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I santi del giorno del 5 settembre

5 Set

ALBERTINO
monaco nel monastero di Fonte Avellana, sul monte Catria, in provincia di Pesaro, morto nel 1294.

ALBERTO di Butrio
fondatore e abate dell’abbazia benedettina di Butrio, nella diocesi di Tortona, morto nel 1073. Questa abbazia, che raggiunse il massimo splendore nel 15° secolo, è stata soppressa nel 19°.

ARCONZIO di Capua martire di Capua, assieme a Quinzio.

BERTINO di Sithieu
nato a Coutances, nel nord della Francia. Fondò il monastero di Sithieu, presso la città di Saint-Omer, del quale divenne abate e che in seguito venne chiamato di Saint-Bertin. Morì tra il 697 e il 704.

DONATO di Capua martire assieme ad Arconzio e Quinzio

DULIA di Toledo vergine martire in Spagna,chiamata anche Obdulia.

ERCOLE o ERCOLANO
nella “Depositio martyrum” è nominato assieme ad Aconzio, Nonno e Taurino, martiri a Porto nei dintorni di Roma. Nel Martirologio romano è menzionato da solo, ucciso nel 252 sotto l’imperatore Gallo I. Alla fine del 9° secolo, papa Formoso fece trasportare le reliquie sull’isola Tiberina, che apparteneva alla diocesi di Porto Romano.

FERREOLO e FERRUCCIO
sacerdote e diacono, martiri verso il 211 a Besancon, nella Francia sud-orientale, dove erano stati inviati da Ireneo vescovo di Lione, a predicare il Vangelo tra i Sequani, antica tribù della Gallia celtica. Furono atrocemente martirizzati per ordine di Claudio, prefetto della provincia, sotto l’imperatore Caracalla. Il loro culto, specialmente in Francia, è molto diffuso fin dal 6° secolo.

GENTILE da Matelica
missionario francescano, nato ad Ancona nella prima metà del 14° secolo. Predicatore zelante ed eloquente, svolse il suo apostolato in Egitto, Persia Asia Minore, e Armenia. Martirizzato dai Saraceni, le reliquie sono state trasferite a Venezia, dal doge Marco Cornaro, nella Chiesa dei Frari.

GIORDANO abate martire in Puglia, nel 12° secolo.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

QUINZIO di Capua martire assieme ad Arconzio e Donato.

ROMOLO di Cividale martire nel Friuli.

TERESA di Calcutta
nata il 27 agosto 1910, a Uskub, oggi Skopje in Macedonia, figlia di Nicola Bojaxhiu facoltoso commerciante cattolico laureato in farmacia. Battezzata Agnese, in famiglia era però chiamata “Gonxha”, che significa “bocciolo”. A 12 anni sentì la prima chiamata vocazionale, ma solo a 18 si decise al grande passo, entrando nella Congregazione di Nostra Signora di Loreto che aveva una missione nel Bengala, a Darjeeling, cittadina posta alle pendici dell’Himalaya  Qui nel 1929 vestì l’abito religioso prendendo il nome di Teresa, per devozione a S. Teresa di Lisieux. Nel 1946, durante un viaggio in treno per recarsi agli esercizi spirituali, fu molto colpita dalle condizioni di assoluta miseria delle popolazioni indiane e decise di dedicarsi totalmente al servizio dei poveri. All’inizio ebbe molte difficoltà, sopratutto dalla sua stessa congregazione, ma 4 anni dopo, quando aveva già radunato una decina di consorelle, ottenne l’approvazione vaticana per la nuova congregazione: le “Missionarie della Carità”, per sfamare i poveri “non di solo pane, ma di amore”. Da quel momento la sua opera non si arrestò più e dilagò non solo in India ma anche nel mondo intero e il 17 ottobre 1979, ricevette a Oslo il premio Nobel per la pace. Madre Teresa non stava mai ferma affaticandosi nell’assistenza e nei vari viaggi e nel 1996 il suo cuore nel 1996 cominciò a cedere. Nonostante un estremo intervento di angioplastica alle coronarie, madre Teresa si è spenta nella Casa Generalizia della Congregazione, a Calcutta, il 5 settembre 1997. Un anno dopo i solenni funerali di stato, è stata avviata la causa di beatificazione per “virtù eroiche”, che si è conclusa a tempo di record, il 24 settembre 2002, quando la Congregazione dei Santi ha dato parere favorevole alla canonizzazione, riconoscendo come miracolosa la guarigione di una giovane indiana di 32 anni, Monika Besra, sofferente di una grave forma tumorale nella regione pelvica. Non potendo essere operata perché il male era molto esteso, venne accolta in una delle case delle Missionarie della Carità e la sera del 5 settembre 1999, 2° anniversario del “dies natalis” di madre Teresa, le religiose le posero sull’addome una delle medagliette che la Madre dava a tutti. Al ritorno dalla preghiera, trovarono la paziente alzata che camminava e questa guarigione è stata accertata come improvvisa e duratura. Il 19 ottobre 2003 è stata solennemente beatificata in San Pietro da Giovanni Paolo II, davanti a una immensa folla di fedeli provenienti da tutto il mondo.

VITTORINO di Roma vescovo di Roma detto popolarmente san RINO.

I santi del giorno del 26 agosto

26 Ago

ABBONDIO di Roma martire assieme a sant’Ireneo.

ALESSANDRO di Bergamo
soldato romano, martire verso la fine del 3° secolo a Bergamo, da dove il suo culto si estese in breve tempo in tutta la Lombardia. La sua città gli ha consacrato una chiesa proclamandolo patrono

COSTANZO
martire in Spagna con il fratello Vittoriano e il padre Simplicio.Abbondio

ERMINIO martire.

GIOVANNA Bichier
Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, nata in Francia nel 1773. Con l’aiuto di Uberto Andrea Fournet (v), a Saint-Pierre de Maillé, pose le basi della Congregazione delle Figlie della Croce, chiamata anche delle “Suore di Sant’Andrea”. Morta nel 1838, è stata canonizzata nel 1947, da Pio XII.

IRENEO di Roma martire assieme ad Abbondio

MARIA Courdec
Maria Vittoria Teresa, morta nel 1885, in Francia. Chiamata Madre Teresa, nel 1826 fondò la congregazione religiosa delle “Suore del Cenacolo”.

SIMPLICIO di Spagna martire con i figli Costanzo e Vittoriano.

TERESA di Gesù
beata Teresa Jornete Ibars, detta “di Gesù”, morta nel 1897.

VITTORIANO di Spagna
martire, assieme al padre Simplicio e al fratello Costanzo

ZEFIRINO papa
romano, figlio di Abbondio, venne eletto nel 199, successore di Vittore I. Negli anni del suo pontificato, il più lungo tra i primi 30, nel 202 Settimio Severo emanò un editto che prevedeva pesanti pene nei confronti dei cristiani, ritenuti pericolosi nella pubblica amministrazione e nell’esercito  Questa persecuzione fece molte vittime, non solo a Roma, ma anche a Cartagine, Alessandria e nelle altre città consolari dell’impero romano. Sorsero alcune eresie che Zefirino represse con energia avvalendosi del prezioso aiuto del segretario Callisto, che sarà poi il suo successore. Dovette però far fronte anche a un forte oppositore, Ippolito, uomo colto e ricco di personalità, il quale fattosi eleggere vescovo di Roma, da un gruppo di sacerdoti e fedeli, divenne in pratica il primo antipapa della storia. Alla fine del pontificato ricevette anche la visita del famoso Origene, desideroso di conoscere la sede del successore di Pietro. Morì il 20 dicembre 217, forse martire, anche se non risultano prove certe in merito e venne sepolto nel suo cimitero privato, vicino a quello di Callisto, sull’Appia Antica.

I santi del giorno del 26 maggio

26 Mag

ALVINO martire.

ANDREA Granchi 
nato a Pistoia nel 1335, di nobile famiglia, entrò nei domenicani nel 1351. Anche dopo essere stato eletto vescovo di Pistoia da Urbano VI, continuò a vestire l’abito talare domenicano e nel 1400 rinunciò alla sede vescovile e si ritirò in un convento. Morto il 26 maggio 1401, è stato beatificato nel 1921, da Benedetto XV.

CATERINA da Gambolò
terziaria francescana, vissuta in una comunità a Vigevano, discepola del beato domenicano Matteo Carreri. Modellò la sua esistenza seguendo l’esempio di santa Caterina da Siena. Morì nel 1516, a Vigevano dove venne sepolta nella Chiesa di San Pietro Martire.

ELEUTERIO papa
figlio di Abbondio, nato a Nicopoli nell’Epiro, Grecia, si trasferì a Roma. Divenuto diacono del papa Aniceto, nel 175, alla morte di Sotero, fu eletto al pontificato. Stabilì il primo regolamento conosciuto, relativo alla festa della Pasqua, da celebrare la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Durante il suo regno, che fu piuttosto tranquillo al tempo di Commodo, nel 177 accolse Ireneo latore di una lettera dei martiri di Lione, sul montanismo, che fu da lui condannato. Morì nel 189 e fu sepolto sul colle Vaticano accanto alle spoglie dell’apostolo Pietro. Anche se le circostanze della morte non sono ben conosciute, è venerato come martire.

ERACLIO di Todi
martire nel 251 assieme a Paolino e a Feliciano, uno dei primi vescovi di Foligno.

FELICISSIMO di Todi martire assieme a Eraclio e Paolino.

FILIPPO Neri 
nato a Firenze il 21 maggio 1515. Introdotto al commercio da uno zio che lo prese come collaboratore, a 18 anni rinunciò a questa carriera e andò a Roma a fare il precettore presso una famiglia, per mantenersi agli studi all’Università della Sapienza, presso gli Agostiniani. Ricevuti gli ordini sacri, prese a insegnare il catechismo alla gente per strada e a prendersi cura dei più poveri. Nel 1548 istituì la Confraternita della Santissima Trinità che fu chiamata dei pellegrini e dei convalescenti, in particolare per l’assistenza durante i giubilei. Solo nel 1551 fu ordinato sacerdote, iniziando, nel convitto di liberi preti di San Girolamo della Carità, l’istituzione della Congregazione dei preti dell’Oratorio, che nel 1575 venne ratificata con la Bolla Pontificia, e poi approvata da Paolo V, il 24 febbraio 1612 Vi si riunivano persone di varie condizioni, per pregare, ascoltare i sermoni di Filippo e cantare le lodi a Dio. La caratteristica particolare di questa confraternita era l’amore scambievole, la pratica delle opere di misericordia, sopratutto l’aiuto vicendevole e una vita spirituale nutrita dall’eucaristia con la comunione frequente. Era chiamato “Pippo il buono” e di lui sono rimasti leggendari il buon umore, il fervore mistico e gli atti d’amore a Dio e al prossimo. Morto a Roma il 25 maggio 1595, beatificato da Paolo V verso il 1610 è compatrono di Roma, assieme a san Pietro.

LAMBERTO di Vence beato.

MARIA ANNA de’Paredes o MARIANNA
prima santa della repubblica dell’Ecuador, nata a Quito nel 1614. Dedita fin da giovane all’esercizio della pietà e della mortificazione, fece voto di verginità, prendendo il nome di Maria Anna di Gesù. Vistosi poi negato il permesso di entrare in un ordine religioso, si chiuse in una stanza della sua casa e qui visse in preghiera, digiuno e penitenza fino alla morte, impetrata per salvare i concittadini, nelle calamità, terremoti ed epidemie. Morta nel 1645, venne subito onorata come il ”Giglio di Quito”, ma è stata canonizzata solo nel 1950, durante il Giubileo, da Pio XII.

PAOLINO di Todi
martire a Todi nel 251, assieme a molti compagni di fede, tra i quali Eraclio e il vescovo di Foligno, Feliciano.

PARDO di Larino
le notizie storiche sulla vita di questo santo sono poche e non facilmente controllabili. Secondo uno storico del 18° secolo G. B. Polidori, Pardo visse nel 3° secolo e fu vescovo in Grecia. Causa forti contrasti all’interno della comunità, fu costretto ad allontanarsi dalla sua città e rifugiarsi a Roma, dove venne accolto dal papa Cornelio (251-253), che lo inviò a Lucera in Puglia, dove esisteva una fiorente comunità di greci convertiti al cristianesimo. Là fece costruire due chiese e un monastero, nel quale rimase fino alla morte. Nel 9° secolo i Saraceni sbarcati sulle coste adriatiche, invasero e distrussero l’entroterra, compresa la città di Larino e ne dispersero gli abitanti superstiti. Dalla vicina Puglia i devoti dei santi martiri Larinesi, Primiano, Firmiano e Casto, avendone constatato lo stato di abbandono, portarono con loro le reliquie dei primi due nella città di Lesina, della quale furono dichiarati patroni. Quando i superstiti abitanti di Larino tornarono alle loro case, decisero di riprendersi le reliquie dei loro martiri, ma, forse scoraggiati dalla resistenza degli abitanti di Lesina, girovagando per le campagne di Lucera, trovarono il sepolcro del vescovo Pardo. Senza indugio ne raccolsero i resti e il 26 maggio 842, li portarono in città su di un carro trainato da buoi. Ogni anno il 26 maggio a Larino si svolge una grande processione in costume con carri addobbati di fiori per celebrare l’ingresso del loro protettore e patrono, ricordato, con un busto in argento cesellato, nell’aula capitolare del Duomo.

PRISCO di Auxerre 
martire in Francia, nel 273, sotto l’imperatore Aureliano, assieme a molti compagni.

QUADRATO 
il più antico apologista cristiano, vissuto nella prima metà del 2° secolo. Discepolo degli Apostoli, scrisse e presentò all’imperatore Adriano, di passaggio in Asia, un’Apologia del Cristianesimo, il cui tema era la dimostrazione della divinità di Gesù, attraverso l’esposizione dei suoi miracoli. A però noi ne sono giunti solo pochi frammenti.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

I santi del giorno del 7 marzo

7 Mar

FELICITA di Cartagine
giovane schiava rinchiusa in carcere dal governatore d’Africa, Flaviano, subì il martirio a Tuburbi, circa 50 Km da Cartagine, il 7 marzo 211, durante le feste per l’incoronazione dell’imperatore Geta, assieme alla nobile Perpetua. Della sua morte resta una bellissima narrazione negli Atti del martirio, in parte scritti dai suoi confessori e in parte dallo storico Tertulliano. Secondo questa versione Felicita, incinta di 8 mesi, partorì in carcere e ricevette il battesimo solo nell’imminenza del martirio, perchè era ancora catecumena. Andò incontro alla morte come a una festa: condannata alle fiere, denudata e chiusa in una rete, subì le furie di un toro, infine venne decapitata.

GAUDIOSO
confessore della fede, vescovo di Brescia, morto nel 455.

PAOLO il Semplice martire nel 340 circa.

PERPETUA Vibia
nobildonna di Tuburbi, presso Cartagine, martire il 7 marzo 211 (altre fonti parlano del 202). La sua storia è conosciuta attraverso la passio che, nella parte principale, è stata scritta da lei stessa, con delle aggiunte all’inizio e alla fine, attribuite all’apologeta cristiano Tertulliano. Aveva 22 anni, sposata e con un figlio lattante, ancora catecumena si stava preparando a ricevere il battesimo cristiano, quando venne arrestata e incarcerata assieme alla schiava Felicita in stato di gravidanza, e di alcuni compagni catecumeni, tra i quali Revocato, Saturnino e Saturo, che furono poi battezzati in carcere. Visti inutili i vari tentativi del padre, pagano, di dissuadere la figlia dall’affermarsi cristiana, il procuratore Ilariano li condannò tutti alle fiere del circo (ad bestias). Denudate e chiuse in una rete, le donne furono straziate da un toro e poi finite con un colpo di lama alla gola.

REVOCATO di Cartagine
martire in Tunisia, nel 3° secolo assieme a Perpetua, Saturnino e Saturo.

SATURO di Tuburbi
martire in Africa a Tuburbi, presso Cartagine, assieme a Felicita, Perpetua, Revocato e Saturnino.

SECONDOLO
martire a Cartagine assieme ai compagni Felicita, Perpetua, Revocato, Saturo e Saturnino

TERESA di Firenze
Teresa Margherita Redi, nata ad Arezzo il 1° settembre 1747. Entrata nel monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze, nel marzo del 1766 fece la professione di fede e diventò suor Margherita Teresa del Cuore di Gesù. La sua vita è stata tutta spesa nell’umiltà del premuroso e costante servizio verso le sorelle e nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, perché il suo motto era “rendere amore per amore”. È morta di peritonite a soli 23 anni, il 7 marzo 1770, ed è stata proclamata santa nel marzo 1934 da Pio XI.

TOMMASO d’Aquino ricordato anche il 28 Gennaio.

 

 

I santi del giorno del 3 marzo

3 Mar

ANSELMO di Nonantola
duca del Friuli, cognato del re longobardo Astolfo, si fece monaco benedettino e fondò il monastero di Nonantola, divenendone abate. Morì nell’803.

ASTERIO di Cesarea
senatore romano martire nel 262 a Cesarea di Cappadocia, assieme a Marino, sacerdote.

CAMELIA o CAMILLA
vergine martire ad Auxerre, assieme alle sorelle Magnenzia e Pallasia nel 5° secolo. Una chiesa dedicata a lei che sorgeva a Escoulives, vicino ad Auxerre, fu distrutta dai Calvinisti nel 16° secolo.

CATERINA Drexel  
Katharine Mary, nata il 26 novembre 1858, figlia di un banchiere di Filadelfia (USA) e di Hannah Langstroth, che morì un mese dopo il parto. Ebbe la fortuna di trovare in Emma Bouvier cattolica, seconda moglie di suo padre, un’ottima madre educatrice. Studiando e viaggiando molto, scoprì le miserie di molti connazionali, in particolare delle minoranze pellirossa e negra, alcolisti privati delle terre, ex schiavi poverissimi rassegnati alla loro sorte. Nel 1887 andò a Roma e quando fu ricevuta in udienza da Leone XIII, gli chiese di mandare missionari per quella povera gente e il papa le propose di diventarlo lei stessa. Il 12 febbraio 1891 prese i voti come Suora della Misericordia e subito dopo fondò la Congregazione del Santissimo Sacramento, per la promozione umana, partendo dall’istruzione. Riuscì a far costruire circa 150 missioni cattoliche con scuole speciali e mandò le sue suore a visitare i poveri nelle case, ospedali e prigioni. Nel 1925, ha fondato l’università cattolica ‘Xavier University’, per la preparazione dei docenti, che per prima negli USA accettò studenti di colore e indiani. È morta a 96 anni il 3 marzo 1955. Sepolta nella cappella della sua Congregazione a Cornwells Heights, è stata proclamata santa nel Giubileo 2000 da Giovanni Paolo II.

CUNEGONDA imperatrice
nata nel 978, sesta figlia di Sigfrido, conte di Lussemburgo. Nel 998 sposò Enrico duca di Baviera che nel 1002 fu incoronato re di Germania e nel 1014 imperatore con il nome di Enrico II e fu anche santificato. In accordo con il marito fece il voto di verginale continenza, ma poi, ingiustamente accusata di adulterio, dovette sopportare la prova del fuoco dalla quale uscì illesa. Nel 1024, alla morte del marito, fece costruire chiese e monasteri, fra i quali quello di Kaufungen, presso Kassel, dove si ritirò vestendo l’abito benedettino, dopo essersi spogliata delle insegne imperiali e dove morì il 3 marzo 1033. Le spoglie sono custodite nella ricca tomba che si trova nel Duomo di Bamberga, in Germania, diocesi della quale è patrona. È stata canonizzata nel 1200, durante il pontificato di Innocenzo III.

ELAIDE o AIDE santa il cui vero nome potrebbe essere stato “Artellaide”.

FEDERICO abate
nato ad Halluin, sul confine tra Francia e Belgio da una famiglia modesta di umili condizioni. Con l’aiuto del clero locale e molti sacrifici, potè studiare a Munster, in Germania, diventando insegnante e sacerdote. Quando Norberto di Xanten fondò l’Ordine dei Premontratensi, volle vestire l’abito bianco dei nuovi monaci. Divenuto abate, fu il fondatore dell’abbazia di Mariengaarde e di un monastero femminile. Gravemente ammalato, è morto nel 1175.

INNOCENZO da Berzo martire nella Savoia.

MARINO di Cesarea
soldato legionario martire a Cesarea di Cappadocia, ai piedi del monte Erciyas dag. Quando stava per essere promosso al grado di centurione, un altro pretendente, per invidia, lo denunciò come cristiano e così, nel 262 venne condannato e decapitato assieme al senatore Asterio, suo difensore.

PIETRO Geremia
nato a Palermo nel 1399. Il padre Arduino lo mandò a Bologna a studiare giurisprudenza, ma lui voleva consacrarsi a Dio. Nel 1423, sotto la guida del futuro vescovo di Firenze Antonino, prese i voti nel convento domenicano di Fiesole e l’anno dopo venne ordinato sacerdote e inviato a Bologna. Ottimo predicatore, fu in Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia fino al 1430, quando ottenne la cattedra di teologia all’Università di Oxford. Tornato a Palermo solo nel 1433, quando gli morì la madre, un anno dopo Eugenio IV gli affidò l’incarico di riformare alcuni monasteri locali. Lo stesso pontefice, nel 1439 lo inviò, come suo rappresentante, al Concilio di Firenze e infine ricevette la nomina di Visitatore Apostolico nel Regno di Sicilia, sempre con compiti di riformatore di ordini religiosi. È morto nel 1452.

TEODORO II papa
romano di nascita, eletto nel dicembre 897 dai fedeli di Spoleto, indisse subito un sinodo per riabilitare la memoria del papa Formoso, ordinando una nuova esumazione della salma, che nel frattempo era stata ritrovata, dopo essere stata gettata nel Tevere e tenuta poi segretamente nascosta. Dispose che fosse rivestita dei paramenti papali e sepolta con tutti gli onori in San Pietro. Ripristinò i diritti dei chierici consacrati da Formoso dando loro piena riabilitazione. Essendo però morto nel gennaio 898, dopo una ventina di giorni di pontificato, fu il suo successore Giovanni IX che dichiarò legittime tutte queste disposizioni e le attuò, scomunicando anche gli atti del sinodo con il quale Stefano VI aveva agito e infierito contro Formoso.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

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