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I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

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I santi del giorno del 3 giugno

3 Giu

ADALBERTO o ALBERTO
era eremita a Rho, ma poi si fece monaco e dopo essere divenuto abate di San Carpoforo, venne infine eletto 15° vescovo di Como, dove morì nel 1092. Nei cataloghi episcopali però, appare dopo Rubiano, il successore di Agrippa, vescovo del quale si conosce che morì dopo il 617.

ANDREA Kaggwa martire in Uganda, nel 19° secolo (vedi Carlo Lwanga).

CARLO Lwanga
negli anni 1885-1887, molti cristiani dell’Uganda furono messi a morte dal nuovo re Mwanga, sobillato dai musulmani per il timore che i cristiani, con le loro idee di uguaglianza, impedissero il commercio degli schiavi. Alcuni di loro avevano incarichi a corte, anzi erano addetti alla persona del re. Fra questi, Carlo e i suoi 21 compagni, i quali, fedeli osservanti cattolici, in parte furono uccisi di spada e in parte arsi vivi a Kampala, il 3 giugno 1886, non avendo voluto accondiscendere alle richieste del re. Canonizzazione collettiva nel 1964, da parte di Paolo VI. 

CECILIO di Cartagine presbitero martire in Tunisia.

CLOTILDE di Lione
nata a Lione nel 475. Figlia di Chilperico, ariano re dei Burgundi, sposò il re dei Franchi Clodoveo I, il quale convertito al cattolicesimo venne battezzato nel Natale del 496, nella cattedrale di Reims, assieme a migliaia di sudditi, in una notte memorabile per il cristianesimo in Francia. Fece costruire molte chiese, fra le quali San Pietro di Tours e San Germano d’Auxerre e lavorò per l’evangelizzazione del popolo. Quando rimase vedova si ritirò in un monastero di Tours, dove andava spesso a pregare sulla tomba di San Martino e dove morì il 3 giugno 545. Sepolta, accanto al marito, nella basilica dei Santi Apostoli da lei stessa fatta erigere, sulla cui area sorse poi la Chiesa di Sainte-Genevieve,  in seguito divenuta il Pantheon di Francia.

DAVINO di Lucca
eremita armeno, pellegrino in Terrasanta e a Roma. Morì nel 1051, mentre era in cammino per la Spagna e le sue reliquie furono riposte nella Chiesa di San Michele a Lucca. È stato proclamato santo da Alessandro III, papa dal 1159 al 1181.

DIONIGI Sbuggwawo
martire il 3 giugno 1886, a Kampala, in Uganda, assieme a Carlo Lwanga e compagni.

FARDO o LIFARDO sacerdote di Orleans.

GIOVANNI XXIII papa
Angelo Giuseppe Roncalli, nato il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, Bergamo, da una famiglia di contadini. Dopo aver frequentato il seminario di Bergamo grazie a una borsa di studio, poté trasferirsi a Roma e proseguì gli studi presso l’Istituto di Sant’Apollinare dove si laureò in teologia. Dal 1905 al 1914 fu segretario del vescovo di Bergamo e insegnò storia della Chiesa nel seminario diocesano. Nel 1925 venne consacrato vescovo di Aeropoli, inviato come Visitatore Apostolico in Bulgaria, poi Delegato Apostolico in Grecia e Turchia e nel 1944 Nunzio Apostolico in Francia. Creato cardinale da Pio XII nel 1953, divenne subito dopo Patriarca di Venezia e il 28 ottobre 1958 fu eletto al pontificato, consacrato il 4 novembre successivo. Convocò il sinodo della diocesi di Roma e avviò subito la riforma del codice di diritto canonico. Dotato di ampie vedute e di notevole semplicità e bontà, impresse alla Chiesa un forte impulso di vita e le aprì nuovi orizzonti nel mondo, annunciando il 25 gennaio 1959, nella basilica di San Paolo, il Concilio Ecumenico Vaticano II, aperto ufficialmente in San Pietro l’11 ottobre 1962. Nel segno dell’aggiornamento e della libertà di dialogo entro la Chiesa, promosse così un grande e animato confronto tra i 2700 padri conciliari arrivati dai 5 continenti, che durò fino al 5 ottobre 1965, terminando i lavori l’ 8 dicembre dopo 4 sessioni e 168 assemblee generali. Prima di aprire il Concilio, era andato a Loreto in treno per mettere questa iniziativa sotto la protezione della Madonna ed era questa la prima volta che un papa viaggiava in treno. È morto nella Città del Vaticano, il 3 giugno 1963, per un tumore allo stomaco. Tra le sue molte opere, sono da ricordare le due encicliche: “Mater et magistra”, pubblicata il 15 maggio 1961 e “Pacem in terris”, del 1963, indirizzata a “tutti gli uomini di buona volontà”. Il suo pontificato ha inaugurato una nuova stagione per la chiesa, accreditandole il ruolo di messaggera di pace nel mondo. Di notevole popolarità, chiamato il “papa buono”, è stato dichiarato venerabile il 27 novembre 1999 e poi beato nel settembre 2000, da Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Grande
nato il 6 marzo 1546 a San Pietro a Carmona, presso Siviglia, figlio unico di Cristoforo e Isabella Romano. Siccome il parroco, vista una naturale inclinazione del ragazzo consigliava di avviarlo agli studi ecclesiastici, i genitori che erano contrari, all’età di 15 anni lo mandarono a Siviglia a imparare il mestiere da un ricco commerciante di stoffe. Tornato al paese, gestì il negozio dei genitori, ma non era questa la sua strada, tanto che si ritirò in una zona deserta come un eremita. Un giorno incontrò due poveri ammalati nullatenenti, che fece ricoverare in ospedale a sue spese, scoprendo così qual’era la chiamata di Dio per lui. Iniziò a percorrere le vie della città chiedendo l’elemosina per aiutare i due malati e continuò anche in seguito, perché i poveri da aiutare aumentavano sempre più. Passò anche un anno a visitare i carcerati e poi venne chiamato a dirigere due ospedali a Jerez de la Frontera. Nel 1574 entrò nella Congregazione dei Fatebenefratelli e la sua fama di santità si diffuse in tutta l’Andalusia. Negli anni successivi riuscì a far costruire o rimodernare altri ospedali, nonostante molti ostacoli e offese volgari e infamanti da parte del personale laico. Aprì ricoveri per accattoni, un ospedale per epilettici e uno per malati di mente, che in quei tempi erano quelli trattati peggio di tutti. Dopo due gravi carestie nel 1579 e nel 1599, agli inizi del 1600, arrivò anche in Andalusia, una terribile epidemia di peste, che mieté molte vittime, tra le quali anche “fra Giovanni”, che morì il 3 giugno di quell’anno nella sua cella, a Jerez de la Frontera.

GIUSEPPE Mukasa martire nel 1886, assieme a Carlo Lwanga.

GONZAGA Gonga
è un nome usato dai cristiani d’Africa, in onore di san Luigi Gonzaga. L’ onomastico è il 3 giugno, in memoria del martirio subito nel 1886, in Uganda assieme a Carlo Lwanga e altri 5 confratelli.

MATTIA Kalemba
martire in Uganda nel 1886, assieme a molti compagni cristiani (vedi Carlo Lwanga).

NOE’ Mwaggali martire (vedi Carlo Lwanga).

OLIVIA (OLIVA) di Anagni
vissuta tra il 6° e il 7° secolo, è molto venerata nel Lazio, particolarmente in Ciociaria e le presunte reliquie sono custodite ad Anagni, in provincia di Frosinone.

OVIDIO  vescovo in Gallia.

PONZIANO Ngondwe martire nel 1866 (vedi Carlo Lwanga).

PRISCA martire
è ricordata dagli Itinerari Acta sanctae Priscae, completamente leggendari, che ne pongono il martirio sotto l’imperatore Claudio II, il Gotico, verso il 275. Sepolta sulla Via Ostiense e poi traslata in spelunca, nelle catacombe di Priscilla.

TOMMASO Grasso arcivescovo di Milano, morto nel 798.

VALENTINIANO di Salerno vescovo della città nel 5° secolo.

I santi del giorno del 26 maggio

26 Mag

ALVINO martire.

ANDREA Granchi 
nato a Pistoia nel 1335, di nobile famiglia, entrò nei domenicani nel 1351. Anche dopo essere stato eletto vescovo di Pistoia da Urbano VI, continuò a vestire l’abito talare domenicano e nel 1400 rinunciò alla sede vescovile e si ritirò in un convento. Morto il 26 maggio 1401, è stato beatificato nel 1921, da Benedetto XV.

CATERINA da Gambolò
terziaria francescana, vissuta in una comunità a Vigevano, discepola del beato domenicano Matteo Carreri. Modellò la sua esistenza seguendo l’esempio di santa Caterina da Siena. Morì nel 1516, a Vigevano dove venne sepolta nella Chiesa di San Pietro Martire.

ELEUTERIO papa
figlio di Abbondio, nato a Nicopoli nell’Epiro, Grecia, si trasferì a Roma. Divenuto diacono del papa Aniceto, nel 175, alla morte di Sotero, fu eletto al pontificato. Stabilì il primo regolamento conosciuto, relativo alla festa della Pasqua, da celebrare la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Durante il suo regno, che fu piuttosto tranquillo al tempo di Commodo, nel 177 accolse Ireneo latore di una lettera dei martiri di Lione, sul montanismo, che fu da lui condannato. Morì nel 189 e fu sepolto sul colle Vaticano accanto alle spoglie dell’apostolo Pietro. Anche se le circostanze della morte non sono ben conosciute, è venerato come martire.

ERACLIO di Todi
martire nel 251 assieme a Paolino e a Feliciano, uno dei primi vescovi di Foligno.

FELICISSIMO di Todi martire assieme a Eraclio e Paolino.

FILIPPO Neri 
nato a Firenze il 21 maggio 1515. Introdotto al commercio da uno zio che lo prese come collaboratore, a 18 anni rinunciò a questa carriera e andò a Roma a fare il precettore presso una famiglia, per mantenersi agli studi all’Università della Sapienza, presso gli Agostiniani. Ricevuti gli ordini sacri, prese a insegnare il catechismo alla gente per strada e a prendersi cura dei più poveri. Nel 1548 istituì la Confraternita della Santissima Trinità che fu chiamata dei pellegrini e dei convalescenti, in particolare per l’assistenza durante i giubilei. Solo nel 1551 fu ordinato sacerdote, iniziando, nel convitto di liberi preti di San Girolamo della Carità, l’istituzione della Congregazione dei preti dell’Oratorio, che nel 1575 venne ratificata con la Bolla Pontificia, e poi approvata da Paolo V, il 24 febbraio 1612 Vi si riunivano persone di varie condizioni, per pregare, ascoltare i sermoni di Filippo e cantare le lodi a Dio. La caratteristica particolare di questa confraternita era l’amore scambievole, la pratica delle opere di misericordia, sopratutto l’aiuto vicendevole e una vita spirituale nutrita dall’eucaristia con la comunione frequente. Era chiamato “Pippo il buono” e di lui sono rimasti leggendari il buon umore, il fervore mistico e gli atti d’amore a Dio e al prossimo. Morto a Roma il 25 maggio 1595, beatificato da Paolo V verso il 1610 è compatrono di Roma, assieme a san Pietro.

LAMBERTO di Vence beato.

MARIA ANNA de’Paredes o MARIANNA
prima santa della repubblica dell’Ecuador, nata a Quito nel 1614. Dedita fin da giovane all’esercizio della pietà e della mortificazione, fece voto di verginità, prendendo il nome di Maria Anna di Gesù. Vistosi poi negato il permesso di entrare in un ordine religioso, si chiuse in una stanza della sua casa e qui visse in preghiera, digiuno e penitenza fino alla morte, impetrata per salvare i concittadini, nelle calamità, terremoti ed epidemie. Morta nel 1645, venne subito onorata come il ”Giglio di Quito”, ma è stata canonizzata solo nel 1950, durante il Giubileo, da Pio XII.

PAOLINO di Todi
martire a Todi nel 251, assieme a molti compagni di fede, tra i quali Eraclio e il vescovo di Foligno, Feliciano.

PARDO di Larino
le notizie storiche sulla vita di questo santo sono poche e non facilmente controllabili. Secondo uno storico del 18° secolo G. B. Polidori, Pardo visse nel 3° secolo e fu vescovo in Grecia. Causa forti contrasti all’interno della comunità, fu costretto ad allontanarsi dalla sua città e rifugiarsi a Roma, dove venne accolto dal papa Cornelio (251-253), che lo inviò a Lucera in Puglia, dove esisteva una fiorente comunità di greci convertiti al cristianesimo. Là fece costruire due chiese e un monastero, nel quale rimase fino alla morte. Nel 9° secolo i Saraceni sbarcati sulle coste adriatiche, invasero e distrussero l’entroterra, compresa la città di Larino e ne dispersero gli abitanti superstiti. Dalla vicina Puglia i devoti dei santi martiri Larinesi, Primiano, Firmiano e Casto, avendone constatato lo stato di abbandono, portarono con loro le reliquie dei primi due nella città di Lesina, della quale furono dichiarati patroni. Quando i superstiti abitanti di Larino tornarono alle loro case, decisero di riprendersi le reliquie dei loro martiri, ma, forse scoraggiati dalla resistenza degli abitanti di Lesina, girovagando per le campagne di Lucera, trovarono il sepolcro del vescovo Pardo. Senza indugio ne raccolsero i resti e il 26 maggio 842, li portarono in città su di un carro trainato da buoi. Ogni anno il 26 maggio a Larino si svolge una grande processione in costume con carri addobbati di fiori per celebrare l’ingresso del loro protettore e patrono, ricordato, con un busto in argento cesellato, nell’aula capitolare del Duomo.

PRISCO di Auxerre 
martire in Francia, nel 273, sotto l’imperatore Aureliano, assieme a molti compagni.

QUADRATO 
il più antico apologista cristiano, vissuto nella prima metà del 2° secolo. Discepolo degli Apostoli, scrisse e presentò all’imperatore Adriano, di passaggio in Asia, un’Apologia del Cristianesimo, il cui tema era la dimostrazione della divinità di Gesù, attraverso l’esposizione dei suoi miracoli. A però noi ne sono giunti solo pochi frammenti.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

I santi del giorno del 16 maggio

16 Mag

ADAMO di Fermo
nato verso la metà del 12° secolo, si fece prima eremita in un luogo solitario e poi entrò nel monastero benedettino di San Savino, presso Fermo, del quale divenne abate. Morto nel 1209 e le sue reliquie sono conservate nella cattedrale di Fermo.

ANDREA Bobola
gesuita polacco, nato nel 1591. Attivo missionario, svolse la sua opera in Lituania, cercando di far tornare gli Ortodossi in seno alla Chiesa Cattolica. Ucciso dai Cosacchi a Janov nel 1657, è stato canonizzato nel 1938, da Pio XI.

AQUILINO martire con Vittoriano.

BRANDANO di Clonfert
abate irlandese, vescovo di Clonfert, nel Galway, nato nel 484, a Tralee nella contea di Kerry. Fondò diversi monasteri in Gran Bretagna e le abbazie di Ardfert e Clonfert, in Irlanda. Un suo viaggio in Scozia, diede origine alla leggenda narrata nella “Navigatio Sancti Brandani”, uno dei più interessanti racconti di avventure del Medioevo, che pur senza fondamento critico, venne considerato una delle fonti della Divina Commedia. Nelle carte medievali furono segnate delle mitiche isole di San Brandano e ci fu chi lo ritenne addirittura il primo scopritore del continente americano. La leggenda vuole altresì che abbia navigato per 7 anni nell’oltretomba alla ricerca del paradiso terrestre. Morì nel 577, nell’abbazia di Clonfert.

GEMMA Galgani
nata il 12 marzo 1878 a Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, ebbe una buona educazione cristiana dai genitori, che però morirono presto, lasciandola orfana senza risorse. Divenuta così la madre dei suoi 7 fratelli e sorelle, passò attraverso molte traversie finché venne accolta per carità dalla famiglia Giannini di Lucca che divenne testimone degli straordinari doni che lei ricevette dal Signore. Tentò varie volte di farsi religiosa ma la salute non glielo permise. Ebbe frequenti estasi e mostrò una particolare devozione a Gesù crocifisso per cui venne chiamata la “santa della passione di Gesù”. Segnata dalle stigmate, le sue esperienze mistiche sono testimoniate da un ricco epistolario autobiografico e nei colloqui delle estasi raccolti da vari testimoni. Si racconta che aveva anche il dono di parlare spesso con il suo angelo custode. Morta a Lucca l’11 aprile 1903, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1940.

GENZIO martire.

GIOVANNI Nepomuceno
nato nel 1340 circa, a Nepomuk presso Pilsen, in Boemia, chierico nella diocesi di Praga dal 1370, sacerdote nel 1380 e poi parroco a Praga l’anno seguente. Laureatosi all’università di Padova, quando tornò in patria divenne canonico e Vicario Generale dell’arcivescovo Giovanni di Jenstein, del quale prese le difese nel conflitto che lo oppose al re Venceslao IV, con la conseguenza che nel 1393, venne arrestato e fatto annegare nella Moldava, con una macina da mulino al collo, per ordine del sovrano. Una versione del 15° secolo dice che il re ordinò la sua uccisione, perché non gli aveva voluto rivelare quello che aveva sentito in confessione dalla regina Giovanna di Baviera, sua moglie. Questa vicenda dell’annegamento è stata provata dopo la canonizzazione, da alcuni documenti scoperti soltanto nel 18° secolo, che hanno fatto di lui un martire della libertà della Chiesa. Si racconta che nel 1719, quando venne aperta la tomba, per l’ispezione in funzione del processo di canonizzazione, tra le sue ossa venne ritrovata la lingua ancora intatta. Quando, 6 anni dopo venne riaperta, la lingua era secca, ma, nel giro di pochi minuti, ritornò perfetta sotto gli occhi di tutti i testimoni. Patrono della Boemia, è molto venerato anche anche a Vipiteno, in Alto Adige.

MASSIMA di Frejus
nata a Callian, presso Antibes, in Francia, ha un culto molto antico, ma sappiamo ben poco della sua vita. Secondo una tradizione si sarebbe ritirata a vivere da eremita, secondo un’altra si tratterebbe invece della badessa di un monastero nel 7° secolo. Nel 1675 è comunque diventata patrona di Frejus, città della Costa Azzurra.

ONORATO di Arles
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

PELLEGRINO di Auxerre
1° vescovo della città, martire nel 304.

POSSIDIO di Càlama
detto “Possidonio” discepolo di Agostino d’Ippona, del quale scrisse una biografia. Dal 397 al 437 fu vescovo di Càlama, in Numidia, poi in seguito all’invasione dei Vandali, si rifugiò a Mirandola, in Emilia, dove morì verso il 439.

SIMONE Stock
nato verso il 1200 ad Aylesbury nei pressi di Oxford. La tradizione dice che si fece eremita, vivendo in solitudine all’interno del tronco di un gigantesco albero cavo. Andò poi pellegrino a Gerusalemme, entrò tra i Carmelitani e quando questi vennero cacciati dai luoghi santi a opera dei Musulmani, tornò in Inghilterra, nel Kent. Nel 1247 fu eletto priore generale dell’Ordine e si dice che il 16 luglio 1251, abbia avuto una visione della Vergine Maria, che gli consegnò uno scapolare di lana color caffè e gli suggerì di portarlo e farlo portare a chiunque desiderasse il suo speciale intervento. Si fece propagatore di questa devozione e fondò dei conventi nei maggiori centri universitari: Bologna, Cambridge, Oxford e Parigi. Morì a Bordeaux mentre era in visita pastorale, il 16 maggio 1265 e benché non sia mai stato canonizzato in modo ufficiale, la Santa Sede ha concesso alla congregazione Carmelitana la celebrazione della sua festa al 16 maggio.

TEOBALDO Rogeri santo da Vico di Mondovì.

TEODORO I papa
di origine greca, ma proveniente da Gerusalemme, figlio di un vescovo. Eletto il 24 novembre 642, successore di Giovanni IV, morto il 12 ottobre, fu ritenuto affidabile dai bizantini che ne convalidarono subito l’elezione. Si distinse per generosità verso i poveri e per aver migliorato i rapporti con il re dei Longobardi, Rotari. Condannò l’eresia monotelita e i suoi seguaci, i due patriarchi di Costantinopoli, Paolo II e Pirro. Morì il 14 maggio del 649 e fu sepolto in San Pietro.

UBALDO Baldassini
nato a Gubbio nel 1084. Orfano di entrambi i genitori, fu allevato da uno zio che lo avviò al sacerdozio. Dopo l’ordinazione fu prima canonico regolare di Sant’Agostino e poi priore del capitolo della città. Nominato vescovo nel 1129, fu padre spirituale ma anche protettore temporale dei suoi concittadini, in particolare quando riuscì a salvare Gubbio da Federico I, il Barbarossa, che aveva già devastato Spoleto. Morto il 16 maggio 1160 è patrono di Gubbio dove, in suo onore, il 15 maggio viene celebrata la famosa “corsa dei ceri”, una delle più seguite e famose feste umbre, che si conclude nella basilica medievale di Sant’Ubaldo a 5 chilometri dalla città, sulla sommità del monte Ingino. Festa per celebrare la grande vittoria degli eugubini sulle 11 città confederate che, secondo una tradizione, fu merito del santo vescovo. Questo è il luogo della sua sepoltura, dove sono conservate le reliquie in un monumento di stile rinascimentale.

VITTORIANO martire assieme ad Aquilino.

I santi del giorno del 10 marzo

10 Mar

ANDREA di Vallombrosa
discepolo di Arialdo, dopo il martirio del maestro, entrò a Vallombrosa e alla fine del 1085, fu eletto abate di Strumica, in Macedonia. Morto tra il 1097 e il 1106, è stato praticamente il co-fondatore dell’Ordine ed è anche ritenuto l’autore della Vita di sant’Arialdo e di quella di San Giovanni Gualberto.

ANETTO di Corinto
martire in Grecia con CRESCENTE, DIONISIO e altri tre compagni.

ATTALO di Bobbio
nato da una nobile famiglia, si fece monaco a Lerins, da dove passò a Luxeuil-les Bains, accolto da Colombano, che nel 612 lo portò con se in Italia. Dimorò nel monastero di Bobbio, fondato dal suo maestro, al quale successe come abate nel 615. Continuò con successo l’opera di conversione dei Longobardi e morì nel 627.

COLOMBA di Rimini vergine martire, protettrice di Rimini.

ELIANO martire a Sebaste, nel 320.

EMILIANO di Lagny
nato in Irlanda, si trasferì in Gallia, dove collaborò alla costruzione del monastero di Lagny, presso Parigi. Fu il primo abate di questo monastero dove sarebbe morto il 10 marzo 660.

EUGENIA di Gesù
Maria Eugenia Milleret de’Brou, nata il 26 agosto 1817 a Metz, in Francia. Fondò la congregazione delle Suore della Misericordia dell’Assunzione, per l’educazione delle ragazze. Morta a Parigi il 9 marzo 1898, è stata beatificata da Paolo VI, il 9 febbraio 1975, in occasione del Giubileo per l’Anno Santo e poi canonizzata da Benedetto XVI, il 3 giugno 2007.

GERALDO vescovo.

IMELIO o IMELINO vissuto nel Brabante (Paesi Bassi), nell’8° secolo.

MACARIO di Gerusalemme
vescovo di Gerusalemme dal 314, partecipò al Concilio di Nicea del 325, combattendo l’arianesimo e contribuendo alla stesura del Credo Niceno, o Professione di fede degli Apostoli. Sotto il suo episcopato venne iniziata la costruzione della basilica del Santo Sepolcro, sull’area del Calvario, che lui stesso era riuscito a riportare alla luce. Morì verso il 335.

OGILVIE John
nato nel 1580, nella Scozia calvinista, si convertì al cattolicesimo nel 1596 e tre anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù, a Lovanio in Belgio. Divenuto sacerdote nel 1610, tornò in patria, sotto mentite spoglie e svolse un notevole apostolato missionario durante la persecuzione anticattolica, a Edimburgo. Sotto la protezione di William Sinclair, avvocato al parlamento, anche lui cattolico, potè celebrare la Messa e assistere, travestito, i cattolici nelle prigioni. Venne però arrestato a Glasgow nel 1614, condannato a morte per “lesa maestà” e impiccato nella primavera seguente. È stato beatificato nel 1929, da Pio XI e poi canonizzato da Paolo VI nel 1976.

PIETRO Geremia ricordato anche il 3 marzo.

PROVINO uno dei 40 martiri a Sebaste, in Armenia, nel 320.

TOVEO di Parigi diminutivo di DROTTOVEO, abate di Parigi 

UGOLINA de’Cazzanis vergine di Vercelli, eremita, vissuta nel 13° secolo.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

VIVIANO martire in Armenia, uno dei “Quaranta Martiri”.

I santi del giorno del 26 febbraio

26 Feb

ALESSANDRO di Alessandria
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 313, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

ANDREA vescovo di Firenze all’inizio del 5° secolo.

CLAUDIANO di Perge
vescovo martire martire nel 3° secolo in Panfilia assieme a Conone, Papia, Diodoro e Nestore.

CONONE  martire a Perge in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano, Diodoro, Papia e Nestore.

DIODORO di Perge martire in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano e altri compagni.

FAUSTINIANO di Bologna vescovo di Bologna, morto nel 350.

NESTORE di Magydos vescovo martire in Panfilia. Subì il martirio durante la persecuzione di Decio, tra il 249 e il 252, essendosi rifiutato di convincere i suoi fedeli a sacrificare agli dei pagani. Fece fuggire dalla città tutti i cristiani, ma lui rimase al suo posto, così fu arrestato e condotto a Perge, presso Antalya, dove venne ucciso assieme a molti compagni, tra i quali Claudiano, Conone, Diodoro e Papia. Nel Martirologio geronimiano è ricordato il 25 febbraio.

PAPIA di Perge martire in Panfilia, assieme ai vescovi Nestore e Claudiano.

PORFIRIO di Gaza
nato nel 345 a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) e morto nel 420 a Gaza, in Palestina. Dopo 5 anni di vita eremitica nel deserto egiziano, si fece monaco nella Palestina meridionale, dove fu ordinato presbitero. Nel 395 venne consacrato vescovo di Gaza e si impegnò a fondo per la diffusione del cristianesimo, intervenendo al Sinodo di Lydda. È ricordato per la sua austerità e anche perchè ebbe il dono di operare miracoli.

ROMEO di Lucca carmelitano, morto nel 1380, patrono di Lucca.

I santi del giorno del 1 febbraio

1 Feb

 ANDREA Carlo Ferrari
nato il 13 agosto 1850 a Lalatta di Palanzano, in provincia di Parma. Ordinato sacerdote nel 1873, venne consacrato vescovo di Guastalla nel 1890. L’anno seguente fu trasferito a Como e nel 1894 venne creato cardinale e assegnato all’arcidiocesi di Milano, dove svolse una intensa attività pastorale, curando in modo particolare l’educazione della gioventù, interessandosi di attività sociali e benefiche. Promotore della fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Compagnia di San Paolo, è stato anche l’ideatore dell’Opera Cardinal Ferrari, sorta dopo la sua morte, opera di assistenza e beneficenza con lo scopo di unire le iniziative cattoliche milanesi con fini sociali ed elevare le classi lavoratrici, materialmente e moralmente. Molto amato dal popolo, quando si ammalò e fu costretto a letto, per molti giorni ci fu una processione interminabile di fedeli, da ogni parte della grande diocesi, per vederlo e riceverne la benedizione. È morto il 2 febbraio 1921.

ANDREA Conti da Segni
nato ad Anagni nel 1240 e morto a Frosinone nel 1302. Francescano, condusse vita di austera penitenza e rifiutò il titolo di cardinale offertogli da Bonifacio VIII. È stato beatificato nel 1724 da Innocenzo XIII.

BRIGIDA di Fiesole vergine martire.

BRIGIDA di Kildare o BRIGITTA,
vergine irlandese nata a Leinster, presso Dundalk nel 452. Una delle donne più famose del tempo, legata da una stretta amicizia con il vescovo Patrizio, abbracciò la vita religiosa e la leggenda dice che visse in una cella ai piedi di una quercia, nella località dove più tardi fondò il monastero di Kildare, chiamato Chiesa della Quercia, del quale divenne badessa,  centro per l’evangelizzazione per tutta l’Irlanda. Morì nel 525 e fu sepolta a Downpatrich, con i santi Columba e Patrizio, formando quella che venne chiamata la “triade taumaturgica dell’Irlanda“. È chiamata seconda patrona della nazione.

CECILIO vescovo martire.

EMILIO di Lucca duca di Lucca, martire.

GIOVANNA F. Michelotti
Giovanna Francesca, detta “VANNA”, morta nel 1888.

IGNAZIO di Antiochia
nato forse in Siria verso l’anno 50, detto Teoforo, che significa “portatore di Dio”, uno dei Padri Apostolici e primi Dottori della Chiesa. Verso il 66 fu creato vescovo di Antiochia da Pietro apostolo come successore di Evodio. Arrestato sotto Traiano e condotto a Roma, venne condannato “ad bestias” e subì il martirio esposto alle fiere, del quale si posseggono gli Atti, dopo il 107. Con il suo nome abbiamo 6 stupende lettere che rappresentano il culmine della concezione cristologica dei Padri della Chiesa, scritte durante il viaggio verso Roma e dirette alle comunità dell’Asia Minore, più una indirizzata a Policarpo, vescovo di Smirne(v), tutte molto importanti per l’organizzazione gerarchica delle Chiese. Partito da Antiochia, toccando Filadelfia d’Asia, Smirne e Troade, sbarcò a Neapoli(porto di Filippi in Macedonia), per immettersi sulla Via Egnazia verso Durazzo e poi da Brindisi, seguendo la Via Appia Traiana, passò per la Puglia, arrivando fino a Roma. Le pagine più belle di questa raccolta, sono quelle nelle quali Ignazio, condotto al supplizio, cerca di rendere partecipi della sua gioia per l’incontro con il Signore, tutti gli altri fedeli. E a lui che si deve l’espressione “chiesa cattolica”, cioè “universale”.

INNOCENZA
vergine, vissuta a Rimini nel 4° secolo. Patrona di Vicenza e Rimini

ORSO di Aosta
presbitero incaricato di custodire e officiare le Sante Messe nella chiesa cimiteriale di San Pietro, situata fuori le mura della sua città, uomo semplice, dedito al lavoro e alla preghiera, forse martire nel 529. Protettore della città di Aosta, che gli ha dedicato la grande “Collegiata”, fondata nel 10° secolo dal vescovo Anselmo I, nella quale sono conservate le sue reliquie. Il culto di questo santo è molto diffuso fin dal 12° secolo in tutte le città del Piemonte ma anche oltreconfine e viene invocato contro le inondazioni.

SEVERO di Ravenna
laico sposato con una figlia, divenne il 12° vescovo di Ravenna, nel 4° secolo. Ultimo dei leggendari vescovi detti “colombini” perchè designati da una apparizione di una colomba sopra di loro, partecipò al Concilio di Sardica dal 342 al 343 del quale sottoscrisse i canoni e la lettera al papa Giulio I. Morì a Ravenna forse il 10 febbraio 348 e venne sepolto in Sant’Apollinare in Classe. Nell’842, le reliquie furono portate a Magonza da un monaco tedesco e poi a Erfurt, in Turingia, dove esiste ancora una chiesa dedicata a lui ed è molto venerato, anche in Romagna.

TORQUATO
vescovo di Saint-Trois-Chateaux, nel Delfinato in Francia.

VERDIANA
nata verso il 1178 a Castefiorentino, in provincia di Firenze. Dopo essere stata per qualche anno a servizio presso un ricco parente, a 30 anni si ritirò in clausura volontaria in una specie di cella dalla quale poteva comunicare con il mondo solo attraverso una finestrella. Vi rimase fino alla fine e dei suoi giorni, lasciando ai poveri tutto quello che le veniva portato. Tra le molte visite ricevette anche quella di Francesco d’Assisi. Morta il 1° febbraio 1242, è stata proclamata patrona di Castelfiorentino.

I santi del giorno del 19 gennaio

19 Gen

ABBONDANZA di Spoleto 
figlia di Esuperio e Sigismonda, fu affidata all’abate Maiolo nel monastero di San Marco, perchè ne curasse l’educazione. A 22 anni, accompagnata dalla madre, seguì l’abate in un pellegrinaggio in Terrasanta, durato 5 anni. Tornata in città, quando morì suo padre, impiegò l’eredità per aiutare i poveri e nella costruzione della chiesa di San Gregorio. È sepolta nella cattedrale di Spoleto e si narra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

ANDREA Grego  
nato a Peschiera del Garda nel 1400. Frate domenicano, nel convento di San Marco a Firenze, venne inviato in Valtellina, dove predicò per 45 anni e fondò un convento a Morbegno, nel quale morì nel 1485. Chiamato l’Apostolo della Valtellina, il suo culto è stato approvato da Pio VII, nel 1820.

BASSIANO di Lodi
o BASSANO, nato a Siracusa nel 320 figlio del prefetto romano della città. Dopo aver studiato a Roma fu ordinato sacerdote a Ravenna ed è il primo vescovo storicamente documentato di Laus Pompeia, l’antico nome di Lodi, dal 373 al 409. Partecipò al Concilio di Aquileia del settembre 381 e a quello di Milano del 390. Amico di sant’Ambrogio, lo assistè nelle ultime ore di vita terrena. A sei chilometri da Lodi, ai margini dell’abitato di Lodi Vecchio, l’antica Laus Pompeia rasa al suolo dal Barbarossa, sorge una cattedrale dedicata ai Dodici Apostoli, chiamata Basilica di San Bassiano, consacrata nel 378, proprio dal vescovo Bassiano assieme al confratello Ambrogio.

BEATRICE II d’Este   
nata verso il 1230, figlia di Azzo VII d’Este e di Giovanna di Puglia. Andata sposa a Galeazzo Manfredo, signore di Vicenza, dopo la morte del marito, nel 1254, entrò nel monastero benedettino di Santo Stefano della Rotta a Ferrara. Morta il 18 gennaio 1262, fu sepolta a Padova nella chiesa romanica di Santa Sofia, mentre ora le reliquie sono conservate nel Duomo d’Este.

CANUTO IV di Danimarca
detto il Santo, re di Danimarca, nato nel 1040, figlio di Sven II, al quale successe nel 1080. Profondamente religioso, volle moralizzare i costumi dei sudditi, colpendo con gravi pene quelli che non osservavano le prescrizioni ecclesiastiche, ottennendo così l’appoggio della Chiesa, alla quale concesse onori e privilegi. Ingrandì il regno con la conquista della Pomerania e i territori limitrofi. Ucciso nel 1086, assieme al fratello Valdemaro nella chiesa di Sant’Albano a Odense, sull’isola di Fionia(Fyn), fu proclamato santo nel 1101 durante il pontificato di Pasquale II ed è il patrono della Danimarca dove, nel 14° secolo, gli è stata dedicata una chiesa a Odense.

ENRICO di Uppsala
nato verso il 1100 in Inghilterra, arrivò in Svezia e dove nel 1153 divenne vescovo di Uppsala. Recatosi anche in Finlandia ad annunciare il Vangelo, verso il 1156 fu ucciso da un contadino che aveva scomunicato. Sulla sua tomba si dice siano avvenuti miracoli. Patrono della Finlandia.

GENNARO martire in Africa, assieme a Germana, Geronzio e Pia.

GERMANA martire in Africa, assieme a Pia e compagni

GERONZIO martire in Africa assieme a Pia, Saturnino, Successo e altri compagni.

MACARIO il grande. Ricordato anche il 15 gennaio.

MARIO di Persia
di origine persiana, martire a Roma sulla Via Cornelia, nel 270, assieme alla moglie Marta(v.) e due figli. Furono sepolti nel cimitero “Ad Nymphas”.

MARTA di Persia 
moglie di un nobile persiano di nome Mario(v.). Si convertirono entrambi al cristianesimo, vendettero i loro beni e andarono a Roma per assistere i cristiani perseguitati. Scoperti e denunciati nel 270, furono condannati a morte e mentre Mario subì la decapitazione, Marta venne affogata.

PIA    
è commemorata assieme a un gruppo di africani, Gennaro, Germana, Geronzio, Saturnino e altri, martiri forse sotto Diocleziano.

SATURNINO   
martire in Africa con Gennaro, Geronzio, Germana, Giulio, Paolo e Pia.

SUCCESSO    
martire in Africa assieme a Germana, Pia e molti altri compagni di fede, durante la persecuzione di Decio(249-251).

VALDEMARO martire 
fratello del re di Danimarca Canuto IV, il santo, con il quale aveva diviso il regno, venne ucciso assieme a lui nella chiesa di Sant’Albano a Odense, sull’isola danese di Fionia (Fyn), nel 1086.

I santi del giorno del 6 gennaio

6 Gen

ANDREA Corsini
nato nel 1301 da una illustre famiglia fiorentina, dopo una intensa vita di divertimenti mondani, si convertì alla fede ed entrò fra i Carmelitani di stretta osservanza. Dopo l’ordinazione sacerdotale e un periodo di studi a Parigi, nel 1349 fu nominato vescovo di Fiesole, lavorò alla riforma ecclesiastica della diocesi e si occupò dei poveri, malati e feriti, che erano molti, in quella triste epoca di guerre ed epidemie. Legato Pontificio a Bologna, nel 1368, svolse intensa opera di pacificazione fra le fazioni in lotta. Morì a Fiesole il 6 gennaio 1373 e fu canonizzato nel 1629, da Urbano VIII. Era commemorato il 6 gennaio, ma a Firenze la sua festa è il 4 febbraio.

BALDASSARRE
leggendario nome di uno dei Re Magi. Le presunte reliquie, conservate nella basilica di Sant’Eustorgio a Milano, furono trafugate per ordine di Federico Barbarossa e portate nella cattedrale di Colonia. Nell’Epifania 1904 una parte è stata restituita a Milano e sono custodite nel transetto di sinistra della stessa basilica di sant’Eustorgio.

GASPARE
o Gasparre, uno dei Re Magi, che secondo il Vangelo di Matteo, giunse dall’Oriente per adorare Gesù a Betlemme. Il suo nome, non è citato nei Vangeli, si ha soltanto attraverso una tradizione occidentale che risale forse al 5° secolo, secondo la quale era un sovrano dell’India.

GELTRUDE Vanosten o VILTRUDE, mistica olandese.

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MELANIO vescovo e confessore della fede.

MELCHIORRE  
uno dei re Magi, che, secondo la tradizione, seguendo la stella cometa, andò a rendere omaggio al “Bambin Gesù”.

MERINA vergine martire del 6° secolo.

PIER TOMMASO
religioso carmelitano francese, nato nel 1305 e morto a Cipro nel 1366. Nel 1353 iniziò la carriera diplomatica, ma poi, divenuto teologo di Innocenzo VI, venne incaricato di varie missioni a Milano, Genova, in Ungheria, Serbia e a Costantinopoli. Eletto arcivescovo di Creta e nel 1365 anche Patriarca di Costantinopoli, con la sua autorità favorì e propagò l’idea di una nuova crociata. Il culto è stato confermato da Paolo V, che lo ha beatificato verso il 1619 e poi da Urbano VIII(1623-1644), con la canonizzazione solenne.

RAFFAELLA di Cordova
Raffaella Maria Porras y Ayllon, nata il 1° marzo 1850 a Pedro-Abad, presso Cordova in Spagna. Nonostante la sua condizione sociale fosse agiata, non si lasciò attirare dalla vita mondana, si dedicò all’assistenza degli ammalati più poveri, nel 1874 si fece suora e l’anno dopo fondò l’istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, per l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, che approvato nel 1894 da Leone XIII. Con grande umiltà diede poi le dimissioni da superiora e visse nel servizio di semplice suora fino alla morte, il 6 gennaio 1925.

TELESFORO martire in Africa.

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