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I santi del giorno del 6 settembre

6 Set

ANNITA o ANNA vergine martire di Tolosa.

BENEDETTO Crispo
arcivescovo di Milano, morto nel 732. Eletto nel 685, accompagnò a Roma, secondo una tradizione non accertata, il re dei Sassoni Caedwalla, che nel 689, ricevette il battesimo dal papa Sergio I. In tale occasione rivendicò invano il diritto, che gli competeva come metropolita, di consacrare i vescovi di Pavia, che dal tempo di Damiano (690-710), potevano riceverere la consacrazione solamente dal papa, perché la Chiesa di Pavia era stata resa dipendente da Roma.

CONSOLATA santa martire.

ELEUTERIO di Spoleto
è ricordato più volte da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel 535 fondò il monastero benedettino di San Marco Evangelista, fuori le mura di Spoleto, del quale divenne poi abate. Morì a Roma nel 560.

EVA di Dreux vergine martire a Dreux, città a ovest di Parigi.

FAUSTO di Siracusa
sacerdote, abate del monastero di Santa Lucia a Siracusa, dove morì nel 607.

FUSCOLO vescovo martire in Africa assieme a Germano e Mansueto.

GERMANO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e compagni.

MANSUETO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e Germano.

ONESIFORO
oriundo di Efeso(v), discepolo di Paolo, visitò l’Apostolo prigioniero a Roma ed è citato nella seconda lettera a Timoteo al 1° capitolo. Subì il martirio assieme a Porfirio.

PETRONIO di Verona vescovo.

PORFIRIO
martire del 1° secolo assieme a Onesiforo, nell’Ellesponto, nome classico dello stretto dei Dardanelli.

PRESIDIO vescovo martire in Africa assieme a Fuscolo e Mansueto.

SAFFIRO di Bourges martire in Francia, nel 5° secolo.

UMBERTO di Maroilles
nato nei pressi di Laon in Francia, all’inizio del 7° secolo. Abbiamo due date certe della sua vita, la prima è quella del 675, anno nel quale donò la sua villa alla Chiesa di Maroilles-Landrecies nel nord della Francia, dove venne fondato un monastero, del quale divenne il primo abate e l’altra è quella della morte, il 25 marzo 681. Verso il 1020 il suo corpo fu traslato nella vicina Cambrai, sulla Schelda, ma più tardi venne riportato a Maroilles, dove la sua festa è stata fissata al 6 settembre, giorno della prima traslazione.

VITTORE III papa
Desiderio da Montecassino, nato a Benevento nel 1027, di nobili origini longobarde, alla morte del padre si fece eremita. Fra il 1049 e il 1054, ricoprì vari uffici sotto Leone IX e poi nel 1055 entrò nell’abbazia di Montecassino, dove venne nominato abate il 19 aprile 1058. Divenuto cardinale l’anno seguente, fu eletto al pontificato il 24 maggio 1086, un anno dopo la morte di Gregorio VII il quale, in punto di morte, lo aveva già indicato come suo successore. La consacrazione però poté avvenire solo il 21 marzo 1087, per le opposizioni di una parte dei gregoriani che lo consideravano impreparato a raccogliere una successione di tanto impegno. Non poté risiedere a Roma, occupata dall’antipapa Clemente III nominato dall’imperatore Enrico IV, ma riuscì comunque a riunire a Benevento un sinodo con il quale scomunicò Enrico IV e l’antipapa, cancellò le nomine vescovili sospette di simonia e riaffermò i principi della riforma ecclesiastica. Diede grande impulso alla sua abbazia, ma poco poté fare come papa per la brevità del suo regno, perché proprio durante il sinodo di Benevento le condizioni di salute peggiorarono, così tornò in fretta a Montecassino dove morì il 6 settembre 1087. Otto secoli dopo Leone XIII ne ha confermato il culto e lo ha proclamato beato.

ZACCARIA profeta
11° e penultimo dei profeti minori della Bibbia, figlio di Barachia, vissuto attorno al 520 avanti Cristo, cioè al tempo del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio di Babilonia. Contemporaneo del profeta Aggeo, assieme a lui sollecitò il popolo a ricostruire il tempio. È uno dei due autori dell’omonimo libro dell’A.T., nel quale sono contenute otto sue visioni, che portano la data del febbraio 519 a.C., con una promessa messianica e due discorsi profetici diretti ai Giudei tornati dall’esilio.

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I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

I santi del giorno del 20 agosto

20 Ago

BERNARDO di Chiaravalle
nato nel castello di Fontaine, presso Digione nel 1090, da una nobile famiglia. Nel 1112 ottenne il permesso di entrare nel noviziato del monastero di Citeaux, portando con se 4 suoi fratelli e una trentina di giovani nobili, e qui fece la professione di fede. Tre anni dopo l’abate gli affidò l’incarico di fondare l’abbazia di Chiaravalle (Clairvaux), per i Cistercensi(Benedettini riformati), dei quali fu il primo abate. Dopo inizi difficili, la nuova fondazione ebbe un successo prodigioso, si sviluppò a tal punto che alla morte del santo, poteva contare su oltre 700 monaci più un centinaio di monasteri affiliati, tra cui le omonime abbazie italiane. Nel capitolo generale del 1119 Bernardo elaborò, assieme a Stefano Harding, la “charta caritatis” perché si potesse essere tutti alla scuola della carità prescritta da Cristo stesso. Ardente sostenitore della seconda crociata, per questo cadde su lui il biasimo per l’insuccesso della spedizione. Grande trascinatore di folle e riformatore fu anche contemplativo e il suo influsso fu presente in tutti i settori, teologico, religioso, ascetico, filosofico e politico, della cultura e della vita spirituale. Ricercato consigliere di re e papi, ebbe un culto particolare per Maria Vergine, alla quale furono dedicate tutte le chiese cistercensi, influenzando moltissimo la spiritualità dei cattolici. Chiamato il “Mellifluo”, per la dolcezza dello stile, ha lasciato il noto trattato De consideratione, molti scritti liturgici, dogmatici e polemici, più di 300 sermoni di commento alla Bibbia, circa 500 lettere e numerose composizioni poetiche. Morto a Clairvaux, piccolo villaggio nel dipartimento dell’Aube, il 20 agosto 1153, nel 1830 Pio VIII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

CARPOFORO di Vicenza protettore di Vicenza, con san Leonzio.

CRISTOFORO di Cordova martire in Spagna sotto il dominio Saraceno.

FILIBERTO di Jumièges
abate morto nel 684 in Vandea, Francia occidentale. Monaco a Rebais, presso Parigi, fondò l’abbazia di Jumièges, nei dintorni di Rouen, soggetta alla regola di San Colombano. Venne imprigionato per essersi opposto a Ebroino, prefetto di palazzo del re Clotario III, vero sovrano della Francia in quel tempo. Quando fu liberato, fondò un’altra abbazia, quella sull’isoletta di Noirmoutier, sull’Atlantico di fronte a Nantes. Le reliquie sono conservate a Tournus, presso Chalon-sur-Saone.

GILDO di Cordova da LEOVIGILDO, martire in Spagna nell’anno 852.

MARIA de’ Matthias
nata a Gaeta nel 1805 e morta a Roma nel 1866. Sotto la guida e il consiglio di Gaspare del Bufalo e del sacerdote Giovanni Merlini, nel 1833, diede vita alla nuova congregazione delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue che oggi è diffusa in tutto il mondo. È stata beatificata nel 1950 da Pio XII.

MENNONE di Tracia martire assieme al centurione Severo.

SAMUELE profeta
ultimo dei Giudici d’Israele, profeta nella metà dell’11° secolo a.C. Figlio di Elcana e di Anna che, essendo sterile, lo ebbe per grazia del Signore e glielo consacrò nel santuario di Silo, affidandolo al sommo sacerdote Eli. Alla morte di questi, venne riconosciuto capo politico e religioso, risiedette a Rama, dove costruì un santuario, esercitò la funzione di giudice e preparò, attraverso la coesione religiosa, la riscossa del popolo ebraico dal giogo dei Filistei che si erano impadroniti anche dell’Arca dell’Alleanza. Tuttavia fu capo religioso più che politico ed essendo necessaria una salda guida capace di abbattere il predominio straniero, fu indotto a consacrare Saul re d’Israele unita. Ben presto le due autorità vennero a contrasto e quando Saul infranse il rispetto verso l’autorità religiosa di Samuele questi, segretamente, consacrò nuovo re Davide, figlio di Jesse. È morto vecchissimo, poco prima della battaglia di Gelboe, nella quale Saul venne ucciso, come era stato predetto dal profeta stesso. Venne sepolto a Rama, presso la sua casa. Tutto ciò è narrato nei 2 libri storici della Bibbia che gli sono attribuiti.

SEVERO di Tracia martire con san Mennone.

I santi del giorno del 21 luglio

21 Lug

AGOSTINO Fangi beato, morto nel 1493.

ALBERICO Criscitelli beato morto nel 1900.

CESARIA o CESIRA
sorella di Cesario di Arles (v), nata nel 475, badessa nel monastero fondato dal fratello, morta nel 529.

COSTANTINO abate
discepolo successore di Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, morto verso il 560.

DANIELE profeta
il 4° dei profeti maggiori ebrei, vissuto nel 6° secolo a.C., citato tra i deportati in Babilonia nel 606. La sua vita è documentata dal libro biblico detto Libro di Daniele, la cui stesura gli è attribuita, ma risulta invece, scritto tra il 167 e il 164 a.C., durante la persecuzione di Antioco IV Epifane e la rivolta dei Maccabei. Trascorse la giovinezza presso il re Nabucodonosor, durante l’esilio babilonese dove, per non contaminarsi con le vivande e i vini del re, si cibò solo di legumi e acqua e in cambio ebbe da Dio sapienza, intelligenza e capacità di interpretare visioni e sogni. Tenuto in grande considerazione per queste facoltà profetiche che ebbe modo di manifestare interpretando i misteriosi sogni del re, riuscì anche a uscire illeso per due volte dalla fossa dei leoni, dove era stato gettato per istigazione dei suoi nemici. Il popolo allora riconobbe che possedeva lo spirito di Dio, fu rivestito con abiti di porpora, gli venne messa al collo una catena d’oro e tenuto in gran conto anche dal re persiano Ciro, che lo nominò suo ministro. Questo libro, comunque, non rappresenta più la vera corrente profetica, non contiene cioè la predicazione di un profeta mandato da Dio in missione presso i suoi contemporanei, ma è stato scritto e composto da un autore che inaugura il genere apocalittico preparato dal profeta Ezechiele. Alla sua morte fu sepolto nella città di Susa, capitale della storica regione di Elam.

ELIO martire nel 310.

GIULIA di Troyes
ancora molto giovane, venne fatta prigioniera a Troyes (v) da Claudio, un ufficiale barbaro, che la fece sua schiava. Quando però costui venne a sapere che era cristiana, la trattò con rispetto e prima di partire per la guerra, le chiese di pregare per lui, perché tutto gli andasse bene. Tornato vittorioso, fu molto gentile e premuroso e quando Giulia, in seguito a una visione di Cristo in sogno, decise di tornare a Troyes, volle accompagnarla per proteggerla. Appena arrivati, l’imperatore Aureliano li fece arrestare perché cristiani, torturare e poi decapitare, nel 272.

LORENZO da Brindisi
nato a Brindisi il 22 luglio 1559, battezzato Giulio Cesare, quando a 16 anni rimase orfano, si fece frate cappuccino prendendo il nome di Lorenzo. Molto intelligente e dotato di una straordinaria attitudine per lo studio delle lingue e delle Sacre Scritture, nel 1602 venne nominato Provinciale del suo ordine e poi Superiore generale. Grande predicatore, iniziò il suo apostolato in Italia, predicando per la conversione degli Ebrei e percorse poi tutta l’Europa, difendendo la dottrina cattolica contro eretici, musulmani e protestanti, poi il papa Clemente VIII lo inviò in Germania per attuare la riforma dell’ordine. Fondatore di diversi monasteri, a Praga, Vienna e Gorizia, è morto il 22 luglio 1619 a Belem, presso Lisbona, durante una delle numerose missioni diplomatiche. Tra gli scritti sono da ricordare la Explanatio in Genesium, una delle migliori opere esegetiche del tempo, e Oratoria, una raccolta di 658 sermoni. Canonizzato da Leone XIII nel 1881, è stato poi proclamato dottore della Chiesa, nel 1959 da Giovanni XXIII.

NILDE martire vissuta nel 7° secolo.

PRASSEDE
la leggenda la dice figlia del nobile Pudente e sorella di Pudenziana. Consacratasi a Dio e ai poveri, morì martire a Roma nel 164 e venne sepolta in “spelunca”, nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria. All’antica chiesa di Santa Prassede già ricordata fin dal 5° secolo, edificata sull’alto colle Esquilino, fu legato un titolo cardinalizio. In questa chiesa, ricostruita nell’822 da Pasquale I sono conservate le reliquie delle due sorelle e nella navata centrale esiste un disco di porfido che indica dove si trovava la cisterna nella quale Prassede nascondeva i corpi dei martiri. La chiesa è nota anche per la cappella di San Zenone, in stile bizantino e per i mosaici del 9° secolo.

PUDENZIANA di Roma o PUDENZIA
sorella di Prassede, martire a Roma nel 164, fu sepolta “in spelunca”, nelle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria, assieme alla sorella. A Roma esiste una chiesa dedicata a Santa Prassede, adornata da celebri mosaici, nella quale sono conservate le presunte reliquie delle due sorelle.

VITTORE di Marsiglia
secondo una tradizione consolidata, era un ufficiale romano di guarnigione a Marsiglia, che subì il martirio perché si rifiutò di fare sacrifici e di offrire incenso agli dei pagani. Decapitato nel 290, il corpo fu gettato in mare, ma tornato a riva, venne raccolto e sepolto cristianamente. Nel 5° secolo, Cassiano, patriarca di Costantinopoli espulso dalla città, approdò a Marsiglia ed eresse un monastero sul sepolcro di Vittore, in seguito però sembra che le reliquie siano state trasferite a Parigi nell’abbazia di Saint-Victor.

I santi del giorno del 20 luglio

20 Lug

ANSEGISO (GISO)
abate di Fontenelle, presso Rouen, ambasciatore di Carlomagno e poi di Ludovico il Pio, amministrò i due monasteri di San Sisto a Reims e di San Menge, presso Chalons. Nell’807 divenne abate di Saint Germer, diocesi di Beauvais e 10 anni più tardi, anche abate di Luxeuil. Autore di una delle più importanti collezioni di capitolari carolingi, edita in 4 volumi: il Liber Legiloquus, compiuta tra l’826 e l’833, anno in cui morì.

AURELIO di Cartagine
vescovo martire in Tunisia, primate della Chiesa d’Africa dal 392 al 429 circa. Agostino d’Ippona, suo amico, lo lodò per lo zelo nel distruggere il paganesimo e le superstizioni. Tenne più di 20 sinodi, tra i quali quello del 411, nel quale venne organizzato un pubblico contraddittorio tra i vescovi cattolici e i donatisti.

CASSIA santa martire in Persia con Paola e altri compagni di fede.

COLOMBA di Coimbra vergine martire in Portogallo.

ELIA di Gerusalemme
di origine araba, nato nel 430. Monaco nella Nitria, per sfuggire alla persecuzione di Timoteo Eluro, andò in Palestina, fondando un convento presso Gerusalemme e nel 494 fu eletto patriarca della città. Si oppose alla deposizione di Eufemio di Costantinopoli, da parte di Anastasio I imperatore favorevole ai monofisiti e accettò le decisioni del Concilio di Calcedonia, ma per questo nel 516 dovette rinunciare al patriarcato e subire l’esilio. È morto due anni dopo.

ELIA profeta
il 1° grande profeta d’Israele, originario di Tisbe, Galaad, catena montuosa tra Palestina e deserto arabico oltre il Giordano. Vissuto nel 9° secolo al tempo del re Acab che aveva sposato la perfida Gezabele, figlia del re di Tiro e Sidone(v). In seguito all’introduzione nel regno, del culto idolatrico di Baal e Astarte, di origine fenicia, voluto dalla moglie del re, fu mandato da Dio ad annunciare la punizione con una siccità di tre anni. Le sue azioni vennero accompagnate da vari prodigi come la risurrezione del figlio della vedova di Zarepta di Sidone, presso la quale era stato ospite e il chiaro intervento divino sotto forma di fuoco, quando umiliò i 450 sacerdoti di Baal, nel sacrificio offerto sul Monte Carmelo. Tutto questo è narrato nella Bibbia, 1° libro dei Re, ai capitoli 17 e 18. Di fronte alla furia di Gezabele, dovette fuggire nel deserto fino al monte Oreb, dove il Signore lo consolò e gli infuse nuove energie per gli altri difficili compiti che lo attendevano. Infatti, poco dopo unse i nuovi re di Damasco e d’Israele e designò anche Eliseo come profeta suo successore. Non si sa nulla della morte, ma Eliseo disse di averlo visto sparire in un turbine, rapito in cielo su di un “carro di fuoco”, al di là del Giordano. Secondo le Sacre Scritture non sarebbe morto ma dovrebbe tornare alla fine del mondo per convertire finalmente anche i Giudei.

LEONE XIII papa
Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, nato il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano, Anagni. Studiò a Viterbo, poi nel Collegio Romano e infine all’Accademia per la formazione dei diplomatici ecclesiastici. Nel 1843 fu nominato arcivescovo titolare e Nunzio Apostolico a Bruxelles e tre anni dopo vescovo di Perugia. Cardinale dal 1853, venne eletto in un solo giorno, al 3° scrutinio, il 20 febbraio 1878 e incoronato nella Cappella Sistina il 3 marzo in un momento molto delicato, sotto il profilo religioso e politico, tanto che il governo lo invitò a non impartire la consueta benedizione dalla loggia esterna della basilica di San Pietro, nel timore che si potessero verificare incidenti e disordini. Confermò la bolla “non expedit” di Pio IX, che vietava ai cattolici italiani di prendere parte alle elezioni politiche, mentre avviò rapporti diplomatici con altre nazioni europee cercando di armonizzare Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione. Con l’enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, formulò una risposta cristiana alla questione operaia, influenzando positivamente e profondamente i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori. Nel 1896 pubblicò la bolla Apostolicae curae, nella quale dichiarò invalide le ordinazioni anglicane a partire dallo scisma di Enrico VIII in poi. Nel 1900 indisse il primo Giubileo dell’era moderna e Roma si riempì di moltissimi pellegrini a dimostrazione del fatto che la Chiesa aveva in gran parte superato un periodo di profonda crisi, anche se nel 1902 ci furono nuovi momenti di tensione, quando il presidente del consiglio Zanardelli cercò di introdurre in Italia una legge sul divorzio. Morto il 20 luglio 1903, può essere sicuramente ricordato come uno dei massimi pontefici, perché con lui la Chiesa riacquistò prestigio e autorità.

LEONE Ignazio Mangiu
gesuita martire in Cina assieme a 113 compagni, canonizzazione collettiva in occasione del Giubileo, il 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro.

MARGHERITA (MARINA)
detta di Antiochia, secondo gli Atti leggendari del suo martirio, sarebbe stata educata al cristianesimo dalla balia, che la chiamava Marina. Perseguitata dal padre per la sua fede, fu torturata e poi decapitata nel 306 sotto il governatore Olibrio, del quale aveva rifiutato le offerte amorose. Le è stato dedicato il duomo di Montefiascone.

MELCHIORRE Garcia Sampedro, beato morto nel 1862.

PAOLA di Damasco
martire assieme Cassia.

SEVERA (VERA)
vergine di Treviri (v), cognata di Cipriano di Landen, morta nel 660.

VILMARO o VULMARO
abate di Boulogne-sur-Mer, in Francia, vissuto nel 9° secolo.

I santi del giorno del 6 luglio

6 Lug

DOMENICA di Tropea
martire in Campania, decapitata tra il 2° e il 3° secolo. Una leggenda vuole che il corpo sia stato portato dagli Angeli, a Tropea, Catanzaro, sua patria, dove è venerata.

GERMANO
nato nel 634, figlio del patrizio Giustiniano, che era stato messo a morte da Costantino IV. Eletto vescovo di Cizico (v), combatté il monotelismo e poi, quando nel 715 venne eletto patriarca di Costantinopoli, fu l’animatore della resistenza all’iconoclastia, difendendo energicamente il culto delle acre immagini. Per questa ragione, nel 730 l’imperatore d’Oriente Leone III, l’Isaurico , lo depose dalla carica. È morto il 12 maggio 732 lasciando un trattato teologico, uno scritto storico e 9 omelie. Nella Chiesa Ortodossa è celebrato il 12 maggio, in quella Cattolica, il 6 luglio.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUCIA martire in Campania.

MARIA Goretti
nata il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, presso Ancona. Trasferitasi con la famiglia a Ferriere di Conca, in provincia di Latina e rimasta orfana del padre all’età di 10 anni, dovette lavorare duramente per aiutare la madre a mantenere la numerosa famiglia. Non aveva ancora 12 anni, quando rimase vittima di una aggressione e preferì morire piuttosto che perdere la verginità. Il 6 luglio 1902, a Nettuno, nel Lazio, è stata uccisa con 14 colpi di punteruolo dal diciottenne Alessandro Serenelli, che, animato da una insana passione, l’aveva insidiata più volte venendo sempre respinto. L’omicida, dopo essersi pentito, si è dato a una vita di severa penitenza e Maria è stata canonizzata da Pio XII il 24 giugno 1950(Anno Santo), alla presenza della madre, del suo assassino completamente trasformato, al quale aveva perdonato prima di spirare e ad una immensa folla di giovani in Piazza San Pietro.

MARIA Ledochowska 
Maria Teresa, nata nel 1863, fondatrice della Società di San Pietro Claver, per l’apostolato missionario, morta nel 1922.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

ROMOLO di Fiesole
una leggenda lo dice discepolo di san Pietro e 1° vescovo di Fiesole, martire al tempo di Domiziano e che il suo culto è molto antico. Sepolto e venerato prima nella vecchia cattedrale di Fiesole fuori le mura, nel 1028 le reliquie furono traslate nella nuova cattedrale urbana.

SEVERO di Cesena vescovo martire nel 6° secolo.

TRANQUILLINO di Roma
nobile e ricchissimo cittadino romano, padre dei diaconi Marcelliano e Marco. Battezzato da Policarpo di Roma, ordinato sacerdote dal papa Caio, subì il martirio per lapidazione verso la fine del 3° secolo.

I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 14 giugno

14 Giu

ARTICO vescovo di Salisburgo.

BASILIO il Grande
nato nel 329 a Cesarea di Cappadocia (v). La sua famiglia, cristiana da diverse generazioni, vanta numerosi santi: il padre Basilio, la madre Emmelia o Amelia, la sorella Macrina, e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Studiò a Costantinopoli e poi ad Atene, dove ritrovò un suo condiscepolo di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, al quale fu legato da grande amicizia per tutta la vita. All’età di 25 anni rientrò in Cappadocia e dopo aver ricevuto il battesimo, spinto anche dalla sorella Macrina che aveva già fondato un monastero femminile, decise di abbandonare il “mondo” per dedicarsi a vita ascetica. Lasciò la carica di insegnante di retorica e si recò in Oriente per studiare la vita degli anacoreti. Dopo aver venduto i suoi beni per darne il ricavato ai poveri, nel 358 si stabilì come eremita sul fiume Iris, nel Ponto e attrasse a se molti discepoli, che organizzò nel primo monastero dell’Asia Minore. Nel 362 fu ordinato sacerdote, ma nel 369 dovette abbandonare la solitudine essendo stato eletto al seggio episcopale della sua città di nascita. Moralista, oltre che teologo, fu un grande predicatore della carità, amico del popolo e dei bisognosi. Dettò le sue regole monastiche, ancor oggi seguite da moltissimi monaci orientali e si oppose ai vescovi ariani e all’imperatore Valente, che contestavano l’ortodossia trinitaria definita dal Concilio di Nicea del 325. Ha lasciato molti commenti alle Sacre Scritture, una vasta corrispondenza di circa 400 lettere, una trattazione sullo Spirito Santo per confutare l’arianesimo, tredici omelie sui salmi e un commento sull’Hexaemeron, trattato sui 6 giorni della Creazione di sant’Ambrogio. Morì il 1° gennaio del 379, a Cesarea di Cappadocia. Dottore della Chiesa e patriarca del monachesimo orientale.

CASTORA da Gubbio
Castora Gabrielli, nobile figlia del conte Pietruccio e di Elena. Fu sposata giovanissima a Santuccio, conte di San Martino, che si rivelò un marito violento e bestemmiatore. Solo dopo la morte del marito, poté donare i suoi beni ai poveri, si fece terziaria francescana e trascorse così tutto il resto della vita in penitenza e preghiera. Morì a Macerata nel 1391, ma fu sepolta nella chiesa francescana di Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro Urbino.

DEGNA vergine martire di Cordova in Spagna.

ELISEO profeta
profeta d’Israele del 9° secolo a.C. Discepolo e successore di Elia, come è raccontato nel biblico Secondo Libro dei Re, ne ereditò in parte lo spirito profetico, rappresentato simbolicamente dal mantello lasciatogli dal maestro, prima di essere trasportato in cielo su di un carro di fuoco. Combatté per tutta la vita contro il diffondersi dell’idolatria, compì numerosi miracoli, come la risurrezione del figlio di una donna di Shunem, la guarigione del generale siriano Naaman, malato di lebbra, al quale impose di bagnarsi 7 volte nel Giordano, ecc. Consigliere del re d’Israele, fuori dalla sua patria si fece notare come strenuo difensore del culto di Jahvè. Morì intorno al 790 a.C. e riposa con il profeta Abdia, in un sepolcro che, secondo san Girolamo, “i demoni ne hanno orrore”, nei pressi della città di Samaria.

MARCIANO
secondo la tradizione sarebbe stato ordinato vescovo da Pietro apostolo e fu martire a Siracusa. Le spoglie sono conservate a Tiche, presso Siracusa, nella cripta della Chiesa di San Giovanni, proprio nel luogo dove avrebbe subito il martirio.

METODIO il Confessore
nato a Siracusa verso il 780 e morto a Costantinopoli nell’847. Ardente avversario degli iconoclasti, venne esiliato per 7 anni su di un’isola e quando nell’843 venne liberato, fu eletto patriarca di Costantinopoli e per celebrare la vittoria sugli iconoclasti, istituì la “Festa dell’Ortodossia”, tuttora esistente nella Chiesa Orientale. Ha lasciato vari scritti polemici, teologici, apologetici, agiografici, omelie e poesie.

QUINZIANO di Clermont
vescovo della sua città ai tempi del re Clodoveo I, tra il 5° e il 6° secolo.

RUFINO di Soissons
martire in Francia assieme a Valerio, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo.

VALERIO di Soissons
martire in Francia, assieme a Rufino, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo agli inizi del 4° secolo.

I santi del giorno del 7 giugno

7 Giu

ABENZIO di Cordova   
martire in Spagna nell’851 durante la dominazione musulmana con Gerezmia, Sabiniano e Satiro.. Le loro ceneri furono poi gettate nel fiume Guadalquivir.

ANTONIO MARIA Gianelli  
nato il 12 aprile 1789 a Cerreto, provincia di Alessandria. Ordinato sacerdote giovanissimo, si dedicò con ardore all’istruzione religiosa dei fedeli. Ebbe numerosi incarichi pastorali a Genova e Chiavari e nel 1838 fu consacrato vescovo di Bobbio. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e di quella dei Missionari di Sant’Alfonso, è morto a Piacenza, il 7 giugno del 1846.

COLMANO vescovo martire in Irlanda.

EUGENIA di Alsazia 
figlia del duca Adalrico, uno dei più grandi signori dell’Alsazia(v) e sorella di Odilia(v), monaca vissuta tra il 7° e l’8° secolo.

GEREMIA profeta 
nato verso il 650 a.C. ad Anatot, circa 6 Km da Gerusalemme, figlio di Helkia, della tribù di Beniamino. Di famiglia sacerdotale, venne chiamato da Dio al ministero profetico, ancora molto giovane, nel 13° anno del regno di Giosia, divenendo il 2° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana. Combatté l’idolatria, ma, sgradito al nuovo re Joakim, per via delle sue profezie sulla distruzione del regno d’Israele che avvenne realmente nel 587, subì dure persecuzioni, tanto da fare di lui una figura profetica di Gesù Cristo. Dopo la caduta di Gerusalemme fu condotto a Dafne, in Egitto, dove si crede sia stato lapidato proprio dagli stessi connazionali. Dotato di esperienza mistica e profetica eccezionale, incitò i concittadini a una religione sincera e grande intimità con Dio. Nei 52 capitoli del libro che gli è attribuito, ma dettati al segretario Baruc con aggiunte posteriori, sono raccolti oracoli, discorsi religiosi, morali e politici di carattere drammatico che offrono un quadro attendibile della sua stessa vita. La Bibbia conserva sotto il suo nome, senza fondamento storico, anche il libro delle Lamentazioni, famoso per le profezie sulla rovina di Gerusalemme. Morì verso il 580 a.C.

GEREMIA di Cordova  
martire in Spagna, con Abenzio, Sabiniano e Satiro nel 9° secolo.

LANDOLFO di Asti vescovo di Asti, vissuto nel 12° secolo.

MARIA TERESA Soubiran santa morta nel 1869

PAOLO di Costantinopoli 
nato nel 300 circa a Tessalonica (Salonicco in Grecia). Successore del vescovo Alessandro nel 336, esiliato per la opposizione all’arianesimo riuscì a rientrare in patria, ma fu deposto nuovamente e ancora esiliato. Subì il martirio nel 350, strangolato dagli Ariani a Cucuso, in Armenia.

ROBERTO di Newminster
nato in Inghilterra, monaco benedettino nell’abbazia di Whitby, nella baia di Robin Hood, sul Mare del Nord. Con un gruppo di monaci come lui, nel 1132 fondò l’abbazia cistercense di Fountains, nei pressi della città di York. Dopo il 1138 fondò diversi altri monasteri a Pipewall, Sawley, Roche e anche l‘abbazia di Newminster, presso Canterbury, della quale venne eletto abate. Qui morì il 7 giugno 1159 e la tomba divenne meta di molti pellegrinaggi.

SABINIANO di Cordova  
monaco martire nell’851, assieme ad Abenzio, Geremia e Satiro. Furono decapitati, i loro corpi bruciati e le ceneri gettate nel fiume Guadalquivir.

SABINIANO papa 
nativo di Volterra, in Toscana. Nunzio Apostolico a Costantinopoli nel 593, due anni dopo fu richiamato a Roma, perchè non aveva saputo difendere con sufficiente energia il primato romano di fronte all’imperatore Maurizio e al vescovo Giovanni IV, che utilizzava il titolo di patriarca, senza averne diritto. Eletto al pontificato il 13 settembre 604, successore di Gregorio Magno, i suoi primi atti di governo furono impopolari, perché ritirò alcuni previlegi che Gregorio aveva assegnato ai monaci e perché pretese il pagamento del grano anche dai più poveri, in un tempo che i granai della chiesa erano colmi. Morì il 22 febbraio 606 e fu sepolto in San Pietro senza lasciare rimpianti, tanto che non si sa se sia stato veramente santificato. Il monaco Paolo Diacono scrisse anzi, in una cronaca polemica, che il corteo funebre dovette fare una lunga deviazione per evitare le violente proteste popolari.

SATIRO di Cordova  
martire nell’ 851 in Spagna, assieme ad Abenzio, Sabiniano e numerosi altri compagni.

I santi del giorno del 9 maggio

9 Mag

BEATO apostolo della Svizzera.

DUILIO martire romano.

ERMA
discepolo di san Paolo, martire a Roma alla fine del 1° secolo.

FORTE di Gubbio
vissuto nell’11° secolo, eremita sul monte Scheggia, tra Umbria e Marche. Discendente della nobile famiglia Gabrielli di Gubbio, lasciò l’eremitaggio per entrare nell’abbazia di Fonte Avellana, sotto la guida dell’abate Lodolfo. Qui è morto nel 1040 e le sue reliquie riposano nella cattedrale di Gubbio.

GERONZIO di Cervia  vescovo morto nel 501.

GREGORIO di Nazianzo
nato dopo il 329 ad Arianzo in Cappadocia (oggi Nenisi Turchia) di famiglia nobile e benestante. Studiò a Cesarea, poi in Siria, Palestina, Alessandria d’Egitto e infine ad Atene, dove rafforzò legami di amicizia con Basilio il Grande. Nel 356 tornò in famiglia, fu battezzato e nonostante l’amore per la vita di solitudine come monaco, nel 361, contro la sua volontà fu ordinato sacerdote dal padre Gregorio, vescovo di Nazianzo. Per affermare la propria giuridizione metropolitana, contro le pretese di Antimo vescovo di Tiana, nel 372 l’amico Basilio lo consacrò vescovo della piccola città di Sasima ma, sempre desideroso di solitudine, fuggì. Quando tornò divenne coadiutore del padre ottenendo molte conversioni con la predicazione, ma quando il padre morì nel 375, si ritirò nuovamente in un convento a Santa Tecla, presso Seleucia, vicino a Bagdad, in Iraq. Nel 380 l’imperatore Teodosio, che si era fatto battezzare, ordinò a tutti i sudditi di accettare la fede ortodossa e ai capi ariani di sottomettersi o andarsene,  fu nominato vescovo-patriarca della sede di Costantinopoli, ma dopo aver presieduto il concilio del 381, si dimise per le ostilità sorte riguardo alla nomina e per le calunnie degli ariani rimasti, che lo temevano per i successi ottenuti con le conversioni. Si ritirò ad Arianzo dove divise il suo tempo tra preghiera, meditazione e lo scrivere. Grande predicatore, ha lasciato anche un’opera letteraria e teologica molto all’avanguardia, autore di 53 orazioni, più 242 lettere e poesie. Morto ad Arianzo il 25 gennaio del 390, è stato proclamato Dottore della Chiesa.

GREGORIO di Ostia
monaco benedettino, nato nel 998 e morto nel 1044. Nominato cardinale-vescovo di Ostia, dal 1039 fu Legato pontificio in Navarra, Spagna. Insigne per dottrina e santità, il culto venne approvato nel 1754 da Benedetto XIV.

IRMA di Roma martire.

ISAIA profeta
nato verso il 765 a.C. figlio di Amos, da non confondere con il profeta Amos. 1° dei profeti maggiori della Bibbia cristiana, nel 740 ricevette da Dio la vocazione, cioè la missione di annunciare la rovina d’Israele, come castigo per l’infedeltà del popolo e predicò nel regno di Giuda e a Gerusalemme. Grande poeta dallo stile vivo e rapido, è considerato il più importante e antico profeta ebreo. La sua idea centrale della teologia è la “santità di Dio”, perciò, avendo un Dio santo, tutto il popolo doveva essere santo. Esercitò il ministero profetico durante quarant’anni, in un periodo assai critico per il popolo, perché l’indipendenza era messa seriamente in pericolo dalle pressioni di Egiziani e Assiri. Il libro della Bibbia che porta il suo nome, è una chiara profezia della vita di Gesù, sopratutto nei 4 brani lirici chiamati “Canti del servo di Jahvè”. È diviso in 2 parti e molti critici negano che la seconda sia opera sua, sostenendo sia stata scritta da altri profeti vissuti nei secoli successivi. Le recenti scoperte dei manoscritti detti “del Mar Morto”, sembrano tuttavia confermarne l’unicità. Dai ‘ruteni’, slavi cattolici di rito bizantino, è festeggiato il 9 maggio.

LUMINOSA di Pavia sorella di sant’ Epifanio, martire nel 476.

MAINARDO di Urbino santo marchigiano, morto nel 1080.

NICCOLÒ Albergati
nato a Bologna nel 1375, morto a Siena nel 1443. Monaco certosino, nel 1417 divenne vescovo della sua città e 5 anni dopo fu inviato Nunzio Apostolico in Francia. Nel 1426 Martino V lo elevò alla porpora cardinalizia.

PACOMIO il Grande
nato a Esneh, nella Tebaide, nel 292 e morto a Pebù il 9 maggio 347. Di famiglia pagana, soldato sotto l’imperatore Massimino II Daia, si convertì al cristianesimo nel 313 e si ritirò per sette anni nel deserto fra le rovine di un tempio, a Denderah, per condurre vita ascetica sotto la guida dell’anacoreta Palamone. Constatando di persona gli inconvenienti degli anacoreti nella loro vita, cercò di superarli attraverso una comunione di vita fra confratelli religiosi. Raccolti attorno a se numerosi discepoli, nel 318 fondò la prima comunità cenobitica a Tabennisi, villaggio abbandonato sulla riva sinistra del Nilo. Il monastero cinto da un muro, con la cappella e le sue dipendenze, comprendeva una serie di casette fatte per una ventina di monaci. Presto affiancato da altri 10 cenobi a Pebù, Panopoli, Shenesit, Thebiù, e altri, diede così origine alla grande fioritura cenobitica egiziana del 4° secolo. Pacomio organizzò la vita comune secondo una regola, che è la più antica che si conosca, suddividendo il tempo fra pratiche ascetiche, lavoro manuale, esercizi di contemplazione e preghiera. E ritenuto uno dei grandi fondatori del monachesimo cristiano antico, i cui tratti rimasero così fissati anche in occidente perché la sua regola, perduta nella copia originale, ma giunta in frammenti greci e nella traduzione latina di Girolamo del 404, ha ispirato probabilmente la regola basiliana, gli scritti monastici di Giovanni Cassiano, Cesario d’Arles e Benedetto da Norcia. L’opera di Pacomio continuò anche dopo la sua morte, perché Girolamo racconta che a Pasqua, quando i monaci di tutti i monasteri retti dalla sua regola, si recavano in pellegrinaggio a Tabennisi, se ne potevano vedere radunati fino a 5 mila !

PRISCO di Nocera
1° vescovo di Nocera dei Pagani, in provincia di Salerno.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TODINO di Landevennec
vissuto nel 5° secolo a Landevennec, piccolo porto francese sull’Atlantico, all’estremo nord della Bretagna.

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