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I santi del giorno del 5 luglio

5 Lug

ANTONIO MARIA Zaccaria
nato a Cremona nel 1502. Laureatosi in medicina a Padova, si dedicò alla cura della salute fisica e spirituale dei poveri. Ordinato sacerdote, nel 1530 fondò la Società dei Chierici di San Paolo detta dei “Barnabiti”, perché la loro casa madre era presso la chiesa di San Barnaba a Milano. Il loro apostolato comprendeva l’assistenza agli infermi, l’educazione della gioventù, l’attività pastorale e le missioni fra il popolo. Volle intitolarla a San Paolo, perché era affascinato dai suoi scritti e poi fondò anche l’Ordine delle Vergini Angeliche a Cremona, che si adoperarono molto per la riforma dei costumi. Ottimo predicatore, a lui si deve anche l’istituzione della pratica religiosa delle Quarant’ore (v.), morto a Cremona il 5 luglio del 1539, venne beatificato nel 1802 da Pio VII e canonizzato nel 1897, durante il pontificato di Leone XIII.

ATANASIO diacono martire a Gerusalemme.

CIRELLA o CIRILLA martire di Cirene.

DOMEZIO medico martire.

FILOMENA di S. Severino
vergine martire del 6° secolo, patrona di Settempeda, oggi San Severino Marche.

GRAZIA di Cornovaglia
moglie di san Probo, patrona di una chiesa della Cornovaglia in Gran Bretagna, ricordata sopratutto per le opere di carità.

NUMERIANO confessore della fede, vescovo di Treviri(v).

PERPETUA martire di Reggio Calabria.

PROBO di Cornovaglia
patrono, con la sorella Grazia, di una chiesa della Cornovaglia, penisola della Gran Bretagna, tra l’Atlantico e il canale della Manica.

TRIFINA di Palermo martire in Sicilia, in data sconosciuta.

ZOE romana
martire del 3° secolo. Secondo un’iscrizione in greco, venne sepolta nel 2° piano delle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria.

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I santi del giorno del 2 maggio

2 Mag

ATANASIO di Alessandria
patriarca di Alessandria, Padre della Chiesa Greca e Dottore della Chiesa di Roma. Nato ad Alessandria nel 295, da genitori cristiani, allievo di Antonio, il padre del monachesimo e poi diacono del vescovo Alessandro, partecipò con lui al Concilio di Nicea del 325 e tre anni dopo divenne suo successore nel patriarcato della metropoli egiziana. Dedicò tutta la vita alla difesa della vera fede cristiana contro l’arianesimo e la sua fermezza gli procurò molte persecuzioni, tanto che dei 45 anni di episcopato fu costretto a passarne 20 in esilio e per ben 5 volte dovette lasciare la città, riuscendo però sempre a ritornare, grazie al favore popolare. In uno di questi esili forzati passò anche in Italia Settentrionale, essendo ospitato ad Aquileia e Padova, ma più spesso si rifugiò nel deserto egiziano, restando vicino ad Alessandria, da dove poteva così dirigere la diocesi. Richiamato infine nel 366, poté vivere in pace i suoi ultimi anni e morì il 2 maggio 373. Fu il più fermo sostenitore delle conclusioni del Concilio di Nicea, della divinità dello Spirito Santo, nella Trinità con il Padre e il Figlio. Autore di molte opere sulla fede, apologie, lettere e una Vita di sant’Antonio per propagandare la vita monastica, gli è attribuito anche “il Credo”, o “Simbolo degli Apostoli”, che è entrato nel Breviario Romano, nonostante ci siano discordanze, perché sembra sia stato scritto nel 5° secolo.

BORIS Michele I
Khan (Sovrano) dei Bulgari, dall’852. Dopo essere stato battezzato nell’863, favorì la cristianizzazione del popolo e fondò una Chiesa Cristiana bulgara, legandosi a Costantinopoli. Abdicò nell’889 e si fece monaco, morendo in un convento nel 907.

CELESTE santo martire di Roma.

CESARE Baronio
storico della Chiesa nato a Sora, nel Lazio nel 1538. Laureatosi in giurisprudenza, entrò nella Congregazione degli Oratoriani, fondata da Filippo Neri e gli successe come superiore generale. Creato cardinale da Clemente VIII nel 1605, sarebbe divenuto papa, avendo ottenuto la maggioranza dei voti, se la Spagna non avesse esercitato contro di lui il diritto di veto. Ha scritto numerose opere di storia e corretto gli “Atti dei martiri”, per incarico di Gregorio XIII. Morto a Roma nel 1607, è stato dichiarato venerabile da Benedetto XV nel 1920.

ESUPERIO di Attalia
martire con la moglie Zoe e i figli Ciriaco e Teodolo, bruciati sul rogo nel 127, per aver rifiutato di adorare idoli pagani ad Attalia, antica città della Panfilia.

FLAMINIA di Nicomedia
martire nel 303 a Nicomedia, molto onorata particolarmente a Clermont-Ferrand e a Devajac, in Francia, dove sono conservate le presunte reliquie.

MAFALDA di Arouca
figlia del re del Portogallo, Sancio I, martire nel 1252 ad Arouca, presso Oporto.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINA di Alessandria martire.

TEODULO di Attalia
martire a Roma nel 2° secolo, assieme al fratello Ciriaco e ai genitori Zoe ed Esuperio.

VIBORADA di San Gallo
vergine martire in Svizzera, uccisa da ungheresi pagani nel 926. È la prima donna canonizzata ufficialmente dalla Chiesa di Roma, nel 1047.

ZOE di Attalia
giovane schiava martire assieme al marito Esuperio e due figli, tutti arsi sul rogo per il loro rifiuto di adorare idoli pagani

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