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I santi del giorno del 31 agosto

31 Ago

ABBONDIO di Como
greco, originario di Salonicco, si stabilì in Italia e il 17 novembre 440 venne consacrato 4° vescovo di Como, successore di Amanzio, continuando l’opera di evangelizzazione del Ticino, iniziata dai suoi predecessori. Nel 450 Leone I lo inviò, come Legato pontificio, a Costantinopoli, dove rimase fino al 451, quando terminò la sua missione facendo accettare il documento pontificio a tutti i vescovi d’Oriente. Ottenne dall’imperatore Marciano e dal patriarca Anatolio, la condanna delle dottrine di Nestorio e di Eutiche, che fu ratificata dal Concilio di Calcedonia (v) dello stesso anno. Per questi successi ricevette una festosa accoglienza al ritorno. Divenuto poi anche predicatore nel Nord-Italia, tornò a Como dove morì nel giorno di Pasqua del 469, probabilmente il 2 aprile.

AIDANO di Iona
monaco scozzese, nato sull’isola di Iona e 1° abate di Lindisfarne. Vescovo e principale evangelizzatore del Northumberland, fece di questa regione il più grande centro di civilizzazione cristiana anglosassone tra il 7° e l’8° secolo. La sua attività apostolica, favorita dal re Osvaldo, ebbe come centro Lindisfarne e più tardi Holy Island, nel Mare del Nord. Morì a Bamborough, o Bamburg, in Scozia, nel 651.

ALBERTINA vergine martire.

AMATO di Nusco
di famiglia benestante, si fece sacerdote e nel 1048 divenne vescovo della sua città, in provincia di Avellino. Morì nel 1093 in grande povertà, perché nel frattempo aveva donato tutto quello che possedeva ai poveri della diocesi. A Nusco la festa è il 30 settembre.

ARISTIDE Marciano
filosofo ateniese del 2° secolo convertito al cristianesimo in seguito alla lettura delle Sacre Scritture. Autore di una delle più conosciute e antiche apologie della religione cristiana, indirizzata all’imperatore Adriano, per confutare le ingiuste accuse rivolte ai fedeli, l’Apologia per i Cristiani, il cui testo originale greco è stato rinvenuto solo nel 1889. La tradizione sostiene che morì martire.

CESIDIO
sacerdote martire a Trasacco, presso L’Aquila assieme al padre Rufino(v.). A loro è intitolata la principale chiesa di Trasacco.

GIUSEPPE d’Arimatea
nobile, ricco e molto stimato membro del Sinedrio(v.), seguace segreto di Gesù, ebbe una parte notevole in tutta la storia della Passione. Presente alla Crocifissione, portò a Pilato la notizia della morte di Gesù, ne chiese il corpo che avvolse, secondo la tradizione, nella Sindone, il lenzuolo funebre. Offrì la propria tomba nuova scavata nella roccia, dove, aiutato da Nicodemo, diede onorata sepoltura al Maestro. Menzionato in tutti 4 i vangeli, su di lui abbiamo un celebre apocrifo, secondo il quale, unitosi poi ai discepoli di Gesù, sarebbe morto a Gerusalemme, mentre, secondo una leggenda, avrebbe raccolto il sangue di Gesù nel calice dell’Ultima Cena, il santo Graal, portandolo in Occidente. In alcuni calendari è festeggiato anche il 31 agosto, assieme a Nicodemo.

LEDA martire.

LORENZO Nerucci beato, morto nel 1420.

OSORIO Gutierrez
figlio di nobili vicini alla famiglia reale spagnola. Da militare combatté contro i Musulmani e poi, quando rimase vedovo, fondò e dotò il monastero di Villanueva, nei dintorni di Valencia, in accordo con il vescovo Teodomiro. Nel 969 si ritirò in questo monastero, dove morì verso la fine del secolo, al termine di un lungo viaggio in Terrasanta.

OTTATO di Milevi
vescovo in Numidia (v), nel 4° secolo. Autore di un trattato polemico contro il vescovo Parmeiano, opera in 7 libri, basata su materiale documentario, che è il primo scritto cattolico contro il donatismo, precedente a quelli di Agostino d’Ippona.

OTTAVIANO vescovo.

PAOLINO di Treviri
vescovo in Germania, partecipò al Concilio di Arles nel 353, ma non avendo sottoscritto la condanna di Atanasio d’Alessandria, l’imperatore romano Costanzo II lo mandò in esilio in Frigia(v), dove morì nel 358.

RAIMONDO Nonnato
nato nel 1204 a Portella, nei pressi di Lerida in Catalogna. Orfano di madre poco dopo la nascita, nel 1220 entrò nell’Ordine della Beata Maria della Mercede, fondato da Raimondo di Penafort. Venne inviato in Africa dove si consacrò alla liberazione degli schiavi cristiani tramite il riscatto e quando non ebbe più danaro si offerse personalmente come ostaggio al posto degli schiavi stessi. Condannato a morte, subì molte torture e la perforazione delle labbra, ma la sentenza fu sospesa in attesa che dalla Spagna arrivasse Pietro Nolasco con il denaro per il riscatto. Dopo 8 mesi, quando nel 1239 venne liberato, fu creato cardinale da Gregorio IX. È morto il 31 agosto 1240 a Cardona, in Spagna.

ROBUSTIANO martire assieme a Marco.

VALA di Corbie
originario di Corbie sulla Somme, presso Amiens, in Francia. Parente di Carlomagno, venne in Italia e fu nominato abate di Bobbio, in provincia di Piacenza, dove morì nell’836.

I santi del giorno del 27 luglio

27 Lug

ARNALDO Umberto patrono dei barcaioli.

ASIA detto “medico”, martire ad Antiochia.

AURELIO di Cordova
martirizzato dai Saraceni a Cordova, assieme alla moglie Natalia.

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combatté il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CELIO
eremita cristiano del 1° secolo, vissuto in una grotta della Toscana.

ERMOLAO sacerdote anacoreta.

GIOCONDA di Nola martire assieme a Giulia.

LILIOSA (LILIANA)
anche GIGLIOLA, martire a Cordova, in Spagna. Con il marito Felice per alcuni anni praticò in segreto il cristianesimo sotto i Musulmani. Alla fine, però, vennero scoperti, imprigionati e uccisi nell’852, sotto il califfo Abd-el-Rahman II.

LORENZO di Milano santo morto nel 510.

MARIA MADDALENA
Maria Maddalena Martinengo, cappuccina, morta nel 1736.

MAURO di Bisceglie
vescovo martire a Bisceglie, in provincia di Bari.

NATALIA di Cordova
martire nell’852 a Cordova, in Spagna assieme al marito Aurelio, lasciando due figlie piccole, delle quali si prese cura un certo Eulogio che era presente alla loro esecuzione capitale. Questo racconto ci è stato tramandato sempre da Eulogio, il quale dice che assieme a loro subirono il martirio anche Liliosa (Liliana o Gigliola) e il marito Felice.

PANTALEONE di Nicomedia
secondo una tradizione, nacque nel 3° secolo in una famiglia agiata in Bitinia (v), da padre pagano e madre cristiana. Medico dell’imperatore Galerio, era molto apprezzato anche per una certa fama di guarigioni miracolose. La leggenda sostiene anche che non chiedeva alcun compenso per le sue prestazioni perché era stato convertito alla fede da un cristiano di nome Ermolao. Per questo fu arrestato e decapitato dopo molte torture, nel 305, nella capitale Nicomedia, sul Mar di Marmara. La sua fama di santità si diffuse anche in Occidente, in modo particolare a Venezia dove gli fu dedicata una chiesa. È venerato come uno dei patroni dei medici.

RAIMONDO Zanfogni
nato a Piacenza nel 1140. Detto Palmerio, faceva il calzolaio o ciabattino, ma alla domenica amava istruire nella fede i suoi compagni artigiani. Quando nel 1178 rimase vedovo, si consacrò al servizio dei poveri, andando loro incontro, cercando anche quelli che si vergognavano a chiedere l’elemosina e la sua opera ebbe un tale successo che ottenne dalle autorità un grande locale per ospitarli. Si mise allora alla testa di processioni di poveri attraversando la città con la croce sulle spalle divenendo, oltre che il portavoce, anche il loro difensore nei tribunali. Fece da paciere nelle liti fra Piacenza e Cremona e visitando i carcerati riuscì a ottenere anche qualche liberazione. Infine è ricordato anche perché creò delle opere per accogliere bambini abbandonati, pellegrini e stranieri. È morto in mezzo ai suoi poveri il 27 luglio 1200.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana (il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

SERGIO di Bisceglie martire in Puglia, con san Mauro.

VENERA di Sicilia santa patrona di Avola, provincia di Siracusa.

I santi del giorno del 3 luglio

3 Lug

ANATOLIO di Laodicea
nato ad Alessandria d’Egitto, nel 3° secolo. Celebrato per la sua cultura letteraria e scientifica, insegnò nella scuola di filosofia aristotelica della sua città. Dall 269 vescovo di Cesarea di Mauretania(v), mentre si trovava a Laodicea di Siria(oggi Latakia), la cui sede vescovile era vacante per la morte del suo compatriota e amico Eusebio, fu costretto ad accettare anche la carica vescovile di questa città. Di tutte le sue opere, una decina di libri, ci sono giunti solo pochi frammenti.

BERTRANDO di Parigi
nato a Isle-Jourdain, nei pressi di Tolosa, verso il 1050. Dopo essere stato arcidiacono a Parigi, divenne vescovo di Comminges, tra l’Armagnac e i Pirenei, oggi Saint-Bertrand-de’Comminges, dove morì nel 1123.

ELIODORO di Altino
originario della Dalmazia(v), nato nel 330 circa e morto verso i settant’anni. Lasciò il suo romitorio solo per partecipare al Concilio di Aquileia del settembre 381. Qui soggiornò a lungo e poi fu nominato vescovo di Altino, in provincia di Venezia.

FOCA di Sinope nel Ponto
martire nel 303 in Paflagonia(v), patrono di Francavilla di Calabria.

GERMANO di Durazzo martire di Durazzo(Durres), in Albania.

GIACINTO di Roma cameriere dell’imperatore Traiano, martire a Roma.

IRENEO di Chiusi martire in Toscana nel 3° secolo.

LEONE II papa
di origine siciliana, venne eletto il 17 agosto 682, dopo 19 mesi di sede vacante, per attendere la conferma dall’imperatore Costantino IV Pogonato. Nonostante il breve pontificato, riuscì a far accettare, nelle diverse province ecclesiastiche, le disposizioni del 3° Concilio ecumenico di Costantinopoli, tenutosi nel 680-681, che aveva condannato il monotelismo. Fece iniziare i lavori di restauro delle chiese di Santa Bibiana e San Giorgio al Velabro. Morì il 3 luglio 683 e fu sepolto in San Pietro.

MUSTIOLA di Chiusi
nobildonna martire in provincia di Siena, nel 3° secolo assieme a Ireneo.

RAIMONDO Lullo
nato nel 1232 a Palma di Maiorca, filosofo, teologo e mistico catalano, detto il “dottore illuminato”. Alchimista, spinto ad abbandonare la vita laica da una visione del Cristo crocifisso, nel 1265 lasciò la famiglia e si fece terziario francescano, lasciando parte dei suoi beni alla famiglia e distribuendo il resto ai poveri. Studiò filosofia, teologia, latino e arabo, per essere pronto alla missione alla quale si sentiva chiamato, cioè evangelizzare l’Africa. A tal fine fondò a Miramar di Maiorca, un convento per la preparazione dei missionari, con lo studio delle lingue orientali,  attaversò l’Europa alla ricerca di proseliti e sbarcò infine a Tunisi, dove la presa di contatto con l’Islam, si concluse con un lungo soggiorno in prigione. Liberato e tornato ancora in Africa a predicare la fede, fu di nuovo costretto a fuggire in Europa. Morì nei primi mesi del 1316, lapidato in un ennesimo tentativo a Burgia, presso Tunisi, oppure, secondo un’altra tradizione, sulla nave che lo trasportava, ferito, all’isola natale. Per l’originalità del pensiero è ritenuto una delle più interessanti figure di mistico medievale. Scrisse molte opere in prosa e in versi. L’importanza di Raimondo, notevole in vari campi data la sua mente enciclopedica, come seguace di Agostino divenne famoso per il pensiero filosofico, considerato importante strumento in difesa della fede. Le opere maggiori sono, Ars magna, del 1274 e Ars Inventiva del 1289.

TEODULO di Agauno
primo vescovo di Agauno o Agaune, nel Vallese, in Svizzera.

TOMMASO apostolo
uno dei 12 scelti da Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Giudeo, ma originario della Galilea, a volte è chiamato anche con il nome greco Didimo, che in aramaico vuol dire gemello. Il Vangelo di Giovanni lo ricorda tre volte: prima della risurrezione di Lazzaro, quando si dichiarò pronto a seguire Gesù fino alla morte, poi quando sentì parlare della dipartita del Maestro e intervenne chiedendogli  qual’ era la via per seguirlo e infine, non credendo agli altri apostoli che gli dicevano di aver visto Gesù risorto, quando affermò che si sarebbe convinto solo se ne avesse toccato il corpo con le sue mani, ma nel momento in cui Gesù apparve anche a lui, esclamò: “mio Signore e mio Dio “! Secondo la tradizione svolse il suo apostolato nelle regioni della Media, tra i Parti in Persia e fin nella lontana India, dove avrebbe fondato la Chiesa di Malabar, nella quale molti fedeli si dicono tuttora “cristiani di San Tommaso”. Qui subì il martirio e fu sepolto nei dintorni di Madras. Dal 6° secolo si ricorda la festa della traslazione del corpo il 3 luglio a Edessa. Dopo varie peripezie, le sue presunte ossa furono trasportate dall’isoletta di Chio, nell’Egeo, a Ortona presso Chieti, dove sono conservate nella Cattedrale della città, a lui intitolata fin dal 1258. Nel 1972 è stato dichiarato apostolo dell’India da Paolo VI. Molti scritti apocrifi portano il suo nome, tra i quali un vangelo copto.

I santi del giorno del 7 gennaio

7 Gen

BENIAMINO di Brescia martire.

CANUTO Lavard
nato nel 1096, duca di Schleswig, in Danimarca, assassinato il 7 gennaio 1131 a Cipro, durante un pellegrinaggio in Terrasanta e canonizzato come martire da Alessandro III, nel 1169. La sua morte aveva scatenato una guerra civile.

CARLO da Sezze
francescano laico, nato a Sezze, Latina, il 10 ottobre 1613. Visse per un trentennio in vari conventi, da Palestrina a Castelgandolfo, conducendo una santa vita, con visioni e rivelazioni mistiche, facendo il questuante e il cuoco. Ha lasciato vari scritti ascetici, editi e inediti, tra i quali è noto il “Trattato delle tre vie della meditazione”, del 1654. Morto a Roma il 6 gennaio 1670 nel convento di San Francesco a Ripa, è stato proclamato santo nel 1959 da Giovanni XXIII.

CLERO diacono martire.

CRISPINO di Pavia vescovo morto nel 466.

GIULIANO martire 
solo nel 1615 le sue ossa furono scoperte e vennero traslate a Cagliari, dove è molto venerato.

LUCIANO di Antiochia
sacerdote nato a Edessa di Siria, nel 235. Studiò retorica e filosofia e poi fondò una scuola cristiana ad Antiochia, nella quale insegnò esegesi biblica. Sembra abbia subito l’influsso dell’eretico Paolo di Samosata e per motivo sia stato privato della Comunione Eucaristica, ma si sarebbe riscattato con il martirio subito a Nicomedia il 7 gennaio 312, sotto Massimino II Daia, dopo un lungo periodo in carcere. Ha scritto un’apologia del cristianesimo ed è anche l’autore di un’accurata versione in greco dell’antico e nuovo Testamento, in seguito utilizzata anche da Girolamo di Stridone per la sua Vulgata(v).

NICETA 
nato nel 336 in Dacia(oggi Romania) e morto nel 415. Divenne vescovo di Remesiana, nell’odierna Serbia, fu amico di Paolino di Nola ed evangelizzò gran parte della regione danubiana centrale. Scrisse sei opuscoli di Istruzione ai catecumeni, opere di generi diversi e gli è attribuita anche la composizione del “Te Deum laudamus”.

RAIMONDO di Penafort
nato a Monjos, nel castello di Penafort, in Spagna nel 1175. Dopo aver studiato retorica e logica in patria e diritto a Bologna, dove fu anche insegnante, accettò l’invito del suo vescovo e si stabilì a Barcellona. Qui venne ordinato sacerdote e nel 1220 fu nominato canonico penitenziere e preposto del capitolo. Collaborò con Pietro Nolasco alla fondazione dell’Ordine della Beata Maria della Mercede e poi, all’età di 47 anni, entrò fra i Domenicani. Scelto dal papa Gregorio IX, che lo chiamò a Roma come confessore e cappellano penitenziere, nel 1238 venne eletto Generale dell’Ordine, ma dopo soli due anni rinunciò alla carica ritirandosi nel convento di Barcellona. È stato il più grande canonista del tempo e tra i suoi scritti è nota la Summa casuum, per l’amministrazione fruttuosa del Sacramento della penitenza, pubblicata nel 1234. Redasse nuove regole e fondò anche una scuola di lingue orientali, fu il promotore del dialogo con ebrei e maomettani, mettendo le sue capacità al servizio della conversione degli abitanti della Mauretania(v) e su incarico di Gregorio IX, compilò la raccolta delle fondamentali collezioni legislative chiamate Decretali. Morto a Barcellona il 6 gennaio 1275, i suoi funerali furono seguiti anche dai re di Castiglia e di Aragona. Chiamato anche MONDO.

RINALDO di Colonia
monaco nell’ abbazia benedettina di San Pantaleone a Colonia, dove svolse il lavoro di scalpellino. Morì verso il 960.

VALENTINO di Passau
vescovo di Passau in Baviera, nel 5° secolo. Grande evangelizzatore, è molto venerato nel Tirolo e a Termeno, in provincia di Bolzano, che gli ha dedicato una chiesa romanica con interno affrescato con storie della vita del Cristo, di san Valentino e di sant’Orsola.

VIRGINIA di Poitiers
pastorella della regione del Poitou, in Francia, patrona di Saint-Verge, nella diocesi di Poitiers, dove le è stata dedicata una chiesa.

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