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I santi del giorno del 10 agosto

10 Ago

AGATONICA martire a Cartagine(v), con le sante Bassa e Paola.

ASTERIA martire a Bergamo nel 4° secolo.

AURELIO martire.

BASSA
martire a Cartagine (v), con le sante: Agatonica e Paola.

DIODATO martire di Roma.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

GILBERTA
diminitivo di Agilberta, benedettina vissuta nel 7° secolo.

LORENZO
nato in Spagna tra il 210 e il 220, arcidiacono della Chiesa di Roma, sotto il papa Sisto II, incaricato dell’amministrazione dei beni della Chiesa e della distribuzione degli aiuti ai poveri. Secondo una passio del 5° secolo, quando nel 258 scoppiò la violenta persecuzione di Valeriano I, il prefetto di Roma ordinò a Lorenzo di consegnargli le ricchezze della Chiesa che aveva ricevuto in custodia dal papa, ma lui distribuì tutto ai poveri e malati, poi mostrando al prefetto questa folla di gente, gli disse: “Ecco i veri tesori della Chiesa” ! Subito arrestato, venne arso vivo a fuoco lento su una graticola di ferro e si racconta che, in mezzo ai tormenti, Lorenzo invitò il carnefice a girarlo, perché da una parte era ormai “cotto” al punto giusto. L’esecuzione avvenne il 10 agosto 258, 4 giorni dopo il martirio del papa e dei diaconi romani suoi colleghi, con i quali aveva avuto un patetico incontro. Fu sepolto sulla Via Tiburtina nelle catacombe di Santa Ciriaca, nel cimitero dell’Agro Verano, dove nel 4° secolo, Costantino il Grande fece costruire la Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, alla quale poi Sisto III, aggiunse una grandiosa basilica. Damaso I fece scolpire sulla sua tomba questa iscrizione a ricordo del suo martirio: “La fede di Lorenzo ha potuto vincere i colpi, i carnefici, le fiamme, i tormenti e le catene”. È raffigurato in uno stupendo mosaico nel mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, con la croce, il libro della Legge, la graticola, simbolo del suo martirio e i 4 Vangeli, dei quali Lorenzo come diacono, era il custode. Una tradizione afferma che le ceneri sono state trasferite a Genova, e custodite in una cappella dedicata San Giovanni Battista, nella grande cattedrale di San Lorenzo.

PAOLA di Cartagine martire assieme ad Agatonica e Bassa.

TORE di Metz
diminutivo di AUTORE, santo, vissuto nel 5° secolo.

I santi del giorno dell’8 agosto

8 Ago

ARTURO
martire.

CIRIACO di Roma
arcidiacono martire. Secondo una passio leggendaria del 6° secolo, subì il martirio nel 306, assieme Largo, Smaragdo e altri 20 compagni, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo, presso la Via Salaria e sepolto sulla Via Ostiense.

DARIA
vergine martire.

DOMENICO di Guzman
nato nel 1170 a Caleruega, provincia di Burgos, Spagna, figlio di Felice e di Giovanna d’Aza. Studiò teologia all’università di Palencia (nella Vecchia Castiglia) e divenne canonico regolare della Chiesa di Osma. Dal 1203 e poi negli anni seguenti accompagnò il suo vescovo, Diego de’Acevedo, nelle missioni diplomatiche in Danimarca e Scandinavia. Al ritorno, passando per la Linguadoca, presso Montpellier, furono testimoni dei progressi dell’eresia albigese e si unirono ai legati inviati da Innocenzo III, per convertire gli eretici. Dopo la morte di Diego e l’assassinio del legato Pietro di Castelnau, nel 1208, Domenico rimase solo ma non si unì alla crociata decisa dal papa ostinandosi a predicare pacificamente fra gli albigesi(v). Il monastero di monache fondato nel 1206 a Notre-Dame-de-Prouille, ai piedi dei Pirenei, fu il centro della sua opera missionaria. Rifiutò parecchi vescovadi, tra gli altri, quello di Beziers in Linguadoca e nel 1215, con l’aiuto del vescovo di Tolosa, Folco, riunì alcuni compagni che volevano diventare predicatori come lui e li iniziò alla vita religiosa, scegliendo la regola di sant’Agostino. Nacque così l’Ordine dei Frati Predicatori, per il quale, il 22 dicembre 1217 ottenne l’approvazione di Onorio III. Il successivo 15 agosto, inviò i primi 16 religiosi a Parigi, Madrid, Bologna e Roma, affidando loro come base di attività le università di Parigi(teologia) e di Bologna(diritto ecclesiastico). Si dedicò all’organizzazione dell’Ordine, che assunse l’aspetto definitivo nel primo Capitolo Generale tenuto a Bologna nel 1220, fissando uno statuto di povertà ispirato al modello francescano e promosse l’approfondimento degli studi teologici e la preghiera popolare del Rosario. Un anno dopo divise l’Ordine in 8 province e organizzò una grande campagna di predicazione in Lombardia che durò una decina d’anni. Morto il 6 agosto 1221, le spoglie riposano a Bologna, nella Cappella omonima della Chiesa di San Domenico, in una magnifica arca scolpita da Nicola Pisano, mentre il reliquiario con la testa del Santo, si trova in una nicchia dietro l’arca. Alla fine del secolo i conventi erano 557 e i frati circa 15 mila, diffusi in Europa e Terrasanta. È stato canonizzato da Gregorio IX, nel 1234.

ELEUTERIO
martire assieme a Leonida.

EMILIANO di Cizico
vescovo martire nel 6° secolo a Cizico. (v)

ERMINIA
martire in epoca sconosciuta.

GEDEONE
personaggio biblico dell’A.T. figlio di Joas, della tribù di Manasse. Verso il 12° secolo, divenuto il 5° Giudice d’Israele, ricevette da un angelo del Signore, la missione di difendere gli Ebrei dalle incursioni dei Madianiti e Amaleciti della Transgiordania. Demolì gli altari di Baal e con un esercito di 300 uomini condusse il popolo alla vittoria contro tutti i nemici. Rifiorito così, per merito suo, il culto del vero Dio, gli Israeliti gli chiesero di regnare su di loro. Rifiutato questo incarico, si dedicò solo all’ufficio di giudice che tenne per circa quarantanni. Ebbe molte mogli, figli e quando morì, in buona vecchiaia, fu sepolto nella tomba di suo padre Joas, a Ofra.

GIOVANNA d’Aza
santa del 12° secolo, madre di Domenico di Guzman.

LARGO di Roma
martire assieme a Ciriaco e Smaragdo.

LEONIDA
martire assieme a Eleuterio.

MIRONE di Candia
vescovo di Candia (oggi Heraklion), città della Grecia sull’isola di Creta, nel luogo dove sorgeva l’antica Cnosso.

MUMMOLINO di Fleury o MUMMOLO
abate del monastero di Fleury nei pressi di Orleans, morto a Bordeaux nel 681. Non si sa quasi nulla di lui, tranne che, secondo la leggenda, avrebbe fatto traslare da Montecassino a Fleury, i corpi di Benedetto e di Scolastica, mentre nel 1950 sono stati ritrovati invece a Montecassino, durante i lavori di ricostruzione del monastero.

SEVERO di Vienne
confessore della fede, vescovo in Francia.

SMARAGDO di Sebaste
martire in Armenia, assieme a Ciriaco e Largo, nel 320.

I santi del giorno del 29 luglio

29 Lug

ANTONINO martire di Roma assieme a Flora e Lucilla.

BEATRICE (BICE) 
nativa di Roma, secondo una passio molto leggendaria sarebbe stata uccisa sotto Diocleziano, nel 302. Arrestata, imprigionata e poi strangolata dai servi di Lucrezio al quale era stata promessa in sposa, per aver sottratto al Tevere e dato loro sepoltura ai corpi dei suoi fratelli martiri, Simplicio e Faustino.

BENIAMINO martire.

BONIFACIO di Savoia
nato nel 1207 a Chateau-du-Saint-Helen-du-Lac, figlio del conte Tommaso I e di Margherita di Ginevra. Certosino, nel 1232 fu eletto vescovo di Belley, nei pressi dell’Abbazia di Altacomba, in Francia, ma nel 1241, per volontà della nipote, la regina Eleonora d’Inghilterra, venne nominato arcivescovo di Canterbury, consacrato a Lione 4 anni dopo da Innocenzo IV. Nel 1262 fu costretto in esilio in Francia, per contrasti con il re Enrico III e poté tornare in patria solo dopo 3 anni. Nel 1268 si ritirò nella Savoia, a Chateu-du-Saint-Helene-de-Milliers, dove morì nel 1270. Il culto è stato riconosciuto da Gregorio XVI nel 1838.

FAUSTINO martire   
martire assieme al fratello Simplicio, nel 305 circa. I loro cadaveri gettati nel Tevere, furono recuperati e sepolti cristianamente sulla Via Portuense, dalla sorella Beatrice. Sulla loro tomba venne costruita una chiesa.

FELICE II antipapa   
arcidiacono di Roma eletto nel 355 dal clero ariano romano, al posto del legittimo papa Liberio che l’imperatore Costanzo II aveva esiliato, ma che non aveva mai abdicato. Quando Liberio tornò, il senato romano inviò Felice in esilio, dove morì nel 365. Nel 1582, però, venne elevato agli onori degli altari da Gregorio XIII ed è il patrono di Monticello d’Alba, in provincia di Cuneo.

FLORA di Roma  
vergine martire insieme a Lucilla, Antonino, Eugenio e Teodoro, durante le persecuzioni dell’imperatore Gallieno I,(260-268).

FLORINDA di Roma
martire sotto Gallieno I, assieme a Lucilla e compagni.

LADISLAO I, il santo     
nato in Polonia nel 1043, figlio di Bela I, re d’Ungheria. Regnò dal 1074, prima con il fratello Géza II e 3 anni dopo da solo. Dal 1085 al 1091 combatté valorosamente contro i Cumani, popolo di origine turca, che si era stanziato in Ungheria e la gloria acquisita gli permise di attuare una politica di espansione in Croazia e Slavonia. Fedele all’ortodossia gregoriana, il cristianesimo si affermò definitivamente nelle sue terre e fu il fondatore della sede vescovile di Zagabria. Morì il 29 luglio 1095, nei pressi di Neutra(oggi Nitra), in Slovacchia e fu canonizzato da Celestino III, nel 1197. Divenne il modello ideale del guerriero magiaro e intorno alla sua figura si formarono molte leggende.

LUCILLA di Roma martire con santa Flora, nel 3° secolo.

LUPO di Troyes  
vescovo, vissuto tra il 383 e il 478, salvò la città dall’invasione degli Unni di Attila.

MARTA di Betania    
nome aramaico della sorella di Lazzaro e di Maria. Ricevette il Signore come ospite, lo servì con delicatezza e con le sue preghiere, ottenne la risurrezione del fratello. La sua figura viene presa a modello della vita attiva, mentre la sorella rappresenterebbe la vita contemplativa. Patrona di cuochi, pellegrini e bisognosi, una tardiva tradizione dice che, fuggita da Betania assieme a Maria e Lazzaro, approdò a Marsiglia e si stabili a Tarascona, cittadina della quale è chiamata patrona.

MARTA Wang        
ragazza vietnamita, arrestata e decapitata assieme ai seminaristi e al vescovo ai quali portava alcune lettere. È stata canonizzata il 1° ottobre 2000 nell’anno del Giubileo, da Giovanni Paolo II.

OLAF II Haraldsson o OLAV, in italiano OLAO
Nato in Norvegia nel 955, dopo aver trascorso alcuni anni esule in Gran Bretagna, rientrò in patria e si fece proclamare re nel 1016, strappando il paese alla supremazia danese. Cacciato dal trono l’usurpatore Erik II, consolidò l’unità del regno e animato da uno spirito profondamente cristiano, portò a termine l’opera di cristianizzazione del paese già intrapresa da Olav I. Lottò a lungo contro i Danesi ma il loro re, Canuto il Grande, lo sconfisse prendendo il suo posto. Nel 1030 riuscì poi per breve tempo a riconquistare la corona, ma nello stesso anno fu nuovamente vinto e ucciso da Sven di Danimarca, figlio di Canuto, nella battaglia di Stiklestad. Nel 1031 era già chiamato santo ed eroe nazionale norvegese.

SERAFINA di Mamian martire francese

SIMPLICIO di Roma martire con i santi Beatrice e Faustino.

URBANO II papa 
Oddone di Lagery, nato a Chatillon-sur-Marne, in Francia verso il 1040. Benedettino, nel 1078 fu creato cardinale-vescovo di Ostia, dopo essere stato Legato pontificio di Gregorio VII in Francia e Germania. L’elezione al papato avvenne a Terracina, il 12 marzo 1088, ad opera dei cardinali contrari all’antipapa Clemente III che era stato designato dall’imperatore Enrico IV, dopo ben 6 mesi di tumulti tra le fazioni avversarie. Dovette rimanere però confinato sull’isola Tiberina fino a luglio, nell’attesa della fine degli scontri armati. Abile politico, si creò molti appoggi fra i potenti, in particolare ebbe l’aiuto dei Normanni, dopo essersi opposto a Enrico IV, che aveva occupato città e castelli della contessa Matilde di Canossa e stava invadendo anche la Toscana. Occupata Roma nel 1094, restaurò la disciplina ecclesiastica e scomunicò l’imperatore, l’antipapa Clemente III ed anche il re di Francia Filippo I, quest’ultimo per adulterio. Proseguì il programma del suo grande maestro Gregorio VII, rinnovando il divieto dell’investitura laica, la condanna della simonia e del matrimonio per gli ecclesiastici, sollecitando le iniziative dei vescovi favorevoli alla riforma della Chiesa. Ai primi di marzo del 1095 indisse un Concilio a Piacenza che ebbe una partecipazione internazionale con la presenza di 200 vescovi e circa 5000 sacerdoti francesi e italiani, più gli ambasciatori orientali. In quell’occasione progettò la prima crociata che si concretizzò nel mese di novembre con il Concilio di Clermont-Ferrand. Il 15 agosto 1096 un grande esercito composto da soldati di nazioni diverse e guidato da personalità famose come Goffredo di Buglione, mosse verso Gerusalemme. Dopo 3 durissimi anni di guerra e di assedio, finalmente il 15 luglio 1099, i crociati riuscirono a liberare il Santo Sepolcro e conquistare la città. Urbano però non poté assaporare la gioia di quella vittoria, perché morì due settimane dopo. Il culto è stato confermato da Leone XIII, che lo ha beatificato nel 1881.

I santi del giorno del 15 giugno

15 Giu

ABRAMO di Clermont
monaco siriano o babilonese morto nel 485. Catturato e percosso da briganti mentre visitava i “solitari” in Egitto, riuscì a liberarsi solo dopo 5 anni e imbarcatosi poi su una nave diretta in Francia, si stabilì in una cittadina dell’Alvernia, chiamata poi Clermont Ferrand. Nel 473,

AMOS martire francese.

ANGELO Clareno
nato nel 1247 a Chiarino, presso Recanati, noto anche come Angelo da Fossombrone. Entrato nell’Ordine Francescano, divenne uno dei capi della corrente spirituale e come tale fu perseguitato e condannato. Per sfuggire all’Inquisizione, si rifugiò in Basilicata, dove lo seguirono molti discepoli venerandolo come santo ancora vivente. Morì a S. Maria d’Aspro nel 1337, lasciando importanti scritti, tra i quali una “Storia delle sette tribolazioni dell’Ordine dei Minori”.

BENILDE martire a Cordova, in Spagna, nell’853.

BERNARDO d’Aosta
nato da una nobile famiglia in Val d’Aosta verso il 996. Dopo aver studiato filosofia e diritto a Parigi, scelse la vita religiosa, divenne arcidiacono del vescovo di Aosta, ma sembra che non sia mai diventato sacerdote, anche se è ricordato ugualmente come notevole predicatore missionario sulle Alpi per 50 anni, chiamando alla conversione molti che, in quelle terre, erano ancora pagani. Costruì scuole e chiese, restaurò gli ospizi del Piccolo e del Gran San Bernardo e morì a Novara il 15 giugno 1081, al ritorno da un viaggio a Pavia, dove era andato per incontrare l’imperatore Enrico IV. Nel 1923, Pio XI lo ha proclamato patrono degli alpinisti e dei viaggiatori delle Alpi.

CADO
secondo una leggenda, monaco martire per non aver voluto abiurare la fede in Cristo.

CRESCENZIA martire del 4° secolo. (vedi anche Modesto e Vito).

DULA di Cilicia santa martire.

ENRICHETTA di Parigi o ENRICA
in ricordo della beata Enrichette Aymer de’la Chevalier, nata nel Poitou e morta a Parigi nel 1834. Ha fondato l’Istituto delle Zelatrici del Sacro Cuore.

EUTROPIA di Sibapoli sorella di Leonide e di Libe, martiri.

GERMANA Cousin
nata a Pibrac, presso Tolosa, nel 1579, in una famiglia di contadini. Povera, malata di scrofolosi, trascurata dal padre e maltrattata dalla matrigna, visse come pastorella nei campi, badando alle pecore. Costantemente unita a Dio nella preghiera, diceva di offrire le sofferenze per la riparazione dei peccati commessi dai protestanti. Morta nel 1601, a soli 22 anni, la sua tomba divenne meta di molti pellegrinaggi e fu canonizzata da Pio IX, nel 1867.

IOLANDA di Polonia
nata nel 1235, figlia del re Bela IV d’Ungheria, sposò Boleslao il Pio, duca di Kalisz, in Polonia. Entrambi cristiani, nutrirono un grande amore per Dio e per i poveri. Iolanda si dedicò, oltre che all’educazione delle tre figlie, a molte attività benefiche, in favore di chiese, monasteri e ospedali. Alla morte del marito entrò in un convento di clarisse, assieme alla sorella Cunegonda, anche lei vedova. Divenne in seguito badessa del monastero di Gniezno, presso Poznam, dove morì l’11 giugno 1298.

LEONIDE di Sibapoli detta “LEONIA
martire assieme alle sorelle Eutropia e Libe.

LIBE di Sibapoli vergine martire con Eutropia e Leonide, sue sorelle.

LOTARIO di Sees martire in Normandia, nel 756.

MODESTO
martire nel 303 in Basilicata, con la moglie Crescenzia e il fanciullo Vito.

TRISTANO abate bretone, vissuto nel 7° secolo.

UBALDO di Saint-Amand
nato nell’840 a Tournai, nell’Hainaut belga. Musicologo benedettino, acquistò grande fama con il trattato: De harmonica instituzione, come progenitore della musica polifonica, inventando i segni musicali che furono poi perfezionati da Guido d’Arezzo. Morì nel 930 nell’abbazia di Saint-Amand-les-Eaux, nei pressi di Valenciennes, in Francia.

VITO di Lucania
nato verso il 297, in Sicilia, figlio di un pagano. Martire nel 304, assieme al pedagogo Modesto e alla nutrice Crescenzia. Secondo il Martirologio geronimiano invece, visse in Lucania e una leggenda dice che da bambino guarì il figlio di Diocleziano, suo coetaneo, ammalato di epilessia. Il culto si diffuse rapidamente, nell’Italia Meridionale e poi anche in Germania. Veniva invocato per scongiurare la letargia, il morso di bestie velenose o idrofobe e l’epilessia. Patrono di Udine, Loreto e Recanati.

I santi del giorno del 10 gennaio

10 Gen

AGATONE papa
nato a Palermo verso il 574, prima di essere eletto, il 27 giugno del 678, era stato monaco. In un sinodo di 125 vescovi, tenutosi a Roma nel marzo del 680, condannò l’eresia di Eutiche e dei monoteliti, approvata da Onorio I (625-638), con la sua lettera “Dogmatica”, che inviò subito a Costantinopoli al 6° Concilio Ecumenico. Fu molto generoso verso il clero, anche riguardo le elargizioni di denaro. Sembra sia morto, a 107 anni, il 10 gennaio 681 e sia stato sepolto in San Pietro.

ALDO eremita
abbiamo pochissime notizie su di lui, una tradizione sostiene che era un laico vissuto nell’8 secolo, di professione carbonaio nei pressi di Pavia, che a un certo punto della vita, decise di farsi eremita. Alla sua morte fu sepolto nella cappella di San Colombano e poi traslato nella basilica di San Michele Maggiore a Pavia.

CAMILLO di Milano
Giovanni Camillo il Buono, 36° vescovo di Milano, originario di Camogli. Nel 649 partecipò al sinodo tenuto in Laterano dal papa Martino I contro i monoteliti e secondo una tradizione che risale all’11° secolo, fece trasportare le reliquie di Siro, vescovo di Genova, a Desio dove fece erigere una chiesa. Morì nel 660, dopo aver lasciato tutti i suoi beni alla Chiesa. Il suo corpo fu traslato nel Duomo, dalla vicina Chiesa di San Michele, da Carlo Borromeo, nel 1582. Come GIOVANNI, è festeggiato il 5 gennaio.

DOMIZIANO
vescovo di Mitilene, sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, verso la fine del 6° secolo. Fu alla corte di Costantinopoli dove tentò, senza riuscirvi, di convertire il re di Persia, Cosroe II. Molto lodato da S. Girolamo, lo  zelo.

FLORIDA di Digione santa martire nel 3° secolo.

GREGORIO X papa, vedi 09 Gennaio.

GUGLIELMO di Bourges
nato nel 1120 a Nevers, in Francia, dopo essere stato abate in vari monasteri, nominato arcivescovo di Bourges, aiutò i poveri, difese i diritti della Chiesa e ottenne molte conversioni in una missione che svolse tra gli albigesi. È morto a Bourges nel 1209.

LEONIA Aviat
nata il 16 settembre 1844, a Sèzanne dipartimento della Marna, in Francia. Il 30 ottobre 1868 ricevette l’abito religioso con il nome di Francesca di Sales e fondò le “Oblate di San Francesco ”, con lo scopo di dare un’educazione umana e cristiana alle giovani assunte al lavoro nelle industrie tessili. Nel 1903, a causa della persecuzione religiosa in Francia, spostò la casa madre a Perugia, dove è morta il 10 gennaio 1914.

MELCHIADE papa o MILZIADE,
di origine africana, ordinato sacerdote nel 286, venne eletto il 2 luglio 311, dopo quasi 2 anni nei quali la sede pontificia era rimasta vacante. Nel tempo del suo pontificato l’ imperatore Galerio consentì ai cristiani di professare liberamente la loro fede e rientrare in possesso dei beni loro confiscati. Con l’intervento di Costantino negli affari ecclesiastici, quando emanò il famoso editto del 313, si ebbe la solenne affermazione del cristianesimo e si aprì così per la Chiesa un’era di libertà ed espansione. Vennero così restituiti, chiese, luoghi di culto e cimiteri, consentendo ai fedeli la libera pratica della loro religione. Fausta, seconda moglie di Costantino imperatore, donò al papa il palazzo del Laterano dove, il 30 ottobre dello stesso anno Milziade indisse un sinodo di 19 vescovi, nel quale venne pronunciata la condanna dell’eresia donatista, ribadita poi nel sinodo generale d’Occidente convocato ad Arles nel 314 ed è questo il palazzo nel quale stabilì poi la residenza pontificia. Morì il 10 gennaio 314 e fu l’ultimo papa a essere sepolto nelle catacombe di Callisto, sulla Via Appia Antica, onorato come martire.

PIETRO Orseolo
nato a Venezia nel 928. Nel 976 quando fu assassinato il doge di Venezia Pietro IV e vennero incendiati sia il Palazzo Ducale che la Chiesa di San Marco, Pietro fu eletto doge, in un periodo di accese lotte intestine fra le varie famiglie che aspiravano a rendere la carica ereditaria. Il suo breve dogato fu caratterizzato da opere di pace e di ricostruzione, la basilica di San Marco, ospizi e ospedali, insieme però a una ripresa delle lotte fra le fazioni, di fronte alle quali non mostrò sufficiente energia. Sempre più dedito a opere di carità e alla vita religiosa, osteggiato da tutte le fazioni, dopo soli 2 anni lasciò la carica e si fece eremita nel convento di San Michele nei Pirenei, dove restò fino al 987, anno della morte. È stato canonizzato da Clemente XII, nel 1731.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

TECLA di Lentini martire in Sicilia nel 3° secolo.

I santi del giorno del 9 gennaio

9 Gen

ADRIANO di Canterbury
proveniente dall’Africa, si stabilì nei dintorni di Napoli e divenne abate di Nisida. Nel 671 fu mandato a Canterbury(v), dal papa Vitaliano, come abate del monastero dei santi Pietro e Paolo, che più tardi cambiò il nome in abbazia di sant’Agostino.  Qui rimase ben 39 anni e in questo tempo il monastero raggiunse una notevole fama come centro di insegnamento, dotato di una ricca biblioteca e con il risultato di una eccezionale fioritura di vocazioni sacerdotali. Morì nel 710 e la sua tomba divenne oggetto di numerosi pellegrinaggi per la fama dei miracoli che vi avvenivano. Secondo una leggenda il suo corpo verrà poi ritrovato intatto nel 1091.

AGNELLO di Napoli vescovo di Napoli dal 673 al 694.

ALESSIA vergine martire francese.

ALICE Le Clerc santa morta nel 1622.

BASILISSA 
moglie di Giuliano l’Ospitaliere, martire nel 4° secolo.

GIOCONDO  
martire assieme a Felice, Vitale e compagni.

GIULIANO di Siria
fu fatto prigioniero e venduto come schiavo in Siria. Quando riacquistò la libertà entrò nel monastero di Edessa (oggi Urfa), nel quale era abate Efrem il Siro. Sembra sia morto martire verso il 370.

GIULIANO l’Ospitaliere 
non si hanno notizie del luogo, o della data di nascita, anche se alcune fonti citano il 4° secolo. Secondo una leggenda tramandata da sant’Antonino  mentre era a caccia, i genitori vennero in visita al suo castello e sua moglie, Basilissa, mise a loro disposizione la camera da letto coniugale. Giuliano tornato a notte fonda, vide un uomo e una donna nel suo letto e sospettando un tradimento li uccise entrambi. Quando scoprì la verità, tormentato dai rimorsi, si ritirò a fare penitenza, assieme alla moglie, a vita ascetica in un luogo sperduto, dove aprì una locanda per viaggiatori e un ospizio-ricovero per i poveri, come è raccontato anche nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine. A Roma gli è stata dedicata la chiesa di San Giuliano dei Fiamminghi ed è patrono di Macerata.

GREGORIO X papa 
Tedaldo Visconti, nato nel 1208 a Piacenza, da una nobile famiglia. Ordinato diacono, divenne uomo di fiducia di un’importante cardinale, svolgendo varie missioni diplomatiche. Nominato arcidiacono a Liegi, amministrava ben 283 parrocchie, ma continuò gli studi per perfezionare la sua cultura religiosa, all’Università di Parigi dove fu condiscepolo di Bonaventura, Tommaso d’Aquino e amico personale del re Luigi IX. Nel 1271 mentre partecipava all’ultima crociata come cappellano e si trovava a San Giovanni d’Acri, l’antica Tolemaide di Palestina, il 1° settembre ricevette la notizia di essere stato eletto papa nel conclave di Viterbo, successore di Clemente IV. Tedaldo accettò, sbarcò a Brindisi e arrivò a Roma il 27 marzo 1272 dove venne consacrato, assumendo il nome di Gregorio X. Questo conclave si era protratto per ben 3 anni e i viterbesi avevano scoperchiato il tetto del palazzo e diminuito progressivamente il vitto agli elettori riuniti, per costringerli finalmente a prendere una decisione. Nel suo pontificato tese a pacificare animi e nazioni, andò in molte città italiane per stroncare i contrasti tra guelfi e ghibellini, fu tollerante verso gli Ebrei e nutrì molto interesse per l’Oriente. Istituì l’Elemosineria Apostolica e dettò nuove norme per il Conclave, come quella che riduceva il vitto ai cardinali di un 3° al giorno fino al digiuno completo, se entro 3 giorni dall’inizio dei lavori il nuovo papa non fosse risultato eletto. Infine nel 2° Concilio di Lione del maggio 1274, propose una nuova riforma del Conclave e ottenne, sia pure per poco tempo, la riunione con la Chiesa Greca. Morì ad Arezzo il 10 gennaio 1276, tornando dal Concilio di Lione. Nel 1713 Clemente XI ne ha autorizzato il culto come beato.

MARCELLINO di Ancona
vescovo di Ancona, morto nel 550 circa. Secondo una leggenda, con le sue preghiere avrebbe salvato la città da un furioso incendio.

PASCASIA martire.

PIETRO di Sebaste
fratello minore di Basilio Magno e di Gregorio di Nissa. Entrato nel monastero di Cesarea, di Cappadocia(oggi Kayseri), fondato da Basilio, che nel 370 lo ordinò sacerdote, ne divenne abate. Dieci anni dopo fu creato, sempre dal fratello, vescovo di Sebaste(v) e così partecipò al Concilio di Costantinopoli del 381, lottando contro l’arianesimo. È morto nel 392.

I santi del giorno del 8 gennaio

8 Gen

ALBERTO di Cashel
vissuto nel 9° secolo, vescovo di Cashel, nel sud delI’Irlanda. Fu presente al Concilio della vicina Lismore e poi, assieme a Erardo vescovo di Ardagh, andò a Roma dove venne ricevuto dal papa Formoso, tra l’891 e l’896. In seguito fu anche a Gerusalemme, visitò i Luoghi Santi e la Palestina, dove rimase a lungo. Morì dalle parti di Ratisbona nel viaggio di ritorno in patria.

APOLLINARE di Gerapoli 
vescovo in Frigia, nel 2° secolo. Scrisse contro scettici ed eretici e dedicò anche un’apologia del cristianesimo all’imperatore Marco Aurelio.

BALDOVINO di Canterbury
arcidiacono martire del 7° secolo, chiamato popolarmente anche Baldo.

DIANO martire.

DULA di Nivelles  GUDULA o GUDUDA
nata nel 650 a Mercheten nel Brabante belga. Figlia di Amalberga, fu allevata dalla madrina Gertrude, nel monastero di Nivelles. Alla morte della madrina fece ritorno alla casa paterna, dove condusse vita di penitenza e carità. Morta nel 712, il corpo venne trasferito a Saint-Gery, Bruxelles, dove è chiamata patrona.

ELLADIO di Libia martire assieme a Teofilo.

ERALDO o ERARDO
vescovo di Ratisbona, morto nel 686. Ricordato nella più antica cappella della Chiesa dei Francescani, intitolata a suo nome, a Bolzano dove sembra che Francesco d’Assisi abbia servito Messa. Anche a Bressanone è vivo il suo culto nella chiesa dei Santi Erardo e Gottardo.

GIULIANO di Beauvais
martire assieme a Luciano vescovo e Massimiano.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

LUCIANO di Beauvais
vescovo martire verso la fine del 3° secolo. Secondo la tradizione, assieme a Massimiano e Giuliano, avrebbe evangelizzato la regione di Beauvais, in Francia, divenendone il 1° vescovo. In suo onore, nel 583, venne eretto un monastero, nel quale, nel settimo secolo, furono trasferite le sue reliquie.

MASSIMIANO di Beauvais
martire in Francia, assieme a Giuliano e Luciano vescovo.

MASSIMO di Pavia
confessore della fede, vescovo di Pavia.

PAZIENTE di Metz
vescovo martire del 4° secolo.

SEVERINO del Norico
nato nel 410 da una nobile famiglia romana, prima eremita in Oriente e poi evangelizzatore dei pagani nella regione danubiana del Norico(v), verso il 454, fondando vari monasteri. Godette di grande stima presso il re barbaro Odoacre, perché  pur essendo a capo della minoranza cattolica che viveva tra gli ariani, si dedicava a una continua opera di mediazione tra i due gruppi. Morto l’8 gennaio 482 nel monastero di Favianis, sei anni dopo i suoi discepoli abbandonarono la regione, soggetta alle scorrerie dei Rugi e degli Eruli, portando con loro le sue spoglie che, verso il 496, furono trasferite presso Napoli, dove venne eretto un monastero in suo onore. La Vita sancti Severini, composta dal discepolo Eugippio, viene considerata dagli storici, una valida fonte, ma ci sono testimonianze anche nell’Historia Anglorum di Beda il Venerabile e nel codice campano, conservato nella British Library.

TEOFILO di Libia
diacono martire assieme a Elladio.

I santi del giorno del 7 gennaio

7 Gen

BENIAMINO di Brescia martire.

CANUTO Lavard
nato nel 1096, duca di Schleswig, in Danimarca, assassinato il 7 gennaio 1131 a Cipro, durante un pellegrinaggio in Terrasanta e canonizzato come martire da Alessandro III, nel 1169. La sua morte aveva scatenato una guerra civile.

CARLO da Sezze
francescano laico, nato a Sezze, Latina, il 10 ottobre 1613. Visse per un trentennio in vari conventi, da Palestrina a Castelgandolfo, conducendo una santa vita, con visioni e rivelazioni mistiche, facendo il questuante e il cuoco. Ha lasciato vari scritti ascetici, editi e inediti, tra i quali è noto il “Trattato delle tre vie della meditazione”, del 1654. Morto a Roma il 6 gennaio 1670 nel convento di San Francesco a Ripa, è stato proclamato santo nel 1959 da Giovanni XXIII.

CLERO diacono martire.

CRISPINO di Pavia vescovo morto nel 466.

GIULIANO martire 
solo nel 1615 le sue ossa furono scoperte e vennero traslate a Cagliari, dove è molto venerato.

LUCIANO di Antiochia
sacerdote nato a Edessa di Siria, nel 235. Studiò retorica e filosofia e poi fondò una scuola cristiana ad Antiochia, nella quale insegnò esegesi biblica. Sembra abbia subito l’influsso dell’eretico Paolo di Samosata e per motivo sia stato privato della Comunione Eucaristica, ma si sarebbe riscattato con il martirio subito a Nicomedia il 7 gennaio 312, sotto Massimino II Daia, dopo un lungo periodo in carcere. Ha scritto un’apologia del cristianesimo ed è anche l’autore di un’accurata versione in greco dell’antico e nuovo Testamento, in seguito utilizzata anche da Girolamo di Stridone per la sua Vulgata(v).

NICETA 
nato nel 336 in Dacia(oggi Romania) e morto nel 415. Divenne vescovo di Remesiana, nell’odierna Serbia, fu amico di Paolino di Nola ed evangelizzò gran parte della regione danubiana centrale. Scrisse sei opuscoli di Istruzione ai catecumeni, opere di generi diversi e gli è attribuita anche la composizione del “Te Deum laudamus”.

RAIMONDO di Penafort
nato a Monjos, nel castello di Penafort, in Spagna nel 1175. Dopo aver studiato retorica e logica in patria e diritto a Bologna, dove fu anche insegnante, accettò l’invito del suo vescovo e si stabilì a Barcellona. Qui venne ordinato sacerdote e nel 1220 fu nominato canonico penitenziere e preposto del capitolo. Collaborò con Pietro Nolasco alla fondazione dell’Ordine della Beata Maria della Mercede e poi, all’età di 47 anni, entrò fra i Domenicani. Scelto dal papa Gregorio IX, che lo chiamò a Roma come confessore e cappellano penitenziere, nel 1238 venne eletto Generale dell’Ordine, ma dopo soli due anni rinunciò alla carica ritirandosi nel convento di Barcellona. È stato il più grande canonista del tempo e tra i suoi scritti è nota la Summa casuum, per l’amministrazione fruttuosa del Sacramento della penitenza, pubblicata nel 1234. Redasse nuove regole e fondò anche una scuola di lingue orientali, fu il promotore del dialogo con ebrei e maomettani, mettendo le sue capacità al servizio della conversione degli abitanti della Mauretania(v) e su incarico di Gregorio IX, compilò la raccolta delle fondamentali collezioni legislative chiamate Decretali. Morto a Barcellona il 6 gennaio 1275, i suoi funerali furono seguiti anche dai re di Castiglia e di Aragona. Chiamato anche MONDO.

RINALDO di Colonia
monaco nell’ abbazia benedettina di San Pantaleone a Colonia, dove svolse il lavoro di scalpellino. Morì verso il 960.

VALENTINO di Passau
vescovo di Passau in Baviera, nel 5° secolo. Grande evangelizzatore, è molto venerato nel Tirolo e a Termeno, in provincia di Bolzano, che gli ha dedicato una chiesa romanica con interno affrescato con storie della vita del Cristo, di san Valentino e di sant’Orsola.

VIRGINIA di Poitiers
pastorella della regione del Poitou, in Francia, patrona di Saint-Verge, nella diocesi di Poitiers, dove le è stata dedicata una chiesa.

I santi del giorno del 6 gennaio

6 Gen

ANDREA Corsini
nato nel 1301 da una illustre famiglia fiorentina, dopo una intensa vita di divertimenti mondani, si convertì alla fede ed entrò fra i Carmelitani di stretta osservanza. Dopo l’ordinazione sacerdotale e un periodo di studi a Parigi, nel 1349 fu nominato vescovo di Fiesole, lavorò alla riforma ecclesiastica della diocesi e si occupò dei poveri, malati e feriti, che erano molti, in quella triste epoca di guerre ed epidemie. Legato Pontificio a Bologna, nel 1368, svolse intensa opera di pacificazione fra le fazioni in lotta. Morì a Fiesole il 6 gennaio 1373 e fu canonizzato nel 1629, da Urbano VIII. Era commemorato il 6 gennaio, ma a Firenze la sua festa è il 4 febbraio.

BALDASSARRE
leggendario nome di uno dei Re Magi. Le presunte reliquie, conservate nella basilica di Sant’Eustorgio a Milano, furono trafugate per ordine di Federico Barbarossa e portate nella cattedrale di Colonia. Nell’Epifania 1904 una parte è stata restituita a Milano e sono custodite nel transetto di sinistra della stessa basilica di sant’Eustorgio.

GASPARE
o Gasparre, uno dei Re Magi, che secondo il Vangelo di Matteo, giunse dall’Oriente per adorare Gesù a Betlemme. Il suo nome, non è citato nei Vangeli, si ha soltanto attraverso una tradizione occidentale che risale forse al 5° secolo, secondo la quale era un sovrano dell’India.

GELTRUDE Vanosten o VILTRUDE, mistica olandese.

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MELANIO vescovo e confessore della fede.

MELCHIORRE  
uno dei re Magi, che, secondo la tradizione, seguendo la stella cometa, andò a rendere omaggio al “Bambin Gesù”.

MERINA vergine martire del 6° secolo.

PIER TOMMASO
religioso carmelitano francese, nato nel 1305 e morto a Cipro nel 1366. Nel 1353 iniziò la carriera diplomatica, ma poi, divenuto teologo di Innocenzo VI, venne incaricato di varie missioni a Milano, Genova, in Ungheria, Serbia e a Costantinopoli. Eletto arcivescovo di Creta e nel 1365 anche Patriarca di Costantinopoli, con la sua autorità favorì e propagò l’idea di una nuova crociata. Il culto è stato confermato da Paolo V, che lo ha beatificato verso il 1619 e poi da Urbano VIII(1623-1644), con la canonizzazione solenne.

RAFFAELLA di Cordova
Raffaella Maria Porras y Ayllon, nata il 1° marzo 1850 a Pedro-Abad, presso Cordova in Spagna. Nonostante la sua condizione sociale fosse agiata, non si lasciò attirare dalla vita mondana, si dedicò all’assistenza degli ammalati più poveri, nel 1874 si fece suora e l’anno dopo fondò l’istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, per l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, che approvato nel 1894 da Leone XIII. Con grande umiltà diede poi le dimissioni da superiora e visse nel servizio di semplice suora fino alla morte, il 6 gennaio 1925.

TELESFORO martire in Africa.

I santi del giorno del 5 gennaio

5 Gen

ABACUC profeta biblico (uno dei 12 minori).

AMATA e AMELIA martiri nel 6° secolo.

APOLLINARE vergine martire.

ASTOLFO di Magonza vescovo.

BARNABA da San Nicola  Giovanni Del Vit, nato il 7 aprile 1746 a Grumes, in provincia di Trento. Dopo aver frequentato la scuola popolare, a 16 anni fu mandato a Lavis come apprendista sarto, presso la casa Clauser. Nel marzo 1768 partì per Roma deciso a farsi religioso e fu accolto come laico nel monastero degli Agostiniani Scalzi. Due anni dopo emise i voti, prese il nome di fra Barnaba, servì nel convento con il suo mestiere di sarto e si dedicò anche alla “cerca” per le strade di Roma. Tornò a Grumes una sola volta, nel 1780, a pregare sulla tomba di suo padre. Ha speso tutta la vita nel servizio di Dio e del prossimo. È morto il 5 gennaio 1790 e il suo corpo riposa nella chiesa di Gesù Maria al Corso, nel centro di Roma. Di lui si disse che era un frate di soavi maniere, di innocenza, carissimo ai confratelli, ardente di carità, umile, povero e obbediente. Dopo la morte la voce popolare lo venera come santo e si narrano diversi prodigi a lui attribuiti quando era ancora in vita. A Grumes, dove sono conservati alcuni oggetti che gli erano appartenuti, è ricordato con venerazione.

EDOARDO il Confessore nato a Islip, nell’Oxfordshire nel 1002, figlio di Eteldredo II re d’Inghilterra e di Emma di Normandia. Nel 1042, alla morte dell’ultimo sovrano danese Canuto III e con l’appoggio di Godwin conte del Wessex, venne consacrato re con il nome di Edoardo III. Di educazione normanna però, non seppe accattivarsi i favori del popolo e quando si venne a sapere che la corona inglese era stata da lui promessa a Guglielmo di Normandia, il sentimento nazionale sassone prevalse e permise a Godwin di regnare di fatto. Alcune imprese di pace illustrano il nome di Edoardo: rimise in vigore le leggi del suo antenato Edgar e trasferì la capitale a Westminster, nell’Anglia Orientale. Si dice anche che ebbe visioni e che curava i malati con il semplice tocco delle mani, ma in complesso fu un re debole, amato soltanto per la sua mitezza. Riuscì comunque a rafforzare i legami tra la Chiesa inglese e il papato, fece costruire l’abbazia di San Pietro a Londra, che oggi si chiama Winchester Abbey, consacrata il 28 dicembre 1065. Gravemente ammalato, non poté assistere alla cerimonia inaugurale perché morì a Westminster, il 5 gennaio 1066. Venerato subito come santo dalla volontà popolare, è stato poi canonizzato nel 1161, da Alessandro III. Festa anche il 13 ottobre, anniversario della traslazione della salma nella nuova cattedrale.

EMILIANA di Roma  vergine romana, vissuta nel 6° secolo. Sorella di Tarsilla, zia di Gregorio Magno, il quale ci ha lasciato il racconto della sua vita e delle visioni. Condusse vita austera nella casa del senatore Gordiano poi trasformata nel monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio dal nipote Gregorio. È stata un grande esempio di purezza e di edificante virtù.

GERLACO di Maastricht Militare di Valkenburg, in Olanda. Sposato, ma di carattere irascibile, rissoso, violento e bestemmiatore, rese infelice la giovane moglie, ma quando lei morì, il rimorso lo fece piombare nella disperazione. Lasciate le armi, divenne pellegrino, prima a Roma e poi a Gerusalemme. Fece sette anni di penitenza, durante i quali, servì gli ammalati negli ospizi. Alla fine entrò nell’Ordine fondato da Norberto di Xanten (premonstratensi), vivendo come eremita nel cavo di una vecchia quercia, presso Maastricht, in Olanda.

ISIDORO di Roma soldato romano, martire ad Alessandria d’Egitto.

PIETRO Bonilli nato il 15 marzo 1841 a San Lorenzo di Trevi, Perugia, in una famiglia di contadini. Nella sua giovinezza incontrò un sacerdote, Lodovico Pieri, che gli fece da guida spirituale nel cammino verso il sacerdozio. Fu ordinato nel 1863 e per 35 anni esercitò il suo apostolato come parroco di Cannaiola, una frazione di Trevi, dedicandosi all’istruzione religiosa. Fondò un orfanotrofio per ragazzi abbandonati, aprì un asilo per ragazze sordomute e cieche e riuscì anche a far funzionare una tipografia. Nel 1888, fondò l’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia per l’assistenza a tutti questi giovani in difficoltà. È morto a Spoleto il 5 gennaio 1935.

RUGGERO di Todi  nato verso il 1180 a Todi, in Umbria, si fece francescano. Nel 1216 ricevette l’abito monastico da Francesco d’Assisi, il quale lo inviò come direttore spirituale al convento delle Clarisse di Rieti. Morì a Todi, il 5 gennaio 1237.

SIMEONE stilita  il vecchio, asceta siriano nato verso il 390 a Sis o Sisi in Cilicia(v), morto nel 459. Pastore attirato dalla vita monastica, in un primo tempo si ritirò in un convento, ma poi si fece eremita. Dopo aver sperimentato varie forme di ascetismo, andò a vivere su di una piattaforma posta alla sommità di una colonna, dove rimase, sembra, per 40 anni, alternando la predicazione alla preghiera, ascoltato e venerato anche da re e imperatori. Gli sono stati attribuiti numerosi scritti apologetici.

TELESFORO papa  di famiglia greca, ma nato a Terranova, in Calabria, dove visse da eremita. Eletto nel 125, successore di Sisto I, perché ritenuto estraneo alle eresie che già dilagavano in Roma e pertanto in grado di combatterle. Secondo lo storico Ireneo di Lione, resse le sorti della Chiesa per 11 anni, 3 mesi e 22 giorni. Condannò l’eresia degli gnostici, secondo la quale Dio è ineffabile, infinitamente superiore, ma separato dall’uomo  Introdusse il precetto del digiuno quaresimale per i fedeli (per il clero doveva durare 7 settimane) ed è famoso per aver istituito la Messa della Notte di Natale, con il canto del Gloria in excelsis Deo all’annuncio della nascita di Gesù. Subì il martirio nel 136 sotto l’imperatore Adriano, ma risulta priva di fondamento la notizia che sia stato sepolto in Vaticano accanto a san Pietro.

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