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I santi del giorno del 24 agosto

24 Ago

ALICE Rich
nata ad Abingdon, nei pressi di Oxfordf, verso il 1190, da una famiglia molto religiosa. Il padre Rainoldo si fece monaco e la madre Matilde, dopo essersi dedicata all’educazione religiosa dei figli, divenne suora, mentre il fratello Edmondo, arcivescovo di Canterbury, fu addirittura santificato. Assieme alla sorella Margherita, entrò nel piccolo monastero benedettino di Catesby e in seguito ne divenne priora, raggiungendo un elevato grado di santità.

AUDOENO di Rouen
noto anche come DADONE, nato nel 609 e morto nel 684. Fondò l’abbazia di Rebais presso Parigi e dal 641, quando fu nominato vescovo di Rouen, lottò a lungo contro la simonia. Autore di una Vita di sant’Eligio.

AUREA di Ostia
chiamata anche AVIA, martire nella sua città, che le ha intitolato una chiesa del 15° secolo

BARTOLOMEO apostolo
uno dei 12 apostoli di Cristo, nato a Cana di Galilea, sicuramente identificato con quel Natanaele, del quale parla Giovanni nel suo Vangelo. Secondo una tradizione riportata da Eusebio di Cesarea, dopo l’Ascensione al cielo di Gesù, annunciò il Vangelo in Mesopotamia(v), Armenia e sopratutto in India, dove sarebbe stato scorticato vivo nel 47. Sono giunti fino a noi brani di un vangelo e di un’apocalisse apocrifi che portano il suo nome. Presunte spoglie sono conservate nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola, in Roma.

DARIO martire a Roma.

EMILIA de’ Vialar
nata il 12 settembre 1797, a Gaillac presso Albì, in Francia. Nel 1832, fondò una comunità che prese il nome di San Giuseppe dell’Apparizione, per l’educazione dei giovani e la cura degli ammalati. Venne chiamata ad Algeri tre anni dopo, dove fin dal suo arrivo si prodigò nell’assistenza durante un’epidemia di colera. Tornata a Gaillac nel 1842, trasferì la casa madre a Tolosa e poi, nel 1852 a Marsiglia. Mandò le sue religiose fino in Australia e Birmania e alla sua morte, erano state fondate ben 40 di case di questa comunità, sparse in tutto il mondo. È morta a Marsiglia, il 24 agosto 1856.

GIOVANNA A. Thouret
Giovanna Antida, nata il 27 novembre 1765, a Sancey-le-Grand, nei pressi di Besancon, in una famiglia di contadini. Nel 1799 entrò tra le Figlie della Carità a Parigi e sotto la protezione di Vincenzo de’ Paoli, scrisse le costituzioni di un nuovo istituto, le Suore della Carità di Besancon e nel 1810 aprì una casa a Napoli, dove visse per 16 anni. Questo istituto che si diffuse molto anche nel resto d’Italia e venne approvato da Pio VII nel 1819, fu invece fortemente ostacolato dal vescovo di Besancon. Morta il 24 agosto 1826 nell’istituto fondato a Napoli, è stata canonizzata nel 1934 da Pio XI.

MICHELA di Valencia
Micaela Desmasieres, nata a Madrid il 1° maggio 1809, figlia del conte De la Vega del Pozo e della marchesa Llanos de’Alguazas. Pur avendo una giovinezza agiata, si distinse nelle opere di carità, in particolare durante l’epidemia di colera del 1834. Dotata di notevoli talenti artistici, dipingeva molto bene e suonava l’arpa, volle però aiutare le ragazze che si perdevano per miseria e ignoranza, per le quali fondò un collegio a Madrid nel 1845. L’iniziativa attirò un numero così grande di giovani che spese tutta la sua fortuna e dovette anche umiliarsi a chiedere l’elemosina, per mantenere l’istituto. Fortunatamente si unirono a lei altre nobili compagne e così poté nascere la congregazione delle ancelle della carità Adoratrici del Santissimo Sacramento, approvata nel 1866 da Pio IX. Intanto la fondatrice, che aveva preso il nome di Maria Michela del SS. Sacramento, donna di grandi doti mistiche e carismatiche, divenne anche consigliera della regina Isabella II. Alla sua morte, a Valencia il 24 agosto 1865, lasciò 7 collegi funzionanti e altri in progetto.  È stata canonizzata da Pio XI, nel 1934.

PATRIZIO di Neversabate di Nevers, città della Francia sulla Loira, meta di molti pellegrinaggi.

ROMANO di Nepi
vescovo di Nepi, nel Lazio, martire verso la fine del 1° secolo. Le presunte reliquie si trovano nel duomo di Nepi, ma forse sono quelle di Romano di Subiaco.

TOLOMEO vescovo martire nel 2° secolo.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 25 luglio

25 Lug

BATTISTA beato.

CRISTOFORO di Licia
sembra sia nato a Samo, in Licia (v), martire nel 250 circa. Di lui si hanno notizie dubbie e oscure perché, secondo la leggenda, era un cananeo di nome Reprobo, che svolgeva opera di apostolato in Licia. Condannato a morte, prima di morire riuscì a convertire il re. Il suo  culto, attestato fin dal 5° secolo, popolarissimo nel Medioevo anche come protettore contro la peste, diede origine a molte leggende. La più popolare delle quali racconta che, avendo stabilito la sua dimora presso le rive di un fiume, aiutava i passanti nella traversata. Una volta prese sulle spalle un bimbo che gli aveva chiesto di essere traghettato e man mano che procedeva, il bimbo diventava sempre più pesante, tanto che a fatica raggiunse la riva opposta. Molto meravigliato, chiese al bambino il motivo di questo fatto straordinario e questi rispose di essere Gesù Cristo, il Salvatore. Da allora assunse il nome Cristoforo, che vuol dire “portatore di Cristo” e si dice che poi predicò il cristianesimo nella sua regione. Questa leggenda è apparsa per la prima volta nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, nel 13° secolo. Nel 1969 con la riforma del calendario liturgico, la sua festa è stata però cancellata dal calendario universale della Chiesa, anche se è ammesso il culto locale.

GIACOMO il Maggiore
figlio di Zebedeo e Maria Salomè, fratello di Giovanni evangelista, nato a Betsaida (v). Si trovava sul lago di Genezaret e stava aggiustando le reti da pesca, quando nella primavera del 27, Gesù passò e lo chiamò assieme al fratello. Detto “Boanerge”, cioè figlio del tuono per il suo temperamento, fu testimone dei maggiori miracoli di Gesù: presente alla guarigione della suocera di Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, fu anche prescelto a contemplare la Trasfigurazione sul monte Tabor (v) e testimone dell’agonia nell’orto degli ulivi. Verso il 44, a circa 42 anni, venne fatto decapitare a Gerusalemme, da Erode Agrippa I, persecutore dei cristiani, così che è lui il 1° apostolo martire. Una tradizione tardiva, che ha avuto una certa diffusione anche in Occidente, ma che oggi è ritenuta priva di ogni fondamento, dice che predicò il Vangelo in Spagna, dove sarebbero stati trasportati i suoi resti e queste presunte reliquie, sopratutto nel Medioevo, furono meta di molti pellegrinaggi a Santiago de Compostela, in Galizia. È patrono della Spagna, dove è chiamato Santiago, mentre nel Duomo di Pistoia, dove è chiamato Jacopo, c’è un altare d’argento che custodisce un’altra presunta reliquia proveniente, pare, dal sepolcro di Compostela. Anche a Caltagirone, nella Chiesa di San Giacomo è custodita un’arca d’argento contenente ancora un’altra reliquia.

NEVELONE
calzolaio di Faenza, morto nel 1280, molto venerato a Ravenna.

PIETRO da Mogliano santo morto nel 1490.

TEA di Palestina martire nel 308.

TEODEMIRO di Cordova
monaco martirizzato dai Saraceni in Spagna, nel 9°secolo.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

I santi del giorno del 3 luglio

3 Lug

ANATOLIO di Laodicea
nato ad Alessandria d’Egitto, nel 3° secolo. Celebrato per la sua cultura letteraria e scientifica, insegnò nella scuola di filosofia aristotelica della sua città. Dall 269 vescovo di Cesarea di Mauretania(v), mentre si trovava a Laodicea di Siria(oggi Latakia), la cui sede vescovile era vacante per la morte del suo compatriota e amico Eusebio, fu costretto ad accettare anche la carica vescovile di questa città. Di tutte le sue opere, una decina di libri, ci sono giunti solo pochi frammenti.

BERTRANDO di Parigi
nato a Isle-Jourdain, nei pressi di Tolosa, verso il 1050. Dopo essere stato arcidiacono a Parigi, divenne vescovo di Comminges, tra l’Armagnac e i Pirenei, oggi Saint-Bertrand-de’Comminges, dove morì nel 1123.

ELIODORO di Altino
originario della Dalmazia(v), nato nel 330 circa e morto verso i settant’anni. Lasciò il suo romitorio solo per partecipare al Concilio di Aquileia del settembre 381. Qui soggiornò a lungo e poi fu nominato vescovo di Altino, in provincia di Venezia.

FOCA di Sinope nel Ponto
martire nel 303 in Paflagonia(v), patrono di Francavilla di Calabria.

GERMANO di Durazzo martire di Durazzo(Durres), in Albania.

GIACINTO di Roma cameriere dell’imperatore Traiano, martire a Roma.

IRENEO di Chiusi martire in Toscana nel 3° secolo.

LEONE II papa
di origine siciliana, venne eletto il 17 agosto 682, dopo 19 mesi di sede vacante, per attendere la conferma dall’imperatore Costantino IV Pogonato. Nonostante il breve pontificato, riuscì a far accettare, nelle diverse province ecclesiastiche, le disposizioni del 3° Concilio ecumenico di Costantinopoli, tenutosi nel 680-681, che aveva condannato il monotelismo. Fece iniziare i lavori di restauro delle chiese di Santa Bibiana e San Giorgio al Velabro. Morì il 3 luglio 683 e fu sepolto in San Pietro.

MUSTIOLA di Chiusi
nobildonna martire in provincia di Siena, nel 3° secolo assieme a Ireneo.

RAIMONDO Lullo
nato nel 1232 a Palma di Maiorca, filosofo, teologo e mistico catalano, detto il “dottore illuminato”. Alchimista, spinto ad abbandonare la vita laica da una visione del Cristo crocifisso, nel 1265 lasciò la famiglia e si fece terziario francescano, lasciando parte dei suoi beni alla famiglia e distribuendo il resto ai poveri. Studiò filosofia, teologia, latino e arabo, per essere pronto alla missione alla quale si sentiva chiamato, cioè evangelizzare l’Africa. A tal fine fondò a Miramar di Maiorca, un convento per la preparazione dei missionari, con lo studio delle lingue orientali,  attaversò l’Europa alla ricerca di proseliti e sbarcò infine a Tunisi, dove la presa di contatto con l’Islam, si concluse con un lungo soggiorno in prigione. Liberato e tornato ancora in Africa a predicare la fede, fu di nuovo costretto a fuggire in Europa. Morì nei primi mesi del 1316, lapidato in un ennesimo tentativo a Burgia, presso Tunisi, oppure, secondo un’altra tradizione, sulla nave che lo trasportava, ferito, all’isola natale. Per l’originalità del pensiero è ritenuto una delle più interessanti figure di mistico medievale. Scrisse molte opere in prosa e in versi. L’importanza di Raimondo, notevole in vari campi data la sua mente enciclopedica, come seguace di Agostino divenne famoso per il pensiero filosofico, considerato importante strumento in difesa della fede. Le opere maggiori sono, Ars magna, del 1274 e Ars Inventiva del 1289.

TEODULO di Agauno
primo vescovo di Agauno o Agaune, nel Vallese, in Svizzera.

TOMMASO apostolo
uno dei 12 scelti da Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Giudeo, ma originario della Galilea, a volte è chiamato anche con il nome greco Didimo, che in aramaico vuol dire gemello. Il Vangelo di Giovanni lo ricorda tre volte: prima della risurrezione di Lazzaro, quando si dichiarò pronto a seguire Gesù fino alla morte, poi quando sentì parlare della dipartita del Maestro e intervenne chiedendogli  qual’ era la via per seguirlo e infine, non credendo agli altri apostoli che gli dicevano di aver visto Gesù risorto, quando affermò che si sarebbe convinto solo se ne avesse toccato il corpo con le sue mani, ma nel momento in cui Gesù apparve anche a lui, esclamò: “mio Signore e mio Dio “! Secondo la tradizione svolse il suo apostolato nelle regioni della Media, tra i Parti in Persia e fin nella lontana India, dove avrebbe fondato la Chiesa di Malabar, nella quale molti fedeli si dicono tuttora “cristiani di San Tommaso”. Qui subì il martirio e fu sepolto nei dintorni di Madras. Dal 6° secolo si ricorda la festa della traslazione del corpo il 3 luglio a Edessa. Dopo varie peripezie, le sue presunte ossa furono trasportate dall’isoletta di Chio, nell’Egeo, a Ortona presso Chieti, dove sono conservate nella Cattedrale della città, a lui intitolata fin dal 1258. Nel 1972 è stato dichiarato apostolo dell’India da Paolo VI. Molti scritti apocrifi portano il suo nome, tra i quali un vangelo copto.

I santi del giorno del 29 giugno

29 Giu

BEATA di Sens martire nel 3° secolo a Sens(v), assieme a Benedetta.

BENEDETTA di Sens
vergine martire di Sens(v), nel 3° secolo, assieme a Beata.

CASSIO di Narni
santo vescovo della città, martire nel 4° secolo. Le reliquie sono conservate nell’oratorio di San Cassio nella Cattedrale di Narni, ricostruito nella forma attuale nel 1679, dopo la loro restituzione da parte della città di Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle del vescovo Giovenale.

DORICO martire

EMMA di Gurk
nata nel 980 in Carinzia, contessa di Freisach, in Austria, parente di Enrico II imperatore. Con il marito, conte Guglielmo di Sanngau, si dedicò a opere religiose, ma poi nel 1016 rimase vedova, perchè il marito morì di malattia sulla strada del ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l’assassinio del figlio Guglielmo, nel 1036 Emma rimase sola e con l’imponente patrimonio di famiglia fondò 9 parrocchie e 2 monasteri, sempre in Austria, quello dei benedettini di Admont e uno femminile a Gurk, che nel 1071 divenne sede vescovile. Visse come religiosa in questo monastero, dove morì il 29 giugno 1054. Nel 1070 la salma venne riposta nella chiesa di Gurk, in Carinzia, appena costruita. Nella primavera 1287 è stata beatificata ufficialmente da Onorio IV e infine nel 1938, canonizzata da Pio XI che ne ha riconosciuto il culto, diffuso da secoli sopratutto in Carinzia e Slovenia.

GIUDITTA di Niederalteich
nata in Inghilterra nell’11° secolo. Tornando da un pellegrinaggio si fermò in Baviera, a Niederalteich, dove fu accolta in un monastero nel quale viveva, come una reclusa, la nipote Salomè colpita dalla lebbra e qui rimase fino alla morte, assistendo la nipote.

MARIA
personaggio biblico, madre di Giovanni l’Evangelista. Nella sua casa si rifugiò anche Pietro dopo la sua miracolosa liberazione dal carcere di Gerusalemme.

PAOLO di Tarso
nato in Cilicia(v) verso l’anno 10, da una famiglia discendente dalla tribù di Beniamino che aveva dato il primo re a Israele, fu chiamato Saulo e pur essendo giudeo, come tutti gli abitanti della città era anche cittadino romano. A Gerusalemme in giovinezza ricevette dal rabbi Gamaliele una profonda educazione religiosa secondo le dottrine della setta dei Farisei e così, in principio, fu un accanito persecutore degli ebrei credenti in Gesù in difesa della sua religione. Venne infatti coinvolto nella lapidazione di Stefano, il primo martire cristiano:”Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione”, come è scritto negli Atti degli Apostoli di Luca, al capitolo 8. Nell’anno 35, improvvisamente folgorato da una visione celeste sulla via di Damasco, mentre andava ad  arrestare alcuni cristiani, si convertì e da persecutore, divenne prima discepolo e poi apostolo. Battezzato da un certo Anania, si ritirò per 3 anni in preghiera e solitudine e poi tornò a Damasco, incontrando l’ostilità dei giudei tanto che fu costretto a fuggire di notte calandosi dalle mura della città in un cesta.Si preparò poi con anni di studio e meditazione, all’opera di conversione dei Gentili(non ebrei) e verso il 45, con il compagno Barnaba, iniziò il 1° dei suoi 3 viaggi missionari. Dopo aver ricevuto il titolo di vescovo ad Antiochia, andò a Cipro, in Panfilia, Pisidia e Licaonia, conquistando moltissimi discepoli e fondando ovunque diverse Chiese ed è da allora che, secondo Luca, cominciò a portare il nome greco Paolo a preferenza di quello ebreo, Saulo. Nel Concilio Apostolico di Gerusalemme del 48, in merito alla questione della circoncisione ebraica, sostenne che il cristianesimo era indipendente dalla legge di Mosè. Tra il 49 e il 52, intraprese la seconda missione portando il Vangelo in Frigia e Galazia, fondando altre chiese a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene e Corinto. Qui si fermò per 10 mesi, scrivendo le 2 Lettere ai Tessalonicesi e passando da Efeso, Cesarea di Palestina e Gerusalemme, ritornò poi ad Antiochia. Durante il 3° viaggio, il più lungo, iniziato forse nella primavera del 54, visitò le comunità che aveva fondato in precedenza, si fermò 3 anni a Efeso, da dove però fu costretto a ripartire da una sommossa, andò in Macedonia, ad Atene, ancora a Corinto e dopo aver visitato le coste asiatiche, nel 58 tornò infine a Gerusalemme, dove fu arrestatato mentre consegnava le offerte ricevute. In questo tempo di prigionia scrisse le Lettere ai Corinzi, Galati e Romani. Per sottrarlo alla furia dei giudei, i romani lo trasferirono in una prigione di Cesarea, dove iniziò l’istruttoria contro di lui, sotto la reiterata accusa di agitatore del popolo. La procedura si protrasse per due anni e alla fine Paolo, stanco e desideroso di sottrarsi alle persecuzioni dei suoi ex-correligionari, si appellò all’imperatore di Roma, dove arrivò nel 61, dopo un viaggio pieno di peripezie attraverso Sidone, Creta, Malta e Pozzuoli, durante il quale scrisse lettere ai Filippesi, Colossesi ed Efesini A Roma gli fu permesso di soggiornare in una casa privata, in libertà vigilata fino al 63 e così poté continuare a svolgere la sua opera di organizzazione e di evangelizzazione, ammonendo, spronando e insegnando. Sembra sia stato trovato innocente e liberato tra il 63 e il 64, perché le lettere pastorali lo presentano ancora a Efeso, Creta e Macedonia, da dove scrisse la prima lettera a Timoteo e poi quella a Tito. Compì quasi certamente viaggi in Spagna e in Oriente, fu arrestato di nuovo, forse a Troade(oggi in Turchia), denunciato da falsi fratelli, condotto a Roma e incarcerato. Questa seconda prigionia romana, ben diversa e più dura della prima, iniziata alla fine del 66, si concluse con il martirio, nel 67; secondo la tradizione fu decapitato appena fuori città, sulla Via Ostiense, nel campo detto delle Tre Fontane e provvisoriamente sepolto nelle catacombe della chiesa che oggi è intitolata a San Sebastiano sull’Appia Antica. Secondo una leggenda, il nome Tre Fontane, deriva dal fatto che 3 fontane zampillarono miracolosamente dove la testa del Santo era rimbalzata dopo la decapitazione. Paolo, oltre che apostolo, fu scrittore, pensatore e teologo profondo, così che può essere considerato il creatore della teologia cattolica e i suoi scritti, in primo luogo le “lettere”, hanno esercitato una grande influenza sulla storia di tutto il pensiero cristiano. Festa anche il 25 gennaio per la Conversione di San Paolo.

PIETRO apostolo
Simone, figlio di Giona, originario di Betsaida(v). Pescatore come il fratello Andrea sulle rive del lago di Tiberiade, era sposato e viveva a Cafarnao, quando nel 31 fu invitato da Gesù a seguirlo. Il Salvatore, nello scegliere i primi discepoli conferì a lui il primato, gli cambiò il nome in Kéfhà(roccia pietra), cioè Pietro, affidandogli la costruzione della sua Chiesa e per questo motivo, nei Vangeli, viene messo sempre a capo dei 12 apostoli. Dopo essere stato uno dei testimoni dell’Ascensione al cielo, tornò a Gerusalemme dove presiedette all’elezione di Mattia, in sostituzione del “traditore”, Giuda Iscariota. Perseguitato dai sacerdoti per la sua intrepida predicazione, venne imprigionato due volte, ma fu sempre rilasciato, non trovandosi contro di lui validi capi d’accusa. Andò a Samaria, dove predicò il Vangelo assieme al diacono Filippo, combattendo le dottrine eretiche di Simon Mago e poi si fermò 3 anni a Gerusalemme, guidando gli apostoli. Lasciato il compito di dirigere la comunità a Giacomo il Minore, andò a predicare ad Antiochia, dove nel 35 fissò la sua sede e da dove iniziò l’evangelizzazione del Ponto, Galazia, Cappadocia e Bitinia(v), compiendo numerosi miracoli. Nel 42, dopo l’incontro con Paolo, lasciò Evodio a reggere la Chiesa di Antiochia e trasportò la sede pontificia a Roma, ma dopo poco tempo dovette tornare a Gerusalemme per infondere fiducia a quella comunità, perseguitata da Erode Agrippa. Ancora incarcerato nel 43 e condannato a morte, fu liberato da un angelo e poté tornare a Roma, da dove scrisse la sua prima Lettera diretta ai fedeli dell’Asia Minore, sicuramente autentica, vigorosa nelle sostanza e semplice nella forma. Scritta in greco, sembra però di troppo buona qualità per un pescatore di Galilea, è stata forse dettata a Silvano, un suo discepolo-segretario. Quando venne cacciato da Roma, assieme a tutti i Giudei, tornò ancora una volta a Gerusalemme, assieme a Paolo fu ancora a Roma nel 65 e poi evangelizzò la Sicilia, le Gallie e l’Africa Settentrionale. Indirizzò ai fedeli di tutto il mondo conosciuto la sua seconda Lettera, avente lo scopo di inculcare nei credenti la necessità delle buone opere, di combattere gli eretici e rammentare la seconda venuta di Gesù per il giudizio finale Essendo stata scritta nel 67, può dirsi il suo vero testamento. Colpito dalla persecuzione di Nerone iniziata nel 64, riuscì a sottrarsi temporaneamente alla morte, facendo anzi nuovi proseliti, confutando i simoniti, ma, denunciato da falsi fratelli, fu arrestato assieme a Paolo, imprigionato nel carcere Mamertino e crocifisso a testa in giù, negli orti del colle vaticano, il 29 giugno dello stesso anno. Le ricerche intraprese tra il 1939 e il 1949 hanno portato alla scoperta della sua tomba sotto la basilica di San Pietro in Vaticano, dove era stata posta nel 120, mentre in precedenza le spoglie erano conservate nelle catacombe di San Sebastiano sull’Appia Antica.

SALOME’ di Baviera
ammalata di lebbra, visse in un monastero bavarese curata dalla zia, Giuditta di Niederaltaich.

SIRO di Genova
discepolo di Ermagora di Aquileia, secondo una tradizione leggendaria, dopo aver svolto attività attività sacerdotale a Sanremo, venne acclamato vescovo di Genova, alla morte di Felice. Morì nel 340 e fu sepolto nella prima cattedrale della città, che venne intitolata a lui.

I santi del giorno del 27 giugno

27 Giu

ADELINO vescovo francese.

ADEODATO vescovo di Nola, morto nel 676.

ARIALDO Alciadi
nato a Cucciago di Cantù, nell’antico borgo di San Vincenzo nel 1010. Diacono, dopo un periodo di studi in Francia, assieme a Landolfo Cotta, Erlembardo e Anselmo da Baggio, fu uno dei più energici protagonisti del movimento milanese detto “Pataria”, che fiancheggiò la riforma morale della Chiesa, suscitando nel popolo il sentimento della necessità di un clero esemplare, immune da simonia e concubinato. Il suo principale avversario fu l’arcivescovo Guido da Velate, che lo scomunicò. Rapito da preti avversari, venne barbaramente ucciso su di un’isola del lago Maggiore, forse l’Isola Bella, il 27 giugno 1066.

BENVENUTO di Gubbio
era un nobile cavaliere, ma scelse la vita religiosa e nel 1222 fu accolto nell’Ordine di San Francesco, come fratello laico al servizio dei lebbrosi. Morto a Corneto, in Puglia verso il 1232, quando nel 1243, il borgo fu distrutto, le reliquie furono trasferite a Deliceto, nella diocesi di Bovino, in provincia di Foggia. Il culto venne confermato nel 1697 da Innocenzo XII, che lo estese a tutto l’Ordine francescano.

CIRILLO di Alessandria
nato nel 370, ad Alessandria d’Egitto, condusse vita monastica e quando fu ordinato sacerdote seguì lo zio Teofilo, patriarca vescovo della città e poi nel 412 gli successe nella carica. Sostenne la supremazia della Chiesa di Alessandria, su tutto l’Oriente, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli, che fece deporre nel III Concilio Ecumenico(Efeso 431). Questo concilio decretò l esistenza della duplice natura umana e divina in Cristo Gesù e confermò il titolo di Theotokos, cioè Madre di Dio, per la Vergine Maria, perché, fu sostenuto, aveva dato alla luce il Figlio di Dio fatto uomo e Cirillo meritò così il titolo di “Difensore della Chiesa”. Autore di opere dogmatiche contro le eresie ariana e nestoriana, di molti trattati esegetici sull’Antico e Nuovo Testamento e di commenti al Pentateuco, ai vangeli di Giovanni e Luca, di un’apologia contro Giuliano l’Apostata, più circa 70 lettere di grande interesse. Morì nel 444 e fu proclamato Dottore della Chiesa da Leone XIII, nel 1882.

CRESCENTE di Vienne o CRESCENZIO
martire sotto Traiano. Discepolo di Paolo apostolo, venne inviato missionario prima in Galazia (v) e poi in Gallia, dove secondo un’incerta tradizione, fu il 1° vescovo di Vienne.

CRISPO vescovo.

FERDINANDO di Caiazzo
della famiglia d’Aragona, vescovo di Caiazzo, presso Caserta, in Campania.

LADISLAO I, il santo
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LANCILLOTTO martire.

LANDELINO abate di Lobbes, morto nel 686.

LELIO martire in Spagna.

ROBERTO di Worms apostolo della Baviera e vescovo di Worms nel Palatinato-Renano, vissuto nel 7° secolo.

SANSONE di Costantinopoli sacerdote martire.

TOSCO martire in Spagna.

 

I santi del giorno del 25 giugno

25 Giu

DOROTEA di Montau
nata il 6 febbraio 1347, a Montau sulla Vistola in Prussia(oggi Polonia), da una famiglia di emigrati olandesi. Si sposò con un armaiolo di Gdansk (Danzica) ed ebbe 9 figli che però morirono tutti in giovane età, tranne una ragazza che si fece monaca benedettina. Fu molto maltrattata dal marito, ma con la sua grande pazienza riuscì a sopportarlo e quando rimase vedova nel 1390, decise di vivere il resto della vita come una reclusa ritirandosi in un convento a Marien-Werder, nella Prussia Orientale, dove si fece murare in una cella, restandovi fino alla morte, il 25 giugno 1394. Patrona di Prussia, Slesia e Polonia.

ELIGIO vescovo del 17° secolo.

EMILIANO di Nantes vescovo morto nel 726, circa.

ERALDO di Moriana vescovo di Moriana, nella Savoia, nel 12° secolo.

EUFROSIA martire nel 714 a Jaca, nel nord della Spagna sul confine con la Francia.

GIASONE di Tarso forse parente di Paolo, accolse l’apostolo in pericolo di vita, nella sua casa a Tessalonica. Secondo la tradizione greca, sarebbe stato vescovo di Tarso(v) e morto a Corfù, sull’isola omonima, in Grecia.

GUGLIELMO da Vercelli
nato nel 1085, è morto il 24 giugno 1142 nel monastero di San Salvatore di Goleto, Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino. Rimasto orfano di entrambi i genitori, intraprese un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela e poi in Terrasanta. Al ritorno si ritirò su di un monte nei pressi di Avellino, dove nel 1119, fondò il celebre santuario mariano di Montevergine, una congregazione benedettina e altri monasteri. Dopo la morte venne subito venerato come santo dalle molte comunità fondate da lui e alcuni vescovi ne autorizzarono il culto pubblico, che nel 1785 papa Pio VI estese a tutta la Chiesa. Attualmente le reliquie sono nella cripta sotto la basilica del monastero di Montevergine, quello nel quale venne custodita la Santa Sindone durante la seconda guerra mondiale.

GUICCIARDO o GUISCARDO, martire.

GUIDO Maramaldi santo morto nel 1391.

GUIDO d’Anderlecht
figlio di poveri contadini del Brabante belga, venne preso come sacrestano dal curato di Notre-Dame di Laeken, presso Bruxelles. Datosi poi ad attività commerciali, fece un fallimento dietro l’altro e allora s’impose 7 anni di penitenza, andando in pellegrinaggio a piedi a Roma e Gerusalemme. Nel ritorno si ammalò e giunto ad Anderlecht, sobborgo di Bruxelles, vi morì il 12 settembre 1012, dimenticato da tutti. La fama di alcuni miracoli avvenuti sulla sua tomba, dove fu costruito un santuario in suo onore, diede però luogo a un culto che si diffuse rapidamente. Nel Martirologio romano viene ricordato anche il 25 giugno.

MASSIMO di Torino
nato verso la fine del 4° secolo, morto nel 465. Eletto dopo il 408, in un periodo di invasioni barbariche, è il 1° vescovo di Torino del quale si conosca il nome. Nel 1962 è uscita un’edizione critica dei suoi scritti che ne raccoglie 111, dei quali 98 sono sicuramente autentici e costituiscono una preziosa fonte per la conoscenza della situazione religiosa della città nel suo tempo. Lo stile vigoroso ed elegante fece si che alcune delle sue omelie venissero attribuite erroneamente ad Ambrogio di Milano e ad Agostino d’Ippona. Viene invocato per ottenere la pioggia nei periodi di siccità.

ORIO di Roma martire nel 3° secolo.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania(v). Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

SALOMONE di Bretagna
figlio di Hoel III, quando divenne re della Bretagna, antica regione francese, favorì l’istruzione religiosa nei suoi territori e fondò anche alcuni monasteri. È venerato come martire.

 

I santi del giorno del 27 maggio

27 Mag

AGOSTINO di Canterbury
apostolo della Gran Bretagna, dove venne inviato nel 596, dal monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma dov’era priore, da Gregorio Magno assieme ai suoi 40 monaci, per portare il Vangelo agli Angli e ai Sassoni. Convertì Etelberto re del Kent e nel 601, quando venne nominato vescovo di Canterbury, avuto l’incarico di organizzare la Chiesa Britannica, fece costruire una cattedrale e un monastero. Fissò il vescovado a Canterbury, limitò la sua azione al regno del Kent ma non riuscì a riunire i vecchi bretoni ai nuovi convertiti, divisi da questioni liturgiche secondarie, per il rifiuto posto dal clero locale. Oggi però è riconosciuto da cattolici e anglicani come il 1° vescovo e padre della Chiesa inglese. Morì il 26 maggio del 605 e fu canonizzato verso la fine del secolo.

BRUNONE di Wùrzburg o BRUNO
figlio del duca di Franconia Corrado I e di Matilde di Svevia, cancelliere imperiale in Italia dal 1027 al 1034, anno in cui l’imperatore Corrado II, il Salico, lo designò vescovo di Wurzburg, sulla destra del fiume Meno, in Baviera. Ardente di zelo pastorale, fondò chiese e monasteri nella sua diocesi e ricostruì a sue spese la cattedrale della città. Accompagnò il nuovo imperatore Enrico III, in alcuni viaggi, ma nel 1045, seguendolo in una spedizione contro l’Ungheria, trovò la morte in un incidente molto particolare. Arrivati a Persenberg, sul Danubio, alloggiati in un castello, mentre stavano pranzando, il pavimento sprofondò. Mentre Enrico III se la cavò con qualche ferita, Bruno morì il 27 maggio 1045, dopo molti giorni di sofferenza. A Wùrzburg è festeggiato il 17 maggio.

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

EUTROPIO di Orange
nato a Marsiglia da famiglia nobile. Alla morte della moglie, dopo una vita dissipata, decise di dedicarsi alla religione e nel 446, divenne vescovo di Orange, dove morì nel 475.

FEDERICO di Liegi vescovo belga, morto nel 1121.

FLAVIANO di Roma
di origine spagnola, divenuto prefetto di Roma, si fece battezzare con la moglie Dafrosa e le figlie Bibiana e Demetria. Durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata del 362, venne processato come cristiano, condannato all’esilio, marchiato a fuoco sul viso come uno schiavo, costretto a lavorare nelle cave di arenaria sulla Via Clodia, verso il 60° chilometro. Non si hanno notizie sulla morte, anche se taluni lo ritengono martire.

GIULIO di Silistria
soldato martire nel 303 a Durostoro, in Mesia.

LIBERIO o LIBERO santo molto venerato ad Ancona.

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

OLIVIERO di Bristol
benedettino inglese, nato nell’anno 1000. Morì nel 1060 a Malmesbury, presso Bristol, mentre provava una “macchina volante”, costruita da lui.

RESTITUTA di Sora martire nei pressi di Sora, Frosinone.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZACCARIA di Vienne vescovo martire in Francia.

I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

I santi del giorno del 29 gennaio

29 Gen

AQUILINO di Colonia 
nato a Colonia, in Germania. Subì il martirio a Milano nel 1015 circa, ed è venerato nella basilica milanese di San Lorenzo, nella cappella omonima. Santo protettore dei facchini.

BARBEA 
santo martire assieme a Sarbellio.

COSTANZO di Perugia
secondo il martirologio Romano, forse fu il 1° vescovo di Perugia, martire nel 170 assieme ad Aquilino, sotto Marco Aurelio. La sua città gli ha dedicato una bella chiesa edificata nel 1143.

GELASIO II papa
Giovanni Caetani, nato verso il 1058, figlio di Crescenzio, duca di Fondi, Latina. Entrato nel monastero di Montecassino sotto la guida dell’abate Desiderio, divenne molto esperto in teologia e nel 1082 fu chiamato a Roma da Gregorio VII che lo nominò cardinale diacono. Il 24 gennaio 1118 venne eletto con il nome di Gelasio II e fu consacrato il 10 marzo successivo. Il suo pontificato fu molto contrastato, perchè venne aggredito fino a essere preso per la gola e calpestato a sangue, durante scontri tra diverse fazioni in lotta a Roma e poi incatenato e imprigionato in una torre da Cencio Frangipane, ma il popolo insorse e lo fece liberare. Allora fu chiamato l’imperatore Enrico V, che tentò invano di ottenere la conferma del previlegio dell’investitura, che gli era stato concesso nel 1111 da Pasquale II. Molto irritato gli oppose un antipapa, Maurizio Burdino, arcivescovo di Braga, che assunse il nome di Gregorio VIII. Tornato a Roma da Gaeta, dove si era rifugiato, dopo aver scomunicato l’imperatore e l’antipapa, il 23 ottobre 1118 venne nuovamente aggredito mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Prassede e fu costretto a fuggire ancora. Nominò Pietro, vescovo di Porto Romano, suo vicario e poi andò a Benevento, Pisa e Genova, dove dedicò la cattedrale a San Lorenzo. Passato poi in Francia, fu a Nimes, Valence, Vienne e Lione. Ad Avignone presiedette un sinodo, ma ammalatosi, si fece portare a Cluny, dove è morto nel 1119.

MAURO di Roma soldato martire assieme a Papia.

PAPIA di Roma soldato martire nel 3° secolo, assieme a Mauro.

PIER TOMMASO ricordato anche il 6 Gennaio

POTAMIONE vescovo di Agrigento, martire.

SABINA matrona romana, martire nel 119, protettrice di Roma.

SABRINA di Samos
originaria dell’isola greca di Samos nell’Egeo, martire in Gallia nel 3° sec.

SARBELLIO martire assieme a Barbea.

SULPICIO Severo o SULPIZIO,
scrittore latino, vissuto tra il 360 circa e il 420, discendente di una nobile famiglia dell’Aquitania(v), si convertì agli ideali monastici, ma si conosce poco della sua vita, tranne un famoso incontro con Martino di Tours che fu determinante per la sua religiosità. Divenuto suo assiduo discepolo, sembra sia stato nominato vescovo di Bourges e abbia presieduto il 2° Concilio di Macon. Gli viene attribuita una Cronaca universale, con le vicende storiche del mondo, dalla creazione fino ai suoi tempi, una biografia di Ilario di Poitiers e un panegirico del suo maestro, la Vita Martini Tauronensis. Deve il soprannome Severo, all’austerità dei suoi costumi.

VALERIO di Lucca
leggendario discepolo di san Pietro, protovescovo di Lucca.

VALERIO di Treviri
apostolo della Renania, tra il 3° e il 4° secolo, forse 1° vescovo della città.

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