Tag Archives: badessa

I santi del giorno del 21 luglio

21 Lug

AGOSTINO Fangi beato, morto nel 1493.

ALBERICO Criscitelli beato morto nel 1900.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles (v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

COSTANTINO abate
discepolo successore di Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, morto verso il 560.

DANIELE profeta
il 4° dei profeti maggiori ebrei, vissuto nel 6° secolo a.C., citato tra i deportati in Babilonia nel 606. La sua vita è documentata dal libro biblico detto Libro di Daniele, la cui stesura gli è attribuita, ma risulta invece, scritto tra il 167 e il 164 a.C., durante la persecuzione di Antioco IV Epifane e la rivolta dei Maccabei. Trascorse la giovinezza presso il re Nabucodonosor, durante l’esilio babilonese dove, per non contaminarsi con le vivande e i vini del re, si cibò solo di legumi e acqua e in cambio ebbe da Dio sapienza, intelligenza e capacità di interpretare visioni e sogni. Tenuto in grande considerazione per queste facoltà profetiche che ebbe modo di manifestare interpretando i misteriosi sogni del re, riuscì anche a uscire illeso per due volte dalla fossa dei leoni, dove era stato gettato per istigazione dei suoi nemici. Il popolo allora riconobbe che possedeva lo spirito di Dio, fu rivestito con abiti di porpora, gli venne messa al collo una catena d’oro e tenuto in gran conto anche dal re persiano Ciro, che lo nominò suo ministro. Questo libro, comunque, non rappresenta più la vera corrente profetica, non contiene cioè la predicazione di un profeta mandato da Dio in missione presso i suoi contemporanei, ma è stato scritto e composto da un autore che inaugura il genere apocalittico preparato dal profeta Ezechiele. Alla sua morte fu sepolto nella città di Susa, capitale della storica regione di Elam.

ELIO martire nel 310.

GIULIA di Troyes
ancora molto giovane, venne fatta prigioniera a Troyes (v) da Claudio, un ufficiale barbaro, che la fece sua schiava. Quando però costui venne a sapere che era cristiana, la trattò con rispetto e prima di partire per la guerra, le chiese di pregare per lui, perché tutto gli andasse bene. Tornato vittorioso, fu molto gentile e premuroso e quando Giulia, in seguito a una visione di Cristo in sogno, decise di tornare a Troyes, volle accompagnarla per proteggerla. Appena arrivati, l’imperatore Aureliano li fece arrestare perché cristiani, torturare e poi decapitare, nel 272.

LORENZO da Brindisi
nato a Brindisi il 22 luglio 1559, battezzato Giulio Cesare, quando a 16 anni rimase orfano, si fece frate cappuccino prendendo il nome di Lorenzo. Molto intelligente e dotato di una straordinaria attitudine per lo studio delle lingue e delle Sacre Scritture, nel 1602 venne nominato Provinciale del suo ordine e poi Superiore generale. Grande predicatore, iniziò il suo apostolato in Italia, predicando per la conversione degli Ebrei e percorse poi tutta l’Europa, difendendo la dottrina cattolica contro eretici, musulmani e protestanti, poi il papa Clemente VIII lo inviò in Germania per attuare la riforma dell’ordine. Fondatore di diversi monasteri, a Praga, Vienna e Gorizia, è morto il 22 luglio 1619 a Belem, presso Lisbona, durante una delle numerose missioni diplomatiche. Tra gli scritti sono da ricordare la Explanatio in Genesium, una delle migliori opere esegetiche del tempo, e Oratoria, una raccolta di 658 sermoni. Canonizzato da Leone XIII nel 1881, è stato poi proclamato dottore della Chiesa, nel 1959 da Giovanni XXIII.

NILDE martire vissuta nel 7° secolo.

PRASSEDE
la leggenda la dice figlia del nobile Pudente e sorella di Pudenziana. Consacratasi a Dio e ai poveri, morì martire a Roma nel 164 e venne sepolta in “spelunca”, nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria. All’antica chiesa di Santa Prassede già ricordata fin dal 5° secolo, edificata sull’alto colle Esquilino, fu legato un titolo cardinalizio. In questa chiesa, ricostruita nell’822 da Pasquale I sono conservate le reliquie delle due sorelle e nella navata centrale esiste un disco di porfido che indica dove si trovava la cisterna nella quale Prassede nascondeva i corpi dei martiri. La chiesa è nota anche per la cappella di San Zenone, in stile bizantino e per i mosaici del 9° secolo.

PUDENZIANA di Roma o PUDENZIA
sorella di Prassede, martire a Roma nel 164, fu sepolta “in spelunca”, nelle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria, assieme alla sorella. A Roma esiste una chiesa dedicata a Santa Prassede, adornata da celebri mosaici, nella quale sono conservate le presunte reliquie delle due sorelle.

VITTORE di Marsiglia
secondo una tradizione consolidata, era un ufficiale romano di guarnigione a Marsiglia, che subì il martirio perché si rifiutò di fare sacrifici e di offrire incenso agli dei pagani. Decapitato nel 290, il corpo fu gettato in mare, ma tornato a riva, venne raccolto e sepolto cristianamente. Nel 5° secolo, Cassiano, patriarca di Costantinopoli espulso dalla città, approdò a Marsiglia ed eresse un monastero sul sepolcro di Vittore, in seguito però sembra che le reliquie siano state trasferite a Parigi nell’abbazia di Saint-Victor.

I santi del giorno del 16 luglio

16 Lug

CARMELO – CARMELA
non sono santi, ma nella Sacra Scrittura si celebra la bellezza del Monte Carmelo, dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede d’Israele nel Dio vivente. Questo monte, alto 650 metri, che sorge a ovest di Nazareth, nel 12 secolo diventò rifugio di alcuni pellegrini giunti in Palestina con la prima crociata e qui fondarono l’Ordine della “Madonna del Carmelo”, monaci dediti a vita contemplativa, sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio. Questa festa che si celebra il 16 luglio, giorno dell’apparizione della Vergine a Simone Stock(v), è stata istituita nel 14° secolo e poi estesa a tutto il mondo nel 1726, da Benedetto XIII. Anche CARMEN e CARMINE, sono originati sempre da Carmelo.

ELERIO di Jersey
figlio di un nobile pagano di Tongres (oggi Tongeren in Belgio), venne affidato al maestro Cuniberto, che era cristiano. Battezzato da adulto, dall’abate Marculfo, visse a lungo sull’isola anglo-normanna di Jersey, nel canale della Manica, dove si era ritirato a vita eremitica. Rimasto ucciso durante una scorreria di pirati, un discepolo ne riportò il corpo a Beaubec, in Normandia.

ELVIRA di Ohren
nata a Treviri (Trier), in Germania. Vissuta tra l’11° e il 12° secolo, badessa del monastero di Ohren.

EUSTAZIO di Antiochia
nato nel 260 in Anatolia (v), divenne patriarca di Antiochia nel 323, dopo essere stato vescovo di Berea di Siria. Partecipò al Concilio di Nicea del 325, deciso sostenitore dei canoni antiariani e del principio della divinità, consustanzialità, del Verbo e la sua completa distinzione dal Padre. Nel 330 venne deposto ed esiliato a Side, in Panfilia(v), dove morì nel 337 circa. Dei numerosi scritti apologetici, sono rimasti solo pochi frammenti e un trattato contro Origene.

MADDALENA Maria Postel badessa di San Salvatore.

RUTH della Bibbia
la sua è una storia raccontata in uno dei più commoventi libri della Bibbia, il Libro di Ruth, che invece di riassumerlo consigliamo di leggere per intero. Tuttavia, Ruth è il biblico nome di una donna di Moab, moglie di Chilion, figlio di Noemi di Betlemme. Rimasta vedova, partì con la suocera che tornava a Betlemme, dove trovò un nuovo marito, di nome Booz, ricco agricoltore di Gerusalemme, figlio di Salomone e di Raab. Con lui ebbe un figlio, Obed, che sarà il padre di Iesse, che a sua volta sarà il padre di Davide, dalla cui discendenza nascerà Gesù, il Salvatore.

VALENTINO di Treviri vescovo martire in Germania nel 4° secolo.

VITALIANO di Capua vescovo di Capua e patrono di Catanzaro.

I santi del giorno del 13 luglio

13 Lug

ANACLETO I papa
di origine greca, convertito dall’apostolo Pietro, divenne suo collaboratore e fu il 3° papa della storia, eletto alla morte di Lino, nel 76. Il 24 agosto del 79, durante il suo pontificato, avvenne la spaventosa eruzione del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei. Qualche anno prima anche Gerusalemme era stata distrutta, e per questo motivo i cristiani credettero che la fine del mondo fosse vicina e pertanto anche il ritorno di Gesù Cristo Per allontanare dal popolo questa prospettiva apocalittica, l’anno seguente l’imperatore Tito inaugurò il Colosseo(anfiteatro Flavio), con grandi feste e giochi spettacolari. Anacleto subì il martirio nell’88 sotto il crudele Domiziano, fratello e successore di Tito. Agostino, Eusebio e Ireneo, lo citano indifferentemente, sia come Cleto che come Anacleto. Come CLETO la festa è il 26 aprile.

CLELIA Barbieri
nata il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna. Dopo essere stata giovane catechista parrocchiale, all’età di circa vent’anni  radunò attorno a se un gruppo di ragazze che, dopo la sua morte, il 13 luglio 1870, furono chiamate Suore Minime dell’Addolorata. La sua vita di umiltà nella povertà è stata tutta dedicata all’educazione religiosa dei giovani. Giovanni Paolo II l’ha canonizzata il 9 aprile 1989 e l’anno seguente è stata anche nominata patrona dei catechisti dell’Emilia Romagna.

ENRICO II il Santo
nato il 6 maggio 973 ad Abbach, presso Ratisbona, in Baviera, nel 995 fu il successore del padre come duca di Baviera. Nel 1002, alla morte di Ottone III, venne eletto re di Germania e due anni dopo si fece incoronare anche re d’Italia a Pavia. Nel 1013 sconfisse Arduino d’Ivrea e l’anno seguente ricevette la corona imperiale a Roma da Benedetto VIII, il quale dietro la sua insistenza, prescrisse la recita del Credo nelle Messe delle domeniche e feste principali. Combatté contro Boleslao I di Polonia che gli contendeva la Boemia e promosse la cristianizzazione dell’Europa orientale. Ritenendosi responsabile della fede dei sudditi, esercitò un severo controllo sui costumi del clero e favorì il monachesimo, mantenendo però la supremazia dello Stato sulla Chiesa. Nel 1006 fondò la diocesi di Bamberga e fece costruire la cattedrale consacrata da Benedetto VIII nel 1020. Sostenne la riforma cluniacense, fondò altre diocesi, dotò di beni vari monasteri e donò alla cattedrale di Basilea un altare d’oro, che oggi si trova nel museo di Cluny. Tornò nuovamente in Italia nel 1021 per una spedizione in Puglia contro i Bizantini, ma si ammalò e sulla via del ritorno fu portato a Montecassino dove, secondo la leggenda, guarì miracolosamente pregando sulla tomba di san Benedetto. Rimase tuttavia storpio per il resto dei suoi giorni, fino alla morte che avvenne a Bamberga il 13 luglio 1024. Secondo una tradizione, prima di morire avrebbe affermato che il matrimonio con Cunegonda era stato senza figli, perché avevano fatto voto di castità, ma di questo mancano prove storiche. Forse per il suo aperto appoggio concesso al papato, secondo autorevoli fonti, fu canonizzato da Eugenio III nel 1146 e nel 1200 fu raggiunto nel canone dei santi anche dalla moglie.

ERNESTO di Hobenstein conte martire in Svevia (v).

ESDRA
sacerdote ebreo discendente di Aronne, scriba “abile nella Legge di Mosè”, incaricato degli affari giudaici alla corte di Artaserse, re di Persia. Venne inviato a Gerusalemme verso il 458 a.C. con un mandato che gli dava facoltà d’imporre la Legge di Mosè, riconosciuta come legge del re, affidando a magistrati e giudici l’amministrazione della giustizia. Fece inoltre ricostruire Gerusalemme e ristabilire la gerarchia sacerdotale. Alla Festa delle Capanne, celebrata il 1° giorno del 7° mese, che sancì la nascita del giudaismo, fu incaricato, di leggere e spiegare la Legge di Dio, che il popolo si impegnò solennemente a osservare. Per questa sua opera è considerato anche come un secondo Mosè.

EUGENIO di Cartagine
Unnerico re dei Vandali, nel 481 permise ai cristiani di Cartagine di eleggere un vescovo, essendo la sede vacante fin dal 457. La scelta cadde su Eugenio, che però venne esiliato in Mauretania (v), dopo l’assemblea dei vescovi ariani e cattolici, indetta dal re nel 484 e conclusasi senza cedimenti da parte dei cattolici all’arianesimo  Richiamato nel 487, venne nuovamente bandito dopo il 496 e definitivamente esiliato in Aquitania(v), dove fondò il monastero di Sant’Amaranto, nei pressi di Albì e dove morì nel 505.

GIOELE profeta
2° dei profeti minori dell’A.T., esercitò la missione nel regno di Giuda, prima del tempo di Alessandro Magno, nel 4° secolo a.C. Nel libro che abbiamo di lui nella Bibbia, si possono ammirare la maestà dell’espressione e la gravità delle sentenze. Nella seconda parte è annunciata la vittoria definitiva di Dio e l’effusione dello Spirito Santo, che avrà luogo all’epoca del Messia e per questo è chiamato “profeta della Pentecoste”.

JACOPO da Varagine
Giacomo da Varazze, dove è nato nel 1228. Monaco, scrittore e agiografo domenicano, arcivescovo di Genova dal 1292, riuscì con la sua grande pazienza a comporre molte discordie locali. Autore di numerose opere sacre in latino, tra le quali primeggia la famosa Legenda Aurea. È morto a Genova nel 1298.

MANNO
monaco vissuto in Umbria, tra l’11° e il 12° secolo. La sua tomba si trova a Bettona, nei dintorni di Perugia, nella cripta della chiesetta di San Manno, che in origine era una tomba etrusca.

PATERNIANO (NIANO)
fervido predicatore nella regione delle Marche e 1° vescovo certo della città di Fano, vissuto tra il 275 e il 360 circa. Dopo la sua prima sepoltura sulla Via Flaminia in una chiesa andata poi distrutta, oggi è ricordato nella cinquecentesca Basilica di San Paterniano ed è il patrono della sua città.

SARA di Libia
badessa in un monastero libico nel 4° secolo. Tentata per anni da un demonio, non pregò per esserne liberata, ma per avere la forza di vincerlo.

SILA o SILVANO
è chiamato Sila negli Atti degli Apostoli, Silvano nelle lettere di san Paolo. Compagno di missione di Paolo, Barnaba e Giuda detto Barsabba, tutti inviati dagli stessi apostoli e dagli anziani, a portare una lettera di chiarimenti e incoraggiamenti alla comunità di Antiochia. In seguito viaggiò ancora molto, sempre assieme a Paolo e fu anche in prigione con lui a Filippi, dove un miracoloso terremoto, aprì loro le porte del carcere. Ebbe problemi anche con i Giudei a Tessalonica e Berea, tanto che fu costretto a lasciare queste città. Partecipò alla fondazione della Chiesa di Corinto e infine fu a Roma, come discepolo-segretario di san Pietro.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 13 maggio

13 Mag

AGNESE di Poitiers
prima badessa del monastero di Santa Croce, fondato a Poitiers, in Francia, dalla regina Radegonda, nel 6° secolo.

ARGENTINA o ARGENTEA, martire.

EMMA vergine martire.

GEMMA Galgani
nata il 12 marzo 1878 a Camigliano, frazione di Capannori, in provincia di Lucca, ebbe una buona educazione cristiana dai genitori, che però morirono presto, lasciandola orfana senza risorse. Divenuta così la madre dei suoi 7 fratelli e sorelle, passò attraverso molte traversie finché venne accolta per carità dalla famiglia Giannini di Lucca che divenne testimone degli straordinari doni che lei ricevette dal Signore. Tentò varie volte di farsi religiosa ma la salute non glielo permise. Ebbe frequenti estasi e mostrò una particolare devozione a Gesù crocifisso per cui venne chiamata la “santa della passione di Gesù”. Segnata dalle stigmate, le sue esperienze mistiche sono testimoniate da un ricco epistolario autobiografico e nei colloqui delle estasi raccolti da vari testimoni. Si racconta che aveva anche il dono di parlare spesso con il suo angelo custode. Morta a Lucca l’11 aprile 1903, è stata canonizzata da Pio XII, nel 1940.

GHERARDO di Villamagna
di Villamagna, in Abruzzo, cavaliere di Gerusalemme, morto nel 1245.

GIULIANA di Norwich
nata in Inghilterra nel 1342, si fece monaca benedettina e visse come una eremita presso la chiesa di San Giuliano a Norwich, nella contea di Norfolk. Si conosce poco della sua vita, tranne quello che lei scrisse nelle ‘Sedici rivelazioni dell’amore divino’, un’opera basata sulle rivelazioni ricevute in vent’anni di meditazione e preghiera. Morta nel 1423, il suo culto viene accettato anche se è stata beatificata in modo informale.

GLICERIA di Tongres
santa martire del Belgio. (Tongeren)

MADDALENA Alberici
Maria Maddalena, nata a Como, entrò in un convento di Brunate che osservava la regola degli Eremiti Agostiniani. Sulla sua vita si raccontano fatti straordinari, perché sembra abbia avuto il carisma di operare miracoli, per dar da mangiare ai poveri che bussavano alla porta del convento, dove è morta il 13 maggio 1465.

NATALE di Milano
43° vescovo di Milano. Il suo episcopato, che durò solo 14 mesi, sembra sia da collocare negli anni 750-751 quando fece iniziare la costruzione della Chiesa di San Giorgio al Palazzo, dove poi fu sepolto. Avversario degli Ariani, la tradizione lo ricorda come un uomo di vasta cultura.

ONESIMO di Efeso vescovo martire.

ROLANDA di Gerpinnes
santa di Gerpinnes, nell’Hainaut (Belgio).

SERVAZIO di Tongres
di origine armena, dopo essere stato ordinato sacerdote a Gerusalemme, venne inviato a Tongres, tra Maastricht e Liegi, dove la sede vescovile era vacante da 7 anni e fu acclamato vescovo dal clero e dal popolo riuniti in preghiera. Presenziò al sinodo di Rimini del 395, ma quando gli Unni stavano per invadere le sue terre, corse a Roma a invocare aiuto. Una leggenda dice che gli apparve in sogno san Pietro, il quale gli avrebbe donato una chiave d’argento con la quale, tornato alla sua diocesi, riuscì a fermare gli invasori. Morì a Maastricht in odore di santità per i numerosi miracoli a lui attribuiti che fecero fiorire un intenso pellegrinaggio sulla sua tomba, anche da parte di personaggi molto famosi, da Carlomagno a Carlo V. Viene festeggiato. anche con il diminutivo tronco, VAZIO.

UBERTO Andrea Fournet
nato nel villaggio di Perusse, presso Poitiers, il 6 dicembre 1752, in una famiglia agiata molto devota. Sentì presto la vocazione al sacerdozio e quando fu ordinato, divenne prima vicario in un paese vicino, dov’era parroco un fratello di suo padre e poi parroco egli stesso come successore di un altro zio, nella parrocchia di San Pietro a Maillé. Durante la rivoluzione francese fu cacciato dalla parrocchia e dovette rifugiarsi in Spagna, ma tornò e riuscì a celebrare segretamente la Messa e ad amministrare i Sacramenti. Quando finalmente tornò la pace, assieme a Giovanna Bichier des Ages, fondò la Congregazione delle Figlie della Croce e per occuparsi al meglio di questa istituzione, nel 1820 si dimise da parroco e si trasferì nella casa principale della nuova congregazione a La Puye, vicino a Poitiers, dove morì il 13 maggio 1834.

I santi del giorno del 12 maggio

12 Mag

ACHILLEO di Roma
martire nel 304 sotto Diocleziano. Secondo la tradizione tramandata da Damaso I, che scrisse un elogio in suo onore, assieme a Nereo era un soldato addetto al tribunale che, convertitosi al cristianesimo, abbandonò il servizio militare e per questo venne condannato a morte e decapitato. Il suo sepolcro è conservato nelle catacombe di Domitilla, sulla Via Ardeatina, ed è onorato anche in una basilica costruita presso le terme di Caracalla. Un’altra fonte dice invece che i due martiri sono sepolti sulla Via Appia Antica, dove sorge la basilica dei Santi Nereo e Achilleo eretta tra il 390 e il 395.

CATERINA di Cardogna beata morta nel 1377.

DOMITILLA martire nel 304 sotto Diocleziano, assieme ad Achilleo, Nereo e Nicomede.

EPIFANIO di Salamina nato verso il 315 a Besando, in Palestina. Uno dei più eminenti Padri della Chiesa, nel 367 divenne prima vescovo di Costanza, l’antica Salamina, città greca sulla costa orientale dell’isola di Cipro e poi Metropolita. Polemizzò violentemente contro gli apollinaristi e gli origenisti, intervenendo nello scisma che divideva la Chiesa di Antiochia, in favore del vescovo Paolino e spinto dallo zelo andò anche a Costantinopoli per combattere la presunta eresia di Origene. Morì nel viaggio di ritorno nel 403, lasciando importanti scritti dogmatici in lingua greca molto utili per la conoscenza della Chiesa di quel tempo: Ancoratus, Sulle dodici gemme e Panarion, nel quale sono enunciate e confutate circa 80 eresie. 

GERMANO
nato nel 634, figlio del patrizio Giustiniano, che era stato messo a morte da Costantino IV. Eletto vescovo di Cizico, combatté il monotelismo e poi, quando nel 715 venne eletto patriarca di Costantinopoli, fu l’animatore della resistenza all’iconoclastia, difendendo energicamente il culto delle acre immagini. Per questa ragione, nel 730 l’imperatore d’Oriente Leone III, l’Isaurico , lo depose dalla carica. È morto il 12 maggio 732 lasciando un trattato teologico, uno scritto storico e 9 omelie. Nella Chiesa Ortodossa è celebrato il 12 maggio, in quella Cattolica, il 6 luglio.

IMELDA Lambertini
nata a Bologna nel 1320, entrò ancora bambina, nel convento domenicano di Valdipietra, presso Bologna. Morì il 12 maggio 1333, a soli 13 anni, subito dopo aver ricevuto la prima Comunione.

LEOPOLDO di Orvieto
frate minore francescano, nato nel 1732 a Gaiche, frazione del comune di Piegaro, in provincia di Perugia, morto nel 1815.

LEOPOLDO di Castelnuovo
Bogdan Mandic, nato il 12 maggio 1866 a Castelnuovo, in Dalmazia. All’età di 18 anni entrò tra i cappuccini a Venezia, prese il nome di frate Leopoldo e per 45 anni passò da un monastero all’altro, come confessore, particolarmente dei sacerdoti, restando nel confessionale anche 15 ore al giorno. Ebbe come doni straordinari profezia, capacità di leggere nel pensiero e anche le stigmate di Gesù. è morto a Padova il 30 luglio 1942.

NEREO
soldato romano martire con il compagno Achilleo, forse nel 304. Le notizie storiche sono state desunte dall’epigrafe marmorea posta dal papa Damaso I sulla tomba nelle catacombe di Domitilla, i cui frammenti sono poi stati posti nella nuova basilica dei Santi Nereo e Achilleo, sull’Appia Antica. Sono onorati anche in una basilica nei pressi delle terme di Caracalla.

NICOMEDE di Roma
martire del 1° secolo con Achilleo e Nereo.

PANCRAZIO di Frigia nato verso il 290. Secondo una passio poco chiara, avrebbe subito il martirio, a Roma sotto Diocleziano, il 12 maggio 304. Il suo culto è antichissimo, a Roma, ma anche in Francia e Inghilterra. Sul luogo della sua sepoltura, nel cimitero di Ottavilla, al 2° miglio della Via Aurelia, papa Simmaco fece costruire una basilica in suo onore, dotata del titolo cardinalizio.

RICTRUDE di Tournai
badessa, morta in Fiandra nel 688. Madre di un sant’Eusebio, quando rimase vedova si fece monaca prendendo il velo da Amando, vescovo di Maastricht e poi fondò il monastero di Marchiennes, presso Tournai, in Belgio, del quale fu superiora per quarant’anni.

ROSSANA di Bretagna ROXANA
nobile badessa vissuta nel 12° secolo in Bretagna, antica regione francese, nella penisola omonima, tra l’Atlantico e il canale della Manica.

SILVESTRO II papa 
 Gerberto di Aurillac, nato nel 945 in Alvernia, da una famiglia di umili condizioni, poté comunque formarsi una vasta cultura nelle scuole spagnole di Vigo e Cordova, dove studiò matematica e astronomia. Giunto alla corte pontificia nel 970, Giovanni XIII lo nominò abate di Bobbio, dove nel 983, fondò una scuola di studi cristiani, divenuta famosa in tutta Europa. Nel 998 divenne arcivescovo di Ravenna per volere dell’imperatore Ottone III, il quale un anno dopo lo impose al pontificato con il nome di Silvestro II. Il merito principale del suo breve papato fu quello di aver dato un forte impulso all’evangelizzazione dei popoli slavi: in Polonia tenne a battesimo la Chiesa cattolica fondando l’arcivescovado di Gniezno, mentre in Ungheria favorì la nascita della chiesa e dello stato magiaro, incoronando, nel Natale del 1000, il re Stefano I, futuro santo. Nel 1001 fu costretto a lasciare Roma per una rivolta fomentata dalla potente famiglia Crescenzi contro Ottone III e si rifugiò a Todi con lui. Morto l’imperatore, poté tornare alla sua sede, ma solo a prezzo di un umiliante compromesso. Morì il 12 maggio 1003 e venne sepolto in Laterano.

I santi del giorno del 4 maggio

4 Mag

ADA di Le Mans
forse originaria di Soissons, in Francia, passò a Le Mans invitata dal vescovo Innocenzo, prima del 553 e divenne badessa nel monastero di Santa Maria, alla periferia della città. Le reliquie conservate nella cattedrale insieme con quelle di san Giuliano, sono state profanate dai calvinisti francesi 
(Ugonotti), nel 16° secolo.

CIRIACO
vescovo martire sotto Giuliano l’Apostata. Patrono di Ancona, le reliquie sono conservate nella cripta del Duomo che in origine era dedicato a San Lorenzo, ma che in seguito ha preso il nome del martire San Ciriaco.

FLORIANO di Lorch
nato a Zieselmauer, presso Vienna verso la fine del 3° secolo. Battezzato ed educato cristianamente, servì per alcuni anni come ufficiale dell’esercito romano e poi divenne cancelliere del governatore della città di Lauriacum (oggi Lorch), capitale della provincia del Norico. Arrestato nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano assieme ad altri 40 fedeli che aveva cercato di aiutare a fuggire, fu condotto in catene davanti al proconsole Aquilino. Essendosi rifiutato di offrire sacrifici agli dei romani e di rinnegare la sua fede, fu imprigionato, torturato, flagellato e poi, con una macina da mulino al collo, gettato nel fiume Enns presso Linz, in Austria. In seguito il suo corpo recuperato dai fedeli, fu sepolto cristianamente da una vedova di nome Valeria. Nell’8° secolo sul luogo della sua sepoltura, furono edificati il monastero di San Floriano e una chiesa divenuta la Collegiata Agostiniana, dedicata al suo nome. Recenti scavi hanno permesso di rinvenire i resti degli altri 40 martiri per i quali aveva sacrificato la vita e le sue reliquie ora sono custodite in una chiesa di Cracovia. È un santo molto popolare in Austria, Baviera e Polonia, invocato contro le inondazioni e gli incendi. È venerato anche in Italia, a Brunico in Alto Adige e a Illegio, presso Tolmezzo in Carnia.

PORFIRIO di Camerino prete martire a Camerino, nelle Marche

SACERDOTE di Limoges vescovo martire.

SENESIO di Lucca martire a Lucca nel 9° secolo.

SILVANO di Gaza
vescovo di Gaza in Giudea, condannato ai lavori forzati nelle miniere. Per anzianità e malattie, fu esonerato dal lavoro e trascorse così un lungo periodo in carcere. Subì il martirio nel 310, sotto Massimino II Daia, assieme ad altri 39 cristiani.

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

TONINA diminutivo di ANTONINA, martire assieme al soldato Alessandro.

VENERIO di Milano o VENIERO
discepolo prediletto di sant’Ambrogio, vescovo di Milano dal 400, successore di Simpliciano. Combattè i pagani e si adoperò, con scarso successo, per la riabilitazione del patriarca di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Morì nel 408, durante l’invasione dei Visigoti di Alarico I

I santi del giorno del 15 gennaio

15 Gen

ARNOLDO Janssen   
nato in Germania nel 1837, pur essendo di famiglia povera, riuscì a entrare in seminario e divenne insegnante. Ordinato sacerdote nella diocesi di Mùnster, dopo alcuni incontri con Daniele Comboni(v.), fu chiamato a dirigere un seminario fondato recentemente in Olanda. Negli anni dal 1886 al 1889, fondò due congregazioni, una maschile e una di suore di clausura che guidò per un trentennio pur tra molte difficoltà causate dalla politica anticattolica del governo tedesco. Beato dei Verbiti, morto nel 1909, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2003.

COSMA di Gerusalemme
monaco greco, morto nel 760 circa. Fratello adottivo di Giovanni Damasceno, fu educato dal monaco italiano Cosma il Vecchio e verso il 743 venne eletto vescovo di Maiuma, presso Gaza, in Palestina. Gli sono state attribuite le composizioni di molti inni sacri.

EFISIO di Sardegna
guerriero, “il debellatore degli eretici”, martire in Sardegna, nelle vicinanze di Pula, nel 3° secolo. Patrono di Cagliari.

FERNANDO de’Capillas
Francesco Fernandes, frate domenicano di Valencia, inviato missionario nelle Filippine, dopo 10 anni di fruttoso apostolato, nel 1642 venne mandato anche in Cina. Assieme a Francisco Diaz, si stabilì nella regione di Fukien, operando nelle città di Fogan, Moyang e Tingten, ma in seguito alla feroce persecuzione anticristiana della dinastia tartara dei Manciù, 5 anni dopo venne arrestato mentre tornava da Fogan, dove aveva portato la Comunione a un ammalato. Portato in tribunale, maltrattato, insultato e torturato, fu posto in carcere, ma poi nuovamente torturato e flagellato, venne condannato a morte e decapitato l’anno seguente. La motivazione della condanna fu quella di aver sobillato il popolo, perché diffondeva una falsa dottrina religiosa, “il cristianesimo”. È stato proclamato santo domenica 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro a Roma durante la Messa giubilare presieduta da Sua Santità Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Calibita    
secondo la leggenda, era un giovane di nobili origini, il quale, fuggito dalla casa paterna, si fece religioso, non lontano da Costantinopoli. Tornato a casa, visse sconosciuto ai parenti in un tugurio, rivelandosi solo quando fu vicino alla morte. Il suo rifugio, in seguito, venne trasformato in una chiesa. Anche a Roma gli è stata dedicata una chiesa sull’Isola Tiberina.

IDA  
badessa irlandese, vissuta nel 6° secolo.

MACARIO il Grande 
originario dell’Alto Egitto, nato nel 300 circa e morto nel 390. Fattosi monaco, si ritirò a vita ascetica nel deserto di Scete, raccogliendo attorno a se molti proseliti e da quando fu ordinato sacerdote verso i quarant’anni, subì la persecuzione ariana. Viene comunemente identificato come il discepolo di Antonio abate e gli sono stati attribuiti numerosi scritti, tra i più importanti nella storia monastica e ascetica, tra i quali ben 56 omelie in greco.

MAURO di Glanfeuil 
nato nel 512 e morto nel 584, è stato tardivamente identificato con il discepolo di Benedetto da Norcia, menzionato da san Gregorio. Secondo la Vita scritta da Fausto da Montecassino, dopo aver seguito Benedetto a Subiaco e Montecassino, fu eletto abate e sarebbe andato in Gallia a fondare il monastero di Glanfeuil più tardi chiamato Saint-Maur-sur-Loire in suo onore. La sua vita è però così leggendaria che non si può sapere con certezza se sia stato questo Mauro a introdurre il monachesimo benedettino in Gallia, verso il 543. Sembra che le reliquie, portate a Parigi, siano in parte state distrutte dai sanculotti nel 1793. Queste poche note sono confermate da una specie di biografia del santo scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nel 9° secolo.

MAURO di Subiaco
nato all’inizio del 6° secolo, figlio del senatore romano Tertullo. Allievo prediletto di Benedetto da Norcia, nel monastero di Subiaco, era così obbediente al maestro che in un celebre episodio leggendario si racconta che, quando suo fratello Placido cadde nel lago e Benedetto gli ordinò di correre a salvarlo, Mauro corse subito, oltrepassò la riva, camminò sulle acque, prese il fratello per i capelli e lo portò in salvo. Quando nel 529 Benedetto andò a Montecassino, Mauro divenne il suo successore venendo poi nominato abate di Subiaco dove concluse la vita. Il Messale romano lo ricorda il 15 gennaio, l’Ordine benedettino lo celebra il 5 ottobre assieme al fratello Placido. È citato anche nei Dialoghi di Gregorio Magno ma forse è un doppione di Mauro di Glanfeuil.

MICHEA profeta   
giudeo, originario di Moreset, a ovest di Hebron(v). Sesto dei 12 profeti minori dell’A.T., ha vissuto la missione profetica sotto i re Acaz ed Ezechia, cioè prima e dopo la presa di Samaria del 721 a.C. e forse fino al 687. Contemporaneo dei profeti Osea e Isaia, non si sa però quasi nulla della sua vita, si conosce solo il suo stile, che essendo lui di origine campagnola, è di un linguaggio scarno, concreto e talvolta brutale, come si può intendere leggendo il piccolo libro della Bibbia che gli è attribuito. Celebre il suo oracolo su Betlemme, interpretato dall’evangelista Matteo come profezia sul luogo di nascita del Messia.

PAOLO di Tebe  
monaco egiziano. Secondo la leggendaria Vita Pauli scritta nel 249 da Girolamo di Stridone,  si sarebbe ritirato a vita eremitica per sfuggire alla persecuzione di Decio I. Visse in perfetta solitudine umana, ma in unione con Dio, per quasi un secolo nel deserto della Bassa Tebaide, Egitto del sud, dove ricevette anche la visita dell’abate Antonio il Grande. Morì a 113 anni verso il 342.

PLACIDO di Subiaco
secondo la testimonianza di Gregorio Magno, era figlio del patrizio romano Tertullo, affidato a Benedetto da Norcia ancora giovanissimo, nel monastero di Subiaco assieme al fratello Mauro. Particolarmente legato al suo maestro, nel 529 circa lo seguì a Montecassino, dove fu monaco esemplare. Sembra abbia subito il martirio a Subiaco, il 5 ottobre di un anno imprecisato.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

ROMEDIO di Thaur  
vissuto tra il 4° e il 5° secolo, conte di Thaur, borgo della valle del fiume Inn, presso Innsbruck. Una tradizione vuole che, tornando da un pellegrinaggio a Roma, si sia incontrato con il vescovo di Trento, che lo spinse a vita ascetica. Donati così gli averi e i propri terreni alla diocesi trentina e, in parte, a quella di Ausburg, in Baviera, si ritirò con due confratelli, Abramo e Davide, a Sanzeno nella valle di Non, in un luogo poco accessibile. Una leggenda narra che l’anacoreta in procinto di partire per Trento a visitare il vescovo, chiese a un confratello di sellargli il cavallo che pascolava poco lontano, il giovane obbedì, ma tornò spaventato dicendo che il cavallo era stato sbranato da un orso ! Romedio per nulla intimorito gli rispose: non preoccuparti, portami l’orso, senza paura e poi, ammansito l’animale, partì alla volta di Trento cavalcandolo. Quando morì, il 1° ottobre di un anno imprecisato (forse il 405 ?) le campane delle chiese trentine suonarono tutte assieme, senza che nessuno le avesse toccate. Nel 1120, i sui resti vennero portati in una cappella del santuario eretto su uno sperono roccioso, dove l’anacoreta era vissuto in povertà, preghiera e solitudine. Il culto si diffuse rapidamente, non solo nel Nord-Italia, ma anche in Germania e Ungheria. Festa anche il 1° ottobre, giorno della morte(dies natalis). Questo è ciò che viene narrato nella tradizione leggendaria, mentre sembra sia nato verso la metà del 6° secolo e pertanto non abbia mai potuto incontrare il vescovo Vigilio, ma sicuramente uno dei suoi successori.

SECONDINA di Igel   
DINA, martire nei pressi di Igel, nella Gallia belgica, assieme a Tarcisia.

TARCISIA di Igel  martire in Gallia, assieme a Secondina.

 

I santi del giorno 12 gennaio

12 Gen

ALFREDO
abate cistercense, vissuto nel 12° secolo

ANTONIO MARIA Pucci
nato a Poggiolo, presso Firenze, il 16 aprile 1819. Entrato nei Serviti a 18 anni, nel 1843 fu ordinato sacerdote e inviato a Viareggio come vice parroco nella parrocchia di Sant’Andrea. Qui esercitò il ministero per tutto il resto della vita, venendo anche eletto Priore e Provinciale dell’Ordine dei Servi di Maria. Morto il 12 gennaio 1892, è stato proclamato santo da Giovanni XXIII nel 1962.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

BENEDETTO Biscop
nato nel 628, in Irlanda. Dopo il servizio militare, si fece monaco in un monastero benedettino inglese, fondò le abbazie di Jarrow e di Wearmouth, nella contea di Durham e andò 6 volte a Roma a piedi, per testimoniare la sua fede, ma anche per studiare le regole monastiche che reggevano i conventi visitati per via. Nel 668, passando per la Francia, si fermò anche 2 anni nel monastero benedettino di Lerins. Con questi suoi frequenti viaggi, attraverso l’Europa, stabilì un legame tra la cristianità del continente e quella della Gran Bretagna e contribuì efficacemente alla conversione degli Irlandesi, che erano ancora quasi totalmente pagani. Morto nel monastero di Wearmouth nel 690, dopo una breve malattia, fu subito venerato come santo.

BERNARDO da Corleone
nato in provincia di Palermo, il 16 febbraio 1605. Battezzato con il nome di Filippo, quinto figlio di un ciabattino con un fratello sacerdote. Terziario francescano si dedicò alle opere di misericordia a favore di poveri e malati. Nel 1631 entrò tra i Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Bernardo, destinato al servizio di cuoco, servì con umile devozione i confratelli conducendo vita di carità e penitenza. Morì a Palermo il 12 gennaio 1667 in fama di santità, così da essere beatificato da Clemente XIII il 15 maggio 1768 e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, il 20 giugno 2001.

BONITO di Clermont
nato nel 623, nobile originario dell’Alvernia(v), divenne cancelliere di Sigeberto III, re di Austrasia. Nel 680 Pipino di Heristal gli affidò l’incarico di reggere la prefettura di Marsiglia e in tale veste vietò il commercio degli schiavi in tutta la regione, che era la più importante del regno. Quando nel 690 morì il fratello Avito, vescovo di Clermont, Bonito fu acclamato suo successore, ma il Concilio di Parigi del 614, aveva proibito questi passaggi di carica. Dopo aver rinunciato a favore del secondo candidato, andò pellegrino a Roma e nel 701 anche a Pavia. È morto nel 706, a Lione, per un attacco di gotta.

CASTOLO di Tivoli
martire nel 4° secolo, assieme a Modesto, Rogato e Zotico.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles(v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

EUTROPIO di Costantinopoli
lettore martire nel 406, assieme al sacerdote Tigrio.

MARGHERITA Bourgeoys
nata il 17 aprile 1620 a Troyes(v). Dopo aver tentato invano di entrare tra le Carmelitane, nel 1653 partì missionaria per il Canada con la professione di insegnante per i figli dei soldati francesi di stanza nel paese. Con l’aiuto di alcune ragazze volontarie venute dalla Francia, fondò a Montreal la prima congregazione di suore nata nell’America del Nord, le Suore di Notre-Dame. Grande educatrice, per continuare questa missione ha fondato ben sette scuole. È morta a Montreal il 12 gennaio 1700, ma è stata canonizzata solo il 31 ottobre 1982 da Giovanni Paolo II.

MODESTO di Tivoli
martire in Africa, assieme a Castolo, Rogato e Zotico.

NAZZARIO
monaco spagnolo martire.

ROGATO di Tivoli
martire del 4° secolo, assieme a Castolo, Modesto e Zotico.

TAZIANA di Roma
martire verso il 230, durante le persecuzioni di Alessandro Severo.

TIGRIO di Costantinopoli
presbitero nella Chiesa di Santa Sofia, sostenitore del vescovo Giovanni Crisostomo, subì torture sotto l’imperatore Arcadio Flavio insieme con il lettore Eutropio. In seguito venne anche esiliato in Mesopotamia(v), dove morì nel 406, dopo molte sofferenze.

VERONICA da Binasco
nata nel 1445 a Binasco in provincia di Milano, da una famiglia di agricoltori poveri, molto religiosi. A 22 anni si fece monaca, entrando tra le agostiniane di Santa Marta a Milano, dove fece la questuante per tutta la vita. In seguito a una visione della Vergine Maria, andò pellegrina a Roma, dove fu accolta dal papa Alessandro VI. Morì nel 1497 e venne sepolta a Binasco.

ZOTICO di Tivoli
martire assieme a Castolo, Modesto e Rogato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: