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I santi del giorno del 25 luglio

25 Lug

BATTISTA beato.

CRISTOFORO di Licia
sembra sia nato a Samo, in Licia (v), martire nel 250 circa. Di lui si hanno notizie dubbie e oscure perché, secondo la leggenda, era un cananeo di nome Reprobo, che svolgeva opera di apostolato in Licia. Condannato a morte, prima di morire riuscì a convertire il re. Il suo  culto, attestato fin dal 5° secolo, popolarissimo nel Medioevo anche come protettore contro la peste, diede origine a molte leggende. La più popolare delle quali racconta che, avendo stabilito la sua dimora presso le rive di un fiume, aiutava i passanti nella traversata. Una volta prese sulle spalle un bimbo che gli aveva chiesto di essere traghettato e man mano che procedeva, il bimbo diventava sempre più pesante, tanto che a fatica raggiunse la riva opposta. Molto meravigliato, chiese al bambino il motivo di questo fatto straordinario e questi rispose di essere Gesù Cristo, il Salvatore. Da allora assunse il nome Cristoforo, che vuol dire “portatore di Cristo” e si dice che poi predicò il cristianesimo nella sua regione. Questa leggenda è apparsa per la prima volta nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, nel 13° secolo. Nel 1969 con la riforma del calendario liturgico, la sua festa è stata però cancellata dal calendario universale della Chiesa, anche se è ammesso il culto locale.

GIACOMO il Maggiore
figlio di Zebedeo e Maria Salomè, fratello di Giovanni evangelista, nato a Betsaida (v). Si trovava sul lago di Genezaret e stava aggiustando le reti da pesca, quando nella primavera del 27, Gesù passò e lo chiamò assieme al fratello. Detto “Boanerge”, cioè figlio del tuono per il suo temperamento, fu testimone dei maggiori miracoli di Gesù: presente alla guarigione della suocera di Pietro, alla risurrezione della figlia di Giairo, fu anche prescelto a contemplare la Trasfigurazione sul monte Tabor (v) e testimone dell’agonia nell’orto degli ulivi. Verso il 44, a circa 42 anni, venne fatto decapitare a Gerusalemme, da Erode Agrippa I, persecutore dei cristiani, così che è lui il 1° apostolo martire. Una tradizione tardiva, che ha avuto una certa diffusione anche in Occidente, ma che oggi è ritenuta priva di ogni fondamento, dice che predicò il Vangelo in Spagna, dove sarebbero stati trasportati i suoi resti e queste presunte reliquie, sopratutto nel Medioevo, furono meta di molti pellegrinaggi a Santiago de Compostela, in Galizia. È patrono della Spagna, dove è chiamato Santiago, mentre nel Duomo di Pistoia, dove è chiamato Jacopo, c’è un altare d’argento che custodisce un’altra presunta reliquia proveniente, pare, dal sepolcro di Compostela. Anche a Caltagirone, nella Chiesa di San Giacomo è custodita un’arca d’argento contenente ancora un’altra reliquia.

NEVELONE
calzolaio di Faenza, morto nel 1280, molto venerato a Ravenna.

PIETRO da Mogliano santo morto nel 1490.

TEA di Palestina martire nel 308.

TEODEMIRO di Cordova
monaco martirizzato dai Saraceni in Spagna, nel 9°secolo.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

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I santi del giorno del 15 luglio

15 Lug

AMERIGO di Bamberga
confessore di Bamberga, città dell’Alta Franconia, in Germania.

ANGELINA da Monte Giove
nata nel 1377, nel castello di Montegiove, in provincia di Perugia, dai conti di Marsciano. Rimasta orfana della madre a 12 anni, fece voto di verginità, ma 4 anni dopo il padre la costrinse al matrimonio con Giovanni de Termis, di Civitella de Conti. Dopo un solo anno, rimasta vedova, distribuì i suoi beni ai poveri e si fece francescana. Il suo esempio, seguito anche da altre giovani, suscitò le ire dei genitori che indussero Ladislao, re di Napoli a decretarne l’esilio. Partita da Civitella con le compagne per un pellegrinaggio ai luoghi francescani di Assisi, si fermò a Foligno, dove nel 1397 emise i voti solenni. A questo primo nucleo di Terziarie Francescane Regolari nel monastero di Sant’Anna, ne seguirono altri ad Assisi, Viterbo, Firenze e Rieti, così che lei è considerata la fondatrice di quest’Ordine. Nel 1430 Martino V riunì tutti questi monasteri sotto un’unica superiora generale, Angelina, con il compito dell’educazione e istruzione della gioventù femminile. Morì a Foligno il 14 luglio 1435 e fu sepolta nella chiesa francescana della città. In seguito a un miracolo avvenuto sulla sua tomba nel 1492, la salma fu esumata e trovata incorrotta, venne messa in una preziosa urna, collocata in un altare di fronte alla tomba di Sant’Angela da Foligno. Il culto fu confermato da Leone XII, l’8 luglio 1825..

ANNA MARIA Javouhey beata morta nel 1851.

APRONIA di Troyes
monaca vissuta nel 5° secolo, sorella di Apro vescovo di Toul, in Francia.

ATANASIO di Napoli
vescovo morto nell’872. Eletto nell’849, si distinse per pietà e dottrina e fu stimato dal papa Niccolò I. Perseguitato e fatto prigioniero dal nipote, il duca Sergio II, venne confinato sull’isola di Nisida da dove fu liberato per l’intervento dell’imperatore e re d’Italia, Ludovico II.

BONAVENTURA
Giovanni Fidanza, nato verso il 1220 a Bagnorea, che dal 1922 si chiama Bagnoregio, provincia di Viterbo. Entrato nell’Ordine Francescano nel 1243, con il nome di Bonaventura, studiò a Parigi alla Sorbona, dove ebbe come maestro Alessandro di Hales e si laureò in filosofia e teologia. Dal 1248 assistente della stessa università, della quale diventò cattedratico il 23 ottobre 1257, con Tommaso d’Aquino. Discepolo di Francesco d’Assisi, nello stesso anno fu eletto Ministro Generale dei Frati Minori, carica che tenne fino al 28 maggio 1273, quando Gregorio X lo nominò cardinale-vescovo di Albano e suo Legato al Concilio di Lione. Lavorò senza stancarsi alla preparazione di questo Concilio, nel quale difese gli “ordini mendicanti” ma morì il 15 luglio 1274, durante i lavori del Concilio stesso. Canonizzato da Sisto IV nel 1482, è stato proclamato Dottore della Chiesa da Sisto V, nel 1587. È considerato il massimo rappresentante di quel movimento mistico francescano del 13° secolo, sviluppatosi sulle basi della filosofia agostiniana e per questo motivo venne chiamato Doctor seraphicus. La sua immensa opera, pubblicata in 10 volumi dal 1881 al 1903, sostiene una teoria dei gradi mistici, mediante la quale la mente ascende, dalla contemplazione della natura, alla visione di Dio guidata dalla grazia. L’opera principale è l’Itinerario della mente a Dio, mentre tra le minori sono da citare, la Legenda maior, i Commentari in 4 libri e il Breviloquim.

EDITH di Polesworth
vedova di un re del Wessex, uno dei 7 reami della Gran Bretagna, che dopo l’827 prevalse sugli altri e divenne Inghilterra. Si fece monaca benedettina nel monastero di Polesworth, dove morì nel 925.

EGINO di Augusta
nacque nel 1065 ad Augsburg, in Baviera, dove fu educato nel monastero benedettino locale e, divenuto poi abate, sostenne con energia il suo vescovo nella lotta per le investiture.. Morì a Pisa il 15 luglio 1120, tornando da Roma, dove era andato a chiedere consiglio al papa Callisto II.

EUTROPIO martire a Porto Romano, assieme a Bonosa e Zosima.

GIACOMO o GIACOBBE
nato nel 270 a Nisibi in Iran (oggi Turchia), eremita e poi vescovo, assistette al Concilio di Nicea del 325. Fu il conforto del popolo durante i vari assedi subiti da parte dei Persiani e morì nel 338, proprio durante uno di questi. Anche se delle sue numerose opere in siriaco, è rimasta solo una raccolta di Sermoni, è chiamato “Dottore della Chiesa Siriaca” ma dai contemporanei era soprannominato “il Mosè di Mesopotamia”.

POMPILIO Maria Pirrotti
nato nel 1710 circa, a Montecalvo Irpino, Avellino, da una famiglia nobile. A 16 anni lasciò la famiglia ed entrò nelle Scuole Pie di Benevento, dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1732 e aver insegnato per 8 anni, divenne predicatore, seguito ovunque da folle di fedeli che desideravano ricevere i Sacramenti da lui chiamandolo “padre santo”. Pur tra difficoltà e ostacoli di ogni genere, la sua predicazione pellegrinante in molte città: Ancona, Chieti, Lanciano, Ortona, Manfredonia e altre ancora, durò circa 25 anni. Nel 1765 fu mandato a dirigere una comunità religiosa in crisi a Campi Salentina, a pochi chilometri da Lecce, e riuscì a migliorarne l’ambiente, la chiesa, l’oratorio e il noviziato. Qui morì il 15 luglio 1766, dove sono custodite le spoglie nel santuario a lui dedicato. È stato dichiarato beato per le sue virtù eroiche da Leone XIII il 26 gennaio 1890 e poi, il 19 marzo 1934, Pio XII ne ha incluso il nome nel Calendario universale della Chiesa.

RODOLFO Acquaviva
di insigne famiglia napoletana(il fratello Claudio, generale della Compagnia di Gesù), nacque ad Atri, in Abruzzo nel 1550. A 18 anni entrò anche lui nel noviziato dei Gesuiti di Roma e in seguito divenne missionario nelle Indie Orientali stabilendosi a Goa, in India. Inviato alla corte del Gran Mogol, subì poi il martirio a Cuncolim, presso Goa assieme ad altri 4 gesuiti, il 25 luglio 1583. Leone XIII lo ha beatificato nel 1893.

ROLANDO di Chezery
monaco cistercense di Chézery, sulle coste del nord della Francia, nel 12° secolo.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

TERENZIO di Sarzana
di origine scozzese, 5° vescovo di Luni, in Liguria, vissuto nel 9° secolo. Patrono di Sarzana.

TERESINA infanta di Spagna, martire.

VALENTINA di Cesarea
vergine martire in Palestina nel 308, sotto l’imperatore Galerio.

VLADIMIRO I, il Santo
gran principe di Kiev nato nel 956, figlio di Svjatoslav, dal quale nel 970 ereditò il principato della città di Novgorod. Venne coinvolto nelle contese tra i suoi fratelli, Jaropolk e Oleg, alla fine delle quali, nel 980 rimase unico signore della Russia, ponendo la sede a Kiev. Particolarmente importanti i rapporti con gli imperatori bizantini, culminati nel 989 con la conversione al cristianesimo, quando ricevette il battesimo, e poi con il matrimonio con la principessa Anna, sorella di Basilio II e Costantino VIII. Dichiarò la fede cristiana religione di stato, proibì il paganesimo e fondò scuole, chiese e ospedali. Morto a Kiev, in Ucraina, il 15 luglio 1015 è stato proclamato patrono principale della nazione russa.

ZOSIMA
martire a Porto Romano assieme alla sorella Bonosa ed Eutropio.

I santi del giorno del 31 maggio

31 Mag

BATTISTA CAMILLA
nata a Camerino in provincia di Macerata, nel 1458 dall’antica famiglia marchigiana de’Varano, potente in Camerino, di cui tenne la signoria dal 1262 al 1527. Entrò tra le clarisse a Urbino e divenne badessa. Morì nel 1526.

CANZIANILLA di Aquileia
martire con i fratelli CANZIANO e CANZIO, alla fine del 3° secolo. Sono ricordati in un discorso di Massimo di Torino e da Venanzio Fortunato.

FILIPPINA di Chalon
nata in Francia, a Chalon-sur Saòne, divenne religiosa clarissa nel monastero di Orbe, presso Losanna, in Svizzera.

GIACOMO Salomoni
nato nel 1231, a Venezia e morto a Forlì, nel 1314, vissuto nei conventi di Faenza e Forlì. Mistico domenicano, asceta dotato di carismi, profezie ed estasi, è venerato come patrono di Forlì.

MATILDE di Diessen
vissuta nel 12° secolo, figlia del conte Bertoldo e sorella di Eufemia. Fu badessa nel monastero di Diessen, presso Monaco, in Germania.

PELLEGRINO di Passau.
nato verso il 920 in Austria, divenne vescovo di Passau, città sul confine tra Austria e Germania, dove morì nel 991.

PETRONILLA (NILLA)
vergine romana martire del 1° secolo. Secondo la tradizione, fu guarita e convertita dall’apostolo Pietro, del quale divenne discepola. Una leggenda, a causa del nome, la dice addirittura sua figlia e sepolta nelle catacombe di Domitilla, sulla Via Ardeatina, dove nel 4° secolo, il santo papa Siricio edificò una basilica in suo onore. Un’altra tradizione dice invece che la sua tomba fu rinvenuta nelle catacombe di Santa Petronilla e che comunque dopo il 757, il suo sarcofago venne trasferito nella basilica di San Pietro, dal papa Paolo I. Il culto è molto diffuso anche in Francia fin dall’8 secolo, dove è festeggiata il 30 maggio come nella basilica vaticana.

SILVINO di Tolosa
originario di Tolosa, divenne vescovo di Therouanne, dove morì verso il 720. Nel 941 le sue reliquie furono traslate a Senlis, nel dipartimento dell’Oise.

SILVINO di Tolentino martire.

SIMPLICIANO di Poitiers vescovo in Francia.

I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

I santi del giorno del 18 aprile

18 Apr

ALESSANDRO
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 31, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

AMADEO o AMEDEO
Joao da Silva y Menezes, nato nel 1425 a Ceuta. Monaco, confessore di Sisto IV, fu il fondatore dell’Ordine degli Amadeiti e del convento di Oreno, vicino a Vimercate. Fece anche erigere la Chiesa di Santa Maria della Pace a Milano, dove morì nel 1484.

ANZIA martire di Messina assieme a ELEUTERIO vescovo.

APOLLONIO di Roma
senatore di Roma, scienziato e filosofo, martire. Denunciato perchè cristiano, quando fu chiamato a discolparsi davanti al senato, invece di difendersi, pronunciò un’apologia del cristianesimo e nel 185 venne condannato a morte sotto l’imperatore Commodo.

CALOGERO di Brescia
convertitosi al cristianesimo subì il martirio ad Albenga nel 120 circa, sotto Adriano che fu imperatore dal 117 al 138.

GALDINO di Milano
nato nel 1096, a Milano, appartenente alla nobile famiglia dei Valvassori della Sala. Ordinato sacerdote, divenne prima cancelliere e arcidiacono e poi, nel 1156, arcivescovo e cardinale di Milano, successore di Uberto dei Pirovani. Combattè contro la setta dei Catari, che a Milano aveva fatto molti proseliti e sostenne la Lega Lombarda, contro l’imperatore Federico I, il Barbarossa, come delegato del pontefice. Contribuì molto alla ricostruzione della città devastata, praticamente rasa al suolo dallo stesso imperatore, sostenuto e incoraggiato del papa Alessandro III, che pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1176, lo proclamò santo.

GEBUINO di Lione
di nobile famiglia, nel 1077 fu consacrato vescovo di Lione da Gregorio VII. Sostenitore della riforma ecclesiastica, nel mezzo della lotta per le investiture, si scontrò con l’imperatore Enrico IV. Gravemente ammalato, morì nel 1081 e venne sepolto nella Chiesa di Sant’Ireneo. Nonostante questa chiesa sia stata poi distrutta durante la rivoluzione francese, la sua tomba è stata ritrovata intatta, nel 1824.

GIACOMO d’Oldo o JACOPO Oldi, beato terziario francescano, morto a Lodi, nel 1404.

IGINO Giordani
nato a Tivoli il 24 settembre 1894. Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, è considerato da Chiara Lubich co-fondatore del movimento dei “focolari” e indicato anche come l’uomo delle beatitudini. È morto il 18 aprile 1980 a Rocca di Papa, Roma e il 6 giugno 2004 è iniziato a Frascati il processo per la beatificazione, alla presenza dei suoi 4 figli e di Chiara Lubich stessa.

MARIA dell’Incarnazione
Barbara Acarie Avrillot, nata a Parigi il 26 febbraio 1565. Modello di moglie e madre cristiana, dopo la morte del marito, si fece monaca carmelitana prendendo il nome di Maria dell’Incarnazione ed ebbe ripetute esperienze mistiche. Dedicò gran parte della sua esistenza alla diffusione dell’Ordine in Francia. Morta il 18 aprile 1618, fu beatificata da Pio VI, nel 1791.

NICO di Besozzo eremita lombardo vissuto tra il 4° e il 5° secolo.

PERFETTO di Cordoba sacerdote martire in Spagna nel 9° secolo.

PIER LUCA beato.

SAVINA o SABINA Petrilli ricordata anche il 06 Aprile.

I santi del giorno del 14 marzo

14 Mar

EUTICHIO di Roma martire con molti compagni, nell’8° secolo.

EVA di Liegi
religiosa fiamminga nata nel 1205 a Liegi, in Belgio. Amica e confidente di Giuliana di Cornillon, si adoperò affinchè la festa del “Corpus Domini”, già celebrata nella collegiale di San Martino dove viveva in clausura, venisse introdotta in tutta la Chiesa e Urbano IV, accolse il suo desiderio nel 1264, l’anno prima della morte. A Liegi la sua festa è il 14 marzo.

GIACOMO Cusmano beato di Viterbo.

INNOCENZO di Verona vescovo.

LEOBINO di Chartres
chiamato anche popolarmente BINO, abate di Brou, in Francia, nel 544 fu eletto vescovo di Chartres e partecipò ai sinodi di Orleans del 549 e di Parigi del 552. Incerta la data della sua morte, forse nel 567.

LEONE di Roma vescovo martire.

MATILDE di Sassonia
nata in Westfalia, nell’895 in una famiglia nobile, secondo l’usanza di quei tempi, venne mandata nel convento di Herford, non per diventare monaca, ma per ricevere un’educazione adeguata alla sua posizione sociale. Dopo il 909 si sposò con il futuro re di Germania, Enrico I, l’Uccellatore e divenne madre di Ottone I di Sassonia, futuro imperatore. Più che una regina, fu un modello di moglie e madre cristiana, unita al marito e amorosa con i figli. Quando però nel 936 rimase vedova ebbe grossi problemi nel risolvere i conflitti scoppiati tra i due figli rivali, che l’accusavano di spendere troppo per i malati poveri. Consacrò il resto della vita a opere di carità e così con lei si inaugurò un modo originale di vivere la santità nel matrimonio e nella vita familiare. Morì il 14 marzo 968 a Quedlinburg e venne sepolta nella cappella del castello accanto al marito.

PIETRO da Treia vissuto nelle Marche, nel 13° secolo.

VALERIA martire.

I santi del giorno del 13 febbraio

13 Feb

AGABO
profeta del 1° secolo, citato due volte nel libro degli Atti degli Apostoli. Predisse ad Antiochia la grande carestia generale sotto l’imperatore Claudio e la prigionia di Paolo, a Cesarea di Palestina, per opera dei Giudei.

ARCANGELA Girlani beata, morta nel 1495.

BEATRICE d’Ornacieu
nata a Ornacieu, nel Delfinato verso il 1260. A 13 anni entrò nella Certosa di Parmenie e nel 1301 venne inviata, con due compagne, a fondare un monastero a Eymet, nella diocesi di Valence, dove arrivarono altre donne desiderose di vita monastica, nonostante l’estrema povertà di vita. Morta il 25 novembre 1309, le reliquie riposano nel monastero dei monaci Olivetani di Parmenie. Nelle diocesi di Valence e Grenoble è festeggiata anche il 25 novembre.

BENIGNO di Todi
sacerdote martire nel 304, durante l’ultima persecuzione di Diocleziano. Inizialmente sepolto al 3° Km della strada per Todi, dal 1904 le sue reliquie sono nella chiesa di San Silvestro in un’urna d’argento datata 1679.

CASTORE martire.

CRISTINA di Spoleto
Agostina Camozzi, figlia di un medico italiano, nata nel 1435 a Porlezza, in Svizzera. Rimasta vedova, dopo una vita di divertimenti, entrò nel monastero di Sant’Agostino a Spoleto, prendendo il nome di Cristina. Le furono donate molte grazie particolari ed ebbe fama di santità ancora vivente. È morta a Spoleto il 13 febbraio 1456.

FOSCA di Ravenna
giovane pagana di Ravenna, convertita assieme alla nutrice Maura, dal sacerdote Ermolao, che le istruì e poi battezzò. Denunciate da Siroi, padre di Fosca, al prefetto Quinziano, furono arrestate, torturate e infine decapitate un 13 febbraio, forse del 250, sotto l’imperatore Decio I. I loro corpi, gettati in mare, vennero recuperati da marinai cristiani e sepolti in una grotta sul litorale libico della Tripolitania, presso l’antica città di Sabratha. Molti anni più tardi, quando la regione fu occupata dagli Arabi, un certo Vitale, cristiano, scoprì queste reliquie e le portò in Italia, a Torcello nella laguna veneta, dove venne eretta una basilica in loro onore.

GIACOMO Capoccio
compì gli studi all’Università di Parigi e nel 1287 ottenne il baccellierato, cioè 1° grado accademico. Nel 1293 conseguì il magistero in teologia e 7 anni dopo, fu chiamato a reggere lo studio generale dell’Ordine Agostiniano a Napoli. Nel 1302 Bonifacio VIII lo nominò arcivescovo di Benevento, ma con la sede di Napoli, dove svolse notevole attività letteraria e dove morì nel 1308. Il suo culto è stato confermato da Pio X, nel 1914.

GILDA o GILDO di Ely
santo inglese vissuto tra il 7° e l’8° secolo a Ely, sul fiume Ouse, presso Cambridge.

GIORDANO di Sassonia
nato nel 1185 a Borgberge, in Germania, studiò a Parigi, dove ottenne la cattedra di docente di Sacra Scrittura. Nel 1219 entrò nei Domenican, due anni dopo fu nominato Provinciale di Lombardia e alla morte del fondatore Domenico di Guzman, divenne il suo successore come Generale della Congregazione. Con una predicazione affascinante, contribuì alla diffusione dell’Ordine, tanto che veniva detto “il terrore delle madri”, perchè i giovani, dopo averlo ascoltato, lasciavano la famiglia per seguirlo. Sotto di lui le case salirono a 300 e i membri da  900, a 4000. È morto il 13 febbraio 1237 in un naufragio, presso le coste della Siria, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

LICINIO o LUCINO
detto “di Como”, ma vescovo di Angers, in Francia dove morì nel 605.

MAURA di Ravenna
nutrice di Fosca (v.), martire assieme a lei nel 250, circa a Ravenna, sotto l’imperatore Decio I. Patrona di Torcello, isola della laguna veneta, dove esiste una chiesa romanica dell’11° secolo, dedicata alle due martiri.

POLIEUTO di Melitene
martire a Melitene verso il 250. Secondo un’antica e leggendaria passio, era un ufficiale romano convertitosi al cristianesimo sotto l’influsso dell’amico e compagno d’armi Nearco, durante la persecuzione di Decio. A seguito di questa conversione, venne arrestato, condannato e poi decapitato. In suo onore furono edificate due chiese, una nella sua città e un’altra a Costantinopoli, che è stata portata a termine dalla nipote dell’imperatore Valentiniano III, Giuliana Anicia.

VEREMONDO
santo detto “di Meda”, morto nel 790.

 

I santi del giorno del 6 febbraio

6 Feb

AMANDO di Maastricht o ARMANDO,
nato nel 589 circa in Aquitania. Monaco a vent’anni, prima su un’isoletta in Vandea e poi a Tours, fu due volte pellegrino a Roma e quando tornò in patria si diede alla predicazione per evangelizzare le Fiandre, la Frisia e l’Hainaut. Consacrato vescovo itinerante nel 629, decise che il suo compito particolare doveva essere la moralizzazione del clero, particolarmente da quando, nel 646, fu nominato arcivescovo di Maastricht. Due anni più tardi però, con il consenso del papa Teodoro I, decise di rinunciare al vescovado e tornò all’evangelizzazione itinerante e quando tornò in Gallia, fece accettare al re Sigeberto III i canoni del sinodo lateranense del 649. Nel 675 dettò il suo testamento ed è questa l’ultima data in cui è ricordato. Sembra sia morto nel monastero di Einon, nel 679 a Tournai, nell’Hainaut belga e per questo è chiamato Apostolo dei Belgi.

ANGELO
da Furci, Chieti, beato morto nel 1327.

BARTOLOMEO Laurel
francescano di origine messicana, medico martire in Giappone il 6 febbraio 1627, beatificato da Pio IX, nel 1867.

DOROTEA di Cesarea
nata verso il 290 a Cesarea di Cappadocia, da genitori cristiani martiri sotto Diocleziano. Secondo una passio molto leggendaria, venne arrestata anche lei, torturata e condannata alla decapitazione, perchè aveva respinto le offerte amorose del governatore pagano Apricio. Mentre veniva portata al luogo del supplizio, incontrò un giovane avvocato pagano di nome Teofilo che, schernendola, le chiese dei fiori e dei frutti del giardino di quello sposo celeste che lei diceva di andare a trovare. Dorotea glieli promise e un angelo nelle sembianze di un fanciullo, portò un cesto di fiori e di frutti a Teofilo che si convertì. Il corpo della santa fu portato a Roma, dove le venne dedicata una chiesa. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo e fu chiamata patrona delle spose e dei giardinieri.

FILIPPO Las Casas santo morto nel 1597.

FRANCESCO di San Michele santo morto nel 1597.

GABRIELE di Duisco
laico giapponese, terziario francescano martire. Crocifisso a Nagasaki nel 1597, assieme a Paolo Miki e tanti altri compagni di fede

GASTONE di Arras
nato nel 450 a Perigueux, dipartimento della Dordogna, in Francia. Dopo un periodo di vita eremitica nei dintorni di Toul, vicino a Nancy fu ordinato sacerdote dal vescovo locale. Istruì nel cristianesimo il re dei Franchi Clodoveo I e nel 499 venne consacrato vescovo di Arras nell’Artois, da Remigio di Reims e nel 510, anche di Cambrai, sulla Schelda. Consacrò la sua missione all’istruzione dei fedeli e all’assistenza degli ammalati poveri. Morto il 6 febbraio del 540 ad Arras, nel Medioevo fu molto venerato e sulla sua tomba venne costruito il celebre monastero di Saint-Waast (Gastone in fiammingo), soppresso nel 1790.

GERALDO di Ostia monaco a Cluny, dove ricoprì la carica di priore. Nel 1072 Alessandro II lo creò cardinale-vescovo di Ostia, inviandolo come Legato Apostolico in Francia. Due anni dopo, il nuovo papa Gregorio VII lo mandò in Germania per tentare una riconciliazione con l’imperatore Enrico IV e promuovere la riforma. In seguito fu a Poitiers con l’incarico di presiedere un concilio nel quale fu condannato Berengario di Tours. Era anche a Canossa nell’inverno del 1077 e così fu presente al celebre incontro tra il papa e l’imperatore, ma morì a Velletri, che è la culla del suo culto, il 6 dicembre sempre del 1077. Nel 1694 a Velletri è stata costruita una bella cappella in suo onore, dove il cardinale Cibo trasferì le reliquie e stabilì la festa al 7 dicembre, che poi un altro cardinale spostò al 6 febbraio come è ancora oggi.

GIACOMO Kisai, GIOACCHINO, GONSALVO Garcia, LUIGI Ibaraki, MICHELE Cosaki, TOMMASO Cosaki 
martiri nel 1597 a Nagasaki. (vedi Paolo Miki)

GUARINO o GUERRINO
nato a Bologna nel 1080, entrò nell’Ordine Agostiniano a Mortara, divenne vescovo di Preneste, oggi Palestrina, e poi cardinale, nel 1145. La sua vita è stata un luminoso esempio di apostolato e preghiera. Morto nel 1158, è stato canonizzato da Alessandro III, pochi anni dopo.

MATTEO Correa  
presbitero martire nel 1927 a Durango in Messico, durante una violenta campagna anticattolica del governo locale.

PAOLO Miki
nato a Kyoto in Giappone nel 1565. Battezzato a 5 anni, a 22 entrò come novizio nella Compagnia di Gesù e dopo l’ordinazione sacerdotale iniziò a predicare il Vangelo ai suoi connazionali, circa trent’anni dopo l’inizio dell’opera missionaria di Francesco Saverio. Nel 1596 però, divenendo la persecuzione contro i cristiani cattolici sempre più crudele, fu catturato con altri 25 compagni, tra i quali PAOLO Suzuki, un altro gesuita, 17 laici giapponesi e 6 francescani spagnoli. Dopo aver sofferto gravi maltrattamenti, alla fine furono tutti condotti a Nagasaki, dove, il 5 febbraio 1597, vennero appesi alle croci, prima di essere finiti a colpi di spada. Sono i primi martiri dell’Estremo Oriente, canonizzati da Pio IX nel 1862.

PIER BATTISTA di Avila
nato ad Avila, nella Vecchia Castiglia, nel 1542. Entrato nell’Ordine dei Francescani Osservanti, si consacrò alle missioni e nel 1580 fu scelto e inviato a evangelizzare il Messico. Tre anni dopo venne mandato anche nelle Filippine, dove continuò a esercitare una benefica missione. Nel 1590 ottenne di trasferirsi in Giappone per sostituirvi i Gesuiti che erano stati espulsi e avuto il permesso dalle autorità nipponiche di predicare il Vangelo, svolse per 6 anni un intenso apostolato a Kyoto, Osaka e Nagasaki. Caduto però in sospetto, nel 1596 venne imprigionato, sottoposto alla tortura e infine crocifisso. Martire per la fede, è stato canonizzato da Pio IX, nel 1862.

I santi del giorno del 28 gennaio

28 Gen

ARNOLDO di Selenhofen arcivescovo di Magonza, martire.

BRIGIDA di Scozia
secondo una tradizione, era una principessa scozzese vissuta nel 5° secolo,  uccisa assieme alla sorella Maura, da banditi di strada pagani, mentre andava in pellegrinaggio a Roma. Sepolta in Francia, sembra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

CALLINICO di Apollonia 
martire con Leucio e Tirso nel 117 ad Apollonia, in Tracia.

CARLOMAGNO
nato nel 742, figlio del re dei Franchi, Pipino il Breve, prima divise il regno con il fratello Carlomanno e poi, alla sua morte, regnò da solo. Chiamato in Italia da Adriano I, contro il re longobardo Desiderio, perchè questi non rispettava le prerogative pontificie, lo sconfisse nel 773. Assunse anche il titolo di re dei Longobardi e così, per un lungo periodo, assieme al papa fu protagonista della storia d’Italia. Nel 778 condusse una campagna contro i Musulmani di Spagna, culminata con l’assedio di Saragozza che si risolse però con una grave sconfitta tanto che, durante la ritirata, la retroguardia fu distrutta a Roncisvalle. Condusse anche una campagna contro i Sassoni, li sottomise e convertì al cristianesimo, trasformando la Sassonia in una immensa prefettura franca, divisa in contee. Verso il 785 iniziò la conquista della Baviera conclusa nel 788, con l’occupazione di tutta la regione, anch’essa suddivisa in contee. Più a oriente conquistò la Pannonia, abitata dagli Avari e pose fine al loro regno, creando così un potente impero che nel 799 si estendeva dall’Elba ai Pirenei, dalla pianura padana al Mare del Nord. A conclusione della sua opera di conquista e unificazione, nella notte di Natale dell’800 venne solennemente incoronato in San Pietro da Leone III, imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente. Ottimo legislatore, diede al suo dominio un’organizzazione basata su un governo centrale, del quale era capo con pieni poteri, assistito da un consiglio consultivo e vari governi locali, retti da un prefetto o conte, sottoposto ai “missi dominici”, funzionari creati da lui, una specie di ispettori con funzioni anche di giudici, scelti tra i burocrati laici ed ecclesiastici. Promosse l’istruzione scolastica, fondando scuole presso i monasteri e le chiese. Raccolse presso la corte molti eruditi del tempo, fra i quali Alcuino, Paolo Diacono, Eginardo e Pietro da Pisa, dando vita all’Accademia Palatina, dalla quale si diffuse una grande opera di rinascita letteraria e artistica. Nell’806 divise l’impero tra i figli Pipino, Ludovico il Pio e Carlo, ma Pipino e Carlo morirono pochi anni dopo e così nell’813, chiamò Ludovico a dividere il trono incoronandolo imperatore ad Aquisgrana. Morto nell’814, è oggetto di particolare venerazione in Francia, anche se fu canonizzato dall’antipapa Pasquale III, nel 1164, su richiesta di Federico Barbarossa, mentre nel 18° secolo il papa Benedetto XIV lo ritenne venerabile come beato. Queste decisioni non furono poi né smentite, né ratificate e il culto di Carlomagno è solo tollerato.

EMILIANO di Trevi
fuggito dall’Armenia verso la fine del 3° secolo, trovò rifugio presso una comunità cristiana di Roma. Durante le persecuzioni di Diocleziano fu consacrato vescovo dal papa Marcellino e inviato a Trevi assieme a Sebastiano e altri due compagni. Arrestato, fu sottoposto a molte torture per convincerlo a rinnegare il cristianesimo, ma essendosi sempre opposto, il 28 gennaio 304 fu condannato a morte e decapitato in una località presso Trevi. In questo luogo una leggenda dice che esiste ancora la mitica pianta di ulivo ultracentenerio alla quale fu legato il santo vescovo martire. Le presunte reliquie, disperse nella notte dei tempi, furono ritrovate nel 1660, durante i lavori di ristrutturazione del Duomo di Spoleto ed ora sono conservate in una chiesa di Trevi. Come sant’Emiliano Armeno è venerato anche in alcune località dei dintorni, l’8 febbraio.

GIACOMO santo eremita, morto nel 350,

LEUCIO di Apollonia 
martire nel 117, assieme a Callinico e Tirso ad Apollonia, colonia greca del Ponto Eusino, in Tracia

MAURA di Scozia
secondo una tradizione leggendaria, era una giovane principessa nata in Scozia nel 5° secolo, che fu uccisa in Francia, dove venne sepolta, assieme alla sorella Brigida mentre stava andando in pellegrinaggio a Roma. È venerata come martire.

OLGA Bidà beata.

PIETRO Nolasco 
nacque nel 1182 a Rechaud, presso Carcassonne in Linguadoca, forse da una famiglia di origine ligure. Nel 1203 andò in Spagna cercando di liberare, con il riscatto, i cristiani schiavi dei Musulmani che dominavano il paese. Nel 1222, assieme a Raimondo di Penafort e ad altri laici, rifondò a Barcellona, l’Ordine religioso dei Trinitari, intitolato a Maria Santissima della Mercede, divenendone il nuovo superiore. L’ordine, fondato da Giovanni di Matha, era stato approvato da Innocenzo III nel 1198 ma aveva perso il primitivo fervore e Pietro ne continuò l’opera, che prima aveva ripreso da solo spendendo tutte le sue sostanze. Ottimo organizzatore riuscì a comporre anche delle dispute politiche. La data della morte è controversa, secondo alcuni sarebbe il 13 maggio 1249, secondo altri il 25 dicembre 1256, mentre è invece certo che fu canonizzato nel 1628, da Urbano VIII.

ROSA Wang Hoei 
nata in Cina, ma battezzata cristianamente con il nome di Rosa, divenne una attiva catechista. Quando nel paese scoppiò la persecuzione xenofoba dei Boxers dovette nascondersi spostandosi quasi ogni giorno, ma verso la metà dell’agosto 1900, venne scoperta, arrestata e interrogata; al suo rifiuto di tornare agli antichi culti, fu percossa, ferita e infine gettata ancora viva in un canale. È stata proclamata santa il 1° ottobre 2000, con Santa Messa e rito di canonizzazione, presieduti da Giovanni Paolo II.

TIRSO di Apollonia 
nato nel 98, martire nel 117 in Tracia, assieme a Callinico e Leucio.

TOMMASO d’Aquino 
uno dei più grandi geni della storia cristiana, nato alla fine del 1225, nel castello di Roccasecca, presso Aquino, in provincia di Frosinone. Figlio di Landolfo, nobile guerriero longobardo e di Teodora di origine normanna, studiò a Montecassino fino al 1239 e poi dal 1244 a Napoli, entrando nei Domenicani contro il volere del padre. Proseguì gli studi di teologia nelle grandi scuole del tempo a Bologna, poi a Colonia sotto la guida di Alberto Magno e a Parigi fino al 1252. Tornò poi a Parigi dove insegnò fino al 1260, quando rientrò in Italia alla corte papale come teologo della curia. Nel 1269 fu ancora docente a Parigi e tre anni dopo maestro generale di teologia a Napoli, insegnando anche a Orvieto e Viterbo. La morte lo colse mentre stava andando a Lione per un Concilio indetto da Gregorio X, durante il viaggio tra Napoli e Roma, nel monastero cistercense di Fossanova, presso Latina, il 7 marzo 1274. Corse la diceria che lo avesse fatto avvelenare il re di Sicilia Carlo I d’Angiò, per impedirgli di parlare male di lui al Concilio. Le sue opere fondamentali sono i commenti ai 4 Libri Sententiarum del vescovo di Parigi, Pietro Lombardo, i Commenti alla Logica, Fisica, Etica e Metafisica di Aristotele; la Summa contra Gentiles del 1264 e la Summa Theologiae, iniziata nel 1265 e rimasta incompiuta. È ritenuto anche l’autore del “Pange Lingua” nella liturgia eucaristica per la festa del Corpus Domini, istituita da Urbano IV. Secondo Tommaso, la ragione umana è un potere autonomo, rispetto alla fede e indipendente quindi dalla rivelazione. Tuttavia nessun contrasto è possibile tra le verità della fede e quelle della ragione, in quanto la verità è “Una”. L’esistenza di Dio viene dimostrata per mezzo di argomenti esclusivamente a posteriori(le 5 vie), perchè Tommaso nega la possibilità di ogni conoscenza innata. L’anima è forma sostanziale del corpo, ma la sua esistenza è certa anche separata dal corpo. L’opera di Tommaso è stata una parte molto importante dell’insegnamento ufficiale della Chiesa per quasi 7 secoli. Canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII, nel 1567 Pio V gli conferì il titolo di Dottore Angelico. Patrono di scuole e atenei universitari, la sua memoria è celebrata anche il 28 gennaio, giorno della traslazione delle reliquie a Tolosa, nel 1369.

VALERIO di Saragozza
vescovo della città, martire. Arrestato con il diacono Vincenzo alla fine del 3° secolo, fu mandato in esilio in Gallia, dove morì nel 315.

I santi del giorno del 16 gennaio

16 Gen

ADIUTO    
francescano dell’Ordine dei Minori, protomartire in Marocco.

BERARDO di Coimbra
frate minore francescano, martire. Venne inviato missionario in Africa da Francesco d’Assisi, accompagnato da altri 4 religiosi: Accursio, Adiuto, Ottone e Pietro, per tentare l‘evangelizzazione dei Musulmani. Partì da Siviglia con molte speranze, ma appena sbarcato in Marocco, il 16 gennaio 1220, venne arrestato e decapitato assieme ai confratelli. Le salme furono trasportate e sepolte a Coimbra, in Portogallo. Canonizzati da Sisto IV nel 1481.

DANA di Aulona    
chierico e lettore di Aulona, città dell’Illirico. In seguito a una feroce persecuzione fuggì per mare portandosi dietro gli arredi sacri della chiesa, ma venne raggiunto da una folla di fanatici adoratori di Dionisio, che lo uccisero e gettarono il corpo in mare. Nella diocesi di Ugento in Puglia, esiste una cittadina chiamata San Dana, dove questo martire è venerato nella chiesa parrocchiale.

ENRICO eremita  
nato in Danimarca, visse da eremita sull’isola di Coquet in Inghilterra e si guadagnò da vivere facendo il giardiniere. Quando gli chiesero di tornare in patria, si ritirò per una notte in preghiera, e poi decise di restare dov’era. Acquisì fama di santità, per il dono della profezia e la capacità di leggere nel pensiero della gente che lo andava a trovare. Morì nel 1127.

FURSEO   
abate irlandese fondatore del monastero di Lagny-sur-Marne, presso Parigi, morto verso il 648.

GIACOMO di Tarantasia
discepolo di Onorato di Arles, secondo la tradizione fu il 1° vescovo di Tarantasia, nella Savoia francese, morto nel 429.

GIOVANNA di Santa Lucia
nata in Toscana, prima sorella laica e poi monaca camaldolese nel convento di Santa Lucia, presso Bagno di Romagna. Una leggenda dice che alla sua morte, nel 1105, le campane si misero a suonare da sole.

MARCELLO I papa    
eletto solo il 27 maggio 308, perchè la sede pontificia rimase vacante per ben 4 anni, riorganizzò la Chiesa, ma fu subito implicato nella controversia dei “lapsi”, cioè di coloro che per paura della persecuzione avevano fatto apostasia. Il papa insisteva sul fatto che, dopo aver fatto penitenza pubblica, potevano essere riammessi ai sacramenti, ma il suo decreto suscitò grandi disordini, tanto che l’imperatore Massenzio lo mandò in esilio. Secondo il Liber pontificalis avrebbe ordinato 25 presbiteri con rispettive parrocchie romane ed è da questo che si può dedurre la prima costituzione dei “titoli”. Un’incerta tradizione lo dice morto il 16 gennaio 309, lavorando come stalliere in una scuderia imperiale, ma è più probabile sia stato vittima in esilio, della persecuzione di Massenzio e sepolto poi nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria.

ONORATO di Arles    
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

ONORATO di Gaeta  
martire a Fondi, Gaeta, nel 6° secolo.

ORLANDO o ROLANDO monaco cistercense.

OTTONE  
protomartire francescano in Marocco, nel 13° secolo assieme a Berardo, Accursio e compagni

PRISCILLA di Roma
vissuta nel 1° secolo, moglie di Manlio Acilio Glabrio, madre del senatore Pudente e nonna di Prassede, secondo la tradizione ospitò l’apostolo Pietro nella sua villa romana, situata vicino alle catacombe che portano il suo nome, sulla Via Salaria.

TIZIANO di Oderzo
nato a Eraclea, in provincia di Venezia, da una famiglia nobile, fu discepolo del vescovo Floriano che lo ordinò sacerdote. In seguito, eletto vescovo di Oderzo, divenne famoso per la predicazione e la difesa dell’ortodossia contro l’eresia degli ariani. Morì il 16 gennaio 632 e fu sepolto a Oderzo, dove venne eletto patrono. Il suo corpo, però, verso la fine del 7° secolo, venne trafugato e portato a Ceneda (oggi Vittorio Veneto), che era la sede vescovile, in una chiesa intitolata a lui.

VALERIO di Sorrento
vescovo di Sorrento nella seconda metà del 5° secolo.

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