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I santi del giorno del 22 maggio

22 Mag

ATTONE o ATTO
nato nel 1070 e morto nel 1153. Abate del monastero di Vallombrosa, fu anche generale della congregazione e poi, per consiglio di Bernardo degli Uberti, venne eletto vescovo di Pistoia. Molto attivo nell’applicazione della regola gregoriana, fondò a Pistoia l’ospedale di San Giacomo. Ha scritto una Vita di S. Bernardo e una di S. Giovanni Gualberto.

AUSONIO martire del 3° secolo.

BOVO o BOVONE
nato in Provenza, vissuto nel 10° secolo. Patrono di Castino, in provincia di Cuneo.

CASTO martire in Africa assieme a Emilio nel 250, durante le  persecuzioni di Decio.

DOMENICA Brun
Maria Domenica, nata a Lucca il 17 gennaio 1789. Sposatasi a 22 anni con Salvatore Barbantini, dopo soli 5 mesi rimase vedova e poco tempo dopo divenne madre. Oltre ad accudire ed educare il figlio, iniziò ad assistere poveri e ammalati abbandonati, nelle soffitte e negli scantinati della città, assieme a un gruppo di donne che, nel 1817, divenne la Pia Unione delle Sorelle della Carità. Improvvisamente, all’età di soli 8 anni, le morì anche il figlio e allora promosse la fondazione di un monastero di contemplative, le “Visitandine”. Dopo 5 anni di preghiere nel monastero, nel 1829, fondò le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo e dedicò tutta la sua vita all’assistenza degli ammalati. È morta a Lucca il 22 maggio 1868.

EMILIO
martire in Africa, assieme a Casto nel 250 circa, durante la persecuzione di Decio I. Messo davanti alla condanna a morte, prima rinnegò la fede, ma poi si pentì e allora venne bruciato vivo.

EUSEBIO di Como vescovo dal 512 al 525.

GIULIA della Corsica
secondo una passio leggendaria, era una nobile cristiana originaria di Cartagine. Quando nel 439 i Vandali di Genserico presero la città, fu rapita e poi venduta, come schiava, a un mercante idolatra della Siria. Condotta da costui in un viaggio nelle Gallie, fu crocifissa, durante una sosta in Corsica, per il suo rifiuto di partecipare a una festa pagana. Il suo corpo, abbandonato in mare alla deriva, fu raccolto dai monaci dell’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano e poi, nel 763, le reliquie furono trasportate a Brescia, per volere del re longobardo Desiderio, tumulate nella chiesa di Santa Giulia. Oggi però sul luogo dell’antica chiesa ha sede il Museo Civico dell’Età Cristiana e Moderna. Un’altra leggenda racconta invece che subì il martirio a Cartagine, mentre il corpo sarebbe stato portato in Corsica solo qualche anno più tardi.

RITA da Cascia
Margherita Lotti, nata nel 1381 a Roccaporena, presso Cascia in Umbria, da genitori piuttosto anziani, che però le diedero un’educazione molto accurata. Si sposò a 15 anni con Paolo Mancini, uomo violento che riuscì a convertire alla fede cristiana con il suo grande amore. Dopo 18 anni di matrimonio il marito fu ucciso e poi le morirono anche i due figli, che preferì veder morti piuttosto che colpevoli d’omicidio per vendicare il padre. Dopo aver  concesso il perdono all’assassino del marito, si ritirò tra le agostiniane di Cascia, pronunciò i voti e condusse una vita di esemplare perfezione, sopportando volontariamente gravi sofferenze. Si distinse per l’amore al prossimo e con le sue preghiere riuscì a riportare alla religione tanti peccatori ottenendo anche molte grazie e guarigioni con la sua intercessione. Morta il 22 maggio 1457, beatificata da Urbano VIII, l’11 ottobre 1627 è stata poi canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900. Il culto è molto diffuso in tutta Europa e viene spesso invocata come la santa dalle grazie impossibili. Il suo corpo, incorrotto, è conservato a Cascia nella basilica dedicata a lei, costruita nel 1947, accanto al monastero dove aveva ricevuto le stigmate e vissuto per 40 anni.

ROMANO di Subiaco
eremita nei boschi attorno a Subiaco, un giorno incontrò Benedetto da Norcia che cercava una grotta dove potersi ritirare in solitudine, preghiera e penitenza. Romano gliela indicò e per i 3 anni nei quali Benedetto vi rimase, gli fece da guida spirituale e gli fornì i viveri per la sopravvivenza. Morto verso il 550, il sarcofago con le sue reliquie si trova nel Duomo di Nepi, in provincia di Viterbo.

SANTINO vescovo martire.

TIMOTEO di Roma martire

UMILTA’ di Vallombrosa o UMILIANA
nata a Faenza nel 1226, sposata con Ugolotto Caccianemici, ebbe due figli. Nel 1256 abbracciò la vita religiosa presso i vallombrosani divenendo badessa e poi fondò i monasteri di Santa Maria Novella della Malta, a Faenza e di San Giovanni Evangelista a Firenze, dove morì nel 1310. Il culto è stato confermato nel 1721 dal pontefice Innocenzo XIII e viene venerata a Faenza nella chiesa intitolata a lei.

VIVIANO di Roccarandagia
eremita sul monte Roccarandagia, venerato in Garfagnana e Liguria.

I santi del giorno del 10 marzo

10 Mar

ANDREA di Vallombrosa
discepolo di Arialdo, dopo il martirio del maestro, entrò a Vallombrosa e alla fine del 1085, fu eletto abate di Strumica, in Macedonia. Morto tra il 1097 e il 1106, è stato praticamente il co-fondatore dell’Ordine ed è anche ritenuto l’autore della Vita di sant’Arialdo e di quella di San Giovanni Gualberto.

ANETTO di Corinto
martire in Grecia con CRESCENTE, DIONISIO e altri tre compagni.

ATTALO di Bobbio
nato da una nobile famiglia, si fece monaco a Lerins, da dove passò a Luxeuil-les Bains, accolto da Colombano, che nel 612 lo portò con se in Italia. Dimorò nel monastero di Bobbio, fondato dal suo maestro, al quale successe come abate nel 615. Continuò con successo l’opera di conversione dei Longobardi e morì nel 627.

COLOMBA di Rimini vergine martire, protettrice di Rimini.

ELIANO martire a Sebaste, nel 320.

EMILIANO di Lagny
nato in Irlanda, si trasferì in Gallia, dove collaborò alla costruzione del monastero di Lagny, presso Parigi. Fu il primo abate di questo monastero dove sarebbe morto il 10 marzo 660.

EUGENIA di Gesù
Maria Eugenia Milleret de’Brou, nata il 26 agosto 1817 a Metz, in Francia. Fondò la congregazione delle Suore della Misericordia dell’Assunzione, per l’educazione delle ragazze. Morta a Parigi il 9 marzo 1898, è stata beatificata da Paolo VI, il 9 febbraio 1975, in occasione del Giubileo per l’Anno Santo e poi canonizzata da Benedetto XVI, il 3 giugno 2007.

GERALDO vescovo.

IMELIO o IMELINO vissuto nel Brabante (Paesi Bassi), nell’8° secolo.

MACARIO di Gerusalemme
vescovo di Gerusalemme dal 314, partecipò al Concilio di Nicea del 325, combattendo l’arianesimo e contribuendo alla stesura del Credo Niceno, o Professione di fede degli Apostoli. Sotto il suo episcopato venne iniziata la costruzione della basilica del Santo Sepolcro, sull’area del Calvario, che lui stesso era riuscito a riportare alla luce. Morì verso il 335.

OGILVIE John
nato nel 1580, nella Scozia calvinista, si convertì al cattolicesimo nel 1596 e tre anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù, a Lovanio in Belgio. Divenuto sacerdote nel 1610, tornò in patria, sotto mentite spoglie e svolse un notevole apostolato missionario durante la persecuzione anticattolica, a Edimburgo. Sotto la protezione di William Sinclair, avvocato al parlamento, anche lui cattolico, potè celebrare la Messa e assistere, travestito, i cattolici nelle prigioni. Venne però arrestato a Glasgow nel 1614, condannato a morte per “lesa maestà” e impiccato nella primavera seguente. È stato beatificato nel 1929, da Pio XI e poi canonizzato da Paolo VI nel 1976.

PIETRO Geremia ricordato anche il 3 marzo.

PROVINO uno dei 40 martiri a Sebaste, in Armenia, nel 320.

TOVEO di Parigi diminutivo di DROTTOVEO, abate di Parigi 

UGOLINA de’Cazzanis vergine di Vercelli, eremita, vissuta nel 13° secolo.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

VIVIANO martire in Armenia, uno dei “Quaranta Martiri”.

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