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I santi del giorno del 5 settembre

5 Set

ALBERTINO
monaco nel monastero di Fonte Avellana, sul monte Catria, in provincia di Pesaro, morto nel 1294.

ALBERTO di Butrio
fondatore e abate dell’abbazia benedettina di Butrio, nella diocesi di Tortona, morto nel 1073. Questa abbazia, che raggiunse il massimo splendore nel 15° secolo, è stata soppressa nel 19°.

ARCONZIO di Capua martire di Capua, assieme a Quinzio.

BERTINO di Sithieu
nato a Coutances, nel nord della Francia. Fondò il monastero di Sithieu, presso la città di Saint-Omer, del quale divenne abate e che in seguito venne chiamato di Saint-Bertin. Morì tra il 697 e il 704.

DONATO di Capua martire assieme ad Arconzio e Quinzio

DULIA di Toledo vergine martire in Spagna,chiamata anche Obdulia.

ERCOLE o ERCOLANO
nella “Depositio martyrum” è nominato assieme ad Aconzio, Nonno e Taurino, martiri a Porto nei dintorni di Roma. Nel Martirologio romano è menzionato da solo, ucciso nel 252 sotto l’imperatore Gallo I. Alla fine del 9° secolo, papa Formoso fece trasportare le reliquie sull’isola Tiberina, che apparteneva alla diocesi di Porto Romano.

FERREOLO e FERRUCCIO
sacerdote e diacono, martiri verso il 211 a Besancon, nella Francia sud-orientale, dove erano stati inviati da Ireneo vescovo di Lione, a predicare il Vangelo tra i Sequani, antica tribù della Gallia celtica. Furono atrocemente martirizzati per ordine di Claudio, prefetto della provincia, sotto l’imperatore Caracalla. Il loro culto, specialmente in Francia, è molto diffuso fin dal 6° secolo.

GENTILE da Matelica
missionario francescano, nato ad Ancona nella prima metà del 14° secolo. Predicatore zelante ed eloquente, svolse il suo apostolato in Egitto, Persia Asia Minore, e Armenia. Martirizzato dai Saraceni, le reliquie sono state trasferite a Venezia, dal doge Marco Cornaro, nella Chiesa dei Frari.

GIORDANO abate martire in Puglia, nel 12° secolo.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

QUINZIO di Capua martire assieme ad Arconzio e Donato.

ROMOLO di Cividale martire nel Friuli.

TERESA di Calcutta
nata il 27 agosto 1910, a Uskub, oggi Skopje in Macedonia, figlia di Nicola Bojaxhiu facoltoso commerciante cattolico laureato in farmacia. Battezzata Agnese, in famiglia era però chiamata “Gonxha”, che significa “bocciolo”. A 12 anni sentì la prima chiamata vocazionale, ma solo a 18 si decise al grande passo, entrando nella Congregazione di Nostra Signora di Loreto che aveva una missione nel Bengala, a Darjeeling, cittadina posta alle pendici dell’Himalaya  Qui nel 1929 vestì l’abito religioso prendendo il nome di Teresa, per devozione a S. Teresa di Lisieux. Nel 1946, durante un viaggio in treno per recarsi agli esercizi spirituali, fu molto colpita dalle condizioni di assoluta miseria delle popolazioni indiane e decise di dedicarsi totalmente al servizio dei poveri. All’inizio ebbe molte difficoltà, sopratutto dalla sua stessa congregazione, ma 4 anni dopo, quando aveva già radunato una decina di consorelle, ottenne l’approvazione vaticana per la nuova congregazione: le “Missionarie della Carità”, per sfamare i poveri “non di solo pane, ma di amore”. Da quel momento la sua opera non si arrestò più e dilagò non solo in India ma anche nel mondo intero e il 17 ottobre 1979, ricevette a Oslo il premio Nobel per la pace. Madre Teresa non stava mai ferma affaticandosi nell’assistenza e nei vari viaggi e nel 1996 il suo cuore nel 1996 cominciò a cedere. Nonostante un estremo intervento di angioplastica alle coronarie, madre Teresa si è spenta nella Casa Generalizia della Congregazione, a Calcutta, il 5 settembre 1997. Un anno dopo i solenni funerali di stato, è stata avviata la causa di beatificazione per “virtù eroiche”, che si è conclusa a tempo di record, il 24 settembre 2002, quando la Congregazione dei Santi ha dato parere favorevole alla canonizzazione, riconoscendo come miracolosa la guarigione di una giovane indiana di 32 anni, Monika Besra, sofferente di una grave forma tumorale nella regione pelvica. Non potendo essere operata perché il male era molto esteso, venne accolta in una delle case delle Missionarie della Carità e la sera del 5 settembre 1999, 2° anniversario del “dies natalis” di madre Teresa, le religiose le posero sull’addome una delle medagliette che la Madre dava a tutti. Al ritorno dalla preghiera, trovarono la paziente alzata che camminava e questa guarigione è stata accertata come improvvisa e duratura. Il 19 ottobre 2003 è stata solennemente beatificata in San Pietro da Giovanni Paolo II, davanti a una immensa folla di fedeli provenienti da tutto il mondo.

VITTORINO di Roma vescovo di Roma detto popolarmente san RINO.

I santi del giorno del 17 agosto

17 Ago

ACILIA di Roma
giovane romana martire verso la fine del 2° secolo, venne sepolta sulla Via Salaria. Dal 1751 le sue reliquie sono sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Assunta, a Scandriglia, in provincia di Rieti.

ALBERTO da Pontida
benedettino, fondatore e priore dell’abbazia di Pontida, morto nel 1095. Il suo sepolcro in pietra scolpita si trova nella Basilica, dedicata a San Giacomo, all’interno della stessa abbazia della città.

ANASTASIO di Terni vescovo di Terni, morto verso la metà del 6° secolo.

BONIFACIO diacono cartaginese, martire in Africa con il monaco Settimo.

CARLA Gerhardinger o CAROLA, venerabile di Regensburg (Ratisbona).

CHIARA di Montefalco
nata nel 1268 a Montefalco, presso Spoleto, in provincia di Perugia. Terziaria francescana, nel 1290 fondò nella sua città il monastero di Santa Croce, dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino  del quale divenne badessa. Devotissima della Passione del Signore, ricevette vari doni soprannaturali, ebbe estasi e le si attribuirono miracoli. Morì nel 1308 e una leggenda dice che dopo la morte il suo sangue si liquefò e quando il cuore fu esaminato, vi si trovò disegnata una croce. È stata canonizzata da Leone XIII nel 1881 e a Montefalco il convento e la bella chiesa a lei dedicati, costruiti poco dopo la sua morte, sono un luogo di particolare devozione.

DONATO di Ripacandida
benedettino di Ripacandida, provincia di Potenza, vissuto nel 12° secolo.

ELIA il giovane
monaco basiliano, nato a Enna nell’825. Imprigionato e deportato dai Saraceni in Africa, riuscì a fuggire e si diede a lunghi pellegrinaggi in Oriente. Tornato in Sicilia, dovette lasciare Taormina prima che cadesse in mano agli Arabi, riparando in Calabria, dove fondò un convento in località Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria. Dopo un pellegrinaggio a Roma vi si ritirò a vita eremitica, ma più tardi fu chiamato a Costantinopoli dall’imperatore Leone VI il Filosofo. Morì nel 903 durante il viaggio, dalle parti di Tessalonica, l’odierna Salonicco.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

EUSEBIO papa
eletto al pontificato il 18 aprile 309, per contrasti con un competitore di nome Eraclio, venne subito esiliato in Sicilia per ordine dell’imperatore Massenzio, che temeva disordini. Morì il 17 agosto dello stesso anno e il suo corpo, riportato a Roma, fu sepolto nelle catacombe del cimitero di Callisto sull’Appia Antica. Papa Damaso I gli ha dedicato un’iscrizione sulla tomba, conferendogli il titolo di martire, che però non gli è stato mai riconosciuto ufficialmente.

GIACINTO Odrowatz
nato nel 1185 a Bross-Stein, in Slesia (oggi Polonia), da una nobile famiglia, studiò a Cracovia, Bologna e Praga. Divenuto canonico della cattedrale di Cracovia e dopo aver incontrato Domenico di Guzman a Roma, entrò nella sua congregazione e divenne predicatore. Quando nel 1221 tornò in patria, ricevette da Domenico il compito di introdurre l’Ordine in Polonia e così fondò vari conventi domenicani in Carinzia,  Freisach, Cracovia, Danzica e infine a Kiev, dove visse dal 1225 al 1233, lavorando per l’unione tra le Chiese Orientali e quella di Roma. Esercitò il ministero di predicatore in tutto il paese instancabilmente fino alla morte a Cracovia, il 15 agosto 1257. La celebrazione della sua festa fu fissata da Pio X, al 17 agosto.

GIOVANNA Delanoue
nata a Saumur, nella regione francese dell’Angiò, il 18 giugno 1660. Fattasi religiosa, fondò la Congregazione di Sant’Anna della Provvidenza. Morta il 17 agosto 1736, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1982.

LIBERATO di Capsa
abate del monastero di Capsa, martire in Africa nel 484, sotto Unnerico, re dei Vandali.

RINALDO o RAINALDO
nato a Milano nel 1240 e morto a Ravenna nel 1321. Nunzio in Fiandra, venne eletto vescovo di Vicenza nel 1296 e 6 anni più tardi passò alla sede di Ravenna. Fece parte della commissione di prelati istituita da Clemente V per procedere contro i Templari. Celebrò 5 sinodi provinciali e partecipò al Concilio di Vienne 1311/1312, quello che sancì proprio la soppressione dei Templari. Il culto è stato approvato da Pio IX, nel 1852.

ROGATO di Cartagine
monaco martire in Tunisia nel 483 assieme al diacono Bonifacio e altri compagni.

RUSTICO
suddiacono martire a Cartagine, in Tunisia, con Bonifacio e Liberato.

SERVO di Cartagine
suddiacono martire in Tunisia, assieme a Bonifacio, Liberato abate, Rogato Rustico e Settimo.

SETTIMO di Cartagine
monaco martire nel 483 in Tunisia, assieme all’abate Liberato e molti altri compagni.

I santi del giorno del 14 agosto

14 Ago

ALBERTO Pandoni santo morto nel 1274.

ALFREDO di Hildesheim o ALTRFREDO
nato nel 798, monaco e poi direttore della scuola dell’abbazia benedettina di Corvey, in Sassonia, nell’85 venne nominato vescovo di Hildesheim e consigliere del re di Germania, Ludovico II. Fondatore della cattedrale di Hildesheim, Hannover e delle chiese di Essen, Gandersheim e Lamspringe, è morto il 15 agosto 874.

ANTONIO Primaldi santo morto nel 1480.

ATANASIA vedova, martire.

CALLISTO di Todi
vescovo di Todi, secondo la tradizione subì il martirio il 14 agosto 528, ma forse è un doppione del papa Callisto I.

ELISABETTA Renzi
nata il 19 novembre 1786 a Saludecio di Romagna. Seguì la vocazione religiosa, entrando nel monastero agostiniano di Pietrarubbia, nelle Marche, ma le leggi napoleoniche fecero chiudere tutti i monasteri e così dovette tornare in famiglia. In seguito al suggerimento di Maddalena Gabriella di Canossa, iniziò l’opera di fondazione del nuovo Istituto religioso delle Maestre Pie dell’Addolorata, per l’insegnamento del catechismo. È morta a Coriano, in provincia di Forlì, il 14 agosto 1859.

EZIO di Barcellona martire.

MARCELLO di Apamea
originario di Cipro, magistrato, divenne vescovo di Apamea in Siria e come tale, si adoperò per sopprimere l’idolatria. Avendo ordinato di abbattere un tempio dedicato a Giove, venne bruciato vivo dai pagani.

MASSIMILIANO M. Kolbe
nacque a Zdunska Wola, nei pressi di Lodz, in Polonia l’8 gennaio 1894. Battezzato con il nome di Raimondo, ancora molto giovane entrò nei Minori Conventuali prendendo il nome di Massimiliano e nel 1918 venne ordinato sacerdote a Roma. Ardente di devozione verso la Vergine Maria, mentre si trovava ancora a Roma, nel 1917 fondò la Milizia di Maria Immacolata, che si diffuse in patria e in varie regioni del mondo e poi, missionario in Giappone, propagò con la parola e con la stampa la fede cristiana. Rientrato dopo diversi anni in patria, continuò l’attività apostolica e mariana, ma durante la seconda guerra mondiale fu arrestato dalla polizia segreta nazista, la Gestapo e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz(nome tedesco della città di Oswiecim, nella Galizia polacca). Qui offrì la sua vita in cambio di quella di un compagno di prigionia, morendo nel bunker della fame, il 14 agosto 1941. È stato beatificato da Paolo VI nel 1971 e poi canonizzato con il titolo di martire, il 10 ottobre 1982, da Giovanni Paolo II che lo ha anche proclamato “patrono del nostro difficile secolo”.

URSICIO martire assieme a molti compagni di fede.

I santi del giorno del 7 agosto

7 Ago

ABELE di Reims
monaco benedettino nato in Irlanda, seguì Bonifacio in Francia e fu eletto vescovo di Reims, ma morì nel 751 ancora prima di prendere possesso della sua sede.

AGATANGELO beato.

ALBERTO da Trapani
nato a Trapani nel 1212, della famiglia Degli Abbati. Si fece carmelitano nel convento dell’Annunziata, alle falde del monte Erice. La sua famiglia era tra le più importanti del Regno di Sicilia e la sua presenza fece si che il cenobio divenisse un vero centro di spiritualità mariana. Divenuto Provinciale di Sicilia, convertì molti ebrei in tutta l’isola. È venerato in particolare Messina, dove è morto il 7 agosto 1307, perché, 6 anni prima, l’avrebbe rifornita miracolosamente di vettovaglie, durante l’assedio di Roberto, duca di Calabria. Culto approvato da Sisto IV, a partire dal 1476.

ATTONE di Vercelli
vescovo di Vercelli alla fine del 10 secolo. Combatté la simonia, lo scandalo dei preti fanciulli e difese le libertà ecclesiastiche contro il re d’Italia Berengario II (950-961).

CARPOFORO di Como
martire a Como, assieme a Cassio e molti altri compagni di fede.

CASSIO di Como
martire assieme a Carpoforo, Esanto, Licino, Secondo e Severino.

CLAUDIA di Roma
martire romana, convertita del 1° secolo, discepola di san Paolo, citata da lui nella seconda lettera a Timoteo, al capitolo 4, versetto 21. Una leggenda più tarda dice invece che era figlia di un re della Britannia.

DOMEZIO di Persia monaco martire.

DONATO di Arezzo
nato verso il 300, vescovo della città. Quando ebbe i genitori martirizzati da Diocleziano si rifugiò ad Atene a sostituirne il vescovo, ma quando tornò in patria venne fatto decapitare da Giuliano l’Apostata il 7 agosto 362. In un catalogo episcopale aretino dell’11° secolo, occupa il 2° posto dopo Satiro. I sui resti sono custoditi in un’arca di prezioso marmo bianco posta sull’altare maggiore del Duomo. Molto venerato dai Longobardi, che ne diffusero il culto presso i loro castelli, sembra abbia fondato una chiesa nel comune di Bertinoro(Forlì). Patrono di Arezzo, Pinerolo e Mondovì, città nella quale la Cattedrale, edificata a partire dal 1743, è stata intitolata a lui.

ESANTO martire a Como, con Cassio e compagni.

GAETANO di Thiene
nato a Thiene, Vicenza nell’ottobre 1480, dopo gli studi a Padova, nel 1516 fu ordinato sacerdote ed entrò nella curia romana sotto papa Giulio II. Più tardi lasciò la corte pontificia e fece parte della Compagnia del Divino Amore, prodigandosi in opere di bene, dedicandosi in particolare alla fondazione di Monti di Pietà e ospedali. Nel 1520 diresse la Compagnia a Vicenza, Verona, Venezia e dal 1523, anche a Napoli, contribuendo alla diffusione dell’Ordine, alla riforma del clero e lo sviluppo della beneficenza. Nel 1524, rinunciando a cariche e benefici, diede vita assieme al vescovo di Chieti, Gian Piero Carafa, futuro papa Paolo IV, ai “Teatini”, Congregazione di Chierici Regolari, con il programma di vivere come la prima comunità cristiana, esercitando il ministero sacerdotale senza benefici ecclesiastici e senza chiedere l’elemosina. Dopo il 1527, in seguito al sacco di Roma da parte di Carlo V, tutti i membri della congregazione dovettero lasciare la città e si trasferirono a Venezia. Nel 1528 una terribile peste li costrinse a dividersi in altre città, dove furono, insieme con i gesuiti, uno dei punti di forza della controriforma cattolica. Per la sua illimitata fiducia in Dio, è venerato come il santo della Provvidenza e “cacciatore d’anime”, per il costante impegno dedicato alla salvezza del prossimo. Morto il 7 agosto 1547 a Napoli, che gli ha dedicato una chiesa, è stato canonizzato da Clemente X, nel 1675.

ILARINO di Arezzo
monaco martire ad Arezzo con Donato, durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata, le sue reliquie furono poi traslate a Ostia.

LICINIO o LICINO di Como
martire a Como, assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto e Severino.

MAFALDA di Savoia
nata nel 1125 e morta nel 1157 a Coimbra. Figlia di Amedeo III conte di Savoia, nel 1146 sposò Alfonso I, il Conquistatore, re del Portogallo. Svolse pie attività e fece iniziare la costruzione della cattedrale di Oporto.

POPPONE di Bressanone
di origine bavarese, arcivescovo di Bressanone, in Tirolo e poi, dal 1019 al 1042, patriarca di Aquileia. Tra il 1021 e il 1031, fece restaurare la basilica di questa città, famosa per il suo prezioso pavimento a mosaico del 4° secolo, ma scoperto interamente solo da pochi anni. Il 17 luglio 1048 alla morte di Clemente II, venne designato papa direttamente dall’imperatore Enrico III di Franconia, il Nero, e prese il nome di DAMASO II. Il suo pontificato fu brevissimo perché, non sopportando il clima afoso di Roma e gli intrighi delle fazioni sempre in lotta tra loro, si trasferì nella rocca di Palestrina a una quarantina di chilometri dalla città e qui morì per un violento attacco di malaria il 9 agosto 1048, dopo soli 24 giorni di pontificato. Il suo sepolcro si trova nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

SECONDO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio Esanto, Licino e Severino.

SEVERINO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto, Licino e Secondo.

SISTO II papa
nato ad Atene, eletto il 30 agosto 257 dopo Stefano I, dovette intervenire nei contrasti fra la chiese Romana, Orientale e Africana del vescovo Cipriano di Cartagine. La controversia principale, sostenuta con molta vivacità da Cipriano, le cui posizioni si accordavano con quelle del papa, riguardava la validità dei battesimi amministrati dagli eretici. Lo stesso Cipriano afferma che il papa venne arrestato mentre celebrava una Messa al cimitero di Callisto e che subì il martirio, assieme ai suoi 4 diaconi, il 6 agosto 258, dopo soli 11 mesi dall’elezione, durante la persecuzione di Valeriano I. Fu sepolto sulla Via Appia Antica, nelle catacombe dello stesso cimitero.

VITTRICIO di Rouen
nato nel 330 e morto nel 410, nella sua città. Soldato romano pagano, si convertì e nel 385 venne nominato vescovo di Rouen. Evangelizzò tutta la diocesi e fu anche autore di uno scritto sul culto delle reliquie: “De laude sanctorum”, del 396.

I santi del giorno del 8 luglio

8 Lug

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALBERTO di Sestri
pastore genovese, entrò nel monastero cistercense di Sestri Levante, fondato da san Bernardo, come fratello laico e venne addetto alla cucina. Dopo molti anni di servizio, ottenne dal suo abate il permesso di ritirarsi a vita eremitica in un bosco sulla collina ligure, dove morì circa trent’anni dopo, nel 1239. Sul luogo della sepoltura venne edificata una chiesa in suo onore.

AQUILA di Corinto
architetto giudeo, nativo della regione del Ponto in Asia Minore. Si convertì con la moglie Priscilla e con lei subì il martirio a Roma, dove aveva seguito l’apostolo Paolo, che aveva anche abitato presso di lui a Corinto (v).

AUSPICIO vescovo, confessore della fede.

BONOSA martire con la sorella Zosima a Porto Romano.

CHILIANO di Wùrzburg
vescovo di origine irlandese e apostolo della Franconia, martire a Wùrzburg, sul Meno, in Baviera, nel 689.

EDGARDO nato in Gran Bretagna, vescovo in Francia, morto nel 975

EUGENIO III papa
Pier Bernardo Paganelli, nato a Montemagno, in provincia di Pisa, fece la professione religiosa a Clairvaux, sotto la guida di Bernardo, che poi lo inviò a Roma. Eletto al pontificato il 15 febbraio 1145 e consacrato 3 giorni dopo, in un periodo di conflitto tra Senato e Santa Sede, ebbe un regno travagliato dalle lotte tra le fazioni cittadine e dalle riforme democratiche di Arnaldo da Brescia, le cui teorie innovatrici vennero da lui condannate. Cacciato per 3 volte, fu costretto a rifugiarsi nel monastero di Farfa, poi a Viterbo, Pisa, in Lombardia e Francia. Tornò a Roma accompagnato da Federico Barbarossa e poté così presiedere il Concilio di Reims del 1148, che estese le riforme di Gregorio VII. Promotore della seconda crociata, ne affidò la predicazione a Bernardo di Chiaravalle e poi si oppose all’annullamento delle nozze di Luigi VII, re di Francia, con Eleonora d’Aquitania. Morto improvvisamente a Tivoli l’8 luglio 1153, è stato beatificato da Pio IX, nel 1872.

ILLUMINATO di Arezzo
Accarino di Rocca, morto nel 1280. Di nobile famiglia aretina, si unì a Francesco d’Assisi nel 1210 e lo seguì nella missione in Oriente.

PRISCILLA di Corinto
moglie di Aquila architetto della Giudea, fabbricante di tende, ma abitante a Roma. Quando fu espulsa dall’Italia, in seguito all’ordine dell’ imperatore Claudio, che allontanava da Roma tutti i Giudei, ospitò Paolo nella sua casa di Corinto, in Grecia e lo difese a Efeso, durante i tumulti degli argentieri. Tornata a Roma, al seguito di Paolo, subì il martirio alla fine del 1° secolo.

PROCOPIO di Cesarea
lettore, interprete in lingua siriaca ed esorcista a Scitopoli, in Cappadocia. Votato fino dall’infanzia alla castità e alla pratica delle virtù, fu il primo martire di Cesarea( oggi Kayseri), nel 303.

PROSPERO di Borgo
martire romano sepolto nelle catacombe di Priscilla. Con un documento datato 20 dicembre 1671 il cardinale vicario di Roma, Gaspare da Carpegna, donò le reliquie del martire a un monastero di Todi, diretto dalla monaca Camilla Veronica Vaccari. Più tardi, in seguito all’interessamento di un francescano, padre Serafico Fiorentini, appoggiato dal doge di Venezia, Luigi Contarini, la Cancelleria Vescovile di Todi consegnò queste reliquie erranti, alla Magnifica Comunità di Borgo Valsugana, in Trentino. La traslazione solenne nella chiesa arcipretale, avvenne nei giorni dall’8 al 10 luglio 1678 e Prospero fu proclamato patrono di Borgo Valsugana.

TIBALDO di Mont-Morency
monaco cistercense nell’abbazia di Vaux-de-Cernay, in Francia, verso il 1226. Morto nel 1247, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Cernay-la-Ville, nei pressi di Mulhouse, nel dipartimento dell’Alto Reno.

 

I santi del giorno del 4 luglio

4 Lug

AGGEO profeta
decimo dei 12 profeti minori della Bibbia, con lui inizia l’ultimo periodo profetico dell’Antico Testamento, quello dopo l’esilio di Babilonia. Prima dell’esilio la parola d’ordine dei profeti era stata punizione, durante l’esilio divenne consolazione e alla fine restaurazione. Aggeo arrivò in un momento decisivo per la nascita della nuova comunità di Palestina, le sue opere e le esortazioni per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme andato in rovina, sono datate, dalla fine di agosto alla metà di dicembre del 520 a.C.

ALBERTO Quadrellis
nativo di Rivolta d’Adda, provincia di Cremona, venne creato 1° vescovo di Lodi ricostruita, nel 1168 e fu un collaboratore del papa Alessandro III. Diede inizio alla costruzione del seminario vescovile, che poi fu riedificato assieme al Duomo. Morì a Lodi verso il 1179.

ANDREA di Creta
nato nel 660 circa a Damasco in Siria. Si fece monaco a Mitilene sull’isola greca di Lesbo nel Mar Egeo, dove morì nel 740. Musicista e poeta bizantino, divenne arcivescovo di Creta. Lottò a lungo contro gli iconoclasti ed è ricordato particolarmente perché introdusse il “Canone” nella liturgia bizantina.

ANTONINO di Piacenza
martire verso il 303, presso Trovo provincia di Pavia, è molto venerato a Pavia e Piacenza, dove gli è stata consacrata l’antica basilica che fu la prima cattedrale della città. Diverse altre chiese portano il suo nome ed è stato scelto, insieme a santa Giustina, come patrono di Piacenza.

BERTA di Francia
figlia di Cariberto re di Aquitania(v). Nel 566 divenne la moglie di Etelberto, re del Kent, dal quale ebbe 5 figlie che educò al cristianesimo. Quando nel 616 rimase vedova, tornò in Francia e fondò il convento di Blangy-sur-Bresle, del quale divenne badessa e dove morì nel 625.

ELIANA senza storia.

ELISABETTA del Portogallo
nata a Saragozza nel 1271. Il padre,  re Pietro III d’Aragona la fece sposare all’età di soli 12 anni a Dionigi, re del Portogallo dal quale ebbe due figli. Sopportò cristianamente le brutalità e le numerose infedeltà del marito, che però infine ricondusse alla fede. Accusata di favorire la ribellione del figlio Alfonso IV, venne esiliata ad Alenquer, nell’Estremadura, ma riuscì a dimostrare la sua innocenza. Dopo la morte del marito, nel 1325, si fece pellegrina penitente, distribuì tutti i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano. Ha fondato il monastero di Santa Chiara a Coimbra ed è  morta il 4 luglio 1336, a Estremoz, nei pressi del confine con la Spagna, mentre si prodigava per assicurare la pace tra figlio e genero. Nel 1612, il corpo, riesumato per il processo di canonizzazione, fu ritrovato incorrotto e così nel 1625, Urbano VIII poté proclamarne solennemente la santità. Come ISABELLA, è festeggiata il 26 febbraio e si dice che il suo sepolcro sia nella Cattedrale di Cosenza.

LAURIANO di Siviglia vescovo di Siviglia, martire a Bourges(v).

NATALIA martire della quale non abbiamo notizie storiche.

ODDONE di Canterbury
vescovo di Canterbury, detto “il Buono”, vissuto tra l’870 e il 961.

OSEA profeta
originario del Regno del Nord, esercitò la sua attività tra il 750 e il 725 a.C. al tempo della caduta di Samaria in un periodo oscuro per Israele, con rivolte interne, 4 re assassinati in 15 anni, corruzione religiosa e morale. La sua predicazione profetica si trova all’ inizio della raccolta dei cosidetti “profeti minori” ed è considerato il più grande profeta della fine del Regno d’Israele. Nel suo libro, diviso in 14 capitoli, ne preannuncia la caduta e distruzione, ma ha scritto anche pagine di eccezionale vigore sull’amore di Dio e il suo messaggio è ricco di religiosità, notevole freschezza e profondità. Tema fondamentale è l’amore di Dio verso il suo popolo, presentato sotto forma di amore coniugale che, sebbene tradito, continua vivo e pieno di sollecitudine al fine di ricondurre a se il popolo infedele.

PIER GIORGIO Frassati
nato a Torino il 6 aprile 1901, figlio del senatore Alfredo. Durante gli studi al Politecnico di Torino, dedicò la sua fervida attività alle associazioni cattoliche dell’Apostolato della preghiera, Lega Eucaristica, Opera di San Vincenzo e Congregazione Mariana, alle quali si iscrisse e frequentò assiduamente, conducendo un’esistenza cristiana, esemplare e purissima, un vero simbolo da seguire. È morto il 4 luglio 1925, colpito da una poliomielite fulminante.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia (v), fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

RICO di Augusta
diminutivo di UDALRICO o ULDERICO. Figlio di Ubaldo e di Ditberga di Dillingen, nato nell’890 nei pressi di Augsburg (Augusta), compì gli studi affidato ai monaci benedettini di San Gallo, istruito ed educato alla fede e alle virtù cristiane. Nel 908 tornò dallo zio Adalberone, vescovo di Augusta, in qualità di tesoriere. Entrato nel capitolo dei canonici della città, dopo un pellegrinaggio a Roma, venne ordinato sacerdote e alla morte del vescovo Iltino, nel giorno di Natale del 924, fu nominato vescovo di Augusta dal re di Germania, Enrico I. La sua prima preoccupazione fu quella ricostruire le chiese devastate dalle scorrerie di slavi e ungheresi, ma non trascurò la cura delle anime e le opere di misericordia. Nel 955, con l’aiuto determinante del nuovo re Ottone I, riuscì a respingere un’invasione di predoni ungheresi dopo una durissima battaglia con migliaia di morti sulle rive del fiume Lech. Tornò a ricostruire le chiese distrutte, particolarmente quella di Sant’Afra, fondò il convento delle monache di Santo Stefano e gettò le basi per l’edificazione di un ospedale presso Santa Croce. Ormai ottantenne, nel 971 intraprese ancora un pellegrinaggio a Roma e poi, sentendo l’approssimarsi della morte, il 18 giugno 973 volle essere portato in chiesa, dispose che i suoi beni fossero dati ai poveri e coricato su un letto di cenere, morì il 4 luglio. Le spoglie furono collocate nella chiesa di Sant’Afra e nel 993, dopo soli vent’anni dalla morte, fu canonizzato da Giovanni XV, il primo a essere santificato dopo un regolare processo canonico. Patrono di Augusta e di Lavis, in provincia di Trento, dove la sua festa cade la prima domenica di luglio. E’ venerato anche a Ortisei, che in tedesco è chiamata St. Ulrich.

TEODORO di Cirene vescovo martire in Libia, nel 4° secolo.

I santi del giorno del 3 giugno

3 Giu

ADALBERTO o ALBERTO
era eremita a Rho, ma poi si fece monaco e dopo essere divenuto abate di San Carpoforo, venne infine eletto 15° vescovo di Como, dove morì nel 1092. Nei cataloghi episcopali però, appare dopo Rubiano, il successore di Agrippa, vescovo del quale si conosce che morì dopo il 617.

ANDREA Kaggwa martire in Uganda, nel 19° secolo (vedi Carlo Lwanga).

CARLO Lwanga
negli anni 1885-1887, molti cristiani dell’Uganda furono messi a morte dal nuovo re Mwanga, sobillato dai musulmani per il timore che i cristiani, con le loro idee di uguaglianza, impedissero il commercio degli schiavi. Alcuni di loro avevano incarichi a corte, anzi erano addetti alla persona del re. Fra questi, Carlo e i suoi 21 compagni, i quali, fedeli osservanti cattolici, in parte furono uccisi di spada e in parte arsi vivi a Kampala, il 3 giugno 1886, non avendo voluto accondiscendere alle richieste del re. Canonizzazione collettiva nel 1964, da parte di Paolo VI. 

CECILIO di Cartagine presbitero martire in Tunisia.

CLOTILDE di Lione
nata a Lione nel 475. Figlia di Chilperico, ariano re dei Burgundi, sposò il re dei Franchi Clodoveo I, il quale convertito al cattolicesimo venne battezzato nel Natale del 496, nella cattedrale di Reims, assieme a migliaia di sudditi, in una notte memorabile per il cristianesimo in Francia. Fece costruire molte chiese, fra le quali San Pietro di Tours e San Germano d’Auxerre e lavorò per l’evangelizzazione del popolo. Quando rimase vedova si ritirò in un monastero di Tours, dove andava spesso a pregare sulla tomba di San Martino e dove morì il 3 giugno 545. Sepolta, accanto al marito, nella basilica dei Santi Apostoli da lei stessa fatta erigere, sulla cui area sorse poi la Chiesa di Sainte-Genevieve,  in seguito divenuta il Pantheon di Francia.

DAVINO di Lucca
eremita armeno, pellegrino in Terrasanta e a Roma. Morì nel 1051, mentre era in cammino per la Spagna e le sue reliquie furono riposte nella Chiesa di San Michele a Lucca. È stato proclamato santo da Alessandro III, papa dal 1159 al 1181.

DIONIGI Sbuggwawo
martire il 3 giugno 1886, a Kampala, in Uganda, assieme a Carlo Lwanga e compagni.

FARDO o LIFARDO sacerdote di Orleans.

GIOVANNI XXIII papa
Angelo Giuseppe Roncalli, nato il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, Bergamo, da una famiglia di contadini. Dopo aver frequentato il seminario di Bergamo grazie a una borsa di studio, poté trasferirsi a Roma e proseguì gli studi presso l’Istituto di Sant’Apollinare dove si laureò in teologia. Dal 1905 al 1914 fu segretario del vescovo di Bergamo e insegnò storia della Chiesa nel seminario diocesano. Nel 1925 venne consacrato vescovo di Aeropoli, inviato come Visitatore Apostolico in Bulgaria, poi Delegato Apostolico in Grecia e Turchia e nel 1944 Nunzio Apostolico in Francia. Creato cardinale da Pio XII nel 1953, divenne subito dopo Patriarca di Venezia e il 28 ottobre 1958 fu eletto al pontificato, consacrato il 4 novembre successivo. Convocò il sinodo della diocesi di Roma e avviò subito la riforma del codice di diritto canonico. Dotato di ampie vedute e di notevole semplicità e bontà, impresse alla Chiesa un forte impulso di vita e le aprì nuovi orizzonti nel mondo, annunciando il 25 gennaio 1959, nella basilica di San Paolo, il Concilio Ecumenico Vaticano II, aperto ufficialmente in San Pietro l’11 ottobre 1962. Nel segno dell’aggiornamento e della libertà di dialogo entro la Chiesa, promosse così un grande e animato confronto tra i 2700 padri conciliari arrivati dai 5 continenti, che durò fino al 5 ottobre 1965, terminando i lavori l’ 8 dicembre dopo 4 sessioni e 168 assemblee generali. Prima di aprire il Concilio, era andato a Loreto in treno per mettere questa iniziativa sotto la protezione della Madonna ed era questa la prima volta che un papa viaggiava in treno. È morto nella Città del Vaticano, il 3 giugno 1963, per un tumore allo stomaco. Tra le sue molte opere, sono da ricordare le due encicliche: “Mater et magistra”, pubblicata il 15 maggio 1961 e “Pacem in terris”, del 1963, indirizzata a “tutti gli uomini di buona volontà”. Il suo pontificato ha inaugurato una nuova stagione per la chiesa, accreditandole il ruolo di messaggera di pace nel mondo. Di notevole popolarità, chiamato il “papa buono”, è stato dichiarato venerabile il 27 novembre 1999 e poi beato nel settembre 2000, da Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Grande
nato il 6 marzo 1546 a San Pietro a Carmona, presso Siviglia, figlio unico di Cristoforo e Isabella Romano. Siccome il parroco, vista una naturale inclinazione del ragazzo consigliava di avviarlo agli studi ecclesiastici, i genitori che erano contrari, all’età di 15 anni lo mandarono a Siviglia a imparare il mestiere da un ricco commerciante di stoffe. Tornato al paese, gestì il negozio dei genitori, ma non era questa la sua strada, tanto che si ritirò in una zona deserta come un eremita. Un giorno incontrò due poveri ammalati nullatenenti, che fece ricoverare in ospedale a sue spese, scoprendo così qual’era la chiamata di Dio per lui. Iniziò a percorrere le vie della città chiedendo l’elemosina per aiutare i due malati e continuò anche in seguito, perché i poveri da aiutare aumentavano sempre più. Passò anche un anno a visitare i carcerati e poi venne chiamato a dirigere due ospedali a Jerez de la Frontera. Nel 1574 entrò nella Congregazione dei Fatebenefratelli e la sua fama di santità si diffuse in tutta l’Andalusia. Negli anni successivi riuscì a far costruire o rimodernare altri ospedali, nonostante molti ostacoli e offese volgari e infamanti da parte del personale laico. Aprì ricoveri per accattoni, un ospedale per epilettici e uno per malati di mente, che in quei tempi erano quelli trattati peggio di tutti. Dopo due gravi carestie nel 1579 e nel 1599, agli inizi del 1600, arrivò anche in Andalusia, una terribile epidemia di peste, che mieté molte vittime, tra le quali anche “fra Giovanni”, che morì il 3 giugno di quell’anno nella sua cella, a Jerez de la Frontera.

GIUSEPPE Mukasa martire nel 1886, assieme a Carlo Lwanga.

GONZAGA Gonga
è un nome usato dai cristiani d’Africa, in onore di san Luigi Gonzaga. L’ onomastico è il 3 giugno, in memoria del martirio subito nel 1886, in Uganda assieme a Carlo Lwanga e altri 5 confratelli.

MATTIA Kalemba
martire in Uganda nel 1886, assieme a molti compagni cristiani (vedi Carlo Lwanga).

NOE’ Mwaggali martire (vedi Carlo Lwanga).

OLIVIA (OLIVA) di Anagni
vissuta tra il 6° e il 7° secolo, è molto venerata nel Lazio, particolarmente in Ciociaria e le presunte reliquie sono custodite ad Anagni, in provincia di Frosinone.

OVIDIO  vescovo in Gallia.

PONZIANO Ngondwe martire nel 1866 (vedi Carlo Lwanga).

PRISCA martire
è ricordata dagli Itinerari Acta sanctae Priscae, completamente leggendari, che ne pongono il martirio sotto l’imperatore Claudio II, il Gotico, verso il 275. Sepolta sulla Via Ostiense e poi traslata in spelunca, nelle catacombe di Priscilla.

TOMMASO Grasso arcivescovo di Milano, morto nel 798.

VALENTINIANO di Salerno vescovo della città nel 5° secolo.

I santi del giorno del 8 aprile

8 Apr

ALBERTO di Vercelli
nato nel 1150 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. Carmelitano dei canonici regolari di Santa Croce in Mantova, dove, verso il 1180 fu eletto priore. Quattro anni dopo venne consacrato vescovo di Bobbio e nel 1185, anche di Vercelli. Esercitò così, per quasi vent’anni, una intensa attività pastorale e politica, concludendo la pace tra Milano e Pavia nel 1194 e tra Parma e Piacenza nel 1199. Nominato patriarca latino di Gerusalemme da Innocenzo III nel 1205, essendo questa città occupata dai musulmani, risedette a San Giovanni d’Acri, in Palestina, dove fu ucciso a pugnalate, durante una processione il 14 settembre 1214, da un chierico che era stato destituito da lui per indegnità. Colto, equilibrato e caritatevole, durante il periodo del patriarcato redasse la regola Carmelitana che è tuttora in vigore.

AMANZIO di Como
3° vescovo della città nel 5° secolo. Fece costruire la basilica degli Apostoli, sulla quale, nel 1095 sorse poi la chiesa in stile romanico di Sant’Abbondio.

CLEMENTE di Osimo
nato nel 1220 è detto anche da sant’Elpidio. È considerato il 2° fondatore degli Eremiti di sant’Agostino, perché dal 1270, quando divenne superiore generale dell’Ordine, riformò o corresse le loro costituzioni. Morì nel 1291 in un convento nei dintorni di Osimo, in provincia di Ancona.

CONCESSA santa martire.

COSTANTINO papa
nato a Tiro, eletto successore di Sisinnio di Siria, il 25 marzo 708. Nel 710 fu chiamato a Costantinopoli, dove si trattenne per un anno, dall’imperatore d’Oriente Giustiniano II. Costretto a rifiutare il monoteismo come religione ufficiale, ottene però la conferma del primato della Chiesa di Roma. Quando tornò a Roma, trovò una situazione piuttosto difficile per le intromissioni negli affari religiosi dell’esarca di Ravenna, che aveva perfino fatto imprigionare dei preti ed ebbe anche gravi controversie con gli arcivescovi Felice di Ravenna e Benedetto di Milano. Riuscì a riportare un po’ di pace solo dopo il 713, quando Anastasio II divenne imperatore. Morto il 9 aprile 715, fu sepolto in San Pietro.

DIONIGI di Corinto
vescovo in Grecia dal 166 al 174. Grande risonanza ebbero le sue “epistole cattoliche” indirizzate a diverse chiese asiatiche: Amastri, Atene, Cnosso, Lacedemone, Gortina, Nicomedia e poi anche a Roma, contro le eresie di Marcione e Montano. Di queste sono rimasti solo pochi frammenti, più le analisi fatte da Girolamo e dallo storico Eusebio di Cesarea di Palestina. Le reliquie furono trasferite a Roma, all’inizio del 13° secolo, durante il pontificato di Innocenzo III. In Oriente è venerato come martire, il 29 novembre.

EDESIO di Alessandria
nato nel 250 in Licia. Filosofo pagano, convertitosi al cristianesimo, subì il martirio nel 306, ad Alessandria d’Egitto.

GENNARO martire in Africa, assieme a MACARIA e MASSIMA.

GIULIA Billiart
nata il 12 giugno 1751 a Cuvilly, in Piccardia, Francia, a 14 anni fece voto di castità e si dedicò all’ istruzione dei poveri. Dopo una malattia restò invalida per molti anni, ma in seguito a una apparizione di Gesù durante questo suo travaglio, sentì nel cuore il vivo desiderio di farsi suora. Nel 1794, mentre infuriava la rivoluzione francese, incontrò la baronessa di Bourdon e con lei, nel 1804, l’anno in cui miracolosamente guarì dalla sua infermità, fondò a Namur, sulla Mosa in Belgio, l’istituto delle Suore di Notre-Dame. È morta a Namur l’8 aprile 1816.

PERPETUO di Tours vescovo martire.

REDENTO di Ferentino vescovo di Ferentino, nel Lazio, martire nel 4° secolo.

WALTER di Pontoise
Galterius o Walterius (GUALTIERO), nato nel 1030. Docente di retorica e filosofia, lasciò l’insegnamento per farsi monaco tra i benedettini. Nominato abate di Saint-Martin, a Pontoise, dal re di Francia Filippo I, dopo poco tempo fuggì ed entrò come semplice monaco nell’abbazia di Cluny, dove però venne raggiunto dai suoi monaci che lo costrinsero a tornare. Fuggì nuovamente per vivere da eremita presso la Loira, ma anche questa volta fu costretto a riprendere il suo incarico. Chiese allora al papa Gregorio VII il permesso di dimettersi da abate, ma gli fu imposto di restare dov’era e così governò l’abbazia fino al termine dei suoi giorni, combattendo la simonia e denunciando il lassismo del clero secolare. Morì nel 1095.

I santi del giorno del 5 aprile

5 Apr

ALBERTO di Montecorvino
proveniente dalla Normandia, si trasferì con la famiglia, a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, dove venne nominato vescovo e dove morì nel 1127. Montecorvino è stata sede vescovile fino al 1433.

ASSUNTA – Maria ASSUNTA Pallotta, santa morta nel 1905.

EUTICHIO di Costantinopoli
nato nel 512. Nel 552 alla morte di Mena, fu il suo successore nel patriarcato e uno dei presidenti del Concilio Ecumenico del 553, svoltosi nella sua città. Morì nel 582 e venne onorato come santo sia in Oriente come a Venezia.

EVA di Liegi ricordata anche il 14 Marzo

EMELLO o DIDIMO martire in Galazia.

GERARDO dei Tintori
filantropo nato a Monza, nel 1134. Nel 1174 fondò un ospedale attualmente intitolato a lui, al quale dedicò tutte le sue ricchezze e tutta la vita, nella cura e nella consolazione degli ammalati. È morto nel 1207 e nel 1836 la città riconoscente gli ha intitolato una bella chiesa.

GIULIANA di Liegi
nata nel 1191 in Belgio, si fece suora agostiniana, allieva di suor Sapienza, alla quale successe come superiora nel convento di Mont-Cornillon nel 1230 circa. È conosciuta sopratutto come l’iniziatrice della festa del Corpus Domini, alla quale dedicò molte delle sue energie. Morì a Fosses, presso Charleroi, nel 1218.

IRENE di Tessalonica ricordata anche il 01 Aprile.

RINA di Maiorca
diminutivo di CATERINA de’ Thomas, religiosa agostiniana, nata nel 1533 a Valldemuzza, Maiorca. Condusse vita di meditazione nel monastero di Santa Maria Maddalena di Palma de Maiorca, dove fu canonicale e dove  morì nel 1574. E’ stata canonizzata da Pio XI, nel 1930.

VINCENZO Ferreri
Vicente Ferrer, nato a Valencia, in Spagna nel 1350, da una nobile famiglia. Nel 1367 entrò tra i Frati Domenicani, dove divenne maestro di teologia. Nel 1398, mentre era ricoverato per una grave malattia, obbedendo a una visione celeste, chiese e ottenne, una volta guarito, di dedicarsi alla predicazione. Per circa vent’anni viaggiò a cavallo di un asino invitando alla penitenza, sempre circondato da molte schiere di pellegrini. Con la sua predicazione popolare, missionaria, di tono apocalittico e la fama di taumaturgo accompagnata da numerosi prodigi, richiamò folle enormi, ottenendo molte conversioni, particolarmente tra i Giudei e i Mori spagnoli. Predicò anche in Francia, Piemonte e Lombardia, combattendo le eresie dei Catari e dei Valdesi. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes, in Francia e venne canonizzato nel 1458 da Pio II.

I santi del giorno del 8 gennaio

8 Gen

ALBERTO di Cashel
vissuto nel 9° secolo, vescovo di Cashel, nel sud delI’Irlanda. Fu presente al Concilio della vicina Lismore e poi, assieme a Erardo vescovo di Ardagh, andò a Roma dove venne ricevuto dal papa Formoso, tra l’891 e l’896. In seguito fu anche a Gerusalemme, visitò i Luoghi Santi e la Palestina, dove rimase a lungo. Morì dalle parti di Ratisbona nel viaggio di ritorno in patria.

APOLLINARE di Gerapoli 
vescovo in Frigia, nel 2° secolo. Scrisse contro scettici ed eretici e dedicò anche un’apologia del cristianesimo all’imperatore Marco Aurelio.

BALDOVINO di Canterbury
arcidiacono martire del 7° secolo, chiamato popolarmente anche Baldo.

DIANO martire.

DULA di Nivelles  GUDULA o GUDUDA
nata nel 650 a Mercheten nel Brabante belga. Figlia di Amalberga, fu allevata dalla madrina Gertrude, nel monastero di Nivelles. Alla morte della madrina fece ritorno alla casa paterna, dove condusse vita di penitenza e carità. Morta nel 712, il corpo venne trasferito a Saint-Gery, Bruxelles, dove è chiamata patrona.

ELLADIO di Libia martire assieme a Teofilo.

ERALDO o ERARDO
vescovo di Ratisbona, morto nel 686. Ricordato nella più antica cappella della Chiesa dei Francescani, intitolata a suo nome, a Bolzano dove sembra che Francesco d’Assisi abbia servito Messa. Anche a Bressanone è vivo il suo culto nella chiesa dei Santi Erardo e Gottardo.

GIULIANO di Beauvais
martire assieme a Luciano vescovo e Massimiano.

LORENZO Giustiniani
nato il 1° luglio 1381 a Venezia, da una nobile famiglia, ebbe un’ottima educazione. Dedicatosi a vita ascetica, venne ordinato sacerdote e nel 1404 fondò la Congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, della quale divenne priore e poi generale nel 1424. Dal 1434, vescovo di Castello, antica diocesi sull’isola di Rialto, dopo la soppressione di questa, nel 1451 Niccolò V lo creò 1° Patriarca di Venezia. Restaurò la vita del clero e delle religiose, favorì una più intensa vita liturgica, celebrò un sinodo e svolse una grande attività caritativa. Ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e notevoli Sermoni. Morto l’8 gennaio 1455, beatificato da Clemente VII nel 1524, è stato canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII.

LUCIANO di Beauvais
vescovo martire verso la fine del 3° secolo. Secondo la tradizione, assieme a Massimiano e Giuliano, avrebbe evangelizzato la regione di Beauvais, in Francia, divenendone il 1° vescovo. In suo onore, nel 583, venne eretto un monastero, nel quale, nel settimo secolo, furono trasferite le sue reliquie.

MASSIMIANO di Beauvais
martire in Francia, assieme a Giuliano e Luciano vescovo.

MASSIMO di Pavia
confessore della fede, vescovo di Pavia.

PAZIENTE di Metz
vescovo martire del 4° secolo.

SEVERINO del Norico
nato nel 410 da una nobile famiglia romana, prima eremita in Oriente e poi evangelizzatore dei pagani nella regione danubiana del Norico(v), verso il 454, fondando vari monasteri. Godette di grande stima presso il re barbaro Odoacre, perché  pur essendo a capo della minoranza cattolica che viveva tra gli ariani, si dedicava a una continua opera di mediazione tra i due gruppi. Morto l’8 gennaio 482 nel monastero di Favianis, sei anni dopo i suoi discepoli abbandonarono la regione, soggetta alle scorrerie dei Rugi e degli Eruli, portando con loro le sue spoglie che, verso il 496, furono trasferite presso Napoli, dove venne eretto un monastero in suo onore. La Vita sancti Severini, composta dal discepolo Eugippio, viene considerata dagli storici, una valida fonte, ma ci sono testimonianze anche nell’Historia Anglorum di Beda il Venerabile e nel codice campano, conservato nella British Library.

TEOFILO di Libia
diacono martire assieme a Elladio.

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