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I santi del giorno del 1 agosto

1 Ago

ALFONSO Maria de’ Liguori
nato a Marianella, vicino a Napoli, il 27 settembre del 1696. Discendente di una famiglia nobile, studiò all’università di Napoli e a soli 16 anni, si laureò in diritto canonico e civile, esercitò la professione forense e divenne un brillante avvocato, dedicandosi in particolare alla difesa gratuita dei poveri e delle vittime dell’ingiustizia. Nel 1723, dopo aver perso un processo per motivi politici, decise di lasciare la toga. Studiò nel seminario di Napoli, nel 1726 fu ordinato sacerdote e si dedicò all’evangelizzazione e assistenza volontaria degli ammalati nel più grande ospedale della città. Sei anni più tardi fondò la Congregazione del Santissimo Redentore a Scala in provincia di Salerno, approvata da Benedetto XIV nel 1749. Nominato vescovo di Sant’Agata dei Goti, Benevento, nel 1762 fondò il grandioso Santuario di Materdomini a Caposele, Avellino. Continuò poi l’opera missionaria fino a quando, nel 1775 su sua richiesta, venne esonerato dal governo della diocesi. Trascorse gli ultimi 12 anni della vita seriamente ammalato tra i suoi religiosi a Nocera dei Pagani, sempre in Campania, dove morì il 1° agosto 1787. Ha scritto molto, in particolare opere popolari destinate ai meno alfabetizzati, ma il suo scritto fondamentale è Theologia Moralis, ispirata sopratutto al suo lavoro di pastore. Gli è attribuito anche il popolare canto “Tu scendi dalle stelle” ed è stato proclamato Dottore della Chiesa.

AQUILA martire in Arabia con Rufo e compagni.

ARCADIO di Cesarea
martire a Cesarea di Mauretania (v), nel 304. Cittadino cristiano conosciuto e influente, si era allontanato dalla città, ma la sua assenza venne scoperta e così i soldati presero in ostaggio un parente. Quando tornò, gli fu imposto di sacrificare e rendere omaggio agli dei, al rifiuto seguì la condanna a morte. Molto venerato sopratutto in Africa.

CARITA’
figlia di santa Sofia, martire sulla Via Aurelia nei pressi di Roma, assieme alle sorelle Fede e Speranza.

CIRILLO martire in Arabia, con Rufo e Aquila.

DOMIZIANO martire in Arabia con Aquila, Cirillo e Rufo.

ESMERALDA
siccome vuol dire “SPERANZA”, si può festeggiare il 1° di agosto, in ricordo di santa Speranza, martire con le sorelle Carità e Fede.

ETELVOLDO di Winchester
nato nel 908, abate del monastero di Abingdon nei pressi di Oxford, verso il 954, introdusse la regola benedettina seguendo le consuetudini di Fleury-sur-Loire e di Corbie. Nominato vescovo di Winchester nel 963, fu consacrato da Dunstano vescovo di Canterbury, con il quale collaborò alla riforma del clero e dei monasteri della diocesi.

FEDE
martire nel 2° secolo sulla Via Aurelia, presso Roma, assieme alla madre Sofia e alle sorelle Carità e Speranza.

GIUSTA dell’Aquila
giovane martire detta “la Sipontina”, patrona dell’Aquila.

MACCABEO
di nome Giuda, ma chiamato Maccabeo, figlio del sacerdote ebreo Mattatia. Nel 166 a.C. fu il successore del padre al comando dell’armata giudaica, con la quale sconfisse ben 4 eserciti di Antioco, ristabilendo così il governo di Gerusalemme. Fece restaurare il Tempio, distrusse l’altare degli idolatri e combatté contro i Seleucidi di Siria. Morì a Elosa nel 160 a.C., nel corso di quest’ultima guerra.

OTTAVIANO vescovo.

RODOLFO di Vallombrosa
monaco camaldolese di Vallombrosa (v), successore di Giovanni Gualberto come abate generale. Morì il 2 novembre 1076.

RUBEN martire del 2° secolo.

SPERANZA di Roma
figlia di Sofia, martire sulla Via Aurelia, assieme alle sorelle Carità e Fede, nel 2° secolo.

TEODOSIO martire cenobita.

VERO di Vienne  vescovo in Francia, morto nel 314.

I santi del giorno del 3 maggio

3 Mag

ALESSANDRO I papa
di nobile famiglia romana eletto nel 105, successore di Evaristo, quando aveva circa 30 anni, non per designazione del predecessore, ma tramite una consultazione tra i membri della comunità cristiana. Questa procedura che si potrebbe definire “democratica”, sarà poi seguita per alcuni secoli. Gli è stata attribuita l’istituzione dell’acqua benedetta. Avrebbe subito il martirio, assieme al prefetto Ermete e a due preti, Evenzio e Teodulo, per ordine di Traiano imperatore, il 3 maggio del 115, decapitato al 7° miglio della Via Nomentana dove fu sepolto.

DIODORO martire assieme a RODOPIANO.

EMILIA Bichieri
nata il 3 maggio 1238, a Vercelli, figlia di Adelasia, contessa di Biandrate, ebbe esperienze mistiche e fondò un monastero domenicano. È morta il 3 maggio 1314.

ERMETE
prefetto di Roma al tempo del papa Alessandro I, assieme al quale subì il martirio il 3 maggio 115, “al 7° miglio fuori della porta Nomentana”.

EVENZIO di Roma
sacerdote martire nel 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Teodulo.

FILIPPO apostolo
nativo di Betsaida. Discepolo di Giovanni Battista, fu poi uno dei primi apostoli chiamati da Gesù, dopo Andrea e Pietro, abbandonando moglie e figli. Testimone del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, parlò con Gesù e fu ancora lui a chiedere al Maestro di poter vedere il Padre. Secondo la tradizione dopo la Pentecoste, evangelizzò la Samaria, le città del litorale palestinese e predicò anche in varie parti dell’Asia Minore, Grecia e Frigia. Verso l’81, in età avanzata, sarebbe stato ucciso con pietre e poi crocifisso a testa in giù, a Gerapoli, durante la feroce persecuzione di Domiziano. Le reliquie sono venerate a Roma nella Chiesa dei Santi Apostoli.

GIACOMO il minore
cugino di Gesù, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa, sorella della Madonna, fratello dell’apostolo Giuda Taddeo. Dopo la morte del Maestro e la fuga di Pietro da Gerusalemme, divenne il capo di questa Chiesa ed ebbe un peso importante nelle decisioni del 1° Concilio apostolico del 50 circa, perché a lui facevano capo gli Ebrei cristiani. Quale 1° vescovo di Gerusalemme, godette fama di santità anche presso i non cristiani, tanto che era chiamato “Il Giusto”. Nella Pasqua del 62 però, per istigazione del sacerdote Anania, secondo san Girolamo, fu lapidato, mentre lo storico Flavio Clemente, racconta che fu fatto precipitare dal punto più alto delle mura del tempio dai farisei e poi finito a colpi di pietra. Una tradizione dice che il corpo fu trasferito a Roma, con quello dell’apostolo Filippo e per questo è festeggiato assieme a lui il 3 maggio. Solo per tradizione viene ritenuto l’autore della Lettera di Giacomo, indirizzata alle 12 tribù della dispersione, contenente una serie di ammonimenti e notevoli apporti dottrinari, come il rito dell’unzione dei malati, nel quale la tradizione cattolica ha visto i tratti essenziali dell’Estrema Unzione, più un particolare invito alla speranza per tutti quelli che abitano lontano dalla Terrasanta, perché possano fondare l’Israele di Dio. Nella sua Lettera ai Galati, Paolo di Tarso lo ha definito “una delle colonne della Chiesa”.

GIOVENALE di Narni
martire nel 376. Poche e incerte le notizie a suo riguardo, una Vita composta dopo il 7° secolo, lo dice di origine africana, ordinato 1° vescovo di Narni, da Damaso I. Patrono della città, che gli ha dedicato la Cattedrale sorta sul luogo della sua sepoltura e dove le reliquie sono conservate sotto l’altar maggiore dal 1679, da quando cioè furono restituite da Lucca, dove erano state trasportate assieme a quelle di Cassio, uno dei suoi successori nel vescovado. A Narni è ancora viva la memoria di una festa tradizionale, quella “dell’anello”, celebrata in occasione della ricorrenza del Santo.

MAURA di Antinoe
vissuta nel 3° secolo, ad Antinoe, sulle rive del Nilo. Sposa di Timoteo che, dopo sole tre settimane di matrimonio, fu accusato di cristianesimo dagli Ariani e condannato a morte. Gli accusatori tentarono di convincerlo ad abiurare, per salvarsi la vita, tramite la moglie Maura, ma lei rispose che era pronta a morire con lui. Nel 298 furono crocifissi e sopravvissero sulla croce per 9 giorni, pregando e incoraggiandosi a vicenda.

TEODOSIO di Kiev beato.

TEODULO di Roma
martire sulla Via Nomentana il 3 maggio 115, assieme al papa Alessandro I, al prefetto Ermete e al sacerdote Evenzio.

TIMOTEO di Antinoe
diacono di origine egiziana. Arrestato dal prefetto romano di Antinoe, in Egitto, durante la persecuzione di Diocleziano, gli fu imposto di consegnare i libri sacri della sua chiesa. Siccome si rifiutò, cercarono di convincerlo anche attraverso la moglie Maura, la quale, invece di persuaderlo, lo incoraggiò a rifiutare. Furono così torturati entrambi e poi crocifissi, nel 298.

VENTURA di Spello
beato perugino, morto a Spello nei pressi di Foligno, in Umbria nel 14° secolo. Spello gli ha dedicato un ospizio per pellegrini.

VIOLA di Verona o VIOLETTA,
vergine martire venerata a Verona da tempo immemorabile, ma senza storia della sua vita.

I santi del giorno del 26 marzo

26 Mar

BRAULIO di Saragozza
nato in una famiglia ricca, forse figlio di Gregorio, vescovo di Osma in Spagna. Dopo aver ricevuto un’ottima educazione familiare, andò a Siviglia ad approfondire gli studi e nel 619 a Saragozza, dove il fratello Giovanni era stato nominato vescovo. Arcidiacono del fratello e poi abate di un convento, dal 631 suo successore sulla catterdra vescovile. Partecipò ai 3 Concili di Toledo dal 633 al 638 sempre in contatto con papa Onorio I. Autore di numerose opere, emendò e divise in 20 libri le “Etymologiae” del suo grande amico Isidoro di Siviglia, compose la Vita di Sant’Emiliano della Cogolla e indirizzò 32 lettere a varie personalità, preziose per la conoscenza della Chiesa del tempo. Trascorse gli ultimi anni della vita nella cecità fino alla morte nel 651.

CASSIANO martire di Roma assieme a GIOVINO, MARCIANO e TECLA.

CASSIANO da Betlemme
Giovanni Cassiano, scrittore ascetico, nato nella Dobrugia, tra il Danubio e il Mar Nero, nel 360 circa. Entrò giovanissimo in un convento a Betlemme e dopo aver trascorso sette anni nel deserto in solitudine e preghiera, venne ordinato diacono da Giovanni Crisostomo, il patriarca di Costantinopoli. Espulso dalla città, come gli altri seguaci di Crisostomo, si rifugiò a Roma, stabilendosi poi, tra il 415 e il 417 a Marsiglia, dove fondò due monasteri, uno dei quali fu intitolato San Vittore. Morì verso il 435.

DIEGO di Cadice
Diego Giuseppe, nato il 30 marzo 1743 in Spagna, discendente di un’illustre casata. Rimasto orfano di madre a soli 9 anni, potè entrare nei Cappuccini di Siviglia, come novizio e poi fece la professione religiosa all’età di 16 anni. Dopo altri 7 anni di studi, preparazione e preghiera, fu ordinato sacerdote a Carmona, sempre presso Siviglia. Consultore e teologo di varie diocesi è stato un grande propagatore della devozione alla Santissima Trinità e alla Madonna. Morì a Ronda, diocesi di Malaga, il 24 marzo 1801, lasciando numerosi scritti e preziose lettere spirituali. È stato beatificato da Leone XIII, nel 1894.

EGINARDO di Mainburg
nato a Mainburg, in Baviera, nel 770. Autore di una Vita Karoli, tra l’817 e l’822, biografia di Carlomagno, alla corte del quale visse per molti anni come segretario. Divenuto anche consigliere di Lotario, figlio primogenito di  Ludovico il Pio, nell’836, fu ordinato sacerdote e poi abate di Selingenstadt, nei pressi di Francoforte sul Meno, dove morì nell’840.

EMANUELE o EMMANUELE
martire in Asia Minore, con Quadrato, Sabino, Teodosio e molti altri compagni, all’inizio del 4° secolo.

GIOVANNA della Croce
Bernardina Floriani, nata l’8 settembre 1603 a Rovereto, provincia di Trento, dove nel 1650 fondò il monastero delle Clarisse di San Carlo, del quale divenne badessa e nel 1672, quello di Sant’Anna a Borgo Valsugana. Preso il nome di Giovanna Maria della Croce, assieme a Mattia Galasso partecipò anche alla fondazione del monastero dei Carmelitani alle Laste di Trento. Pur essendo autodidatta, scrisse molto sia in prosa che in versi, tanto che è considerata, cronologicamente, la prima poetessa del Trentino. Tra le sue opere sono da segnalare: i 29 discorsi, che compongono gli Evangelici spirituali sentimenti, l’Esposizione sul Cantico dei Cantici, un’Autobiografia inedita in 3 volumi e molte lettere. Favorita dal dono di speciali carismi che misero in luce la sua opera pacificatrice, specialmente durante la Guerra dei Trent’anni è morta a Rovereto il 26 marzo 1673.

LANDO abate.

LUCIA Filippini
nata a Corneto Tarquinia il 13 gennaio 1672. Rimasta orfana ancora molto giovane, si dedicò all’insegnamento del catechismo alle coetanee nella sua parrocchia. Ottima e instancabile educatrice, rivelò un grande talento anche con l’efficacia della parola e così venne notata dal vescovo Marcantonio Barbarigo e inviata a Montefiascone, dove insegnò in un istituto diretto da Rosa Venerini. Divenuta superiora generale nel 1704, due anni dopo fu trasferita a Roma, dove fondò l’istituto delle Maestre Pie Filippini, all’avanguardia nell’educazione giovanile. Dopo molte sofferenze è morta di tumore, a Montefiascone, il 25 marzo 1732. Le Maestre Pie Filippini sono diffuse oltre che in Italia, negli Stati Uniti, Brasile, India, Inghilterra, Irlanda, Etiopia ed Eritrea. Canonizzata da Pio XI nel 1930, è molto venerata a Tarquinia nella bella chiesa che le è stata dedicata.

LUDGERO o LUGERO
nato in Frisia nel 745, discepolo di Gregorio di Utrecht e di Alcuino di York. Ordinato sacerdote nel 777 a Colonia, si dedicò all’evangelizzazione dei pagani nelle suz terre, ma nel 784 fu costretto a fuggire per una rivolta dei Sassoni, andando prima a Roma e poi a Montecassino ospite dei benedettini. Nel 794 Carlomagno lo fece tornare in patria nominandolo 1° vescovo di Munster, in Westfalia, dove fece costruire chiese, promosse la fondazione di monasteri e abbazie e organizzò la scuola della cattedrale. Morto il 26 marzo 809 a Billerbeck, presso Mùnster, i suoi resti si trovano in uno dei monasteri fondati da lui e Munster gli ha dedicato una splendida chiesa.

MADDALENA Morano
Maddalena Caterina, nata il 15 novembre 1847, a Chieri in provincia di Torino. Conseguito il diploma di insegnante, all’età di 31 anni incontrò don Bosco che l’aiutò a entrare nelle Figlie di Maria Ausiliatrice. Accettata nel 1879, dopo soli 2 anni, inviata in Sicilia a svolgere attività educativa tra i più poveri, fondò 18 nuove opere tra, scuole, oratori, convitti e laboratori. È morta a Catania il 26 marzo 1908, ma nella famiglia salesiana è festeggiata il 15 novembre.

MASSIMA martire a Messina con MONTANO, sacerdote.

QUADRATO martire in Asia Minore assieme a Emanuele e Teodosio.

SICARIO di Lione santo vescovo, vissuto in Francia nel 5° secolo.

TEODORO di Mira
vescovo di Mira, in provincia di Venezia, città nella quale è molto venerato.

TEODOSIO martire in Asia Minore, assieme a Emanuele e Quadrato.

I santi del giorno del 23 marzo

23 Mar

ANNUNCIATA Cocchetti
Annunciata Asteria, nata a Rovato, in provincia di Brescia, il 9 maggio 1800. Rimasta orfana a 19 anni, seguì le missioni predicate al popolo e sentendo l’urgenza di un suo impegno vocazionale, aprì la sua casa alle ragazze abbandonate mettendosi al lavoro nell’oratorio parrocchiale. Divenne poi maestra a Cemmo, in Valcamonica e nel 1842 poté finalmente entrare tra le Suore di Santa Dorotea a Brescia. Tornata a Cemmo fondò un nuovo monastero dove morì il 23 marzo 1882.

AQUILA di Palestina
santo martire nel 4° secolo a Cesarea di Palestina, assieme a Domezio, Pelagia e Teodosio.

AVITO di Clermont
nato da una famiglia nobile, figlio di un senatore gallo-romano, ricevette un’accurata educazione letteraria. Eletto vescovo di Clermont-Ferrand nel 676, successore del martire Proietto, governò la diocesi fino al 689, quando, sentendo prossima la morte, si fece sostituire nel vescovado dal fratello Bonito, che era già vescovo anche di Marsiglia.

BENEDETTO monaco eremita in Campania, nel 6° secolo.

DOMEZIO 
il suo martirio avvenne nel 362 a Cesarea di Palestina, nella persecuzione di Giuliano l’Apostata, assieme ad Aquila, Pelagia e Teodosio. Arrestato, torturato e decapitato, perché si era scagliato contro il paganesimo, durante un’assemblea pubblica.

FRUMENZIO di Cartagine
martire con Vittoriano, proconsole romano in Tunisia.

MATILDE di Canossa
nata nel 1046, figlia del marchese di Toscana, Bonifacio e di Beatrice di Lorena, cugina dell’imperatore Enrico IV. Ereditò dal padre la Toscana, Brescia, Bergamo e Mantova, mentre dalla madre ebbe alcuni possedimenti nella Lorena Superiore. Nel 1063 sposò il cugino Goffredo II, il Gobbo duca di Lorena e in seconde nozze, Guelfo V di Baviera grande nemico di Enrico IV. La sua attività e le sue risorse furono tutte al servizio della Chiesa, alleata di Gregorio VII, lo ospitò a Canossa e nel 1077 fu testimone della celebre umiliazione di Enrico IV. Nel 1084 riuscì, con l’aiuto di Roberto il Guiscardo, a liberare il papa assediato a Roma e dopo la morte di Enrico IV, contribuì alla vittoria della Chiesa su Enrico V. Per testamento, nel 1102, lasciò i suoi beni alla Chiesa e questo provocò nuove lotte con l’impero che reclamava i domini di Matilde per diritto feudale. Morta nel 1115 a Bondeno, Ferrara, nel 1635 i suoi resti sono stati traslati in Vaticano, per ordine del papa Urbano VIII.

NICONE martire.

OTTONE di Riedenburg beato di Riedenburg nel Palatinato, in Germania

PELAGIA di Cesarea
martire in Palestina con Aquila, Domezio e Teodosio, nel 362 sotto Giuliano l’Apostata.

REBECCA Al Rayes
nata il 29 giugno 1832 ad Himalaya in Libano. Rimasta orfana di madre a soli 7 anni , appena undicenne andò a servizio in una famiglia di Damasco, in Siria. Quattro anni dopo, quando tornò a casa, trovò che suo padre si era risposato e i parenti cercarono di far sposare anche lei, ma Pierina, che era il suo nome di battesimo, nel 1853 entrò nel convento di Nostra Signora della Liberazione (Figlie di Maria), a Bifkaya come postulante. Dopo il noviziato pronunciò i voti, studiò da maestra e iniziò la sua missione di catechista-insegnante nei paesi di montagna. Nel 1860 in seguito agli attacchi ai cristiani da parte dei musulmani, riuscì a stento a fuggire e poi, lasciate le Figlie di Maria, tornò novizia nel monastero di San Simeone ad Aitou dove fece la solenne professione di fede nel 1872, prendendo il nome di Rafka (Rebecca) che era il nome della madre. Da qui in avanti la sua vita fu tutta una sofferenza, come una partecipazione alla passione di Gesù. Fortissimi dolori alla testa, forse dovuti a un’operazione sbagliata, poi la cecità totale e la paralisi alle gambe. Dopo aver passato più di vent’anni ad Aitou, fu trasferita nel monastero di San Giuseppe a Grabta, sempre nel Libano, dove è morta il 23 marzo 1914. Il processo per la canonizzazione, iniziato nel 1925, si è concluso nel 2001, quando Giovanni Paolo II ha proclamato la sua santità.

TEODOSIO di Palestina
martire a Cesarea assieme ad Aquila, Domezio e Pelagia nel 4° secolo.

TURIBIO de’ Mongrovejo
Turibio Alfonso nato a Leon, in Spagna, il 16 novembre 1538, studiò diritto prima a Valladolid e poi all’Università di Salamanca. Dopo essere stato Inquisitore laico a Granada, nel 1580 ricevette in una sola volta tutti gli ordini sacri e poi Gregorio XIII lo nominò vescovo di Lima, in Perù. Partì per il Sud America ardente di zelo apostolico e vi celebrò sinodi e concili, che promossero la vita religiosa in tutta la nazione. Difese con fermezza i diritti della Chiesa e si adoperò per il gregge che gli era stato affidato, visitandolo frequentemente, usando grande sollecitudine per il bene degli indigeni. Durante il suo lungo governo, durato fino al 1606, restaurò la disciplina ecclesiastica, eresse chiese e ospedali, istituì il primo seminario nel continente americano e convertì intere tribù. Morì a Sana il 23 marzo 1606, mentre tornava da una faticosa visita pastorale, in un lontano villaggio del Nord. Canonizzato nel 1726 da Benedetto XIII, è stato proclamato patrono del Perù e dell’America Latina.

VITTORIANO di Adrumento
proconsole di Cartagine, martire nel 484, durante la violenta persecuzione di Unnerico re dei Vandali ad Adrumento, antica città a sud-est di Cartagine. Sulle rovine di questa città è stata costruita l’odierna Susa o Sousse.

I santi del giorno del 11 gennaio

11 Gen

IGINO papa
filosofo greco originario di Atene, viveva da tempo a Roma dove, entrato nel clero, era molto apprezzato per cultura e moralità. Nel 136 venne scelto come successore di Telesforo, 9° pontefice della Chiesa. Scomunicò l’eretico Cerione e poi, preoccupato di rafforzare la struttura gerarchica, introdusse la distinzione tra ordini maggiori, quelli istituiti dagli apostoli, sacerdoti, diaconi e vescovi e quelli minori. Emanò pertanto disposizioni relative alle mansioni dei chierici, assegnando i compiti specifici dell’ostiario, lettore e diacono. Gli viene attribuita l’istituzione del padrino e della madrina nel rito del battesimo per garantire, in caso di morte o di impedimento dei genitori, la tutela dei minori. Nel Martirologio romano è detto martire sotto Antonino I Pio, nel 140.

LEUCIO di Brindisi
forse proveniente da Alessandria d’Egitto, predicò il Vangelo ai pagani dell’Italia Meridionale. La missione ebbe successo, anche perchè, durante un lungo periodo di siccità, Leucio pregò e ottenne la pioggia su tutto il territorio pugliese e in seguito a questo fatto ci furono molte conversioni. Fondò la diocesi di Brindisi, della quale fu il primo vescovo ed eresse una chiesa dedicata alla Madonna. Nel 7° secolo, dopo l’invasione longobarda, gli abitanti di Trani trafugarono le sue reliquie e le posero nella cripta sotto la Chiesa di Santa Maria della Scala nella loro città. Una tradizione dice però che in seguito questi resti sono stati traslati a Benevento, dove Leucio è venerato anche ai nostri giorni.

ONORATA di Pavia
vergine di Pavia, martire nell’anno 500 circa.

ORTENSIO vescovo.

PAOLINO II d’Aquileia 
nato nel 726 a Premariacco, provincia di Udine. Fu un famoso grammatico, tanto che verso il 776 Carlo Magno lo chiamò alla corte di Aquisgrana, come membro della Scuola Palatina, dove strinse amicizia con il celebre Alcuino ed ebbe modo di esercitare molta influenza sull’imperatore proprio come insegnante di grammatica. Dal 787, quando venne nominato patriarca di Aquileia dallo stesso imperatore, si dedicò alla diffusione del cristianesimo nelle province austriache della Carinzia e della Stiria. Fermamente ortodosso, combattè gli adozionisti eretici, Eliprando vescovo di Toledo e Felice di Urgel, secondo i quali Gesù sarebbe stato un semplice uomo innalzato al livello divino, cioè figlio adottivo e non naturale di Dio, provocando così, nel 794, la condanna della loro eresia. Si occupò anche degli Avari, popolo di mongoli che dalla Pannonia ungherese, dopo l’Ucraina avevano invaso parte della Dalmazia(v), riuscendo a portare anche a loro il messaggio del Vangelo. Ha scritto alcuni trattati dogmatici e poesie in latino, tra le quali la “Regula Fidei”. Morì a Cividale del Friuli, che era la residenza dei Patriarchi di Aquileia(v), l’11 gennaio 802 e la salma fu collocata nell’altare della Pietà della cattedrale.

SALVIO di Amiens vescovo martire.

TEODOSIO di Betlemme
“il Cenobiarca”, nato in Cappadocia nel 423 e morto ad Antiochia nel 529. Consigliato da Simeone stilita, si fece eremita sotto la guida di un anziano di nome Longino, appartenente a un gruppo di ferventi cristiani, gli zeloti(v) e così si ritirò nel deserto di Giuda. Raggiunto da numerosi discepoli, fondò un monastero vicino a Betlemme.

TOMMASO da Cori  
nato in provincia di Latina nel 1655. Religioso francescano, dal 1683 quando fu ordinato sacerdote, svolse una intensa opera di apostolato nel Lazio con la predicazione, segnalandosi anche per il profondo spirito di penitenza. Benemerito dell’opera dei “ritiri” francescani, morì a Roma nel 1729 e venne beatificato da Pio VI, nel 1786.

VITALE di Alessandria monaco martire nell’8° secolo.

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