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I santi del gorno del 13 giugno

13 Giu

ALICE di La Cambre
nata nel 1200, chiamata anche ADELAIDE, a soli 7 anni entrò in un monastero cistercense a Schaerbeek (La Cambre), in Belgio. Ammalatasi di lebbra visse in isolamento offrendo le sue sofferenze per il perdono dei peccatori, fino alla morte avvenuta l’11 giugno 1250. In Germania è venerata con il nome di ALEIDE.

ANTONIO da Padova
nato a Lisbona nel 1195. Ferdinando de Bulhoes (Buglione), nobile figlio di Martino, cavaliere alla corte del re portoghese Alfonso II e di Teresa Maria Tavera. A 15 anni entrò tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino e quando, nel 1220,fu ordinato sacerdote, passò nei Frati Minori Francescani di Coimbra con il nome di Antonio d’Olivares. Inviato in Marocco ad annunciare il Vangelo, una malattia lo costrinse a rientrare, ma una tempesta lo portò in Sicilia e da qui andò ad Assisi, dove potè assistere al “capitolo delle stuoie”, tenuto da Francesco d’Assisi nel 1221. Si stabilì nell’eremo di Montepaolo, nei pressi di Forlì e poi si dette alla predicazione missionaria passando anche in Francia, dove divenne custode del convento di Limoges. Alla morte di Francesco tornò in Italia, venne eletto provinciale dell’Italia Settentrionale e nel 1226 si stabilì a Padova, continuando a predicare, tanto da essere chiamato “il martello degli eretici”. Si adoperò per abolire la prigione ai debitori, aiutò i poveri e combatté le eresie. Morì il 13 giugno 1231, a soli 36 anni, in una cella del convento di Arcella, alla periferia di Padova, dove la sua predicazione era stata accolta da adesioni entusiastiche. Chiamato anche taumaturgo, per i numerosi miracoli che gli furono attribuiti, fu canonizzato a Spoleto dopo un solo anno dalla morte, dal Gregorio IX e nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa Universale. Le sue reliquie si conservano in una cassa d’argento dentro un’arca di marmo verde in una cappella della grandiosa Basilica del Santo, a Padova, città della quale è patrono e che è meta di continui e ininterrotti pellegrinaggi. Curiosamente viene invocato anche per ritrovare gli oggetti perduti.

AQUILINA di Byblos santa martire nel 304  in Fenicia (v).

ELERIO abate.

MORANDO di Alsazia
nato nel 1080 nei pressi di Strasburgo, in Francia e morto nel 1115. Dopo un lungo pellegrinaggio a Santiago de Compostela, entrò nella comunità di Cluny (v) governata dall’abate Ugo. Divenuto monaco, venne mandato nei monasteri sui monti dell’Alvernia (v) e nel 1106 passò poi, in qualità di interprete, nel nuovo monastero di Altenkirchen, in Germania, sul Mar Baltico, dove rimase fino alla morte, venerato come un santo. È stato canonizzato alla fine del 12° secolo.

PELLEGRINO di Amiterno
vescovo di Amiterno (oggi San Vittorino), presso L’Aquila, vissuto tra il 6° e il 7° secolo, molto venerato in tutto l’Abruzzo.

RODRIGO di Cordova
sacerdote ed eremita a Cabra, presso Cordova in Spagna, fu denunciato dal fratello agli occupanti Saraceni, dopo che aveva tentato invano di fargli rinnegare la fede cristiana, per passare all’islam. In carcere si incontrò con un certo Salomone, laico, anch’egli imprigionato per lo stesso motivo e così si unì a lui in penitenza e preghiera. Vennero poi condannati a morte, decapitati il 13 marzo 837 e gettati nel Guadalquivir. I loro corpi furono recuperati da alcuni cristiani e Rodrigo fu sepolto nella Chiesa di San Genesio.

UGO di Novalesa
abate benedettino dell’Abbazia della Novalesa, provincia di Torino, fondata nel 726, dal governatore di Susa, Abbone.

UNNA di Saint Dié
moglie del nobile francese Hunon, vissuta nel 7° secolo. Assieme al marito, dedicò la sua vita all’assistenza degli ammalati poveri. Fu sepolta assieme a lui nella Chiesa di Saint-Dié, nella regione dei Vosgi, in Francia, che loro stessi avevano fatto edificare. Patrona dei lavandai, perché “lavava” le ferite dei malati.

I santi del giorno del 29 aprile

29 Apr

ANGELINA da Spoleto vergine martire.

CATERINA da Siena
nata il 25 marzo 1347, figlia di Jacopo Benincasa, modesto tintore di Fontebranda e di Lapa Piagenti. Penultima di 25 fratelli, fin dall’infanzia ebbe tendenza ai rapimenti mistici e alla vocazione religiosa. Si dedicò a una seria vita di penitenza, il cui rigore suscitò critiche e calunnie. A 12 anni rifiutò il matrimonio combinato dalla madre e nel 1365, vinte le resistenze della famiglia entrò nelle Mantellate, le terziarie di San Domenico. Per la fama di santità, fu in rapporto con vari personaggi ecclesiastici, re, uomini di governo e artisti, ispirando a tutti venerazione per sincerità di fede, ardore di apostolato e intensa spiritualità. Superati tutti gli ostacoli, tra i quali nel 1374, un processo da parte dell’Ordine reso timoroso dalle sue decise critiche alla corruzione ecclesiastica, ebbe l’incarico di predicare la Crociata a Pisa. In quello stesso anno ricevette le stigmate e l’anno dopo venne inviata ad Avignone per convincere Gregorio XI a riportare la sede pontificia a Roma,il quale accoglierà il suo appello. Presa da intensa attività pubblica, corse in quegli anni da un capo all’altro dell’Italia a predicare la pace e la concordia fra i principi, a consolare gli afflitti, promuovere una nuova crociata e ad arginare lo scisma d’Occidente. L’intensa attività non le impedì, la pratica mistica, né diminuì l’intensità della vita ascetica. Consunta dall’ardore religioso e logorata dalle fatiche, morì a soli 33 anni a Roma, in una casa presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, dove fu sepolta il 29 aprile. Ebbe grande influenza nel mondo del suo tempo, per la forte eloquenza e lo zelo che usò nelle dispute religiose per comporre contrasti politici, confortare i dubbiosi e convertire i peccatori, oltre che per l’esempio della sua santa vita. Le 388 “lettere” sono la testimonianza più viva della sua opera, scritte in una prosa povera di tecnica, ma travolgente per l’impeto della personalità. Nel 1378 dettò ad alcuni discepoli il Dialogo della Divina Provvidenza e 22 Orazioni, perché lei, donna di poca cultura, solo negli ultimi anni aveva imparato a leggere e scrivere. Proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno 1939, Paolo VI l’ha insignita del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. A Siena, nel 1464, è stato edificato un santuario intorno alla sua casa natale, i cui ambienti sono stati trasformati nel “Santuario di Santa Caterina”.

CIRA vedova martire di Roma nel 3° secolo.

EMILIANO di Numidia
martire in Africa del Nord, nel 259 al tempo della persecuzione di Valeriano I.

ILARIO di Toscana santo vissuto nel 6° secolo.

LIBERIO di Ravenna
nato nel 2° secolo, divenne vescovo di Ravenna e morì nel 206. Nella chiesa cittadina di San Francesco, eretta nel 5° secolo dal vescovo Neone, l’altare maggiore è formato dall’urna detta di San Liberio.

LIVIO di Turingia monaco francese, martire in Turingia, Germania Centrale

PAOLINO di Brescia
detto “mediolanensis”, segretario di Ambrogio vescovo di Milano.

PIETRO da Verona
nato nel 1203, fu avviato agli studi a Bologna ed entrò nei Predicatori Domenicani mentre era ancora vivente il fondatore, Domenico di Guzman. Nel 1232, Gregorio IX lo inviò in Lombardia in qualità di Inquisitore, a combattere le molte eresie degli Albigesi, Catari, Patarini e Valdesi, che dilaniavano la Chiesa. Lo zelo con il quale compiva il suo ufficio, gli attirò l’odio degli eretici, che congiurarono contro di lui e lo assassinarono nel 1252 a Seveso San Pietro, presso Milano. Chiamato anche Pietro Martire, fu canonizzato l’anno seguente da Innocenzo IV.

ROBERTO di Molesmes
nato nel 1029 da una nobile famiglia, in Francia. Nel 1044 entrò tra i benedettini e appena ebbe finito il noviziato, venne eletto priore. In seguito fu priore in diversi monasteri e nel 1075 fondò quello di Molesmes. Nel 1098, quando i monaci, anche in seguito alle molte ricchezze accumulate dal monastero, cominciarono a perdere il primitivo fervore e la originaria rigidità di vita religiosa, li abbandonò e assieme ad Alberico si trasferì a Citeaux, dove fondò quella che poi divenne la celebre abbazia della quale fu il primo abate. Poco tempo dopo Urbano II gli chiese di tornare a Molesmes, che nel 1099 aderì alla riforma cistercense. È morto nel 1111.

TICHICO di Cipro
discepolo e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, da Troade per la Siria, attraverso la Macedonia. Venne definito dallo stesso Paolo come un “fratello carissimo, mio compagno, fedele ministro nel servizio del Signore”.

UGO di Cluny
figlio primogenito del conte Dalmazio, nato nel 1024 a Semur-en-Brionnais, nella diocesi di Autun. Malgrado l’opposizione del padre che voleva fare di lui un gran cavaliere, nel 1038 si fece monaco a Cluny dove fu ordinato sacerdote nel 1044 e cinque anni dopo eletto abate, successore di Odilone. Resse la guida della famosa abbazia per sessant’anni e in questo periodo la congregazione cluniacense raggiunse il suo massimo sviluppo e l’Ordine benedettino grande splendore. Viaggiò moltissimo ed esercitò una notevole influenza sul movimento rinnovatore della chiesa intrapreso da vari papi: Leone IX, Vittore II, Stefano X, Alessandro II, ma sopratutto da Gregorio VII, per il quale svolse importati missioni diplomatiche. Si deve a lui anche la costruzione della stupenda basilica a 5 navate di Cluny, dove morì il 28 aprile 1109. Canonizzato nel 1120, da Callisto II, circa 4 secoli più tardi, nel 1562, i protestanti saccheggiarono Cluny e bruciarono tutte le sue reliquie.

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 9 aprile

9 Apr

ACACIO o ACAZIO vescovo martire.

ANTONIO Pavoni santo morto nel 1374.

CONCESSO martire con DEMETRIO e ILARIO.

EDDA
di origine sassone, martire in Francia nel 9° secolo, assieme a TANCREDI e altri compagni benedettini.

ELIODORO martire del 3° secolo.

GAUCHERIO
eremita francese, nato a Meulan, presso Parigi, nel 1060 e morto ad Aureuil, nel 1140. In una foresta appartenente al capitolo di Limoges, ha fondato il convento dei Canonici Regolari di Sant’Agostino.

ILDA di Whitby
nata nel 614, principessa della Northumbria, un antico regno anglosassone. Nel 657, divenuta badessa di Hartlepool, sul Mare del Nord, fondò un monastero doppio a Whitby, presso la baia di Robin Hood. È morta nel 680.

MARIA di Cleofa (CLEO)

sposa di Alfeo, uno dei due discepoli di Emmaus e madre dell’apostolo Giacomo il Minore. Faceva parte del gruppo delle pie donne al seguito di Gesù e assistette anche alla morte e alla sepoltura del Maestro. Il mattino della Domenica di Pasqua, assieme a Giovanna moglie dell’amministratore di Erode, Maria di Magdala e Salomè moglie di Zebedeo, si recò al sepolcro ed ebbe la visione dell’Angelo annunziante la risurrezione. Secondo la genealogia del Vangelo di Luca, era la cognata di Maria Vergine, mentre secondo il Vangelo di Giovanni, dovrebbe essere stata una sua sorella.

PROCORO di Nicomedia

uno dei primi 7 diaconi, ai quali gli Apostoli imposero le mani. Le liste dei santi bizantini, lo dicono vescovo di Nicomedia, ma non parlano di martirio. Altri invece, tra i quali lo storico della chiesa, il venerabile Cesare Baronio, lo presentano come martire ad Antiochia.

TANCREDI di Francia
monaco benedettino di origine sassone, martire in Francia nel 9° secolo.

TOMMASO da Tolentino
nato nel 1260 a Tolentino, nelle Marche, entrò nei francescani spirituali di Angelo Clareno. Subì un periodo di prigionia, per conflitti interni all’Ordine, ma poi nel 1290, andò missionario in Armenia, dove divenne consigliere del re Aitone II che lo fece viaggiare come suo ambasciatore presso il papa e i re di Francia e d’Inghilterra. Richiamato a Roma sempre per motivi disciplinari, venne inviato in Oriente con un gruppo di missionari. Dopo il 1305 Clemente V lo nominò 1° vescovo di Pechino, dove il frate Giovanni da Montecorvino aveva dato vita a una nuova comunità cristiana. Assieme a tre frati e un interprete laico, nel 1320 s’imbarcò per la Cina, dove però non arrivò mai, perché fu arrestato assieme ai compagni durante la sosta a Bombay e decapitato nelle vicinanze, a Thana, il 9 aprile 1321. Il suo corpo riesumato da Odorico da Pordenone, fu trasportato in Cina e sepolto nella regione di Zaitun. Il culto, con il titolo di beato, è stato confermato nel 1894, da Leone XIII.

UBALDO Adimari dell’Ordine dei Servi di Maria.

UGO di Rouen
nato in Borgogna nel 680. Nel 722 divenne vescovo di Rouen, poi di Parigi e infine di Bayeux, presso Caen nella regione del Calvados, dove è morto il 9 aprile 730, dopo essere tornato semplice monaco. Abate anche di Fontenelle e di Jumieges, fu un ottimo amministratore delle rendite dei benefici delle due abbazie.

VALTRUDE di Mons
figlia di Gualberto e Bertilla, sorella di Aldegonda, fondò il convento di Mons, nell’Hainaut belga, al confine con la Francia, divenendone la prima badessa. Morì nel 668.

I santi del giorno del 1 aprile

1 Apr

CELSO o CELLACH
nato nel 1079, arcivescovo di Armagh, nell’Ulster in Irlanda dal 1105 e poi di Dublino dal 1121, difese l’indipendenza della Chiesa dal potere laico. Elesse come successore Malachia, al quale è attribuita la famosa profezia sulla successione dei papi. Morì nel 1129.

FIORENTINO di Arles
nato nel 483, abate di Saint-Pierre d’Arles, morto nel 553. L’epitaffio in versi acrostici sulla tomba a Santa Croce d’Arles, costituisce uno dei più antichi esemplari cristiani del genere.

GERONZIO di Milano vescovo.

GILBERTO di Scozia
nato nella contea di Caithness, all’estremità nord-est della Scozia, ne divenne vescovo con sede nel capoluogo Wick. Fu un grande predicatore e anche amministratore dei re scozzesi. Fece costruire molti ospizi e la cattedrale della contea. Morì nel 1245.

IRENE di Tessalonica
sorella delle sante Agape e Chionia, martire nel 304. Fu arrestata e bruciata viva. per aver professato pubblicamente la fede cristiana, rifiutandosi di mangiare le carni delle offerte agli dei pagani. Fu sepolta assieme alle sorelle nelle catacombe di Priscilla sulla Via Salaria.

LUDOVICO Pavoni o LODOVICO,
nato a Brescia l’11 settembre 1784, da una famiglia nobile. Nel 1807 fu ordinato sacerdote e divenne segretario del vescovo della sua città, monsignor Gabrio Nava, che poi lo nominò canonico della Cattedrale. Dopo aver aperto diversi oratori festivi per raccogliere i ragazzi più poveri, nel 1818, con il pieno appoggio del vescovo, poté aprire ai suoi ragazzi un ex-convento, vicino alla Chiesa di San Barnaba, dove inventò un “collegio d’arti”, una vera e propria scuola professionale, nella quale poter imparare un mestiere in un ambiente moralmente sano. Nel 1821 venne avviata anche una tipografia, la prima scuola grafica in Italia e la casa editrice Ancora. Dal 1841 accolse anche i piccoli sordomuti e poi aprì una scuola di agricoltura, acquistando il terreno attorno al convento di Saiano, poco distante da Brescia. Perché queste sue opere potessero continuare e svilupparsi anche dopo la sua morte, l’8 dicembre 1847 fondò, con 5 dei suoi giovani, la congregazione dei Figli di Maria Immacolata, che dovrà necessariamente essere composta da Sacerdoti e Laici. Si ammalò durante l’insurrezione delle “10 giornate di Brescia” e morì nel convento del Colle Calvario di Saiano, il 1° aprile 1849. I suoi resti mortali sono custoditi in un bianco sarcofago nel santuario Pavoniano nella parrocchia dell’Immacolata a Brescia. Il 5 giugno 1947 Pio XII lo ha dichiarato Venerabile e poi il 14 aprile 2002 Giovanni Paolo II lo ha beatificato. Nella congregazione è festeggiato il 28 maggio.

MELITONE di Sardi
nel 2° secolo, vescovo in Lidia. Le antiche testimonianze parlano di lui come uno dei grandi luminari della Chiesa d’Asia, chiamandolo “profeta”, pieno dello Spirito di Dio. Le sue opere sono la testimonianza della precisione della dottrina cristologica di quel tempo, in particolare è notevole l’Omelia sulla Pasqua, il cui testo era conservato in alcuni papiri riscoperti una quarantina di anni fa e pubblicati solo nel 1966. È la più antica omelia pasquale cristiana, cantata in occasione di una Pasqua celebrata nella notte fra il 14 e il 15 di Nisan, secondo l’antica tradizione apostolica dell’Asia Minore. Si sviluppa come una lunga esegesi del capitolo 12 del libro dell’Esodo per dimostrare come, attraverso la morte di croce, il Signore ha sconfitto la morte per liberare i credenti da tutti i loro peccati. Sembra invece ormai perduta la parte principale dell’Apologia per i cristiani, del 170, diretta a Marco Aurelio, perché ne sono pervenuti solo pochi frammenti trascritti da Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica.

PROCOPIO di Boemia
nato nel 980, monaco eremita, 1° abate del monastero di Sazava, in Boemia, fatto costruire per lui dal duca Ulderico. Morto nel 1053, fu canonizzato da Innocenzo III, nel 1204 e divenne il patrono della sua nazione.

PRUDENZIO di Atina martire nel Lazio, verso il 300.

TEODORA (DORA) matrona martire di Roma.

UGO di Bonnevaux
nato nel 1120, nipote di Ugo di Grenoble, si fece monaco cistercense e divenne abate di Leoncel, presso Valence in Francia e poi, nel 1169 abate priore di Bonnevaux. Famoso per le sue doti di chiaroveggenza e anche perché  nel 1177 a Venezia, fece da mediatore nella trattativa di pace tra il papa Alessandro III e l’imperatore Federico I, il Barbarossa. Morì nel 1194.

UGO di Grenoble
nato in Francia nel 1053. Studiò presso la cattedrale di Valence, nella quale fu canonico e segretario del legato pontificio locale che lo portò anche al sinodo di Avignone del 1080. Nel 1082, divenuto vescovo di Grenoble, riformò la vita religiosa, restaurò la disciplina ecclesiastica, confermò il celibato del clero e combatté la simonia. Tentò più volte di dare le dimissioni, aspirando a vita contemplativa, ma venne sempre rimesso al suo posto da Gregorio VII, per le notevoli capacità di pastore. Contribuì alla fondazione dell‘Ordine dei Certosini donando a Bruno di Colonia una regione chiamata la Chartreuse, dove nel 1084, venne iniziata la costruzione della Grande Certosa. Morì il 1° aprile 1132 e fu canonizzato due anni dopo dal papa Innocenzo II.

VALERIO d’Alvernia
povero pastore nato in Francia verso il 565. Fattosi religioso benedettino in giovane età, nel 594 divenne vescovo di San Colombano a Luxeuil-les Bains e si dedicò alla predicazione missionaria combattendo le superstizioni e l’idolatria. Nel 611 fondò un romitorio a Leuconay sulla Manica, presso Abbeville, che divenne poi il monastero di Saint-Valery-sur Somme, per i numerosi discepoli che lo seguivano. Sembra sia morto nel 619 a Horne sull’isola di Fionia (Fyn), in Danimarca.

VENANZIO di Duvno
nominato vescovo a Roma, nel 3° secolo, venne mandato missionario a Delminiumn, oggi Duvno nell’Erzegovina croata. Subì il martirio nel 257, durante la persecuzione di Valeriano I.

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