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I santi del giorno dell’11 agosto

11 Ago

ALESSANDRO di Comana
proveniente da una famiglia nobile e ricca, era un filosofo che esercitava il mestiere di carbonaio per umiltà, quando venne scoperto da Gregorio il Taumaturgo, che lo nominò vescovo di Comana, in Asia Minore. Martire sul rogo, sotto l’imperatore Decio nel 3° secolo.

CHIARA d’Assisi
Chiara di Favarone degli Offreducci, nata ad Assisi nel 1193. Nel 1210 ascoltò una predica quaresimale di san Francesco e poté poi parlare con lui. Dopo un tempo di riflessione, il 18 marzo 1212, fuggì di casa per andare alla Porziuncola da Francesco e consacrarsi totalmente a Dio. Il santo di Assisi, prima l’affidò alle Benedettine nel monastero di sant’Angelo in Pansa, ma poi nel 1215, quando si unirono a lei anche la madre Ortolana e le sorelle Agnese e Beatrice, le trasferì nella chiesa di San Damiano, dove Chiara divenne badessa del 1° monastero del 2° Ordine Francescano o delle “Povere Clarisse”, come vennero chiamate in seguito. Un rigoroso ideale di povertà fu alla base della regola da lei redatta dopo il 1247, approvata da Innocenzo IV nell’anno della sua morte. Chiara rivendicò come privilegio dell’Ordine, la povertà assoluta, cioè il divieto di ogni possesso con l’obbligo di vivere di elemosina. Le Povere Clarisse, dopo aver rinunciato al loro stato e ai titoli, vestite di sacco e senza rimpianti, camminavano a piedi scalzi, dormivano per terra, si astenevano dalla carne e parlavano solo quando era necessario. Si dice che nel 1242 Chiara, affacciandosi dalla finestra in alto del convento di San Damiano con un ostensorio in mano, sia riuscita a far fuggire i Saraceni mandati da Federico II, che assediavano la città. Consultata dai principali personaggi del tempo, tra i quali papi, cardinali e vescovi, seppe trasformare i lunghi anni di malattia in apostolato della sofferenza. Sul letto di morte, ricevette la visita di Innocenzo IV, di passaggio ad Assisi, dove lei morì l’11 agosto 1253. Le furono attribuiti numerosi miracoli e per questo motivo Innocenzo IV iniziò subito il processo di canonizzazione, che fu concluso dal suo successore, Alessandro IV nel 1255, dopo soli 2 anni dalla morte della Santa. Tra il 1257 e il 1265, Assisi le ha dedicato una nuova grande chiesa eretta in forme gotiche, nel convento di San Damiano, dove il corpo fu deposto in ambiente sotterraneo sotto l’altare maggiore, dove è venerato anche il crocefisso che parlò a San Francesco.

DEGNA di Todi vergine martire nel 3° secolo.

EQUIZIO di Amiterno
monaco benedettino fondatore di vari monasteri, tra i quali uno ad Assergi, L’Aquila, sulle cui rovine, nel 1150 è stata eretta l’attuale basilica di Santa Maria Assunta. Morì abate del convento di Amiterno, presso Pescara, nel 540. Della sua vita abbiamo anche una testimonianza di Gregorio Magno.

LELIA d’Irlanda chiamata anche LIDANIA, martire del 5° secolo.

LUDOVICA di Savoia
nata a Ginevra nel 1462, figlia del duca di Savoia, Amedeo IX e di Jolanda di Francia. Profondamente religiosa, modello di austerità e di pietà fin dalla giovinezza, andò sposa a Ugo di Chalon-Arlay e quando nel 1490, rimase vedova, si ritirò nel monastero delle Clarisse di Orbe, nel Vaud, donò alla Chiesa tutti i suoi beni e visse nell’esercizio delle virtù cristiane e nella preghiera. È morta a Vaud, presso Aosta, nel 1503.

PIETRO Fabro
Pierre Favre, nato a Villaret, in Spagna nel 1506 e morto a Roma nel 1546. Uno dei primi discepoli di Ignazio di Loyola, con il quale fondò la Compagnia di Gesù, a Parigi nel 1534, divenne poi lettore all’Università della Sapienza di Roma. Beatificato dal pontefice Pio IX verso il 1875.

RUFINO di Assisi
una passio leggendaria dice che era vescovo di Amasya(v). Trasferitosi con il figlio Cesidio a Trasacco, nella Marsica, in Abruzzo, vi avrebbe fondato una chiesa lasciandola poi al figlio. Passato in seguito a evangelizzare Assisi, vi subì il martirio, forse nel 236. Nel 1036 il vescovo Ugone tumulò le sue reliquie in una nuova chiesa che divenne poi anche sede vescovile. Oggi in questo luogo sorge il Duomo della città, intitolato a Rufino.

SUSANNA
forse martire a Coazzo, frazione di Roma, nel 295 per essersi rifiutata di sposare un figlio di Diocleziano. Il suo nome è legato a un complesso e insolubile problema agiografico, che ne impedisce una precisa collocazione storica. Il culto è celebrato l’11 agosto nell’omonima basilica romana, costruita sul luogo del martirio.

TAURINO di Evreux
vescovo in Normandia, nel 4° secolo. Sono piuttosto scarse le notizie su questo missionario, al quale si ricollegano le origini della Chiesa di Evreux. Nella parrocchiale intitolata a lui, si conserva il suo reliquiario, che è un capolavoro di oreficeria del 13° secolo.

TIBURZIO martire nel 286, citato nella passio di san Sebastiano.

 

I santi del giorno del 14 aprile

14 Apr

ABBONDIO mansionario nella Chiesa di San Pietro a Roma.

BERNARDO di Tiron
detto anche di Abbeville nato in Francia, nel 1046. Datosi per qualche tempo a vita eremitica, si fece poi monaco benedettino. Deciso riformatore, abate di San Cipriano di Poitiers, fondò a Tiron l’abbazia della Santissima Trinità, che assunse grande importanza per le sue scuole monastiche Morì nel 1117.

DONNINA di Terni martire.

ERNESTINA di Neuburg
duchessa di Baviera. Quando rimase vedova, si fece carmelitana a Neuburg, nei pressi di Ingolstadt, in Germania.

GIUSTINO di Padova martire.

GIUSTINO apologista
nato a Flavia Neapolis, in Samaria intorno all’anno 100, da famiglia greca pagana. Altri dicono sia nato a Sichem (oggi Naplus), in Palestina. Filosofo laico aderì al platonismo ma, dopo molte esperienze con queste dottrine, verso il 135 incontrò a Efeso, casualmente, un vegliardo che gli parlò dei profeti e gli espose i principi fondamentali del cristianesimo, portandolo al battesimo e da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il “pallio”, intraprese diversi viaggi missionari. A Roma, sotto Antonino Pio, fondò una scuola divenuta presto celebre, dove insegnò ed ebbe dispute con il filosofo cinico Crescente. Denunciato al prefetto Giunio, venne condannato a morte e subì il martirio nel 167 a Roma o Tivoli, sotto Marco Aurelio, assieme ad altri 6 compagni di fede. Ha lasciato 2 Apologie, una rivolta ad Antonino Pio nel 155, per presentargli la nuova religione in termini filosofici e l’altra, dedicata a Marco Aurelio, Lucio Vero e al Senato, con la quale difende i cristiani dalle false accuse a loro mosse, confutando le dottrine dei pagani e trattando dei rapporti tra religione e filosofia. Autore del “Dialogo con Trifone”, nel quale dibatte i meriti del cristianesimo sul giudaismo, in animata polemica con gli Ebrei. La sua festa, che ricorre anche il 14 aprile, è stata estesa a tutta la Chiesa da Leone XIII.

LAMBERTO di Lione
appartenente a una ricca famiglia, fu educato alla corte di Clotario III, re di Francia. Invece di scegliere la carriera laica, preferì quella religiosa ed entrò nell’abbazia-monastero di Fontenelle presso Rouen, della quale divenne abate verso il 670, alla morte del fondatore, Vandregisilo. Nel 678 fu eletto vescovo di Lione e morì circa 10 anni più tardi.

LICIA di Rotterdam martire con Liduina o Lidwina.

LIDUINA o LIDWINA
mistica olandese, nata a Rotterdam nel 1380. Tormentata da gravissime malattie, sopportò serenamente un martirio durato più di trent’anni, con l‘aggiunta di volontarie mortificazioni. Le sue meditazioni sulla Passione di Cristo, erano accompagnate da frequenti estasi, rapimenti e visioni. Morì a Schiedam, sobborgo di Rotterdam nel 1433, ma le sue reliquie si trovano a Bruxelles.

MASSIMO di Roma
decapitato nel 3° secolo assieme Tiburzio e Valeriano.

PROCULO di Terni
secondo la passio, era originario di Antiochia di Siria e venne in Italia, verso la fine del 3° secolo, eremita, prima a Verona e poi a Terni. Ammirato per santità di vita e venerato per i prodigi che operava, acclamato dal popolo vescovo di Terni, venne poi confermato nel suo episcopato dal santo papa Marcellino (296-304). Subì il martirio nella sua città nel 305.

SIMPLICIA di Nizza martire del 4° secolo.

TIBURZIO di Roma
martire nel 229, commemorato con il fratello Valeriano e Massimo, suoi compagni. Le reliquie sono venerate nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

VALERIANO di Roma
fratello di Tiburzio e sposo di Cecilia, martire nel 229. Pagano convertito al cristianesimo, assieme al fratello venne incriminato e decapitato per aver dato sepoltura a dei martiri ed essersi rifiutato di sacrificare al dio romano Giove. Il corpo, sepolto nella catacomba di Pretestato, venne poi traslato nella basilica di Santa Cecilia. Alcuni sostengono sia il patrono di Forlì.

 

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