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I santi del giorno del 3 settembre

3 Set

BARTOLOMEO Gutierrez
eremita agostiniano di origine messicana, martire in Giappone il 3 settembre 1632, beatificato da Pio IX nel 1867.

CLELIA di Roma
la leggenda parla di una giovane della nobiltà romana, data come ostaggio in pegno di pace, a Porsenna re degli Etruschi, assieme a 9 compagne, nel 506 a.C. Riuscita a fuggire, raggiunse Roma, attraversando a nuoto il Tevere, ma fu ricondotta a Chiusi e riconsegnata a Porsenna, il quale, in premio del coraggio e dell’eroismo dimostrato, la colmò di onori e le restituì la libertà. 

DOROTEA di Aquileia
sorella di santa Eufemia, martire nel 1° secolo, sotto Nerone ad Aquileia, oggi in provincia di Udine. Morì dopo atroci tormenti durati 4 giorni.

ERASMA di Aquileia
martire del 1° secolo, sotto Nerone, morì dopo 4 giorni di atroci tormenti, assieme a Dorotea, Eufemia e Tecla.

EUFEMIA di Aquileia
martire del 1° secolo sotto Nerone, assieme a Dorotea, Erasma e Tecla, dopo atroci tormenti durati 4 giorni. Elia, vescovo e patriarca di Grado, tra il 571 e il 587, ha costruito, sulle rovine di una chiesa precedente, la Basilica di Santa Eufemia, consacrata nel 579, che poi è divenuta la Cattedrale di Aquileia.

FEBE di Corinto
diaconessa della Chiesa di Cenere, in Corinto(v), si tratta forse della donna che portò ai Romani la lettera di Paolo di Tarso.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea, con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

MARINO
secondo una leggenda, Marino e Leone, tagliatori di pietre, provenienti dall’isola di Arbe, in Dalmazia, andarono a Rimini ingaggiati per il restauro del porto e delle mura della città. In seguito Marino si ritirò a vita eremitica sul monte Titano, dove fondò una piccola comunità religiosa, erigendo una chiesa in onore di San Pietro. L’amico Leone, invece, si sarebbe ritirato sul vicino Montefeltro, che è l’odierna San Leo. I due furono apprezzati anche dal vescovo di Rimini, Gaudenzio che affidò loro il compito di predicare con autorità il Vangelo ai “Gentili”. Marino morì verso il 360 e le sue spoglie furono ritrovate nel 1586 sotto l’altare maggiore della chiesa di San Pietro. Nel 1926, Pio XI ha riconosciuto Marino come fondatore e patrono della Repubblica di San Marino, che da lui prende il nome.

REMACLO di Maastricht
originario d’Aquitania (v), entrò nel monastero di Luxeuil-les-Bains e, nel 632, Eligio di Noyon lo mise a capo del monastero di Solignac che aveva appena fondato presso Limoges. Evangelizzatore delle Ardenne, fondò i monasteri di Malmedy e di Stavelot, presso Liegi, in Belgio e nel 650 fu consacrato vescovo di Maastricht, in Olanda. Dieci anni più tardi si ritirò a Stavelot, dove rimase fino alla morte.

SANDALO di Cordova martire in Spagna, nel 9° secolo.

SEBA diaconessa martire del 1° secolo.

SERAFINA di Antiochia vergine martire in Siria.

SIMEONE il giovane
asceta siriano, nato ad Antiochia nel 521 e morto nel 592. Esempio di una delle forme più rigide di anacoretismo, si fece stilita in giovane età, vivendo su una piattaforma posta sopra una colonna. Cambiò più volte di località, stabilendosi definitivamente su una collina presso Antiochia, che prese il nome di “monte dei miracoli”, dove fu anche ordinato sacerdote. Gli sono stati attribuiti vari discorsi ascetici, composizioni ed epistole.

TECLA d’Aquileia
martire assieme a Eufemia e compagne. Le reliquie sono conservate nella chiesa di San Silvestro a Trieste, eretta sul sacello (v) delle martiri.

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I santi del giorno del 25 agosto

25 Ago

EBE vergine martire africana.

ERMINIA di Reims o ERMINA
martire venerata a Reims, dove morì il 25 agosto 1396. Ebbe molte visioni che furono raccolte nei 4 libri sulla sua vita, scritti da Radulfo, priore di un monastero della città. Sarebbe stata sepolta nella Chiesa di San Paolo, vicino al coro delle monache, sotto una pietra bianca portante la sua immagine e un breve epitaffio.

GENESIO di Brescello
vescovo di Brescello, Reggio Emilia, vissuto tra il 4° e il 5° secolo, senza fondate notizie storiche, anche se il suo culto è accertato fin dal 6° secolo.

GENESIO di Roma
attore e mimo di professione, quando chiese il battesimo venne arrestato e fustigato. Poiché rimase fermo nel suo proposito, fu condannato a morte dal prefetto di Roma e decapitato nel 303.

GHERARDO Rangone beato morto nel 1257 circa.

GIUSEPPE Calasanzio
nato l’11 marzo 1557 a Peralta de La Sal, in Aragona. Studiò filosofia e teologia nelle università spagnole e nel 1583 fu ordinato sacerdote. Dopo aver espletato importanti incarichi in Spagna e dopo la morte di suo padre, nel 1592 donò tutta la sua eredità e si trasferì a Roma, chiamato dal cardinale Marcantonio Colonna, in qualità di suo teologo personale. Qui, colpito dal misero stato materiale e morale dei ragazzi del popolo, nel 1597 aprì le sue Scuole Pie nella parrocchia di Santa Dorotea, in Trastevere, primo esempio di scuole popolari gratuite, tenute da religiosi che presero il nome di “Scolopi”. Riconosciuta, nel 1617,  come vera e propria congregazione religiosa, con il nome di Chierici Regolari Poveri delle Scuole Pie, approvata nel 1622 da Gregorio XV. L’Ordine, tuttora numeroso, conta comunità in Italia e Spagna e si è affermato come scuola di alte tradizioni e di grandi meriti. Durante l’epidemia di peste del 1596, il santo si era prodigato anche nella cura degli ammalati. Morto a Roma il 25 agosto 1648, beatificato nel 1748 da Benedetto XIV e poi canonizzato da Clemente XIII, nel 1767.

GREGORIO di Utrecht
nato nel 707, nipote di Adele di Pfalzel, a 15 anni entrò nel monastero diretto dalla zia e sentendo predicare Bonifacio, rimase così impressionato che chiese di seguirlo, divenendone discepolo e coadiutore. Dopo essere stato abate di San Martino, venne nominato vescovo di Utrecht, nei Paesi Bassi. Nel 742 accompagnò il suo maestro nella missione in Frisia(v), della quale fu direttore dopo il martirio subito da Bonifacio nel 754  a Dokkum, sul Mare del Nord, in Olanda. È morto nel 776.

LUCILLA di Roma
figlia del tribuno Nemesio, la leggenda dice che era nata cieca. Quando, su richiesta del padre venne battezzata dal papa Stefano I, verso il 257, avrebbe improvvisamente riacquistato la vista. Padre e figlia furono però arrestati perché cristiani e martirizzati presso la Via Appia, vicino al tempio di Marte. Nel 1642, le reliquie di Lucilla furono riesumate dalle catacombe di Callisto, sull’Appia Antica e portate a Reggio Emilia nella basilica di San Prospero, patrono della città e successivamente conservate nella cappella del Santuario della Madonna della Ghiara.

MENA di Costantinopoli o Menas
presbitero eletto Patriarca di Costantinopoli al posto di Antino I, che era stato condannato da papa Agapito I. Presiedette il sinodo del 536 che scomunicò lo stesso Antino, ma avendo sottoscritto l’editto di Giustiniano che condannava i “Tre Capitoli”, verso il 545 fu anche lui scomunicato dal nuovo papa Vigilio e poi, solo dopo essersi sottomesso al giudizio di Roma, poté essere reintegrato nella comunione ecclesiastica.

NEMESIO di Roma
tribuno romano martire nel 257 assieme alla figlia Lucilla(v).

PATRIZIA di Costantinopoli
secondo la leggenda, originaria di Costantinopoli, parente dell’imperatore d’Oriente Costante II, viveva alla sua corte. Si racconta che andò a Roma e si fece monaca, per sfuggire un matrimonio che le era stato imposto e poi, tornata a Costantinopoli, distribuì tutti i suoi beni ai poveri. Intraprese poi un pellegrinaggio in Terrasanta, ma venne sbattuta da una tempesta sulle coste di Napoli, dove morì verso il 665. Nel 1625 è stata inclusa tra i santi patroni di Napoli.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 9 maggio

9 Mag

BEATO apostolo della Svizzera.

DUILIO martire romano.

ERMA
discepolo di san Paolo, martire a Roma alla fine del 1° secolo.

FORTE di Gubbio
vissuto nell’11° secolo, eremita sul monte Scheggia, tra Umbria e Marche. Discendente della nobile famiglia Gabrielli di Gubbio, lasciò l’eremitaggio per entrare nell’abbazia di Fonte Avellana, sotto la guida dell’abate Lodolfo. Qui è morto nel 1040 e le sue reliquie riposano nella cattedrale di Gubbio.

GERONZIO di Cervia  vescovo morto nel 501.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia (oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia, autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

GREGORIO di Ostia
monaco benedettino, nato nel 998 e morto nel 1044. Nominato cardinale-vescovo di Ostia, dal 1039 fu Legato pontificio in Navarra, Spagna. Insigne per dottrina e santità, il culto venne approvato nel 1754 da Benedetto XIV.

IRMA di Roma martire.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUMINOSA di Pavia sorella di sant’ Epifanio, martire nel 476.

MAINARDO di Urbino santo marchigiano, morto nel 1080.

NICCOLÒ Albergati
nato a Bologna nel 1375, morto a Siena nel 1443. Monaco certosino, nel 1417 divenne vescovo della sua città e 5 anni dopo fu inviato Nunzio Apostolico in Francia. Nel 1426 Martino V lo elevò alla porpora cardinalizia.

PACOMIO il Grande
nato a Esneh, nella Tebaide, nel 292 e morto a Pebù il 9 maggio 347. Di famiglia pagana, soldato sotto l’imperatore Massimino II Daia, si convertì al cristianesimo nel 313 e si ritirò per sette anni nel deserto fra le rovine di un tempio, a Denderah, per condurre vita ascetica sotto la guida dell’anacoreta Palamone. Constatando di persona gli inconvenienti degli anacoreti nella loro vita, cercò di superarli attraverso una comunione di vita fra confratelli religiosi. Raccolti attorno a se numerosi discepoli, nel 318 fondò la prima comunità cenobitica a Tabennisi, villaggio abbandonato sulla riva sinistra del Nilo. Il monastero cinto da un muro, con la cappella e le sue dipendenze, comprendeva una serie di casette fatte per una ventina di monaci. Presto affiancato da altri 10 cenobi a Pebù, Panopoli, Shenesit, Thebiù, e altri, diede così origine alla grande fioritura cenobitica egiziana del 4° secolo. Pacomio organizzò la vita comune secondo una regola, che è la più antica che si conosca, suddividendo il tempo fra pratiche ascetiche, lavoro manuale, esercizi di contemplazione e preghiera. E ritenuto uno dei grandi fondatori del monachesimo cristiano antico, i cui tratti rimasero così fissati anche in occidente perché la sua regola, perduta nella copia originale, ma giunta in frammenti greci e nella traduzione latina di Girolamo del 404, ha ispirato probabilmente la regola basiliana, gli scritti monastici di Giovanni Cassiano, Cesario d’Arles e Benedetto da Norcia. L’opera di Pacomio continuò anche dopo la sua morte, perché Girolamo racconta che a Pasqua, quando i monaci di tutti i monasteri retti dalla sua regola, si recavano in pellegrinaggio a Tabennisi, se ne potevano vedere radunati fino a 5 mila !

PRISCO di Nocera
1° vescovo di Nocera dei Pagani, in provincia di Salerno.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TODINO di Landevennec
vissuto nel 5° secolo a Landevennec, piccolo porto francese sull’Atlantico, all’estremo nord della Bretagna.

I santi del giorno del 12 marzo

12 Mar

BERNARDO di Capua
cappellano del figlio del principe di Capua, Giordano, che lo nominò poi vescovo della diocesi di Sessa Aurunca. Le notizie sulla sua vita, poche e incerte, dicono che traslò le reliquie dell’eremita Martino dal monte Marsico e che forse è morto nel 1109 a Carinola, presso Caserta, dove nella cattedrale da lui fondata, esiste il suo sepolcro marmoreo.

FINA o SERAFINA
nata a San Gimignano, nel 1238 e morta il 12 marzo 1253. Praticò la regola benedettina vivendo nella propria casa, assistita dalla nutrice Beldia. Pur essendo povera, fu molto caritatevole e sopportò con cristiana rassegnazione dolorose malattie che dall’età di 10 anni la tennero emarginata da tutti. Nella chiesa Collegiata di San Gimignano, città della quale è patrona, esiste una cappella a lei dedicata con due affreschi di Domenico Ghirlandaio, nei quali San Gregorio benedicente annunzia alla santa, distesa sulla tavola di quercia, il giorno della sua morte.

GIUSTINA Bezzoli
nata ad Arezzo nella seconda metà del 13° secolo, quando ebbe 13 anni entrò nel monastero benedettino di San Marco. Passò tutta la vita tra questo monastero, quello di Ognissanti, sempre in Arezzo e quello di Civitella in Val di Chiana. Quando perdette la vista, fu ricondotta nel monastero di Ognissanti, dove è morta il 12 marzo 1319.

GREGORIO Magno
nato a Roma nel 540, figlio di Gordiano e di Silvia, entrambi santi. Prefetto di Roma dal 573, alla morte dei genitori si fece monaco e trasformò la sua casa nel monastero benedettino di sant’Andrea al Celio, del quale divenne poi abate e fece fondare 6 nuovi monasteri nelle terre possedute dalla sua famiglia in Sicilia. Ordinato diacono nel 575 da Benedetto I, dal 579 al 585, fu nunzio apostolico a Costantinopoli e poi, tornato in Italia, consigliere del papa Pelagio II, che il 7 febbraio 590 morì di peste. Per unanime consenso del clero e del popolo romano, venne subito eletto al pontificato, anche se poté essere consacrato solo 6 mesi dopo, il 3 settembre e continuò a vivere monasticamente. Agì riaffermando il principio della supremazia romana sulla Chiesa d’Occidente e sia pure con maggior tatto, anche su quella d’Oriente. Nel 599 pose fine alle lotte con l’Esarcato di Ravenna e nello stesso periodo, iniziò la grande opera di conversione dei Longobardi e fu anche il primo papa ad assumere l’umile titolo di “servis servorum Dei”, che in seguito venne usato da tutti i successori. Uomo di instancabile attività provvide al governo della Chiesa occupandosi anche dell’evangelizzazione e nel 596 mandò Agostino, priore del monastero di sant’Andrea  con 40 monaci, in Britannia fra gli Angli e poi altri missionari tra i Franchi e nell’Europa del Nord. Ottenne la conversione dei Visigoti di Spagna, e stroncò l’eresia dei Donatisti in Africa. È stato il principale artefice della ricostruzione di Roma, devastata da invasioni, saccheggi e calamità naturali. Morto il 12 marzo 604, sepolto in San Pietro e santificato per acclamazione poco dopo la morte. Ha lasciato molti scritti, fra i quali un importante Epistolario, che raccoglie, in 14 libri, circa 800 lettere, documenti vivissimi del tempo, la Regola Pastorale, i Moralia, le Omelie sui Vangeli, Ezechiele e Cantico dei Cantici. Da non dimenticare, i “Dialoghi”, nei quali narra virtù e miracoli di santi italiani e la storia di San Benedetto e dei Longobardi. Provvide a una grande riforma liturgica, introdusse il canto gregoriano al fine di rendere più viva e sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica, represse gli abusi e infine promosse e organizzò solidamente la vita monastica. Chiamato Padre della Chiesa Occidentale, è stato definito uno dei più grandi Dottori della Chiesa.

LUIGI Orione
nato il 23 giugno 1872 a Pontecurone, Alessandria. Dopo un breve periodo di esperienza fra i Frati Minori di Voghera, nel 1886 fu a Torino con don Bosco. Dopo la morte del santo stava per farsi salesiano, ma nel 1889 sentì un’altra vocazione ed entrò nel seminario di Tortona. Ordinato sacerdote il 13 aprile 1895, si diede in grande stile a opere di carità, fondò la Piccola Opera della Divina Provvidenza, la congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, il Piccolo Cottolengo di Milano e fece costruire il santuario della Madonna della Guardia a Tortona. Nel 1908 fu a Messina con i soccorsi per le vittime del terremoto e papa Pio X lo nominò vicario generale di quella diocesi, dove rimase per tre anni. Nel 1914 iniziò a mandare i suoi sacerdoti in Argentina a fondare opere missionarie, scuole, colonie agricole, parrocchie e orfanotrofi  Nel febbraio del 1921 fu a Trento dove acquistò i macchinari e le edizioni di una tipografia fallita, li portò a Venezia e con l’aiuto del Patriarca, cardinale La Fontaine, diede vita a un movimento editoriale di buona stampa e lavoro ai ragazzi dei suoi due istituti Artigianelli e Manin. Morto il 12 marzo 1940 a Sanremo, il 26 ottobre 1980 è stato beatificato da Giovanni Paolo II, che poi lo ha solennemente canonizzato il 16 maggio 2004, iscrivendo il suo nome nella grande famiglia dei santi. I suoi figli della Divina Provvidenza sono attualmente circa un migliaio e operano in 29 nazioni. Recentemente sono stati aperti nuovi Piccoli Cottolenghi a Manila e Città del Messico, mentre sono quasi pronti quelli di Bucarest e Fortaleza in Brasile.

MAMILIANO di Roma
martire del quale esiste un’urna sepolcrale nella Cattedrale di Sovana, in provincia di Grosseto.

NICODEMO di Mammola
nato a Cirò presso Catanzaro, all’inizio del 10° secolo. Asceta, discepolo dell’abate Fantino, fondò una “laura” sul monte Cellerano, vicino a Locri e un monastero per monaci greci a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, dove morì nel 990. Nel 1630 è stato proclamato protettore, patrono di Mammola.

PIETRO diacono santo morto nel 605.

SERAFINA santa vissuta in Armenia, martire verso il 426.

SIMEONE il Teologo
nato nel 949 a Galaté, in Paflagonia, fu educato a Costantinopoli. Abate del monastero di San Mama e ottimo amministratore, in seguito ad alcune questioni teologiche e contrasti con i monaci per suo zelo riformatore, fu costretto a dimettersi e andare in esilio. Quando fu richiamato, preferì continuare la sua solitudine e costruì un nuovo piccolo monastero a Santa Marina, dove si ritirò e scrisse molte opere spirituali. Morì il 12 marzo 1022.

TEOFANE di Calonima
cronista bizantino nato nel 758 in una famiglia ricca. Distribuì ai poveri i suoi averi e si fece monaco nel monastero del monte Kara-Dag, nell’odierna Turchia e poi si ritirò poi sull’isola di Calonima, fondandovi un suo monastero. Qualche tempo dopo ne fece erigere un altro a Campogrande, non lontano da quello di Kara-Dag, del quale fu superiore per 29 anni. Partecipò al 2° Concilio di Nicea contro gli iconoclasti ma, nell’815 venne esiliato a Costantinopoli dall’imperatore Leone V e nell’817 a Samotracia, in Grecia dove morì il 12 marzo. Tra l’811 e l’815 ha composto una Chronographia, continuazione della Cronaca di Giorgio Sincello, che va dal 284 all’813.

ZONO di Alessandria vescovo martire in Egitto.

 

 

I santi del giorno del 9 marzo

9 Mar

CANDIDO di Sebaste martire in Armenia a Sebaste, assieme a CIRIONE.

CATERINA de’ Vigri
detta da Bologna, dove è nata l’8 settembre 1413. Allevata alla corte di Margherita d’Este a Ferrara, a 14 anni, quando le morì il padre e la madre passò a nuove nozze, abbandonò la corte per entrare fra le “povere donne” di santa Chiara, nel Monastero del Corpus Domini della città. Al principio fece molti lavori, fornaia, cuoca, lavandaia e ricamatrice, ma dotata di grande talento educativo, fu scelta poi come maestra delle novizie. Nel 1456 fondò a Bologna, il convento del Santo Sacramento, del quale fu badessa fino alla morte. Autrice di vari scritti mistici nei quali ha narrato le sue visioni celesti, ha scritto anche il trattato “Le 7 armi spirituali”. Si è occupata di poesia, musica e pittura, nella quale ha lasciato dei bellissimi quadri di Madonne. È morta il 9 marzo 1463 e il corpo, rimasto incorrotto, si trova nel Santuario del Corpus Domini a Ferrara. Canonizzata nel 1712 da Clemente XI.

DOMENICO Savio
il più giovane dei santi non martiri, nato il 2 aprile 1842 a Riva di Chieri in provincia di Torino, figlio di un fabbro e di una sarta. A 12 anni, terminate le scuole elementari a Mondonio, presso Asti, entrò come studente di teologia nell’Oratorio di San Francesco di Sales, a Torino, diretto da don Bosco, il quale ne ha poi scritto la Vita. Studente modello, generoso, pieno di vita che trasmetteva gioia e allegria a tutti, è vissuto in continuo esercizio di ascesi spirituale, con la Comunione quotidiana, grande devozione a Maria Immacolata e spirito di sacrificio nel servire in ogni modo i compagni. Nel febbraio del 1857, molto malato, fu rimandato a casa da don Bosco per curarsi ma, colpito da polmonite, è morto il 9 marzo 1857. Nel 1914 i suoi resti sono stati traslati nella basilica di Santa Maria Ausiliatrice a Torino. È stato beatificato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954, ma nella famiglia salesiana viene festeggiato anche il 6 maggio.

EZIO di Melitene
uno dei 40 martiri di Sebaste, durante la persecuzione dell’imperatore romano Licinio Valerio. Arrestati e portati a Melitene, essendosi rifiutati di rinnegare la fede cristiana, nel 320 furono esposti nudi ai rigori dell’inverno, finché morirono ad uno ad uno.

FRANCESCA Romana
Franceschella di Paolo de’ Buscis, nata a Roma nel 1384 in una famiglia nobile che le potè dare un’ottima educazione cristiana. Per volontà del padre si dovette sposare a 12 anni con Lorenzo dei Ponziani, nobile ricco, con il quale ebbe tre figli. Nel 1425, il marito divenuto invalido di guerra, le diede il permesso di fondare un ritiro di religiose libere e nel 1436, quando rimase vedova, entrò nell’Istituto che fu detto delle “Oblate o Collatine”, posto sotto la regola di San Benedetto, approvato da Eugenio IV l’anno seguente. Il suo esempio indusse molte nobildonne romane ad abbandonare “il mondo” e farsi religiose. Nel monastero, però, volle essere trattata come la più umile delle sorelle, prodigandosi particolarmente in opere di carità e nell’assistenza degli ammalati durante le epidemie di peste degli anni seguenti. Godette di doni mistici e morì nel ritiro di Monte Oliveto, in provincia di Siena, il 9 marzo 1440. È stata canonizzata da Paolo V nel 1608.

GIUSEPPE Pignatelli
Giuseppe Maria, nato nel 1737 a Saragozza. Entrò nella Compagnia di Gesù dove, nel 1753 venne ordinato sacerdote e all’inizio svolse apostolato nella sua città. Quando i Gesuiti furono cacciati dalla Spagna, venne mandato in Corsica e di qui in Italia, a Ferrara, ma dopo l’avvenuta soppressione della Compagnia, si ritirò a Bologna come prete secolare. Pur restando ancora in Italia si aggregò ai Gesuiti che sopravvivevano in Russia ed ebbe una parte di rilievo nel ristabilimento della Compagnia, lavorando per la rinascita dell’Ordine, come provinciale d’Italia, dal 1803. Sotto di lui risorsero così i collegi di Roma, Orvieto e Tivoli. Morto a Roma nel 1811, è stato beatificato da Pio XI, nel 1933 e poi canonizzato da Pio XII, nel 1934.

GREGORIO di Nissa
nato verso il 335 a Cesarea di Cappadocia, figlio di Basilio il Vecchio e di Emmelia, ebbe anche 3 fratelli santi, Basilio, Pietro di Sebaste e Macrina. La sua vita all’inizio sembra una catena di fallimenti perché, dopo aver esitato a lungo tra la vita secolare (diventò maestro di retorica e si sposò con Teosebia) e quella ecclesiastica, fu condotto alla vita ascetica da Gregorio Nazianzeno. Rimpianse la condotta giovanile ed entrò nel monastero di Annesi, fondato dal fratello minore Basilio, il quale nel 371 lo nominò vescovo di Nissa. Costretto a fuggire nel 376 per le persecuzioni degli Ariani, poté tornare in sede tre anni dopo per opera dell’imperatore Graziano. Nel 380, nominato metropolita di Sebaste, partecipò al Concilio di Antiochia, al 2° di Nicea e anche a quelli di Costantinopoli, tra il 381 e il 394, acquistando grande fama per la sua oratoria. Mantenne sempre un particolare legame spirituale con la sorella Macrina, della quale scrisse una biografia. Ricco di dottrina biblica è stato tra i massimi ispiratori delle teologia cristiano-orientale, lasciando molte opere ascetiche e apologetiche, un libro sulla verginità, commenti alle Sacre Scritture, 5 omelie sul Padre Nostro, una Vita di Mosè e trattati dogmatici. Negli scritti mistici è considerato un autentico precursore di san Giovanni della Croce. Morto a Nissa nel 395, è stato proclamato Dottore della Chiesa Greca.

PACIANO di Barcellona
nato verso il 320, è conosciuto attraverso una breve biografia scritta da Girolamo di Stridone. Vescovo di Barcellona dal 373, viene annoverato tra i migliori teologi latini del suo secolo, ma fra le sue opere ci sono giunte solo 3 lettere e un trattato sul battesimo. Morì nel 390 circa.

TAURINA di Vercelli vergine martire.

VITALE abate benedettino francese dell’11° secolo.

I santi del giorno del 18 febbraio

18 Feb

ARTEMISIA o ARTEMIDE vergine martire di Roma.

CAMILLA martire a Civitavecchia nel 5° secolo.

CINZIA
martire durante le prime persecuzioni anticristiane, forse sotto Diocleziano. Viene rappresentata con una spada, oppure con una corona di spine e vicino a lei un giglio.

COLMANO o COMANO ricordato anche il 26 Gennaio

COSTANZA di Bitinia
figlia di Costantino il Grande e di Fausta, nata nel 318 e morta in Bitinia nel 354. Moglie di Annibaliano , re del Ponto e dell’Armenia e poi del cugino Costanzo Gallo. Fu sepolta a Roma, nel mausoleo detto di Santa Costanza sulla Via Nomentana, mentre un’altra fonte sostiene che il suo sarcofago si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano.

CUZIA di Ostia
moglie di Claudio, subì il martirio a Ostia, assieme al marito e al cognato Massimo, durante la persecuzione di Diocleziano.

ELLADIO di Toledo vescovo di Toledo, successore di Amasio, dal 615 al 633.

FLAVIANO di Costantinopoli
nato nel 390, patriarca di Costantinopoli dal 446 al 449. Nel 448 condannò l’eresia di Eutiche, ma nell’agosto successivo il patriarca di Alessandria, Dioscuro, ottenne dall’imperatore Teodosio II, la convocazione di un nuovo concilio, rimasto storicamente famoso, sotto il nome di “latrocinio di Efeso”. In soli due giorni, usando notevoli pressioni e impedendo l’intervento dei delegati papali, l’eretico Eutiche fu riabilitato e Flaviano venne deposto e condannato all’esilio in Lidia, dove morì dopo soli tre giorni, in seguito alle percosse e maltrattamenti subiti. Nel 451 il nuovo imperatore Marciano fece riportarne il corpo nella capitale dove venne onorato come martire.

GELTRUDE Comensoli
nata il 18 gennaio 1847 a Bienno, Bergamo, si chiamava Caterina, ma quando fondò l’Istituto delle Suore del SS.mo Sacramento, prese il nome di Geltrude. Il suo ordine ha lo scopo principale dell’adorazione perpetua a Gesù Sacramento. È morta il 18 febbraio 1903, a Bergamo.

GREGORIO V papa
Brunone dei duchi di Carinzia, figlio di Ottone e di Liutgarda, cugino di Ottone III imperatore, salì al soglio pontificio il 3 maggio 996, all’età di 24 anni, prendendo il nome di Gregorio V. I romani però, capeggiati da un certo Crescenzio Nomentano, si ribellarono al papa straniero, lo cacciarono dalla città e si impadronirono di tutti i suoi beni. Rifugiatosi a Spoleto, fece due tentativi per tornare a Roma con un esercito, ma entrambi fallirono, mentre Crescenzio faceva eleggere Giovanni Filagato con il nome di Giovanni XVI. Nel febbraio 997, Gregorio convocò un sinodo a Pavia che si concluse con la scomunica di Crescenzio e dell’antipapa, così nel 998 potè tornare a Roma scortato dall’imperatore. Convocò subito un nuovo sinodo che fece imprigionare Giovanni Filagato, mentre Crescenzio venne decapitato sui bastioni di Castel Sant’Angelo. Nel suo pontificato è stato grande fautore della riforma cluniacense e assertore della giurisdizione pontificia su tutta la Chiesa. È morto il 18 febbraio 999, forse avvelenato.

ISAIA Boner
nato a Cracovia, entrò ancora molto giovane tra gli agostiniani, nel monastero di Santa Caterina a Cracovia dove è stato trovato un documento che attesta la sua presenza come studente, all’Università di Padova, nel 1422. Completò poi gli studi in quella di Cracovia, nella quale divenne insegnante titolare della cattedra di teologia. Morto il 18 febbraio 1471, è uno dei patroni della Polonia.

ROMANO di Kiev
martire nel 1015 a Kiev, in Russia. Patrono di Mosca.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano.

I santi del giorno del 11 febbraio

11 Feb

ADOLFO di Osnabruck
nato nel 1185 in Westfalia, figlio del conte di Tecklenburg. Dopo essere stato monaco cistercense, nel 1216 venne eletto vescovo di Osnabruck, in Prussia. Fondatore di numerosi conventi, fu anche chiamato l’elemosiniere dei poveri e dei lebbrosi, per la sua grande generosità. Morto il 30 giugno 1224, in Germania è festeggiato l’11 febbraio.

AMPELIO di Abitine
arrestato ad Abitine in Tunisia, assieme al sacerdote Saturnino, Dativo e molti altri compagni durante una celebrazione della Santa Messa, subì il martirio il 12 febbraio del 303 o 304.

CAEDMON di Whitby
benedettino, primo poeta cristiano inglese nel 7° secolo. La sola fonte delle poche e incerte notizie che abbiamo di lui, è Beda il Venerabile, nella sua “Historia Ecclesiastica”. Era un mandriano analfabeta che prestava servizio presso il monastero di Whitby, sul Mare del Nord e sarebbe divenuto poeta in seguito a una visione notturna, dopo la quale improvvisò un inno a Dio. La badessa di Hild lo accolse tra i suoi monaci, dai quali avrebbe appreso le storie bibliche che formarono il soggetto delle sue composizioni, scritte nel dialetto della Northumbria, tra il 658 e il 660. Queste parafrasi in versi di alcune parti della Bibbia, sono ritenute i più antichi testi anglosassoni esistenti. Morì verso il 670.

CALOGERO di Ravenna
vescovo di Ravenna, successore di Apollinare suo maestro, martire nel 3° secolo.

CASTRENSE
di origine africana, vescovo di Sessa Aurunca nel 5° secolo. Verso il 12° secolo le reliquie furono traslate a Capua, ma poi il duca Guglielmo il Buono, le trasferì definitivamente a Monreale, in Sicilia.

DANTE di Abitine
cristiano d’Africa, martire nel 4° secolo a Cartagine, assieme al senatore romano Dativo, Felice e al sacerdote Saturnino.

DATIVO di Abitine
martire nel 303, presso Cartagine. Rifiutatosi di consegnare le Sacre Scritture ai suoi persecutori fu ucciso, assieme a Dante e al sacerdote Saturnino.

DESIDERIO di Vienne
originario di Clermont, in Francia. Quando, verso il 595, divenne vescovo di Vienne ricevette diverse lettere da Gregorio Magno, ma nel 602 fu deposto dal Concilio di Chalon-sur-Saone per istigazione della regina Brunechilde. Dopo 4 anni venne restaurato nella sua dignità, ma siccome continuava a censurare la vita e la condotta immorale della regina, nel 608 fu di nuovo arrestato e ucciso.

ELOISA santa morta nel 1080.

EUFROSINA di Alessandria
nata nel 414 e morta nel 470. Poichè, secondo la leggenda, il padre voleva costringerla al matrimonio, visse per 38 anni, dal 432 al 470, sotto il falso nome di Smaragdo, con abiti maschili, in un monastero presso Alessandria. La città di Bologna vanta il possesso delle reliquie attribuite a questa santa.

GAUDINO santo di Soissons(v), morto nel 720.

GIONA monaco martire nel 7° secolo.

GREGORIO II papa
nato a Roma nel 669, prima di salire al pontificato il 19 maggio 715, aveva accompagnato a Costantinopoli, il suo predecessore Costantino e fu il 1° papa romano dopo una lunga serie di stranieri. Favorì l’evangelizzazione dell’Europa pagana, inviando nel cuore dell’ancora selvaggia Germania, in Sassonia e Turingia, il monaco inglese Winfrid, divenuto famoso e santo con il nome di Bonifacio, dopo averlo consacrato vescovo nel 722. Dopo vari contrasti con la Chiesa d’Oriente e l’imperatore Leone III, l’Isaurico, nel 728 il re longobardo Liutprando, presa Bologna e Sutri, donò quest’ultima alla Santa Sede ed è a questa donazione che si fa risalire l’origine giuridica dello Stato Pontificio e del potere temporale dei papi. Morto il 10 febbraio 731, fu sepolto in San Pietro e venne subito onorato come santo, per il sostegno dato al monachesimo e alle opere a favore dei poveri. Notevole è stata anche la sua opera giuridica e il riordinamento delle basiliche romane. Rimangono di lui una quindicina di “Lettere”, di importanza storica.

PASQUALE di Spagna martire.

PASQUALE I papa
secondo la tradizione apparteneva alla gens dei Massimi. Dopo essere stato abate benedettino di Santo Stefano Maggiore in Roma, fu il successore di Stefano IV, il 25 gennaio 817. Appena consacrato richiese e ottenne, da Ludovico il Pio, il riconoscimento dei domini temporali della Chiesa e il diritto di sovranità e giurisdizione su di essi. Nella Pasqua dell’823 consacrò Lotario, figlio dell’imperatore, designato re d’Italia e nello stesso tempo scomunicò Leone V I’Armeno, imperatore d’Oriente e gli iconoclasti da lui protetti. Fece eseguire notevoli opere di restauro nelle principali chiese romane e inviò l’arcivescovo di Reims, Ebbone a predicare la fede nello Jutland, in Scandinavia e in Danimarca, incoraggiando l’evangelizzazione dell’Europa settentrionale. Riportò in città molti corpi di cristiani defunti che fece conservare nelle chiese, per proteggerli dalle profanazioni dei pagani e ritrovò anche le reliquie di santa Cecilia riportandole nella sua chiesa in Trastevere. Morì l’11 febbraio 824, ma fu sepolto nella chiesa di Santa Prassede all’Esquilino solo nel mese di giugno, dopo l’elezione del suo successore Eugenio II, a causa delle proteste dei molti avversari.

SATURNINO di Abitine
sacerdote in Tunisia presso Cartagine, fu arrestato con altri 48 cristiani, fra i quali, Ampelio, Dativo e Felice, durante una celebrazione eucaristica. Il 12 febbraio 304, furono tutti interrogati sulla loro fede e tutti risposero che non potevano vivere senza celebrare il “giorno del Signore” e sopportarono con eroismo tutte le torture fino alla morte.

VITTORIA di Cartagine
appartenente a una famiglia pagana di Abitine, in Tunisia, fuggì di casa per evitare il matrimonio con un uomo scelto dai suoi genitori e si rifugiò presso un gruppo di cristiani, vivendo sotto la loro protezione con voto di verginità. Una domenica, mentre partecipava alla celebrazione eucaristica, fu arrestata, incatenata e condotta prigioniera a Cartagine. Gli atti del martirio dicono che nel 304 andò incontro alla morte come se andasse a una festa di nozze, assieme ai compagni Ampelio, Dante, Dativo e Saturnino.

I santi del giorno del 25 gennaio

25 Gen

AGAPE, DONATO e SABINO martiri

AMARINO martire in Francia con san PROIETTO.

ANANIA di Damasco
discepolo di Gesù, venne designato da Dio quale accompagnatore di Saulo di Tarso, divenuto improvvisamente cieco sulla via di Damasco. Poi fu ancora lui che, per ordine del Signore, gli impose le mani per fargli riacquistare la vista. Subì il martirio per lapidazione, dopo essere stato fustigato, nel 70 a Damasco in Siria.

ARTEMIA
martire a Pozzuoli nel 304.

GIOVENTINO di Antiochia e MASSIMO martiri.

GREGORIO IV papa
Romano nato da una famiglia nobile, cardinale presbitero di San Marco, fu eletto con il sostegno della nobiltà laica, verso la fine dell’827. Dedicò i primi anni di pontificato a diversi tentativi di riconciliazione tra Ludovico il Pio e i suoi 3 figli, ma non ottenne buoni risultati. Nel frattempo i Saraceni avevano occupato parte della Sicilia e il papa, temendo che potessero arrivare fino a Roma, fece fortificare il porto di Ostia, restaurare alcune chiese e ricostruire un acquedotto in rovina per fornire acqua potabile al quartiere del Gianicolo. Favorì l’espansione della fede nelle regioni tra l’Elba e l’Oder, mandò missionari in Danimarca e Svezia, consacrò 185 vescovi e fissò la festa di Ognissanti al 1° novembre. Morì il 25 gennaio 844.

MARIA Soledad santa morta nel 1887

 

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