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I santi del giorno del 18 agosto

18 Ago

AGAPITO di Palestrina
martire sotto Diocleziano. Sul luogo del suo sepolcro a Palestrina, nel 4° secolo fu eretta una basilica che nel 1117 divenne la Cattedrale della città, riscoperta però solo nel 1864. È ricordato dai più antichi sacramentari della Chiesa Romana e anche nel martirologio gerominiano.

AIMONE Taparelli santo morto nel 1435.

BEATRICE da Silva Meneses
religiosa portoghese, nata nel 1424 a Ceuta (v). Di nobile famiglia, sorella del beato Amedeo IX di Savoia, dama d’onore di Isabella, moglie del re di Castiglia Giovanni II. Desiderosa di vita contemplativa, si ritirò in un monastero di domenicane a Toledo, dove visse per trent’anni in austera penitenza, senza pronunciare i voti, ma distribuendo tutto il suo patrimonio ai poveri. Nel 1484 fondò le Concezioniste, congregazione approvata nel 1489, al tempo del papa Innocenzo VIII. Morta a Toledo il 16 agosto 1490, il suo culto popolare è stato confermato solo nel 1926 da Pio XI ed è stata poi canonizzata nel 1976 da Paolo VI. Molto venerata anche in Portogallo.

CRISPO di Roma sacerdote martire.

ELENA imperatrice
madre di Costantino il Grande, di umili origini, nata verso il 255, in Bitinia. Era locandiera, quando, prima del 280, divenne concubina, cioè moglie morganatica di Costanzo Cloro e gli diede il figlio Costantino, ma fu allontanata nel 293, quando Costanzo sposò regolarmente Teodora. Quando il figlio salì al trono la richiamò a corte, circondandola di onori e facendo perfino coniare monete con la sua effigie. Secondo la testimonianza dello storico Eusebio di Cesarea, si convertì al cristianesimo all’età di 64 anni, ma la conversione fu così profonda che dimenticò il suo stato e si dedicò ai poveri diventando come una madre per bisognosi e indigenti. Nel 326 intraprese un lungo pellegrinaggio in Oriente, recandosi a visitare i Luoghi Sacri e a fondare la Chiesa del Santo Sepolcro. Una tradizione tardiva le attribuisce il merito del ritrovamento della vera croce di Cristo, una parte della quale, avrebbe portato a Roma collocandola nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, fatta costruire dal figlio, allo scopo di custodirvi le preziose reliquie. Fece costruire anche nuove basiliche a Costantinopoli e Betlemme. Morta nel 336 circa a Nicomedia, i suoi resti dono conservati nel sarcofago che si trova nel Museo Pio-Clementino, in Vaticano. Nella Chiesa Greca la festa è il 21 maggio.

ELIANA martire assieme a Taziana.

EONIO di Arles vescovo della città, successore di Leonzio, riallacciò i rapporti con la Santa Sede, interrotti dai disordini politici causati dalle invasioni barbariche e difese il diritto metropolitano della sede di Arles, contro le pretese di Avito di Vienne. Sostenitore  del movimento monastico, morì verso il 503.

ERMA martire a Roma assieme a Polieno e Serapione.

FIRMINO di Metz vescovo di Metz, alla fine del 4° secolo.

FLORO martire nell’Illirico assieme a Lauro, nel 2° secolo.

LAURO
tagliapietre illirico, martire nel 2° secolo assieme a Floro, Massimo e Procolo.

PAOLA Montaldi
nata nel 1443 a Montaldo, frazione di Volta Mantovana, nel 1443. A 15 anni entrò in un convento di Clarisse a Mantova e divenne badessa anche in altri monasteri. Morta nel 1514, è conosciuta particolarmente per le sue molte esperienze mistiche.

TAZIANA martire assieme a Eliana.

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I santi del giorno del 10 agosto

10 Ago

AGATONICA martire a Cartagine(v), con le sante Bassa e Paola.

ASTERIA martire a Bergamo nel 4° secolo.

AURELIO martire.

BASSA
martire a Cartagine (v), con le sante: Agatonica e Paola.

DIODATO martire di Roma.

ERIK IX (ERICO di Svezia)
detto il Santo, re di Svezia dal 1156. Difensore della Chiesa, migliorò la condizione della donna, promulgando un codice detto Leggi di Sant’Erik e intraprese anche una crociata per convertire i Finlandesi rimasti pagani. Fu fatto decapitare da Magnus Erikson, il 18 maggio 1160 a Uppsala. Anche se non è mai stato canonizzato, è da sempre considerato il santo protettore della nazione. Dal 1200, il 18 maggio è una delle più importanti feste svedesi.

GILBERTA
diminitivo di Agilberta, benedettina vissuta nel 7° secolo.

LORENZO
nato in Spagna tra il 210 e il 220, arcidiacono della Chiesa di Roma, sotto il papa Sisto II, incaricato dell’amministrazione dei beni della Chiesa e della distribuzione degli aiuti ai poveri. Secondo una passio del 5° secolo, quando nel 258 scoppiò la violenta persecuzione di Valeriano I, il prefetto di Roma ordinò a Lorenzo di consegnargli le ricchezze della Chiesa che aveva ricevuto in custodia dal papa, ma lui distribuì tutto ai poveri e malati, poi mostrando al prefetto questa folla di gente, gli disse: “Ecco i veri tesori della Chiesa” ! Subito arrestato, venne arso vivo a fuoco lento su una graticola di ferro e si racconta che, in mezzo ai tormenti, Lorenzo invitò il carnefice a girarlo, perché da una parte era ormai “cotto” al punto giusto. L’esecuzione avvenne il 10 agosto 258, 4 giorni dopo il martirio del papa e dei diaconi romani suoi colleghi, con i quali aveva avuto un patetico incontro. Fu sepolto sulla Via Tiburtina nelle catacombe di Santa Ciriaca, nel cimitero dell’Agro Verano, dove nel 4° secolo, Costantino il Grande fece costruire la Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, alla quale poi Sisto III, aggiunse una grandiosa basilica. Damaso I fece scolpire sulla sua tomba questa iscrizione a ricordo del suo martirio: “La fede di Lorenzo ha potuto vincere i colpi, i carnefici, le fiamme, i tormenti e le catene”. È raffigurato in uno stupendo mosaico nel mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, con la croce, il libro della Legge, la graticola, simbolo del suo martirio e i 4 Vangeli, dei quali Lorenzo come diacono, era il custode. Una tradizione afferma che le ceneri sono state trasferite a Genova, e custodite in una cappella dedicata San Giovanni Battista, nella grande cattedrale di San Lorenzo.

PAOLA di Cartagine martire assieme ad Agatonica e Bassa.

TORE di Metz
diminutivo di AUTORE, santo, vissuto nel 5° secolo.

I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

I santi del giorno del 18 giugno

18 Giu

AMANDO di Bordeaux
fu istruito nella dottrina cristiana dal suo vescovo Delfino, al quale successe nelle funzioni, dal 404 al 432. Sembra abbia partecipato alla conversione e alla preparazione al battesimo di Paolino di Nola.

CALOGERO di Sciacca
anacoreta di origine greca, da Costantinopoli venne in pellegrinaggio a Roma dove si fece monaco. Secondo una tradizione andò a evangelizzare le isole Lipari e poi, divenuto eremita, visse come un recluso su di un monte nei pressi di Agrigento. Di lui abbiamo solo notizie frammentarie, forse morì nel 485 ed è molto venerato in tutta la Sicilia.

CIRIACO di Malaga martire assieme a Paola nel 4° secolo.

ELISABETTA di Schonau
nata nel 1129 e morta a Schonau im Schwarzwald, in Germania, nel 1165. Benedettina in un convento a Bingen, presso Magonza, nella Renania-Palatinato, ne divenne superiora nel 1157. Ebbe visioni ed estasi da lei trascritte in due opere, “Visiones” e “Revelationum.”

ERMA di Roma
uno dei Padri Apostolici, forse fratello del papa Pio I, vissuto nel 2° secolo. Autore di uno dei più celebri libri dell’antica letteratura cristiana, il Pastore, un trattato sulla necessità della penitenza, ritenuto da molti scrittura ispirata. Costituisce una preziosa testimonianza della vita religiosa della comunità cristiana di Roma del tempo ed è composto da 5 visioni, 12 precetti e 10 similitudini allegoriche, per ricondurre tutti i cristiani al ravvedimento.

EUFEMIA di Diessen
nata nei pressi di Monaco, figlia del conte Bertoldo di Diessen e sorella di Matilde(v.). Badessa del monastero di Altomunster fino alla morte, il 18 giugno 1180.

FORTUNATO il filosofo
vescovo molto erudito, soprannominato “il Filosofo”. Originario di Vercelli, amico di Germano di Parigi, si ritirò in Francia, dove morì nel 576.

GREGORIO Barbarigo
nato a Venezia il 16 settembre 1625, da una nobile famiglia. Dopo aver svolto varie attività diplomatiche e politiche, si fece sacerdote e divenne vescovo di Bergamo nel 1657, cardinale nel 1660 e poi anche vescovo di Padova, nel 1664. Attuò con vigore le riforme del Concilio di Trento e in tutta la sua attività si segnalò nella formazione dei sacerdoti per i quali fondò, sempre a Padova, un seminario con cattedre di lingue orientali più una stamperia poliglotta, dando grande incremento alla conoscenza della cultura orientale in Italia, tutto questo perchè era un appassionato sostenitore della riunificazione tra le Chiese d’Occidente e d’Oriente. Morto a Padova il 18 giugno 1697; beatificato da Clemente XIII nel 1761, è stato canonizzato da Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960.

LEONZIO soldato martire.

MARCELLIANO e MARCO
martiri di Roma nel 286, sotto Diocleziano. Non esistono notizie sicure, ma si tratterebbe di due fratelli, figli del nobile Tranquillino, diaconi del papa Caio e seguaci di Sebastiano.

MARINA di Spoleto santa vissuta nel 1300 circa.

OSANNA Andreasi
vergine, monaca di Mantova, vissuta tra il 1449 e il 1505.

PAOLA di Malaga martire assieme Ciriaco.

SPECIOSA di Pavia
vergine martire nel 5° secolo, patrona dei coltivatori di rose.

I santi del giorno del 11 giugno

11 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

AMABILE di Riom
curato di Riom, città nei pressi di Clermont-Ferrand, nel 5° secolo.

APOLLO vescovo.

BARNABA di Cipro
nato sull’isola di Cipro, il suo nome era Giuseppe, soprannominato Barnaba, che significa “figlio della consolazione”. Levita, si convertì al cristianesimo, vendendo il proprio campo, consegnandone l’importo ai piedi degli Apostoli e fu così tra i primi fedeli di Gerusalemme. Collaboratore degli Apostoli stessi, ai quali verso il 38 presentò il neo-convertito Saulo di Tarso. Dal 42 al 43 fu ad Antiochia assieme a lui tenendo riunioni e istruendo molta gente, partecipò alle discussioni circa l’ammissione dei pagani convertiti nel 1° concilio di Gerusalemme del 51 e Paolo gli affidò il compito di aiutarlo nell’evangelizzazione dei Gentili in Asia Minore e poi a Cipro. Quando si separarono, Barnaba tornò a Cipro, continuando a predicare il Vangelo accompagnato dal cugino Marco, l’evangelista. Secondo la tradizione morì lapidato e bruciato dagli Ebrei a Salamina, sull’isola omonima in Grecia, nel 60 o 61. Erroneamente ritenuto il fondatore della Chiesa di Milano, è invece annoverato tra i Padri della Chiesa, anche se gli Atti e il Vangelo che gli vengono attribuiti, sono sicuramente apocrifi. Secondo Tertulliano, sembra sia lui e non Apollo, l’autore della Lettera agli Ebrei, attribuita a san Paolo.

CUNEGONDA di Polonia
vissuta nel 13° secolo, sorella della beata Iolanda, principessa di Polonia. Quando rimase vedova si ritirò assieme a lei nel convento delle Clarisse di Gniezno a circa 50 chilometri da Poznam, dove morì verso il 1290.

FLORA d’Alvernia
nata in Alvernia (v), a 14 anni entrò nel convento degli Ospedalieri di San Giovanni a Beaulieu, nella Turenna, dove fece l’infermiera. Ebbe il dono di molte apparizioni e le furono attribuiti anche vari miracoli avvenuti dopo il 1347, anno della sua morte. È molto venerata in tutta la Francia.

MARIA ROSA Molas y Vallvè
nata il 24 marzo 1815 a Reus, presso Tarragona, in Spagna, da una famiglia di artigiani. Dal 1841 si dedicò a servire i più poveri nell’ospedale della sua città, dando grandi prove di carità e poi fondò la Congregazione religiosa delle “Sorelle della Consolazione”, continuando la sua missione d’amore fino alla morte, l’11 giugno 1876.

PAOLA Frassinetti
nata a Genova il 3 marzo 1809. Visse accanto al fratello Giuseppe, parroco e fondatore dei Figli di Maria Immacolata, collaborando con lui e insegnando nella scuola dei bambini della parrocchia. Ottima docente e fine educatrice, nel 1834 fondò l’Istituto delle Suore di Santa Dorotea, per l’educazione della gioventù femminile, che ebbe una larga diffusione anche in Portogallo e Brasile. Morta a Roma l’ 11 giugno 1882, beatificata nel 1930 da Pio XI, è stata poi canonizzata nel 1984 da Giovanni Paolo II.

PARISIO di Treviso santo bolognese, monaco camaldolese morto nel 1267.

REMBERTO di Amburgo vescovo di Amburgo e poi di Brema, in Germania.

 

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

I santi del giorno del 24 gennaio

24 Gen

ARTEMIO
vescovo martire di Clermont-Ferrand.

BABILA di Antiochia, ricordato anche il 23 Gennaio

EUSEBIO di Cesarea
nato in Palestina nel 265 circa, nel 313 fu consacrato vescovo di Cesarea e partecipò al Concilio di Nicea sostenendo le tesi di Origene. La sua erudizione sacra e profana era così notevole che viene considerato uno dei più appassionati apologeti del cristianesimo. Autore di una biografia del suo grande amico l’imperatore Costantino, l’opera più importante è però una Storia ecclesiastica in 10 libri, dalla morte di Cristo al 324, che, per ricchezza di notizie e serietà d’informazione, costituisce una preziosa fonte di studio, tanto che la traduzione latina di Rufino d’Aquileia, ne assicurò il successo anche presso gli scrittori occidentali. È morto verso il 340.

FELICIANO di Foligno
nel 199 fu nominato vescovo di Forum Flamminii, cioè San Giovanni Profiamma, frazione del comune di Foligno, dal papa Vittore I. Subì il martirio in tarda età verso il 251, a Todi, sotto Decio II, assieme a Eraclio e Paolino. È molto venerato in Umbria, particolarmente a Foligno, dove è sepolto nell’arca della Cattedrale a lui intitolata e costruita proprio sul luogo della primitiva sepoltura.

FRANCESCO di Sales 
nato il 21 agosto 1567 nel castello di Thorens, nell’Alta Savoia, in Francia, studiò ad Annecy, Parigi e Padova dove si laureò in legge a 24 anni. Abbandonata la carriera forense per la vita religiosa, nel 1593 fu ordinato sacerdote e dopo aver fatto il missionario in una zona calvinista della Francia ottenendo molte conversioni, divenne prima coadiutore e poi, nel 1602 vescovo di Ginevra-Annecy. Cercò di attuare nella sua diocesi le riforme promosse dal Concilio di Trento, fondò scuole, insegnò il catechismo e guidò suoi fedeli con molta saggezza. Dopo aver incontrato a Digione, Giovanna Francesca di Chantal, nel 1610 cooperò con lei alla fondazione dell’ordine della “Visitazione”, così chiamato perché le nuove monache si dedicavano soprattutto a visitare gli ammalati. Diede anche un notevole impulso alla propagazione in Francia dell’ Ordine Carmelitano e dei preti dell’Oratorio. Rappresenta una delle maggiori incarnazioni dell’umanesimo cristiano, illuminato dall’ottimismo francescano, ispirato alle tendenze della “Devotio” moderna e alla spiritualità di Filippo Neri. La sua teologia dell’amore e della pietà, esalta le virtù proprie di ogni stato sociale, al fine di stabilire i rapporti tra Dio e l’uomo su di un piano di reciproca confidenza. Morì a Lione il 28 dicembre 1622, ma venne sepolto solo il 24 gennaio 1623, ad Annecy, dove le reliquie sono custodite nella Chiesa della Visitazione. Ha lasciato molti scritti, tra i quali, “Introduzione alla vita devota” del 1608, il “Trattato dell’amor di Dio” del 1616, i “Sermoni” e oltre 2mila lettere. È stato canonizzato da Alessandro VII, nel 1665 e poi proclamato Dottore della Chiesa, protettore degli scrittori e dei giornalisti, da Pio IX nel 1877.

MARDONIO, METELLO e MUSONIO di Neocesarea martiri in Grecia.

PAOLA Gambara Costa
nata a Verolanuova, Brescia, il 3 marzo 1473, figlia dei nobili Giampaolo Gambara e Caterina Bevilacqua. Bellissima, fu data in moglie al conte Ludovico Costa di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, dove si trasferì con la famiglia. Dopo un periodo di piacevoli frivolezze, venne attirata dalle prediche di un francescano piemontese, Angelo Carletti da Chivasso e decise di entrare nel Terz’Ordine francescano. Nel frattempo scoprì che il marito le era palesemente infedele, ma reagì da moglie preoccupata solo di salvare il matrimonio e ci riuscì, perchè Ludovico tornò da lei. Quando rimase vedova con un figlio, si dedicò ad attività benefiche e subito dopo la sua morte, il 24 gennaio 1515, fu circondata dal culto popolare spontaneo, senza processi canonici, che però venne poi ratificato da Gregorio XVI, nel 1845. Il suo corpo è custodito nel convento francescano di Bene Vagienna.

PROIETTO martire assieme a Tirso.

STEFANO IV papa
nato in una famiglia aristocratica, educato in Laterano durante il papato di Adriano I, ebbe così il modo di “imparare il mestiere di papa”, venendo eletto il 22 giugno 816. Nello stesso anno andò a Reims, dove nella Cattedrale, l’8 ottobre incoronò imperatore il figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio con la moglie Ermengarda, ottenendo la conferma delle donazioni fatte da Pipino il Breve e da Carlo Magno e rinnovando così il patto di amicizia tra il pontificato e la dinastia carolingia, che diventava “figlia devota” della Chiesa. Rientrato a Roma, felice per aver ottenuto un così importante risultato per ristabilire la pace, morì pochi giorni dopo, il 24 gennaio 817 e fu sepolto nella basilica di San Pietro.

SURANO abate.

TIRSO martire assieme a Proietto.

VERA di Clermont  
Santa di Clermont-Ferrand, vissuta nel 5° secolo. Esistono alcuni documenti che attestano la sua venerazione fin dal 10° secolo.

ZAMA vescovo di Bologna, morto nel 3° secolo.

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