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I santi del giorno del 24 luglio

24 Lug

ANTONIO dell’Aquila
nato a Milano nel 1424, appartenente alla nobile famiglia dei Torriani, dopo aver esercitato per un po’ la professione medica, entrò tra gli agostiniani a Milano, poi nel convento di San Nicola di Foligno e da ultimo a L’Aquila. Qui introdusse la più stretta osservanza della regola nel monastero femminile di Santa Lucia, fondando le Mantellate di Sant’Agostino  Morto a L’Aquila nel 1494, il suo culto fu approvato da Clemente XIII nel 1759.

AQUILINA (LINA) martire con santa Nicezia.

BORIS e GLEB
figli del Gran Principe di Kiev, Vladimiro il Santo, tra il 987 e il 989, ottennero dal padre, rispettivamente, Rostov e Muron. Furono uccisi alla morte del padre nel 1015, per ordine del fratello maggiore Svjatopolk, desideroso di riunire sotto il suo dominio tutte le terre russe. Venerati dalla Chiesa Ortodossa come martiri, il loro culto si diffuse in tutta la Russia. Sono stati canonizzati nell’11° secolo.

CAPITONE martire assieme a Meneo.

CRISTINA di Bolsena
forse non è da identificare con la martire di Tiro (v), ricordata nel martirologio Gerominiano, perché i reperti archeologici tendono a far credere che Cristina o Cristiana, sia nata a Bolsena e sia stata uccisa nel 302 sotto Diocleziano. Una tradizione racconta che suo padre si accorse che era cristiana, perché non partecipava ai sacrifici agli dei pagani e la fece arrestare e imprigionare. Siccome resisteva a tutte le torture, alla fine fu gettata nel lago di Bolsena con una macina da mulino al collo, ma sopravvisse e allora venne uccisa con una freccia. Sono note le celebrazioni dei “misteri”, figurazioni animate del martirio, nel giorno della sua festa, che probabilmente sostituiscono i “ludi anfitreali”, ai quali, fino al 4° secolo, partecipavano le popolazioni pagane di Umbria e Toscana. Nella chiesa a lei dedicata, nella cappella del Miracolo, avvenne il famoso miracolo eucaristico di Bolsena.(vedi Corpus Domini)

LEWINNA vergine martire del 5° secolo.

LUISA di Savoia
nata il 28 dicembre 1462, nella Savoia, si fece monaca clarissa e morì a Orbe presso Losanna, il 24 luglio 1503. Le sue reliquie sono custodite a Torino.

MENEO martire assieme a Capitone.

MERCEDES Prat Y Prat
nata il 6 marzo 1880 a Barcellona, da una famiglia cristiana. Un fratello sacerdote l’aiutò a frequentare fin da piccola le suore della Compagnia di Santa Teresa d’Avila, dove ricevette la prima Comunione. Quando rimase orfana, si diede allo studio delle Belle Arti, ma fu anche catechista delle ragazze della parrocchia, alle quali insegnava anche a leggere e a scrivere. Nel 1905 entrò nell’Istituto di Santa Teresa e due anni dopo, il 10 maggio, fece la professione di fede, prese il nuovo nome di Mercedes del Sacro Cuore di Gesù e divenne insegnante in vari collegi fino al 1920, quando fu trasferita a San Gervasio di Barcellona. Mentre infuriava la guerra civile spagnola, il 23 luglio del 1936 fu arrestata assieme ad altre consorelle, sottoposta a molti maltrattamenti e infine portata fuori Barcellona sulla via “Rebassada” e fucilata il 24 luglio. Rimasta ferita mortalmente, sopravvisse per alcune ore, fra immensi dolori, finché un miliziano non le sparò il colpo di grazia. Una consorella, Gioacchina Miguel, che era stata fucilata assieme a lei, sopravvisse alle ferite e fu la testimone del suo martirio nella causa di beatificazione conclusasi il 29 aprile 1990, con la solenne proclamazione di Giovanni Paolo II.

MODESTINO di Gesù
nato il 5 settembre 1802 a Frattamaggiore, nella diocesi di Aversa, entrò tra i Frati Minori e nel 1827 venne ordinato sacerdote. È stato chiamato l’angelo del rione Sanità a Napoli, per la sua azione pastorale, specialmente per la cura rivolta alle partorienti e alla difesa della vita nascente. Vittima di un’epidemia di colera, malattia che aveva contratto soccorrendo e curando i fratelli colpiti, è morto il 24 luglio 1854 

NICEZIA martire assieme ad Aquilina.

SIRA di Troyes martire in Francia, nel 5° secolo.

STERCAZIO
martire a Merida, in Spagna, con i fratelli Antinogene e Vittore.

URSICINO di Sens
confessore della fede, vescovo martire in Francia.

VINCENZO di Roma martire.

I santi del giorno del 19 luglio

19 Lug

AMBROGIO Autperto
nato in Gallia all’inizio dell’8° secolo. Venuto in Italia, divenne monaco di San Vincenzo al Volturno dove fu ordinato sacerdote verso il 761. Eletto abate nel 777, l’anno seguente si dimise per dissidi sorti nel monastero. La critica moderna gli attribuisce un “Commento” all’Apocalisse di Giovanni e altre opere di esegesi biblica, omelie, scritti agiografici e preghiere.

ARSENIO di Sceti
nato a Roma nel 353 da famiglia senatoria. Diacono del papa Damaso I, fu precettore di Arcadio e Onorio, figli dell’imperatore romano Teodosio I. Ritiratosi a vita eremitica nel deserto di Sceti, in Egitto, in seguito alle irruzioni dei Barbari dalla Libia, si rifugiò a Troe, presso Menfi, dove morì nel 450 circa. È considerato uno dei più importanti “Padri del deserto”, per alcuni scritti che ha lasciato, tra i quali “Dottrina ed esortazione”.

AUREA da Siviglia
figlia di un nobile musulmano e di Artemia, cristiana. Originaria di Siviglia, entrò in un monastero di Cordova, assieme alla madre e subì il martirio nell’856 per opera dei Saraceni invasori. Sorella di sant’Adolfo di Cordova.

BERNOLDO vescovo martire.

EPAFRA di Colosse
o Epafrodito martire del 1° secolo. Dopo aver predicato il Vangelo ai Colossesi, condivise la prigionia di Paolo a Roma. Secondo la tradizione, fu consacrato vescovo di Colosse, proprio da Paolo stesso. Tornato in Asia, evangelizzò le città di Gerapoli e di Laodicea di Siria(oggi Latakia) Le sue reliquie sono conservate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore.

GIUSTA di Siviglia martire nel 287, con la sorella Rufina.

LIBERIO papa
nato a Roma nel 300 circa. Diacono di Giulio I, fu eletto il 17 maggio 352, ma dopo soli 3 anni, l’imperatore Costanzo II lo esiliò a Berea di Tracia, per essersi rifiutato di condannare il patriarca di Alessandria, Atanasio e i suoi seguaci. Al suo posto fu messo l’arcidiacono Felice II, che divenne perciò il 3° antipapa, ma la reazione del clero e del popolo romano costrinsero costui ad abbandonare la città. Liberio riuscì a tornare a Roma solo nel 358, dopo aver accettato un gravoso compromesso con l’imperatore. La tradizione gli attribuisce, senza motivo la costruzione della basilica di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, perché in realtà fu edificata circa 100 anni dopo. Morì il 24 settembre 366 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla, al 3° miglio della Via Salaria, che oggi porta il numero civico 430.

MACRINA la giovane
nata nel 327 a Cesarea di Cappadocia, da una famiglia cristiana, sorella di Basilio, Gregorio e Pietro, tutti santificati. Dopo la morte del fidanzato, fece voto di verginità, si ritirò in un convento e con il suo esempio contribuì alla conversione del fratello Basilio, fondando poi due monasteri nel Ponto. Un altro, fratello Gregorio di Nissa, che assistette alla sua morte nel 379, ne ha scritto la “Vita”.

RUFINA di Siviglia martire in Spagna nel 301, assieme a Giusta.

SIMMACO papa
nato nel 450, di origine sarda, fu eletto il 22 novembre 498, 3 giorni dopo la morte di Anastasio II, dalla maggioranza del clero riunitasi nella basilica del Laterano. Dovette sedare lo scisma provocato dall’arciprete Lorenzo, eletto anche lui al soglio pontificio dalla fazione filo-bizantina riunitasi in Santa Maria Maggiore e solo dopo un anno ottenne il riconoscimento ufficiale da Teodorico, re degli Ostrogoti. Il suo pontificato fu assai agitato a causa della turbolenza del popolo romano e dovette combattere le eresie dei manichei ed eutichiani. Il 1° marzo 499 convocò un sinodo che approvò uno statuto, in base al quale, furono proibite le trattative elettorali nel tempo che il papa era ancora vivente. Fu deciso inoltre che il pontefice avesse la facoltà di indicare il successore e che solamente nei casi di morte improvvisa, si doveva procedere all’elezione sulla base del maggior numero di voti, in opposizione alla precedente normativa che richiedeva l’unanimità. Venne anche stabilita l’esclusione dei laici dal voto, anche se tutte queste risoluzioni non furono mai attuate. L’antipapa Lorenzo accettò le decisioni del sinodo e venne nominato vescovo di Nocera, in Campania. Simmaco viene inoltre ricordato per aver introdotto il “Gloria” nelle messe domenicali e in quelle dei martiri, per aver promosso molte iniziative a favore dei poveri e dei pellegrini che giungevano a Roma. Fece costruire ospedali, ricoveri per gli anziani e le chiese di Sant’Agata sull’Aurelia e di Sant’Andrea. Morì il 19 luglio 514.

TORQUATO di Antiochia martire.

VINCENZO de’Paoli
Vincent de’ Paul, di origine contadina, nato il 24 aprile 1581 a Pouy, presso Dax in Aquitania(v), che oggi in suo onore si chiama Saint-Vincent-les-Dax. Studiò presso i francescani del luogo e poi dal 1597 all’università di Tolosa, dove tre anni più tardi, fu ordinato sacerdote. Dopo essere stato catturato da pirati di Tunisi, che razziavano le coste dell’Atlantico, divenne prima abate di Saint-Leonard-de-Chaumes e poi, dal 1612, curato di Clichy, a nord-ovest di Parigi. Nel 1617 fondò la sua prima Confraternita della Carità per suore laiche e nel 1620, un’altra per laici di sesso maschile. Divenuto cappellano generale delle carceri, quando conobbe Francesco di Sales, ne accolse l’insegnamento spirituale, intraprendendo la formazione di un gruppo di preti specializzati nell’apostolato fra i contadini. Nel 1625, nacque così la Congregazione della Missione, i cui membri furono detti anche “lazzaristi”, quando si stabilirono nel priorato di Saint-Lazaire. Creò molte opere per l’assistenza ai poveri e nel 1634, con l’aiuto determinante di Louise de’Marillac, diede origine anche alla Compagnia delle Figlie della Carità, prima congregazione femminile non di clausura. Aprì ospedali e orfanotrofi ed ebbe modo di esercitare la sua azione di apostolato anche attraverso la Compagnia del Santo Sacramento, per l’assistenza ai malati dell’Hotel-Dieu. Dal 1638 si dedicò alla fondazione del Seminario della Missione e all’Opera dei Trovatelli. Durante le guerre fratricide nella regione francese della Lorena, si adoperò ad alleviare le sofferenze della popolazione organizzando aiuti per le vittime. Morì a Parigi il 27 settembre 1660, fu canonizzato da Clemente XII nel 1737 e poi, nel 1885, venne proclamato patrono delle opere di carità da Leone XIII.

I santi del giorno del 9 giugno

9 Giu

ANNA MARIA Taigi
terziaria della Santissima Trinità, nata a Siena il 29 maggio 1769. Sposatasi visse a Roma e divenne madre di 7 figli, vero esempio di moglie e madre cristiana, li educò alla fede e li seguì con discrezione e amore anche dopo sposati. Si occupò inoltre di opere di carità e di assistenza a poveri, ammalati e moribondi. Dedita a preghiera e penitenza, godette di doni mistici, visioni, estasi e profezie, per cui fu visitata spesso anche da personaggi illustri del tempo. Morta a Roma il 9 giugno 1837, il corpo è conservato nella basilica di San Crisogono, in Trastevere. È stata beatificata e proclamata protettrice della famiglia, da Benedetto XV nel 1920.

COLOMBA o COLUMBA
monaco irlandese, nato nel 521 a Galtan, nella contea di Donegal. Di stirpe regale, fu ordinato sacerdote e fondò molti monasteri, tra i quali, quelli di Derry e di Durrow, ma non rinunciò, all’attività politica e così, per aver partecipato alle lotte tra il Nord e il Sud, venne esiliato. Si ritirò allora sull’isoletta di Iona, donatagli dal re Dalriada, suo parente e qui fondò un nuovo monastero che divenne un importante centro culturale e religioso, dal quale partirono le missioni evangelizzatrici per gli Scozzesi. Morto verso il 597, è il più famoso dei 37 santi irlandesi, dopo Patrizio.

EFREM il Siro
nato nel 306 da una famiglia cristiana, a Nisibi sul lago di Urmia in Iran, oggi Nizip, in Turchia. Diacono del vescovo Giacomo, esercitò il suo ufficio fino al 363, quando fu costretto, con altri cristiani, a rifugiarsi a Edessa di Siria, in seguito alla conquista di Nisibi da parte dei Persiani. Qui morì il 9 giugno 373, dopo avere fondato una famosa scuola di studi teologici e filosofici, che rimase attiva fino 489, quando venne chiusa per ordine di Zenone, imperatore. Ritenuto il più grande scrittore siriaco, strenuo difensore del cattolicesimo contro tutte le eresie del tempo, ha lasciato moltissime opere importanti per la cristologia, la mariologia e l’ecclesiologia, come i Commentari alle Sacre Scritture, diversi manoscritti teologici e molte omelie. Il suo capolavoro teologico è comunque costituito dagli 80 inni sulla fede, per i quali è stato anche chiamato “Cetra dello Spirito Santo” e “Cantore di Cristo e della Vergine”. È stato proclamato Dottore della Chiesa di Siria.

FELICIANO di Nomento
originario di Roma fratello di san Primo, martire dopo atroci torture, a Nomentum (oggi Mentana), nel Lazio, all’inizio del 4° secolo. Sepolto sulla Via Nomentana, poi le sue reliquie vennero portate nella chiesa romana di Santo Stefano Rotondo, sul colle Celio, assieme a quelle del fratello.

LUPO di Bergamo signore di Bergamo, nell’8° secolo, padre di san Grato.

MASSIMIANO di Siracusa vescovo di Siracusa.

PELAGIA di Antiochia
vergine martire nel 304, cercò volontariamente la morte a soli 15 anni, per sottrarsi agli oltraggi cui erano sottoposte le giovani cristiane.

PRIMO di Nomento
subì il martirio all’inizio del 4° secolo con il fratello Feliciano, a Nomento (Nomentum), oggi Mentana nel Lazio e fu sepolto sulla Via Nomentana, dove poi venne eretta una basilica. Teodoro I, pontefice dal 642 al 649, trasferì le reliquie nella Chiesa di Santo Stefano Rotondo, sul colle Celio.

RICCARDO di Andria
vescovo di Andria, in Puglia e protettore della diocesi. Di origine inglese, nel 1179 partecipò al 3° Concilio Ecumenico Lateranense e nel 1196 accolse le reliquie dei santi Erasmo e Ponziano, riposte in una cappella, nel duomo di Andria che poi gli è stata intitolata.

 SILVESTRO Ventura
nato a Firenze nel 1278. Di professione cardatore di lana, verso i 40 anni entrò in una comunità camaldolese come frate cuciniere. Dotato di doni straordinari, come visioni ed estasi, fu molto stimato e consultato per la sua saggezza. Morto il 9 giugno 1348, è stato scelto come uno dei patroni dei cuochi.

VINCENZO d’Aquitania martire nell’ attuale Guienna, in Francia.

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 5 aprile

5 Apr

ALBERTO di Montecorvino
proveniente dalla Normandia, si trasferì con la famiglia, a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, dove venne nominato vescovo e dove morì nel 1127. Montecorvino è stata sede vescovile fino al 1433.

ASSUNTA – Maria ASSUNTA Pallotta, santa morta nel 1905.

EUTICHIO di Costantinopoli
nato nel 512. Nel 552 alla morte di Mena, fu il suo successore nel patriarcato e uno dei presidenti del Concilio Ecumenico del 553, svoltosi nella sua città. Morì nel 582 e venne onorato come santo sia in Oriente come a Venezia.

EVA di Liegi ricordata anche il 14 Marzo

EMELLO o DIDIMO martire in Galazia.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GIULIANA di Liegi
nata nel 1191 in Belgio, si fece suora agostiniana, allieva di suor Sapienza, alla quale successe come superiora nel convento di Mont-Cornillon nel 1230 circa. È conosciuta sopratutto come l’iniziatrice della festa del Corpus Domini, alla quale dedicò molte delle sue energie. Morì a Fosses, presso Charleroi, nel 1218.

IRENE di Tessalonica ricordata anche il 01 Aprile.

RINA di Maiorca
diminutivo di CATERINA de’ Thomas, religiosa agostiniana, nata nel 1533 a Valldemuzza, Maiorca. Condusse vita di meditazione nel monastero di Santa Maria Maddalena di Palma de Maiorca, dove fu canonicale e dove  morì nel 1574. E’ stata canonizzata da Pio XI, nel 1930.

VINCENZO Ferreri
Vicente Ferrer, nato a Valencia, in Spagna nel 1350, da una nobile famiglia. Nel 1367 entrò tra i Frati Domenicani, dove divenne maestro di teologia. Nel 1398, mentre era ricoverato per una grave malattia, obbedendo a una visione celeste, chiese e ottenne, una volta guarito, di dedicarsi alla predicazione. Per circa vent’anni viaggiò a cavallo di un asino invitando alla penitenza, sempre circondato da molte schiere di pellegrini. Con la sua predicazione popolare, missionaria, di tono apocalittico e la fama di taumaturgo accompagnata da numerosi prodigi, richiamò folle enormi, ottenendo molte conversioni, particolarmente tra i Giudei e i Mori spagnoli. Predicò anche in Francia, Piemonte e Lombardia, combattendo le eresie dei Catari e dei Valdesi. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes, in Francia e venne canonizzato nel 1458 da Pio II.

I santi del giorno del 27 gennaio

27 Gen

ANGELA Merici 
nata a Desenzano del Garda il 1° marzo del 1474, rimase orfana a 12 anni e fu accolta da uno zio a Salò, dove si fece terziaria francescana. Nel 1516, per ordine della superiora venne trasferita a Brescia, dove fu impegnata come educatrice delle ragazze, raccogliendo attorno a se numerose discepole. Dopo alcuni pellegrinaggi, uno anche in Terrasanta durante il quale perse e riacquistò la vista, il 25 novembre 1535 fondò, per incoraggiamento di Paolo III, la compagnia delle Dimesse di Sant’Orsola, per l’assistenza spirituale e materiale delle ragazze orfane e povere e degli ammalati. Approvata nel 1544, si sviluppò grandemente in Italia, Francia e Canada. Queste Orsoline sono impegnate a vivere nel mondo, libere da orari fissi e programmi conventuali e prestano la loro opera nelle prigioni, ospedali e nei posti più poveri e umili. Stimata santa già molto tempo prima della morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio 1540, è stata canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DATIVO
martire in Africa con i santi Giuliano, Quintilio e Vincenzo.

DEVOTA di Montecarlo
patrona del Principato di Monaco, vittima in Corsica della persecuzione di Diocleziano. Una pia leggenda racconta che la barca che trasportava le sue spoglie, presa in una tempesta di mare, venne guidata miracolosamente da una colomba, verso la riva monegasca.

ELVIRA 
vergine martire, che appare in vari calendari locali, ma della quale non si hanno notizie storiche

GIULIANO di Le Mans
nobile romano, vissuto tra il 2° e il 3° secolo che secondo una tradizione, divenne il 1° vescovo di Le Mans, da dove evangelizzò la regione del Maine. Nell’835 le reliquie furono traslate nella bellissima cattedrale gotica, a lui intitolata.

GIULIANO da Sora martire nel Lazio.

IMERIO di Bagnoli   
di Bagnoli, frazione del comune di Napoli, vissuto nell 8° secolo.

MANFREDO di Settala
eremita nei pressi del lago di Como, morto nel 1430.

 MAURO di Salamanca
abate francese del monastero di Bodon, presso Salamanca, in Spagna.

NATALE d’Irlanda
vissuto nel 6° secolo, introdusse il monachesimo in Irlanda del Nord, collaborando con l’abate Columba e poi divenne anche lui abate in diversi conventi.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

QUINTILIO martire in Africa.

TEODORICO d’Orleans
nato in una famiglia nobile e ricca, volle diventare monaco. Essendo in amicizia con il re di Francia Roberto II, il Pio e la regina Costanza, quando nel 1010 si rese vacante la sede vescovile di Orleans, fu da loro nominato vescovo. L’altro candidato, Odolrico, vedendosi scavalcato, cercò di uccidere il rivale durante la cerimonia di consacrazione, ma l’attentato fallì. Ci furono poi altri tentativi, ma Teodorico ne uscì sempre indenne. Nel 1022, anche se ammalato, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, dove però non arrivò mai, perchè la morte lo colse lungo la strada, dalle parti di Tonnerre, sulla Yonne. Nel 1568 gli Ugonotti ne dispersero le reliquie.

VINCENZO martire in Africa assieme a Dativo e Giuliano.

VITALIANO papa
nato a Segni, nel Lazio. Eletto il 30 luglio 657 successore di Eugenio I, ottenne subito la convalida imperiale tramite l’Esarca di Ravenna. Tenne buoni rapporti con la corte di Costantinopoli e il 5 luglio del 662, accolse in San Pietro, con grandi onori, Costante II imperatore d’Oriente, il quale lo ricolmò di doni, ma lasciò che i suoi soldati saccheggiassero molti edifici, compresi gli ornamenti d’oro del Pantheon. Nel marzo del 666 l’imperatore pubblicò un decreto con il quale sottrasse alla giurisdizione papale il patriarcato di Ravenna, attentando gravemente ai previlegi della Santa Sede. Vitaliano fu invece in ottimi rapporti con la Gran Bretagna inviando a Canterbury, come vescovo metropolita, Teodoro di Tarso. Morì il 27 gennaio 672 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche per essere stato il primo a introdurre l’uso della musica d’organo nei riti religiosi.

I santi del giorno del 22 gennaio

22 Gen

ANASTASIO Magundat
monaco persiano martire nel 628. Figlio di un famoso mago, si convertì al cristianesimo in seguito alla notizia del trasporto della Santa Croce in Persia nel 614, per opera del re Cosroe. Questo eretico re dei Persiani, aveva rubato la Croce insieme con altri segni della Passione di Gesù e ne aveva fatto oggetto di riti pagani e superstiziosi. Eraclio, imperatore d’Oriente, gliela tolse in battaglia e la fece trasportare solennemente a Gerusalemme. Le reliquie di Anastasio furono portate a Roma durante l’impero di Eraclio e custodite nella basilica dei santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane, fondata dal papa Onorio I verso il 625.

DOMENICO di Sora
monaco benedettino, nato a Foligno nel 951. Fondò il monastero di Santa Maria di Sora, presso Scandriglia e alcuni conventi in Abruzzo e Lazio. È morto a Sora, provincia di Frosinone, nel 1031.

GAUDENZIO di Novara
nato a Ivrea nel 337. A Novara fu allievo di un predicatore di nome Lorenzo, morto martire. Dopo l’ordinazione sacerdotale si fermò per qualche tempo, a Vercelli, presso il vescovo Eusebio e quando questi fu esiliato a Scitopoli, in Cappadocia, andò con lui. Tornato a Novara per sostituire un presbitero assassinato, ne fu invece consacrato vescovo da Simpliciano di Milano e resse la diocesi fino alla morte, il 22 gennaio 418. In precedenza era stato in relazione anche con Martino di Tours e Ambrogio di Milano. Gli è attribuita la costruzione della primitiva cattedrale di Novara, dedicata alla Vergine, nella quale i sui resti sono conservati in una cassa d’argento e di cristallo su di un altare di marmo nero.

GUALTIERO di Bierbeck
monaco cistercense, passato alla storia come il monaco di Maria, per la profonda devozione per la Madonna. Morto verso il 1206, nel monastero di Himmerod, in Germania, una leggenda dice che partecipò alla terza crociata.

LAURA Vicuna
nata il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile. Suo padre morì quando lei aveva solo 3 anni e la madre emigrò in Argentina dove, anche per assicurare la vita alle sue due bambine, che nel frattempo aveva messo in un collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, accettò di convivere con un certo Manuel Mora. Durante pochi giorni di vacanza, la piccola Laura si rese conto che il rapporto di sua madre con quest’uomo non era buono anzi il Mora tentò di sedurla e la picchiò, per cui la bambina fuggì e tornò in collegio. Qui offrì la sua vita a Dio pregando a lungo perchè la mamma potesse lasciare quell’uomo e il Signore esaudì il suo desiderio. Consunta dai sacrifici e da una malattia, è morta il 22 gennaio 1904, a soli 13 anni, con la gioia di aver offerto la vita per la mamma, che per suo merito cambiò vita. Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1988, riconoscendola come martire.

LINDA (HERLINDA)  
santa di Maaseyk, città belga nei pressi del confine con l’Olanda, martire nel 745, assieme a Nilde.

NILDE di Maaseyk
martire assieme a Linda di Maaseyk, in Belgio

ORONZO di Embrun
originario di Embrun, sulle Alte Alpi, nei pressi di Gap in Francia. Martire nel 304 a Gerona, in Catalogna, Spagna, assieme ai compagni Vincenzo e Vittore

TEODOLINDA di Baviera 
figlia del cattolico Garibaldo I, duca di Baviera, nel 589 sposò Autari, re dei Longobardi e alla sua morte, dopo un solo anno di matrimonio, si risposò con Agilulfo, duca di Torino, che nel 591 fu incoronato re a Milano con la Corona Ferrea, oggi conservata nel Tesoro del Duomo di Monza, nella cappella intitolata a Teodolinda. Quando Agilulfo morì nel 616, governò come reggente a nome del figlio Adaloaldo e gli ottimi rapporti con il papa Gregorio Magno, più l’amore del quale era fatta segno dalle popolazioni, favorirono la conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Nel 590 aveva dato inizio ai lavori di costruzione della basilica di San Giovanni Battista, divenuta poi il Duomo di Monza. Morta nel 625, il sarcofago che custodisce i suoi resti mortali è collocato dietro l’altare di questa chiesa.

VINCENZO di Saragozza
nato a Heusca, in Spagna, da una famiglia romana cristiana. Da giovane fu affidato al vescovo Valerio, perchè ne curasse l’educazione, divenendo arcidiacono e suo braccio destro, incaricato della predicazione del Vangelo. Durante le persecuzioni di Massimiano Erculeo, fu deportato in catene a Valencia assieme al vescovo e mentre Valerio venne mandato in esilio, Vincenzo fu il 1° martire spagnolo, il 22 gennaio 304, dopo numerose e atroci torture per indurlo all’apostasia. Il suo culto, molto popolare in Spagna, si è diffuso anche in Francia dove è il patrono dei viticultori.

VINCENZO Pallotti
nato a Roma il 21 aprile 1795. Dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1818, si impegnò particolarmente nell’assistenza ai carcerati e fu anche uno dei confessori più ricercati sia da laici che da religiosi. Nel 1835 fondò la Società missionaria dell’Apostolato Cattolico, approvata da Gregorio XVI, un istituto religioso di preti secolari detti “Pallottini”, con il compito della propagazione della fede nell’unità e per associare sacerdoti, religiosi e laici di ogni età, sesso e condizione sociale, nei vari campi dell’apostolato. Nello stesso anno venne celebrata la prima ottava di preghiera per l’unità della fede, che trovò in lui un forte propagatore. Nel 1838 diede anche vita a opere di carità e di educazione, come la Pia casa di carità per le ragazze abbandonate. Con le sue opere è ritenuto un precursore dell’Azione Cattolica e dell’ecumenismo. È morto a Roma il 22 gennaio 1850 ed è stato canonizzato nel 1963 da Giovanni XXIII.

I santi del giorno del 1 gennaio

1 Gen

CONCORDIO di Spoleto
sacerdote martire nel 178. Patrono di Spoleto.

FULGENZIO di Ruspe.
Nato nel 467 a Telepte, in Tunisia. Funzionario imperiale, procuratore delle imposte, dopo la lettura delle opere di Agostino d’Ippona, decise di darsi alla vita monastica nella regione di Cartagine. Dopo una permanenza di qualche anno a Roma, nel 507 i fedeli lo elessero vescovo di Ruspe, presso Sfax, nel golfo di Gabès, sempre in Tunisia, ma fu esiliato in Sardegna con altri 60 vescovi da Trasamondo, re ariano dei Vandali. Trascorse così molti anni in un monastero di Cagliari, punto di riferimento di presbiteri e monaci dell’isola. Richiamato in patria nel 523 dal nuovo re Ilderico, scrisse diversi trattati antiariani, epistole e sermoni. Riprendendo e accentuando gran parte degli insegnamenti della dottrina agostiniana, scrisse anche contro le eresie dei nestoriani e semipelagiani. Morto a Ruspe nel 533 circa, è compatrono di Cagliari.

GIUSEPPE Maria Tommasi.
Nato nel 1649 a Licata, in Sicilia e morto a Roma nel 1713. Sacerdote nell’Ordine dei Teatini.

GIUSTINO di Chieti.
Vescovo morto nel 9° secolo venerato nell’Italia Centrale.

GREGORIO, il vecchio.
“il Vecchio”, marito di santa Nonna, padre di Cesario, Gorgonia e Gregorio di Nazianzo. Ex magistrato, venne consacrato vescovo di Nazianzo nel 329 e diede molte prove di santità, più che di conoscenze dottrinali.

GUGLIELMO da Volpiano.
nato nel 962 sull’isola di San Giulio d’Orta, provincia di Novara, figlio del conte Roberto di Volpiano. Entrò molto giovane in un monastero benedettino presso Vercelli e poi nel 985, nell’abbazia di Cluny. Riformò il monastero di Saint Bènigne, pressi Digione ed esercitò molta influenza su circa 40 conventi della Lorena, Francia e Italia, promuovendone la riforma secondo l’osservanza di regole severe. Aprì scuole di ogni grado, curando particolarmente quelle popolari e nel 1003 fondò l’abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese e quella di Fecamp, in Normandia, che divennero importanti centri di riforma. È morto in Normandia, nel 1031.

TELEMACO, martire a Roma.
monaco di origine asiatica, detto ALMACHIO. Con l’Editto di Milano del 312, Costantino aveva proibito anche i combattimenti dei gladiatori, ma Onorio Flavio(395-423), li aveva reintrodotti. Nel 404, durante uno di questi crudeli spettacoli, Telemaco entrò nell’arena per dividere i contendenti e far cessare il massacro, ma gli spettatori infuriati lo lapidarono. La Chiesa cattolica lo venera come martire.

VINCENZO Maria Strambi.
nato a Civitavecchia nel 1745. Fece gli studi in seminario e dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, nel 1768 entrò nella Congregazione dei Passionisti dove divenne un brillante predicatore, percorrendo quasi tutta l’Italia. Quando Pio VII lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, promosse la riforma del clero e del popolo, dimostrandosi ottimo pastore. Nel 1808 rifiutò di prestare giuramento di fedeltà a Napoleone e così subì l’esilio a Milano e Novara fino al 1814. Rinunciò all’episcopato nel 1823, quando venne chiamato alla sede apostolica come consigliere di Leone XII. È morto a Roma il 1° gennaio 1824, lasciando scritti teologici, agiografici e ascetici ed è stato canonizzato nell’anno giubilare 1950, da Pio XII. È ricordato anche il 24 settembre.

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