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I santi del giorno del 28 agosto

28 Ago

ADELINA di Poulangy
figlia di Guido e di Elisabetta, entrambi beati, abbracciò la vita monastica nel monastero di Larrey, presso Digione, che era stato fondato dalla madre. In seguito venne inviata dallo zio Bernardo, il primo abate di Clairvaux, in un monastero a Poulangy, nella diocesi di Langres nell’Alta Marna per introdurvi la riforma cistercense e ne divenne badessa. Morta nel 1170, viene onorata come santa, anche senza canonizzazione.

ALESSANDRO
patriarca di Costantinopoli dal 313 al 336. Celebre per sapienza e santità, partecipò al Concilio di Nicea del 325, opponendosi tenacemente all’eresia ariana.

AGOSTINO d’Ippona
Agostino Aurelio, il più celebre dei Padri della Chiesa Latina, figlio di Patricio e di Monica, nato il 13 novembre 354 a Tagaste, oggi Souk-Ahras, in Algeria. Essendo la madre era cristiana, fu iscritto fra i catecumeni e dopo i primi studi a Tagaste, si trasferì a Madaura per compiervi quelli di retorica. Tornato a Tagaste nel 369, vi rimase ancora un anno, periodo che segnò l’inizio dei traviamenti e degli amori giovanili, dei quali doveva poi tanto rammaricarsi nelle Confessioni. Andò a Cartagine, per continuare gli studi e qui condusse una vita intensa di divertimenti ed emozioni, legandosi a una ragazza, dalla quale a 18 anni ebbe il figlio Adeodato. Un anno dopo aderì al manicheismo(v.) alla ricerca di una verità religiosa che lo soddisfacesse e per nove anni fu uditore di questa setta. Entrato in crisi, cadde preda di un acuto scetticismo e restandogli solo l’ambizione per la carriera, insegnò prma a Cartagine, poi a Roma e nel 384 si trasferì a Milano con la compagna e il figlio, dove per intervento di Aurelio Simmaco, divenne maestro di retorica. Qui lo raggiunse anche la madre Monica e sotto le catechesi del vescovo Ambrogio si compì la sua evoluzione spirituale, abbandonò il manicheismo e allontanata la fedele compagna dopo 15 anni di vita in comune, si ritirò per qualche mese a Cassiacico, in Lombardia, assieme alla madre. Ricevette il battesimo assieme al figlio nella Veglia Pasquale del Sabato Santo, 24 aprile del 387. Decise di tornare in Africa con la madre, ma lungo la via Monica morì nei pressi di Ostia. Lasciata definitivamente l’Italia nel 388 e rientrato a Tagaste, vendette tutti i beni per darne il ricavato ai poveri e formò la sua prima comunità di “intellettuali”. Dopo questa preparazione, tre anni più tardi si stabilì a Ippona(v), dove il vescovo Valerio lo consacrò sacerdote affidandogli il ministero della predicazione. Nel 396, Agostino gli successe sulla cattedra episcopale dove restò fino alla morte avvenuta il 28 agosto del 430, mentre la città, che attualmente è chiamata Annaba, era assediata dai Vandali. Il suo corpo venne portato a Cagliari ai tempi di san Fulgenzio, poi trasportato a Pavia nell’8° secolo a cura di Liutprando re dei Longobardi, dove nel 1362 fu tumulato in un’arca in stile gotico nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. I suoi scritti più celebri rimangono le “Confessioni”, in 13 libri, opera filosofica e autobiografica, che però sfugge a ogni definizione letteraria e la “Città di Dio”, in 22 libri, opera apologetica in difesa del cristianesimo contro gli attacchi dei pagani e nello stesso tempo, il primo grande saggio di filosofia e di teologia della storia, scritta nell’arco di 15 anni e terminata dopo il 410, quando Roma, la città eterna era stata saccheggiata dai Visigoti di Alarico I. Per le sue opere gli è stato attribuito il titolo di “dottore della grazia”.

BIBIANO o VIVIANO
vescovo di Saintes, città sul fiume Charente in Francia, vissuto nel 5° secolo.

ERMETE di Roma
martire nel 116, è sepolto nel cimitero di Bassilla sulla Via Salaria Vecchia, dove in seguito, pose un’epigrafe papa Damaso I. Durante il Medioevo ebbe notevole culto anche in Sicilia e in Sardegna.

EZECHIA
figlio di Acaz, divenne re di Giuda a 25 anni e governò dal 716 al 687 a.C. Con l’aiuto del profeta Isaia restaurò il culto al vero Dio, abbattè gli idoli e distrusse i santuari dedicati a Baal, posti sulle cime boscose dei monti. Dotò il paese di notevoli opere pubbliche, tra le quali, l’acquedotto di Siloe per rifornire Gerusalemme e migliorò le comunicazioni e i commerci. Quando seppe dal profeta Isaia di dover morire presto, pianse e pregò il Signore di allontanargli la morte. Dio volle esaudirlo prolungandogli la vita di 15 anni e lui allora compose un cantico di ringraziamento(Isaia 38, 9-20). È divenuta famosa la sua resistenza vittoriosa agli attacchi degli Assiri.

GIOACCHINA Vedruna
nata il 16 aprile 1783 a Barcellona. A 16 anni si sposò con Teodoro de’Mas, ebbe 9 figli e poi, nel 1816 rimase vedova. Dopo aver allevato con amore i figli, nel 1826 fondò una congregazione di Carmelitane della carità, per assistere gli ammalati più poveri e disagiati, che si diffuse in Catalogna e in altre parti della Spagna, aprendo molte case di assistenza. È morta il 28 agosto 1854 a Vich, presso Barcellona, è stata beatificata il 19 maggio 1940 e canonizzata il 12 aprile 1950, sempre da Pio XII. Nel suo Ordine la celebrazione è stata fissata al 22 maggio.

GIULIANO di Brioude
nato a Vienne (v). Ufficiale dell’esercito romano fu arrestato, perché cristiano e subì volontariamente il martirio nel 304, a Brioude, nell’Alta Loira, presso Clermont Ferrand. È uno dei santi più venerati in Gallia e Gregorio di Tours ne ha scritto la Vita. A Brioude esiste una chiesa romanica del 12° secolo dedicata a lui.

MOSE’ monaco
C
hiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

PELAGIO martire in Istria.

SETTIMINO di Venosa martire.

SPERANZIO d’Alvernia abate vissuto nel 6° secolo.

VICINIO di Sarsina vescovo di Sarsina, in provincia di Forlì.

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I santi del giorno del 2 agosto

2 Ago

AGOSTINO Kazotic beato.

ALFREDA martire inglese, morta nell’ 834.

DAMIANO da Valencia
frate laico francescano spagnolo martire. Visse per qualche tempo da eremita nelle vicinanze di un convento, poi prese gli ordini e quando divenne sacerdote, chiese di andare missionario in Africa. Arrivato in Italia, riuscì a imbarcarsi a Napoli e appena messo piede sulle coste africane, si mise a predicare, suscitando le ire dei Saraceni che lo presero e lo uccisero.

EUSEBIO di Vercelli
nato in Sardegna all’inizio del 4° secolo. Prima lettore a Roma, dove si era trasferita la sua famiglia, nel 345 venne eletto 1° vescovo di Vercelli e in questa veste partecipò al Concilio di Milano del 355, nel quale contro la maggioranza ariana sostenuta dall’imperatore, prese le difese di Atanasio, rifiutando di sottoscriverne la deposizione. Venne perciò mandato in esilio a Scitopoli, in Cappadocia e poi nella Tebaide(v). Nel 361 fu richiamato da Giuliano l’Apostata e fu presente al Concilio di Alessandria d’Egitto, convocato da Atanasio, che perdonò ai capi dell’arianesimo, purché tornassero allo stato laicale. Morì a Vercelli nel 371 e venne venerato come martire per le sofferenze inflittegli dagli ariani, alcune fonti sostengono anzi, che fu addirittura lapidato il 1° agosto 371. Ha lasciato alcune lettere, nelle quali è tracciato l’elogio della vita regolare e comune del clero, da lui praticata rigorosamente nella sua diocesi, fin dal primo giorno dell’elezione a vescovo. Gli è attribuita anche l’erezione di una prima cappella a Oropa, per collocarvi una Madonna lignea portata da Gerusalemme, dove in seguito sorse un grandioso complesso di fabbricati che è considerato uno dei più antichi santuari mariani d’Occidente. La leggenda dice anche che fu il fondatore del Santuario di Crea, a 18 Km da Casale Monferrato.

GUSTAVO abate.

PELLEGRINO delle Alpi
leggendario principe scozzese che rinunciò ai suoi beni e agli onori del rango, per vivere distaccato dalle cose del mondo. Visitò i Luoghi Santi, andò in Egitto e poi venne in Italia ritirandosi a vita eremitica al valico di Leto, sull’Appennino, dove condusse austera vita di preghiera fino a tarda età. Onorato a Modena e Lucca fra i santi protettori, è morto nel 643.

PIER GIULIANO Eymard
nato il 4 febbraio 1811 a La Mure d’Isere, in Francia, seguì la propria vocazione religiosa contro il volere del padre e quando, nel 1834 fu ordinato sacerdote, si diede con fervore alle opere di apostolato nella sua diocesi di Grenoble. Dopo alcuni anni entrò nella Società di Maria, dove divenne Padre provinciale, ma nel 1856 lasciò i Maristi e fondò la Congregazione dei Sacerdoti del Santissimo Sacramento, approvata dalla Santa Sede nel 1863 e poi fondò quella delle Ancelle del Santissimo Sacramento, le Sacramentine, per l’adorazione perpetua. Morto a La Mure il 1° agosto 1868, è stato proclamato santo da Giovanni XXIII, il 9 dicembre 1962.

RUTILIO martire in Africa.

SATIVOLA di Exeter
santa di Exeter, contea del Devon, in Gran Bretagna, martire nel 4° secolo.

SERENO di Marsiglia
9° vescovo della città. Considerato il primo degli iconoclasti occidentali, avendo fatto distruggere per il sospetto di pratiche poco ortodosse, tutte le immagini della diocesi, per questo motivo fu severamente ammonito da Gregorio Magno. Secondo un’incerta tradizione, andando in pellegrinaggio espiatorio a Roma, sarebbe morto a Biandrate, presso Novara, dove viene venerato come patrono.

STEFANO I papa
romano, appartenente alla gens Julia, eletto il 12 maggio 254. Questo suo pontificato è celebre per la questione dei lapsi, circa la validità del battesimo degli eretici, sostenuta da Cipriano di Cartagine e dagli altri vescovi africani. Finì con il trionfo della dottrina tradizionale della Chiesa Romana, nel Concilio di Nicea del 325, dove fu proclamata solennemente la validità di tale battesimo. Il pontificato fu relativamente tranquillo in un clima di tolleranza per i cristiani fino al 257, quando Valeriano I, sobillato da un certo Marciano che più tardi gli usurperà il trono, emanò un editto per riprendere le persecuzioni anticristiane, sopratutto contro vescovi e preti, per il timore che la Chiesa si stesse impadronendo dei beni dello Stato. Stefano fu una delle prime vittime, il 2 agosto 257.

SUSO di Costanza
Seuse Heinrich di Berg, nato il 21 marzo 1295 a Costanza sul lago, in Germania. Figlio di un nobile, a soli 13 anni entrò nei Domenicani e all’età di 18, ebbe la sua prima esperienza mistica. Studiò, divenne un ottimo teologo ed ebbe il dono di estasi e visioni. Dopo aver predicato in Alsazia, Renania e Svizzera, rientrò a Costanza ma, per le lotte fra il papa Clemente VI e l’imperatore Lodovico il Bavaro, fu costretto a lasciare la città con tutti i suoi monaci. Non tornò più nella città natale e nel 1348, si stabilì a Ulm, città posta alla confluenza di due fiumi, il Danubio e l’Iller, dove raccolse i suoi scritti, redigendo l’Exemplar e diverse altre opere mistiche. Il suo pensiero si può riassumere nel desiderio dell’annullamento della propria anima nella divinità, che egli definisce il principio di tutto. Queste opere hanno esercitato una notevole influenza sulla mistica e poesia tedesca anche nei secoli successivi. Morto a Ulm, il 25 gennaio 1366, è stato beatificato nel 1831 da Gregorio XVI. Come
ENRICO la sua festa è il 25 gennaio.

I santi del giorno del 21 luglio

21 Lug

AGOSTINO Fangi beato, morto nel 1493.

ALBERICO Criscitelli beato morto nel 1900.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles (v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

COSTANTINO abate
discepolo successore di Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, morto verso il 560.

DANIELE profeta
il 4° dei profeti maggiori ebrei, vissuto nel 6° secolo a.C., citato tra i deportati in Babilonia nel 606. La sua vita è documentata dal libro biblico detto Libro di Daniele, la cui stesura gli è attribuita, ma risulta invece, scritto tra il 167 e il 164 a.C., durante la persecuzione di Antioco IV Epifane e la rivolta dei Maccabei. Trascorse la giovinezza presso il re Nabucodonosor, durante l’esilio babilonese dove, per non contaminarsi con le vivande e i vini del re, si cibò solo di legumi e acqua e in cambio ebbe da Dio sapienza, intelligenza e capacità di interpretare visioni e sogni. Tenuto in grande considerazione per queste facoltà profetiche che ebbe modo di manifestare interpretando i misteriosi sogni del re, riuscì anche a uscire illeso per due volte dalla fossa dei leoni, dove era stato gettato per istigazione dei suoi nemici. Il popolo allora riconobbe che possedeva lo spirito di Dio, fu rivestito con abiti di porpora, gli venne messa al collo una catena d’oro e tenuto in gran conto anche dal re persiano Ciro, che lo nominò suo ministro. Questo libro, comunque, non rappresenta più la vera corrente profetica, non contiene cioè la predicazione di un profeta mandato da Dio in missione presso i suoi contemporanei, ma è stato scritto e composto da un autore che inaugura il genere apocalittico preparato dal profeta Ezechiele. Alla sua morte fu sepolto nella città di Susa, capitale della storica regione di Elam.

ELIO martire nel 310.

GIULIA di Troyes
ancora molto giovane, venne fatta prigioniera a Troyes (v) da Claudio, un ufficiale barbaro, che la fece sua schiava. Quando però costui venne a sapere che era cristiana, la trattò con rispetto e prima di partire per la guerra, le chiese di pregare per lui, perché tutto gli andasse bene. Tornato vittorioso, fu molto gentile e premuroso e quando Giulia, in seguito a una visione di Cristo in sogno, decise di tornare a Troyes, volle accompagnarla per proteggerla. Appena arrivati, l’imperatore Aureliano li fece arrestare perché cristiani, torturare e poi decapitare, nel 272.

LORENZO da Brindisi
nato a Brindisi il 22 luglio 1559, battezzato Giulio Cesare, quando a 16 anni rimase orfano, si fece frate cappuccino prendendo il nome di Lorenzo. Molto intelligente e dotato di una straordinaria attitudine per lo studio delle lingue e delle Sacre Scritture, nel 1602 venne nominato Provinciale del suo ordine e poi Superiore generale. Grande predicatore, iniziò il suo apostolato in Italia, predicando per la conversione degli Ebrei e percorse poi tutta l’Europa, difendendo la dottrina cattolica contro eretici, musulmani e protestanti, poi il papa Clemente VIII lo inviò in Germania per attuare la riforma dell’ordine. Fondatore di diversi monasteri, a Praga, Vienna e Gorizia, è morto il 22 luglio 1619 a Belem, presso Lisbona, durante una delle numerose missioni diplomatiche. Tra gli scritti sono da ricordare la Explanatio in Genesium, una delle migliori opere esegetiche del tempo, e Oratoria, una raccolta di 658 sermoni. Canonizzato da Leone XIII nel 1881, è stato poi proclamato dottore della Chiesa, nel 1959 da Giovanni XXIII.

NILDE martire vissuta nel 7° secolo.

PRASSEDE
la leggenda la dice figlia del nobile Pudente e sorella di Pudenziana. Consacratasi a Dio e ai poveri, morì martire a Roma nel 164 e venne sepolta in “spelunca”, nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria. All’antica chiesa di Santa Prassede già ricordata fin dal 5° secolo, edificata sull’alto colle Esquilino, fu legato un titolo cardinalizio. In questa chiesa, ricostruita nell’822 da Pasquale I sono conservate le reliquie delle due sorelle e nella navata centrale esiste un disco di porfido che indica dove si trovava la cisterna nella quale Prassede nascondeva i corpi dei martiri. La chiesa è nota anche per la cappella di San Zenone, in stile bizantino e per i mosaici del 9° secolo.

PUDENZIANA di Roma o PUDENZIA
sorella di Prassede, martire a Roma nel 164, fu sepolta “in spelunca”, nelle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria, assieme alla sorella. A Roma esiste una chiesa dedicata a Santa Prassede, adornata da celebri mosaici, nella quale sono conservate le presunte reliquie delle due sorelle.

VITTORE di Marsiglia
secondo una tradizione consolidata, era un ufficiale romano di guarnigione a Marsiglia, che subì il martirio perché si rifiutò di fare sacrifici e di offrire incenso agli dei pagani. Decapitato nel 290, il corpo fu gettato in mare, ma tornato a riva, venne raccolto e sepolto cristianamente. Nel 5° secolo, Cassiano, patriarca di Costantinopoli espulso dalla città, approdò a Marsiglia ed eresse un monastero sul sepolcro di Vittore, in seguito però sembra che le reliquie siano state trasferite a Parigi nell’abbazia di Saint-Victor.

I santi del giorno del 9 luglio

9 Lug

AGOSTINO Zhao Rong
sacerdote martire in Cina con molti compagni, canonizzato domenica 1° ottobre 2000, alla presenza di Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro.

ANATOLIA di Tora
santa abruzzese, martire di Tora nella Sabina, Lazio, nel 3° secolo, assieme ad Audace.

AUDACE di Tora
martire di Tora, nella Sabina, assieme ad Anatolia, nel 3° secolo.

BARNABA di origine polacca, eremita camaldolese vissuto nell’11° secolo.

CLELIA Nanetti
suora martire in Cina nell’anno 1900. Beatificata nel 1943, da Pio XII è stata canonizzata il 1° ottobre dell’Anno Giubilare 2000, da Giovanni Paolo II.

ELEONORA di Justaumond
Margherita Eleonora, nata nel 1746 a Bolléne nei pressi di Orange, in Francia. Si fece monaca cistercense nel monastero di Sainte-Catherine di Avignone. Durante la rivoluzione francese fu arrestata e ghigliottinata il 12 luglio 1794 a Orange, assieme a 2 sorelle ed è stata beatificata con le altre 31 religiose martiri di Orange.

ELIA Facchini
nato il 2 luglio 1839 a Reno Centese, in provincia di Bologna. A 18 anni entrò tra i Frati Minori nel Convento Francescano dell’Annunziata. Dedicò la sua vita alle missioni e partì per la Cina, dove svolse il suo apostolato, specialmente nello studio della cultura cinese e nella formazione del clero. Martire il 9 luglio 1900, durante la feroce persecuzione dei Boxers.

FABRIZIO martire in epoca sconosciuta.

GIOVANNA Scopelli santa morta nel 1491.

IFIGENIA di Limoges
martire di Saint-Matthieu, presso Limoges, durante la rivoluzione francese.

LETIZIA santa LAETITIA, vergine martire.

PAOLINA Visintainer
nata a Vigolo Vattaro, in provincia di Trento, il 16 dicembre 1865, seconda dei 14 figli di Napoleone e Anna Pianezzer, fu battezzata Amabile. Dopo aver ricevuto la Santa Cresima dal vescovo Benedetto Riccabona, all’età di 10 anni emigrò con la famiglia e molti altri trentini, in Brasile nello stato di Santa Caterina dove suo padre, con altri 5 capifamiglia, fondò dei villaggi in una valletta che oggi è chiamata Nova Trento, con i nomi dei paesi di origine: Vigolo, Besenello, Valsugana. Quando ebbe 14 anni, assieme all’amica Virginia Nicolodi, fu incaricata dal padre superiore dei Gesuiti di Vigolo, Augusto Servanzi, della catechesi dei fanciulli e comiciò a occuparsi anche dell’assistenza agli ammalati e della cura della chiesetta intitolata a San Giorgio. Questa vita di servizievole carità continuò negli anni fino a diventare, nel luglio del 1890, la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, approvata dal vescovo di Curutiba il 25 agosto 1895 e nella quale prese il nome di Paolina. Diresse con molta semplicità e saggezza la congregazione, organizzando scuole, ospedali e laboratori fino al 1909, quando incontrò difficoltà di vario genere che la fecero soffrire molto e fu costretta a lasciarne la guida. Visse quindi altri 33 anni come semplice suora, assistendo i malati e lavorando duramente, dando sempre esempio di intensa preghiera e generoso sacrificio. Nel 1940 l’opera da lei iniziata contava ormai una quarantina di case e più di 300 suore operanti nei diversi stati brasiliani. Morta il 9 luglio 1942, attualmente è sepolta a San Paolo del Brasile. Il 18 ottobre 1991 è stata beatificata da Giovanni Paolo II, a Florianopolis, durante la sua visita in Brasile e poi, in seguito a due guarigioni ritenute miracolose dal Dicastero per le cause dei Santi, avvenute il 23 settembre 1966 e il 5 giugno 1992, attribuite alla sua intercessione, è stata canonizzata solennemente il 19 maggio 2002, in Piazza San Pietro dove erano presenti oltre 2000 pellegrini brasiliani con il loro presidente della repubblica, Fernando Henrique Cardoso, circa 250 trentini guidati dall’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan e molti altri fedeli provenienti anche dagli Stati Uniti. Santa degli emigranti trentini, ma anche del Brasile, è chiamata la “Santa dei due Mondi”.

SUSANNA Deloye
nata nel 1741 in Francia, divenne suora benedettina prendendo il nome di Maria Rosa. È stata la prima delle 32 suore ghigliottinate a Orange, presso Avignone nella Francia del Sud, il 6 luglio 1794, durante la rivoluzione francese. L’accusa per la quale subì il martirio fu che: voleva distruggere la repubblica con il fanatismo e la superstizione.

SUSANNA de’Gaillard
Marie-Suzanne de’ Gaillard de Lavaldéne, nata in Francia nel 1761. Entrata nella congregazione delle Suore Sacramentine, si occupò dell’educazione giovanile. Martire il 7 luglio 1794, anche lei ghigliottinata dai rivoluzionari francesi.

TEOFANIO di Civitavecchia
conte di Civitavecchia, ricordato negli scritti di Gregorio Magno. È venerato come protettore della cittadina di Corneto Tarquinia, luogo nel quale, sembra siano stati scoperti, dopo molti secoli, i suoi resti mortali.

VERONICA Giuliani
nata il 27 dicembre 1660 a Mercatello, in provincia di Pesaro-Urbino. A 16 anni entrò nel monastero cappuccino di Città di Castello e dopo aver fatto la novizia e la professione di fede, venne nominata maestra di noviziato. Visse una profonda esperienza mistica e nel 1694, ricevette anche l’impressione visibile della corona di spine sulla fronte e tre anni dopo, anche le stigmate. Esercitò un po’ tutti gli uffici fino al 1716, quando fu nominata badessa. È morta a Perugia il 9 luglio 1727 lasciando un diario, Il tesoro nascosto, pubblicato postumo. È stata canonizzata da Gregorio XVI (1831-1846)

I santi del giorno del 27 maggio

27 Mag

AGOSTINO di Canterbury
apostolo della Gran Bretagna, dove venne inviato nel 596, dal monastero benedettino di Sant’Andrea in Roma dov’era priore, da Gregorio Magno assieme ai suoi 40 monaci, per portare il Vangelo agli Angli e ai Sassoni. Convertì Etelberto re del Kent e nel 601, quando venne nominato vescovo di Canterbury, avuto l’incarico di organizzare la Chiesa Britannica, fece costruire una cattedrale e un monastero. Fissò il vescovado a Canterbury, limitò la sua azione al regno del Kent ma non riuscì a riunire i vecchi bretoni ai nuovi convertiti, divisi da questioni liturgiche secondarie, per il rifiuto posto dal clero locale. Oggi però è riconosciuto da cattolici e anglicani come il 1° vescovo e padre della Chiesa inglese. Morì il 26 maggio del 605 e fu canonizzato verso la fine del secolo.

BRUNONE di Wùrzburg o BRUNO
figlio del duca di Franconia Corrado I e di Matilde di Svevia, cancelliere imperiale in Italia dal 1027 al 1034, anno in cui l’imperatore Corrado II, il Salico, lo designò vescovo di Wurzburg, sulla destra del fiume Meno, in Baviera. Ardente di zelo pastorale, fondò chiese e monasteri nella sua diocesi e ricostruì a sue spese la cattedrale della città. Accompagnò il nuovo imperatore Enrico III, in alcuni viaggi, ma nel 1045, seguendolo in una spedizione contro l’Ungheria, trovò la morte in un incidente molto particolare. Arrivati a Persenberg, sul Danubio, alloggiati in un castello, mentre stavano pranzando, il pavimento sprofondò. Mentre Enrico III se la cavò con qualche ferita, Bruno morì il 27 maggio 1045, dopo molti giorni di sofferenza. A Wùrzburg è festeggiato il 17 maggio.

CORA o CORINNA di Siria martire del 2° secolo.

DINO di C. martire assieme a TINO (Gioventino).

EUTROPIO di Orange
nato a Marsiglia da famiglia nobile. Alla morte della moglie, dopo una vita dissipata, decise di dedicarsi alla religione e nel 446, divenne vescovo di Orange, dove morì nel 475.

FEDERICO di Liegi vescovo belga, morto nel 1121.

FLAVIANO di Roma
di origine spagnola, divenuto prefetto di Roma, si fece battezzare con la moglie Dafrosa e le figlie Bibiana e Demetria. Durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata del 362, venne processato come cristiano, condannato all’esilio, marchiato a fuoco sul viso come uno schiavo, costretto a lavorare nelle cave di arenaria sulla Via Clodia, verso il 60° chilometro. Non si hanno notizie sulla morte, anche se taluni lo ritengono martire.

GIULIO di Silistria
soldato martire nel 303 a Durostoro, in Mesia.

LIBERIO o LIBERO santo molto venerato ad Ancona.

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

OLIVIERO di Bristol
benedettino inglese, nato nell’anno 1000. Morì nel 1060 a Malmesbury, presso Bristol, mentre provava una “macchina volante”, costruita da lui.

RESTITUTA di Sora martire nei pressi di Sora, Frosinone.

TINO diminutivo di GIOVENTINO, martire con san Dino.

ZACCARIA di Vienne vescovo martire in Francia.

I santi del giorno del 19 maggio

19 Mag

ADOLFO di Cambrai
abate nel monastero di Saint-Vaast, in Francia, divenne vescovo di Cambrai, città sulla Schelda, nella Francia settentrionale. Morì nel 728.

AGOSTINO il novello
Matteo Spinelli, nato a Taormina, dopo aver studiato diritto a Bologna e divenuto un brillante docente di legge in quell’università, fu eletto prefetto della curia del re di Sicilia, Manfredi. In seguito alla sconfitta del re nella battaglia di Benevento, Matteo fu dato per morto e quando si riprese, entrò come fratello laico tra gli eremiti agostiniani in Sicilia, prendendo il nome di Agostino, nascondendo la sua identità. Quando venne trasferito in Toscana fu riconosciuto, condotto a Roma, ordinato sacerdote consigliere del priore generale della comunità, Clemente da Sant’Elpidio, per la revisione delle costituzioni dell’Ordine Agostiniano. Nel 1298 fu eletto egli stesso priore generale, ma 2 anni dopo rinunciò alla carica per ritirarsi nell’eremo di San Leonardo, presso Siena, dove morì il 19 maggio 1309. Culto confermato nel 1759 dal papa Clemente XIII.

CELESTINO V papa
Pietro Angeleri del Morrone, nato a Isernia in Molise, nel 1215, ultimo degli 11 figli di una povera famiglia contadina. Monaco benedettino a Faifoli, presso Benevento, fu poi eremita sul monte Pallano e dopo l’ordinazione sacerdotale, andò sul monte Morrone e sulla Maiella, presso Sulmona. Qui, intorno al 1240, fondò la congregazione benedettina degli “Eremiti di San Damiano”, chiamati poi Celestini, nell’eremo di Sant’Onofrio, nei pressi di Badia Morronese. La cattedra pontificia era vacante da 27 mesi, quando, ormai quasi ottantenne, il 5 luglio 1294 fu eletto papa, successore del francescano Nicolò IV, morto nel 1292. Il re Carlo Martello in persona andò all’eremo ad avvertirlo dell’elezione e venne consacrato il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V, in Santa Maria di Colledimaggio a L’Aquila, dove si trova anche il suo sepolcro. I suoi sessant’anni di vita eremitica non lo trovarono preparato all’incarico e così il 13 dicembre abdicò, istigato dal cardinale Caetani, che prese il suo posto con il nome di Bonifacio VIII. La sua abdicazione rimane l’unico caso nei secoli di vita del papato. Spogliatosi dell’abito e tornato a essere semplice frate, morì il 19 maggio 1296, in circostanze poco chiare, nella torre del castello di Monte Fumone, presso Ferentino, dove era stato rinchiuso da Bonifacio VIII, che temeva il suo ritorno. Clemente V lo ha canonizzato il 5 maggio 1313 con il nome di PIER CELESTINO

CIRIACA di Nicomedia vergine martire.    

CRISPINO da Viterbo
nato il 13 novembre 1668, fratello laico cappuccino, noto per le sue estasi contemplative e per l’amore per la natura. Cuoco, giardiniere e questuante, si distinse per la sua grande disponibilità e fu anche molto ricercato dalle personalità del tempo per chiedergli consiglio. Morto a Roma il 19 maggio 1750, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, nel 1982.

DUNSTANO
nato nel 924 a Glastonbury, in Inghilterra, ricevette la prima educazione nel monastero benedettino della città, dal quale però venne allontanato, perchè sospettato di magia. Consigliere di un re anglosassone, fu costretto all’esilio nelle Fiandre a causa dei rimproveri morali da lui rivolti all’autorità politica. Fu richiamato in patria dal re Edmondo che lo creò abate di Glastonbury e così, tornato influente alla corte, diede un impulso decisivo al monachesimo inglese. Successivamente resse la diocesi di Worcester e poi, dal 957, anche quella di Londra, divenendo arcivescovo di Canterbury, dal 961. Nominato da Giovanni XII, legato pontificio della Santa Sede per la Gran Bretagna, dominò popolo, clero e potenti con il prestigio del suo evangelico zelo, ristabilendo la disciplina tra religiosi ed ecclesiastici. Si occupò anche di meccanica e di pittura. Morì a Canterbury, nel 988.

GISELLA d’Ungheria
nata a Ratisbona prima del 985, figlia di Enrico II duca di Baviera e sorella dell’imperatore di Germania, Enrico II il santo. Dal 996 moglie di Stefano I, santo re cristiano d’Ungheria, affiancò il marito nell’opera di conversione del popolo, fondando chiese e monasteri. Perso l’unico figlio Emerico nel 1031 e rimasta vedova nel 1038, dovette lasciare l’Ungheria e così tornò in patria rifugiandosi nel convento di Niedernburg, presso Passau, in Baviera del quale divenne badessa e dove morì il 7 maggio 1060. 

IVO o IVONE Helory
nato il 17 ottobre 1253 a Minihy-Tréguier, in Bretagna, studiò diritto e teologia a Parigi e Orleans, dal 1267 al 1277. Laureatosi, divenne giudice ecclesiastico, prima a Rennes nella Francia occidentale e poi a Tréguier, sulla Manica, dove fu ordinato sacerdote e gli venne affidata la parrocchia di Trédrez nel 1285 e poi quella di Lohannes, nel 1293. Pur essendo giudice, non esitò a fare l’avvocato dei meno abbienti, per i quali istituì per primo il gratuito patrocinio e questo gli meritò appunto l’appellativo di avvocato dei poveri. Nel 1298 si dimise dai compiti ufficiali e si ritirò nel suo castello di Kermartin, che trasformò in asilo per diseredati, distribuendo loro tutti i suoi beni. Qui morì il 19 maggio 1303 e siccome fu reputato santo quando era ancora in vita, è stato canonizzato il 18 maggio 1347, durante il pontificato di Clemente VI ed è chiamato patrono della gente di legge.

PARTENIO di Roma
capo degli Eunuchi, martire a Roma nel 340.

PUDENTE di Roma
senatore romano, martire nel 164. Viene spesso identificato anche con il Pudente citato nella seconda lettera dell’apostolo Paolo a Timoteo. È il fondatore del “Titulus Pudentis”, di una chiesa parrocchiale romana.

TEOFILO da Corte
nato nel 1676 in Corsica e morto a Fucecchio, presso Firenze nel 1740. Nel 1693 si fece  francescano e si dedicò alla predicazione popolare, acquistando larga fama per carità e spirito apostolico. È stato canonizzato nel 1930, da Pio XI.

URBANO I papa
delle origini e della vita precedente non si sa niente, forse romano di nascita. Leggendariamente introdotto nella passio di santa Cecilia, è ormai certo che non morì martire. Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, pontificò dal 222 al 230, in un clima di relativa pace sotto l’imperatore Alessandro Severo, molto tollerante verso i cristiani, perché la moglie, Giulia Mamea, simpatizzava apertamente per la nuova religione, al punto che una tarda leggenda sostiene che ricevette il battesimo. Urbano riservò solo ai vescovi l’amministrazione del Sacramento della Cresima. Dovrebbe essere morto il 25 maggio e sepolto, secondo un’iscrizione funeraria a lui dedicata, nelle catacombe di Callisto sull’Appia Antica.

 

I santi del giorno del 7 maggio

7 Mag

AGOSTINO di Nicomedia
martire in Bitinia, assieme ai fratelli AUGUSTO e FLAVIO vescovo martire, verso il 300.

AGOSTINO Roscelli
nato a Borgone di Casarza Ligure il 27 luglio 1818, figlio di Domenico e Maria Gianelli, fu battezzato lo stesso giorno, perché sembrava in punto di morte. Da ragazzo venne affidato al parroco perché gli insegnasse i primi elementi del sapere, andò poi a Genova a studiare teologia, dove fu ordinato sacerdote nel 1846 e svolse il suo ministero di curato nella parrocchia di San Martino. Si dedicò assiduamente al ministero della riconciliazione, passando molte ore nel confessionale, ma si interessò anche dei detenuti nelle carceri di Sant’Andrea. Nel 1876, fondò l’istituto delle Suore dell’Immacolata, in una casa di Via Volturno a Genova e in seguito aprì una quindicina di case, per l’assistenza e la formazione morale delle giovani. Morto a Genova nella casa generalizia dell’Istituto il 7 maggio 1902, è stato canonizzato da Giovanni Paolo II, il 10 giugno 2001

DOMITILLA FLAVIA
nipote di Vespasiano (la madre era figlia dell’imperatore), moglie del console Flavio Clemente. Insieme al marito, dopo l’esilio sull’isola Pandataria, antico nome di Ventotene, di fronte a Terracina, nel 95 venne condannata a morte, perchè cristiana, dall’imperatore Tito Flavio Domiziano. Al suo nome sono intitolate le catacombe sulla Via Ardeatina, che in origine, sarebbero state il cimitero privato della famiglia.

DOMIZIANO di Tongres
vescovo prima di Tongres (oggi Tongeren, in Belgio), nel Limburgo olandese, poi di Maastricht, in Olanda, sul confine con il Belgio, morto nel 560 circa. Durante i suoi episcopati fondò chiese e monasteri. 

FAUSTINA di Roma
vergine martire assieme a Floriana, alle Acque Salvie sulla Via Laurentina, presso l’Abbazia alle Tre Fontane. È citata dallo storico della chiesa, Cesare Baronio e ricordata nel Martirologio del 5° secolo.

FLORIANA di Roma
è ricordata solo nel Martirologio Geronimiano, assieme a Faustina e lo storico della chiesa Cesare Baronio indica il loro sepolcro presso le Acque Salvie a Roma, sulla Via Laurentina, nei pressi dell’Abbazia Tre Fontane.

FULVIA e FULVIO martiri a Roma.

GIOVENALE Ancina
nato il 1° ottobre 1545 a Fossano, in provincia di Cuneo. Figlio di un ricco magistrato, fu mandato a studiare a Montpellier per 2 anni e poi a Torino, dove si laureò in medicina a 22 anni e verso il 1574 fu a Roma dove entrò nella Congregazione dell’Oratorio di Filippo Neri. Ordinato sacerdote nel 1582, trascorse poi diversi anni a Napoli, mandatovi da Filippo a predicare e portare le opere della congregazione. Tornato a Roma alla fine del 1596, fu nominato vescovo di Saluzzo, dove fece l’ingresso trionfale nel marzo 1603. È morto il 30 agosto 1604, a soli 59 anni, avvelenato durante un pranzo nel convento dei Minori Francescani, da un frate rimproverato per la sua immoralità. Le virtù eroiche gli sono state riconosciute nel 1870 da Pio IX e Leone XIII lo ha proclamato beato nel 1890. Aveva studiato anche filosofia, letteratura e musica, ed è l’autore di varie composizioni polifoniche come il “ Tempio armonico della Beata Vergine”.

GISELLA d’Ungheria
nata a Ratisbona prima del 985, figlia di Enrico II duca di Baviera e sorella dell’imperatore di Germania, Enrico II il santo. Dal 996 moglie di Stefano I, santo re cristiano d’Ungheria, affiancò il marito nell’opera di conversione del popolo, fondando chiese e monasteri. Perso l’unico figlio Emerico nel 1031 e rimasta vedova nel 1038, dovette lasciare l’Ungheria e così tornò in patria rifugiandosi nel convento di Niedernburg, presso Passau, in Baviera del quale divenne badessa e dove morì il 7 maggio 1060.

GUSTAVO santo monaco.

MAURILIO di Imola
martire nel 670, detto anche MAURELIO, molto venerato a Ferrara.

QUADRATO martire in Africa.

ROSA Venerini
nata a Viterbo nel 1656. Fondatrice dell’Istituto Maestre Pie Venerini, per le scuole femminili popolari. Morta a Roma nel 1728, è stata beatificata da Pio XII, nel 1952.

SERENICO e SERENO fratelli martiri nel Maine, in Francia verso il 680.

 

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