l’originalità del pensiero è ritenuto una delle più interessanti figure di mistico medievale. Scrisse molte opere in prosa e in versi. L’importanza di Raimondo, notevole in vari campi data la sua mente enciclopedica, come seguace di Agostino divenne famoso per il pensiero filosofico, considerato importante strumento in difesa della fede. Le opere maggiori sono, Ars magna, del 1274 e Ars Inventiva del 1289.

TEODULO di Agauno
primo vescovo di Agauno o Agaune, nel Vallese, in Svizzera.

TOMMASO apostolo
uno dei 12 scelti da Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Giudeo, ma originario della Galilea, a volte è chiamato anche con il nome greco Didimo, che in aramaico vuol dire gemello. Il Vangelo di Giovanni lo ricorda tre volte: prima della risurrezione di Lazzaro, quando si dichiarò pronto a seguire Gesù fino alla morte, poi quando sentì parlare della dipartita del Maestro e intervenne chiedendogli  qual’ era la via per seguirlo e infine, non credendo agli altri apostoli che gli dicevano di aver visto Gesù risorto, quando affermò che si sarebbe convinto solo se ne avesse toccato il corpo con le sue mani, ma nel momento in cui Gesù apparve anche a lui, esclamò: “mio Signore e mio Dio “! Secondo la tradizione svolse il suo apostolato nelle regioni della Media, tra i Parti in Persia e fin nella lontana India, dove avrebbe fondato la Chiesa di Malabar, nella quale molti fedeli si dicono tuttora “cristiani di San Tommaso”. Qui subì il martirio e fu sepolto nei dintorni di Madras. Dal 6° secolo si ricorda la festa della traslazione del corpo il 3 luglio a Edessa. Dopo varie peripezie, le sue presunte ossa furono trasportate dall’isoletta di Chio, nell’Egeo, a Ortona presso Chieti, dove sono conservate nella Cattedrale della città, a lui intitolata fin dal 1258. Nel 1972 è stato dichiarato apostolo dell’India da Paolo VI. Molti scritti apocrifi portano il suo nome, tra i quali un vangelo copto.

I santi del giorno del 1 luglio

1 Lug

ARONNE della Bibbia
fratello e portavoce di Mosè che era balbuziente. Aveva 83 anni, quando fu chiamato a parlare al Faraone, al quale denunciò le crudeltà degli Egiziani contro il popolo d’Israele. Appartenente alla tribù di Levi, fu il primo sommo sacerdote degli Ebrei. Morì all’età di 123 anni, sul monte Cor, all’estremità del paese di Edom(v).

ARONNE vescovo martire in Gran Bretagna assieme a Giulio.

CAIO sacerdote martire con il suddiacono Leone.

CAROLINA di Denain detta “REGINA”, vissuta nell’8° secolo.

CASTO di Palestrina
detto di “Sinoessa”, subì martirio sulla Via Prenestina assieme a Secondino, nel 5° secolo. Le spoglie sono conservate nella cripta del Duomo di Gaeta, assieme a quelle di Secondino e dei protettori della città, Erasmo e Marciano.

ESTER
giovane donna ebrea, nata da genitori deportati in Babilonia, quando rimase orfana venne adottata dallo zio Mardocheo. Di straordinaria bellezza, nel 5° secolo a.C. venne scelta in sposa dal re di Persia, Assuero(Serse I) e in qualità di regina, ebbe un influsso notevole sulla storia ebraica del periodo, riuscendo a impedire lo sterminio degli Ebrei di Persia, preparato dal ministro Aman. In Israele la Festa di Purim viene celebrata anche oggi per commemorare questa salvezza. Tutta la storia è narrata nel biblico “Libro di Ester”. Per i cristiani copti la festa è il 20 dicembre.

GALLO di Clermont
nato a Clermont-Ferrand nel 486. Cappellano di Teodorico re di Austrasia, nel 527 venne acclamato vescovo dalla volontà popolare e in questa veste fu chiamato a partecipare al 5° Concilio di Orleans, dal 541 al 549. Suo nipote, Gregorio di Tours ne ha scritto la “Vita”.

GIULIO martire in Gran Bretagna con Aronne.

LEONE suddiacono martire con il sacerdote Caio.

LEONORIO di Armorica
nato in Gran Bretagna da una illustre famiglia, andò in Francia e vi fondò un monastero in Armorica (Bretagna francese). Venne anche chiamato a Parigi, dove morì nel 570, dal re Childeberto I. Da lui prende il nome la città di Saint-Lunaire, presso Saint-Malo, dove fu sepolto.

RUMOLDO di Dublino
figlio di un re scozzese, divenne vescovo di Dublino, in Irlanda. Dopo un viaggio a Roma, fu inviato a evangelizzare il Brabante, ma nel 775 venne assassinato per motivi misteriosi, nei pressi di Malines, in Belgio. Gli Atti, in gran parte leggendari, sono stati pubblicati da Ugo Ward nel 1634.

SECONDINO di Palestrina
vescovo martire assieme a Casto, sulla Via Prenestina nel 5° secolo. Annoverato tra i primi vescovi di Palestrina, sembra si tratti di uno dei 12 religiosi espulsi dall’Africa durante le persecuzioni dei Vandali, ma la notizia non ha alcun fondamento storico. Le reliquie sono custodite nella cripta del Duomo di Gaeta assieme a quelle di Casto, Erasmo, Innocenzo, Marciano e Probo.

TEOBALDO di Provins
nato nel 1033, nella regione della Champagne, in Francia. Di nobile famiglia abbracciò la vita eremitica e dopo un viaggio a Roma, si ritirò a Salanica, presso Vicenza, dove visse nella più stretta austerità e penitenza, fino alla morte nel 1066.

TEODORICO martire.

VITTORE I papa
forse originario d’Africa, governò la Chiesa con determinazione e saggezza dal 189 al 199, in un periodo relativamente tranquillo per i cristiani, favorito dalla tolleranza degli imperatori del tempo, Commodo e Settimio Severo. Si occupò prevalentemente di affari disciplinari, come la controversia circa la data della celebrazione della Pasqua, per la quale ribadì che si dovesse celebrare la domenica successiva al plenilunio di primavera, minacciando addirittuta la scomunica a chi non si fosse attenuto a questa direttiva. Mantenne buoni rapporti con la corte imperiale e riuscì a far liberare alcuni prigionieri condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna, tra i quali il futuro papa Callisto I. Pontefice da ricordare tra i più significativi, decisi ed energici del suo secolo, scomunicò Teodoto di Bisanzio per la sua dottrina che negava la Trinità. Secondo san Girolamo, fu autore di alcune opere in latino, ma di scarso rilievo. Nonostante il Liber Pontificalis parli di martirio, la notizia è senza fondamento storico, perché le persecuzioni di Settimio Severo contro i cristiani iniziarono solo due anni dopo la sua morte e non esistono nemmeno prove certe che sia stato sepolto accanto alla tomba di san Pietro.

I santi del giorno del 28 giugno

28 Giu

ADA di Le Mans
forse originaria di Soissons, in Francia, passò a Le Mans invitata dal vescovo Innocenzo, prima del 553 e divenne badessa nel monastero di Santa Maria, alla periferia della città. Le reliquie conservate nella cattedrale insieme con quelle di san Giuliano, sono state profanate dai calvinisti francesi(Ugonotti), nel 16° secolo.

ATTILIO martire con ATTENONE.

BENIGNO di Utrecht vescovo martire in Olanda.

ERLEMBARDO di Milano
cavaliere milanese, gonfaloniere della Chiesa, si unì al fratello Landolfo e ad Arialdo, nella lotta contro la simonia e il concubinato del clero. Combatté contro quei nobili milanesi che, alleatisi a Enrico IV, si opponevano alla proclamazione di un vescovo voluto dalla Santa Sede. Venne ucciso durante una sommossa il 28 giugno 1075.

IRENEO di Smirne
nato prima del 130 a Smirne (v). Discepolo di Policarpo, il famoso vescovo di quella città e amico del papa Eleuterio. Verso il 167 andò in Gallia, dove fu consacrato sacerdote dal 1° vescovo di Lione, Fotino (o Potino) al quale successe nel 177. Nella controversia sorta sulla data della Pasqua, si fece promotore per la riconciliazione fra le parti e secondo una tradizione incerta, sarebbe morto martire il 28 giugno 202, a Lione. Le sue opere, scritte in lingua greca, fanno di Ireneo il primo grande teologo del cristianesimo, particolarmente con il notevole “Trattato contro le eresie”, in 5 libri e la “Dimostrazione della predicazione apostolica”, nelle quali viene spiegato sinteticamente che la dottrina cristiana consiste nel riconoscere il piano universale di salvezza rivelatosi nella storia umana con l’opera di Gesù Cristo e trasmesso all’umanità intera dalla missione degli apostoli guidati dallo Spirito Santo. Tutti i suoi scritti sono preziosi, per la ricchezza di informazioni e corretta comprensione delle Scritture e dei misteri della fede, la Trinità, il Cristo centro della storia e l’Eucaristia. In Ireneo c’é una bellissima immagine del posto che la Vergine Maria occupa nel piano di salvezza di Dio, Maria madre della Chiesa, lei che ha generato il Cristo, dalla quale tutta l’umanità viene generata.

LEONE II papa
di origine siciliana, venne eletto il 17 agosto 682, dopo 19 mesi di sede vacante, per attendere la conferma dall’imperatore Costantino IV Pogonato. Nonostante il breve pontificato, riuscì a far accettare, nelle diverse province ecclesiastiche, le disposizioni del 3° Concilio ecumenico di Costantinopoli, tenutosi nel 680-681, che aveva condannato il monotelismo. Fece iniziare i lavori di restauro delle chiese di Santa Bibiana e San Giorgio al Velabro. Morì il 3 luglio 683 e fu sepolto in San Pietro.

MARCELLA di Alessandria
martire in Egitto assieme a Sereno e compagni.

MARIA PIA Mastena
nata nel dicembre 1881, a Bovolone in provincia di Verona, da una famiglia molto religiosa, fu battezzata Teresa. Animata da spirito di servizio, a vent’anni, entrò nelle Sorelle della Misericordia di Verona dove divenne insegnante e fu inviata a compiere la sua missione in un paese presso Treviso, dove aprì un asilo per l’infanzia. Si fece anche infermiera per assistere poveri, profughi e soldati feriti. Dopo aver ripreso a insegnare, con il nuovo nome di madre Maria Pia, nel 1932 fondò la congregazione delle Suore del Santo Volto, con la casa madre a San Fior di Treviso. Questa congregazione, approvata dalla Santa Sede nel 1936, riconosciuta poi di Diritto Pontificio nel ‘47, si diffuse in Italia, Brasile, Francia e Indonesia. Madre Maria Pia ha seguito una quarantina di vocazioni religiose femminili e avviato più di 80 giovani al sacerdozio. È morta il 28 giugno 1951, dopo aver salutato le prime missionarie in partenza per la Francia. In seguito a una guarigione ritenuta inspiegabile, avvenuta il 5 maggio 1970 nella clinica del Santo Volto, sull’Aventino a Roma, attribuita alla sua intecessione, è stata avviata la causa di beatificazione e il 15 maggio 2005, in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha iscritto il suo nome nel firmamento dei beati.

PAOLO I papa
nato a Roma nel 700, della nobile famiglia Orsini, fratello di Stefano III, al quale successe nel pontificato tre giorni dopo la sua morte, il 29 aprile 757, mentre il partito filobizantino gli opponeva l’arcidiacono Teofilatto. Nei rapporti con l’Oriente, intervenne nella controversia iconoclasta e accolse a Roma, nel monastero dei Santi Stefano e Silvestro, da lui fondato, tutti i profughi orientali che fuggivano in seguito alle persecuzioni. Difese, con l’aiuto del re dei Franchi, Pipino il Breve, il nascente Stato della Chiesa, contro i tentativi di rivincita del re longobardo Desiderio, il quale voleva riconquistare alcuni territori dell’Esarcato di Ravenna.Morì il 28 giugno 767 in seguito a una febbre maligna e le sue spoglie, sepolte in San Paolo fuori le Mura, tre mesi dopo vennero traslate in Vaticano.

PAPIO  martire.

PLUTARCO di Alessandria
egiziano martire in Egitto, assieme a Marcella e molti compagni di fede.

POTAMIENA di Alessandria
giovane e bellissima martire egiziana, uccisa assieme a Marcella e Plutarco, al tempo della persecuzione dell’imperatore Settimio Severo. (194-211)

RAIDE di Alessandria
santa martire di Alessandria d’Egitto, assieme a Marcella e Potamiena.

SERENO di Alessandria martire in Egitto, con Marcella e compagni,

VINCENZA Gerosa
nata il 29 ottobre 1784, a Lovere, Bergamo, si dedicò con grande umiltà  all’apostolato laico tra la gioventù. Il 21 novembre 1832, fondò, assieme Bartolomea Capitanio, la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, dette Suore della Carità, divenendone la prima superiora. L’anno dopo, quando Bartolomea morì a soli 26 anni, continuò quest’opera che venne approvata nel 1840 da Gregorio XVI e si diffuse presto anche in molte missioni estere. È morta il 28 giugno 1847, ma nella sua congregazione è ricordata assieme a Bartolomea il 18 maggio, giorno della canonizzazione di entrambe da parte di Pio XII, nel 1950.

I santi del giorno del 12 giugno

12 Giu

ARCANGELO di Calatafimi morto nel 1460.

BASILIDE di Alessandria
martire  con i compagni Cirino, Nabore e Nazario, nel 3° secolo.

CATULLO santo.

CIRINO di Alessandria soldato martire assieme a Basilide, Nabore e Nazario.

EDOARDO Poppe santo morto nel 1924.

GASPARE Bertoni
nato il 9 ottobre 1777, a Verona. Umile parroco e direttore spirituale dell’istituto locale delle Canossiane, nel 1816 fondò la congregazione delle Stigmate di Nostro Signore Gesù Cristo, i Padri Stimmatini, religiosi dediti al sostegno del vescovo nei compiti pastorali e missionari. Morto a Verona il 12 giugno 1859, è stato beatificato da Paolo VI nel novembre 1975, Anno Santo, e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1989.

GUIDO Vagnotelli
nato nel 1190 a Cortona, in provincia di Arezzo. Quando Francesco d’Assisi arrivò in città, pur essendo di modeste condizioni, gli offrì il suo alloggio. Desideroso di diventare francescano, lo seguì e nel 1211, ricevette l’abito proprio da lui. Ordinato sacerdote, visse in una cella costruitasi su di un ponte vicino a Cortona e diventò famoso per santità, carità e miracoli. Morì nel convento francescano di Celle, Cortona, il 12 giugno 1250.

LEONE III papa
nato nel 750 circa, romano di modeste origini, figlio di un certo Azupio, venne eletto il 27 dicembre 795, quando era cardinale del titolo di Santa Susanna. Quattro anni dopo, il 25 aprile, fu assalito e ferito da congiurati partigiani del defunto pontefice che volevano toglierlo dalla carica, mentre guidava una processione per la festa di san Marco, lungo il percorso da San Giovanni in Laterano a San Lorenzo in Lucina. Venne rapito davanti alla folla terrorizzata, portato in un vicolo e dopo averlo picchiato, gli attentatori fuggirono certi di averlo ucciso, ma fu salvato dal duca Guinigildo di Spoleto e portato in un convento dove rimase fino a quando non lo prelevarono per riportarlo in San Pietro. Dopo una lunga convalescenza, andò a Paderborn, in Westfalia, a chiedere la protezione di Carlo Magno e alcuni mesi dopo fu scortato a Roma dai soldati dell’imperatore. Per ringraziarlo, nella notte di Natale dell’anno 800, lo incoronò imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente, titolo rimasto vacante dal 476 in seguito alla deposizione di Romolo Augustolo. Aiutò i poveri con le molte donazioni ricevute e ricostruì e abbellì le chiese di Roma e di Ravenna. Morì a Roma il 12 giugno 816 e fu sepolto in San Pietro.

MASSIMO di Napoli
vescovo di Napoli, patrono di L’Aquila, che gli ha dedicato il Duomo e di Penne, in provincia di Pescara che gli ha consacrato la Cattedrale.

MERCEDES
Mercedes da Gesù Molina, santa fondatrice, vissuta nel 19° secolo.

NABORE di Alessandria
martire ad Alessandria d’Egitto, con Basilide, Cirino e Nazario, tutti soldati.

NAZARIO di Alessandria
soldato martire ad Alessandria d’Egitto con Basilide, Cirino e Nabore.

OLIMPIO di Tracia confessore della fede, vescovo in Tracia.

ONOFRIO di Calabria
monaco basiliano che ha dato il nome a un comune vicino a Vibo Valentia, in provincia di Catanzaro.

ONOFRIO
eremita del 4° secolo nel deserto della Tebaide(v). Esiste una Vita, scritta da un certo Pafnuzio, suo compagno di romitaggio, ma si tratta di un racconto leggendario, scritto per celebrare la vita monastica cenobita. Comunque il culto si diffuse molto in Europa, al tempo delle crociate e in Italia è particolarmente celebrato nell’eremo di Sant’Onofrio che sorge solitario in alto sopra la città di Sulmona. Patrono dei parrucchieri.

PLACIDO di Amiterno
detto di Valle d’Ocre, comune abruzzese presso L’Aquila, morto nel 1248 ad Amiterno, antica città della Sabina, oggi San Vittorino.

PRIORE martire egiziano del 4° secolo.

 

I santi del giorno del 5 maggio

5 Mag

ANGELO di Licata
nato a Gerusalemme nel 1185, da ebrei convertiti al cristianesimo. Fattosi eremita sul monte Carmelo, si trasferì poi in Sicilia, dove ottenne molte conversioni, in particolare tra gli ebrei di Palermo e Licata. Venne ucciso da Berengario, un eretico, il 5 maggio del 1220, a Licata, Agrigento.

CRESCENZIANA martire di Roma assieme a SILVANO.

DRADA di Metz da VALDRADA santa martire in Gallia, nel 6° secolo.

GERONZIO
martire in Africa assieme a Pia, Saturnino, Successo e altri compagni.

GIOVINIANO (NIANO) lettore, martire ad Auxerre verso il 260.

GIUDITTA di Prussia vergine martire nel 1260. 

GOTTARDO di Sassonia
nato nel 960 a Reichersdorf, in Germania, frequentò la scuola del monastero benedettino di Niederalteich, dove fu monaco, priore e infine abate incaricato di riformare diverse abbazie. Nel 1022, nominato vescovo di Hildesheim, presso Hannover, si dedicò all’assistenza di poveri e ammalati. Sostenitore della riforma di Cluny, fece costruire ospedali, monasteri e chiese, tra le quali il Duomo di Hildesheim, con annessa scuola e il convento del San Gottardo. Morto in Sassonia il 5 maggio 1038, fu canonizzato nel 1131, da Innocenzo II. È venerato anche in Italia, in particolare a Bressanone nella chiesa dei Santi Erardo e Gottardo. Una piccola chiesetta dedicata a lui si trova anche nel paesino di Gòbbera, nel Primiero in Trentino, con una lapide posta all’esterno: “Adì 27 7/bre 1682 MS Giacomo F. q. Nicolò Gober fece fare questa Capella per sua devotione”. Ampliata nel 1892 e benedetta l’anno seguente.

ILARIO di Arles
allievo di Onorato nel monastero sull’isola di Lerins, in Francia, dal 429 gli successe sul seggio episcopale di Arles e come tale, presiedette molti concili. Entrato in polemica con la Chiesa di Roma, circa l’esercizio dei suoi poteri di giurisdizione, venne destituito da Leone Magno e solo dopo la morte, verso il 450, lo stesso papa ne riconobbe i meriti e rese omaggio alla sua memoria. Di lui è rimasto solo uno scritto, Elogio di sant’Onorato.

IRENE di Lecce
figlia di un “signore” di nome Licinio, martire nel 300 circa a Salonicco assieme a PELLEGRINO e IRENEO. Quando il padre scoprì che si era convertita alla religione cristiana con il battesimo, tentò in tutti i modi di convincerla a rinnegare la nuova fede, ma siccome persisteva nel suo proposito, anzi lo propagandava, venne arrestata, torturata e infine decapitata. Nel 13° secolo le reliquie pervennero a Lecce che la fece sua patrona, edificandole una chiesa.

LANDO di Vasanello
originario di Vasanello, cittadina in provincia di Viterbo, sulla destra del Tevere. Subì il martirio a Orte nel 296.

LEO da Montefeltro o LEONE
cristiano originario della Dalmazia, compagno di Marino. Le sue ossa riposarono a San Leo, che dal 6° secolo è il nuovo nome di Montefeltro, nel luogo dove Leone avrebbe edificato un luogo di culto nel 4° secolo, fino al 1014, quando l’imperatore Enrico II le asportò per portarle in Germania, dove sembra però che non siano mai arrivate

MASSIMO di Gerusalemme
vescovo successore di Macario nel 333, prese parte al Concilio di Nicea e a quello di Tiro, dove difese l’ortodossia di Atanasio contro gli Ariani. Nel 349 convocò un sinodo di vescovi palestinesi che dichiarò la validità delle sue decisioni, ma irritato per questo comportamento, il metropolita ariano, Acacio di Cesarea di Palestina, lo fece deporre dalla carica, seviziato e condannato “ad methalla”, cioè ai lavori forzati nelle miniere, morì nel 350 circa.

NUNZIO Sulprizio
nato il 13 aprile 1817 in un paese dell’Abruzzo. Rimasto orfano dei genitori, fu maltrattato da tutti e obbligato a lavori pesanti, finché un parente riuscì a farlo ricoverare in ospedale a Napoli. Costretto a letto da una malattia, cercò di studiare il latino, perché voleva farsi sacerdote, ma morì a soli 19 anni, a Napoli il 5 maggio 1836.

PENELOPE di Lecce martire nel 4° secolo.

TOSCA di Verona
santa vissuta tra il 7° e l’8° secolo, molto venerata nella sua città.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

I santi del giorno del 11 aprile

11 Apr

ELENA Guerra
nata a Lucca il 23 luglio 1835. Si dedicò presto all’apostolato della catechesi per le giovani e studiò intensamente per darsi un’ottima cultura. Fondatrice di una congregazione di suore insegnanti, le Suore di Santa Zita, per l’educazione delle ragazze, operò anche per la promozione del Culto dello Spirito Santo, lasciando alcuni scritti che trattano l’azione dello Spirito di Dio nella vita cristiana di ogni giorno. È morta a Lucca l’11 aprile 1914.

GEMMA Galgani
nata il 12 marzo 1878 a Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, ebbe una buona educazione cristiana dai genitori, che però morirono presto, lasciandola orfana senza risorse. Divenuta così la madre dei suoi 7 fratelli e sorelle, passò attraverso molte traversie finché venne accolta per carità dalla famiglia Giannini di Lucca che divenne testimone degli straordinari doni che lei ricevette dal Signore. Tentò varie volte di farsi religiosa ma la salute non glielo permise. Ebbe frequenti estasi e mostrò una particolare devozione a Gesù crocifisso per cui venne chiamata la “santa della passione di Gesù”. Segnata dalle stigmate, le sue esperienze mistiche sono testimoniate da un ricco epistolario autobiografico e nei colloqui delle estasi raccolti da vari testimoni. Si racconta che aveva anche il dono di parlare spesso con il suo angelo custode. Morta a Lucca l’11 aprile 1903, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1940.

ISACCO di Monteluco
nato in Siria nella prima metà del 6° secolo, venne in Italia per sfuggire all’oppressione dei monofisiti seguaci di Eutiche. Fermatosi a Spoleto, acquistò grande fama di santità per i molti fatti prodigiosi compiuti, tra i quali anche la capacità di liberare gli invasati dagli spiriti maligni. Ritiratosi poi a vita eremitica sul Monteluco, vicino a Spoleto, ispirato dalla Madonna, nel 528 eresse un monastero del quale divenne abate e che, dopo la sua morte, accolse la regola benedettina. Morto intorno al 550, le sue spoglie sono conservate a Spoleto, nella cripta di Sant’Isacco costruita nel 7° secolo. Tutto questo è conosciuto tramite i “Dialoghi” di Gregorio Magno.

LEONE Meulun santo confessore della fede, vissuto in Francia.

STANISLAO di Cracovia
nato a Szczeparanow in Polonia, il 26 luglio 1030, da famiglia nobile, ereditò una cospicua somma e alcuni possedimenti che divise con i poveri, per essere più libero nel servire il Signore. Studiò teologia e diritto canonico, prima in patria e poi a Liegi e Parigi, alla Sorbona. Fu ordinato sacerdote dal vescovo di Cracovia Lamberto, che lo nominò canonico della cattedrale. Nel 1071, consacrato vescovo successore di Lamberto, iniziò una zelante opera riformatrice, entrando in aperto conflitto con il re Boleslao II, che essendo stato da lui scomunicato, lo fece uccidere mentre celebrava la Messa, ai piedi dell’altare della Chiesa di San Michele, l’11 aprile 1079, profanandone poi la salma. Si dice anzi che sia stato lo stesso Boleslao a ucciderlo con un colpo di spada alla testa, come risulta da una radiografia del cranio ritrovato, perché le guardie incaricate non ebbero il coraggio di farlo. Circa 10 anni più tardi le reliquie furono traslate nella cattedrale di Cracovia, conservate in un sarcofago d’argento massiccio, sopra l’altare maggiore scolpito in marmo nero. Canonizzato da Innocenzo IV ad Assisi nel 1253 e proclamato patrono della Polonia assieme ad Adalberto di Praga.

I santi del giorno del 14 marzo

14 Mar

EUTICHIO di Roma martire con molti compagni, nell’8° secolo.

EVA di Liegi
religiosa fiamminga nata nel 1205 a Liegi, in Belgio. Amica e confidente di Giuliana di Cornillon, si adoperò affinchè la festa del “Corpus Domini”, già celebrata nella collegiale di San Martino dove viveva in clausura, venisse introdotta in tutta la Chiesa e Urbano IV, accolse il suo desiderio nel 1264, l’anno prima della morte. A Liegi la sua festa è il 14 marzo.

GIACOMO Cusmano beato di Viterbo.

INNOCENZO di Verona vescovo.

LEOBINO di Chartres
chiamato anche popolarmente BINO, abate di Brou, in Francia, nel 544 fu eletto vescovo di Chartres e partecipò ai sinodi di Orleans del 549 e di Parigi del 552. Incerta la data della sua morte, forse nel 567.

LEONE di Roma vescovo martire.

MATILDE di Sassonia
nata in Westfalia, nell’895 in una famiglia nobile, secondo l’usanza di quei tempi, venne mandata nel convento di Herford, non per diventare monaca, ma per ricevere un’educazione adeguata alla sua posizione sociale. Dopo il 909 si sposò con il futuro re di Germania, Enrico I, l’Uccellatore e divenne madre di Ottone I di Sassonia, futuro imperatore. Più che una regina, fu un modello di moglie e madre cristiana, unita al marito e amorosa con i figli. Quando però nel 936 rimase vedova ebbe grossi problemi nel risolvere i conflitti scoppiati tra i due figli rivali, che l’accusavano di spendere troppo per i malati poveri. Consacrò il resto della vita a opere di carità e così con lei si inaugurò un modo originale di vivere la santità nel matrimonio e nella vita familiare. Morì il 14 marzo 968 a Quedlinburg e venne sepolta nella cappella del castello accanto al marito.

PIETRO da Treia vissuto nelle Marche, nel 13° secolo.

VALERIA martire.

I santi del giorno del 20 febbraio

20 Feb

AMATA Martini
nipote di Chiara d’Assisi, dedita a una vita mondana ricca di divertimenti, grazie alle preghiere d’intercessione della zia, abbracciò la vita religiosa. Morì verso il 1250.

ELEUTERIO di Bisanzio
forse 7° vescovo, dal 129 al 136, martire. Un’altra fonte invece lo indica come Patriarca di Costantinopoli nel 5° secolo.

ELEUTERIO di Tournai
evangelizzatore della regione fiamminga del Belgio e 1° vescovo di Tournai, sul confine fra Belgio e Francia, sotto il regno di Clodoveo I. Amico di san Medardo, sembra sia stato eletto verso il 496 e poi martirizzato dagli Ariani in data sconosciuta. Le sue reliquie sono state ritrovate a Blandain, presso Tournai, il 18 settembre 897.

EUCHERIO d’ Orleans
vescovo benedettino morto nel 738. Dopo il 732 venne mandato in esilio dal re Carlo Martello, perché lo aveva rimproverato e accusato di molti soprusi nei confronti della Chiesa. Terminò così la sua vita come semplice monaco.

GIACINTA Marto
beata portoghese nata nel 1910, una delle veggenti di Fatima.

LEONE di Catania
nato nel 9° secolo a Ravenna dove ricevette l’ordinazione sacerdotale prima di diventare vescovo di Catania. Visse santamente con grande amore per i poveri

NILO di Emesa
vescovo martire nel 4° secolo a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Zenobio sacerdote, Tirannione vescovo di Tiro, Peleo e Silvano.

PELEO
vescovo martire a Emesa (oggi Hims), in Siria, assieme al sacerdote Zenobio, Nilo e Silvano.

REMO
santo celebrato in vari calendari, ma senza notizie storiche.

SILVANO di Emesa
vescovo martire a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Nilo, Peleo e Zenobio.

TECLA di Roubaix
nobildonna che, per tre notti di seguito, sognò un vecchio vestito di bianco, che le indicava il luogo, Blandain, vicino a Tournai, in Belgio, dove erano sepolti i resti di Eleuterio, 1° vescovo di Tournai. Le reliquie di questo santo, vissuto a cavallo tra il 5° e il 6° secolo, lungamente considerate perdute, vennero infatti ritrovate solo il 18 settembre 897, proprio a Blandain.

ULRICO di Dorset
detto di Dorset, antico nome della città di Dorchester, nei pressi di Londra, morto nel 1154.

VIDONE di Acqui vescovo in Piemonte.

ZENOBIO sacerdote martire assieme a Nilo e Silvano.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: