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I santi del giorno del 6 agosto

6 Ago

AGAPITO di Oderzo
diacono martire con Gennaro, e molti altri compagni di fede.

FELICISSIMO
diacono martire con Agapito, Gennaro e Magno.

GENNARO di Oderzo
martire con Agapito, Felicissimo e Magno.

GIORDANO Forzaté
nato a Padova, nel 1150. Entrato nell’ordine camaldolese, divenne priore del monastero di San Benedetto nella sua città. Religioso molto colto, membro del senato cittadino, ebbe un peso notevole anche nella vita politica. Morì il 7 agosto 1248, nel monastero di Celestia, presso Venezia.

GIUSTO di Alcalà martire in Spagna, con il fratello Pastore.

MAGNO di Oderzo
suddiacono di Oderzo, in provincia di Treviso, martire assieme ad Agapito, Felicissimo e Gennaro.

ORMISDA papa
nato a Frosinone, di nobile famiglia ricca, prima dell’ordinazione sacerdotale era stato sposato e aveva avuto un figlio, Silverio che sarebbe poi diventato papa anche lui. Eletto all’unanimità il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte di Simmaco(v), fu un grande difensore dell’ortodossia, contro i monofisiti e lo scisma promosso da Acacio. Nell’agosto del 515, inviò una delegazione a Costantinopoli, guidata da Ennodio di Pavia, con il compito di ottenere il pieno riconoscimento delle decisioni del Concilio di Calcedonia del 451, che condannavano le eresie di Acacio, Eutiche e Nestorio, ma nonostante l’abilità diplomatica della delegazione pontificia il tentativo non ebbe esito positivo. Dopo un nuovo fallimento 2 anni più tardi, solo nel 519 ottenne dal Patriarca di Costantinopoli, Giovanni e dalla maggioranza dei vescovi greci, il riconoscimento e la sottoscrizione del “Formulario di Ormisda”, che ristabilì l’unione tra la Chiesa Latina e quella d’Oriente, chiudendo così, dopo 35 anni, lo scisma acaciano. Favorì la conversione dei Franchi al cattolicesimo, emanò ottime leggi per la disciplina ecclesiastica e sotto il suo pontificato fu fondato l’Ordine Benedettino. Morì il 6 agosto 523 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche il 16 agosto.

OTTAVIO di Savona
nato in Francia nel 1060, figlio di Guglielmo I il Conquistatore, duca di Normandia e re d’Inghilterra. Convertitosi al cristianesimo nel 1087 mentre era in viaggio in Italia, quando seppe che il padre era morto a Nantes, si fece monaco ritirandosi nell’abbazia benedettina di San Pietro, presso Savona e nel 1129 venne eletto vescovo della città, ma morì poco tempo dopo. Circa 40 anni più tardi il corpo venne esumato e siccome fu trovato incorrotto, iniziò subito un culto popolare confermato da Pio VI nel 1793.

PAOLO VI papa
Giovanni Battista Montini, nato il 26 settembre 1897, da una famiglia agiata a Concesio, Brescia. Dopo essersi laureato in teologia e giurisprudenza, il 29 maggio 1920 fu ordinato sacerdote e avviato alla carriera diplomatica a Roma. Nel 1923 entrato nella Segreteria di Stato Vaticana, fu poi nunzio apostolico a Varsavia e ricoprì diverse cariche fino al 1937, quando Pio XI lo nominò sostituto del cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII. Nel periodo in cui fu sostituto e poi prosegretario, viaggiò molto in Europa e in Africa e il 1° novembre 1954, nominato arcivescovo di Milano, organizzò una missione popolare, con una vasta rete di predicazioni religiose per i vari ambienti sociali lombardi. Nel dicembre 1958 fu nominato cardinale da Giovanni XXIII, prendendo parte attiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. Eletto dopo soli 4 scrutini, il 21 giugno 1963, alla fine di settembre aprì la seconda sessione del Concilio concludendolo l’8 dicembre 1965. Tra gli atti più importanti del pontificato, vanno ricordati i provvedimenti di attuazione del Concilio, nel campo della liturgia, riforma della curia e della progettata revisione del codice di diritto canonico. Compì molti viaggi con intenti ecumenici e pastorali, in Palestina, a Fatima, in India a pregare per la pace, all’ONU e a Istanbul, dove ebbe un incontro fraterno con il patriarca Atenagora, poi in Colombia e a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Nel biennio 68/70 continuò l’attività con il ritmo che aveva caratterizzato l’inizio del pontificato e così nel ‘68 fu in Uganda per il Consiglio Mondiale delle Chiese, nell’aprile del ‘70 in Sardegna e nei mesi di novembre e dicembre, compì un lungo viaggio apostolico nel Sud-Est Asiatico e in Australia. L’anno dopo l’attività, rallentata anche dall’età avanzata, fu assorbita prevalentemente dai grandi problemi interni della Chiesa e il suo forte impegno fu evidente nei settori del risanamento della crisi della famiglia, dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae, nel gennaio 1972 costituì un comitato di religiosi e laici per lo studio di tutti questi problemi. È stato grande anche l’impegno nella preparazione e conduzione dei 4 sinodi episcopali tenuti dal ‘67 al ‘74 e nel lento e complesso lavoro diplomatico per riallacciare i rapporti con i governi dell’area comunista. Tra le encicliche sono da ricordare Ecclesiam suam, sul dialogo nella Chiesa e con il mondo, Populorum progressio, sulla giustizia da attuarsi in campo sociale e internazionale e Sacerdotalis coelibatus. Ha stabilito che i vescovi si debbano dimettere al compimento del 75° anno di età, ha semplificato il protocollo e il fasto nelle cerimonie pontificie, abolendo la sedia gestatoria e anche la tiara, che gli era stata donata al momento dell’elezione, vendendola a favore dei poveri. Ha proclamato Dottore della Chiesa le prime 2 donne a ricevere questo titolo, Teresa d’Avila e Caterina da Siena, compiendo così un gesto molto importante nel riconoscimento e valorizzazione del ruolo femminile nella vita della Chiesa Cattolica. Morto a Castelgandolfo, il 6 agosto 1978, è stato sepolto nelle grotte vaticane, vicino al sepolcro di San Pietro. Protagonista di un pontificato di svolta, Paolo VI ha concluso il Concilio Vaticano II, ne ha attuato molte decisioni e con lui la Santa Sede ha ricercato e assunto un ruolo specifico, molto importante nella storia contemporanea.

PASTORE di Alcalà
martire in Spagna con il fratello Giusto.

TADDEO Dulny
nato l’8 agosto 1914 a Chmielov, in Polonia, in una famiglia composta da 6 maschi e 2 femmine, i suoi primi insegnanti furono il padre Jan e la madre Antonina. Dopo faticosi studi ginnasiali a Ostrowiec, ottenne dai genitori il permesso di entrare nel seminario di Wloclawek, sulla Vistola. Nell’ottobre 1939, appena iniziata la 2° guerra mondiale, nel seminario arrivò la polizia nazista della Germania e portò via tutti, professori e seminaristi, che furono incarcerati per 3 mesi. In seguito vennero trasferiti in un collegio salesiano di un’altra città dove poterono riprendere, sia pure a fatica, i corsi di studio interrotti. Nell’estate 1940 la situazione precipitò e alla fine di agosto furono internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania. A dicembre nuovo trasferimento, questa volta quello definitivo, a Dachau, presso Monaco. Pur essendo ancora chierico Taddeo si realizzò come se fosse già sacerdote e lo scopo della sua vita in prigionia divenne quello di servire gli altri in ogni modo, anche digiunando, per dare la sua razione a chi stava morendo di fame. Nel diario di un suo compagno di prigionia è stata trovata una nota che spiega la sua morte: “ è morto di fame, bruciato nel forno crematorio”, era il 6 agosto 1942. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, come martire, durante un suo viaggio in Polonia nel 1999.

 

I santi del giorno del 21 gennaio

21 Gen

AGNESE di Roma 
vergine cristiana, che subì il martirio prima dei 16 anni, verso la fine del 3° secolo sotto Diocleziano. Nata nella nobile famiglia Claudia, fu data a balia alla madre di Emerenziana, con la quale crebbe come sorella di latte. Era una ragazza bellissima e aveva molti pretendenti, ma rifiutò il matrimonio con Sempronio, figlio del prefetto Sinforiano, il quale la denunciò accusandola di cristianesimo. Esposta nuda al Circo Agonale in Piazza Navona, un luogo destinato alle prostitute pubbliche, subì con fermezza e superò con l’aiuto divino le offese del pretendente, ma venne condannata. Del suo martirio esiste un bel racconto attribuito a sant’Ambrogio, nel quale è narrato che dopo la condanna fu messa sul rogo, ma siccome il fuoco non la toccava, venne uccisa con un colpo di spada alla gola, sgozzata come un agnello. Per questo è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simbolo del suo sacrificio. Venne sepolta nelle catacombe che portano il suo nome e che si trovano sotto la Chiesa di Sant’Agnese fuori le Mura sulla Via Nomentana, fatta erigere da Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, verso il 324. Qui, nel giorno del suo ricordo, vengono benedetti gli agnelli con la lana dei quali le suore benedettine di Santa Cecilia tessono paramenti sacri. Sul posto dove, secondo la tradizione, i capelli della Santa, che era stata messa nuda alla gogna, miracolosamente si sciolsero e la ricoprirono interamente, sorge la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Il papa Damaso I compose versi per il suo sepolcro e inserì il suo nome nel Canone Romano della Messa. Considerata uno dei prototipi della castità cristiana, assieme alle sante Agata, Cecilia, Lucia e Virginia, è una patrona dei fidanzati cristiani.

ALBANO Roe
sacerdote inglese, subì il carcere a Londra per quasi vent’anni prima di essere giustiziato per la fede cristiana, nel 1642.

AUGURIO  
diacono martire a Tarragona, in Spagna, assieme al vescovo Fruttuoso.

CESARE Pisano
nato a Pogli di Ortovero, in provincia di Savona, morto nel 1964 e sepolto nell’abbazia di Sant’Alberto, meta del pellegrinaggio di centinaia di devoti che gli chiedono grazie.

CRISTIANA di Santa Croce  Ricordata anche il 4  Gennaio.

EPIFANIO di Pavia (FANIO)
nato nel 438,  secondo lo storico Ennodio Felice, nel 466 fu il successore di Crispino, nel vescovado della città. Ebbe una parte importante nella vita politica del tempo, perché nel 489 diede asilo politico a Teodorico il Grande, salvandolo dai furori di Odoacre e così l’anno seguente, quando Odoacre fu sconfitto, ottenne la grazia per gli abitanti di Pavia. Con le sue trattative di pacificazione tra i barbari, ottenne anche la liberazione di 6mila connazionali che erano tenuti prigionieri a Lione dal re di Borgogna. È morto a Pavia, il 21 gennaio 496.

EULOGIO o ELOGIO
diacono martire con Augurio e il vescovo Fruttuoso nel 259, a Tarragona in Spagna.

FRUTTUOSO di Tarragona 
vescovo martire nel 259 durante la persecuzione di Valeriano I, con i diaconi Augurio ed Eulogio. Per avere proclamato la sua fede cristiana davanti al procuratore Emiliano fu condannato al rogo nell’anfiteatro della città.

GIACINTA
santa monaca del 17° secolo.

INES
martire spagnola, vissuta nel 4° secolo.

MASSIMO di Crisopoli
nato a Costantinopoli nel 580 circa, teologo e mistico bizantino, detto “il confessore”. Segretario alla corte dell’imperatore Eraclio a Costantinopoli, nel 613 abbandonò cariche e onori e si fece monaco. Divenne superiore del convento di Crisopoli, in Bitinia, combattè le eresie del monofisismo e monotelismo e poi, verso il 641, predicò il vangelo  di Cristo anche in Africa. Trovandosi a Roma nel 653, venne fatto arrestare dall’imperatore Costante II, condotto a Costantinopoli ed esiliato in Tracia. Richiamato a giudizio una diecina di anni dopo, fu torturato, gli furono amputate lingua e mano destra e subì la condanna all’esilio perpetuo nel Caucaso. Morì martire per la sua fede nelle due nature di Cristo, la divina e l’umana, in seguito alle mutilazioni subite, il 13 agosto 662 nel castello di Schemmari, sul Mar Nero.

PATROCLO di Troyes 
martire a Troyes. Di famiglia nobile e ricca, si consacrò a vita eremitica e subì il martirio sotto l’imperatore Valeriano I nel 259.

PUBLIO di Atene  
dopo essere stato eremita a Seleucia, sulla riva dell’Eufrate, venne eletto vescovo di Atene e subì il martirio tra 161 e il 170, sotto Marco Aurelio.

TADDEO Maker
vescovo irlandese, detto “Machar”, morto a Ivrea nel 1497, beato.

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