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I santi del giorno del 8 settembre

8 Set

ACHILLE di Alessandria martire di Alessandria d’Egitto.

ADELE di Messines
quando rimase vedova del conte Baldovino IV delle Fiandre, si fece monaca benedettina nel convento di Messines, in Belgio, dove morì nel 1071.

ADRIANO di Nicomedia
soldato dell’esercito imperiale di stanza in Bitinia e sposato con una donna cristiana di nome Natalia. Si fece anche lui cristiano e così venne arrestato, torturato e condannato a morte nella capitale Nicomedia(v), verso il 304.

ADRIANO III papa
successore di Marino I, consacrato il 17 maggio 884. Il suo breve pontificato fu turbato dalle violente lotte tra le fazioni nobiliari romane. Condannò Fozio I, patriarca di Costantinopoli, autore dello scisma d’Oriente. Chiamato come arbitro della successione all’Impero da Carlo III il Grosso, affidò il governo della Chiesa al vescovo Giovanni di Pavia e si mise in viaggio per Worms, in Germania, ma la morte lo colse ancora in terra italiana nel settembre 885, a San Cesario sul Panaro, vicino all’abbazia di Nonantola, dove fu sepolto e dove sono rimaste le spoglie.

ALANO de La Roche
domenicano bretone, teologo predicatore, morto a Zwolle, in Olanda, nel 1475.

AMMONE martire assieme a Neoterio.

BELLINA martire nei pressi di Troyes, in Francia.

FEDERICO Ozanam
nato a Milano il 23 aprile del 1813, morto a Marsiglia l’8 settembre 1853. Scrittore e filantropo francese, entusiasta sostenitore dell’apostolato cattolico, viene considerato un precursore dell’Azione Cattolica in campo sociale e intellettuale. Nel 1833 fu uno dei fondatori della Società di San Vincenzo de’Paoli, per l’aiuto a domicilio ai poveri, oggi diffusa in tutto il mondo. Il più giovane docente di diritto commerciale a Lione e di letteratura alla Sorbona di Parigi, autore di importanti studi sulla civiltà italiana del Medioevo e quella cristiana in Francia. Sposato con Amalia nel 1841, tutta la sua vita è stata orientata al soccorso dei poveri, non come sola beneficenza, ma sopratutto con la vicinanza fisica e regolare nelle loro abitazioni. Il suo motto era: “la terra si è raffreddata, tocca a noi cattolici rianimare il calore vitale che si sta spegnendo”. È stato proclamato beato da Giovanni Paolo II, il 22 agosto 1997, nella cattedrale di Notre Dame, a Parigi.

LUISA di Omura
giovane giapponese, martire nel 1628, a Nagasaki, durante le violente persecuzioni anticristiane del 17° secolo.

NEOTERIO martire assieme ad Ammone.

PIO di Alessandria  martire.

SERAFINA Sforza
nata nel 1434 a Urbino, figlia del conte Guido, fu data in sposa al duca di Pesaro, Alessandro Sforza, che la maltrattò e la cacciò di casa. Entrò allora nel convento delle clarisse della città e ne divenne badessa. È morta l’8 settembre 1478.

SERGIO I papa
nato a Palermo, ma figlio di genitori originari di Antiochia di Siria. Eletto il 15 dicembre 687, con largo consenso da clero e popolo romano successore di Conone, ebbe come competitori Pasquale e Teodoro; il primo venne dichiarato papa dalla fazione ravennate, il secondo da una minoranza di romani. Dopo l’elezione, Teodoro riconobbe Sergio, mentre Pasquale si rifiutò e fu rinchiuso in un convento, dove morì nel 692. Sergio fu in buoni rapporti con la Chiesa cattolica di Gran Bretagna, tanto che il re dei Sassoni, Caedwalla, si recò a Roma per essere battezzato nella basilica di San Pietro, il 10 aprile 689. Il papa consacrò poi Villibrordo, vescovo e metropolita per le regioni settentrionali, dove inviò molti missionari. Rifiutò di riconoscere il Concilio di Costantinopoli del 691 per alcune preposizioni contrarie alla dottrina cattolica e nel 700 confermò Wilfrido vescovo di York. Pose fine allo scisma della Chiesa di Aquileia(v), introdusse innovazioni nella liturgia e si preoccupò anche di abbellire e restaurare alcune chiese, tra le quali, le basiliche dei Santi Pietro e Paolo e di Santa Susanna. Infine dedicò a Leone Magno un monumento sepolcrale, che fu il primo eretto all’interno della basilica di San Pietro. Morì l’8 settembre 701, fu sepolto nella stessa basilica.

TIMOTEO di Antiochia martire.

TOMMASO da Villanueva
nato nel 1488 a Villanueva in Spagna. Compì gli studi all’Università di Alcalà de Henares e poi a quella di Salamanca, tra gli agostiniani, dai quali venne ordinato sacerdote all’età di trent’anni. Priore in vari conventi, occupò varie cariche nell’Ordine, divenendo Provinciale di Andalusia e di Castiglia. Nel 1544, contro la sua volontà, fu nominato arcivescovo di Valencia, dove però si mostrò pastore zelante, promuovendo varie iniziative in favore dei più bisognosi, venendo chiamato il grande elemosiniere dei poveri. Godette fama di maggior predicatore del tempo e lasciò alcuni scritti ascetici, per lo più frutto delle sue omelie. È morto l’8 settembre 1555.

VIDIANO
santo martire di Martres-Tolosane, cittadina sull’Alta Garonna, in Francia.

VIOLA di Persia martire.

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I santi del giorno del 21 agosto

21 Ago

BALDOVINO di Rieti
monaco a Clairvaux con l’abate Bernardo, fu mandato in Italia e divenne abate cistercense del monastero di San Pastore, presso Rieti. Morto nel 1140, le reliquie sono conservate nella cattedrale di Rieti.

BERNARDO de ’Tolomei
Giovanni Bernardo, nato a Siena nel 1272. Nel 1313 assieme a Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, fondò la Congregazione Benedettina degli Olivetani, nell’Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, con lo scopo di far rivivere integralmente l’ ora et labora di San Benedetto, che ottenne l’approvazione nel 1344 da Clemente VI. È morto nel 1348.

BONOSO di Antiochia
ufficiale romano, martire con Massimiano ad Antiochia nel 362, per aver rifiutato di far riprendere alle sue truppe le insegne del paganesimo.

CIRIACA di Roma vedova martire nel 3° secolo.

CLETA martire.

DOMENICA di Roma
vedova romana che accoglieva nella sua casa i cristiani perseguitati. La tradizione dice che san Lorenzo andava da lei a distribuire le elemosine ai poveri. Morì martire nel 249.

EUPREPIO di Verona vescovo.

GRAZIA di Valencia beata spagnola morta nel 1616.

IPPOLITO di Roma
ufficiale romano, carceriere di San Lorenzo, martire durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano I, nel 258. Il suo sarcofago dovrebbe trovarsi nel Museo Pio-Cristiano, in Vaticano.

MASSIMIANO di Antiochia martire con san Bonoso.

NATALE di Casale sacerdote di Casale Monferrato.

OMBELINA di Jully chiamata anche OMBRETTA, santa morta nel 1136.

PIO X papa
Giuseppe Sarto, nato a Riese, Treviso il 2 giugno 1835, figlio di una sarta e di un portalettere. Dal 1850 al 1858 studiò nel seminario di Padova dove venne ordinato sacerdote; nel 1875 fu nominato vescovo di Treviso e nel 1884 anche di Mantova. Nel 1893 Leone XIII lo nominò cardinale Patriarca di Venezia e poi il 4 agosto 1903, fu eletto papa, prendendo il nome di Pio X. L’elezione avvenne sopratutto per le sue doti di pastore, in una situazione che aveva reso difficile il Conclave, per la dura interferenza dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe. Con l’enciclica Vehementer nos” del 1906, condannò ls separazione della Chiesa dallo Stato e combattè il modernismo con l’enciclica Pascendi, del 1907. In deroga al non expedit di Pio IX, concesse ai cattolici italiani la possibilità di partecipare alla vita politica del paese. Volendo essere un papa essenzialmente religioso e non politico, il motto del suo pontificato fu: Instaurare omnia in Christo e lo attuò con molto coraggio e fiduciosa fermezza, rifiutandosi anche di ricevere il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt in visita in Italia nel 1910. Prese provvedimenti per la cultura del clero, riformando i seminari, istituendo l’Istituto Biblico di Roma e promuovendo la revisione della Vulgata e lo studio della filosofia di Tommaso d’Aquino. Curò inoltre l’istruzione dei fedeli diffondendo l’insegnamento del catechismo, favorì la comunione quotidiana e pose le basi per una nuova organizzazione del laicato cattolico. Rinnovò la musica sacra, riformò il breviario e iniziò una revisione del diritto canonico. Morto il 20 agosto del 1914 e sepolto nelle grotte vaticane è stato beatificato il 3 giugno 1951 e proclamato santo il 29 maggio 1954, sempre da Pio XII.

PRIVATO di Mende
vescovo di Mende, in Gallia, nel Gevaudan, martirizzato nel 257 dagli invasori Teutoni.

QUADRATO di Atene vescovo di Atene, morto nel 126.

I santi del giorno del 11 luglio

11 Lug

ACHILLE martire di Roma.

AMABILE santa principessa inglese.

BEATRICE d’Ungheria
nata nel 1215, figlia del marchese Aldobrandino I d’Este. Nel 1234 divenne regina per il matrimonio contratto con Andrea II re d’Ungheria, detto il Gerosolimitano, perché nel 1228, con il Sacro Ordine di Malta, aveva partecipato alla quinta crociata. Alla morte del marito, perseguitata dai figli del re, che l’aveva sposata in terze nozze, si fece monaca benedettina e morì in un convento l’11 luglio 1239.

BENEDETTO da Norcia
nato a Norcia in Umbria nel 480, è considerato il vero fondatore del monachesimo occidentale. Di famiglia patrizia, all’età di 16 anni venne mandato a Roma per completare la formazione culturale e civile e qui trovò come compagno di studi il poeta e filosofo Severino Boezio, futuro ministro del re Teodorico. Dopo solo un anno, però, il desiderio di fuggire dalla corruzione che lo circondava, lo spinse a ritirarsi a vita eremitica, in una grotta a Vicovaro nei dintorni di Subiaco, sotto la guida di un monaco di nome Romano. In questo luogo che oggi è chiamato “Sacro Speco”, nel 13° secolo è poi sorto il monastero intitolato a San Benedetto. Benchè cercasse solamente la solitudine, per una certa fama di santità diffusasi, venne presto raggiunto da numerosi discepoli e con loro costituì 12 piccole comunità, ciascuna di 12 monaci, per i quali, metà del giorno doveva essere dedicata alla preghiera e l’altra al lavoro manuale, secondo il modello seguito da Pacomio in Egitto. Dopo 3 anni di austera penitenza, fu eletto abate da questi monaci, i quali però, stanchi della sua severità, tentarono di avvelenarlo. Lasciò Subiaco e verso il 529, si ritirò a Montecassino, dove tagliò il bosco sacro dedicato al culto pagano e convertì gli abitanti della zona al cristianesimo. Utilizzò gli edifici dei templi di Giove e Apollo per costruirvi due cappelle dedicate a Giovanni Battista e Martino di Tours, e la residenza per se e per i compagni. Predicò la conversione e negli anni seguenti fondò il famoso monastero e redasse la regola: per la glorificazione di Dio attraverso liturgia, lettura dei testi sacri e lavoro intellettuale e manuale(ora et labora). Morì il 21 marzo 547, 40 giorni dopo la morte della sorella Scolastica e fu sepolto accanto a lei che aveva diretto un monastero femminile, sempre a Montecassino. I loro resti sono stati riscoperti nel 1950 in seguito ai lavori di ricostruzione dell’abbazia, dopo i bombardamenti americani del febbraio 1944, nella seconda guerra mondiale, che l’avevano completamente distrutta. Il suo reliquiario, in argento dorato e smaltato, è custodito nella Cappella dei Priori, nel palazzo Comunale di Norcia, mentre la cripta della chiesa di San Benedetto, sempre a Norcia, è indicata dalla tradizione come la casa natale del Santo. La sua Regola, frutto di esperienza personale ispirata a grande moderazione, composta di un prologo e di 73 capitoli, costituì da allora in poi il motivo informatore di tutto il movimento del monachesimo occidentale. Sul finire del 7° secolo, in molte regioni europee la sua festa era celebrata il giorno 11 luglio, mentre in Italia si festeggiava il dies natalis(v), cioè il 21 marzo. Con la lettera apostolica “Pacis nuntius”, del 24 ottobre 1964, Paolo VI lo ha dichiarato patrono d’Europa, con festa liturgica l’11 luglio e facoltativa il 21 marzo.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

FABRIZIO di Toledo
martire in Spagna assieme a Filiberto, secondo il Martirologio romano, era chiamato anche Fabriciano.

FILIBERTO di Toledo martire in Spagna assieme a Fabrizio.

OLGA di Kiev
nata nell’879 in Ucraina, figlia del principe di Kiev. Sposata con il duca Igor I, quando nel 945 questi fu assassinato, si trovò a dover allevare i figli e governare da sola. Esercitò la reggenza in nome del figlio Svjatoslav e l’anno seguente, quando questi raggiunse la maggiore età, si recò a Costantinopoli, dove venne a contatto con il cristianesimo. Istruita nella fede da un sacerdote greco, si convertì, venne battezzata a Kiev con il nome di Elena e nel 959 inviò un’ambasciata a Ottone I, re di Germania, per ottenere un vescovo. Mentre questa conversione segnò l’inizio della cristianizzazione dello stato di Kiev e poi di tutta la Russia, Olga non riuscì a convertire il figlio, mentre il nipote Vladimiro fu il primo principe russo cristiano. Morta nel 969, è considerata santa dalla Chiesa Russa.

PIO I papa
nato ad Aquilea, in provincia di Lucca, figlio di Rufino della famiglia Aurelia e forse fratello di Erma, uno dei maggiori padri apostolici. Dopo essere stato sacerdote di Santa Pudenziana, una delle più antiche chiese romane, successe nel pontificato a Igino, dal 140 al 155. Durante questo periodo gli gnostici, Valentino, Cerdone e Marcione del Ponto, diffusero a Roma le loro dottrine che rifiutavano l’Antico Testamento e come il suo predecessore, dovette combatterli duramente. Decise di celebrare la Pasqua la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Il martirio di questo pontefice, vittima dell’odio pagano, anche se non è storicamente accertato, è stato però citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, Paradiso, XXVII, 44.

SAVINO di Brescia
è indicato in molti calendari, senza notizie storiche della sua vita.

SIGIBERTO di Svizzera santo vissuto nel 7° secolo.

I santi del giorno del 30 aprile

30 Apr

ADIUTORE di Vernon
cavaliere normanno, partecipò alla prima crociata ma, catturato dai Saraceni, rimase loro prigioniero per ben 17 anni. Quando ottenne la liberazione e poté tornare in patria, si fece monaco entrando nell’abbazia di Tiron, presso Parigi. Desideroso poi di solitudine, si fece eremita e si costruì una cappella su di un monte nelle vicinanze dedicata a Santa Maddalena. Morì nel 1131.

BENEDETTO da Urbino
nato a Urbino nel 1560, studiò nelle università di Perugia e Padova, laureandosi in legge e filosofia. Entrato nell’Ordine dei Cappuccini a Fano nel 1584, si dedicò alla predicazione e accompagnò Lorenzo da Brindisi nella missione tra i Luterani di Germania. Morì a Fossombrone, in provincia di Pesaro-Urbino, nel 1625 e venne beatificato nel 1867 da Pio IX.

EUTROPIO di Saintes
martire del 3° secolo, vescovo di Saintes, presso Cognac in Francia, celebrato da Venanzio Fortunato, in un suo poemetto.

GIACOMO diacono martire in Numidia, assieme al lettore Mariano.

GIUSEPPE Cottolengo
Giuseppe Benedetto, nato il 3 maggio 1786 a Bra, Cuneo, venne ordinato sacerdote nel 1811. Svolse il ministero a Cornegliano d’Alba e poi passò a Torino, dove ripresi gli studi, si laureò in teologia e nel 1816 divenne canonico della Chiesa del Corpus Domini. Animato da grande spirito di carità verso il prossimo, nel 1827 iniziò una grande missione di assistenza aprendo a tutti un ricovero: la casa della “Volta rossa”, in via Palazzo di città a Torino, che divenuto presto insufficente, venne trasferito in un casolare nel sobborgo di Valdocco. Qui, nel 1832, fondò la prima vera e propria Piccola casa della Divina Provvidenza, che nella sua fede, vide sempre illuminata dalla presenza stessa della Provvidenza. Dapprima modesto asilo per vecchi e bambini delle famiglie povere, venivano accolti anche quelli che, per particolari gravità di malformazioni fisiche e per il loro stato mentale, non trovavano alcun rifugio altrove. Ampliatosi notevolmente con il tempo, oggi è capace di più di 10 mila posti. Parallela e complementare alla Piccola casa, nacque, con la collaborazione di Marianna Masi, anche la Congregazione delle Suore Vincenzine, dette poi Suore del Cottolengo per la cura degli infermi. Istituì le comunità maschili dei fratelli di San Vincenzo e dei preti della Santissima Trinità, più numerose altre comunità femminili. Morto a Chieri, Torino il 30 aprile 1842, è stato beatificato da Benedetto XV, nel 1917 e canonizzato il 19 marzo 1934, da Pio XI.

ILDEGARDA regina, morta nel 783.

MARIA Guyart
nata a Tours, in Francia nel 1599. Si sposò a 17 anni, ma dopo soli 2 anni rimase vedova con un figlio di 6 mesi e non volle risposarsi, anzi, nel 1620 fece voto di castità. Quando il figlio compì 12 anni, decise di entrare nelle Orsoline di Tours, anche lei con il nome di Maria dell’Incarnazione. Nel 1633 ebbe una visione, secondo la quale avrebbe dovuto andare a insegnare in un paese straniero lontano, oltreoceano e 6 anni dopo partì effettivamente missionaria per il Canada, arrivando a Quebec il 1° agosto 1639. Qui fondò il primo convento delle Orsoline e diresse una scuola nella quale accoglieva indigeni e francesi insieme. È morta il 30 aprile 1672, lasciando vari scritti, documenti importanti per la storia della Nuova Francia (Canada francese), contenenti alcune tra le più belle pagine della letteratura mistica francese. Proclamata venerabile e poi beata, da Leone XIII (1878-1903).

MARIANO di Numidia
lettore martire verso il 260 nel Nord-Africa, assieme al diacono Giacomo, durante la persecuzione anticristiana dell’ imperatore Valeriano I.

MASSENZA di Trento
venerata nella antica “corte” vescovile di Maiano, sul lago di Toblino, dove più tardi è sorto il paese che ha preso il nome da lei. Mancano dati storici sulla sua vita terrena, che nei documenti liturgici più antichi, viene qualificata come vergine martire. L’11 novembre 1145 il vescovo Altemanno trasferì le reliquie a Trento e le depose nella cripta della basilica di San Vigilio, nell’altare occidentale. Divenuta così molto popolare nella nuova dimora, la leggenda la promosse a madre del vescovo Vigilio e dei suoi supposti fratelli Claudiano e Maguriano, in realtà suoi primi successori, e venerata perciò come Madre della Chiesa Trentina. Ripristinati gli ambienti sotterranei del Duomo, il 25 giugno 1977, le reliquie, racchiuse in una nuova urna, sono state collocate in un apposito cippo nel luogo stesso dove erano state deposte nel novembre del 1145. Massenza oggi è venerata come patrona delle donne trentine, proposta come modello cristiano di donna silenziosa, forte, laboriosa e pia.

MATILDE di Scozia
figlia di Malcolm III, detto Testagrossa re di Scozia e di Margherita, vissuta nell’11° secolo.

MICHELE de’Barga santo morto nel 1479.

PIO V papa
Antonio Michele Ghislieri, nato in una famiglia povera, il 17 gennaio 1504 a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Da ragazzo fece il pastore, ma poi nel 1521 entrò nell’Ordine Domenicano, prese il nome di Michele e studiò diritto a Bologna dove, 7 anni dopo, ebbe l’ordinazione sacerdotale. Insegnò teologia a Pisa per 16 anni e dopo essere stato inquisitore a Pavia, Como e Bergamo, fu nominato prima vescovo di Sutri e Nepi, nel Lazio e poi cardinale, svolgendo compiti di alta responsabilità. Dal 1558, grande Inquisitore della Chiesa Romana, il 7 gennaio 1566, con l’appoggio del cardinale Carlo Borromeo, venne eletto papa e consacrato 10 giorni dopo. Molto intransigente, proseguì la riforma e moralizzazione della Chiesa iniziata dal Concilio di Trento in ogni settore, disponendo che i decreti conciliari tridentini fossero inviati in tutte le diocesi e centri religiosi presenti nelle varie parti del mondo. Riformò il culto divino, promosse e fondò nuovi ordini religiosi e nel 1567, a Pavia, istituì il Collegio Ghislieri per universitari meritevoli. Un anno dopo pubblicò i nuovi testi del Breviario e poi anche quelli del Messale e del Catechismo romano. Nacque così la Messa di Pio V in latino, celebrata in questi termini fino al Concilio Vaticano II. Nel tentativo di far elevare al trono la cattolica Maria Stuart, prese la decisione di scomunicare Elisabetta I d’Inghilterra, con gravi conseguenze per i cattolici inglesi. Promosse e organizzò la Lega Santa, le cui forze navali il 7 ottobre 1571 riportarono la celebre vittoria di Lepanto sulla flotta turca dominatrice del Mediterraneo, anche se poi il successo non fu adeguatamente sfruttato e lui non poté vedere concretata la liberazione del Santo Sepolcro. Avendo attribuito il merito di quella straordinaria vittoria alla Beata Vergine Maria, dichiarò il 7 ottobre festa di Nostra Signora della Vittoria, poi cambiata da Gregorio XIII, in festa del Santo Rosario. Morì a Roma il 1° maggio 1572 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore. Venerato dai fedeli, prima come difensore della fede, fu poi beatificato il 27 aprile 1672 da Clemente X e canonizzato da Clemente XI, il 22 maggio 1712. Il suo mausoleo in marmo verde e porfido è custodito all’interno della Chiesa di Santa Croce, a Bosco Marengo.

ROSAMUNDA santa vissuta nel 12° secolo.

SEVERO di Napoli
12° vescovo della città, incrementò la rinascita del cristianesimo nella sua diocesi e fece edificare varie basiliche. Nelle sue mani avvenne la prima liquefazione del sangue di san Gennaro quando, all’epoca di Costantino il Grande, il corpo del martire di Pozzuoli fu trasportato a Napoli. Patrono della città di San Severo di Foggia, alla quale i napoletani donarono i suoi resti.

SOFIA di Fermo
vergine martire nel 250 sotto l’imperatore Decio, molto venerata in Emilia-Romagna.

I santi del giorno del 7 febbraio

7 Feb

COLETTA Boylet
Nicolette Boylet, nata il 13 gennaio 1381 a Corbie in Piccardia, nei dintorni di Amiens, da genitori anziani che l’accolsero come un miracolo per intercessione di San Nicola, al quale avevano rivolto le loro preghiere. Rimasta presto orfana di entrambi i genitori, distribuì i suoi beni ai poveri e dopo svariati cambiamenti vestì l’abito del Terz’Ordine francescano, dal 1402 al 1406 visse da eremita in stretta clausura e poi entrò nelle Clarisse. Per incarico di Martino V, dopo il 1417 iniziò una riforma che condusse alla fondazione delle Clarisse povere, o Colettine, riportando l’Ordine al rigore originario. Fondò altri 20 conventi femminili e in breve tempo aderirono alla sua riforma anche alcuni monasteri maschili. Morì a Gent (Gand), nelle Fiandre, il 6 marzo 1447. Subito venerata dai fedeli, è stata beatificata da Benedetto XIV nel 1740 e poi canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DRAUSIO di Soissons
nato al tempo di Clotario II, fu affidato ad Anserico vescovo di Soissons. Dopo aver ricevuto una solida educazione cristiana, fu ordinato sacerdote da Bottoleno, successore di Anserico e venne incaricato dell’amministrazione della diocesi. Divenuto in seguito vescovo, fece edificare diversi monasteri e un’abbazia. Morto nel 674, la sua tomba è stata meta di pellegrinaggi fino a quando le reliquie sono state bruciate e distrutte al tempo della rivoluzione francese.

EUGENIA Smet
Eugenia Maria Giuseppina, nata a Lilla, in Francia, il 25 marzo 1825. Studiò presso le monache del Sacro Cuore e poi, a 17 anni, in un primo tempo volle restare con le suore, ma poi tornò in famiglia, fece voto privato di castità e si dedicò all’apostolato nella sua parrocchia. Verso i trent’anni, dopo aver chiesto consiglio al curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, andò a Parigi a fondare la congregazione delle Suore Ausiliatrici del Purgatorio, prendendo il nome di Maria della Provvidenza. L’espansione della congregazione, che prese le regole e la spiritualità di sant’Ignazio di Loyola, fu lenta ma continua e dopo una prima casa a Nantes nel 1865, ne aprì una anche a Shanghai. Alla fine del 20° secolo le suore erano circa 1500, sparse in tutto il mondo, in una sessantina di case. È morta a Parigi il 7 febbraio 1871, sotto il tiro dei cannoni, tre settimane prima della grave sconfitta dell’esercito francese nella guerra franco-prussiana ed è stata proclamata beata da Pio XII, nel 1957.

GIULIANA di Bologna
o di Firenze, vedova martire nel 5° secolo.

LORENZO di Siponto
vescovo di Siponto, morto nel 546. Le notizie sulla sua vita sono piuttosto incerte, consacrato nel 492 dal papa Gelasio I, salvò la città dalla distruzione da parte degli Ostrogoti, intervenendo presso il loro re Totila. Patrono di Manfredonia.

LUCA il Giovane
originario della Tessaglia (oggi Grecia), semplice pastore, visse da eremita su di un monte presso Corinto e nel deserto di Soterio, nell’Attica, regione peninsulare della Grecia.

MOSE’ monaco
chiamato “l’Etiope”, probabile vescovo di Faran, nella penisola del Sinai, nel 374 circa.

NIVARDO di Citeaux
nato nel 1100 fu il minore dei 5 fratelli di san Bernardo. Fece il noviziato a Citeaux in Borgogna, poi entrò nell’abbazia di Clairvaux, nel dipartimento dell’Aube e venne incaricato dal famoso fratello di varie mansioni e compiti di responsabilità nei diversi monasteri dell’Ordine. È morto nel 1153.

PIO IX papa
Giovanni Maria Mastai Ferretti, nato a Senigallia, nelle Marche il 13 maggio 1792. Di famiglia nobile, pur sofferente di epilessia, studiò a Viterbo e poi a Roma. A 39 anni venne inviato Nunzio Apostolico in Cile, e poi nel 1827 fu creato arcivescovo prima di Spoleto e poi di Imola. Nel 1840 Gregorio XVI lo nominò cardinale e il 16 luglio 1846, dopo soli 4 scrutini, i cardinali riuniti in conclave lo elessero al soglio pontificio consacrandolo 5 giorni dopo. Il primo atto del suo pontificato fu un’amnistia a prigionieri ed esiliati politici, poi la sua opera pastorale fu immensa, in totale eresse 29 archidiocesi e 132 diocesi, in conseguenza del grande sviluppo della Chiesa nel mondo. Nell’aprile 1848 concesse la costituzione e si oppose alla guerra contro gli austriaci, affermando di essere il vicario di “colui che è autore di pace e abbraccia tutte le genti”. In seguito all’assassinio di Pellegrino Rossi, il governo del Regno di Sardegna entrò in crisi, cambiò diversi presidenti e si creò una situazione tanto difficile che costrinse il papa a fuggire a Gaeta travestito da prete, ospite di Ferdinando II di Borbone e durante questa sua assenza fu proclamata la Repubblica Romana. Il 12 aprile 1850, facendo appello alle potenze cattoliche e con l’aiuto delle truppe francesi, potè fare ritorno, ma l’accoglienza che trovò fu piuttosto fredda e poi scomunicò il governo piemontese con il quale era entrato in conflitto. Nel suo lungo pontificato, durato quasi 32 anni, per protesta non celebrò il giubileo del 1850, mentre il 24 dicembre 1874 indisse il successivo, senza apertura delle porte e indulgenze, anche se molti pellegrini giunsero a Roma per solidarietà con lui. L’8 dicembre 1854 aveva proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine, che nel 1917, con le apparizioni di Lourdes, venne confermato. Per riaffermare la sua autorità di sovrano dello Stato Pontificio, convocò il Concilio Vaticano I, 300 anni dopo quello di Trento, che il 18 luglio 1870, definì l’infallibilita pontificia, suscitando nuove polemiche. Il 20 settembre successivo però i piemontesi entrarono in Roma, il 9 ottobre fu proclamato il Regno d’Italia e così i lavori del Concilio furono interrotti e tutte le altre questioni rimasero aperte. Cosciente dei cambiamenti in atto, ma incapace di adeguarvisi a causa anche dell’età avanzata, morì il 7 febbraio 1878 e fu sepolto in San Pietro.

RICCARDO re del Wessex
nato in Gran Bretagna, nello Hampshire. Stava andando in pellegrinaggio a Roma, accompagnato dai figli Villibaldo e Vunibaldo quando, dalle parti di Lucca, morì improvvisamente, dopo il 720. Sepolto nella chiesa di San Frediano, fu molto venerato dagli abitanti di Lucca, perchè si sparse la voce che sulla sua tomba avvenivano miracoli.

ROMUALDO degli Onesti
nato a Ravenna nel 952, figlio del duca Sergio, fino a vent’anni trascorse vita mondana. Poi, sconvolto dalla vista di un omicidio, si rinchiuse per 40 giorni nel monastero benedettino di Sant’Apollinare in Classe dove ottenne di restare come monaco. Dopo alcuni anni conobbe Pietro Orseolo, doge di Venezia deposto dalla carica, con il quale andò sui Pirenei a fondare una comunità di eremiti. Tornato in Italia fu nominato abate di Sant’Apollinare, ma nel 999 abbandonò tale dignità per darsi alla fondazione di eremitaggi e monasteri, dei quali i più famosi sono quelli di Fonte Avellana, di Val di Castro presso Poggio San Romualdo in comune di Fabriano e di Camaldoli. In particolare, quest’ultimo, situato nel comune di Poppi, Arezzo a 1098 metri di altezza, in mezzo a una selva di giganteschi abeti, è il luogo dove il santo fondò nel 1012 circa, la congregazione dei Camaldolesi, ramo dell’Ordine benedettino, ma con maggiore austerità. Si tratta di una antica badia costruita nel castello di Fontebuono su di un terreno donatogli dall’amico conte Maldolo, ed è costituita da un eremo con 20 celle isolate, una chiesa che conserva dipinti del Vasari e un po’ più in alto, il convento, che nel Medioevo era un importante centro di studi. Romualdo visse con grande coerenza il suo ideale monastico, prima il cenobio a Fonte Avellana, poi l’eremo a Camaldoli e infine l’evangelizzazione missionaria in terre lontane. Si interessò così dei pellegrinaggi in Terrasanra, delle missioni in Polonia e Boemia e della riforma del clero e dei monaci. Quando sentì di essere vicino alla morte, si ritirò in una cella solitaria in Val di Castro, dove morì il 19 giugno 1027. La storia della sua vita è stata scritta da un suo discepolo, il cardinale Pier Damiani.

TEODORO di Eraclea
martire a Eraclea, comune in provincia di Venezia

VEDASTO di Vercelli vescovo martire.

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