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I santi del giorno del 11 maggio

11 Mag

ACHILLE  martire a Roma assieme a BASSO, FABIO e MASSIMO.

BASSO di Persia
martire ucciso dal padre, assieme alla sorella Susanna, all’eremita Longino e allo schiavo Stefano.

DIOCLEZIO di Osimo
discepolo di sant’Antimo, martire in provincia di Ancona agli inizi del 4° secolo, assieme a FIORENZO e al diacono SISINIO. Il suo sepolcro, assieme agli altri, è nella cripta del Duomo della città, dedicato a San Leopardo.

FRANCESCO de’Geronimo
nato a Grottaglie, Taranto, nel 1642. Valente predicatore gesuita, gli furono affidate le missioni popolari in Puglia, Abruzzo e Napoli. Fu promotore di molte opere sociali, avvalendosi dell’aiuto dell’Oratorio delle Missioni. Morì a Napoli nel 1716.

GANDOLFO di Varennes
martire nei pressi di Verdun, in Francia.

GUMBERTO di Reims
martire verso la fine del 7° secolo. Fratello di Nivardo, arcivescovo di Reims, aiutò la moglie Berta a fondare un monastero ad Avenay, presso Reims. Fu ucciso dai Frisoni, che era andato a evangelizzare.

IGINO di Ginevra vescovo.

IGNAZIO da Laconi
nato nel 1701 a Laconi, provincia di Nuoro, nono figlio di una famiglia povera, a vent’anni entrò come fratello laico nel convento cappuccino di Cagliari. Addetto ai servizi più modesti, svolse il suo apostolato sopratutto come questuante e frate cercatore per 45 anni, con tanto amore per poveri e peccatori, splendido esempio di umiltà e carità. Negli ultimi due anni di vita divenne cieco e morì a Cagliari l’11 maggio 1781. È stato beatificato da Pio XII nel 1940, che poi lo ha canonizzato nel 1951.

MAIOLO di Cluny
nato ad Avignone nel 906, morto nel 994 a Souvigny nell’Allier, in Francia. Arcidiacono di Macon, rifiutò il vescovado di Besancon e si fece monaco a Cluny nel 943, dove, dopo essere stato coadiutore, ne divenne il 4° abate. Viaggiò molto, visitò personalmente molti monasteri benedettini e introdusse la riforma cluniacense nelle abbazie di Germania, Lombardia e Svizzera. Gli fu dedicato il monastero di Pavia, attualmente archivio di stato.

NEPOZIANO di Altino
nipote di Eliodoro, vescovo di Altino, presso Venezia, militò per qualche tempo nell’esercito e poi si dedicò a vita ascetica. Fu amico di Girolamo di Stridone, che gli dedicò lo scritto “De vita Clericorum”, una guida alla retta condotta per i chierici. È morto nel 396.

PIETRO levita
diacono romano nato nel 540 e morto a Roma nel 605. Divenne monaco di Sant’Andrea al Celio, insieme a Gregorio Magno, dal quale fu molto stimato e che lo nominò amministratore pontificio in Sicilia e Campania, cardinale diacono e suo consigliere, inserendolo anche come interlocutore nell’opera “I Dialoghi”. Culto approvato nel 1868, durante il pontificato di Pio IX.

STELLA della Gallia
diminutivo di EUSTELLA, martire nella regione di Saintonge, in Gallia nel 3° secolo.

SUSANNA di Persia
figlia di un nobile persiano, assieme al fratello Basso fu affidata dal padre a un certo Stefano, prigioniero di guerra, perché fosse istruita ed educata. Stefano, che era cristiano, li educò nella fede di Gesù e poi li fece battezzare dall’eremita Longino. Quando il padre scoprì che erano diventati cristiani, cercò di convincerli ad abbandonare questa nuova religione ma non vi riuscì, e allora li uccise lui stesso, assieme a Longino e Stefano..

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

VELIO
diminutivo di “EVELIO” di Roma, martire nel 1° secolo

WALTER di Esterp
Gualtiero, nato verso il 990 in Aquitania. Si fece monaco nell’abbazia dei Canonici Regolari di Esterp dove in seguito divenne abate. Ricordato per la carità verso i poveri e per il ministero di confessore che svolse con molta passione, è morto l’11 maggio 1070.

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I santi del giorno del 4 maggio

4 Mag

ADA di Le Mans
forse originaria di Soissons, in Francia, passò a Le Mans invitata dal vescovo Innocenzo, prima del 553 e divenne badessa nel monastero di Santa Maria, alla periferia della città. Le reliquie conservate nella cattedrale insieme con quelle di san Giuliano, sono state profanate dai calvinisti francesi 
(Ugonotti), nel 16° secolo.

CIRIACO
vescovo martire sotto Giuliano l’Apostata. Patrono di Ancona, le reliquie sono conservate nella cripta del Duomo che in origine era dedicato a San Lorenzo, ma che in seguito ha preso il nome del martire San Ciriaco.

FLORIANO di Lorch
nato a Zieselmauer, presso Vienna verso la fine del 3° secolo. Battezzato ed educato cristianamente, servì per alcuni anni come ufficiale dell’esercito romano e poi divenne cancelliere del governatore della città di Lauriacum (oggi Lorch), capitale della provincia del Norico. Arrestato nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano assieme ad altri 40 fedeli che aveva cercato di aiutare a fuggire, fu condotto in catene davanti al proconsole Aquilino. Essendosi rifiutato di offrire sacrifici agli dei romani e di rinnegare la sua fede, fu imprigionato, torturato, flagellato e poi, con una macina da mulino al collo, gettato nel fiume Enns presso Linz, in Austria. In seguito il suo corpo recuperato dai fedeli, fu sepolto cristianamente da una vedova di nome Valeria. Nell’8° secolo sul luogo della sua sepoltura, furono edificati il monastero di San Floriano e una chiesa divenuta la Collegiata Agostiniana, dedicata al suo nome. Recenti scavi hanno permesso di rinvenire i resti degli altri 40 martiri per i quali aveva sacrificato la vita e le sue reliquie ora sono custodite in una chiesa di Cracovia. È un santo molto popolare in Austria, Baviera e Polonia, invocato contro le inondazioni e gli incendi. È venerato anche in Italia, a Brunico in Alto Adige e a Illegio, presso Tolmezzo in Carnia.

PORFIRIO di Camerino prete martire a Camerino, nelle Marche

SACERDOTE di Limoges vescovo martire.

SENESIO di Lucca martire a Lucca nel 9° secolo.

SILVANO di Gaza
vescovo di Gaza in Giudea, condannato ai lavori forzati nelle miniere. Per anzianità e malattie, fu esonerato dal lavoro e trascorse così un lungo periodo in carcere. Subì il martirio nel 310, sotto Massimino II Daia, assieme ad altri 39 cristiani.

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

TONINA diminutivo di ANTONINA, martire assieme al soldato Alessandro.

VENERIO di Milano o VENIERO
discepolo prediletto di sant’Ambrogio, vescovo di Milano dal 400, successore di Simpliciano. Combattè i pagani e si adoperò, con scarso successo, per la riabilitazione del patriarca di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Morì nel 408, durante l’invasione dei Visigoti di Alarico I

I santi del giorno del 20 aprile

20 Apr

ADALGISA
vergine martire della quale non si hanno notizie storiche sicure, solo per tradizione è festeggiata il 20 aprile.

AGNESE Segni
nata nel 1268 a Gracciano, frazione di Montepulciano, in provincia di Siena. Entrò ancora bambina nel monastero domenicano delle “sorelle del sacco” e a soli 15 anni fu eletta badessa. Nel 1306 fondò il monastero di Santa Maria Novella, anche del quale divenne badessa, quando passò sotto la cura dei Domenicani. Morì a Montepulciano nel 1317 e in seguito ai molti miracoli che le furono attribuiti fu subito venerata come santa anche se fu canonizzata solo nel 1726, dal papa Benedetto XIII.

ANICETO papa
nato a Emesa, sul fiume Oronte in Siria, figlio di un certo Giovanni, fu il 10° pontefice, dal 155 al 166. Durante il suo pontificato Policarpo di Smirne venne a Roma per discutere sulla data della Pasqua e si accordarono di rimanere fedeli alle due tradizioni, Aniceto a quella occidentale e Policarpo a quella orientale per evitare lo scisma. In quel tempo si diffusero purtroppo le dottrine eretiche dei manichei, di Cerdone, Valentino e particolarmente di Marcione, che aveva fondato una sua chiesa in Roma, diffondendo molta confusione tra i cristiani. Aniceto fu ucciso durante la persecuzione di Marco Aurelio, anche se mancano prove certe, sicuramente fu il primo papa ad essere sepolto “in catacumbas”, quella di Callisto sull’Appia Antica. Nel Liber Pontificalis è ricordato il 20 aprile, mentre prima era festeggiato il 17

CESARIO martire assieme a Zotico e altri compagni di fede.

CIPRIANO di Brescia vescovo martire nel 6° secolo.

DINA Bosatta
nata a Pianello Lario, in provincia di Como, il 27 maggio 1858. Volendo diventare canossiana, entrò nel noviziato di Como, ma venne rimandata a casa. Si dedicò allora all’assistenza degli handicappati nell’ospizio del Sacro Cuore che il suo parroco aveva creato a Pianello e prese il nome di suor Chiara. Sotto la direzione di Luigi Guanella, divenne infermiera, insegnante, maestra di cucito e ricamo e infine vice direttrice, operando sempre con grande gioia e dedizione. Lavorò a Pianello Lario, Andenno, Dongo, e a Como, dove è morta il 20 aprile 1887.

DOMENICO Vernagalli
nato a Pisa nel 1180, da una famiglia benestante, decise di lasciare la vita agiata per dedicarsi completamente a Gesù. Entrò così nel monastero di San Michele di Pisa e divenne parroco nel 1204. Nel 1218 fece costruire lo “Spedale dei Trovatelli” a San Michele in Borgo, per assistere i molti figli illegittimi della città di Pisa. Morto il 20 aprile del 1219, subito acclamato santo dalla volontà popolare, è stato però beatificato da Pio IX, solamente il 17 agosto 1854.

FLAVIO di Brescia vescovo della città, forse nel 2° secolo. 

ILDEGONDA di Nuitz
monaca cistercense di Colonia, mistica, morta verso il 1188. Durante un pellegrinaggio in Palestina, perdette il padre e tornò in patria, travestita da uomo, entrando nell’abbazia di Schonau im Schwarzwald, con il nome di frate Giuseppe.

LATINO di Brescia
vescovo che dal 1962 viene festeggiato il 20 aprile, assieme ad altri vescovi bresciani.

ODETTA beata, detta anche “ODA”, di Buona Speranza, morta nel 1158.

ORAZIO di Nizza martire assieme a VINCENZO.

SARA vergine martire, in epoca sconosciuta.

SERVILIANO di Roma martire a Roma assieme a SULPIZIO, nel 1° secolo.

TEOTIMO di Tomi
vescovo martire nel 5° secolo a Tomi, antica città della Mesia che oggi corrisponde a Costanza, importante porto della Romania, sul Mar Nero.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

UGO di Anzi-le-Duc monaco benedettino vissuto nel 10° secolo.

VIGILIO di Brescia
vescovo della città, che fino al 1962 era festeggiato il 26 settembre, mentre ora viene ricordato il 20 aprile assieme agli altri vescovi bresciani.

VINCENZO di Nizza martire con sant’Orazio.

ZACCHEO di Gerico
capo dei pubblicani citato nel Vangelo di Luca. Quando Gesù passò dalle sue parti cercò di vederlo, ma essendo basso di statura, non vi riuscì a causa della folla che lo circondava. Allora corse avanti e si arrampicò su di un sicomoro(fico), ma Gesù lo chiamò e poi si fermò a casa sua. È andato ad alloggiare da un peccatore, mormorava la folla, perché Zaccheo era un pubblicano, cioé incaricato della riscossione delle tasse. La chiamata del Maestro, aveva un motivo ben preciso, dare cioè al peccatore la possibilità di convertirsi, di cambiare vita e fu proprio quello che accadde a Zaccheo, il quale promise di restituire ben 4 volte quello che eventualmente avesse riscosso illegalmente. Una tarda tradizione leggendaria dice che morì martire, come vescovo di Cesarea di Palestina.

I santi del giorno del 3 marzo

3 Mar

ANSELMO di Nonantola
duca del Friuli, cognato del re longobardo Astolfo, si fece monaco benedettino e fondò il monastero di Nonantola, divenendone abate. Morì nell’803.

ASTERIO di Cesarea
senatore romano martire nel 262 a Cesarea di Cappadocia, assieme a Marino, sacerdote.

CAMELIA o CAMILLA
vergine martire ad Auxerre, assieme alle sorelle Magnenzia e Pallasia nel 5° secolo. Una chiesa dedicata a lei che sorgeva a Escoulives, vicino ad Auxerre, fu distrutta dai Calvinisti nel 16° secolo.

CATERINA Drexel  
Katharine Mary, nata il 26 novembre 1858, figlia di un banchiere di Filadelfia (USA) e di Hannah Langstroth, che morì un mese dopo il parto. Ebbe la fortuna di trovare in Emma Bouvier cattolica, seconda moglie di suo padre, un’ottima madre educatrice. Studiando e viaggiando molto, scoprì le miserie di molti connazionali, in particolare delle minoranze pellirossa e negra, alcolisti privati delle terre, ex schiavi poverissimi rassegnati alla loro sorte. Nel 1887 andò a Roma e quando fu ricevuta in udienza da Leone XIII, gli chiese di mandare missionari per quella povera gente e il papa le propose di diventarlo lei stessa. Il 12 febbraio 1891 prese i voti come Suora della Misericordia e subito dopo fondò la Congregazione del Santissimo Sacramento, per la promozione umana, partendo dall’istruzione. Riuscì a far costruire circa 150 missioni cattoliche con scuole speciali e mandò le sue suore a visitare i poveri nelle case, ospedali e prigioni. Nel 1925, ha fondato l’università cattolica ‘Xavier University’, per la preparazione dei docenti, che per prima negli USA accettò studenti di colore e indiani. È morta a 96 anni il 3 marzo 1955. Sepolta nella cappella della sua Congregazione a Cornwells Heights, è stata proclamata santa nel Giubileo 2000 da Giovanni Paolo II.

CUNEGONDA imperatrice
nata nel 978, sesta figlia di Sigfrido, conte di Lussemburgo. Nel 998 sposò Enrico duca di Baviera che nel 1002 fu incoronato re di Germania e nel 1014 imperatore con il nome di Enrico II e fu anche santificato. In accordo con il marito fece il voto di verginale continenza, ma poi, ingiustamente accusata di adulterio, dovette sopportare la prova del fuoco dalla quale uscì illesa. Nel 1024, alla morte del marito, fece costruire chiese e monasteri, fra i quali quello di Kaufungen, presso Kassel, dove si ritirò vestendo l’abito benedettino, dopo essersi spogliata delle insegne imperiali e dove morì il 3 marzo 1033. Le spoglie sono custodite nella ricca tomba che si trova nel Duomo di Bamberga, in Germania, diocesi della quale è patrona. È stata canonizzata nel 1200, durante il pontificato di Innocenzo III.

ELAIDE o AIDE santa il cui vero nome potrebbe essere stato “Artellaide”.

FEDERICO abate
nato ad Halluin, sul confine tra Francia e Belgio da una famiglia modesta di umili condizioni. Con l’aiuto del clero locale e molti sacrifici, potè studiare a Munster, in Germania, diventando insegnante e sacerdote. Quando Norberto di Xanten fondò l’Ordine dei Premontratensi, volle vestire l’abito bianco dei nuovi monaci. Divenuto abate, fu il fondatore dell’abbazia di Mariengaarde e di un monastero femminile. Gravemente ammalato, è morto nel 1175.

INNOCENZO da Berzo martire nella Savoia.

MARINO di Cesarea
soldato legionario martire a Cesarea di Cappadocia, ai piedi del monte Erciyas dag. Quando stava per essere promosso al grado di centurione, un altro pretendente, per invidia, lo denunciò come cristiano e così, nel 262 venne condannato e decapitato assieme al senatore Asterio, suo difensore.

PIETRO Geremia
nato a Palermo nel 1399. Il padre Arduino lo mandò a Bologna a studiare giurisprudenza, ma lui voleva consacrarsi a Dio. Nel 1423, sotto la guida del futuro vescovo di Firenze Antonino, prese i voti nel convento domenicano di Fiesole e l’anno dopo venne ordinato sacerdote e inviato a Bologna. Ottimo predicatore, fu in Emilia, Toscana, Veneto e Lombardia fino al 1430, quando ottenne la cattedra di teologia all’Università di Oxford. Tornato a Palermo solo nel 1433, quando gli morì la madre, un anno dopo Eugenio IV gli affidò l’incarico di riformare alcuni monasteri locali. Lo stesso pontefice, nel 1439 lo inviò, come suo rappresentante, al Concilio di Firenze e infine ricevette la nomina di Visitatore Apostolico nel Regno di Sicilia, sempre con compiti di riformatore di ordini religiosi. È morto nel 1452.

TEODORO II papa
romano di nascita, eletto nel dicembre 897 dai fedeli di Spoleto, indisse subito un sinodo per riabilitare la memoria del papa Formoso, ordinando una nuova esumazione della salma, che nel frattempo era stata ritrovata, dopo essere stata gettata nel Tevere e tenuta poi segretamente nascosta. Dispose che fosse rivestita dei paramenti papali e sepolta con tutti gli onori in San Pietro. Ripristinò i diritti dei chierici consacrati da Formoso dando loro piena riabilitazione. Essendo però morto nel gennaio 898, dopo una ventina di giorni di pontificato, fu il suo successore Giovanni IX che dichiarò legittime tutte queste disposizioni e le attuò, scomunicando anche gli atti del sinodo con il quale Stefano VI aveva agito e infierito contro Formoso.

TERESA Verzeri
nata a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia cristiana, un suo fratello diventerà vescovo. Fece i primi studi in casa guidata dal canonico Giuseppe Benaglio e dopo un periodo trascorso fra le monache benedettine di Santa Grata a Bergamo, l’8 febbraio 1831 fondò ad Arluno, in provincia di Milano, l’Istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, per l’educazione delle giovani povere, orfane o traviate, dove compì gli studi magistrali anche Francesca Cabrini. Ha scritto di persona le costituzioni sui doveri delle sue religiose e oltre 3500 lettere. L’istituto si è diffuso prima in Alta Italia e poi anche all’estero, tanto che nel 2002 le suore erano presenti in Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, India e Repubblica Centrafricana, con scuole, asili nido e ospedali. È morta a Brescia il 3 marzo 1852, poco dopo aver ottenuto l’approvazione definitiva della sua congregazione. Beatificata da Pio XII nel 1946, canonizzata nel 2001 da Giovanni Paolo II, i resti mortali sono custoditi a Bergamo nella casa madre della congregazione.

TIZIANO di Brescia
nato verso la fine del 5° secolo, di probabile origine germanica. Divenuto vescovo della città, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano, dove venne sepolto nel 526. Fino al 1962, veniva festeggiato il 3 marzo, attualmente è commemorato il 20 aprile, assieme agli altri santi vescovi bresciani.

I santi del giorno del 16 gennaio

16 Gen

ADIUTO    
francescano dell’Ordine dei Minori, protomartire in Marocco.

BERARDO di Coimbra
frate minore francescano, martire. Venne inviato missionario in Africa da Francesco d’Assisi, accompagnato da altri 4 religiosi: Accursio, Adiuto, Ottone e Pietro, per tentare l‘evangelizzazione dei Musulmani. Partì da Siviglia con molte speranze, ma appena sbarcato in Marocco, il 16 gennaio 1220, venne arrestato e decapitato assieme ai confratelli. Le salme furono trasportate e sepolte a Coimbra, in Portogallo. Canonizzati da Sisto IV nel 1481.

DANA di Aulona    
chierico e lettore di Aulona, città dell’Illirico. In seguito a una feroce persecuzione fuggì per mare portandosi dietro gli arredi sacri della chiesa, ma venne raggiunto da una folla di fanatici adoratori di Dionisio, che lo uccisero e gettarono il corpo in mare. Nella diocesi di Ugento in Puglia, esiste una cittadina chiamata San Dana, dove questo martire è venerato nella chiesa parrocchiale.

ENRICO eremita  
nato in Danimarca, visse da eremita sull’isola di Coquet in Inghilterra e si guadagnò da vivere facendo il giardiniere. Quando gli chiesero di tornare in patria, si ritirò per una notte in preghiera, e poi decise di restare dov’era. Acquisì fama di santità, per il dono della profezia e la capacità di leggere nel pensiero della gente che lo andava a trovare. Morì nel 1127.

FURSEO   
abate irlandese fondatore del monastero di Lagny-sur-Marne, presso Parigi, morto verso il 648.

GIACOMO di Tarantasia
discepolo di Onorato di Arles, secondo la tradizione fu il 1° vescovo di Tarantasia, nella Savoia francese, morto nel 429.

GIOVANNA di Santa Lucia
nata in Toscana, prima sorella laica e poi monaca camaldolese nel convento di Santa Lucia, presso Bagno di Romagna. Una leggenda dice che alla sua morte, nel 1105, le campane si misero a suonare da sole.

MARCELLO I papa    
eletto solo il 27 maggio 308, perchè la sede pontificia rimase vacante per ben 4 anni, riorganizzò la Chiesa, ma fu subito implicato nella controversia dei “lapsi”, cioè di coloro che per paura della persecuzione avevano fatto apostasia. Il papa insisteva sul fatto che, dopo aver fatto penitenza pubblica, potevano essere riammessi ai sacramenti, ma il suo decreto suscitò grandi disordini, tanto che l’imperatore Massenzio lo mandò in esilio. Secondo il Liber pontificalis avrebbe ordinato 25 presbiteri con rispettive parrocchie romane ed è da questo che si può dedurre la prima costituzione dei “titoli”. Un’incerta tradizione lo dice morto il 16 gennaio 309, lavorando come stalliere in una scuderia imperiale, ma è più probabile sia stato vittima in esilio, della persecuzione di Massenzio e sepolto poi nel cimitero di Priscilla sulla Via Salaria.

ONORATO di Arles    
di famiglia consolare, nato verso il 360 in Belgio, si convertì al cristianesimo, insieme con il fratello Venanzio e con lui partì missionario per l’Oriente. Quando Venanzio morì, Onorato tornò in patria e verso il 410, fondò un monastero, del quale divenne abate, su una delle isole del gruppo di Lerins, che in seguito venne chiamata Saint-Honorat. Teologo molto apprezzato, consultato da molte personalità ecclesiastiche, nel 426 venne chiamato a succedere a Patroclo, come vescovo di Arles dove morì il 16 gennaio 429.

ONORATO di Gaeta  
martire a Fondi, Gaeta, nel 6° secolo.

ORLANDO o ROLANDO monaco cistercense.

OTTONE  
protomartire francescano in Marocco, nel 13° secolo assieme a Berardo, Accursio e compagni

PRISCILLA di Roma
vissuta nel 1° secolo, moglie di Manlio Acilio Glabrio, madre del senatore Pudente e nonna di Prassede, secondo la tradizione ospitò l’apostolo Pietro nella sua villa romana, situata vicino alle catacombe che portano il suo nome, sulla Via Salaria.

TIZIANO di Oderzo
nato a Eraclea, in provincia di Venezia, da una famiglia nobile, fu discepolo del vescovo Floriano che lo ordinò sacerdote. In seguito, eletto vescovo di Oderzo, divenne famoso per la predicazione e la difesa dell’ortodossia contro l’eresia degli ariani. Morì il 16 gennaio 632 e fu sepolto a Oderzo, dove venne eletto patrono. Il suo corpo, però, verso la fine del 7° secolo, venne trafugato e portato a Ceneda (oggi Vittorio Veneto), che era la sede vescovile, in una chiesa intitolata a lui.

VALERIO di Sorrento
vescovo di Sorrento nella seconda metà del 5° secolo.

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