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I santi del giorno del 14 giugno

14 Giu

ARTICO vescovo di Salisburgo.

BASILIO il Grande
nato nel 329 a Cesarea di Cappadocia (v). La sua famiglia, cristiana da diverse generazioni, vanta numerosi santi: il padre Basilio, la madre Emmelia o Amelia, la sorella Macrina, e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Studiò a Costantinopoli e poi ad Atene, dove ritrovò un suo condiscepolo di Cesarea, Gregorio di Nazianzo, al quale fu legato da grande amicizia per tutta la vita. All’età di 25 anni rientrò in Cappadocia e dopo aver ricevuto il battesimo, spinto anche dalla sorella Macrina che aveva già fondato un monastero femminile, decise di abbandonare il “mondo” per dedicarsi a vita ascetica. Lasciò la carica di insegnante di retorica e si recò in Oriente per studiare la vita degli anacoreti. Dopo aver venduto i suoi beni per darne il ricavato ai poveri, nel 358 si stabilì come eremita sul fiume Iris, nel Ponto e attrasse a se molti discepoli, che organizzò nel primo monastero dell’Asia Minore. Nel 362 fu ordinato sacerdote, ma nel 369 dovette abbandonare la solitudine essendo stato eletto al seggio episcopale della sua città di nascita. Moralista, oltre che teologo, fu un grande predicatore della carità, amico del popolo e dei bisognosi. Dettò le sue regole monastiche, ancor oggi seguite da moltissimi monaci orientali e si oppose ai vescovi ariani e all’imperatore Valente, che contestavano l’ortodossia trinitaria definita dal Concilio di Nicea del 325. Ha lasciato molti commenti alle Sacre Scritture, una vasta corrispondenza di circa 400 lettere, una trattazione sullo Spirito Santo per confutare l’arianesimo, tredici omelie sui salmi e un commento sull’Hexaemeron, trattato sui 6 giorni della Creazione di sant’Ambrogio. Morì il 1° gennaio del 379, a Cesarea di Cappadocia. Dottore della Chiesa e patriarca del monachesimo orientale.

CASTORA da Gubbio
Castora Gabrielli, nobile figlia del conte Pietruccio e di Elena. Fu sposata giovanissima a Santuccio, conte di San Martino, che si rivelò un marito violento e bestemmiatore. Solo dopo la morte del marito, poté donare i suoi beni ai poveri, si fece terziaria francescana e trascorse così tutto il resto della vita in penitenza e preghiera. Morì a Macerata nel 1391, ma fu sepolta nella chiesa francescana di Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro Urbino.

DEGNA vergine martire di Cordova in Spagna.

ELISEO profeta
profeta d’Israele del 9° secolo a.C. Discepolo e successore di Elia, come è raccontato nel biblico Secondo Libro dei Re, ne ereditò in parte lo spirito profetico, rappresentato simbolicamente dal mantello lasciatogli dal maestro, prima di essere trasportato in cielo su di un carro di fuoco. Combatté per tutta la vita contro il diffondersi dell’idolatria, compì numerosi miracoli, come la risurrezione del figlio di una donna di Shunem, la guarigione del generale siriano Naaman, malato di lebbra, al quale impose di bagnarsi 7 volte nel Giordano, ecc. Consigliere del re d’Israele, fuori dalla sua patria si fece notare come strenuo difensore del culto di Jahvè. Morì intorno al 790 a.C. e riposa con il profeta Abdia, in un sepolcro che, secondo san Girolamo, “i demoni ne hanno orrore”, nei pressi della città di Samaria.

MARCIANO
secondo la tradizione sarebbe stato ordinato vescovo da Pietro apostolo e fu martire a Siracusa. Le spoglie sono conservate a Tiche, presso Siracusa, nella cripta della Chiesa di San Giovanni, proprio nel luogo dove avrebbe subito il martirio.

METODIO il Confessore
nato a Siracusa verso il 780 e morto a Costantinopoli nell’847. Ardente avversario degli iconoclasti, venne esiliato per 7 anni su di un’isola e quando nell’843 venne liberato, fu eletto patriarca di Costantinopoli e per celebrare la vittoria sugli iconoclasti, istituì la “Festa dell’Ortodossia”, tuttora esistente nella Chiesa Orientale. Ha lasciato vari scritti polemici, teologici, apologetici, agiografici, omelie e poesie.

QUINZIANO di Clermont
vescovo della sua città ai tempi del re Clodoveo I, tra il 5° e il 6° secolo.

RUFINO di Soissons
martire in Francia assieme a Valerio, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo.

VALERIO di Soissons
martire in Francia, assieme a Rufino, durante la persecuzione di Massimiano Erculeo agli inizi del 4° secolo.

I santi del giorno del 1 aprile

1 Apr

CELSO o CELLACH
nato nel 1079, arcivescovo di Armagh, nell’Ulster in Irlanda dal 1105 e poi di Dublino dal 1121, difese l’indipendenza della Chiesa dal potere laico. Elesse come successore Malachia, al quale è attribuita la famosa profezia sulla successione dei papi. Morì nel 1129.

FIORENTINO di Arles
nato nel 483, abate di Saint-Pierre d’Arles, morto nel 553. L’epitaffio in versi acrostici sulla tomba a Santa Croce d’Arles, costituisce uno dei più antichi esemplari cristiani del genere.

GERONZIO di Milano vescovo.

GILBERTO di Scozia
nato nella contea di Caithness, all’estremità nord-est della Scozia, ne divenne vescovo con sede nel capoluogo Wick. Fu un grande predicatore e anche amministratore dei re scozzesi. Fece costruire molti ospizi e la cattedrale della contea. Morì nel 1245.

IRENE di Tessalonica
sorella delle sante Agape e Chionia, martire nel 304. Fu arrestata e bruciata viva. per aver professato pubblicamente la fede cristiana, rifiutandosi di mangiare le carni delle offerte agli dei pagani. Fu sepolta assieme alle sorelle nelle catacombe di Priscilla sulla Via Salaria.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO,
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

MELITONE di Sardi
nel 2° secolo, vescovo in Lidia. Le antiche testimonianze parlano di lui come uno dei grandi luminari della Chiesa d’Asia, chiamandolo “profeta”, pieno dello Spirito di Dio. Le sue opere sono la testimonianza della precisione della dottrina cristologica di quel tempo, in particolare è notevole l’Omelia sulla Pasqua, il cui testo era conservato in alcuni papiri riscoperti una quarantina di anni fa e pubblicati solo nel 1966. È la più antica omelia pasquale cristiana, cantata in occasione di una Pasqua celebrata nella notte fra il 14 e il 15 di Nisan, secondo l’antica tradizione apostolica dell’Asia Minore. Si sviluppa come una lunga esegesi del capitolo 12 del libro dell’Esodo per dimostrare come, attraverso la morte di croce, il Signore ha sconfitto la morte per liberare i credenti da tutti i loro peccati. Sembra invece ormai perduta la parte principale dell’Apologia per i cristiani, del 170, diretta a Marco Aurelio, perché ne sono pervenuti solo pochi frammenti trascritti da Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia, fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

PRUDENZIO di Atina martire nel Lazio, verso il 300.

TEODORA (DORA) matrona martire di Roma.

UGO di Bonnevaux
nato nel 1120, nipote di Ugo di Grenoble, si fece monaco cistercense e divenne abate di Leoncel, presso Valence in Francia e poi, nel 1169 abate priore di Bonnevaux. Famoso per le sue doti di chiaroveggenza e anche perché  nel 1177 a Venezia, fece da mediatore nella trattativa di pace tra il papa Alessandro III e l’imperatore Federico I, il Barbarossa. Morì nel 1194.

UGO di Grenoble
nato in Francia nel 1053. Studiò presso la cattedrale di Valence, nella quale fu canonico e segretario del legato pontificio locale che lo portò anche al sinodo di Avignone del 1080. Nel 1082, divenuto vescovo di Grenoble, riformò la vita religiosa, restaurò la disciplina ecclesiastica, confermò il celibato del clero e combatté la simonia. Tentò più volte di dare le dimissioni, aspirando a vita contemplativa, ma venne sempre rimesso al suo posto da Gregorio VII, per le notevoli capacità di pastore. Contribuì alla fondazione dell‘Ordine dei Certosini donando a Bruno di Colonia una regione chiamata la Chartreuse, dove nel 1084, venne iniziata la costruzione della Grande Certosa. Morì il 1° aprile 1132 e fu canonizzato due anni dopo dal papa Innocenzo II.

VALERIO d’Alvernia
povero pastore nato in Francia verso il 565. Fattosi religioso benedettino in giovane età, nel 594 divenne vescovo di San Colombano a Luxeuil-les Bains e si dedicò alla predicazione missionaria combattendo le superstizioni e l’idolatria. Nel 611 fondò un romitorio a Leuconay sulla Manica, presso Abbeville, che divenne poi il monastero di Saint-Valery-sur Somme, per i numerosi discepoli che lo seguivano. Sembra sia morto nel 619 a Horne sull’isola di Fionia (Fyn), in Danimarca.

VENANZIO di Duvno
nominato vescovo a Roma, nel 3° secolo, venne mandato missionario a Delminiumn, oggi Duvno nell’Erzegovina croata. Subì il martirio nel 257, durante la persecuzione di Valeriano I.

I santi del giorno del 29 gennaio

29 Gen

AQUILINO di Colonia 
nato a Colonia, in Germania. Subì il martirio a Milano nel 1015 circa, ed è venerato nella basilica milanese di San Lorenzo, nella cappella omonima. Santo protettore dei facchini.

BARBEA 
santo martire assieme a Sarbellio.

COSTANZO di Perugia
secondo il martirologio Romano, forse fu il 1° vescovo di Perugia, martire nel 170 assieme ad Aquilino, sotto Marco Aurelio. La sua città gli ha dedicato una bella chiesa edificata nel 1143.

GELASIO II papa
Giovanni Caetani, nato verso il 1058, figlio di Crescenzio, duca di Fondi, Latina. Entrato nel monastero di Montecassino sotto la guida dell’abate Desiderio, divenne molto esperto in teologia e nel 1082 fu chiamato a Roma da Gregorio VII che lo nominò cardinale diacono. Il 24 gennaio 1118 venne eletto con il nome di Gelasio II e fu consacrato il 10 marzo successivo. Il suo pontificato fu molto contrastato, perchè venne aggredito fino a essere preso per la gola e calpestato a sangue, durante scontri tra diverse fazioni in lotta a Roma e poi incatenato e imprigionato in una torre da Cencio Frangipane, ma il popolo insorse e lo fece liberare. Allora fu chiamato l’imperatore Enrico V, che tentò invano di ottenere la conferma del previlegio dell’investitura, che gli era stato concesso nel 1111 da Pasquale II. Molto irritato gli oppose un antipapa, Maurizio Burdino, arcivescovo di Braga, che assunse il nome di Gregorio VIII. Tornato a Roma da Gaeta, dove si era rifugiato, dopo aver scomunicato l’imperatore e l’antipapa, il 23 ottobre 1118 venne nuovamente aggredito mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Prassede e fu costretto a fuggire ancora. Nominò Pietro, vescovo di Porto Romano, suo vicario e poi andò a Benevento, Pisa e Genova, dove dedicò la cattedrale a San Lorenzo. Passato poi in Francia, fu a Nimes, Valence, Vienne e Lione. Ad Avignone presiedette un sinodo, ma ammalatosi, si fece portare a Cluny, dove è morto nel 1119.

MAURO di Roma soldato martire assieme a Papia.

PAPIA di Roma soldato martire nel 3° secolo, assieme a Mauro.

PIER TOMMASO ricordato anche il 6 Gennaio

POTAMIONE vescovo di Agrigento, martire.

SABINA matrona romana, martire nel 119, protettrice di Roma.

SABRINA di Samos
originaria dell’isola greca di Samos nell’Egeo, martire in Gallia nel 3° sec.

SARBELLIO martire assieme a Barbea.

SULPICIO Severo o SULPIZIO,
scrittore latino, vissuto tra il 360 circa e il 420, discendente di una nobile famiglia dell’Aquitania(v), si convertì agli ideali monastici, ma si conosce poco della sua vita, tranne un famoso incontro con Martino di Tours che fu determinante per la sua religiosità. Divenuto suo assiduo discepolo, sembra sia stato nominato vescovo di Bourges e abbia presieduto il 2° Concilio di Macon. Gli viene attribuita una Cronaca universale, con le vicende storiche del mondo, dalla creazione fino ai suoi tempi, una biografia di Ilario di Poitiers e un panegirico del suo maestro, la Vita Martini Tauronensis. Deve il soprannome Severo, all’austerità dei suoi costumi.

VALERIO di Lucca
leggendario discepolo di san Pietro, protovescovo di Lucca.

VALERIO di Treviri
apostolo della Renania, tra il 3° e il 4° secolo, forse 1° vescovo della città.

I santi del giorno del 28 gennaio

28 Gen

ARNOLDO di Selenhofen arcivescovo di Magonza, martire.

BRIGIDA di Scozia
secondo una tradizione, era una principessa scozzese vissuta nel 5° secolo,  uccisa assieme alla sorella Maura, da banditi di strada pagani, mentre andava in pellegrinaggio a Roma. Sepolta in Francia, sembra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

CALLINICO di Apollonia 
martire con Leucio e Tirso nel 117 ad Apollonia, in Tracia.

CARLOMAGNO
nato nel 742, figlio del re dei Franchi, Pipino il Breve, prima divise il regno con il fratello Carlomanno e poi, alla sua morte, regnò da solo. Chiamato in Italia da Adriano I, contro il re longobardo Desiderio, perchè questi non rispettava le prerogative pontificie, lo sconfisse nel 773. Assunse anche il titolo di re dei Longobardi e così, per un lungo periodo, assieme al papa fu protagonista della storia d’Italia. Nel 778 condusse una campagna contro i Musulmani di Spagna, culminata con l’assedio di Saragozza che si risolse però con una grave sconfitta tanto che, durante la ritirata, la retroguardia fu distrutta a Roncisvalle. Condusse anche una campagna contro i Sassoni, li sottomise e convertì al cristianesimo, trasformando la Sassonia in una immensa prefettura franca, divisa in contee. Verso il 785 iniziò la conquista della Baviera conclusa nel 788, con l’occupazione di tutta la regione, anch’essa suddivisa in contee. Più a oriente conquistò la Pannonia, abitata dagli Avari e pose fine al loro regno, creando così un potente impero che nel 799 si estendeva dall’Elba ai Pirenei, dalla pianura padana al Mare del Nord. A conclusione della sua opera di conquista e unificazione, nella notte di Natale dell’800 venne solennemente incoronato in San Pietro da Leone III, imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente. Ottimo legislatore, diede al suo dominio un’organizzazione basata su un governo centrale, del quale era capo con pieni poteri, assistito da un consiglio consultivo e vari governi locali, retti da un prefetto o conte, sottoposto ai “missi dominici”, funzionari creati da lui, una specie di ispettori con funzioni anche di giudici, scelti tra i burocrati laici ed ecclesiastici. Promosse l’istruzione scolastica, fondando scuole presso i monasteri e le chiese. Raccolse presso la corte molti eruditi del tempo, fra i quali Alcuino, Paolo Diacono, Eginardo e Pietro da Pisa, dando vita all’Accademia Palatina, dalla quale si diffuse una grande opera di rinascita letteraria e artistica. Nell’806 divise l’impero tra i figli Pipino, Ludovico il Pio e Carlo, ma Pipino e Carlo morirono pochi anni dopo e così nell’813, chiamò Ludovico a dividere il trono incoronandolo imperatore ad Aquisgrana. Morto nell’814, è oggetto di particolare venerazione in Francia, anche se fu canonizzato dall’antipapa Pasquale III, nel 1164, su richiesta di Federico Barbarossa, mentre nel 18° secolo il papa Benedetto XIV lo ritenne venerabile come beato. Queste decisioni non furono poi né smentite, né ratificate e il culto di Carlomagno è solo tollerato.

EMILIANO di Trevi
fuggito dall’Armenia verso la fine del 3° secolo, trovò rifugio presso una comunità cristiana di Roma. Durante le persecuzioni di Diocleziano fu consacrato vescovo dal papa Marcellino e inviato a Trevi assieme a Sebastiano e altri due compagni. Arrestato, fu sottoposto a molte torture per convincerlo a rinnegare il cristianesimo, ma essendosi sempre opposto, il 28 gennaio 304 fu condannato a morte e decapitato in una località presso Trevi. In questo luogo una leggenda dice che esiste ancora la mitica pianta di ulivo ultracentenerio alla quale fu legato il santo vescovo martire. Le presunte reliquie, disperse nella notte dei tempi, furono ritrovate nel 1660, durante i lavori di ristrutturazione del Duomo di Spoleto ed ora sono conservate in una chiesa di Trevi. Come sant’Emiliano Armeno è venerato anche in alcune località dei dintorni, l’8 febbraio.

GIACOMO santo eremita, morto nel 350,

LEUCIO di Apollonia 
martire nel 117, assieme a Callinico e Tirso ad Apollonia, colonia greca del Ponto Eusino, in Tracia

MAURA di Scozia
secondo una tradizione leggendaria, era una giovane principessa nata in Scozia nel 5° secolo, che fu uccisa in Francia, dove venne sepolta, assieme alla sorella Brigida mentre stava andando in pellegrinaggio a Roma. È venerata come martire.

OLGA Bidà beata.

PIETRO Nolasco 
nacque nel 1182 a Rechaud, presso Carcassonne in Linguadoca, forse da una famiglia di origine ligure. Nel 1203 andò in Spagna cercando di liberare, con il riscatto, i cristiani schiavi dei Musulmani che dominavano il paese. Nel 1222, assieme a Raimondo di Penafort e ad altri laici, rifondò a Barcellona, l’Ordine religioso dei Trinitari, intitolato a Maria Santissima della Mercede, divenendone il nuovo superiore. L’ordine, fondato da Giovanni di Matha, era stato approvato da Innocenzo III nel 1198 ma aveva perso il primitivo fervore e Pietro ne continuò l’opera, che prima aveva ripreso da solo spendendo tutte le sue sostanze. Ottimo organizzatore riuscì a comporre anche delle dispute politiche. La data della morte è controversa, secondo alcuni sarebbe il 13 maggio 1249, secondo altri il 25 dicembre 1256, mentre è invece certo che fu canonizzato nel 1628, da Urbano VIII.

ROSA Wang Hoei 
nata in Cina, ma battezzata cristianamente con il nome di Rosa, divenne una attiva catechista. Quando nel paese scoppiò la persecuzione xenofoba dei Boxers dovette nascondersi spostandosi quasi ogni giorno, ma verso la metà dell’agosto 1900, venne scoperta, arrestata e interrogata; al suo rifiuto di tornare agli antichi culti, fu percossa, ferita e infine gettata ancora viva in un canale. È stata proclamata santa il 1° ottobre 2000, con Santa Messa e rito di canonizzazione, presieduti da Giovanni Paolo II.

TIRSO di Apollonia 
nato nel 98, martire nel 117 in Tracia, assieme a Callinico e Leucio.

TOMMASO d’Aquino 
uno dei più grandi geni della storia cristiana, nato alla fine del 1225, nel castello di Roccasecca, presso Aquino, in provincia di Frosinone. Figlio di Landolfo, nobile guerriero longobardo e di Teodora di origine normanna, studiò a Montecassino fino al 1239 e poi dal 1244 a Napoli, entrando nei Domenicani contro il volere del padre. Proseguì gli studi di teologia nelle grandi scuole del tempo a Bologna, poi a Colonia sotto la guida di Alberto Magno e a Parigi fino al 1252. Tornò poi a Parigi dove insegnò fino al 1260, quando rientrò in Italia alla corte papale come teologo della curia. Nel 1269 fu ancora docente a Parigi e tre anni dopo maestro generale di teologia a Napoli, insegnando anche a Orvieto e Viterbo. La morte lo colse mentre stava andando a Lione per un Concilio indetto da Gregorio X, durante il viaggio tra Napoli e Roma, nel monastero cistercense di Fossanova, presso Latina, il 7 marzo 1274. Corse la diceria che lo avesse fatto avvelenare il re di Sicilia Carlo I d’Angiò, per impedirgli di parlare male di lui al Concilio. Le sue opere fondamentali sono i commenti ai 4 Libri Sententiarum del vescovo di Parigi, Pietro Lombardo, i Commenti alla Logica, Fisica, Etica e Metafisica di Aristotele; la Summa contra Gentiles del 1264 e la Summa Theologiae, iniziata nel 1265 e rimasta incompiuta. È ritenuto anche l’autore del “Pange Lingua” nella liturgia eucaristica per la festa del Corpus Domini, istituita da Urbano IV. Secondo Tommaso, la ragione umana è un potere autonomo, rispetto alla fede e indipendente quindi dalla rivelazione. Tuttavia nessun contrasto è possibile tra le verità della fede e quelle della ragione, in quanto la verità è “Una”. L’esistenza di Dio viene dimostrata per mezzo di argomenti esclusivamente a posteriori(le 5 vie), perchè Tommaso nega la possibilità di ogni conoscenza innata. L’anima è forma sostanziale del corpo, ma la sua esistenza è certa anche separata dal corpo. L’opera di Tommaso è stata una parte molto importante dell’insegnamento ufficiale della Chiesa per quasi 7 secoli. Canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII, nel 1567 Pio V gli conferì il titolo di Dottore Angelico. Patrono di scuole e atenei universitari, la sua memoria è celebrata anche il 28 gennaio, giorno della traslazione delle reliquie a Tolosa, nel 1369.

VALERIO di Saragozza
vescovo della città, martire. Arrestato con il diacono Vincenzo alla fine del 3° secolo, fu mandato in esilio in Gallia, dove morì nel 315.

I santi del giorno del 16 gennaio

16 Gen

ADIUTO    
francescano dell’Ordine dei Minori, protomartire in Marocco.

BERARDO di Coimbra
frate minore francescano, martire. Venne inviato missionario in Africa da Francesco d’Assisi, accompagnato da altri 4 religiosi: Accursio, Adiuto, Ottone e Pietro, per tentare l‘evangelizzazione dei Musulmani. Partì da Siviglia con molte speranze, ma appena sbarcato in Marocco, il 16 gennaio 1220, venne arrestato e decapitato assieme ai confratelli. Le salme furono trasportate e sepolte a Coimbra, in Portogallo. Canonizzati da Sisto IV nel 1481.

DANA di Aulona    
chierico e lettore di Aulona, città dell’Illirico. In seguito a una feroce persecuzione fuggì per mare portandosi dietro gli arredi sacri della chiesa, ma venne raggiunto da una folla di fanatici adoratori di Dionisio, che lo uccisero e gettarono il corpo in mare. Nella diocesi di Ugento in Puglia, esiste una cittadina chiamata San Dana, dove questo martire è venerato nella chiesa parrocchiale.

ENRICO eremita  
nato in Danimarca, visse da eremita sull’isola di Coquet in Inghilterra e si guadagnò da vivere facendo il giardiniere. Quando gli chiesero di tornare in patria, si ritirò per una notte in preghiera, e poi decise di restare dov’era. Acquisì fama di santità, per il dono della profezia e la capacità di leggere nel pensiero della gente che lo andava a trovare. Morì nel 1127.

FURSEO   
abate irlandese fondatore del monastero di Lagny-sur-Marne, presso Parigi, morto verso il 648.

GIACOMO di Tarantasia
discepolo di Onorato di Arles, secondo la tradizione fu il 1° vescovo di Tarantasia, nella Savoia francese, morto nel 429.

GIOVANNA di Santa Lucia
nata in Toscana, prima sorella laica e poi monaca camaldolese nel convento di Santa Lucia, presso Bagno di Romagna. Una leggenda dice che alla sua morte, nel 1105, le campane si misero a suonare da sole.

MARCELLO I papa    
eletto solo il 27 maggio 308, perchè la sede pontificia rimase vacante per ben 4 anni, riorganizzò la Chiesa, ma fu subito implicato nella controversia dei “lapsi”, cioè di coloro che per paura della persecuzione avevano fatto apostasia. Il papa insisteva sul fatto che, dopo aver fatto penitenza pubblica, potevano essere riammessi ai sacramenti, ma il suo decreto suscitò grandi disordini, tanto che l’imperatore Massenzio lo mandò in esilio. Secondo il Liber pontificalis avrebbe ordinato 25 presbiteri con rispettive parrocchie romane ed è da questo che si può dedurre la prima costituzione dei “titoli”. Un’incerta tradizione lo dice morto il 16 gennaio 309, lavorando come stalliere in una scuderia imperiale, ma è più probabile sia stato vittima in esilio, della persecuzione di Massenzio e sepolto poi nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria.

ONORATO di Arles    
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

ONORATO di Gaeta  
martire a Fondi, Gaeta, nel 6° secolo.

ORLANDO o ROLANDO monaco cistercense.

OTTONE  
protomartire francescano in Marocco, nel 13° secolo assieme a Berardo, Accursio e compagni

PRISCILLA di Roma
vissuta nel 1° secolo, moglie di Manlio Acilio Glabrio, madre del senatore Pudente e nonna di Prassede, secondo la tradizione ospitò l’apostolo Pietro nella sua villa romana, situata vicino alle catacombe che portano il suo nome, sulla Via Salaria.

TIZIANO di Oderzo
nato a Eraclea, in provincia di Venezia, da una famiglia nobile, fu discepolo del vescovo Floriano che lo ordinò sacerdote. In seguito, eletto vescovo di Oderzo, divenne famoso per la predicazione e la difesa dell’ortodossia contro l’eresia degli ariani. Morì il 16 gennaio 632 e fu sepolto a Oderzo, dove venne eletto patrono. Il suo corpo, però, verso la fine del 7° secolo, venne trafugato e portato a Ceneda (oggi Vittorio Veneto), che era la sede vescovile, in una chiesa intitolata a lui.

VALERIO di Sorrento
vescovo di Sorrento nella seconda metà del 5° secolo.

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