Tag Archives: timoteo

I santi del giorno del 8 settembre

8 Set

ACHILLE di Alessandria martire di Alessandria d’Egitto.

ADELE di Messines
quando rimase vedova del conte Baldovino IV delle Fiandre, si fece monaca benedettina nel convento di Messines, in Belgio, dove morì nel 1071.

ADRIANO di Nicomedia
soldato dell’esercito imperiale di stanza in Bitinia e sposato con una donna cristiana di nome Natalia. Si fece anche lui cristiano e così venne arrestato, torturato e condannato a morte nella capitale Nicomedia(v), verso il 304.

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALANO de La Roche
domenicano bretone, teologo predicatore, morto a Zwolle, in Olanda, nel 1475.

AMMONE martire assieme a Neoterio.

BELLINA martire nei pressi di Troyes, in Francia.

FEDERICO Ozanam
nato a Milano il 23 aprile del 1813, morto a Marsiglia l’8 settembre 1853. Scrittore e filantropo francese, entusiasta sostenitore dell’apostolato cattolico, viene considerato un precursore dell’Azione Cattolica in campo sociale e intellettuale. Nel 1833 fu uno dei fondatori della Società di San Vincenzo de’Paoli, per l’aiuto a domicilio ai poveri, oggi diffusa in tutto il mondo. Il più giovane docente di diritto commerciale a Lione e di letteratura alla Sorbona di Parigi, autore di importanti studi sulla civiltà italiana del Medioevo e quella cristiana in Francia. Sposato con Amalia nel 1841, tutta la sua vita è stata orientata al soccorso dei poveri, non come sola beneficenza, ma sopratutto con la vicinanza fisica e regolare nelle loro abitazioni. Il suo motto era: “la terra si è raffreddata, tocca a noi cattolici rianimare il calore vitale che si sta spegnendo”. È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 22 agosto 1997, nella cattedrale di Notre Dame, a Parigi.

LUISA di Omura
giovane giapponese, martire nel 1628, a Nagasaki, durante le violente persecuzioni anticristiane del 17° secolo.

NEOTERIO martire assieme ad Ammone.

PIO di Alessandria  martire.

SERAFINA Sforza
nata nel 1434 a Urbino, figlia del conte Guido, fu data in sposa al duca di Pesaro, Alessandro Sforza, che la maltrattò e la cacciò di casa. Entrò allora nel convento delle clarisse della città e ne divenne badessa. È morta l’8 settembre 1478.

SERGIO I papa
nato a Palermo, ma figlio di genitori originari di Antiochia di Siria. Eletto il 15 dicembre 687, con largo consenso da clero e popolo romano successore di Conone, ebbe come competitori Pasquale e Teodoro; il primo venne dichiarato papa dalla fazione ravennate, il secondo da una minoranza di romani. Dopo l’elezione, Teodoro riconobbe Sergio, mentre Pasquale si rifiutò e fu rinchiuso in un convento, dove morì nel 692. Sergio fu in buoni rapporti con la Chiesa cattolica di Gran Bretagna, tanto che il re dei Sassoni, Caedwalla, si recò a Roma per essere battezzato nella basilica di San Pietro, il 10 aprile 689. Il papa consacrò poi Villibrordo, vescovo e metropolita per le regioni settentrionali, dove inviò molti missionari. Rifiutò di riconoscere il Concilio di Costantinopoli del 691 per alcune preposizioni contrarie alla dottrina cattolica e nel 700 confermò Wilfrido vescovo di York. Pose fine allo scisma della Chiesa di Aquileia(v), introdusse innovazioni nella liturgia e si preoccupò anche di abbellire e restaurare alcune chiese, tra le quali, le basiliche dei Santi Pietro e Paolo e di Santa Susanna. Infine dedicò a Leone Magno un monumento sepolcrale, che fu il primo eretto all’interno della basilica di San Pietro. Morì l’8 settembre 701, fu sepolto nella stessa basilica.

TIMOTEO di Antiochia martire.

TOMMASO da Villanueva
nato nel 1488 a Villanueva in Spagna. Compì gli studi all’Università di Alcalà de Henares e poi a quella di Salamanca, tra gli agostiniani, dai quali venne ordinato sacerdote all’età di trent’anni. Priore in vari conventi, occupò varie cariche nell’Ordine, divenendo Provinciale di Andalusia e di Castiglia. Nel 1544, contro la sua volontà, fu nominato arcivescovo di Valencia, dove però si mostrò pastore zelante, promuovendo varie iniziative in favore dei più bisognosi, venendo chiamato il grande elemosiniere dei poveri. Godette fama di maggior predicatore del tempo e lasciò alcuni scritti ascetici, per lo più frutto delle sue omelie. È morto l’8 settembre 1555.

VIDIANO
santo martire di Martres-Tolosane, cittadina sull’Alta Garonna, in Francia.

VIOLA di Persia martire.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

I santi del giorno del 9 maggio

9 Mag

BEATO apostolo della Svizzera.

DUILIO martire romano.

ERMA
discepolo di san Paolo, martire a Roma alla fine del 1° secolo.

FORTE di Gubbio
vissuto nell’11° secolo, eremita sul monte Scheggia, tra Umbria e Marche. Discendente della nobile famiglia Gabrielli di Gubbio, lasciò l’eremitaggio per entrare nell’abbazia di Fonte Avellana, sotto la guida dell’abate Lodolfo. Qui è morto nel 1040 e le sue reliquie riposano nella cattedrale di Gubbio.

GERONZIO di Cervia  vescovo morto nel 501.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia (oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia, autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

GREGORIO di Ostia
monaco benedettino, nato nel 998 e morto nel 1044. Nominato cardinale-vescovo di Ostia, dal 1039 fu Legato pontificio in Navarra, Spagna. Insigne per dottrina e santità, il culto venne approvato nel 1754 da Benedetto XIV.

IRMA di Roma martire.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUMINOSA di Pavia sorella di sant’ Epifanio, martire nel 476.

MAINARDO di Urbino santo marchigiano, morto nel 1080.

NICCOLÒ Albergati
nato a Bologna nel 1375, morto a Siena nel 1443. Monaco certosino, nel 1417 divenne vescovo della sua città e 5 anni dopo fu inviato Nunzio Apostolico in Francia. Nel 1426 Martino V lo elevò alla porpora cardinalizia.

PACOMIO il Grande
nato a Esneh, nella Tebaide, nel 292 e morto a Pebù il 9 maggio 347. Di famiglia pagana, soldato sotto l’imperatore Massimino II Daia, si convertì al cristianesimo nel 313 e si ritirò per sette anni nel deserto fra le rovine di un tempio, a Denderah, per condurre vita ascetica sotto la guida dell’anacoreta Palamone. Constatando di persona gli inconvenienti degli anacoreti nella loro vita, cercò di superarli attraverso una comunione di vita fra confratelli religiosi. Raccolti attorno a se numerosi discepoli, nel 318 fondò la prima comunità cenobitica a Tabennisi, villaggio abbandonato sulla riva sinistra del Nilo. Il monastero cinto da un muro, con la cappella e le sue dipendenze, comprendeva una serie di casette fatte per una ventina di monaci. Presto affiancato da altri 10 cenobi a Pebù, Panopoli, Shenesit, Thebiù, e altri, diede così origine alla grande fioritura cenobitica egiziana del 4° secolo. Pacomio organizzò la vita comune secondo una regola, che è la più antica che si conosca, suddividendo il tempo fra pratiche ascetiche, lavoro manuale, esercizi di contemplazione e preghiera. E ritenuto uno dei grandi fondatori del monachesimo cristiano antico, i cui tratti rimasero così fissati anche in occidente perché la sua regola, perduta nella copia originale, ma giunta in frammenti greci e nella traduzione latina di Girolamo del 404, ha ispirato probabilmente la regola basiliana, gli scritti monastici di Giovanni Cassiano, Cesario d’Arles e Benedetto da Norcia. L’opera di Pacomio continuò anche dopo la sua morte, perché Girolamo racconta che a Pasqua, quando i monaci di tutti i monasteri retti dalla sua regola, si recavano in pellegrinaggio a Tabennisi, se ne potevano vedere radunati fino a 5 mila !

PRISCO di Nocera
1° vescovo di Nocera dei Pagani, in provincia di Salerno.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TODINO di Landevennec
vissuto nel 5° secolo a Landevennec, piccolo porto francese sull’Atlantico, all’estremo nord della Bretagna.

I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: