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I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

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I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

I santi del giorno del 7 agosto

7 Ago

ABELE di Reims
monaco benedettino nato in Irlanda, seguì Bonifacio in Francia e fu eletto vescovo di Reims, ma morì nel 751 ancora prima di prendere possesso della sua sede.

AGATANGELO beato.

ALBERTO da Trapani
nato a Trapani nel 1212, della famiglia Degli Abbati. Si fece carmelitano nel convento dell’Annunziata, alle falde del monte Erice. La sua famiglia era tra le più importanti del Regno di Sicilia e la sua presenza fece si che il cenobio divenisse un vero centro di spiritualità mariana. Divenuto Provinciale di Sicilia, convertì molti ebrei in tutta l’isola. È venerato in particolare Messina, dove è morto il 7 agosto 1307, perché, 6 anni prima, l’avrebbe rifornita miracolosamente di vettovaglie, durante l’assedio di Roberto, duca di Calabria. Culto approvato da Sisto IV, a partire dal 1476.

ATTONE di Vercelli
vescovo di Vercelli alla fine del 10 secolo. Combatté la simonia, lo scandalo dei preti fanciulli e difese le libertà ecclesiastiche contro il re d’Italia Berengario II (950-961).

CARPOFORO di Como
martire a Como, assieme a Cassio e molti altri compagni di fede.

CASSIO di Como
martire assieme a Carpoforo, Esanto, Licino, Secondo e Severino.

CLAUDIA di Roma
martire romana, convertita del 1° secolo, discepola di san Paolo, citata da lui nella seconda lettera a Timoteo, al capitolo 4, versetto 21. Una leggenda più tarda dice invece che era figlia di un re della Britannia.

DOMEZIO di Persia monaco martire.

DONATO di Arezzo
nato verso il 300, vescovo della città. Quando ebbe i genitori martirizzati da Diocleziano si rifugiò ad Atene a sostituirne il vescovo, ma quando tornò in patria venne fatto decapitare da Giuliano l’Apostata il 7 agosto 362. In un catalogo episcopale aretino dell’11° secolo, occupa il 2° posto dopo Satiro. I sui resti sono custoditi in un’arca di prezioso marmo bianco posta sull’altare maggiore del Duomo. Molto venerato dai Longobardi, che ne diffusero il culto presso i loro castelli, sembra abbia fondato una chiesa nel comune di Bertinoro(Forlì). Patrono di Arezzo, Pinerolo e Mondovì, città nella quale la Cattedrale, edificata a partire dal 1743, è stata intitolata a lui.

ESANTO martire a Como, con Cassio e compagni.

GAETANO di Thiene
nato a Thiene, Vicenza nell’ottobre 1480, dopo gli studi a Padova, nel 1516 fu ordinato sacerdote ed entrò nella curia romana sotto papa Giulio II. Più tardi lasciò la corte pontificia e fece parte della Compagnia del Divino Amore, prodigandosi in opere di bene, dedicandosi in particolare alla fondazione di Monti di Pietà e ospedali. Nel 1520 diresse la Compagnia a Vicenza, Verona, Venezia e dal 1523, anche a Napoli, contribuendo alla diffusione dell’Ordine, alla riforma del clero e lo sviluppo della beneficenza. Nel 1524, rinunciando a cariche e benefici, diede vita assieme al vescovo di Chieti, Gian Piero Carafa, futuro papa Paolo IV, ai “Teatini”, Congregazione di Chierici Regolari, con il programma di vivere come la prima comunità cristiana, esercitando il ministero sacerdotale senza benefici ecclesiastici e senza chiedere l’elemosina. Dopo il 1527, in seguito al sacco di Roma da parte di Carlo V, tutti i membri della congregazione dovettero lasciare la città e si trasferirono a Venezia. Nel 1528 una terribile peste li costrinse a dividersi in altre città, dove furono, insieme con i gesuiti, uno dei punti di forza della controriforma cattolica. Per la sua illimitata fiducia in Dio, è venerato come il santo della Provvidenza e “cacciatore d’anime”, per il costante impegno dedicato alla salvezza del prossimo. Morto il 7 agosto 1547 a Napoli, che gli ha dedicato una chiesa, è stato canonizzato da Clemente X, nel 1675.

ILARINO di Arezzo
monaco martire ad Arezzo con Donato, durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata, le sue reliquie furono poi traslate a Ostia.

LICINIO o LICINO di Como
martire a Como, assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto e Severino.

MAFALDA di Savoia
nata nel 1125 e morta nel 1157 a Coimbra. Figlia di Amedeo III conte di Savoia, nel 1146 sposò Alfonso I, il Conquistatore, re del Portogallo. Svolse pie attività e fece iniziare la costruzione della cattedrale di Oporto.

POPPONE di Bressanone
di origine bavarese, arcivescovo di Bressanone, in Tirolo e poi, dal 1019 al 1042, patriarca di Aquileia. Tra il 1021 e il 1031, fece restaurare la basilica di questa città, famosa per il suo prezioso pavimento a mosaico del 4° secolo, ma scoperto interamente solo da pochi anni. Il 17 luglio 1048 alla morte di Clemente II, venne designato papa direttamente dall’imperatore Enrico III di Franconia, il Nero, e prese il nome di DAMASO II. Il suo pontificato fu brevissimo perché, non sopportando il clima afoso di Roma e gli intrighi delle fazioni sempre in lotta tra loro, si trasferì nella rocca di Palestrina a una quarantina di chilometri dalla città e qui morì per un violento attacco di malaria il 9 agosto 1048, dopo soli 24 giorni di pontificato. Il suo sepolcro si trova nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

SECONDO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio Esanto, Licino e Severino.

SEVERINO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto, Licino e Secondo.

SISTO II papa
nato ad Atene, eletto il 30 agosto 257 dopo Stefano I, dovette intervenire nei contrasti fra la chiese Romana, Orientale e Africana del vescovo Cipriano di Cartagine. La controversia principale, sostenuta con molta vivacità da Cipriano, le cui posizioni si accordavano con quelle del papa, riguardava la validità dei battesimi amministrati dagli eretici. Lo stesso Cipriano afferma che il papa venne arrestato mentre celebrava una Messa al cimitero di Callisto e che subì il martirio, assieme ai suoi 4 diaconi, il 6 agosto 258, dopo soli 11 mesi dall’elezione, durante la persecuzione di Valeriano I. Fu sepolto sulla Via Appia Antica, nelle catacombe dello stesso cimitero.

VITTRICIO di Rouen
nato nel 330 e morto nel 410, nella sua città. Soldato romano pagano, si convertì e nel 385 venne nominato vescovo di Rouen. Evangelizzò tutta la diocesi e fu anche autore di uno scritto sul culto delle reliquie: “De laude sanctorum”, del 396.

I santi del giorno del 6 aprile

6 Apr

CATERINA da Pallanza santa morta nel 1478.

CELESTINA di Metz martire nel 300 circa

CELESTINO I papa
di origine campana, ordinato sacerdote a Roma, vissuto per un po’ di tempo a Milano, il 10 settembre 422 fu eletto papa per acclamazione, successore di Bonifacio I. Profondo conoscitore dei problemi della Chiesa e amico di Agostino d’Ippona, difese il diritto d’appello a Roma del clero africano e prese parte attiva alla disputa dogmatica a favore di Cirillo d’Alessandria, contro Nestorio patriarca di Costantinopoli. Nel Concilio Ecumenico di Efeso del 7 giugno 431, presieduto da Cirillo, per incarico del papa fece pronunciare la condanna dell’eresia di Nestorio. Combattè il pelagianesimo in Britannia, dove inviò Germano d’Auxerre e Lupo di Troyes, e fu sempre lui a inviare Palladio in Irlanda. Morì il 27 luglio 432. Da una lettera del papa Adriano I a Carlomagno, sappiamo che l’ambiente dov’era sepolto era ornato di pitture, per questo si potrebbe trattare di uno dei mausolei sorti intorno alla basilica di San Silvestro, nel cimitero di Priscilla, sulla Salaria. Nel Martirologio Romano è ricordato anche il 6 aprile.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

DIOGENE martire in Macedonia, nel 350, assieme a Timoteo.

FILARETE di Calabria
nato a Palermo nel 1020. Si ritirò nel monastero basiliano di Aulinas, poi a Sinopoli e infine a Sant’Elia, sopra Palmi, in Calabria, sotto la guida dell’abate Oreste. Morto nel 1070, venne venerato con culto pubblico sia in Calabria che in Sicilia, ma particolarmente a Sant’Elia e Palermo.

GEMINIANO di Osimo
martire del 4° secolo assieme a Saturo, con il quale è sepolto nella cripta del Duomo di Osimo intitolato a San Leopardo.

GUGLIELMO di Eskill abate in Danimarca, morto nel 1203.

MARCELLINO di Cartagine martire in Tunisia nel 413.

PIERINA Morosini
nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbio di Albino, in provincia di Bergamo. Primogenita dei 9 figli di Rocco e Sara Neris, fu educata in una famiglia molto cristiana e si dedicò con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato per le vocazioni. All’età di 15 anni fu assunta come operaia in una filanda (cotonificio), a 4 chilometri da casa; nell’aprile 1947 fece il suo unico viaggio andando a Roma in pellegrinaggio, per assistere alla beatificazione di Maria Goretti. Dieci anni dopo, il 4 aprile 1957, tornando dal lavoro, lungo la strada di casa subì anche lei il martirio per difendere con coraggiosa coerenza cristiana, la sua verginità e morì dopo due giorni di agonia. Beatificata da Paolo VI nel 1972 è stata proclamata santa da Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1987. L’urna con i resti mortali è custodita nella chiesa parrocchiale di Fiobbio.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

PRUDENZIO di Troyes
teologo di origine spagnola nato nel 795 e morto a Troyes, nell’861. Precettore alla corte del re di Francia Carlo II detto il Calvo, fu titolare della cattedra episcopale di Troyes dall’846 ed ebbe una parte di rilievo nel Concilio di Soissons dell’853.

SATURO di Osimo
martire nel 4° secolo assieme a Geminiano a Osimo, nelle Marche, dove è sepolto nella cripta del Duomo della città, dedicato al protovescovo San Leopardo.

SAVINA Petrilli o SABINA
nacque a Siena il 29 agosto 1851. Il 7 luglio 1869, durante un’udienza privata a un gruppo di fedeli di Siena, Pio IX, rivoltosi a Savina, le disse: “cammina sulle orme di Caterina da Siena e segui i suoi esempi”. La giovane rimase talmente impressionata che nello stesso anno fece voto di castità perpetua consacrandosi all’assistenza dei poveri. Nel 1872, con il permesso del suo arcivescovo, raccolse nella casa paterna 12 ragazze orfane e fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Quest’opera si è sviluppata anche per assistere vari handicap, miseria, vecchiaia, malattia e solitudine ed oggi è molto diffusa sia in Italia che all’estero. La fondatrice è morta il 18 aprile 1923.

SISTO I papa
romano, figlio di un certo Pastore, secondo lo storico Eusebio di Cesarea, fu il 7° papa della storia, dal 115 al 125. Durante il suo pontificato iniziarono le prime discussioni tra Oriente e Occidente sulla data della celebrazione della Pasqua. In Oriente veniva celebrata il giorno del plenilunio di primavera, mentre a Roma, per volere del papa, si celebrava la domenica successiva al plenilunio. Sisto stabilì per decreto che solo i chierici potessero toccare i vasi sacri (calice e patena), che il popolo si unisse al celebrante nel canto del “Sanctus” e che i vescovi, dopo essere stati convocati a Roma, al ritorno dovessero provare ai loro fedeli di esservi effettivamente stati, tramite l’esibizione di lettere testimoniali. Sembra che il corpo sia stato portato ad Alatri, dal conte Rainoldo di Alife e sepolto nella Cattedrale. Secondo la tradizione è venerato come martire, anche se mancano le prove, perchè l’imperatore Adriano, in quel periodo, fu piuttosto tollerante verso i cristiani.

TIMOTEO di Macedonia martire assieme a Diogene.

URBANO di Penalba
Eletto abate del monastero di Santiago di Penalba, in Spagna, dal vescovo di Astorga, Gennadio, che lo aveva fondato nel 912. Qui visse santamente fino alla morte nel 937.

VIRGINIA di Roma
figlia del plebeo Lucio Virginio, secondo la leggenda era una fanciulla di rara bellezza uccisa in pubblico dal padre, per sottrarla alle insidie morbose del nobile Appio Claudio Crasso, considerata uno dei simboli della verginità cristiana. Questa morte fu la causa della sollevazione popolare che pose fine alla tirannia dei decemviri, nel 449 avanti Cristo.

ZEFIRINO Agostini
nato il 24 settembre 1813, figlio di Antonio e Angela Frattini, perse il padre medico, durante un’epidemia di tifo a pochi mesi dalla nascita. Guidato dalla saggezza e dall’amore della madre, frequentò il ginnasio a Verona e un primo corso di filosofia nel seminario vescovile. Dopo un cammino di preparazione durato 5 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo Giuseppe Grasser l’11 marzo 1837 e 8 giorni dopo celebrò la sua prima Messa nella parrocchia dei santi Celso e Nazario a Verona, della quale, nel 1845 divenne parroco. Nel 1869 fondò l’Istituto delle Suore Orsoline di Maria Immacolata, devote di sant’Angela Merici. È morto il 6 aprile 1896, dopo una lunga vita, che può sembrare banale e ordinaria, come lui stesso la definisce: “non ho fatto nulla di particolare, nessun viaggio, nessuna cosa eclatante, ho cercato solo di farmi vicino a chi soffriva”. La congregazione che ha fondato è diffusa attualmente in molti paesi, fra i quali, Italia, Brasile, Burkina-Faso, Madagascar, Paraguay, Svizzera e Uruguay. Nelle parrocchie, comunità e pensionati universitari, si occupa dell’educazione della gioventù femminile, ma anche dell’assistenza alle persone anziane e nella “missione ad gentes”. È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 25 ottobre 1998.

I santi del giorno del 28 marzo

28 Mar

ALESSANDRO di Cesarea
martire nel 3° secolo a Cesarea di Filippo, assieme a DOMIZIO, MALCO, PRISCO e compagni nella persecuzione di Valeriano. In qualche luogo è festeggiato anche il 27 marzo.

CASTORE di Tarso
martire in Cilicia assieme a DOROTEO, nel 4° secolo.

DELINDA da GUNDELINDA
da Niedermunster, in Svizzera, vissuta tra il 7° e l’8° secolo. Secondo una incerta tradizione, venne allevata dalla zia, Odilia di Hohemburg, che in quel tempo dirigeva i monasteri femminili della regione e aveva anche una sorella, Eugenia, badessa in uno di questi. Tutto quello che sappiamo, viene da un documento del 10° secolo, Vita di santa Odilia. Patrona di Niedermunster, le sue reliquie, un tempo conservate a Einsiedeln, in Svizzera, furono disperse dai Giacobini, nel 1793.

GIUSEPPE Pelczar
nato il 17 gennaio 1842 presso Krosno ai piedi dei Monti Carpazi, Polonia. Studiò alla scuola di Rzeszow, nei dintorni di Cracovia e poi prese la decisione di dedicarsi al servizio di Dio, entrando nel seminario minore. Dal 1860 compì gli studi teologici in quello maggiore di Przemysl e fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1864. Dopo altri 4 anni di studio a Roma tornò in patria e insegnò per 22 anni nel seminario e poi all’Università di Cracovia, della quale divenne rettore dal 1882. Nel 1891 fondò due Congregazioni, una della Vergine Maria e una del Sacro Cuore di Gesù. Nominato vescovo nel 1900 si diede a diverse opere sociali, fece sorgere asili, mense, ricoveri e scuole professionali. Morto il 28 marzo 1924, Giovanni Paolo II l”ha proclamato santo il 18 maggio 2003.

GONTRANO di Borgogna
nato nel 525, secondo figlio di Clotario I re dei Franchi, successe al padre nel 561, come re di Borgogna e Orleans. Diffuse il cristianesimo nelle sue terre, ma verso il 571, quando le vide devastate dai Longobardi, dovette combatterli e li sconfisse l’anno dopo. Quando il fratello Sigeberto venne assassinato, prese sotto la sua protezione il nipote Childeberto II, rimasto orfano. Ebbe anche violenti scontri con gli Austrasiani e nel 585, fece senza successo la guerra ai Visigoti. È morto nel 593.

PASTORE di Asti vescovo martire

ROGATO martire assieme a Successo.

SANTO Speranza abate di Norcia.

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

VENTURINO da Bergamo
grande predicatore domenicano di origine bergamasca, morto nel 1346 a
Smirne

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