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I santi del giorno del 25 giugno

25 Giu

DOROTEA di Montau
nata il 6 febbraio 1347, a Montau sulla Vistola in Prussia(oggi Polonia), da una famiglia di emigrati olandesi. Si sposò con un armaiolo di Gdansk (Danzica) ed ebbe 9 figli che però morirono tutti in giovane età, tranne una ragazza che si fece monaca benedettina. Fu molto maltrattata dal marito, ma con la sua grande pazienza riuscì a sopportarlo e quando rimase vedova nel 1390, decise di vivere il resto della vita come una reclusa ritirandosi in un convento a Marien-Werder, nella Prussia Orientale, dove si fece murare in una cella, restandovi fino alla morte, il 25 giugno 1394. Patrona di Prussia, Slesia e Polonia.

ELIGIO vescovo del 17° secolo.

EMILIANO di Nantes vescovo morto nel 726, circa.

ERALDO di Moriana vescovo di Moriana, nella Savoia, nel 12° secolo.

EUFROSIA martire nel 714 a Jaca, nel nord della Spagna sul confine con la Francia.

GIASONE di Tarso forse parente di Paolo, accolse l’apostolo in pericolo di vita, nella sua casa a Tessalonica. Secondo la tradizione greca, sarebbe stato vescovo di Tarso(v) e morto a Corfù, sull’isola omonima, in Grecia.

GUGLIELMO da Vercelli
nato nel 1085, è morto il 24 giugno 1142 nel monastero di San Salvatore di Goleto, Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino. Rimasto orfano di entrambi i genitori, intraprese un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela e poi in Terrasanta. Al ritorno si ritirò su di un monte nei pressi di Avellino, dove nel 1119, fondò il celebre santuario mariano di Montevergine, una congregazione benedettina e altri monasteri. Dopo la morte venne subito venerato come santo dalle molte comunità fondate da lui e alcuni vescovi ne autorizzarono il culto pubblico, che nel 1785 papa Pio VI estese a tutta la Chiesa. Attualmente le reliquie sono nella cripta sotto la basilica del monastero di Montevergine, quello nel quale venne custodita la Santa Sindone durante la seconda guerra mondiale.

GUICCIARDO o GUISCARDO, martire.

GUIDO Maramaldi santo morto nel 1391.

GUIDO d’Anderlecht
figlio di poveri contadini del Brabante belga, venne preso come sacrestano dal curato di Notre-Dame di Laeken, presso Bruxelles. Datosi poi ad attività commerciali, fece un fallimento dietro l’altro e allora s’impose 7 anni di penitenza, andando in pellegrinaggio a piedi a Roma e Gerusalemme. Nel ritorno si ammalò e giunto ad Anderlecht, sobborgo di Bruxelles, vi morì il 12 settembre 1012, dimenticato da tutti. La fama di alcuni miracoli avvenuti sulla sua tomba, dove fu costruito un santuario in suo onore, diede però luogo a un culto che si diffuse rapidamente. Nel Martirologio romano viene ricordato anche il 25 giugno.

MASSIMO di Torino
nato verso la fine del 4° secolo, morto nel 465. Eletto dopo il 408, in un periodo di invasioni barbariche, è il 1° vescovo di Torino del quale si conosca il nome. Nel 1962 è uscita un’edizione critica dei suoi scritti che ne raccoglie 111, dei quali 98 sono sicuramente autentici e costituiscono una preziosa fonte per la conoscenza della situazione religiosa della città nel suo tempo. Lo stile vigoroso ed elegante fece si che alcune delle sue omelie venissero attribuite erroneamente ad Ambrogio di Milano e ad Agostino d’Ippona. Viene invocato per ottenere la pioggia nei periodi di siccità.

ORIO di Roma martire nel 3° secolo.

PROSPERO
Prospero Tirone, nato verso il 390 a Bordeaux, in Aquitania(v). Uomo estremamente colto, teologo laico, si stabilì a Marsiglia vivendo come un monaco. Amico di Agostino d’Ippona, del quale fu il migliore interprete delle tesi sulla Grazia e sulla predestinazione, polemizzò con i semipelagiani e con Giovanni Cassiano, chiedendone inutilmente la condanna. Dopo il 435 e durante il pontificato di Leone I fu a Roma, entrando al servizio della cancelleria pontificia come collaboratore teologico. Ha lasciato vari trattati, molte poesie, il poemetto De ingratis, di ispirato all’opera del poeta romano Lucrezio Caro, un Chronicon, fonte storica a sfondo religioso dalla creazione fino al 455, ma il cui periodo più importante è quello degli ultimi 30 anni. È morto a Roma il 25 giugno 463.

SALOMONE di Bretagna
figlio di Hoel III, quando divenne re della Bretagna, antica regione francese, favorì l’istruzione religiosa nei suoi territori e fondò anche alcuni monasteri. È venerato come martire.

 

I santi del giorno del 8 giugno

8 Giu

ARMANDO di Zierikzee
nato verso la metà del 15° secolo sull’isola di Schouwen, Mare del Nord in Olanda. Entrato nell’Ordine Francescano studiò greco ed ebraico, divenendo ottimo scrittore e, secondo i contemporanei, “profondo conoscitore della Sacra Scrittura e buon parlatore”. Ministro provinciale francescano a Colonia dal 1503 al 1506, anno in cui fu costretto a lasciare la carica per le forti opposizioni incontrate all’interno della congregazione. Andò allora a Lovanio, in Belgio, passando in una comunità dell’Osservanza. Negli ultimi anni di vita fu afflitto da penose malattie che lo costrinsero a dettare gli ultimi scritti a un confratello. Morì a Lovanio nel 1524 e alcune sue opere furono pubblicate postume 10 anni dopo. La data della sua festa all’8 giugno è quella indicata nel Martirologio Francescano.

CLODOLFO di Metz vescovo.

DOLCELINO di Alomes
predicatore francese nato nei pressi di Arles, vissuto nel 5° secolo. Le sue reliquie sono conservate ad Alomes, in Francia.

GENESIA di Chieri
martire a Chieri, in provincia di Torino.

GUGLIELMO di York
figlio del conte Erberto e di Emma, sorella del re d’Inghilterra, Stefano di Blois. Nel 1144 venne chiamato alla sede vescovile di York, ma subì infinite persecuzioni, peraltro sopportate cristianamente. Canonizzato da Niccolò III, nel 1280.

MASSIMINO di Provenza
una leggenda dell’11° secolo lo dice uno dei 72 discepoli di Gesù che, approdato alle foce del Rodano, insieme con Lazzaro, Maria e Marta, evangelizzò la Provenza, divenendo poi vescovo di Aix-en-Provence. Il suo nome però non compare negli antichi martirologi, per cui forse si tratta di un santo locale, vissuto nel 4° secolo. Da lui prende il nome la città di Saint-Maximin. In alcuni luoghi è chiamato anche 

MEDARDO di Noyon
nato verso il 470 a Vermandois, nella Francia del nord. Dopo il 530 venne nominato vescovo di Saint Quentin, città francese sulla Somme, ma poi trasferì la sede vescovile a Noyon, unendola alla diocesi di Tournai, città belga sul confine con la Francia. Morto nel 560 circa, re Clotario I fece subito trasportare le sue spoglie nel possedimento reale di Crouy, presso Soissons, dove più tardi sorse una celebre abbazia a lui intitolata. In Francia, il nome di questo santo è legato a molti detti popolari, perché la tradizione gli ha attribuito diversi miracoli e una benefica influenza sull’andamento dei raccolti. Alcune raffigurazioni lo mostrano sorridente con la bocca aperta, perché dopo la morte si incominciò a invocare la sua protezione contro il mal di denti.

MELANIA seniore
nata a Roma nel 342, da una famiglia aristocratica di origine spagnola. A 22 anni rimase vedova e sentendosi attratta dalla vita religiosa, affidò la figlia a un orfanotrofio e partì per un pellegrinaggio a Gerusalemme, dove fondò un monastero sul Monte degli Ulivi. Tornò a Roma dopo 35 anni e visse per un po’ di tempo con la nipote Melania juniore, ma poi ritornò al suo monastero, dove morì nel 410.

PACIFICO Ramati
detto “di Cerano”, nato a Novara nel 1424. Ordinato sacerdote francescano, divenne un predicatore molto popolare, tanto che Sisto IV lo inviò in Sardegna per indire una crociata contro i Turchi e qui rimase poi, eletto Provinciale dell’Ordine. È morto a Sassari nel 1482, lasciando un pregevole manuale per i confessori chiamato, la “Somma Pacifica”.

POLIO vescovo.

SALLUSTIANO confessore della fede, martire in Sardegna.

SIRA della Cirenaica vergine martire del 2° secolo.

VITTORINO vescovo di Assisi.

I santi del giorno del 28 maggio

28 Mag

BERNARDO di Mentone
nato nel 923 a Mentone, sulla Costa Azzurra, in Francia. Fondatore degli ospizi del Grande e del Piccolo San Bernardo, per ospitare e dare rifugio ai pellegrini che attraversavano le Alpi, è morto nel 1009.

EMILIO di Sardegna
secondo la tradizione, martire in Sardegna dove è molto venerato, assieme a Felice, Luciano e Priamo. Non si conosce comunque nulla di storicamente preciso della sua vita.

GERMANO di Parigi
nato nel 496 ad Autun. Trascorsa la giovinezza come eremita, nel 530 fu ordinato sacerdote e nel 540 divenne abate di San Sinforiano, nella sua città. Nel 552, nominato vescovo di Parigi, si dedicò alla restaurazione della disciplina del clero collaborando con il re Childeberto I alla costruzione di delle grandi basiliche, di Santo Stefano e di San Vincenzo. Morì a Parigi il 28 maggio 576 e fu sepolto proprio nella Chiesa di San Vincenzo, da lui consacrata nel 558 e che, più tardi, gli fu dedicata con il nome di Saint-Germain-des-Pres. Gli vengono attribuite anche due lettere molto importanti per lo studio della liturgia gallica.

GUGLIELMO I, d’Aquitania
nato nel 755, conte di Narbonne, nipote del re Carlo Martello. Nominato duca di Tolosa nel 790, tre anni dopo fu mandato da Carlo Magno in Spagna a fronteggiare l’invasione dei Musulmani. Dopo qualche iniziale sconfitta come a Villedaigne, nell’801 costrinse Barcellona alla resa. Tornato dalla guerra, legato da sincera amicizia a Benedetto di Aniane, nell’804 lasciò la vita militare per quella religiosa e fondò un’abbazia benedettina a Gellone, diocesi di Lodève in Linguadoca. Due anni dopo vi si ritirò e condusse una vita semplice, dedicandosi ai lavori più umili, dalla cucina al giardinaggio. Morì il 28 maggio 812 e fu canonizzato nel 1066, da Alessandro II. Questa abbazia, nel 12° secolo, ha preso il nome di San Guglielmo d’Orange o San Guglielmo del deserto.

GUGLIELMO di Como santo eremita della Torre di Como, morto nel 1226.

IVO o IVONE di Chartres
nato nel 1040, nei pressi di Beauvais, in Francia. Discepolo di Lanfranco di Pavia, nell’abbazia di Le-Bec-Hellouin, nel 1090 fu il successore del vescovo di Chartres, Goffredo, destituito perché accusato di simonia. Durante il suo episcopato, intervenne nelle gravi controversie del tempo con prudenza e competenza, meritandosi il titolo di “vescovo più santo e sapiente del secolo”, ma fu anche imprigionato per essersi opposto al re Filippo I, che aveva ripudiato la prima moglie per sposarne un’altra. Viaggiò molto, sono ricordati due suoi viaggi presso la curia romana tra il 1090 e il 1093 ed è noto anche per i sermoni e le lettere, chiaramente di natura pacifista. Morto a Chartres il 23 dicembre 1116 la sua opera, solo in parte edita, ebbe grande importanza per la compilazione del Diritto Canonico della Chiesa, a opera di Graziano, monaco camaldolese del convento di San Felice a Bologna.

LANFRANCO di Canterbury
nato a Pavia nel 1005 ca. Dopo aver studiato diritto nella sua città, andò a vivere, prima in Francia e poi in Inghilterra. Priore dell’abbazia benedettina di Le Bec Hellouin dal 1045, fu poi il fondatore della celebre scuola di Avranches, in Normandia. Amico del re d’Inghilterra Guglielmo I, il conquistatore, nel 1070 venne eletto arcivescovo di Canterbury e nominato primate d’Inghilterra. Filosofo e teologo illustre, anticipò la dottrina della transustanziazione, il dogma che riguarda la trasformazione delle sostanze del pane e del vino dell’Eucaristia, nel corpo e sangue di Cristo, con il trattato De corpore et sanguine Domini. Si dedicò anche alla riforma gregoriana in Gran Bretagna e morì a Canterbury, nel 1089.

LUCIANO di Sardegna martire con Emilio e compagni.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

PODIO di Firenze santo toscano, vissuto nel 10° secolo.

PRIAMO martire della Sardegna.

SENATORE di Milano
21° vescovo della città, resse la diocesi dal 472 al 475. Nel 450 era stato inviato a Costantinopoli da Leone I, come legato pontificio, per notificare la condanna dell’eretico Eutiche. Gli viene attribuita la costruzione della basilica di sant’Eufemia, dove fu sepolto.

UBALDA Taccini o UBALDESCA
suora dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, nata a Pisa nel 1136 e morta nel 1206.

I santi del giorno del 16 aprile

16 Apr

BENEDETTO Labre
Benedetto Giuseppe Labre, nato il 26 marzo 1748, ad Amettes, in Francia. Appassionato delle cose di chiesa, desiderò diventare sacerdote, ma i suoi tentativi di studio furono un fallimento. Provò a entrare in un convento ma non riuscì a resistere alla disciplina e non avendo così potuto prendere gli ordini religiosi, andò girovagando tra santuari e monasteri di tutta Europa, come pellegrino penitente e mendicante, conducendo una vita di estrema mortificazione, divenuta leggendaria. Ebbe visioni ed esperienze mistiche e visse sempre in completa povertà vestito di stracci e deriso dalla gente. Si stabilì infine a Roma nel 1774, dormendo in un angolo del Colosseo. Morì il 16 aprile del 1783 e subito sulla sua tomba arrivarono molti pellegrini e ci furono anche molte guarigioni ritenute miracolose.

BERNADETTE Soubirous
Marie-Bernarde, nata Lourdes il 7 gennaio 1844. Figlia di un mugnaio povero, aveva solo 14 anni, quando in una grotta presso Massabielle le apparve, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, per diciotto volte, una figura di donna, giovane e bella, che le rivolse la parola. Il 25 di febbraio, quando già molte persone andavano con lei nella speranza di assistere all’apparizione di questa misteriosa Signora o per pura curiosità, su invito dell’apparizione, scavò con le mani nella terra circostante, facendo così scaturire una sorgente che si ingrossò rapidamente e le sue acque rivelarono fin dal giorno seguente i loro effetti miracolosi, restituendo l’uso della vista a un minatore che se ne era bagnato gli occhi. Il mese successivo l’apparizione si manifestò come l’Immacolata Concezione. Dopo varie inchieste protrattesi per più di 4 anni, ordinate dal locale vescovo Laurence, furono riconosciute autentiche, cioé che a Bernadetta era veramente apparsa Maria Vergine e la zona della grotta fu subito acquistata dalla Chiesa che vi fece costruire un santuario. Nel 1866 la giovane è poi entrata nell’Ordine delle Suore della Carità di Nevers, dove è morta il 16 aprile 1879 a 35 anni. È stata canonizzata nel 1933 da Pio XI.

CALLISTO di Corinto  martire in Grecia, assieme a CARISIO.

CONTARDO pellegrino
appartenente forse alla famiglia degli Estensi, si dedicò ad opere di pietà. È morto nel 1249 a Broni, in provincia di Pavia, mentre stava andando in pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

DROGONE di Valenciennes
nato nel 1102, eremita fiammingo di Valenciennes, città francese situata vicino al confine con il Belgio. Dopo aver donato tutti i suoi beni, compì alcuni pellegrinaggi a Roma e terminò la sua vita nel 1189 a Sebourg, dove era stato pastore.

EVENZIO di Saragozza martire a Saragozza nel 304 circa, assieme a 15 compagni tra i quali GIULIA, LAMBERTO, MARZIALE, OTTATO, PRIMITIVO, PUBLIO, QUINTILIANO, SUCCESSO 

FRUTTUOSO di Braga
spagnolo, discendente di una nobile famiglia visigota, fondò molti monasteri dalle regole rigide guadagnandosi il nome di “padre del monachesimo di Spagna”. Anche dopo l’elezione ad arcivescovo di Braga nel 656, non rinunciò alla vita monastica. Morì nel 665.

GIOACCHINO Piccolomini da Siena,
dell’Ordine dei Servi di Maria, morto nel 1303.

GUGLIELMO Gnoffi santo morto nel 1318.

LANDONE papa o LANDO,
figlio di un conte lombardo di nome Taino o Raino della Sabina. Pontefice per soli sei mesi, successore di Anastasio III, dal luglio 913 al febbraio 914.

TURIBIO di Astorga
di origine torinese, vescovo di Astorga, nella regione di Leon, in Spagna, nel 5° secolo.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 10 febbraio

10 Feb

AMANZIO martire con GIACINTO, IRENEO e ZOTICO verso il 304.

APOLLO martire di Alessandria

ARNALDO da Padova
vescovo e abate di Santa Giustina, morto nel 1255.

CHIARA da Rimini santa morta nel 1346.

EUSEBIA Palomino Yenes
nata il 15 dicembre 1899 vicino a Salamanca, in Spagna, visse un’infanzia povera ma felice, piena di fede nella sua modesta casa. Nel 1924, superando molte difficoltà, riuscì a entrare tra le Salesiane,“Figlie di Maria Ausiliatrice” nella comunità di Valverde del Camino, dove si dedicò alla cura della casa e delle bambine dell’oratorio. Morta il 10 febbraio 1935, dopo due anni di indicibili sofferenze offerte al Signore per la salvezza della Spagna e del mondo in fama di santità, è stata solennemente beatificata il 25 aprile 2004.

GUGLIELMO di Malvalle
gentiluomo francese vissuto nel 12° secolo. Dopo un’avventurosa vita militare, nel 1145 andò in pellegrinaggio a Roma. Confessatosi con il papa Eugenio III, ricevette come penitenza dei suoi peccati, l’imposizione di un pellegrinaggio a Gerusalemme e quando tornò cercò pace e solitudine in una spelonca presso Pisa, dove venne però raggiunto da altri, andò allora in un bosco sul monte Pruno, ma anche qui non trovò la solitudine. Nel 1152 si ritirò finalmente a vita eremitica in una valle disabitata, chiamata Malvalle, presso Grosseto, dove è morto nel 1157. Un suo discepolo, Alberto, che ne ha scritto la Vita, racconta che attorno alla cappella costruita sulla sua tomba, oltre ai discepoli che lo avevano seguito in vita, ne arrivarono molti altri e si formò la comunità che diede origine alla Congregazione degli Eremiti di San Guglielmo. Il culto è stato approvato anche senza canonizzazione.

INDRO (SILVANO)
nato verso la fine del 4° sec., vescovo di Terracina morto nel 444. È ricordato dai resti di una chiesa antica e di un monastero del 10° sec., alla periferia della città, intitolati al suo nome. È molto venerato anche in Calabria.

SCOLASTICA da Norcia
sorella di Benedetto, nata a Norcia, in provincia di Perugia nel 480. Secondo Gregorio Magno, nel suo secondo libro dei Dialoghi, si consacrò a Dio fino dall’infanzia ed entrò nel monastero di Rocca di Botte, presso Subiaco, che dal 10° secolo è intitolato a lei. Trasferitasi poi in un altro monastero presso Montecassino, visse sempre accanto all’illustre fratello, dedicandosi a opere di carità e alla contemplazione. Morì a Montecassino il 10 febbraio 547 circa 40 giorni prima di Benedetto. La tradizione affermava che le loro reliquie erano state trasportate in Francia, nel monastero di Fleury presso Orleans, ma nel 1950, sono invece state scoperte a Montecassino, durante i lavori di ricostruzione dell’abbazia danneggiata dai bombardamenti della guerra. Chiamata patrona delle suore benedettine, con il fratello è anche patrona di Norcia.

SOTERA o SOTERE
antenata di sant’Ambrogio, subì il martirio sotto Diocleziano nella primavera del 304 e venne sepolta sulla Via Appia. Nel 9° secolo il papa Sergio II fece portare le sue reliquie nella chiesa di San Martino ai Monti.

ZENONE d’Antiochia
discepolo di Basilio di Cesarea di Cappadocia, aveva un importante incarico alla corte di Valente, imperatore romano d’Oriente. Quando nel 378 questi morì ad Adrianopoli o Edirne in Turchia, combattendo i Visigoti, lasciò la corte e si ritirò a vivere da anacoreta presso Antiochia. Morì nel 416, dopo aver lasciato ai poveri tutto quanto gli apparteneva.

I santi del giorno del 10 gennaio

10 Gen

AGATONE papa
nato a Palermo verso il 574, prima di essere eletto, il 27 giugno del 678, era stato monaco. In un sinodo di 125 vescovi, tenutosi a Roma nel marzo del 680, condannò l’eresia di Eutiche e dei monoteliti, approvata da Onorio I (625-638), con la sua lettera “Dogmatica”, che inviò subito a Costantinopoli al 6° Concilio Ecumenico. Fu molto generoso verso il clero, anche riguardo le elargizioni di denaro. Sembra sia morto, a 107 anni, il 10 gennaio 681 e sia stato sepolto in San Pietro.

ALDO eremita
abbiamo pochissime notizie su di lui, una tradizione sostiene che era un laico vissuto nell’8 secolo, di professione carbonaio nei pressi di Pavia, che a un certo punto della vita, decise di farsi eremita. Alla sua morte fu sepolto nella cappella di San Colombano e poi traslato nella basilica di San Michele Maggiore a Pavia.

CAMILLO di Milano
Giovanni Camillo il Buono, 36° vescovo di Milano, originario di Camogli. Nel 649 partecipò al sinodo tenuto in Laterano dal papa Martino I contro i monoteliti e secondo una tradizione che risale all’11° secolo, fece trasportare le reliquie di Siro, vescovo di Genova, a Desio dove fece erigere una chiesa. Morì nel 660, dopo aver lasciato tutti i suoi beni alla Chiesa. Il suo corpo fu traslato nel Duomo, dalla vicina Chiesa di San Michele, da Carlo Borromeo, nel 1582. Come GIOVANNI, è festeggiato il 5 gennaio.

DOMIZIANO
vescovo di Mitilene, sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, verso la fine del 6° secolo. Fu alla corte di Costantinopoli dove tentò, senza riuscirvi, di convertire il re di Persia, Cosroe II. Molto lodato da S. Girolamo, lo  zelo.

FLORIDA di Digione santa martire nel 3° secolo.

GREGORIO X papa, vedi 09 Gennaio.

GUGLIELMO di Bourges
nato nel 1120 a Nevers, in Francia, dopo essere stato abate in vari monasteri, nominato arcivescovo di Bourges, aiutò i poveri, difese i diritti della Chiesa e ottenne molte conversioni in una missione che svolse tra gli albigesi. È morto a Bourges nel 1209.

LEONIA Aviat
nata il 16 settembre 1844, a Sèzanne dipartimento della Marna, in Francia. Il 30 ottobre 1868 ricevette l’abito religioso con il nome di Francesca di Sales e fondò le “Oblate di San Francesco ”, con lo scopo di dare un’educazione umana e cristiana alle giovani assunte al lavoro nelle industrie tessili. Nel 1903, a causa della persecuzione religiosa in Francia, spostò la casa madre a Perugia, dove è morta il 10 gennaio 1914.

MELCHIADE papa o MILZIADE,
di origine africana, ordinato sacerdote nel 286, venne eletto il 2 luglio 311, dopo quasi 2 anni nei quali la sede pontificia era rimasta vacante. Nel tempo del suo pontificato l’ imperatore Galerio consentì ai cristiani di professare liberamente la loro fede e rientrare in possesso dei beni loro confiscati. Con l’intervento di Costantino negli affari ecclesiastici, quando emanò il famoso editto del 313, si ebbe la solenne affermazione del cristianesimo e si aprì così per la Chiesa un’era di libertà ed espansione. Vennero così restituiti, chiese, luoghi di culto e cimiteri, consentendo ai fedeli la libera pratica della loro religione. Fausta, seconda moglie di Costantino imperatore, donò al papa il palazzo del Laterano dove, il 30 ottobre dello stesso anno Milziade indisse un sinodo di 19 vescovi, nel quale venne pronunciata la condanna dell’eresia donatista, ribadita poi nel sinodo generale d’Occidente convocato ad Arles nel 314 ed è questo il palazzo nel quale stabilì poi la residenza pontificia. Morì il 10 gennaio 314 e fu l’ultimo papa a essere sepolto nelle catacombe di Callisto, sulla Via Appia Antica, onorato come martire.

PIETRO Orseolo
nato a Venezia nel 928. Nel 976 quando fu assassinato il doge di Venezia Pietro IV e vennero incendiati sia il Palazzo Ducale che la Chiesa di San Marco, Pietro fu eletto doge, in un periodo di accese lotte intestine fra le varie famiglie che aspiravano a rendere la carica ereditaria. Il suo breve dogato fu caratterizzato da opere di pace e di ricostruzione, la basilica di San Marco, ospizi e ospedali, insieme però a una ripresa delle lotte fra le fazioni, di fronte alle quali non mostrò sufficiente energia. Sempre più dedito a opere di carità e alla vita religiosa, osteggiato da tutte le fazioni, dopo soli 2 anni lasciò la carica e si fece eremita nel convento di San Michele nei Pirenei, dove restò fino al 987, anno della morte. È stato canonizzato da Clemente XII, nel 1731.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

TECLA di Lentini martire in Sicilia nel 3° secolo.

I santi del giorno del 1 gennaio

1 Gen

CONCORDIO di Spoleto
sacerdote martire nel 178. Patrono di Spoleto.

FULGENZIO di Ruspe.
Nato nel 467 a Telepte, in Tunisia. Funzionario imperiale, procuratore delle imposte, dopo la lettura delle opere di Agostino d’Ippona, decise di darsi alla vita monastica nella regione di Cartagine. Dopo una permanenza di qualche anno a Roma, nel 507 i fedeli lo elessero vescovo di Ruspe, presso Sfax, nel golfo di Gabès, sempre in Tunisia, ma fu esiliato in Sardegna con altri 60 vescovi da Trasamondo, re ariano dei Vandali. Trascorse così molti anni in un monastero di Cagliari, punto di riferimento di presbiteri e monaci dell’isola. Richiamato in patria nel 523 dal nuovo re Ilderico, scrisse diversi trattati antiariani, epistole e sermoni. Riprendendo e accentuando gran parte degli insegnamenti della dottrina agostiniana, scrisse anche contro le eresie dei nestoriani e semipelagiani. Morto a Ruspe nel 533 circa, è compatrono di Cagliari.

GIUSEPPE Maria Tommasi.
Nato nel 1649 a Licata, in Sicilia e morto a Roma nel 1713. Sacerdote nell’Ordine dei Teatini.

GIUSTINO di Chieti.
Vescovo morto nel 9° secolo venerato nell’Italia Centrale.

GREGORIO, il vecchio.
“il Vecchio”, marito di santa Nonna, padre di Cesario, Gorgonia e Gregorio di Nazianzo. Ex magistrato, venne consacrato vescovo di Nazianzo nel 329 e diede molte prove di santità, più che di conoscenze dottrinali.

GUGLIELMO da Volpiano.
nato nel 962 sull’isola di San Giulio d’Orta, provincia di Novara, figlio del conte Roberto di Volpiano. Entrò molto giovane in un monastero benedettino presso Vercelli e poi nel 985, nell’abbazia di Cluny. Riformò il monastero di Saint Bènigne, pressi Digione ed esercitò molta influenza su circa 40 conventi della Lorena, Francia e Italia, promuovendone la riforma secondo l’osservanza di regole severe. Aprì scuole di ogni grado, curando particolarmente quelle popolari e nel 1003 fondò l’abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese e quella di Fecamp, in Normandia, che divennero importanti centri di riforma. È morto in Normandia, nel 1031.

TELEMACO, martire a Roma.
monaco di origine asiatica, detto ALMACHIO. Con l’Editto di Milano del 312, Costantino aveva proibito anche i combattimenti dei gladiatori, ma Onorio Flavio(395-423), li aveva reintrodotti. Nel 404, durante uno di questi crudeli spettacoli, Telemaco entrò nell’arena per dividere i contendenti e far cessare il massacro, ma gli spettatori infuriati lo lapidarono. La Chiesa cattolica lo venera come martire.

VINCENZO Maria Strambi.
nato a Civitavecchia nel 1745. Fece gli studi in seminario e dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, nel 1768 entrò nella Congregazione dei Passionisti dove divenne un brillante predicatore, percorrendo quasi tutta l’Italia. Quando Pio VII lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, promosse la riforma del clero e del popolo, dimostrandosi ottimo pastore. Nel 1808 rifiutò di prestare giuramento di fedeltà a Napoleone e così subì l’esilio a Milano e Novara fino al 1814. Rinunciò all’episcopato nel 1823, quando venne chiamato alla sede apostolica come consigliere di Leone XII. È morto a Roma il 1° gennaio 1824, lasciando scritti teologici, agiografici e ascetici ed è stato canonizzato nell’anno giubilare 1950, da Pio XII. È ricordato anche il 24 settembre.

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