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I santi del giorno del 30 agosto

30 Ago

ADAUTTO
martire del 3° secolo, morì con Felice a Roma e fu chiamato Adautto, dal latino Adauctus, che vuol dire “aggiunto”, perché i fedeli ne ignoravano il vero nome.

AGILO di Rebais
nato nel 583, monaco a Luxeuil-les Bains, discepolo di Colombano, convertì al cristianesimo la popolazione germanica dei Bavari. Nel 636 divenne il primo abate di Rebais, nei pressi di Parigi. Morì nel 650.

BONIFACIO di Adrumento
martire in Puglia. Marito di santa Tecla, originario di Adrumento, antica città fenicia in Africa presso Cartagine, sulle cui rovine fu costruita l’odierna città di Sousse (Susa), in Tunisia.

BONONIO di Lucedio
nativo di Lucedio, frazione di Trino Vercellese, è stato abate a Bologna ed è morto nel 1206.

EVA di Abitine
martire nel 304 ad Abitine, circa 80 chilometri da Cartagine, assieme a una cinquantina di altri cristiani. Dopo molte torture per far loro rinnegare la fede, furono decapitati tutti.

FANTINO di Calabria
monaco basiliano, chiamato popolarmente TINO. Dopo essere vissuto molto tempo sui monti tra Calabria e Lucania, divenne abate a Salonicco, dove si era rifugiato per il timore delle incursioni saracene e dove è morto nel 970.

FAUSTINA (TINA)
martire romana, venerata sulla Via Latina, senza notizie storiche.

FELICE di Roma
martire citato in una poesia di Damaso I, sepolto in una cripta del cimitero di Commodilla, sulla Via Ostiense.

FIACRIO o FIACRE
nato nel 610 e morto nel 670. Secondo la tradizione era un monaco irlandese di origine celtica stabilitosi  a Meaux in Gallia, dove fondò un monastero. Divenne famoso per alcune guarigioni ritenute miracolose ed è venerato sopratutto in Francia.

GAUDENZIA vergine martire a Roma.

GAUDENZIO senza storia.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

ILDEFONSO Schuster
Alfredo Ildefonso, nato a Roma nel 1880. Benedettino, dal 1918 abate di San Paolo fuori le Mura, nel 1929 venne nominato arcivescovo di Milano e poco dopo creato cardinale, da Pio XI. Ebbe una particolare attività politica, nel tentativo di resa, iniziato da Mussolini nell’aprile del 1945, con il Comitato di Liberazione dell’Alta Italia. È morto a Milano nel 1954.

LAURA Meozzi
nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da Alessandro e Angela Mazzoni, in una famiglia agiata e nobile. Compì gli studi di medicina a Roma, dove si era trasferita la famiglia e nel 1898 divenne suora salesiana. Lavorò sopratutto in Sicilia fino al 1921, quando venne scelta a capo delle prime missionarie in partenza per la Polonia dove, nonostante la grande povertà locale, riuscì ad aprire alloggi per i bambini abbandonati, scuole e laboratori. Dopo il 1938 le suore dovettero partire da Wilmo con un centinaio di ragazzi, su di un treno speciale per un viaggio durato ben 16 giorni. Alla fine della guerra, madre Laura ricominciò il lavoro nella Polonia distrutta, aprì 12 nuove case e poi, in un vecchio castello a Pogrzebien, fece rinascere anche il noviziato. Qui è morta il 30 agosto 1951.

MARGHERITA Ward beata.

PAMMACHIO di Roma
discepolo di Girolamo, fu uno dei capi del partito cristiano nel senato romano. Sposato con Paolina, figlia di Paola di Betlemme, alla morte della moglie, si consacrò alla vita ascetica e all’assistenza dei poveri. Nel 398 fondò lo Xenodochio di Porto Romano, presso le foci del Tevere e poi una basilica al colle Celio, chiamata dei Santi Giovanni e Paolo. Morì nel 410.

PIETRO di Trevi
per sottrarsi a un matrimonio impostogli dai genitori, andò fuggiasco a Tivoli, si fece eremita e pochi anni dopo, ricevette gli ordini minori. Predicatore itinerante, attraverso le regioni dell’Italia Centrale, è morto nel 1052 in un tugurio a Trevi nell’alta Valle dell’Aniene. È stato canonizzato nel 1215, da Innocenzo III.

TECLA d’ Este
sposa di Bonifacio, martire in Puglia. È patrona d’Este, provincia di Padova, dove i suoi resti sono conservati nel Duomo a lei intitolato

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I santi del giorno del 29 luglio

29 Lug

ANTONINO martire di Roma assieme a Flora e Lucilla.

BEATRICE (BICE) 
nativa di Roma, secondo una passio molto leggendaria sarebbe stata uccisa sotto Diocleziano, nel 302. Arrestata, imprigionata e poi strangolata dai servi di Lucrezio al quale era stata promessa in sposa, per aver sottratto al Tevere e dato loro sepoltura ai corpi dei suoi fratelli martiri, Simplicio e Faustino.

BENIAMINO martire.

BONIFACIO di Savoia
nato nel 1207 a Chateau-du-Saint-Helen-du-Lac, figlio del conte Tommaso I e di Margherita di Ginevra. Certosino, nel 1232 fu eletto vescovo di Belley, nei pressi dell’Abbazia di Altacomba, in Francia, ma nel 1241, per volontà della nipote, la regina Eleonora d’Inghilterra, venne nominato arcivescovo di Canterbury, consacrato a Lione 4 anni dopo da Innocenzo IV. Nel 1262 fu costretto in esilio in Francia, per contrasti con il re Enrico III e poté tornare in patria solo dopo 3 anni. Nel 1268 si ritirò nella Savoia, a Chateu-du-Saint-Helene-de-Milliers, dove morì nel 1270. Il culto è stato riconosciuto da Gregorio XVI nel 1838.

FAUSTINO martire   
martire assieme al fratello Simplicio, nel 305 circa. I loro cadaveri gettati nel Tevere, furono recuperati e sepolti cristianamente sulla Via Portuense, dalla sorella Beatrice. Sulla loro tomba venne costruita una chiesa.

FELICE II antipapa   
arcidiacono di Roma eletto nel 355 dal clero ariano romano, al posto del legittimo papa Liberio che l’imperatore Costanzo II aveva esiliato, ma che non aveva mai abdicato. Quando Liberio tornò, il senato romano inviò Felice in esilio, dove morì nel 365. Nel 1582, però, venne elevato agli onori degli altari da Gregorio XIII ed è il patrono di Monticello d’Alba, in provincia di Cuneo.

FLORA di Roma  
vergine martire insieme a Lucilla, Antonino, Eugenio e Teodoro, durante le persecuzioni dell’imperatore Gallieno I,(260-268).

FLORINDA di Roma
martire sotto Gallieno I, assieme a Lucilla e compagni.

LADISLAO I, il santo     
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LUCILLA di Roma martire con santa Flora, nel 3° secolo.

LUPO di Troyes  
vescovo, vissuto tra il 383 e il 478, salvò la città dall’invasione degli Unni di Attila.

MARTA di Betania    
nome aramaico della sorella di Lazzaro e di Maria. Ricevette il Signore come ospite, lo servì con delicatezza e con le sue preghiere, ottenne la risurrezione del fratello. La sua figura viene presa a modello della vita attiva, mentre la sorella rappresenterebbe la vita contemplativa. Patrona di cuochi, pellegrini e bisognosi, una tardiva tradizione dice che, fuggita da Betania assieme a Maria e Lazzaro, approdò a Marsiglia e si stabili a Tarascona, cittadina della quale è chiamata patrona.

MARTA Wang        
ragazza vietnamita, arrestata e decapitata assieme ai seminaristi e al vescovo ai quali portava alcune lettere. È stata canonizzata il 1° ottobre 2000 nell’anno del Giubileo, da Giovanni Paolo II.

OLAF II Haraldsson o OLAV, in italiano OLAO
Nato in Norvegia nel 955, dopo aver trascorso alcuni anni esule in Gran Bretagna, rientrò in patria e si fece proclamare re nel 1016, strappando il paese alla supremazia danese. Cacciato dal trono l’usurpatore Erik II, consolidò l’unità del regno e animato da uno spirito profondamente cristiano, portò a termine l’opera di cristianizzazione del paese già intrapresa da Olav I. Lottò a lungo contro i Danesi ma il loro re, Canuto il Grande, lo sconfisse prendendo il suo posto. Nel 1030 riuscì poi per breve tempo a riconquistare la corona, ma nello stesso anno fu nuovamente vinto e ucciso da Sven di Danimarca, figlio di Canuto, nella battaglia di Stiklestad. Nel 1031 era già chiamato santo ed eroe nazionale norvegese.

SERAFINA di Mamian martire francese

SIMPLICIO di Roma martire con i santi Beatrice e Faustino.

URBANO II papa 
Oddone di Lagery, nato a Chatillon-sur-Marne, in Francia verso il 1040. Benedettino, nel 1078 fu creato cardinale-vescovo di Ostia, dopo essere stato Legato pontificio di Gregorio VII in Francia e Germania. L’elezione al papato avvenne a Terracina, il 12 marzo 1088, ad opera dei cardinali contrari all’antipapa Clemente III che era stato designato dall’imperatore Enrico IV, dopo ben 6 mesi di tumulti tra le fazioni avversarie. Dovette rimanere però confinato sull’isola Tiberina fino a luglio, nell’attesa della fine degli scontri armati. Abile politico, si creò molti appoggi fra i potenti, in particolare ebbe l’aiuto dei Normanni, dopo essersi opposto a Enrico IV, che aveva occupato città e castelli della contessa Matilde di Canossa e stava invadendo anche la Toscana. Occupata Roma nel 1094, restaurò la disciplina ecclesiastica e scomunicò l’imperatore, l’antipapa Clemente III ed anche il re di Francia Filippo I, quest’ultimo per adulterio. Proseguì il programma del suo grande maestro Gregorio VII, rinnovando il divieto dell’investitura laica, la condanna della simonia e del matrimonio per gli ecclesiastici, sollecitando le iniziative dei vescovi favorevoli alla riforma della Chiesa. Ai primi di marzo del 1095 indisse un Concilio a Piacenza che ebbe una partecipazione internazionale con la presenza di 200 vescovi e circa 5000 sacerdoti francesi e italiani, più gli ambasciatori orientali. In quell’occasione progettò la prima crociata che si concretizzò nel mese di novembre con il Concilio di Clermont-Ferrand. Il 15 agosto 1096 un grande esercito composto da soldati di nazioni diverse e guidato da personalità famose come Goffredo di Buglione, mosse verso Gerusalemme. Dopo 3 durissimi anni di guerra e di assedio, finalmente il 15 luglio 1099, i crociati riuscirono a liberare il Santo Sepolcro e conquistare la città. Urbano però non poté assaporare la gioia di quella vittoria, perché morì due settimane dopo. Il culto è stato confermato da Leone XIII, che lo ha beatificato nel 1881.

I santi del giorno del 12 luglio

12 Lug

ARDUINO di Rimini morto nel 1009.

DACIA martire.

EPIFANA martire in Sicilia.

ERMAGORA di Aquileia
1° nel catalogo dei vescovi della città, vissuto nel 3° secolo, compagno di martirio del diacono Fortunato. Secondo una leggenda diffusasi nell’ 8° secolo, ma senza alcuna base storica, sarebbe invece stato consacrato dall’apostolo Pietro alla presenza dell’evangelista Marco. Assieme a Fortunato fu comunque tra i primi ad annunciare il Vangelo in Valsugana e nella valle dell’Adige. Insieme sono venerati anche in Istria, con una basilica nei dintorni di Muggia (Trieste) e a Grado in provincia di Gorizia.

FELICE di Milano
martire a Milano assieme a Nabore di Lodi, all’inizio del 4° secolo.

FORTUNATO di Udine
diacono martire con Ermagora (v.), nel 3° secolo. Patrono di Udine e Gorizia.

GIASONE cipriota, discepolo di Gesù Cristo.

GIOVANNI Gualberto
nato nel 995 circa a Petroio, Siena. Appartenente alla nobile famiglia dei Visdomini, entrò prima tra i benedettini di San Miniato, ma poi, per desiderio di maggiore austerità, ne uscì e si ritirò nell’eremo di Camaldoli, dove viveva ancora il fondatore, Romualdo da Ravenna. Nel 1030 pose le basi per una sua congregazione sul monte Pratomagno e nel 1036 fondò il monastero di Vallombrosa, dando ai suoi monaci la regola di San Benedetto, integrata da norme più austere. Morì durante una visita pastorale a Passignano, verso Firenze, il 12 luglio 1073 e venne canonizzato da Celestino III, nel 1193. Una sua reliquia è conservata in un’urna d’oro e d’argento, a forma di piccolo tempio, nel monastero di Vallombrosa (v).

LUCA martire sotto Nerone, con Paolino di Lucca.

MARCIANA di Toledo martire in Spagna, nel 4° secolo.

MARIANO di Gesù
nato il 14 ottore 1845 a Yerumal, diocesi di Antioquia in Colombia, primo dei 7 figli di Pedro Euse e Rosalia de’Hoyos. Non frequentò le scuole pubbliche ma venne educato e istruito dai genitori trascorrendo la giovinezza come un contadino. A 16 anni sentì la vocazione al sacerdozio e fu affidato a uno zio parroco in un paese vicino fino al 1869, quando riuscì a entrare nel seminario di Medellin. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale il 14 luglio 1872, iniziò la sua opera pastorale presso lo zio parroco, che però morì poco dopo e allora ebbe vari trasferimenti, sempre come coadiutore fino al 1878, quando fu nominato parroco di Angostura, dove rimase per tutto il resto della vita. Dopo aver terminato di costruire la chiesa con il campanile, riuscì a edificare anche la canonica, la cappella della Madonna e il nuovo cimitero. Chiamato affettuosamente “padre MARIANITO”, si dedicò all’evangelizzazione di bambini e campesinos della sua parrocchia. Sacerdote profondamente dedito alla missione, fu sempre guidato da una fede salda, radicata nella vita di ogni giorno impegnata a favore del prossimo, incrementò l’assistenza alla Messa festiva e la recita del Rosario nelle famiglie. Godette quasi sempre di buona salute ma quando fu colpito da una infiammazione intestinale, in meno di due mesi, il 14 luglio 1926, andò a raggiungere il Padre nei cieli. La sua fama di santità è molto viva e conosciuta non solo nella diocesi di Antioquia, ma anche in tutta la Colombia.

MENULFO di Quimper
monaco irlandese stabilitosi in Gallia, nell’Alto Medioevo. Collaboratore di Corentino, vescovo della diocesi di Quimper, in Bretagna, alla sua morte gli successe nel vescovado. Morì a Mailly-sur-Rose, nei pressi di Troyes (v), mentre tornava da un pellegrinaggio a Roma.

MONICA di Nagasaki
martire a Nagasaki nel 17° secolo. Subì il martirio, assieme al marito e a un figlio di 7 anni, per aver ospitato nella sua casa un missionario cattolico.

NABORE di Lodi
martire a Milano nel 304, assieme a Felice, perseguitato dall’imperatore Massimiano Erculeo. Sant’Ambrogio effettuò la solenne traslazione dei loro corpi.

PAOLINO di Lucca
proto vescovo di Lucca, martire. Secondo una passio piuttosto leggendaria, avrebbe subito il martirio sotto Nerone assieme a Luca, Severo e Teobaldo.

SEVERO martire sotto Nerone, assieme a Paolino di Lucca.

TEOBALDO martire sotto Nerone, assieme a Paolino di Lucca.

TEODORO di Kiev
martire assieme al figlio Giovanni, a Kiev, nel 983, vittima della persecuzione del principe Vladimiro il Grande, il quale però, nel 989 si convertì al cristianesimo.

VERONICA del Calvario
non è citata nei Vangeli, ma la tradizione la indica come la leggendaria pia donna ebrea che, durante la salita di Gesù al Calvario, gli avrebbe asciugato il volto, bagnato di sudore e di sangue, con un panno sul quale ne sarebbe rimasto impresso il volto, come è ricordato nella sesta stazione della Via Crucis. Il nome, probabilmente, è stato tratto dagli apocrifi Atti di Pilato, nel quale è chiamata così l’emorroissa guarita da Gesù. Questo presunto velo del volto di Cristo, conservato a Roma, andò bruciato il 6 maggio 1527, nel corso del “sacco” della città ad opera dei lanzichenecchi di Carlo V. Dal 13° secolo, in San Pietro, è venerata anche un’immagine del volto di Cristo, chiamata Velo della Veronica, che gli studiosi hanno identificato con un’icona conservata attualmente. A queste tradizioni popolari è connessa anche l’origine del culto della preghiera del Santo Rosario.

I santi del giorno del 30 maggio

30 Mag

ANASTASIO
prima vescovo ariano di Pavia, poi convertito alla fede cattolica, partecipò al Concilio di Milano del 679.

AUSONIO vescovo di Angouleme città sul fiume Charente, in Francia.

BASILIO il Vecchio
padre di Basilio il Grande. Verso il 310, fu esiliato a Cesarea di Cappadocia assieme alla moglie Emmelia per la fede cristiana, durante la persecuzione dell’imperatore Galerio, ma poco dopo potè tornare in patria, perché Galerio prima di morire permise il libero culto del cristianesimo. Incerta la data della morte, tra il 350 e il 360.

CRISPOLO martire a Porto Torres, in Sardegna, assieme a Gavino.

EMMELIA
moglie di Basilio il Vecchio e madre di Basilio il Grande. Fondò un monastero sulle rive del fiume Iris in Cappadocia, dove morì nel 373.

EMMELIA monaca francese, beata.

FELICE I papa
nato a Roma nel 210, figlio di un certo Costanzo, fu eletto al pontificato il 5 gennaio 269. Gli viene attribuita la liturgia per la celebrazione della Messa dei Martiri. Nel Concilio di Antiochia del 264, approvò la condanna del vescovo locale, Paolo di Samosata, che negava l’esistenza del Figlio e dello Spirito Santo. Contrariamente a quanto si è creduto per molto tempo, non subì il martirio il 30 dicembre 274 e i suoi resti riposano nel cimitero di Callisto, sull’Appia Antica, assieme a quello degli altri papi e non già nel sepolcro sulla Via Aurelia, dove invece, sembra abbia subito il martirio il papa Felice II. Tradizionalmente era festeggiato il 30 maggio mentre ora il giorno della sua festa è il 30 dicembre.

GAVINO o GABINIO
soldato martire a Porto Torres, in Sardegna, verso il 130. Patrono di Sassari è molto venerato in tutta la Sardegna.

GIOVANNA d’Arco
la “pulzella d’Orleans”, nata il 6 gennaio 1412, a Domrémy, presso Nancy, contadina analfabeta, con 4 fratelli. Nel periodo della guerra dei cent’anni, all’età di soli 13 anni cominciò a sentirsi visitata da voci celesti, che identificò con l’arcangelo Michele, santa Caterina da Siena e Margherita d’Alessandria, che a poco a poco fecero nascere in lei il convincimento di essere destinata da Dio alla missione di liberare la Francia dagli invasori Inglesi. Dopo molte traversie riuscì a convincere il re Carlo VII, che le diede il comando delle truppe e così, liberata Orleans e il territorio francese fino a Reims, lo incoronò il 17 luglio 1429. All’assedio di Compiegne, il 23 maggio 1430, venne fatta prigioniera dai Borgognoni che, in cambio di 10 mila scudi d’oro, la cedettero agli Inglesi, i quali istituirono un processo per eresia e stregoneria, davanti a un tribunale presieduto dal vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon. Condannata a morte, fu arsa viva sul rogo, a Rouen, la mattina del 30 maggio 1431, all’età di 19 anni. Fino alla fine proclamò la sua fede e subì l’atroce supplizio, spirando dopo aver gridato, “Jesus” ! nell’istante supremo. Il processo per eresia, fu certamente una montatura politica e nel 1456, re Carlo VII ordinò che venisse rifatto e al termine, il 7 luglio dello stesso anno, si ebbe una sentenza di piena riabilitazione e contemporaneamente anche papa Callisto III revocava la condanna. È stata dichiarata beata nel 1909 da Pio X e Benedetto XV il 9 maggio 1920, l’ha proclamata santa e patrona della Francia. La sua figura ha ispirato notevoli opere letterarie, cinematografiche e musicali.

TINO (PALATINO) martire.

 

I santi del giorno del 24 maggio

24 Mag

AFRA di Brescia
martire secondo la leggenda, sotto l’imperatore Adriano nel 8° secolo a Brescia, dove esiste una chiesa intitolata a lui.

ALBANO di Varulam
1° martire della Gran Bretagna, a Varulam (Warwick), nel 303 al tempo di Diocleziano.

AMALIA di Tavio
vergine martire di Tavio, in Galazia, assieme a più di 200 tra ufficiali e soldati che, con le loro mogli, si rifiutarono di sacrificare agli dei pagani, al tempo dell’imperatore Antonino.

DONAZIANO di Nantes
martire verso il 299. Imprigionato assieme al fratello Rogaziano, morì con lui dopo lunghi supplizi, per essersi rifiutato di abiurare il cristianesimo.

FELICE d’Istria martire assieme a Servolo, Silvano e altri compagni.

FILIPPO Suzzani eremita del 13° secolo.

MARCIANA martire assieme a Palladia e Susanna.

PAGANO Tornielli terziario francescano di Novara.

PALLADIA martire assieme a Marciana e Susanna.

ROBUSTIANO di Milano martire.

ROGAZIANO di Nantes
fratello di Donaziano, martire, decapitato a Nantes, verso il 299.

SERVOLO martire nel 4° secolo, compatrono di Trieste.

SOFIA Barat
Maddalena Sofia, nata il 13 dicembre 1779 a Joigny, in Borgogna. Un suo fratello sacerdote, si occupò della formazione teologica e spirituale. Ancora molto giovane si dedicò all’educazione delle ragazze e poi nel 1800, incitata dal direttore spirituale, Joseph Varin, fondò la Società del Sacro Cuore di Gesù, un istituto religioso per l’istruzione delle giovani povere, chiamato anche delle Dame del Sacro Cuore. Gli inizi furono difficili, ma dopo il 1815, quando la congregazione si fu stabilita ad Amiens, ebbe una rapida diffusione in tutto il mondo. La regola fu approvata da Leone XII, verso il 1825 e Sofia si dimostrò ottima educatrice e maestra spirituale. Morta il 24 maggio 1865, è stata canonizzata da Pio XI, nel 1925. Di lei ci sono pervenute 14mila lettere di profonda spiritualità fondata sugli insegnamenti di Ignazio di Loyola.

SUSANNA martire assieme a Marciana e Palladia.

VINCENZO di Lerins
fratello di san Lupo, si fece monaco nell’abbazia di Saint-Honorat sull’isola di Lerins, di fronte a Cannes. Scrittore ecclesiastico autore, nel 434, di due “Commonitoria”, sul principio cattolico della tradizione. Il primo ci è giunto integralmente, mentre il secondo è conosciuto solo attraverso una ricapitolazione, redatta però sempre da lui. Morì nella sua abbazia nel 450. Nel 1940 sono stati pubblicati gli Excerpta, antologia di testi agostiniani, che Vincenzo aveva raccolto per combattere il nestorianesimo.

I santi del giorno del 18 maggio

18 Mag

ALESSANDRA di Ankara
martire in Turchia, assieme al vescovo Teodoto, Claudia e altri 6 compagni.

BARTOLOMEA Capitanio
nata a Lovere, Bergamo il 13 febbraio 1807, fu educata presso le Clarisse e a 17 anni consacrò la sua verginità a Dio, dedicandosi a varie forme di apostolato, particolarmente all’insegnamento in parrocchia. Economa e direttrice dell’ospedale dei poveri, dal 1829 lavorò alla fondazione della Congregazione delle Suore di Carità, dette di “Maria Bambina”, che ebbe come prima superiora Vincenza Gerosa. Morta il 26 luglio 1833, è stata beatificata nel 1926 da Pio XI e canonizzata nell’Anno Santo 1950, assieme a Vincenza Gerosa, da Pio XII. A Bergamo la sua festa è il 18 maggio.

CLAUDIA di Ankara
martire in Turchia assieme al vescovo Teodoto e 6 compagne.

DIOSCORO di Alessandria
lettore martire, decapitato ad Alessandria d’Egitto, tra il 2° e il 3° secolo. Per i Greci, la festa è il 13 ottobre.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

EUFRASIA di  Ankara martire assieme a Giulitta.

FELICE da Cantalice
nato a Cantalice, presso Rieti, nel 1515. Contadino e pastore per diversi anni, nel 1543 entrò come fratello cooperatore nel convento dei minori cappuccini di San Francesco a Città Ducale, Rieti e per vent’anni venne inviato a Roma a fare la questua. Svolse un’intensa opera di carità con sereno ottimismo e gentilezza, tanto che rispondeva “Deo gratias”, anche a chi lo scherniva o insultava ed è per questo che fu soprannominato, fra deogratias. Amico di Filippo Neri e Carlo Borromeo, è morto il 18 maggio 1587. Beatificato da Urbano VIII, nel 1625 e poi canonizzato da Clemente XI, nel 1712.

GIOVANNI I papa
nato nel 470, in provincia di Siena. Creato cardinale da Gelasio I, venne eletto al pontificato il 13 agosto 523. Nonostante fosse malato, il re ostrogoto Teodorico il Grande, lo incaricò di chiedere all’imperatore d’Oriente, alcune concessioni per gli ariani. Andò così a Costantinopoli, dove però difese i diritti della Chiesa Cattolica e incoronò imperatore Giustiniano, nella basilica di santa Sofia. Quando tornò in Italia, causa il cattivo esito della missione, Teodorico lo fece imprigionare a Ravenna, dove morì di fame il 18 maggio 526, dopo lunghe sofferenze e umiliazioni. Nel 530 la salma, sepolta fuori le mura della città, fu trasportata a Roma e collocata nell’atrio della basilica vaticana.

GIULITTA di Ankara
vergine martire con Teodoto e altri compagni di fede.

LEONARDO Murialdo
nato a Torino il 26 ottobre 1828, figlio di Lorenzo e Teresa Rho, in una ricca famiglia borghese, con un fratello e ben 7 sorelle, all’età di 8 anni entrò nel collegio dei Padri Scolopi di Savona, assieme al fratello Ernesto. Studente di teologia all’università di Torino, dopo la laurea, il 20 settembre 1851 fu ordinato sacerdote e 6 anni dopo venne chiamato da don Bosco a dirigere l’oratorio di San Luigi a Torino. Nel 1865 tornò studente nel Seminario di San Sulpizio a Parigi per un anno di approfondimento teologico e il 19 marzo 1873, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe, i “Giuseppini del Murialdo”, come furono poi chiamati, diventando il prete dei quartieri più poveri, dei ragazzi di strada e dei giovani apprendisti, che allora erano chiamati “artigianelli”. Si preoccupò molto dell’organizzazione sociale e cristiana degli operai, della loro assistenza materiale e spirituale, delle cooperative, mutue, casse di credito e dei circoli del dopolavoro. Nel 1876 fondò anche un giornale per dare voce e spazio a questi problemi, “La voce dell’operaio”, primo giornale cattolico nato in Italia e 2 anni dopo iniziò ad aprire colonie agricole e case famiglia per operai e giovani studenti. Negli ultimi anni della sua esistenza diede vita anche a numerose iniziative di carattere politico e sociale, auspicando la partecipazione dei cattolici alla vita politica italiana, creando i comitati elettorali. Stremato dalle fatiche è morto a Torino il 30 marzo 1900, è stato proclamato beato da Paolo VI, nel 1963 e canonizzato dallo stesso papa il 3 maggio 1970. Nei Giuseppini è festeggiato anche il 18 maggio.

LUCIANA di Bisanzio martire

POTAMONE vescovo di Eraclea Pontica, martire nel 341.

RAFFAELLA beata.

TEODOTO di Ankara
martire sotto Diocleziano. Oste e albergatore di fede cristiana diede ospitalità e prestò molte opere di soccorso ai compagni di fede. Per queste colpe venne condannato a morte e decapitato assieme a un gruppo di donne: Alessandra, Claudia, Eufrasia, Faina, Giulitta, Matrona e Tecusa.

VENANZIO di Camerino
nato nel 235, a Camerino, in provincia di Macerata. Secondo la passio, morì per la fede a soli 15 anni e le spoglie vennero traslate a Roma da Bonifacio IV, all’inizio del 7° secolo. È patrono di Camerino che gli ha dedicato una grande chiesa, ricostruita quasi integralmente, dopo il terremoto del 1799. Viene spesso confuso con l’omonimo martire, 1° vescovo di Duvno, che però è celebrato il 1° aprile.

VINCENZA Gerosa
nata il 29 ottobre 1784, a Lovere, Bergamo, si dedicò con grande umiltà  all’apostolato laico tra la gioventù. Il 21 novembre 1832, fondò, assieme Bartolomea Capitanio, la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, dette Suore della Carità, divenendone la prima superiora. L’anno dopo, quando Bartolomea morì a soli 26 anni, continuò quest’opera che venne approvata nel 1840 da Gregorio XVI e si diffuse presto anche in molte missioni estere. È morta il 28 giugno 1847, ma nella sua congregazione è ricordata assieme a Bartolomea il 18 maggio, giorno della canonizzazione di entrambe da parte di Pio XII, nel 1950.

I santi del giorno del 31 marzo

31 Mar

ACACIO di Antiochia
detto “Taumaturgo”, martire di Antiochia nel 250, sotto Decio.

AMOS profeta
era pastore a Tekoa, ai margini del deserto di Giuda, estraneo al gruppo dei profeti del tempo, quando fu chiamato da Dio alla missione profetica in Israele. Predicò a Betel, in Samaria, ma fu espulso e tornò al primitivo lavoro. Richiamato, esercitò nuovamente la missione sotto il regno di Geroboamo II, tra il 783 e il 743 a.C., epoca umanamente gloriosa e di grandi ricchezze, di lussi, ma anche di grandi miserie per il popolo. Dopo aver predetto la distruzione d’Israele, predisse anche la salvezza per un “resto”, che fu il primo uso profetico di questo termine.

ANESIO o ANEPIO martire in Africa assieme a CORNELIA, FELICE e TEODOLO

BALBINA di Roma
vergine martire nel 132, che la tradizione dice figlia del tribuno Quirino. Decapitata assieme al padre sotto l’imperatore Adriano e sepolta tra la Via Appia e la Via Ardeatina, nel luogo che ora viene chiamato cimitero di Santa Balbina e dove, in suo onore, è stata innalzata una basilica.

BENIAMINO
diacono, nato in Persia alla fine del 4° secolo. Arrestato e imprigionato dal re di Persia, una prima volta, perchè predicava la fede cristiana, venne rilasciato per intervento dell’imperatore di Costantinopoli, Teodosio II. Avendo ripreso a predicare, fu nuovamente arrestato, torturato e infine ucciso nel 421.

BONAVENTURA Tornielli santo morto nel 1492.

DANIELE Murano santo detto “di Venezia”, camaldolese, morto nel 1411. 

DARIA  madre di sant’Orsola, secondo una tradizione leggendaria.

GUIDO di Pomposa
nato verso il 970 a Casale, frazione di Faenza, al tempo dell’imperatore Ottone I. Passò la gioventù in famiglia, frequentò con profitto le scuole, ma poi sentì la chiamata di Dio e allora, donò i suoi beni ai poveri, fece 2 pellegrinaggi a Roma e in Terrasanta e poi passò 3 anni di vita eremitica assieme a un certo Martino, che viveva su di un isolotto nel delta del Po. Entrò infine nell’abbazia benedettina di Pomposa sulla strada Romea presso Codigoro, in provincia di Ferrara, dove venne eletto abate nel 998. Molto ricercato come consigliere spirituale, attirò nella comunità un numero così grande di discepoli che si dovette costruire una seconda abbazia. Morì il 31 marzo 1046 a Borgo San Donnino, dove si era fermato per un malessere, mentre stava andando a Piacenza per incontrare l’imperatore Enrico III che desiderava conoscerlo. Sembra che l’imperatore abbia fatto trasportare il suo corpo in Germania, a Spira(Speyer), città che lo scelse come suo protettore 

SECONDO di Trento
nato in Val di Non verso il 550. Fattosi monaco, divenne abate a Trento e fu in contatto epistolare con Gregorio Magno. Viene ricordato anche per aver battezzato a Milano o a Monza Adaloaldo, figlio del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda. È morto a Trento nel 612.

I santi del giorno del 8 marzo

8 Mar

APOLLONIO di Antino
martire nel 311, ad Antino, antica città dei Marsi, oggi Civita d’Antino, in provincia di L’Aquila.

BEATA martire in Africa assieme a FELICITA

CATALDO
martire di Palermo, città che gli ha dedicato la chiesa omonima, fin dal 1160.

FELICE di Dunwich
vescovo di Dunwich, nel Suffolkshire, convertì Sigeberto re di East Anglia e con lui molti pagani della contea, nella capitale Ipswich. Morì nel 646.

GERARDO di Chiaravalle
cistercense, fratello di san Bernardo che seguì nel chiostro. È stato per molti anni dispensiere, a Clairvaux, in Francia, dove è morto nel 1138.

GIOVANNI di Dio
nato a Montemor-o-Novo, in Portogallo, l’8 marzo 1495. Si chiamava Joào Ciudad Duarte e dopo una vita varia e avventurosa, nella quale era stato di volta in volta, pastore, soldato, contadino e venditore ambulante, si convertì, affascinato dalle parole di Giovanni d’Avila. Prendendo il nome di Giovanni di Dio, ma senza essere né frate né prete consacrò la sua vita alla cura degli ammalati, creando un dormitorio per i più poveri. Nel 1537 fondò un ospedale a Granada, in Spagna, gettando così le basi dell’Ordine dei Frati Ospedalieri, chiamati in Italia, Fatebenefratelli, perchè il fondatore andava per le città, chiedendo l’elemosina per gli infermi, esclamando ad alta voce: “fate bene fratelli, per l’amor di Dio”. Nel 1540 fondò anche una piccola congregazione: i Fratelli della Misericordia, poi fece costruire un ospedale a Toledo e il 3 luglio 1549, rischiò la vita per salvare i degenti di quello reale, devastato da un incendio. Morto a Granada l’8 marzo 1550, beatificato l’8 marzo 1632 da Urbano VIII, fu poi canonizzato da Alessandro VIII il 16 ottobre 1690. Attualmente quest’ordine, diffuso in gran parte del mondo, è composto da religiosi che non prendono gli ordini sacri, ma sono tutti al servizio dell’umanità sofferente.

GIULIANO di Toledo
nato a Toledo dopo il 620 e morto nel 690. Forse di origine ebraica, letterato ed eminente teologo, creato arcivescovo di Toledo nel 680, vi presiedette ben 4 concili. Fu anche consigliere del re visigoto Ervige o Ervigio che lo aiutò molto nella lotta al monotelismo. Autore di scritti teologici di notevole importanza.

MONDO abate.

PONZIO di Cartagine
diacono in Tunisia, martire verso il 260. Discepolo del vescovo Cipriano, lo seguì nell’esilio e gli fu sempre vicino, specialmente durante la prigionia, assistendolo anche nel supplizio. Autore di un’opera apologetica intitolata “Vita di san Cipriano”, dal battesimo al vescovato, all’attività di pastore fino alla passione e morte.

QUINTILIO di Nicomedia vescovo martire nel 2° secolo.

ROGATO martire in Africa.

I santi del giorno del 1 marzo

1 Mar

ABBONDAZIO
diacono martire di Roma assieme a Donato, Lionello e Niceforo.

ALBINO di Angers
nato verso il 468 a Vannes, sull’Atlantico, in Francia. Fattosi monaco, divenne abate a Tintillac e nel 529, quando fu nominato vescovo di Angers, ristabilì la disciplina ecclesiastica nella diocesi e partecipò sicuramente al 3° Concilio di Orleans del 549, dove ebbe un ruolo di primo piano. Morì tra il 550 e il 554. La storia della sua vita è stata scritta da Fortunato “il filosofo”.

ALBINO di Vercelli 6° vescovo di Vercelli, nella seconda metà del 5° secolo.

ANTONINA (NINA) martire a Nicea.

CRISTOFORO da Milano
sacerdote domenicano famoso in Liguria e Lombardia, per il grande successo che ebbe nell’evangelizzazione di quelle regioni e per il dono delle profezie. È morto nel 1484 a Taggia, in provincia di Imperia.

DAVIDE di Menevia
figlio del re del Galles, si fece sacerdote, studiò sotto Paolino di York e poi divenne missionario itinerante. Fondò molti monasteri, riunì diversi sinodi, il più importante dei quali, fu quello detto “della vittoria”, tenuto nel 569 a Caerleon-on-Usk, nel Galles. Divenuto il 1° vescovo di Menevia, in Scozia, contribuì efficacemente allo sviluppo della vita monastica nelle isole. Morì prima del 601 e nel 966 i suoi resti furono traslati a Glastonbury. La città di Menevia, in suo onore, ha cambiato nome e oggi si chiama St.David’s. Canonizzato nel 1120 da Callisto II, è patrono del Galles.

ERCOLANO di Perugia
vescovo martire citato da Gregorio Magno nei Dialoghi. Il 7 novembre 547, gli Ostrogoti di Totila, conquistata la città, prima lo scorticarono vivo e poi lo decapitarono. La sua festa è celebrata con particolare solennità a Perugia, il 1° marzo, che dovrebbe essere la data della traslazione delle reliquie in un sarcofago romano della fine del 3° secolo, sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Ercolano (1326).

EUDOSSIA martire nel 152 a Eliopoli.

FELICE III papa
discendente della ricca famiglia patrizia romana Anicia, prima di prendere gli ordini sacri era stato sposato. Successore di Simplicio, dal 13 marzo 483, viene ricordato per aver condannato Acacio, vescovo di Costantinopoli, che aveva avallato il decreto di conciliazione detto “Enotico”, fra i cattolici e i monofisisti, raggirando i legati papali. Il 28 luglio 484, convocò a Roma un sinodo di 77 vescovi, attraverso il quale depose Acacio, scomunicò i legati e si prodigò nell’assistenza ai cristiani d’Africa, perseguitati da Unnerico, re dei Vandali. Morto il 1° marzo 492, fu il primo papa a essere sepolto nella basilica di San Paolo fuori le Mura, che era la sua tomba di famiglia.

GIOVANNA Bonomo
Giovanna Maria, nata nel 1606 ad Asiago. Rimasta orfana della madre, una nobile Ceschi di Borgo Valsugana, venne affidata alle monache di Santa Chiara di Trento, dove maturò il proposito di farsi religiosa e a 16 anni, vinte le resistenze del padre, entrò nel monastero benedettino di San Girolamo, a Bassano del Grappa. Fedele osservante della regola, fu di conforto e grande aiuto a molte persone che trovarono in lei una guida saggia e prudente. Morta il 1° marzo 1670, venne beatificata da Pio VI il 9 giugno 1783 e le spoglie sono custodite a Bassano.

LIONELLO (LEONE) martire a Roma con Abbondazio, Donato e Niceforo.

MARZIA martire del 4° secolo.

SILVIO di Nicomedia martire in Bitinia, sul Mar di Marmara.

SIVIARDO di Le Mans santo abate francese, morto nel 687.

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