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I santi del giorno del 8 settembre

8 Set

ACHILLE di Alessandria martire di Alessandria d’Egitto.

ADELE di Messines
quando rimase vedova del conte Baldovino IV delle Fiandre, si fece monaca benedettina nel convento di Messines, in Belgio, dove morì nel 1071.

ADRIANO di Nicomedia
soldato dell’esercito imperiale di stanza in Bitinia e sposato con una donna cristiana di nome Natalia. Si fece anche lui cristiano e così venne arrestato, torturato e condannato a morte nella capitale Nicomedia(v), verso il 304.

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALANO de La Roche
domenicano bretone, teologo predicatore, morto a Zwolle, in Olanda, nel 1475.

AMMONE martire assieme a Neoterio.

BELLINA martire nei pressi di Troyes, in Francia.

FEDERICO Ozanam
nato a Milano il 23 aprile del 1813, morto a Marsiglia l’8 settembre 1853. Scrittore e filantropo francese, entusiasta sostenitore dell’apostolato cattolico, viene considerato un precursore dell’Azione Cattolica in campo sociale e intellettuale. Nel 1833 fu uno dei fondatori della Società di San Vincenzo de’Paoli, per l’aiuto a domicilio ai poveri, oggi diffusa in tutto il mondo. Il più giovane docente di diritto commerciale a Lione e di letteratura alla Sorbona di Parigi, autore di importanti studi sulla civiltà italiana del Medioevo e quella cristiana in Francia. Sposato con Amalia nel 1841, tutta la sua vita è stata orientata al soccorso dei poveri, non come sola beneficenza, ma sopratutto con la vicinanza fisica e regolare nelle loro abitazioni. Il suo motto era: “la terra si è raffreddata, tocca a noi cattolici rianimare il calore vitale che si sta spegnendo”. È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 22 agosto 1997, nella cattedrale di Notre Dame, a Parigi.

LUISA di Omura
giovane giapponese, martire nel 1628, a Nagasaki, durante le violente persecuzioni anticristiane del 17° secolo.

NEOTERIO martire assieme ad Ammone.

PIO di Alessandria  martire.

SERAFINA Sforza
nata nel 1434 a Urbino, figlia del conte Guido, fu data in sposa al duca di Pesaro, Alessandro Sforza, che la maltrattò e la cacciò di casa. Entrò allora nel convento delle clarisse della città e ne divenne badessa. È morta l’8 settembre 1478.

SERGIO I papa
nato a Palermo, ma figlio di genitori originari di Antiochia di Siria. Eletto il 15 dicembre 687, con largo consenso da clero e popolo romano successore di Conone, ebbe come competitori Pasquale e Teodoro; il primo venne dichiarato papa dalla fazione ravennate, il secondo da una minoranza di romani. Dopo l’elezione, Teodoro riconobbe Sergio, mentre Pasquale si rifiutò e fu rinchiuso in un convento, dove morì nel 692. Sergio fu in buoni rapporti con la Chiesa cattolica di Gran Bretagna, tanto che il re dei Sassoni, Caedwalla, si recò a Roma per essere battezzato nella basilica di San Pietro, il 10 aprile 689. Il papa consacrò poi Villibrordo, vescovo e metropolita per le regioni settentrionali, dove inviò molti missionari. Rifiutò di riconoscere il Concilio di Costantinopoli del 691 per alcune preposizioni contrarie alla dottrina cattolica e nel 700 confermò Wilfrido vescovo di York. Pose fine allo scisma della Chiesa di Aquileia(v), introdusse innovazioni nella liturgia e si preoccupò anche di abbellire e restaurare alcune chiese, tra le quali, le basiliche dei Santi Pietro e Paolo e di Santa Susanna. Infine dedicò a Leone Magno un monumento sepolcrale, che fu il primo eretto all’interno della basilica di San Pietro. Morì l’8 settembre 701, fu sepolto nella stessa basilica.

TIMOTEO di Antiochia martire.

TOMMASO da Villanueva
nato nel 1488 a Villanueva in Spagna. Compì gli studi all’Università di Alcalà de Henares e poi a quella di Salamanca, tra gli agostiniani, dai quali venne ordinato sacerdote all’età di trent’anni. Priore in vari conventi, occupò varie cariche nell’Ordine, divenendo Provinciale di Andalusia e di Castiglia. Nel 1544, contro la sua volontà, fu nominato arcivescovo di Valencia, dove però si mostrò pastore zelante, promuovendo varie iniziative in favore dei più bisognosi, venendo chiamato il grande elemosiniere dei poveri. Godette fama di maggior predicatore del tempo e lasciò alcuni scritti ascetici, per lo più frutto delle sue omelie. È morto l’8 settembre 1555.

VIDIANO
santo martire di Martres-Tolosane, cittadina sull’Alta Garonna, in Francia.

VIOLA di Persia martire.

I santi del giorno del 6 settembre

6 Set

ANNITA o ANNA vergine martire di Tolosa.

BENEDETTO Crispo
arcivescovo di Milano, morto nel 732. Eletto nel 685, accompagnò a Roma, secondo una tradizione non accertata, il re dei Sassoni Caedwalla, che nel 689, ricevette il battesimo dal papa Sergio I. In tale occasione rivendicò invano il diritto, che gli competeva come metropolita, di consacrare i vescovi di Pavia, che dal tempo di Damiano (690-710), potevano riceverere la consacrazione solamente dal papa, perché la Chiesa di Pavia era stata resa dipendente da Roma.

CONSOLATA santa martire.

ELEUTERIO di Spoleto
è ricordato più volte da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nel 535 fondò il monastero benedettino di San Marco Evangelista, fuori le mura di Spoleto, del quale divenne poi abate. Morì a Roma nel 560.

EVA di Dreux vergine martire a Dreux, città a ovest di Parigi.

FAUSTO di Siracusa
sacerdote, abate del monastero di Santa Lucia a Siracusa, dove morì nel 607.

FUSCOLO vescovo martire in Africa assieme a Germano e Mansueto.

GERMANO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e compagni.

MANSUETO vescovo martire in Africa, con Fuscolo e Germano.

ONESIFORO
oriundo di Efeso(v), discepolo di Paolo, visitò l’Apostolo prigioniero a Roma ed è citato nella seconda lettera a Timoteo al 1° capitolo. Subì il martirio assieme a Porfirio.

PETRONIO di Verona vescovo.

PORFIRIO
martire del 1° secolo assieme a Onesiforo, nell’Ellesponto, nome classico dello stretto dei Dardanelli.

PRESIDIO vescovo martire in Africa assieme a Fuscolo e Mansueto.

SAFFIRO di Bourges martire in Francia, nel 5° secolo.

UMBERTO di Maroilles
nato nei pressi di Laon in Francia, all’inizio del 7° secolo. Abbiamo due date certe della sua vita, la prima è quella del 675, anno nel quale donò la sua villa alla Chiesa di Maroilles-Landrecies nel nord della Francia, dove venne fondato un monastero, del quale divenne il primo abate e l’altra è quella della morte, il 25 marzo 681. Verso il 1020 il suo corpo fu traslato nella vicina Cambrai, sulla Schelda, ma più tardi venne riportato a Maroilles, dove la sua festa è stata fissata al 6 settembre, giorno della prima traslazione.

VITTORE III papa
Desiderio da Montecassino, nato a Benevento nel 1027, di nobili origini longobarde, alla morte del padre si fece eremita. Fra il 1049 e il 1054, ricoprì vari uffici sotto Leone IX e poi nel 1055 entrò nell’abbazia di Montecassino, dove venne nominato abate il 19 aprile 1058. Divenuto cardinale l’anno seguente, fu eletto al pontificato il 24 maggio 1086, un anno dopo la morte di Gregorio VII il quale, in punto di morte, lo aveva già indicato come suo successore. La consacrazione però poté avvenire solo il 21 marzo 1087, per le opposizioni di una parte dei gregoriani che lo consideravano impreparato a raccogliere una successione di tanto impegno. Non poté risiedere a Roma, occupata dall’antipapa Clemente III nominato dall’imperatore Enrico IV, ma riuscì comunque a riunire a Benevento un sinodo con il quale scomunicò Enrico IV e l’antipapa, cancellò le nomine vescovili sospette di simonia e riaffermò i principi della riforma ecclesiastica. Diede grande impulso alla sua abbazia, ma poco poté fare come papa per la brevità del suo regno, perché proprio durante il sinodo di Benevento le condizioni di salute peggiorarono, così tornò in fretta a Montecassino dove morì il 6 settembre 1087. Otto secoli dopo Leone XIII ne ha confermato il culto e lo ha proclamato beato.

ZACCARIA profeta
11° e penultimo dei profeti minori della Bibbia, figlio di Barachia, vissuto attorno al 520 avanti Cristo, cioè al tempo del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio di Babilonia. Contemporaneo del profeta Aggeo, assieme a lui sollecitò il popolo a ricostruire il tempio. È uno dei due autori dell’omonimo libro dell’A.T., nel quale sono contenute otto sue visioni, che portano la data del febbraio 519 a.C., con una promessa messianica e due discorsi profetici diretti ai Giudei tornati dall’esilio.

I santi del giorno del 4 settembre

4 Set

AUSILIA santa martire.

BONIFACIO I papa
romano, figlio del presbitero Giovanni, successore di Zosimo pontificò dal 28 dicembre 418 al 4 settembre 422. Mentre avveniva l’elezione, una esigua fazione di clero e popolo acclamava papa l’arcidiacono Eulalio, amico del prefetto Simmaco, che venne condotto al Laterano e consacrato a porte sbarrate. Nella controversia intervenne l’imperatore Onorio che in un primo tempo riconobbe Eulalio, ma poi, vista l’energica resistenza del popolo romano che reclamava Bonifacio come unico e legittimo papa, dopo il Concilio di Ravenna del 419, fece cacciare Eulalio e il 10 aprile confermò Bonifacio, che lasciò così il convento di Felicia sulla Salaria, dov’era confinato e poté finalmente assumere il governo della Chiesa. Nel suo pontificato difese i diritti di Roma in Africa, in Gallia e nell’Illirico, contro le pretese di Attico, Patriarca di Costantinopoli. Riorganizzò la gerarchia del clero e condannò l’eresia di Pelagio, confermando le decisioni dei suoi predecessori.

CANDIDA la vecchia
napoletana martire alla fine del 1° secolo. La tradizione dice che ricevette il  battesimo da Pietro Apostolo, assieme al fratello ASPRENO, nominato poi 1° vescovo di Napoli. Sono ricordati in una delle più antiche chiese della città, San Pietro ad Aram.

CASTO martire assieme a Magno e Massimo.

CATERINA da Racconigi
nata nel 1486, figlia di un fabbro, operaia in una filanda, entrò giovanissima nel Terz’Ordine Domenicano. Seguace della riforma “savonaroliana”, subì denunce e inchieste che la portarono anche a essere espulsa dalla sua città. Morta  nel 1547 a Caramagna, in provincia di Cuneo, beatificata da Pio VII il 9 aprile 1808, il suo culto si estese a tutto il Piemonte.

DINA Belanger
nata nella provincia canadese del Quebec il 30 aprile 1897. Studiò musica in un conservatorio di New York e diventò una brillante pianista, applaudita e ricercata. Il successo però non cambiò la sua vita semplice e modesta, che la portò a impegnarsi nella vita parrocchiale e a visitare gli ammalati. Nel 1921 entrò nel noviziato delle Religiose di Gesù-Maria a Sillery, dove professò i voti due anni più tardi. Insegnò musica e visse in costante unione con Dio nella preghiera. È morta il 4 settembre 1929.

IDA di Herzfeld
nata nel 775, nobile francese nipote di Carlomagno, sorella di Vala, abate di Corbie, sposò il paladino Egberto di Sassonia ed ebbe 5 figli, dei quali 3 si fecero religiosi. Assieme al marito, fece costruire una chiesa a Herzfeld, presso Munster in Renania(Germania) e quando rimase vedova, si dedicò alle opere di carità, in particolare all’assistenza delle partorienti. Morta il 4 settembre 825, fu sepolta nella chiesa di Herzfeld e venne venerata come santa per i numerosi miracoli che furono attribuiti alle sue intercessioni.

MOSÈ  profeta
personaggio biblico, primo legislatore del popolo ebraico e suo liberatore dalla schiavitù in Egitto. Secondo quanto è tramandato dal libro dell’Esodo, nacque verso la fine del 13° secolo a.C., figlio di Amran e di Jochebet, della stirpe di Levi. La madre, per sottrarlo alla morte ordinata dal Faraone per tutti i neonati maschi ebrei, lo depose in un canestro di vimini sulle acque del Nilo, salvato da una figlia del Faraone stesso, crebbe alla corte egiziana. A quarant’anni, avendo ucciso in un momento di collera un sorvegliante, fuggì nel deserto presso la tribù dei Madianiti e sposò Zippora, figlia del sacerdote Jetro, trascorrendo molti anni come pastore. Presso il monte Oreb, ebbe la prima visione di Dio, che lo chiamava a liberare i suoi fratelli ebrei dalla schiavitù egiziana. Obbediente, tornò alla corte del faraone Ramses II a chiedere il riscatto del popolo, ma lo ottenne solo dopo aver fatto cadere sul paese le famose 10 piaghe. Condusse il popolo a Goshen, oltre il confine e lo guidò, attraverso il Mar Rosso, verso Canaan, la Terra Promessa, a est del Giordano, ma prima di raggiungerla vagò, con questo popolo, per simbolici 40anni nei deserti. Sul Sinai ricevette le Tavole della Legge, o Decalogo, scritte dal dito di Dio. Trascorso un lungo periodo di penitenza, dopo ripetuti atti di apostasia e di infrazione al patto divino da parte del popolo, finalmente Mosè arrivò alle soglie della Terra di Canaan, ma non potendovi entrare, si ritirò sul monte Nebo, dove morì all’età di 129 anni. Detto il più grande dei profeti perché, aveva conosciuto “l’Eterno faccia a faccia”, la tradizione gli attribuisce, senza fondamento storico reale, la compilazione del Pentateuco, cioè dei primi 5 libri della Bibbia.

OCEANO di Vienne
martire in Francia, assieme ad Ammiano, Giuliano e Teodoro.

PROSPERA di Roma
martire romana molto venerata anche a Milano.

ROSA da Viterbo
nata a Viterbo nel 1233, da Giovanni e Caterina, poveri contadini. Si dice che a 8 anni abbia avuto una visione della Madonna e che, a 12, si sia messa a predicare per le strade della città. Guarita miracolosamente da una malattia, dopo i 15 anni vestì l’abito di terziaria francescana e predicò la penitenza per far tornare i concittadini alla Chiesa di Cristo. Ebbe Fu molto ostacolata, dai Catari eretici che la fecero cacciare dalla città a nome dell’imperatore Federico II e l’intera famiglia si rifugiò a Soriano nel Cimino. Quando alla fine del 1250 l’imperatore morì, la famiglia si fermò per un po’ di tempo a Vitorchiano e poi poté tornare a Viterbo. È morta di tubercolosi il 6 marzo 1251 o 53, ma viene festeggiata abitualmente il 4 settembre data della traslazione del corpo nel 1258. Canonizzata nel 1457 da Callisto III, è la celeste patrona di Viterbo e nel 1922 è stata proclamata anche patrona della gioventù femminile italiana dal papa Pio XI.

ROSALIA di Palermo
nata verso il 1100, secondo la tradizione, era una giovane siciliana, figlia del duca di Sinibalda, un discendente di Carlomagno. Si ritirò a vita eremitica in una grotta di Santo Stefano Quisquina, presso Agrigento; altre fonti dicono invece sul monte Pellegrino, presso Palermo, per vivervi in meditazione e penitenza. Morta nel 1166, i suoi resti furono ritrovati solo nel 1625, in occasione di una epidemia, proprio sul monte Pellegrino a 13 km da Palermo, dove ora si trova il Santuario di Santa Rosalia, costruito intorno alla grotta dove morì. La tradizione dice ancora che, appena le reliquie vennero traslate nella cattedrale di Palermo, dove sono conservate in un’elaborata urna d’argento nella cappella a lei dedicata, l’epidemia di peste cessò improvvisamente e da allora venne chiamata patrona delle città. Nel 1630 Urbano VIII ne ha inserito il nome nel Martirologio Romano e viene ricordata sia il 15 luglio, che è l’anniversario del ritrovamento dei resti, come il 4 settembre che è tradizionalmente ritenuto il suo “dies natalis”(v).

SILVANO di Ankara martire assieme a Rufino e Vitalico.

VITALICO di Ankara martire assieme a Rufino e Silvano.

I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

I santi del giorno del 19 agosto

19 Ago

BARTOLOMEO da Simeri
monaco basiliano calabrese, vissuto nell’11° secolo, fondatore del monastero di Santa Maria Odigitria o Patirion, vicino a Catanzaro. Studioso delle Sacre Scritture e dei Padri Apostolici, istituì in questo monastero un centro di compilazione di codici e ristabilì anche la disciplina in quello di San Basilio sul Monte Athos.

EZECHIELE Moreno y Diaz   19 Agosto
nato il 10 aprile 1848 ad Alfaro, in Spagna. Missionario nelle Filippine, poi vicario apostolico in Colombia, dove nel 1895 venne eletto vescovo della città di Pasto(St. Juan de Pasto, ai piedi del vulcano omonimo) e con la sua opera pacificatrice contribuì a porre fine alla guerra civile nel paese. Morto il 19 agosto 1906 a Monteagudo, presso Murcia in Spagna, è stato canonizzato nel 1992, da Giovanni Paolo II.

GIORDANO da Pisa
nato a Pisa nel 1260. Dopo aver studiato a Parigi, tornò in Italia e, ricevuto l’abito domenicano a Pisa, divenne apostolo e predicatore attivissimo, peregrinando in molti paesi d’Europa a diffondere il Vangelo. Pronunciò moltissime prediche in latino e volgare, raccolte, secondo l’uso del tempo, non dall’autore, ma da alcuni uditori e rimaste in parte inedite. È considerato uno dei fondatori della lingua italiana, perché nei suoi sermoni incominciò a farne uso al posto del francese. Fondò a Pisa la Confraternita del Crocione e fu maestro di teologia nel convento di Santa Maria Novella, a Firenze. Morto a Piacenza nel 1311, è stato beatificato nel 1833 da Gregorio XVI.

GIOVANNI Eudes
nato a Ri (Caen) diocesi di Sees, Normandia, il 14 novembre 1601. Ordinato sacerdote entrò nell’Oratorio di Gesù e divenne un brillante predicatore, ma ne uscì nel 1643 per dedicarsi alla formazione del clero secondo lo spirito del Concilio di Trento. Fondò, a tale scopo, la Congregazione secolare di Gesù e Maria (Eudisti), destinata in particolar modo alla direzione dei Seminari. Prima aveva fondato una casa di asilo per “donne perdute”, chiamata Nostra Signora della Carità e del Rifugio che, nel 1835, la madre superiora Maria Eufrasia Pelletier, trasformò nell’Istituto della Carità del Buon Pastore. Iniziatore e diffusore della devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, è considerato fra i maggiori esponenti della restaurazione cattolica in Francia. Morto a Caen il 19 agosto 1680, è stato beatificato nel 1909 da Pio X e poi canonizzato da Pio XI, nell’Anno Santo 1925.

GUERRICO di Igny
monaco francese, morto verso il 1155 a Igny nell’Essonne, in Francia.

ICILIO martire in Asia Minore.

ITALO martire senza notizie storiche.

LUDOVICO di Tolosa
chiamato anche Luigi, nato nel 1274 in Provenza e morto nel 1297. Figlio del re di Napoli Carlo d’Angiò, rinunciò alla corona in favore del fratello Roberto e abbracciò la vita religiosa. Nel 1296 vestì l’abito francescano a Sansepolcro, provincia di Arezzo, venne ordinato sacerdote e poi consacrato vescovo di Tolosa. Canonizzato da Giovanni XXII, nel 1317, come LUIGI la sua festa è l’11 aprile

MAGNO di Ceccano martire di Ceccano, in provincia di Frosinone.

MARIANO
eremita vissuto nel 6° secolo, celebrato con grandi lodi da Gregorio di Tours.

SEBALDO di Norimberga
santo leggendario, forse eremita. Secondo la tradizione, evangelizzò la città di Norimberga, dove si trovano e sono venerate le reliquie raccolte in un artistico sepolcro, tuttora meta incessante di pellegrinaggi. Morto nell’8° secolo, fu canonizzato e proclamato patrono della sua città nel 1425, durante il pontificato di Martino V.

SILVIO di Amasya martire ad Amasya (v).

SISTO III papa
romano, eletto il 31 luglio 432, successore di Celestino I. Lottò contro l’eresia di Pelagio e confermò i decreti del Concilio Ecumenico di Efeso del 431 contro i seguaci dell’eretico Nestorio. Promotore di una grande attività edilizia, in conseguenza del saccheggio della città da parte dei Visigoti di Alarico I, fece restaurare le catacombe di Callisto e le chiese di San Paolo e di San Lorenzo fuori le mura. Poi furono costruiti, il battistero lateranense, San Pietro in Vincoli, Santa Sabina e per ricordare la divina maternità di Maria, confermata a Efeso, anche Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, impreziosita da stupendi mosaici. Morto il 19 agosto 440, fu sepolto sulla Via Tiburtina. Nel martirologio romano è però ricordato il 28 marzo.

TIMOTEO di Gaza
vescovo martire in Palestina nel 304. Nulla ci è storicamente noto di lui, tranne che fu vittima della persecuzione di Diocleziano.

I santi del giorno del 17 agosto

17 Ago

ACILIA di Roma
giovane romana martire verso la fine del 2° secolo, venne sepolta sulla Via Salaria. Dal 1751 le sue reliquie sono sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Assunta, a Scandriglia, in provincia di Rieti.

ALBERTO da Pontida
benedettino, fondatore e priore dell’abbazia di Pontida, morto nel 1095. Il suo sepolcro in pietra scolpita si trova nella Basilica, dedicata a San Giacomo, all’interno della stessa abbazia della città.

ANASTASIO di Terni vescovo di Terni, morto verso la metà del 6° secolo.

BONIFACIO diacono cartaginese, martire in Africa con il monaco Settimo.

CARLA Gerhardinger o CAROLA, venerabile di Regensburg (Ratisbona).

CHIARA di Montefalco
nata nel 1268 a Montefalco, presso Spoleto, in provincia di Perugia. Terziaria francescana, nel 1290 fondò nella sua città il monastero di Santa Croce, dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino  del quale divenne badessa. Devotissima della Passione del Signore, ricevette vari doni soprannaturali, ebbe estasi e le si attribuirono miracoli. Morì nel 1308 e una leggenda dice che dopo la morte il suo sangue si liquefò e quando il cuore fu esaminato, vi si trovò disegnata una croce. È stata canonizzata da Leone XIII nel 1881 e a Montefalco il convento e la bella chiesa a lei dedicati, costruiti poco dopo la sua morte, sono un luogo di particolare devozione.

DONATO di Ripacandida
benedettino di Ripacandida, provincia di Potenza, vissuto nel 12° secolo.

ELIA il giovane
monaco basiliano, nato a Enna nell’825. Imprigionato e deportato dai Saraceni in Africa, riuscì a fuggire e si diede a lunghi pellegrinaggi in Oriente. Tornato in Sicilia, dovette lasciare Taormina prima che cadesse in mano agli Arabi, riparando in Calabria, dove fondò un convento in località Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria. Dopo un pellegrinaggio a Roma vi si ritirò a vita eremitica, ma più tardi fu chiamato a Costantinopoli dall’imperatore Leone VI il Filosofo. Morì nel 903 durante il viaggio, dalle parti di Tessalonica, l’odierna Salonicco.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

EUSEBIO papa
eletto al pontificato il 18 aprile 309, per contrasti con un competitore di nome Eraclio, venne subito esiliato in Sicilia per ordine dell’imperatore Massenzio, che temeva disordini. Morì il 17 agosto dello stesso anno e il suo corpo, riportato a Roma, fu sepolto nelle catacombe del cimitero di Callisto sull’Appia Antica. Papa Damaso I gli ha dedicato un’iscrizione sulla tomba, conferendogli il titolo di martire, che però non gli è stato mai riconosciuto ufficialmente.

GIACINTO Odrowatz
nato nel 1185 a Bross-Stein, in Slesia (oggi Polonia), da una nobile famiglia, studiò a Cracovia, Bologna e Praga. Divenuto canonico della cattedrale di Cracovia e dopo aver incontrato Domenico di Guzman a Roma, entrò nella sua congregazione e divenne predicatore. Quando nel 1221 tornò in patria, ricevette da Domenico il compito di introdurre l’Ordine in Polonia e così fondò vari conventi domenicani in Carinzia,  Freisach, Cracovia, Danzica e infine a Kiev, dove visse dal 1225 al 1233, lavorando per l’unione tra le Chiese Orientali e quella di Roma. Esercitò il ministero di predicatore in tutto il paese instancabilmente fino alla morte a Cracovia, il 15 agosto 1257. La celebrazione della sua festa fu fissata da Pio X, al 17 agosto.

GIOVANNA Delanoue
nata a Saumur, nella regione francese dell’Angiò, il 18 giugno 1660. Fattasi religiosa, fondò la Congregazione di Sant’Anna della Provvidenza. Morta il 17 agosto 1736, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1982.

LIBERATO di Capsa
abate del monastero di Capsa, martire in Africa nel 484, sotto Unnerico, re dei Vandali.

RINALDO o RAINALDO
nato a Milano nel 1240 e morto a Ravenna nel 1321. Nunzio in Fiandra, venne eletto vescovo di Vicenza nel 1296 e 6 anni più tardi passò alla sede di Ravenna. Fece parte della commissione di prelati istituita da Clemente V per procedere contro i Templari. Celebrò 5 sinodi provinciali e partecipò al Concilio di Vienne 1311/1312, quello che sancì proprio la soppressione dei Templari. Il culto è stato approvato da Pio IX, nel 1852.

ROGATO di Cartagine
monaco martire in Tunisia nel 483 assieme al diacono Bonifacio e altri compagni.

RUSTICO
suddiacono martire a Cartagine, in Tunisia, con Bonifacio e Liberato.

SERVO di Cartagine
suddiacono martire in Tunisia, assieme a Bonifacio, Liberato abate, Rogato Rustico e Settimo.

SETTIMO di Cartagine
monaco martire nel 483 in Tunisia, assieme all’abate Liberato e molti altri compagni.

I santi del giorno del 12 agosto

12 Ago

ANICETO di Nicomedia
martire in Bitinia (v), assieme a Conte e Fotino.

CASSIANO di Imola
martire a Todi o Imola nel 303. Secondo lo storico Prudenzio, fu martirizzato dai suoi stessi scolari pagani che lo uccisero con gli stili appuntiti usati per scrivere. Secondo una tradizione sarebbe sepolto nella Cattedrale di Imola ed è patrono dei maestri e degli scrittori. Un’altra fonte invece, sostiene che sia stato il primo vescovo di Bressanone(diocesi della quale è patrono) mentre un’altra ancora lo indica vescovo di Todi e di Imola.

CONTE martire a Nicomedia (v), con Aniceto e Fotino.

DEGNA o DIGNA
ancella di santa Ilaria, martire ad Augusta Treverorum (Treviri).

ERCOLANO di Brescia
vescovo della città, nella seconda metà del 6° secolo. Occupa il 18° posto, fra Cipriano e Onorio avendo però trascorso gli ultimi anni di vita come eremita a Campione del Garda. Le reliquie, ritrovate nel 1282 nella chiesa di Maderno, nel 1580 vennero fatte trasportare da Carlo Borromeo, dalla vecchia arca all’altare maggiore. Patrono di Maderno, frazione di Toscolano e della riviera di Salò.

EUMENIA ed EUPREPIA
ancelle di santa Ilaria, martiri sul rogo a Treviri (v), assieme alla compagna Degna o Digna, verso il 304 sotto Diocleziano.

EUPLIO di Catania
diacono martire in Sicilia, alla vigilia delle idi di agosto del 304.

EUSEBIO di Milano
vescovo dal 449 al 462. Radunò un concilio provinciale nel 451 e quando l’anno dopo Attila distrusse la città, collaborò alla ricostruzione, come è descritto nel discorso per la dedicazione della cattedrale, pronunciato dal vescovo di Torino, Massimo.

FAZIO martire.

FELICISSIMA di Faleria
vergine martire a Faleria, Viterbo, assieme a Graciliano.

FOTINO di Nicomedia martire assieme ad Aniceto e Conte.

GIULIANA di Baviera martire ad Ausburg, in Germania.

GRACILIANO di Faleria
martire a Faleria, Viterbo, con la santa vergine Felicissima.

ILARIA di Treviri
madre di santa Afra, martire nella persecuzione di Diocleziano verso il 304. Secondo una passio piuttosto leggendaria, fu sorpresa a pregare sulla tomba della figlia e venne condannata a morte, arsa viva, assieme alle sue ancelle, Digna, Eumenia ed Euprepia, a Treviri.

INNOCENZO XI papa
Benedetto Odescalchi, nato a Como il 19 maggio 1611, da una ricca famiglia di commercianti. Studiò dai Gesuiti e nel 1639 si laureò in giurisprudenza a Napoli. Prima di iniziare la carriera ecclesiastica, fu anche soldato, ma sopratutto la sua solida formazione giuridica gli permise di ricoprire incarichi amministrativi di notevole rilievo, fino ad arrivare al cappello cardinalizio, che ricevette da Innocenzo X, nel 1645. Governò Ferrara e fu vescovo di Novara, dal 1650 al 1654. Alla morte di Clemente X, trovando unanimità di consensi, che era il premio della probità e capacità di cui aveva dato prova, venne eletto al pontificato il 21 settembre 1676 dopo due mesi di conclave, consacrato il 4 ottobre con il nome di Innocenzo XI. Si dedicò alla pacificazione dei principi cristiani, contribuì al trattato di Nimega del 1678, cercò di combattere il nepotismo, abolendo la carica di “cardinale-nepote”, proibì perciò al nipote Livio di accettare doni e onorificenze, combatté l’usura e riordinò le finanze dello Stato Pontificio. Lottò contro il re di Francia Luigi XIV, al quale non volle riconoscere il diritto di nominare i vescovi e si fece promotore della Lega Santa, con la partecipazione di Polonia, Russia e Venezia, contro i Turchi, arrivando, nel 1686, alla liberazione dell’Ungheria e 2 anni dopo alla riconquista di Belgrado. Morto a Roma il 12 agosto 1689, fu subito venerato dai romani, mentre è stato beatificato solo nel 1956 da Pio XII.

MACARIO di Siria martire.

QUIRIACO
martire ad Ausburg (Augusta), in Germania, assieme a Giuliana

SISTO IV papa
Francesco della Rovere, nato il 21 luglio 1414 a Celle Ligure, in provincia di Savona. Figlio di pescatori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nel 1464 ne divenne il superiore generale. Tre anni dopo fu consacrato cardinale da Paolo II, alla morte del quale, nel 1471 venne eletto al pontificato, dedicandosi alla riforma ecclesiastica. In precedenza era stato docente nelle università di Pavia, Bologna e Firenze. Conosciuto per i suoi rigidi costumi, appena eletto però, distribuì incarichi e benefici a parenti, nipoti e ben 15 pronipoti, attuando una politica nepotistica scandalosa, purtroppo in linea con il periodo storico che il papato stava vivendo. Nel 1472 inviò una flotta contro gli Ottomani comandata dal cardinale Carafa, il quale, dopo aver preso Smirne, dovette interrompere l’impresa per le discordie nel campo cristiano, quando esplose la rivalità marinara tra Venezia e Napoli. Riprese i negoziati con Ivan III di Russia, iniziati dal suo predecessore, per cercare di riportare la Chiesa russa nell’ambito romano, ma non ottenne il risultato sperato. Stabilì l’Inquisizione in Spagna, cercò di arginare le eresie in Boemia (v), arricchì la biblioteca vaticana di preziosi codici e dotò Roma di opere pubbliche e monumenti. Il suo pontificato è legato a un’opera d’arte famosa in tutto il mondo, la Cappella Sistina, che fece abbellire da grandi artisti come Bernardino di Betto (Pinturicchio), Mino da Fiesole, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, che più tardi fu affrescata da Michelangelo Buonarroti. Celebrò con grande sfarzo il Giubileo del 1475, stabilendo che venisse celebrato ogni 25 anni. È morto il 12 agosto 1484.

I santi del giorno del 7 agosto

7 Ago

ABELE di Reims
monaco benedettino nato in Irlanda, seguì Bonifacio in Francia e fu eletto vescovo di Reims, ma morì nel 751 ancora prima di prendere possesso della sua sede.

AGATANGELO beato.

ALBERTO da Trapani
nato a Trapani nel 1212, della famiglia Degli Abbati. Si fece carmelitano nel convento dell’Annunziata, alle falde del monte Erice. La sua famiglia era tra le più importanti del Regno di Sicilia e la sua presenza fece si che il cenobio divenisse un vero centro di spiritualità mariana. Divenuto Provinciale di Sicilia, convertì molti ebrei in tutta l’isola. È venerato in particolare Messina, dove è morto il 7 agosto 1307, perché, 6 anni prima, l’avrebbe rifornita miracolosamente di vettovaglie, durante l’assedio di Roberto, duca di Calabria. Culto approvato da Sisto IV, a partire dal 1476.

ATTONE di Vercelli
vescovo di Vercelli alla fine del 10 secolo. Combatté la simonia, lo scandalo dei preti fanciulli e difese le libertà ecclesiastiche contro il re d’Italia Berengario II (950-961).

CARPOFORO di Como
martire a Como, assieme a Cassio e molti altri compagni di fede.

CASSIO di Como
martire assieme a Carpoforo, Esanto, Licino, Secondo e Severino.

CLAUDIA di Roma
martire romana, convertita del 1° secolo, discepola di san Paolo, citata da lui nella seconda lettera a Timoteo, al capitolo 4, versetto 21. Una leggenda più tarda dice invece che era figlia di un re della Britannia.

DOMEZIO di Persia monaco martire.

DONATO di Arezzo
nato verso il 300, vescovo della città. Quando ebbe i genitori martirizzati da Diocleziano si rifugiò ad Atene a sostituirne il vescovo, ma quando tornò in patria venne fatto decapitare da Giuliano l’Apostata il 7 agosto 362. In un catalogo episcopale aretino dell’11° secolo, occupa il 2° posto dopo Satiro. I sui resti sono custoditi in un’arca di prezioso marmo bianco posta sull’altare maggiore del Duomo. Molto venerato dai Longobardi, che ne diffusero il culto presso i loro castelli, sembra abbia fondato una chiesa nel comune di Bertinoro(Forlì). Patrono di Arezzo, Pinerolo e Mondovì, città nella quale la Cattedrale, edificata a partire dal 1743, è stata intitolata a lui.

ESANTO martire a Como, con Cassio e compagni.

GAETANO di Thiene
nato a Thiene, Vicenza nell’ottobre 1480, dopo gli studi a Padova, nel 1516 fu ordinato sacerdote ed entrò nella curia romana sotto papa Giulio II. Più tardi lasciò la corte pontificia e fece parte della Compagnia del Divino Amore, prodigandosi in opere di bene, dedicandosi in particolare alla fondazione di Monti di Pietà e ospedali. Nel 1520 diresse la Compagnia a Vicenza, Verona, Venezia e dal 1523, anche a Napoli, contribuendo alla diffusione dell’Ordine, alla riforma del clero e lo sviluppo della beneficenza. Nel 1524, rinunciando a cariche e benefici, diede vita assieme al vescovo di Chieti, Gian Piero Carafa, futuro papa Paolo IV, ai “Teatini”, Congregazione di Chierici Regolari, con il programma di vivere come la prima comunità cristiana, esercitando il ministero sacerdotale senza benefici ecclesiastici e senza chiedere l’elemosina. Dopo il 1527, in seguito al sacco di Roma da parte di Carlo V, tutti i membri della congregazione dovettero lasciare la città e si trasferirono a Venezia. Nel 1528 una terribile peste li costrinse a dividersi in altre città, dove furono, insieme con i gesuiti, uno dei punti di forza della controriforma cattolica. Per la sua illimitata fiducia in Dio, è venerato come il santo della Provvidenza e “cacciatore d’anime”, per il costante impegno dedicato alla salvezza del prossimo. Morto il 7 agosto 1547 a Napoli, che gli ha dedicato una chiesa, è stato canonizzato da Clemente X, nel 1675.

ILARINO di Arezzo
monaco martire ad Arezzo con Donato, durante la persecuzione di Giuliano l’Apostata, le sue reliquie furono poi traslate a Ostia.

LICINIO o LICINO di Como
martire a Como, assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto e Severino.

MAFALDA di Savoia
nata nel 1125 e morta nel 1157 a Coimbra. Figlia di Amedeo III conte di Savoia, nel 1146 sposò Alfonso I, il Conquistatore, re del Portogallo. Svolse pie attività e fece iniziare la costruzione della cattedrale di Oporto.

POPPONE di Bressanone
di origine bavarese, arcivescovo di Bressanone, in Tirolo e poi, dal 1019 al 1042, patriarca di Aquileia. Tra il 1021 e il 1031, fece restaurare la basilica di questa città, famosa per il suo prezioso pavimento a mosaico del 4° secolo, ma scoperto interamente solo da pochi anni. Il 17 luglio 1048 alla morte di Clemente II, venne designato papa direttamente dall’imperatore Enrico III di Franconia, il Nero, e prese il nome di DAMASO II. Il suo pontificato fu brevissimo perché, non sopportando il clima afoso di Roma e gli intrighi delle fazioni sempre in lotta tra loro, si trasferì nella rocca di Palestrina a una quarantina di chilometri dalla città e qui morì per un violento attacco di malaria il 9 agosto 1048, dopo soli 24 giorni di pontificato. Il suo sepolcro si trova nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

SECONDO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio Esanto, Licino e Severino.

SEVERINO di Como
martire assieme a Carpoforo, Cassio, Esanto, Licino e Secondo.

SISTO II papa
nato ad Atene, eletto il 30 agosto 257 dopo Stefano I, dovette intervenire nei contrasti fra la chiese Romana, Orientale e Africana del vescovo Cipriano di Cartagine. La controversia principale, sostenuta con molta vivacità da Cipriano, le cui posizioni si accordavano con quelle del papa, riguardava la validità dei battesimi amministrati dagli eretici. Lo stesso Cipriano afferma che il papa venne arrestato mentre celebrava una Messa al cimitero di Callisto e che subì il martirio, assieme ai suoi 4 diaconi, il 6 agosto 258, dopo soli 11 mesi dall’elezione, durante la persecuzione di Valeriano I. Fu sepolto sulla Via Appia Antica, nelle catacombe dello stesso cimitero.

VITTRICIO di Rouen
nato nel 330 e morto nel 410, nella sua città. Soldato romano pagano, si convertì e nel 385 venne nominato vescovo di Rouen. Evangelizzò tutta la diocesi e fu anche autore di uno scritto sul culto delle reliquie: “De laude sanctorum”, del 396.

I santi del giorno del 6 agosto

6 Ago

AGAPITO di Oderzo
diacono martire con Gennaro, e molti altri compagni di fede.

FELICISSIMO
diacono martire con Agapito, Gennaro e Magno.

GENNARO di Oderzo
martire con Agapito, Felicissimo e Magno.

GIORDANO Forzaté
nato a Padova, nel 1150. Entrato nell’ordine camaldolese, divenne priore del monastero di San Benedetto nella sua città. Religioso molto colto, membro del senato cittadino, ebbe un peso notevole anche nella vita politica. Morì il 7 agosto 1248, nel monastero di Celestia, presso Venezia.

GIUSTO di Alcalà martire in Spagna, con il fratello Pastore.

MAGNO di Oderzo
suddiacono di Oderzo, in provincia di Treviso, martire assieme ad Agapito, Felicissimo e Gennaro.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

OTTAVIO di Savona
nato in Francia nel 1060, figlio di Guglielmo I il Conquistatore, duca di Normandia e re d’Inghilterra. Convertitosi al cristianesimo nel 1087 mentre era in viaggio in Italia, quando seppe che il padre era morto a Nantes, si fece monaco ritirandosi nell’abbazia benedettina di San Pietro, presso Savona e nel 1129 venne eletto vescovo della città, ma morì poco tempo dopo. Circa 40 anni più tardi il corpo venne esumato e siccome fu trovato incorrotto, iniziò subito un culto popolare confermato da Pio VI nel 1793.

PAOLO VI papa
Giovanni Battista Montini, nato il 26 settembre 1897, da una famiglia agiata a Concesio, Brescia. Dopo essersi laureato in teologia e giurisprudenza, il 29 maggio 1920 fu ordinato sacerdote e avviato alla carriera diplomatica a Roma. Nel 1923 entrato nella Segreteria di Stato Vaticana, fu poi nunzio apostolico a Varsavia e ricoprì diverse cariche fino al 1937, quando Pio XI lo nominò sostituto del cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII. Nel periodo in cui fu sostituto e poi prosegretario, viaggiò molto in Europa e in Africa e il 1° novembre 1954, nominato arcivescovo di Milano, organizzò una missione popolare, con una vasta rete di predicazioni religiose per i vari ambienti sociali lombardi. Nel dicembre 1958 fu nominato cardinale da Giovanni XXIII, prendendo parte attiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. Eletto dopo soli 4 scrutini, il 21 giugno 1963, alla fine di settembre aprì la seconda sessione del Concilio concludendolo l’8 dicembre 1965. Tra gli atti più importanti del pontificato, vanno ricordati i provvedimenti di attuazione del Concilio, nel campo della liturgia, riforma della curia e della progettata revisione del codice di diritto canonico. Compì molti viaggi con intenti ecumenici e pastorali, in Palestina, a Fatima, in India a pregare per la pace, all’ONU e a Istanbul, dove ebbe un incontro fraterno con il patriarca Atenagora, poi in Colombia e a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Nel biennio 68/70 continuò l’attività con il ritmo che aveva caratterizzato l’inizio del pontificato e così nel ‘68 fu in Uganda per il Consiglio Mondiale delle Chiese, nell’aprile del ‘70 in Sardegna e nei mesi di novembre e dicembre, compì un lungo viaggio apostolico nel Sud-Est Asiatico e in Australia. L’anno dopo l’attività, rallentata anche dall’età avanzata, fu assorbita prevalentemente dai grandi problemi interni della Chiesa e il suo forte impegno fu evidente nei settori del risanamento della crisi della famiglia, dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae, nel gennaio 1972 costituì un comitato di religiosi e laici per lo studio di tutti questi problemi. È stato grande anche l’impegno nella preparazione e conduzione dei 4 sinodi episcopali tenuti dal ‘67 al ‘74 e nel lento e complesso lavoro diplomatico per riallacciare i rapporti con i governi dell’area comunista. Tra le encicliche sono da ricordare Ecclesiam suam, sul dialogo nella Chiesa e con il mondo, Populorum progressio, sulla giustizia da attuarsi in campo sociale e internazionale e Sacerdotalis coelibatus. Ha stabilito che i vescovi si debbano dimettere al compimento del 75° anno di età, ha semplificato il protocollo e il fasto nelle cerimonie pontificie, abolendo la sedia gestatoria e anche la tiara, che gli era stata donata al momento dell’elezione, vendendola a favore dei poveri. Ha proclamato Dottore della Chiesa le prime 2 donne a ricevere questo titolo, Teresa d’Avila e Caterina da Siena, compiendo così un gesto molto importante nel riconoscimento e valorizzazione del ruolo femminile nella vita della Chiesa Cattolica. Morto a Castelgandolfo, il 6 agosto 1978, è stato sepolto nelle grotte vaticane, vicino al sepolcro di San Pietro. Protagonista di un pontificato di svolta, Paolo VI ha concluso il Concilio Vaticano II, ne ha attuato molte decisioni e con lui la Santa Sede ha ricercato e assunto un ruolo specifico, molto importante nella storia contemporanea.

PASTORE di Alcalà
martire in Spagna con il fratello Giusto.

TADDEO Dulny
nato l’8 agosto 1914 a Chmielov, in Polonia, in una famiglia composta da 6 maschi e 2 femmine, i suoi primi insegnanti furono il padre Jan e la madre Antonina. Dopo faticosi studi ginnasiali a Ostrowiec, ottenne dai genitori il permesso di entrare nel seminario di Wloclawek, sulla Vistola. Nell’ottobre 1939, appena iniziata la 2° guerra mondiale, nel seminario arrivò la polizia nazista della Germania e portò via tutti, professori e seminaristi, che furono incarcerati per 3 mesi. In seguito vennero trasferiti in un collegio salesiano di un’altra città dove poterono riprendere, sia pure a fatica, i corsi di studio interrotti. Nell’estate 1940 la situazione precipitò e alla fine di agosto furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. A dicembre nuovo trasferimento, questa volta quello definitivo, a Dachau, presso Monaco. Pur essendo ancora chierico Taddeo si realizzò come se fosse già sacerdote e lo scopo della sua vita in prigionia divenne quello di servire gli altri in ogni modo, anche digiunando, per dare la sua razione a chi stava morendo di fame. Nel diario di un suo compagno di prigionia è stata trovata una nota che spiega la sua morte: “ è morto di fame, bruciato nel forno crematorio”, era il 6 agosto 1942. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, come martire, durante un suo viaggio in Polonia nel 1999.

 

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