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I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

I santi del giorno del 26 maggio

26 Mag

ALVINO martire.

ANDREA Granchi 
nato a Pistoia nel 1335, di nobile famiglia, entrò nei domenicani nel 1351. Anche dopo essere stato eletto vescovo di Pistoia da Urbano VI, continuò a vestire l’abito talare domenicano e nel 1400 rinunciò alla sede vescovile e si ritirò in un convento. Morto il 26 maggio 1401, è stato beatificato nel 1921, da Benedetto XV.

CATERINA da Gambolò
terziaria francescana, vissuta in una comunità a Vigevano, discepola del beato domenicano Matteo Carreri. Modellò la sua esistenza seguendo l’esempio di santa Caterina da Siena. Morì nel 1516, a Vigevano dove venne sepolta nella Chiesa di San Pietro Martire.

ELEUTERIO papa
figlio di Abbondio, nato a Nicopoli nell’Epiro, Grecia, si trasferì a Roma. Divenuto diacono del papa Aniceto, nel 175, alla morte di Sotero, fu eletto al pontificato. Stabilì il primo regolamento conosciuto, relativo alla festa della Pasqua, da celebrare la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Durante il suo regno, che fu piuttosto tranquillo al tempo di Commodo, nel 177 accolse Ireneo latore di una lettera dei martiri di Lione, sul montanismo, che fu da lui condannato. Morì nel 189 e fu sepolto sul colle Vaticano accanto alle spoglie dell’apostolo Pietro. Anche se le circostanze della morte non sono ben conosciute, è venerato come martire.

ERACLIO di Todi
martire nel 251 assieme a Paolino e a Feliciano, uno dei primi vescovi di Foligno.

FELICISSIMO di Todi martire assieme a Eraclio e Paolino.

FILIPPO Neri 
nato a Firenze il 21 maggio 1515. Introdotto al commercio da uno zio che lo prese come collaboratore, a 18 anni rinunciò a questa carriera e andò a Roma a fare il precettore presso una famiglia, per mantenersi agli studi all’Università della Sapienza, presso gli Agostiniani. Ricevuti gli ordini sacri, prese a insegnare il catechismo alla gente per strada e a prendersi cura dei più poveri. Nel 1548 istituì la Confraternita della Santissima Trinità che fu chiamata dei pellegrini e dei convalescenti, in particolare per l’assistenza durante i giubilei. Solo nel 1551 fu ordinato sacerdote, iniziando, nel convitto di liberi preti di San Girolamo della Carità, l’istituzione della Congregazione dei preti dell’Oratorio, che nel 1575 venne ratificata con la Bolla Pontificia, e poi approvata da Paolo V, il 24 febbraio 1612 Vi si riunivano persone di varie condizioni, per pregare, ascoltare i sermoni di Filippo e cantare le lodi a Dio. La caratteristica particolare di questa confraternita era l’amore scambievole, la pratica delle opere di misericordia, sopratutto l’aiuto vicendevole e una vita spirituale nutrita dall’eucaristia con la comunione frequente. Era chiamato “Pippo il buono” e di lui sono rimasti leggendari il buon umore, il fervore mistico e gli atti d’amore a Dio e al prossimo. Morto a Roma il 25 maggio 1595, beatificato da Paolo V verso il 1610 è compatrono di Roma, assieme a san Pietro.

LAMBERTO di Vence beato.

MARIA ANNA de’Paredes o MARIANNA
prima santa della repubblica dell’Ecuador, nata a Quito nel 1614. Dedita fin da giovane all’esercizio della pietà e della mortificazione, fece voto di verginità, prendendo il nome di Maria Anna di Gesù. Vistosi poi negato il permesso di entrare in un ordine religioso, si chiuse in una stanza della sua casa e qui visse in preghiera, digiuno e penitenza fino alla morte, impetrata per salvare i concittadini, nelle calamità, terremoti ed epidemie. Morta nel 1645, venne subito onorata come il ”Giglio di Quito”, ma è stata canonizzata solo nel 1950, durante il Giubileo, da Pio XII.

PAOLINO di Todi
martire a Todi nel 251, assieme a molti compagni di fede, tra i quali Eraclio e il vescovo di Foligno, Feliciano.

PARDO di Larino
le notizie storiche sulla vita di questo santo sono poche e non facilmente controllabili. Secondo uno storico del 18° secolo G. B. Polidori, Pardo visse nel 3° secolo e fu vescovo in Grecia. Causa forti contrasti all’interno della comunità, fu costretto ad allontanarsi dalla sua città e rifugiarsi a Roma, dove venne accolto dal papa Cornelio (251-253), che lo inviò a Lucera in Puglia, dove esisteva una fiorente comunità di greci convertiti al cristianesimo. Là fece costruire due chiese e un monastero, nel quale rimase fino alla morte. Nel 9° secolo i Saraceni sbarcati sulle coste adriatiche, invasero e distrussero l’entroterra, compresa la città di Larino e ne dispersero gli abitanti superstiti. Dalla vicina Puglia i devoti dei santi martiri Larinesi, Primiano, Firmiano e Casto, avendone constatato lo stato di abbandono, portarono con loro le reliquie dei primi due nella città di Lesina, della quale furono dichiarati patroni. Quando i superstiti abitanti di Larino tornarono alle loro case, decisero di riprendersi le reliquie dei loro martiri, ma, forse scoraggiati dalla resistenza degli abitanti di Lesina, girovagando per le campagne di Lucera, trovarono il sepolcro del vescovo Pardo. Senza indugio ne raccolsero i resti e il 26 maggio 842, li portarono in città su di un carro trainato da buoi. Ogni anno il 26 maggio a Larino si svolge una grande processione in costume con carri addobbati di fiori per celebrare l’ingresso del loro protettore e patrono, ricordato, con un busto in argento cesellato, nell’aula capitolare del Duomo.

PRISCO di Auxerre 
martire in Francia, nel 273, sotto l’imperatore Aureliano, assieme a molti compagni.

QUADRATO 
il più antico apologista cristiano, vissuto nella prima metà del 2° secolo. Discepolo degli Apostoli, scrisse e presentò all’imperatore Adriano, di passaggio in Asia, un’Apologia del Cristianesimo, il cui tema era la dimostrazione della divinità di Gesù, attraverso l’esposizione dei suoi miracoli. A però noi ne sono giunti solo pochi frammenti.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

I santi del giorno del 12 maggio

12 Mag

ACHILLEO di Roma
martire nel 304 sotto Diocleziano. Secondo la tradizione tramandata da Damaso I, che scrisse un elogio in suo onore, assieme a Nereo era un soldato addetto al tribunale che, convertitosi al cristianesimo, abbandonò il servizio militare e per questo venne condannato a morte e decapitato. Il suo sepolcro è conservato nelle catacombe di Domitilla, sulla Via Ardeatina, ed è onorato anche in una basilica costruita presso le terme di Caracalla. Un’altra fonte dice invece che i due martiri sono sepolti sulla Via Appia Antica, dove sorge la basilica dei Santi Nereo e Achilleo eretta tra il 390 e il 395.

CATERINA di Cardogna beata morta nel 1377.

DOMITILLA martire nel 304 sotto Diocleziano, assieme ad Achilleo, Nereo e Nicomede.

EPIFANIO di Salamina nato verso il 315 a Besando, in Palestina. Uno dei più eminenti Padri della Chiesa, nel 367 divenne prima vescovo di Costanza, l’antica Salamina, città greca sulla costa orientale dell’isola di Cipro e poi Metropolita. Polemizzò violentemente contro gli apollinaristi e gli origenisti, intervenendo nello scisma che divideva la Chiesa di Antiochia, in favore del vescovo Paolino e spinto dallo zelo andò anche a Costantinopoli per combattere la presunta eresia di Origene. Morì nel viaggio di ritorno nel 403, lasciando importanti scritti dogmatici in lingua greca molto utili per la conoscenza della Chiesa di quel tempo: Ancoratus, Sulle dodici gemme e Panarion, nel quale sono enunciate e confutate circa 80 eresie. 

GERMANO
nato nel 634, figlio del patrizio Giustiniano, che era stato messo a morte da Costantino IV. Eletto vescovo di Cizico, combatté il monotelismo e poi, quando nel 715 venne eletto patriarca di Costantinopoli, fu l’animatore della resistenza all’iconoclastia, difendendo energicamente il culto delle acre immagini. Per questa ragione, nel 730 l’imperatore d’Oriente Leone III, l’Isaurico , lo depose dalla carica. È morto il 12 maggio 732 lasciando un trattato teologico, uno scritto storico e 9 omelie. Nella Chiesa Ortodossa è celebrato il 12 maggio, in quella Cattolica, il 6 luglio.

IMELDA Lambertini
nata a Bologna nel 1320, entrò ancora bambina, nel convento domenicano di Valdipietra, presso Bologna. Morì il 12 maggio 1333, a soli 13 anni, subito dopo aver ricevuto la prima Comunione.

LEOPOLDO di Orvieto
frate minore francescano, nato nel 1732 a Gaiche, frazione del comune di Piegaro, in provincia di Perugia, morto nel 1815.

LEOPOLDO di Castelnuovo
Bogdan Mandic, nato il 12 maggio 1866 a Castelnuovo, in Dalmazia. All’età di 18 anni entrò tra i cappuccini a Venezia, prese il nome di frate Leopoldo e per 45 anni passò da un monastero all’altro, come confessore, particolarmente dei sacerdoti, restando nel confessionale anche 15 ore al giorno. Ebbe come doni straordinari profezia, capacità di leggere nel pensiero e anche le stigmate di Gesù. è morto a Padova il 30 luglio 1942.

NEREO
soldato romano martire con il compagno Achilleo, forse nel 304. Le notizie storiche sono state desunte dall’epigrafe marmorea posta dal papa Damaso I sulla tomba nelle catacombe di Domitilla, i cui frammenti sono poi stati posti nella nuova basilica dei Santi Nereo e Achilleo, sull’Appia Antica. Sono onorati anche in una basilica nei pressi delle terme di Caracalla.

NICOMEDE di Roma
martire del 1° secolo con Achilleo e Nereo.

PANCRAZIO di Frigia nato verso il 290. Secondo una passio poco chiara, avrebbe subito il martirio, a Roma sotto Diocleziano, il 12 maggio 304. Il suo culto è antichissimo, a Roma, ma anche in Francia e Inghilterra. Sul luogo della sua sepoltura, nel cimitero di Ottavilla, al 2° miglio della Via Aurelia, papa Simmaco fece costruire una basilica in suo onore, dotata del titolo cardinalizio.

RICTRUDE di Tournai
badessa, morta in Fiandra nel 688. Madre di un sant’Eusebio, quando rimase vedova si fece monaca prendendo il velo da Amando, vescovo di Maastricht e poi fondò il monastero di Marchiennes, presso Tournai, in Belgio, del quale fu superiora per quarant’anni.

ROSSANA di Bretagna ROXANA
nobile badessa vissuta nel 12° secolo in Bretagna, antica regione francese, nella penisola omonima, tra l’Atlantico e il canale della Manica.

SILVESTRO II papa 
 Gerberto di Aurillac, nato nel 945 in Alvernia, da una famiglia di umili condizioni, poté comunque formarsi una vasta cultura nelle scuole spagnole di Vigo e Cordova, dove studiò matematica e astronomia. Giunto alla corte pontificia nel 970, Giovanni XIII lo nominò abate di Bobbio, dove nel 983, fondò una scuola di studi cristiani, divenuta famosa in tutta Europa. Nel 998 divenne arcivescovo di Ravenna per volere dell’imperatore Ottone III, il quale un anno dopo lo impose al pontificato con il nome di Silvestro II. Il merito principale del suo breve papato fu quello di aver dato un forte impulso all’evangelizzazione dei popoli slavi: in Polonia tenne a battesimo la Chiesa cattolica fondando l’arcivescovado di Gniezno, mentre in Ungheria favorì la nascita della chiesa e dello stato magiaro, incoronando, nel Natale del 1000, il re Stefano I, futuro santo. Nel 1001 fu costretto a lasciare Roma per una rivolta fomentata dalla potente famiglia Crescenzi contro Ottone III e si rifugiò a Todi con lui. Morto l’imperatore, poté tornare alla sua sede, ma solo a prezzo di un umiliante compromesso. Morì il 12 maggio 1003 e venne sepolto in Laterano.

I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

I santi del giorno del 27 aprile

27 Apr

ANTIMO di Nicomedia
vescovo martire in Bitinia sotto Massimiano nel 4° secolo.

CATERINA da Pallanza
nel 1454 si unì a un gruppo di donne che conducevano vita eremitica sul Sacro Monte di Varese, in solitudine e penitenza, secondo la regola di Sant’Agostino e sperimentò una singolare esperienza di comunione con Cristo crocefisso. È morta nel 1478.

ELISABETTA Vendramin
nata il 9 aprile 1790 a Bassano del Grappa. Dedicatasi all’assistenza di un gruppo di orfane, fondò le Suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova e aprì una prima “casa di educazione gratuita”, per ragazze povere e abbandonate. Molto scrupolosa nella formazione spirituale e professionale delle sue religiose, in linea con le necessità del tempo, tutta la sua vita è stata una continua opera di assistenza per il prossimo più bisognoso. È morta il 2 aprile 1860. Ricordata anche il 2 aprile.

GIULIANA
compagna di vita eremitica di Caterina da Pallanza, sul Sacro Monte di Varese, dove morì nel 1501. È stata un grande esempio di profonda umiltà.

ISABELLA di Todi
Isabella Clara Fornari, beata superiora delle Francescane di Todi, nel 18° secolo.

LIBERALE di Altino
una tradizione leggendaria del 10° secolo, lo dice discepolo del vescovo Eliodoro e suo coadiutore nell’opera di conversione di pagani e ariani. Fu anche lui vescovo di Altino, in provincia di Venezia e morì verso il 410 circa. Patrono di Castelfranco Veneto che gli ha dedicato il Duomo.

OSANNA di Cattaro beata di Cattaro, in Jugoslavia, morta nel 1565.

SIMEONE di Gerusalemme
figlio di Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus, forse parente di Gesù. Capo della comunità di Gerusalemme dal 62, dopo il martirio di Giacomo il Minore, come è scritto nella Storia ecclesiastica dello storico Eusebio di Cesarea, 2° vescovo della città, eletto all’unanimità dagli apostoli e discepoli ancora in vita. Il suo episcopato durò fino al 105 quando, secondo la tradizione, venne denunciato e subì il martirio, torturato per molti giorni e poi crocifisso all’età di 120 anni, sotto Attico, console della Giudea, al tempo dell’imperatore Ulpio Traiano. Ricordato anche il 18 febbraio.

TERTULLIANO o TULLIANO, vescovo di Bologna, morto nel 470.

UMBERTO vescovo.

ZITA di Lucca
nata nel 1218 a Monsagrati, frazione del comune di Pescaglia, in Toscana e morta a Lucca nel 1278. Dalla poverissima famiglia ebbe un‘educazione al senso del dovere e alla modestia, ma dall’età di 12 anni per tutta la vita, fu costretta a fare la domestica in casa dei signori Fatinelli a Lucca, dove si distinse per altruismo, sopportazione degli sgarbi degli altri servi e tanta mortificazione di se. Tutto quello che aveva lo donava ai poveri. Il suo culto, molto antico tanto da essere citato da Dante Alighieri (Divina Commedia 21° canto Inferno), è stato poi approvato verso il 1696 durante il pontificato di Innocenzo XII. È stata proclamata “celeste patrona” delle collaboratrici domestiche.

I santi del giorno del 17 aprile

17 Apr

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17.

ANTUSA di Costantinopoli vergine martire vissuta nell’8° secolo.

ARCANGELO di Gubbio, beato.

CATERINA Tekakwitha
nata nel 1656 nei pressi di Auriensville, nella regione che oggi è lo stato di New York, figlia di indiani pellirosse di etnia Mohawks. Siccome all’età di 4 anni contrasse il vaiolo che la lasciò sfigurata quasi cieca, fu abbandonata dalla famiglia. Per qualche anno visse presso uno zio e poi fuggì in Canada, in una missione indiana, vicino a Montreal, dove si dedicò alle cure dei poveri anziani e alla preghiera. Morta il 17 aprile 1680, chiamata il “giglio di Mohawk”, è stata beatificata da Giovanni Paolo II, nel 1980.

CHIARA (Gambacorta Tora)
nata a Pisa nel 1362, venne battezzata con il nome di Teodora. Sposata a soli 12 anni, dopo tre anni le morì il marito e cercò allora di farsi suora, entrando fra le Clarisse, ma fu molto ostacolata dal padre, governatore di Pisa, il quale  si oppose energicamente all’entrata in convento tenendola prigioniera per 5 mesi, sperando di convincerla a rinunciare alla vocazione. Potè prendere i voti con il nome di Chiara, soltanto grazie all’intervento di Caterina da Siena che, nel 1385, convinse il padre anche ad aiutarla a costruire un convento dove si praticò la regola domenicana. Morta nel 1419 è stata beatificata nel 1830 da Pio VIII.

GIACOMO da Cerqueto
santo morto nel 1366, chiamato anche JACOPO da Spoleto.

INNOCENZO di Tortona
vescovo di Tortona. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse, forse si può identificare con un Innocenzo presente al concilio romano del 372. Secondo la leggenda, sarebbe stato diacono del papa Silvestro I , il quale lo avrebbe inviato a predicare a Tortona, ma le date non coincidono.

ISIDORA martire nel 236 a Lentini, in provincia di Siracusa.

ROBERTO d’Alvernia
nato nel 1001, in Francia. Divenne canonico e tesoriere della chiesa di Saint-Julien a Brioude, in Alvernia, dove fondò un ospizio per i poveri. Dopo aver passato alcuni anni a Cluny, sotto l’abate Odilone, intraprese un pellegrinaggio, a Roma e Montecassino. Al ritorno si fece eremita sui monti della regione e la sua vita di santità attirò molti seguaci. Nel 1046 nacque così una comunità di 300 monaci nell’abbazia cluniacense detta La-Chaise-Dieu, Casa di Dio, presso Brioude. Morì nel 1067 e dopo soli 3 anni è stato canonizzato da Alessandro II.

RODOLFO di Berna martire di Berna, ucciso nel 1294.

STEFANO Harding
nato nel 1060, in Inghilterra in una famiglia ricca. Monaco nell’abbazia di Sherborne e poi viaggiò in Scozia, a Parigi e Roma. Assieme a Roberto di Molesmes, fondò il monastero di Citeaux, l’antica Cistercium e nel 1109 ne divenne il 3° abate. Durante il suo governo accolse il futuro san Bernardo e poi tra il 1113 e il 1115 fondò altre 4 abbazie in Francia, che furono dette “le 4 figlie di Citeaux”, a La Ferrè, Pontigny e Clairvaux, dando impulso e sviluppo all’Ordine Cistercense. Grande riformatore della vita monastica, è morto nel 1134.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 5 aprile

5 Apr

ALBERTO di Montecorvino
proveniente dalla Normandia, si trasferì con la famiglia, a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, dove venne nominato vescovo e dove morì nel 1127. Montecorvino è stata sede vescovile fino al 1433.

ASSUNTA – Maria ASSUNTA Pallotta, santa morta nel 1905.

EUTICHIO di Costantinopoli
nato nel 512. Nel 552 alla morte di Mena, fu il suo successore nel patriarcato e uno dei presidenti del Concilio Ecumenico del 553, svoltosi nella sua città. Morì nel 582 e venne onorato come santo sia in Oriente come a Venezia.

EVA di Liegi ricordata anche il 14 Marzo

EMELLO o DIDIMO martire in Galazia.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GIULIANA di Liegi
nata nel 1191 in Belgio, si fece suora agostiniana, allieva di suor Sapienza, alla quale successe come superiora nel convento di Mont-Cornillon nel 1230 circa. È conosciuta sopratutto come l’iniziatrice della festa del Corpus Domini, alla quale dedicò molte delle sue energie. Morì a Fosses, presso Charleroi, nel 1218.

IRENE di Tessalonica ricordata anche il 01 Aprile.

RINA di Maiorca
diminutivo di CATERINA de’ Thomas, religiosa agostiniana, nata nel 1533 a Valldemuzza, Maiorca. Condusse vita di meditazione nel monastero di Santa Maria Maddalena di Palma de Maiorca, dove fu canonicale e dove  morì nel 1574. E’ stata canonizzata da Pio XI, nel 1930.

VINCENZO Ferreri
Vicente Ferrer, nato a Valencia, in Spagna nel 1350, da una nobile famiglia. Nel 1367 entrò tra i Frati Domenicani, dove divenne maestro di teologia. Nel 1398, mentre era ricoverato per una grave malattia, obbedendo a una visione celeste, chiese e ottenne, una volta guarito, di dedicarsi alla predicazione. Per circa vent’anni viaggiò a cavallo di un asino invitando alla penitenza, sempre circondato da molte schiere di pellegrini. Con la sua predicazione popolare, missionaria, di tono apocalittico e la fama di taumaturgo accompagnata da numerosi prodigi, richiamò folle enormi, ottenendo molte conversioni, particolarmente tra i Giudei e i Mori spagnoli. Predicò anche in Francia, Piemonte e Lombardia, combattendo le eresie dei Catari e dei Valdesi. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes, in Francia e venne canonizzato nel 1458 da Pio II.

I santi del giorno del 24 marzo

24 Mar

AGAPITO di Synnada
vescovo di Synnada, in Frigia, nella prima metà del 4° secolo.

ALDEMARO (MARO)
monaco a Montecassino, abate di San Lorenzo di Capua, abbazia creata nel 982, è stato il fondatore di parecchi monasteri nell’Italia Meridionale.

ATTILIO di Cesarea martire a Cesarea di Palestina, intorno al 303, assieme a ROMOLO, SECONDO, SELEUCO, TIMOLAO e molti altri compagni di fede.

BERTA o BETRANDA
detta “la Pia”, madre di Carlomagno e poi moglie di Pipino il Breve, regina dei Franchi. Cantata dai poemi del ciclo carolingio (Berta dai gran pié), è morta nel 783 a Choisy-le-Roi, città a sud di Parigi, sulla Senna.

CATERINA di Svezia
nata nel 1332, seconda figlia di santa Brigida, alla quale dedicò tutta la sua vita. Sposatasi ancora bambina con il nobile Edgar, quando a 12 anni rimase vedova, si fece monaca entrando nelle “Brigidine”, l’ordine fondato dalla madre e la accompagnò a Roma nel 1349 per il Giubileo del ‘50. Vivendo a lungo in Italia, ebbe modo di conoscere anche Caterina da Siena. Nel 1373 riportò in patria la salma della madre e poi dietro invito di Gregorio XI, si occupò del processo della canonizzazione. In Svezia, divenne badessa nel monastero di Vadstena, dove morì il 24 marzo 1381. È venerata come santa anche senza  la canonizzazione ufficiale.

DINO martire sconosciuto.

FLAVIO di Brescia
vescovo della città, forse nel 2° secolo. Dal 1962, la sua festa è celebrata anche il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

GABRIELE arcangelo
dall’ebraico, “forza di Dio”, nome dell’arcangelo che annunziò a Zaccaria la nascita del figlio Giovanni, che sarà chiamato “il Battista”. Inviato da Dio ad annunciare a Maria Vergine il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù, il Salvatore promesso dai profeti. Nell’A.T aveva rivelato a Daniele il termine delle 70 settimane o anni, per il ritorno dei deportati da Babilonia e la restaurazione del regno di Gerusalemme, avendo dunque sempre il compito di annunciare buone notizie divine. Benedetto XV aveva fissato la celebrazione della sua festa il 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione a Maria, mentre ora è festeggiato il 29 settembre, assieme agli arcangeli Michele e Raffaele. È onorato dagli Israeliti come loro protettore e anche dai Musulmani, perchè, secondo la loro tradizione, il profeta Maometto avrebbe ricevuto da lui la rivelazione del Corano.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

PIMENIO di Roma
martire di Roma. Secondo la leggenda era un sacerdote del “titulus pastoris” e fu maestro di Donato, che divenne poi vescovo di Arezzo e di un altro martire romano di nome Crescenzio. Quando fu esiliato da Giuliano l’Apostata, che era un suo antico discepolo, andò in Persia, dove si ammalò e perdette la vista. Tornato a Roma, venne arrestato e gettato vivo nel Tevere.

SIMONINO di Trento
si chiamava Simone Unferdorben e secondo una tradizione leggendaria subì il martirio a Trento il 23 marzo 1465, Giovedì Santo, all’età di 18 mesi, ucciso dagli Ebrei. Dopo varie inchieste nei secoli, il culto è stato abrogato definitivamente il 28 ottobre 1965 dall’arcivescovo di Trento Antonio Maria Gottardi. È rimasto comunque ancora presente su alcuni calendari locali e ricordato in una cappella posta nella chiesa di San Pietro, a Trento.

I santi del giorno del 22 marzo

22 Mar

BASILISSA martire con la vergine CALLINICA.

BENVENUTO Scotivoli
nato ad Ancona, studiò diritto all’Università di Bologna avendo come insegnante Silvestro Gozzolini e poi seguì e professò la regola francescana. Amministratore di Osimo nel 1263, l’anno dopo ne fu eletto vescovo e nel 1367 ebbe, da Clemente IV, anche il governo civile della diocesi di Ancona e fu un accorto riformatore della disciplina ecclesiastica. Morto il 22 marzo 1282, è venerato come patrono di Osimo.

CATERINA da Genova
nata a Genova nel 1447, figlia del vicerè di Napoli, Giacomo Fieschi, venne avviata al matrimonio all’età di 16 anni con Giuliano Adorno, uomo superficiale e dissoluto. Dieci anni dopo, il 22 marzo 1473, si convertì dalla vita mondana in conseguenza di un’illuminazione interiore e dalla visione di Gesù grondante sangue. Dal 1482 si dedicò, assieme al marito, alla cura degli ammalati poveri dell’ospedale Pammatone di Genova, offrendo, con la sua opera sociale, un alto esempio di amore. Rimasta vedova nel 1497, si occupò dello studio della spiritualità cristiana, ebbe altissimi doni mistici e visioni descritte dal suo confessore nelle opere ‘Vita’, ‘Dialogo dell’amore di Dio’ e nel ‘Trattato del Purgatorio’. Curando gli ammalati contrasse la peste e quando fu guarita, tornò al suo servizio nell’ospedale. In seguito venne colpita da una infermità che ai medici del tempo sembrò di natura innaturale, fino alla morte, il 15 settembre 1510. Assieme a Ettore Vernazza è ritenuta l’iniziatrice di una associazione chiamata “Confraternita del Divino Amore”, formata prevalentemente da laici, per la cura e l’assistenza degli ammalati di sifilide che in quei tempi erano considerati incurabili. La canonizzazione risale al 1737, durante il pontificato di Clemente XII ed è stata poi proclamata compatrona degli ospedali italiani da Pio XII nel 1943. Sepolta a Genova in una chiesetta a lei dedicata, è molto venerata dai suoi concittadini.

CESARIO di Terracina
diacono martire nel 4° secolo a Terracina, in provincia di Latina, dove nel 1074, gli è stato consacrato il Duomo della città.

DEOGRATIAS  vescovo martire di Cartagine, nel 5° secolo.

EPAFRODITA
originario di Filippi, martire nel 1° secolo. Convertito da Paolo apostolo, venne poi inviato dalla sua comunità cristiana, a Roma, per portare a Paolo le collette raccolte per lui. Probabilmente fu il 1° vescovo di Terracina.

ISNARDO ricordato anche il 19 Marzo.

LEA o LIA di Roma
matrona romana del 4° secolo. Rimasta vedova in giovane età, rifiutò un secondo vantaggioso matrimonio con il futuro console Vezzio Pretestato e consacrò la sua vita a Dio, nella comunità monastica di Santa Marcella a Roma. Le sue virtù quotidiane, erano modestia e semplicità e quando venne eletta superiora, seppe assumersi la responsabilità, facendosi apprezzare e amare da tutti. Tutto questo è raccontato in una lettera di san Girolamo a Marcella, quando Lea era già morta il 22 marzo 384 e il corpo era stato sepolto a Ostia.

LINDA (HERLINDA) e NILDE di Maaseyk ricordate anche il 22 Gennaio

OTTAVIANO di Cartagine
arcidiacono martire in Tunisia assieme a molti compagni nel 484, durante la persecuzione di Unnerico, re dei Vandali.

PROBA di Roma
beata, discepola di Girolamo di Stridone, vissuta a Roma, nel 5° secolo.

ZACCARIA papa ricordato anche il  15 Marzo

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