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I santi del giorno del 13 luglio

13 Lug

ANACLETO I papa
di origine greca, convertito dall’apostolo Pietro, divenne suo collaboratore e fu il 3° papa della storia, eletto alla morte di Lino, nel 76. Il 24 agosto del 79, durante il suo pontificato, avvenne la spaventosa eruzione del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei. Qualche anno prima anche Gerusalemme era stata distrutta, e per questo motivo i cristiani credettero che la fine del mondo fosse vicina e pertanto anche il ritorno di Gesù Cristo Per allontanare dal popolo questa prospettiva apocalittica, l’anno seguente l’imperatore Tito inaugurò il Colosseo(anfiteatro Flavio), con grandi feste e giochi spettacolari. Anacleto subì il martirio nell’88 sotto il crudele Domiziano, fratello e successore di Tito. Agostino, Eusebio e Ireneo, lo citano indifferentemente, sia come Cleto che come Anacleto. Come CLETO la festa è il 26 aprile.

CLELIA Barbieri
nata il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna. Dopo essere stata giovane catechista parrocchiale, all’età di circa vent’anni  radunò attorno a se un gruppo di ragazze che, dopo la sua morte, il 13 luglio 1870, furono chiamate Suore Minime dell’Addolorata. La sua vita di umiltà nella povertà è stata tutta dedicata all’educazione religiosa dei giovani. Giovanni Paolo II l’ha canonizzata il 9 aprile 1989 e l’anno seguente è stata anche nominata patrona dei catechisti dell’Emilia Romagna.

ENRICO II il Santo
nato il 6 maggio 973 ad Abbach, presso Ratisbona, in Baviera, nel 995 fu il successore del padre come duca di Baviera. Nel 1002, alla morte di Ottone III, venne eletto re di Germania e due anni dopo si fece incoronare anche re d’Italia a Pavia. Nel 1013 sconfisse Arduino d’Ivrea e l’anno seguente ricevette la corona imperiale a Roma da Benedetto VIII, il quale dietro la sua insistenza, prescrisse la recita del Credo nelle Messe delle domeniche e feste principali. Combatté contro Boleslao I di Polonia che gli contendeva la Boemia e promosse la cristianizzazione dell’Europa orientale. Ritenendosi responsabile della fede dei sudditi, esercitò un severo controllo sui costumi del clero e favorì il monachesimo, mantenendo però la supremazia dello Stato sulla Chiesa. Nel 1006 fondò la diocesi di Bamberga e fece costruire la cattedrale consacrata da Benedetto VIII nel 1020. Sostenne la riforma cluniacense, fondò altre diocesi, dotò di beni vari monasteri e donò alla cattedrale di Basilea un altare d’oro, che oggi si trova nel museo di Cluny. Tornò nuovamente in Italia nel 1021 per una spedizione in Puglia contro i Bizantini, ma si ammalò e sulla via del ritorno fu portato a Montecassino dove, secondo la leggenda, guarì miracolosamente pregando sulla tomba di san Benedetto. Rimase tuttavia storpio per il resto dei suoi giorni, fino alla morte che avvenne a Bamberga il 13 luglio 1024. Secondo una tradizione, prima di morire avrebbe affermato che il matrimonio con Cunegonda era stato senza figli, perché avevano fatto voto di castità, ma di questo mancano prove storiche. Forse per il suo aperto appoggio concesso al papato, secondo autorevoli fonti, fu canonizzato da Eugenio III nel 1146 e nel 1200 fu raggiunto nel canone dei santi anche dalla moglie.

ERNESTO di Hobenstein conte martire in Svevia (v).

ESDRA
sacerdote ebreo discendente di Aronne, scriba “abile nella Legge di Mosè”, incaricato degli affari giudaici alla corte di Artaserse, re di Persia. Venne inviato a Gerusalemme verso il 458 a.C. con un mandato che gli dava facoltà d’imporre la Legge di Mosè, riconosciuta come legge del re, affidando a magistrati e giudici l’amministrazione della giustizia. Fece inoltre ricostruire Gerusalemme e ristabilire la gerarchia sacerdotale. Alla Festa delle Capanne, celebrata il 1° giorno del 7° mese, che sancì la nascita del giudaismo, fu incaricato, di leggere e spiegare la Legge di Dio, che il popolo si impegnò solennemente a osservare. Per questa sua opera è considerato anche come un secondo Mosè.

EUGENIO di Cartagine
Unnerico re dei Vandali, nel 481 permise ai cristiani di Cartagine di eleggere un vescovo, essendo la sede vacante fin dal 457. La scelta cadde su Eugenio, che però venne esiliato in Mauretania (v), dopo l’assemblea dei vescovi ariani e cattolici, indetta dal re nel 484 e conclusasi senza cedimenti da parte dei cattolici all’arianesimo  Richiamato nel 487, venne nuovamente bandito dopo il 496 e definitivamente esiliato in Aquitania(v), dove fondò il monastero di Sant’Amaranto, nei pressi di Albì e dove morì nel 505.

GIOELE profeta
2° dei profeti minori dell’A.T., esercitò la missione nel regno di Giuda, prima del tempo di Alessandro Magno, nel 4° secolo a.C. Nel libro che abbiamo di lui nella Bibbia, si possono ammirare la maestà dell’espressione e la gravità delle sentenze. Nella seconda parte è annunciata la vittoria definitiva di Dio e l’effusione dello Spirito Santo, che avrà luogo all’epoca del Messia e per questo è chiamato “profeta della Pentecoste”.

JACOPO da Varagine
Giacomo da Varazze, dove è nato nel 1228. Monaco, scrittore e agiografo domenicano, arcivescovo di Genova dal 1292, riuscì con la sua grande pazienza a comporre molte discordie locali. Autore di numerose opere sacre in latino, tra le quali primeggia la famosa Legenda Aurea. È morto a Genova nel 1298.

MANNO
monaco vissuto in Umbria, tra l’11° e il 12° secolo. La sua tomba si trova a Bettona, nei dintorni di Perugia, nella cripta della chiesetta di San Manno, che in origine era una tomba etrusca.

PATERNIANO (NIANO)
fervido predicatore nella regione delle Marche e 1° vescovo certo della città di Fano, vissuto tra il 275 e il 360 circa. Dopo la sua prima sepoltura sulla Via Flaminia in una chiesa andata poi distrutta, oggi è ricordato nella cinquecentesca Basilica di San Paterniano ed è il patrono della sua città.

SARA di Libia
badessa in un monastero libico nel 4° secolo. Tentata per anni da un demonio, non pregò per esserne liberata, ma per avere la forza di vincerlo.

SILA o SILVANO
è chiamato Sila negli Atti degli Apostoli, Silvano nelle lettere di san Paolo. Compagno di missione di Paolo, Barnaba e Giuda detto Barsabba, tutti inviati dagli stessi apostoli e dagli anziani, a portare una lettera di chiarimenti e incoraggiamenti alla comunità di Antiochia. In seguito viaggiò ancora molto, sempre assieme a Paolo e fu anche in prigione con lui a Filippi, dove un miracoloso terremoto, aprì loro le porte del carcere. Ebbe problemi anche con i Giudei a Tessalonica e Berea, tanto che fu costretto a lasciare queste città. Partecipò alla fondazione della Chiesa di Corinto e infine fu a Roma, come discepolo-segretario di san Pietro.

I santi del giorno del 10 luglio

10 Lug

ANTONIO Petcerskj
nato a Lubec, presso Cernigov in Ucraina, è ritenuto il fondatore, assieme a Teodosio, del monastero di Petcerskj nella valle del Dnjepr, vicino a Kiev. Chiamato Antonio delle Grotte, perché il suo monastero era fatto tutto di grotte scavate da lui e dai suoi seguaci. Morì il 10 luglio del 1073.

ATTONE martire di Alessandria.

EMANUELE Ruiz santo morto nel 1860.

FELICITA matrona romana martire, madre dei santi Silvano e Vitale.

MARZIALE di Roma
figlio di santa Felicita martire nel 2° secolo, assieme ai suoi 6 fratelli.MASSIMINA beata di Figline Valdarno, in provincia di Firenze.

MICHELANGELO
Pietro Vitale, detto Michelangelo di san Francesco, nato a Frattamaggiore in provincia di Napoli nel 1747, in una famiglia di tessitori. Verso i 15 anni, sentendo un forte desiderio di vita religiosa, nonostante le opposizioni della famiglia, l’8 luglio 1763 entrò nei francescani come fratello laico. Dopo aver fatto la professione di fede nel convento di Santa Maria a Piedimonte d’Alife, fu trasferito nel convento napoletano di Santa Lucia al Monte, dove esercitò la professione di tessitore nel lanificio del convento stesso. Qui visse e lavorò instancabilmente fino alla morte, il 10 luglio 1800. Il processo di beatificazione avviato quasi subito da Pio VII, si è concluso il 13 giugno 1890 con la proclamazione delle sue virtù eroiche, da parte di Leone XIII.

OLIVIERO Plunkett
nato il 1° novembre 1625 a Loughcrew, in Irlanda da una famiglia nobile. Per la sua educazione venne affidato a un parente, abate benedettino a Dublino, che all’età di 16 anni lo mandò in seminario a Roma. Nel 1654 fu ordinato sacerdote, ma purtroppo in quel tempo i cattolici in Irlanda erano perseguitati e così fu costretto a rimanere a Roma a lungo. Quando però nel 1670 venne consacrato vescovo tornò nella sua patria di origine, dove cercò di migliorare i rapporti con la Chiesa protestante, ma nel 1679 fu arrestato e accusato di complotto contro l’Inghilterra. È morto l’11 luglio 1681, proclamando la sua innocenza, perdonando i carnefici. È stato canonizzato da Paolo VI nell’Anno Santo 1975.

PACIFICO della Marca
nato ad Ancona nel 1158, fu uno dei primi seguaci di Francesco d’Assisi. Nel 1217 introdusse l’Ordine Francescano in Francia, dove fondò diversi monasteri, tra i quali anche quello celebre di Parigi. Prima di dedicarsi all’apostolato, era stato un apprezzato poeta. È morto nel 1234 a Lens, presso Lilla.

PIETRO Vincioli santo di Perugia, morto nel 1007.

RUFINA di Roma
martire a Roma assieme a Seconda nel 257. La passio, seguendo una diffusa tradizione, le presenta come sorelle, promesse spose a due giovani cristiani. Avendo i loro fidanzati rinnegato la fede, le ragazze fecero voto di castità e rifiutarono le nozze. Denunciate dai due che avevano apostatato, furono arrestate e martirizzate lungo la Via Cornelia. Sul loro sepolcro venne poi eretta una basilica che, dal 5° secolo, ebbe anche un suo vescovo. Nel pontificato di Callisto II, la diocesi fu poi riunita a quella di Porto Romano e così venne chiamata di Porto e Santa Rufina.

SECONDA di Roma
figlia di Aurelia e di Asterio, di nobile famiglia romana, martire assieme alla sorella Rufina(v.), sulla Via Cornelia intorno al 260. Sul posto della loro sepoltura, nel 4° secolo, fu eretta una basilica.

SILVANO figlio di santa Felicita, martire nel 2° secolo.

ULDERICO di Ratisbona
confessore della fede di Regensburg (Ratisbona).

VITALE figlio di santa Felicita, martire a Roma.

ZACCHEO di Antiochia martire.

I santi del giorno del 5 maggio

5 Mag

ANGELO di Licata
nato a Gerusalemme nel 1185, da ebrei convertiti al cristianesimo. Fattosi eremita sul monte Carmelo, si trasferì poi in Sicilia, dove ottenne molte conversioni, in particolare tra gli ebrei di Palermo e Licata. Venne ucciso da Berengario, un eretico, il 5 maggio del 1220, a Licata, Agrigento.

CRESCENZIANA martire di Roma assieme a SILVANO.

DRADA di Metz da VALDRADA santa martire in Gallia, nel 6° secolo.

GERONZIO
martire in Africa assieme a Pia, Saturnino, Successo e altri compagni.

GIOVINIANO (NIANO) lettore, martire ad Auxerre verso il 260.

GIUDITTA di Prussia vergine martire nel 1260. 

GOTTARDO di Sassonia
nato nel 960 a Reichersdorf, in Germania, frequentò la scuola del monastero benedettino di Niederalteich, dove fu monaco, priore e infine abate incaricato di riformare diverse abbazie. Nel 1022, nominato vescovo di Hildesheim, presso Hannover, si dedicò all’assistenza di poveri e ammalati. Sostenitore della riforma di Cluny, fece costruire ospedali, monasteri e chiese, tra le quali il Duomo di Hildesheim, con annessa scuola e il convento del San Gottardo. Morto in Sassonia il 5 maggio 1038, fu canonizzato nel 1131, da Innocenzo II. È venerato anche in Italia, in particolare a Bressanone nella chiesa dei Santi Erardo e Gottardo. Una piccola chiesetta dedicata a lui si trova anche nel paesino di Gòbbera, nel Primiero in Trentino, con una lapide posta all’esterno: “Adì 27 7/bre 1682 MS Giacomo F. q. Nicolò Gober fece fare questa Capella per sua devotione”. Ampliata nel 1892 e benedetta l’anno seguente.

ILARIO di Arles
allievo di Onorato nel monastero sull’isola di Lerins, in Francia, dal 429 gli successe sul seggio episcopale di Arles e come tale, presiedette molti concili. Entrato in polemica con la Chiesa di Roma, circa l’esercizio dei suoi poteri di giurisdizione, venne destituito da Leone Magno e solo dopo la morte, verso il 450, lo stesso papa ne riconobbe i meriti e rese omaggio alla sua memoria. Di lui è rimasto solo uno scritto, Elogio di sant’Onorato.

IRENE di Lecce
figlia di un “signore” di nome Licinio, martire nel 300 circa a Salonicco assieme a PELLEGRINO e IRENEO. Quando il padre scoprì che si era convertita alla religione cristiana con il battesimo, tentò in tutti i modi di convincerla a rinnegare la nuova fede, ma siccome persisteva nel suo proposito, anzi lo propagandava, venne arrestata, torturata e infine decapitata. Nel 13° secolo le reliquie pervennero a Lecce che la fece sua patrona, edificandole una chiesa.

LANDO di Vasanello
originario di Vasanello, cittadina in provincia di Viterbo, sulla destra del Tevere. Subì il martirio a Orte nel 296.

LEO da Montefeltro o LEONE
cristiano originario della Dalmazia, compagno di Marino. Le sue ossa riposarono a San Leo, che dal 6° secolo è il nuovo nome di Montefeltro, nel luogo dove Leone avrebbe edificato un luogo di culto nel 4° secolo, fino al 1014, quando l’imperatore Enrico II le asportò per portarle in Germania, dove sembra però che non siano mai arrivate

MASSIMO di Gerusalemme
vescovo successore di Macario nel 333, prese parte al Concilio di Nicea e a quello di Tiro, dove difese l’ortodossia di Atanasio contro gli Ariani. Nel 349 convocò un sinodo di vescovi palestinesi che dichiarò la validità delle sue decisioni, ma irritato per questo comportamento, il metropolita ariano, Acacio di Cesarea di Palestina, lo fece deporre dalla carica, seviziato e condannato “ad methalla”, cioè ai lavori forzati nelle miniere, morì nel 350 circa.

NUNZIO Sulprizio
nato il 13 aprile 1817 in un paese dell’Abruzzo. Rimasto orfano dei genitori, fu maltrattato da tutti e obbligato a lavori pesanti, finché un parente riuscì a farlo ricoverare in ospedale a Napoli. Costretto a letto da una malattia, cercò di studiare il latino, perché voleva farsi sacerdote, ma morì a soli 19 anni, a Napoli il 5 maggio 1836.

PENELOPE di Lecce martire nel 4° secolo.

TOSCA di Verona
santa vissuta tra il 7° e l’8° secolo, molto venerata nella sua città.

VALENTE martire a Sebaste, nell’anno 320.

I santi del giorno del 4 maggio

4 Mag

ADA di Le Mans
forse originaria di Soissons, in Francia, passò a Le Mans invitata dal vescovo Innocenzo, prima del 553 e divenne badessa nel monastero di Santa Maria, alla periferia della città. Le reliquie conservate nella cattedrale insieme con quelle di san Giuliano, sono state profanate dai calvinisti francesi 
(Ugonotti), nel 16° secolo.

CIRIACO
vescovo martire sotto Giuliano l’Apostata. Patrono di Ancona, le reliquie sono conservate nella cripta del Duomo che in origine era dedicato a San Lorenzo, ma che in seguito ha preso il nome del martire San Ciriaco.

FLORIANO di Lorch
nato a Zieselmauer, presso Vienna verso la fine del 3° secolo. Battezzato ed educato cristianamente, servì per alcuni anni come ufficiale dell’esercito romano e poi divenne cancelliere del governatore della città di Lauriacum (oggi Lorch), capitale della provincia del Norico. Arrestato nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano assieme ad altri 40 fedeli che aveva cercato di aiutare a fuggire, fu condotto in catene davanti al proconsole Aquilino. Essendosi rifiutato di offrire sacrifici agli dei romani e di rinnegare la sua fede, fu imprigionato, torturato, flagellato e poi, con una macina da mulino al collo, gettato nel fiume Enns presso Linz, in Austria. In seguito il suo corpo recuperato dai fedeli, fu sepolto cristianamente da una vedova di nome Valeria. Nell’8° secolo sul luogo della sua sepoltura, furono edificati il monastero di San Floriano e una chiesa divenuta la Collegiata Agostiniana, dedicata al suo nome. Recenti scavi hanno permesso di rinvenire i resti degli altri 40 martiri per i quali aveva sacrificato la vita e le sue reliquie ora sono custodite in una chiesa di Cracovia. È un santo molto popolare in Austria, Baviera e Polonia, invocato contro le inondazioni e gli incendi. È venerato anche in Italia, a Brunico in Alto Adige e a Illegio, presso Tolmezzo in Carnia.

PORFIRIO di Camerino prete martire a Camerino, nelle Marche

SACERDOTE di Limoges vescovo martire.

SENESIO di Lucca martire a Lucca nel 9° secolo.

SILVANO di Gaza
vescovo di Gaza in Giudea, condannato ai lavori forzati nelle miniere. Per anzianità e malattie, fu esonerato dal lavoro e trascorse così un lungo periodo in carcere. Subì il martirio nel 310, sotto Massimino II Daia, assieme ad altri 39 cristiani.

TIZIANO di Lodi
nato nel 421, eletto vescovo della sua città nel 474, morto il 1° maggio 476. Fino al 1727 la sua festa era celebrata il 4 maggio, ma poi è stata spostata all’11 maggio.

TONINA diminutivo di ANTONINA, martire assieme al soldato Alessandro.

VENERIO di Milano o VENIERO
discepolo prediletto di sant’Ambrogio, vescovo di Milano dal 400, successore di Simpliciano. Combattè i pagani e si adoperò, con scarso successo, per la riabilitazione del patriarca di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo. Morì nel 408, durante l’invasione dei Visigoti di Alarico I

I santi del giorno del 20 febbraio

20 Feb

AMATA Martini
nipote di Chiara d’Assisi, dedita a una vita mondana ricca di divertimenti, grazie alle preghiere d’intercessione della zia, abbracciò la vita religiosa. Morì verso il 1250.

ELEUTERIO di Bisanzio
forse 7° vescovo, dal 129 al 136, martire. Un’altra fonte invece lo indica come Patriarca di Costantinopoli nel 5° secolo.

ELEUTERIO di Tournai
evangelizzatore della regione fiamminga del Belgio e 1° vescovo di Tournai, sul confine fra Belgio e Francia, sotto il regno di Clodoveo I. Amico di san Medardo, sembra sia stato eletto verso il 496 e poi martirizzato dagli Ariani in data sconosciuta. Le sue reliquie sono state ritrovate a Blandain, presso Tournai, il 18 settembre 897.

EUCHERIO d’ Orleans
vescovo benedettino morto nel 738. Dopo il 732 venne mandato in esilio dal re Carlo Martello, perché lo aveva rimproverato e accusato di molti soprusi nei confronti della Chiesa. Terminò così la sua vita come semplice monaco.

GIACINTA Marto
beata portoghese nata nel 1910, una delle veggenti di Fatima.

LEONE di Catania
nato nel 9° secolo a Ravenna dove ricevette l’ordinazione sacerdotale prima di diventare vescovo di Catania. Visse santamente con grande amore per i poveri

NILO di Emesa
vescovo martire nel 4° secolo a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Zenobio sacerdote, Tirannione vescovo di Tiro, Peleo e Silvano.

PELEO
vescovo martire a Emesa (oggi Hims), in Siria, assieme al sacerdote Zenobio, Nilo e Silvano.

REMO
santo celebrato in vari calendari, ma senza notizie storiche.

SILVANO di Emesa
vescovo martire a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Nilo, Peleo e Zenobio.

TECLA di Roubaix
nobildonna che, per tre notti di seguito, sognò un vecchio vestito di bianco, che le indicava il luogo, Blandain, vicino a Tournai, in Belgio, dove erano sepolti i resti di Eleuterio, 1° vescovo di Tournai. Le reliquie di questo santo, vissuto a cavallo tra il 5° e il 6° secolo, lungamente considerate perdute, vennero infatti ritrovate solo il 18 settembre 897, proprio a Blandain.

ULRICO di Dorset
detto di Dorset, antico nome della città di Dorchester, nei pressi di Londra, morto nel 1154.

VIDONE di Acqui vescovo in Piemonte.

ZENOBIO sacerdote martire assieme a Nilo e Silvano.

I santi del giorno del 10 febbraio

10 Feb

AMANZIO martire con GIACINTO, IRENEO e ZOTICO verso il 304.

APOLLO martire di Alessandria

ARNALDO da Padova
vescovo e abate di Santa Giustina, morto nel 1255.

CHIARA da Rimini santa morta nel 1346.

EUSEBIA Palomino Yenes
nata il 15 dicembre 1899 vicino a Salamanca, in Spagna, visse un’infanzia povera ma felice, piena di fede nella sua modesta casa. Nel 1924, superando molte difficoltà, riuscì a entrare tra le Salesiane,“Figlie di Maria Ausiliatrice” nella comunità di Valverde del Camino, dove si dedicò alla cura della casa e delle bambine dell’oratorio. Morta il 10 febbraio 1935, dopo due anni di indicibili sofferenze offerte al Signore per la salvezza della Spagna e del mondo in fama di santità, è stata solennemente beatificata il 25 aprile 2004.

GUGLIELMO di Malvalle
gentiluomo francese vissuto nel 12° secolo. Dopo un’avventurosa vita militare, nel 1145 andò in pellegrinaggio a Roma. Confessatosi con il papa Eugenio III, ricevette come penitenza dei suoi peccati, l’imposizione di un pellegrinaggio a Gerusalemme e quando tornò cercò pace e solitudine in una spelonca presso Pisa, dove venne però raggiunto da altri, andò allora in un bosco sul monte Pruno, ma anche qui non trovò la solitudine. Nel 1152 si ritirò finalmente a vita eremitica in una valle disabitata, chiamata Malvalle, presso Grosseto, dove è morto nel 1157. Un suo discepolo, Alberto, che ne ha scritto la Vita, racconta che attorno alla cappella costruita sulla sua tomba, oltre ai discepoli che lo avevano seguito in vita, ne arrivarono molti altri e si formò la comunità che diede origine alla Congregazione degli Eremiti di San Guglielmo. Il culto è stato approvato anche senza canonizzazione.

INDRO (SILVANO)
nato verso la fine del 4° sec., vescovo di Terracina morto nel 444. È ricordato dai resti di una chiesa antica e di un monastero del 10° sec., alla periferia della città, intitolati al suo nome. È molto venerato anche in Calabria.

SCOLASTICA da Norcia
sorella di Benedetto, nata a Norcia, in provincia di Perugia nel 480. Secondo Gregorio Magno, nel suo secondo libro dei Dialoghi, si consacrò a Dio fino dall’infanzia ed entrò nel monastero di Rocca di Botte, presso Subiaco, che dal 10° secolo è intitolato a lei. Trasferitasi poi in un altro monastero presso Montecassino, visse sempre accanto all’illustre fratello, dedicandosi a opere di carità e alla contemplazione. Morì a Montecassino il 10 febbraio 547 circa 40 giorni prima di Benedetto. La tradizione affermava che le loro reliquie erano state trasportate in Francia, nel monastero di Fleury presso Orleans, ma nel 1950, sono invece state scoperte a Montecassino, durante i lavori di ricostruzione dell’abbazia danneggiata dai bombardamenti della guerra. Chiamata patrona delle suore benedettine, con il fratello è anche patrona di Norcia.

SOTERA o SOTERE
antenata di sant’Ambrogio, subì il martirio sotto Diocleziano nella primavera del 304 e venne sepolta sulla Via Appia. Nel 9° secolo il papa Sergio II fece portare le sue reliquie nella chiesa di San Martino ai Monti.

ZENONE d’Antiochia
discepolo di Basilio di Cesarea di Cappadocia, aveva un importante incarico alla corte di Valente, imperatore romano d’Oriente. Quando nel 378 questi morì ad Adrianopoli o Edirne in Turchia, combattendo i Visigoti, lasciò la corte e si ritirò a vivere da anacoreta presso Antiochia. Morì nel 416, dopo aver lasciato ai poveri tutto quanto gli apparteneva.

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